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I ricchi

Una Cadillac gialla si accosta al marciapiede di Labyrinth Drive. È una mattina di gennaio: c’è neve sulla strada e sull’erba. L’aria è fragrante, crepita come una lastra di ghiaccio sotto la pressione di un tacco a spillo. Dalla Cadillac scende una donna: ha una sciarpa di visone intorno al collo e occhiali da sole che scintillano nella luce invernale; il suo incarnato è quello di una bambola di porcellana: pallido, puro, perfetto. La donna si chiama Natashya Romanov Everett, Tashya per tutti, Nada per suo figlio Richard. Il povero Richard, il grasso Richard, l’ombroso, schivo Richard che non si sente una persona ma uno dei comprimari nei romanzi della madre; i romanzi che hanno reso lei immensamente popolare e ricca, e lui sempre più schivo, sempre più ombroso.Qualcosa di oscuro si agita dietro gli abbaini della villa di Labyrinth Drive, e nessuno steccato bianco, nessun filo di perle, nessun cocktail party può nasconderlo: è il cuore nero e pulsante dell’America più irreprensibilmente wasp, l’America democratica e progressista, l’America di Kennedy e di Carter, l’America delle magnifiche sorti e progressive, l’America che cela, dietro le sue medaglie al valore, un volto sinistro. L’America che Joyce Carol Oates conosce in modo così intimo, l’America che ha già raccontato in Una famiglia americana e che qui viene deformata in una maschera carnascialesca, tanto più inquietante quanto più grottesca.Nel secondo capitolo dell’Epopea americana, Joyce Carol Oates si allontana dai toni drammatici del Giardino delle delizie per inscenare una commedia nera degna di Vladimir Nabokov e Edward Albee; una pantomima in cui il riso non è mai sciolto dall’amarezza del pianto, una satira acida e corrosiva che dissolve impietosa, davanti agli occhi del lettore, i colori pastello del sogno americano.
(source: Bol.com)

Riccardo III

Uno dei capolavori teatrali di tutti i tempi. Il gobbo, sciancato Riccardo, duca di Gloucester, per ottenere la corona è disposto a tutto. A perfide macchinazioni, misfatti e persino a uccidere il proprio fratello. Ma una volta conquistato, il potere va mantenuto, e ai primi crimini se ne devono sommare altri. Finché proprio chi li ha compiuti non ne diventa la vittima. La tragedia di Richard III, uno dei capolavori teatrali di tutti i tempi, è incentrata su questa potentissima figura di eroe negativo. Un sinistro superuomo rinascimentale malato di egocentrismo e brama di potere. E racconta l’orrore senza tempo della crudeltà e la fascinazione perversa del sangue. La tragedia, a cura di Paolo Bertinetti, viene qui presentata con testo a fronte nella traduzione di Patrizia Valduga e con il puntuale corredo di note di Mariangela Mosca Bonsignore.
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I ribelli dell’impero. Il preludio a Dune: 3

Con l’inganno e l’omicidio, Shaddam è riuscito a diventare l’uomo più potente dell’universo, colui che siede sul Trono del Leone d’Oro, l’Imperatore. Il suo regno è però minacciato dall’insaziabile sete di conquista del Barone Vladimir Harkonnen e dai piani delle Bene Gesserit, una setta dagli arcani poteri, che complotta da secoli per instaurare il proprio dominio, basato sulla religione e il terrore. Solo pochi lottano per la pace e la giustizia. Tra loro il duca Leto della casa Atreides, pronto a tutto pur di salvare la propria discendenza, e i misteriosi ribelli di Dune, il pianeta della spezia che allunga la vita e permette il viaggio nello spazio.
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I ribelli d’Irlanda

Nella seconda parte della sua avvincente saga storica, Edward Rutherfurd riprende la narrazione dal punto in cui l’aveva lasciata ne I Principi d’Irlanda, alle soglie del diciassettesimo secolo. Attraverso le appassionanti vicende dei Doyle, dei Walsh, dei Tidy e degli Smith siamo guidati nel turbolento periodo della Riforma e della devastante irruzione sulla scena di Oliver Cromwell, e poi giù giù per i secoli fino alla Prima guerra mondiale. Gli intrighi di potere, la ribellione, gli amori, la natura, la pietà: il destino di una terra affascinante e tormentata rivive in questa epopea, in cui il rigore storico si fonde con il senso dell’avventura e l’attenzione dettagliata alla realtà quotidiana. Lo stile diretto e intrigante di Edward Rutherfurd ne fa un’opera avvincente e di largo respiro, nella quale riecheggiano le suggestioni della tradizione culturale irlandese, da Swift a Yeats e Joyce.
(source: Bol.com)

Revival

Più di cinquant'anni fa, in una placida cittadina del New England, un'ombra si allunga sui giochi di un bambino di sei anni. Quando il piccolo Jamie alza lo sguardo, sopra di lui si staglia la figura rassicurante del nuovo reverendo, appena arrivato per dare linfa alla vita spirituale della congregazione. Intelligente, giovane e simpatico, Charles Jacobs conquista la fiducia dei suoi parrocchiani e l'amicizia incondizionata del bambino: per lui il pastore è un eroe, soprattutto dopo che gli ha "salvato" il fratello con una delle sue strepitose invenzioni elettriche. Ma l'idillio dura solo tre anni: la tragedia si abbatte come un fulmine su Jacobs, tutto il suo mondo è ridotto in cenere e a lui rimane solo l'urlo disperato contro il Dio che lo ha tradito. E il bando dal piccolo Eden che credeva di avere trovato. Trent'anni dopo, quando Jamie avrà attraversato l'America in compagnia dell'inseparabile chitarra che l'ha reso famoso, e dei demoni artificiali che ha incontrato lungo il cammino, l'ombra di Charles Jacobs lo avvolgerà ancora: questa volta per suggellare un patto terribile e definitivo. "Revival" è il racconto di due vite, quella che King ha vissuto e quella che avrebbe potuto vivere, attraverso due personaggi formidabili per potenza e fragilità, due uomini ai quali accade di incontrare il demonio e di affondare nel suo cuore di tenebra.

Il reverendo, le rose e le stravaganze del professore

**«Il brillante personaggio del professor Morley promette di diventare un piccolo gioiello del mystery inglese.»**
DAILY MAIL
**«Una sorprendente prima tappa che vi lascerà la voglia di continuare il viaggio.» **
EVENING STANDARD
**«L’abilità di Ian Sansom come autore comico è straordinaria… Vi si trovano reminiscenze di Mark Twain, Roddy Doyle e Kingsley Amis.»**
LONDON TIMES
Reduce dalla guerra civile spagnola, ancor giovane, ma già disilluso, Stephen Sefton è anche completamente al verde. Così, alla vista dell’enigmatico annuncio per un lavoro che promette buona paga e per il quale non sono richiesti titoli particolari se non una «ottima presenza mentale», si candida senza esitazione alcuna. Inizia in questo modo la collaborazione con il professor Swanton Morley, eccentrico erudito dalle conoscenze sterminate, per il suo ultimo, grandioso progetto: una storia dell’Inghilterra, accompagnata da una serie di guide per ogni regione. Dunque, si parte: la prima tappa è il Norfolk. Ma per la strana coppia subito cominciano i guai: il vicario di Blakeney viene trovato morto, impiccato alla corda della campana della sua chiesa… Si tratta di suicidio? Quali motivi potrebbero aver spinto un uomo di Dio a un gesto tanto estremo? E se il reverendo, invece, fosse stato ucciso, chi, tra gli abitanti di quella pittoresca cittadina, poteva volere la sua morte? Morley e Sefton non si fermeranno finché non avranno tutte le risposte che cercano… Sullo sfondo sempre piacevole della campagna inglese, Ian Sansom ci regala una storia coinvolgente e rasserenante, con due protagonisti che vorremmo non lasciare mai.
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### Sinossi
**«Il brillante personaggio del professor Morley promette di diventare un piccolo gioiello del mystery inglese.»**
DAILY MAIL
**«Una sorprendente prima tappa che vi lascerà la voglia di continuare il viaggio.» **
EVENING STANDARD
**«L’abilità di Ian Sansom come autore comico è straordinaria… Vi si trovano reminiscenze di Mark Twain, Roddy Doyle e Kingsley Amis.»**
LONDON TIMES
Reduce dalla guerra civile spagnola, ancor giovane, ma già disilluso, Stephen Sefton è anche completamente al verde. Così, alla vista dell’enigmatico annuncio per un lavoro che promette buona paga e per il quale non sono richiesti titoli particolari se non una «ottima presenza mentale», si candida senza esitazione alcuna. Inizia in questo modo la collaborazione con il professor Swanton Morley, eccentrico erudito dalle conoscenze sterminate, per il suo ultimo, grandioso progetto: una storia dell’Inghilterra, accompagnata da una serie di guide per ogni regione. Dunque, si parte: la prima tappa è il Norfolk. Ma per la strana coppia subito cominciano i guai: il vicario di Blakeney viene trovato morto, impiccato alla corda della campana della sua chiesa… Si tratta di suicidio? Quali motivi potrebbero aver spinto un uomo di Dio a un gesto tanto estremo? E se il reverendo, invece, fosse stato ucciso, chi, tra gli abitanti di quella pittoresca cittadina, poteva volere la sua morte? Morley e Sefton non si fermeranno finché non avranno tutte le risposte che cercano… Sullo sfondo sempre piacevole della campagna inglese, Ian Sansom ci regala una storia coinvolgente e rasserenante, con due protagonisti che vorremmo non lasciare mai.

La rete di protezione

Vigàta è in subbuglio: si sta girando una fiction ambientata nel 1950. Per rendere lo scenario quanto più verosimile la produzione italo-svedese ha sollecitato gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini. Scartabellando in soffitta l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune pellicole, sono state girate dal padre anno dopo anno sempre nello stesso giorno, il 27 marzo, dal 1958 al 1963. In tutte si vede sempre e soltanto un muro, sembra l’esterno di una casa di campagna; per il resto niente persone, niente di niente. Perplesso l’ingegnere consegna il tutto a Montalbano che incuriosito comincia una indagine solo per il piacere di venire a capo di quella scena immobile e apparentemente priva di senso. Fra sopralluoghi e ricerche poco a poco in quel muro si apre una crepa: un fatto di sangue di tanti anni fa, una di quelle storie tenute nell’ombra.

Resurrezione

Ultimo dei tre grandi romanzi di Tolstoj dopo Guerra e pace e Anna Karenina, Resurrezione è la storia di Katiuscia e Necliudov e della loro rinascita. Necliudov, giurato al processo per omicidio dove viene condannata la donna da lui un tempo sedotta e abbandonata, la giovane prostituta Katiuscia, si rende conto di aver avuto un’enorme responsabilità sulla sorte infelice della ragazza. Divorato dal rimorso, abbandona la sua vita di agi per seguirla nei lavori forzati in Siberia. Alla vicenda dei due giovani, con il finale riaffacciarsi a una nuova vita e la ritrovata dignità, si affianca quella di una folla di personaggi “umiliati e offesi”. Tolstoj si fa portavoce degli ultimi, i contadini inurbati e i carcerati, povera gente vittima di ogni genere di soprusi, e raggiunge col suo profondo esame dei sentimenti umani quel
“modo moderno di vedere le cose” che si era prefisso.
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### Sinossi
Ultimo dei tre grandi romanzi di Tolstoj dopo Guerra e pace e Anna Karenina, Resurrezione è la storia di Katiuscia e Necliudov e della loro rinascita. Necliudov, giurato al processo per omicidio dove viene condannata la donna da lui un tempo sedotta e abbandonata, la giovane prostituta Katiuscia, si rende conto di aver avuto un’enorme responsabilità sulla sorte infelice della ragazza. Divorato dal rimorso, abbandona la sua vita di agi per seguirla nei lavori forzati in Siberia. Alla vicenda dei due giovani, con il finale riaffacciarsi a una nuova vita e la ritrovata dignità, si affianca quella di una folla di personaggi “umiliati e offesi”. Tolstoj si fa portavoce degli ultimi, i contadini inurbati e i carcerati, povera gente vittima di ogni genere di soprusi, e raggiunge col suo profondo esame dei sentimenti umani quel
“modo moderno di vedere le cose” che si era prefisso.

Il resto è ossigeno

Chissà perché non sono mai scenari speciali o battute da film ad accompagnare i momenti che ci segneranno per sempre; chissà perché spesso le decisioni più importanti restano impigliate a date che non abbiamo scelto, luoghi in cui ci siamo trovati per caso, gesti che non ci rendono eroi. Arturo cammina da giorni per le strade della sua città, Torino, in cerca di qualcosa che non sa cosa sia. Si è strappato di dosso la sua vita durante una pausa pranzo qualunque, in un giorno qualunque, scappando da sua moglie – Sara – e dalla loro bambina con un sms. Travolto da una crisi improvvisa cui non sa dare un senso. Sara attende l’arrivo della disperazione. Prova a capire come abbiano fatto a infrangersi i suoi sogni e i suoi progetti. Prova a rivivere tutta la storia con Arturo, riguardando foto e rileggendo lettere. Ma si accorge che il suo cuore è calmo, come se la tristezza fosse solo stupore. Come se avesse sempre saputo tutto, ma non avesse mai voluto ammetterlo. Sara e Arturo: sono serviti undici anni per costruire una vita insieme; è bastato un istante fatto di poche parole per mandarla in mille pezzi. Ora, nell’arco di un mese o poco più, avranno modo di guardare in faccia i propri sentimenti e le proprie illusioni. Di rivedersi ventenni, quando tutto era possibile, e di ritrovarsi ancora affamati di felicità a quarant’anni, con la paura di aver sbagliato tutto e il desiderio di cambiare tutto. E, allora, chissà se avranno il coraggio di diventare grandi: capire cosa non vogliono più, cosa desiderano ancora… e con chi.

Resta anche domani

Questo eBook fa parte della promozione “L’amore è la cura”. Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall’autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall’impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l’ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l’amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l’emozione di vivere ogni giorno nella famiglia di un ex batterista punk e un’indomabile femminista. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?

Il respiro delle anime

È una torrida mattinata di luglio, le scuole sono ormai chiuse e sulle strade semideserte di Firenze e dintorni è calato un silenzio irreale, ma Carlo Alberto Marchi, tenace cronista e instancabile padre-single, continua inesorabilmente a svegliarsi alle sette e dieci. Non resta che mettersi in viaggio verso “Gotham City”, l’avveniristico Palazzo di Giustizia nella periferia della città – nonché uno dei dieci edifici più brutti del mondo secondo svariate classifiche – e andare a caccia di notizie sull’allarmante ondata di morti per overdose che negli ultimi mesi ha colpito la città. Un’inchiesta con cui il direttore del “Nuovo Giornale” sta marcando stretti il reporter e il suo collega, “l’Artista”, che con la loro tendenza all’insubordinazione non godono certo delle sue simpatie… Ma a scombinare l’agenda di Marchi arriva una notizia che gli fa subito drizzare le antenne: nella notte, a pochi passi da Gotham, un ciclista è stato ucciso da un’auto pirata scomparsa nel nulla. Un banale incidente? Solo all’apparenza. Perché se si aggiunge che la vittima era il dirigente americano di una nota azienda farmaceutica, e che solo pochi giorni prima era rimasto coinvolto in una retata in un ambiguo locale del centro, il caso si fa piuttosto interessante. Molte e intricate sono le piste che si aprono davanti alle forze dell’ordine e a chiunque abbia voglia di vederci chiaro: una lugubre villa dalle finestre murate, un misterioso iPhone placcato d’oro, un barbone che forse dice la verità, un pericoloso boss della malavita… Marchi si troverà alle prese con l’inchiesta più complessa, torbida e inquietante della sua carriera.
Dopo il successo di *Il rumore della pioggia*, Gigi Paoli e il suo irresistibile protagonista tornano con un giallo di grande suspense che ci guida negli anfratti più oscuri di una Firenze inedita e misteriosa.
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### Sinossi
È una torrida mattinata di luglio, le scuole sono ormai chiuse e sulle strade semideserte di Firenze e dintorni è calato un silenzio irreale, ma Carlo Alberto Marchi, tenace cronista e instancabile padre-single, continua inesorabilmente a svegliarsi alle sette e dieci. Non resta che mettersi in viaggio verso “Gotham City”, l’avveniristico Palazzo di Giustizia nella periferia della città – nonché uno dei dieci edifici più brutti del mondo secondo svariate classifiche – e andare a caccia di notizie sull’allarmante ondata di morti per overdose che negli ultimi mesi ha colpito la città. Un’inchiesta con cui il direttore del “Nuovo Giornale” sta marcando stretti il reporter e il suo collega, “l’Artista”, che con la loro tendenza all’insubordinazione non godono certo delle sue simpatie… Ma a scombinare l’agenda di Marchi arriva una notizia che gli fa subito drizzare le antenne: nella notte, a pochi passi da Gotham, un ciclista è stato ucciso da un’auto pirata scomparsa nel nulla. Un banale incidente? Solo all’apparenza. Perché se si aggiunge che la vittima era il dirigente americano di una nota azienda farmaceutica, e che solo pochi giorni prima era rimasto coinvolto in una retata in un ambiguo locale del centro, il caso si fa piuttosto interessante. Molte e intricate sono le piste che si aprono davanti alle forze dell’ordine e a chiunque abbia voglia di vederci chiaro: una lugubre villa dalle finestre murate, un misterioso iPhone placcato d’oro, un barbone che forse dice la verità, un pericoloso boss della malavita… Marchi si troverà alle prese con l’inchiesta più complessa, torbida e inquietante della sua carriera.
Dopo il successo di *Il rumore della pioggia*, Gigi Paoli e il suo irresistibile protagonista tornano con un giallo di grande suspense che ci guida negli anfratti più oscuri di una Firenze inedita e misteriosa.

Il respiro del ghiaccio

Una bambina di soli undici mesi rapita nella culla in cui dormiva. Tre donne scomparse. Una serie di eventi inquietanti terrorizza un’apparentemente tranquilla città americana e impegna il detective Jonathan Stride in un inesorabile conto alla rovescia nel tentativo di districarsi tra i segreti e le bugie degli abitanti. Evitare che un’altra vittima si aggiunga alla lista sarà per Stride una dura prova. Un Freeman eccezionale, in splendida forma. Contiene le prime pagine del nuovo thriller dell’autore, La ragazza di pietra.

Requiem

In uno stato a metà tra la coscienza e l’incoscienza, l’esperienza del reale e la percezione del sogno, un uomo si trova a mezzogiorno, senza sapersi spiegare come, nella Lisbona deserta e torrida dell’ultima domenica di luglio. Sa di avere delle azioni da compiere, soprattutto l’incontro con un personaggio illustre e scomparso, ma non ha idea di come compierle. Si affida così al flusso del caso e seguendo le libere associazioni dell’inconscio si trova a seguire un percorso che lo porta a ricordare (a vivere il ricordo nell’attualità di quella giornata) alcune tappe fondamentali della sua vita, spingendolo a cercare di sciogliere i nodi irrisolti all’origine del suo stato allucinatorio. Il romanzo è stato scritto in portoghese.
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La Repubblica di Platone

Né traduzione o parodia, né commento o rilettura filologica, La Repubblica di Platone “di” Badiou si accinge a diventare l’opera filosofica più singolare del XXI secolo. Un genere letterario a sé stante e tanto più stupefacente quanto non è del tutto chiaro chi ne sia l’autore: il fondatore della filosofia, il greco Platone, o quello che, secondo molti, è il più importante pensatore vivente, il francese Alain Badiou? I personaggi sono Socrate e i suoi allievi, ma tra questi spunta una donna. Lo stile è quello del dialogo, ma il lettore è afferrato da una prosa che attinge a piene mani da un’incalzante oralità. I problemi sono quelli della giustizia e della costituzione politica, ed ecco allora che si parla di corruzione dilagante e sovranità del denaro. Resta la tensione socratica con Omero ed Eraclito, ma la poesia viene riscattata da Mallarmé e il molteplice da Deleuze. I concetti, le domande, i nodi problematici è l’eternità dell’opera di Platone a porli. Ma sono la vivacità e l’audacia del pensiero di Alain Badiou a declinarli nella nostra condizione contemporanea, a farli vibrare in un testo che ricolloca l’opinione nel contesto delle società mediatiche, il mito della caverna nell’odierna schiavitù dell’effimero, Dio nell’alterità, la filosofia in un gesto di combattimento. Nella società giusta qui ridisegnata, dove a governare sono di nuovo i filosofi, e dove tutti, nessuno escluso, saranno filosofi, a dischiudersi non è solo la possibilità di una ‘vera politica’ ma una via di accesso all’assoluto.
(source: Bol.com)

René Leys i misteri della città proibita

Pechino, 1911. Durante gli ultimi giorni della dinastia Qing, alla vigilia della Rivoluzione che porrà fine a un impero con oltre duemila anni di storia, il giovane professore belga René Leys, personaggio sfuggente e misterioso, sembra essere testimone delle vicende e degli intrighi che avvengono nelle stanze inaccessibili della Città Proibita. Confidente del defunto Imperatore Guangxu, amico dell’attuale Reggente, agente della polizia segreta e, per di più, amante dell’Imperatrice vedova, la figura di René Leys e i suoi straordinari racconti offrono a Victor Segalen la possibilità di mettere in scena un serrato confronto tra Reale e Immaginario e di esprimere il suo personale concetto di esotismo, il cui “potere di concepire l’altro” è la chiave per penetrare nel cuore della Cina. Un’opera venata di ironia e leggerezza, che oscilla tra il romanzo storico, il poliziesco, lo scritto autobiografico e costituisce una delle prove più enigmatiche e raffinate del primo Novecento.