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La Maledizione Del Teschio

Cosa si cela dietro una misteriosa reliquia conservata sotto una campana di vetro nella magione di Bettiscombe Manor?
Quali segreti nascondono le nere pareti del gabinetto alchemico di Edward James Bettiscombe?
Qual è la reale portata della minaccia che dovrà affrontare Robert Price, l’indagatore del soprannaturale?
Ancora un’avventura piena di colpi di scena per l’ottocentesco investigatore di Stokonrige. **
### Sinossi
Cosa si cela dietro una misteriosa reliquia conservata sotto una campana di vetro nella magione di Bettiscombe Manor?
Quali segreti nascondono le nere pareti del gabinetto alchemico di Edward James Bettiscombe?
Qual è la reale portata della minaccia che dovrà affrontare Robert Price, l’indagatore del soprannaturale?
Ancora un’avventura piena di colpi di scena per l’ottocentesco investigatore di Stokonrige.

La Luna È Una Severa Maestra (Parte Prima)

L’ultimo grande romanzo di Heinlein è… un testo di storia. Un testo di storia futura, beninteso, e non precisamente “ad uso delle scuole”, ma con tutto il rigore e la plausibilità che richiederebbe, per esempio, una storia degli Stati Uniti d’America dall’Età Coloniale alla Rivoluzione, e dalla Rivoluzione all’Indipendenza. Quest’esempio non è scelto a caso. La storia futura della Luna, ha scoperto Heinlein, avrà molte probabilità di assomigliare alla storia passata del suo proprio paese. Ed è, tra l’altro, sulla base di questa analogia che l’autore ha diviso il suo romanzo in due “periodi”, ciascuno con una sua precisa unità narrativa e un suo preciso valore di… lezione.

Ecco la seconda e ultima “lezione” che la Luna, questa “severa maestra” ci dà per bocca del suo profeta Heinlein. Nell’avvertenza al romanzo precedente, abbiamo specificato come Heinlein abbia scoperto che la storia futura della Luna avrà molte probabilità di assomigliare alla storia passata degli Stati Uniti. Il lettore scrupoloso potrà dunque consultare in qualsiasi dizionario enciclopedico gli eventi che sulla Terra andarono più o meno dal 1775 al Trattato del 1783 e al riconoscimento dell’Indipendenza americana. Ma chi volesse soltanto divertirsi sa bene che in Urania, maestra meno severa della Luna, questo è sempre permesso…

La luna color zafferano

Il sogno di Maya è di diventare una donna audace, coraggiosa, libera. Libera di viaggiare nel lontano Oriente di cui sin da bambina ha sentito raccontare dal padre, professore di storia a Oxford. Durante l’infanzia e l’adolescenza le lettere che il celebre esploratore Richard Francis Burton, il suo idolo incontrastato, le ha inviato da Bombay, alle spiagge di Goa e dalle montagne azzurre di Nilgiri, da Hyderabad e da Alessandria l’hanno nutrita dell’atmosfera e degli aromi di quei luoghi magici. Ma nell’Inghilterra di fine Ottocento una donna non solo non può sperare di studiare, ma nemmeno di andare alla scoperta di posti così lontani. A meno che non sposi un ufficiale in partenza proprio per l’Arabia… Tuttavia, la vita in Oriente non è come l’aveva sognata. E mai, soprattutto, Maya si sarebbe immaginata che sarebbe stata rapita dai predoni del deserto per ordine del sultano locale. Un’avventura da incubo, in cui però conosce Rashad, il capo dei predoni, un uomo temibile e affascinante che segnerà il suo destino per sempre. La luna color zafferano è un’appassionante storia d’amore e al tempo stesso è un romanzo che svela il mistero dell’Arabia descritto attraverso il deserto, i palazzi, i colori, l’atmosfera, i profumi, raccontati con uno stile suggestivo che restituisce l’immagine di un’epoca e che avvince il lettore dalla prima all’ultima pagina. **
### Sinossi
Il sogno di Maya è di diventare una donna audace, coraggiosa, libera. Libera di viaggiare nel lontano Oriente di cui sin da bambina ha sentito raccontare dal padre, professore di storia a Oxford. Durante l’infanzia e l’adolescenza le lettere che il celebre esploratore Richard Francis Burton, il suo idolo incontrastato, le ha inviato da Bombay, alle spiagge di Goa e dalle montagne azzurre di Nilgiri, da Hyderabad e da Alessandria l’hanno nutrita dell’atmosfera e degli aromi di quei luoghi magici. Ma nell’Inghilterra di fine Ottocento una donna non solo non può sperare di studiare, ma nemmeno di andare alla scoperta di posti così lontani. A meno che non sposi un ufficiale in partenza proprio per l’Arabia… Tuttavia, la vita in Oriente non è come l’aveva sognata. E mai, soprattutto, Maya si sarebbe immaginata che sarebbe stata rapita dai predoni del deserto per ordine del sultano locale. Un’avventura da incubo, in cui però conosce Rashad, il capo dei predoni, un uomo temibile e affascinante che segnerà il suo destino per sempre. La luna color zafferano è un’appassionante storia d’amore e al tempo stesso è un romanzo che svela il mistero dell’Arabia descritto attraverso il deserto, i palazzi, i colori, l’atmosfera, i profumi, raccontati con uno stile suggestivo che restituisce l’immagine di un’epoca e che avvince il lettore dalla prima all’ultima pagina.

La guerra delle macchine

Secondo l’autore sono tre i motivi per cui una civiltà può autodistruggersi: sete di nuove conquiste, inconscio disgusto di se stessa, esasperazione del progresso. Queste tre condizioni si trovano riunite nel mondo del capitano Morton, un mondo nel quale una paurosa “Eternità” detta legge e distrugge chiunque la ostacoli. Gli uomini di quel mondo sono ridotti alla vita delle formiche: respirano, si muovono, combattono, muoiono nel sottosuolo del pianeta perchè la superficie è in mano alle Macchine, prodotto di una società post-atomica, che si sono ribellate all’uomo e che non ne tollerano la presenza sotto il sole. Gli uomini temono anche il sole, perchè hanno disimparato a conoscerlo, e lo considerano nemico, come le Macchine. Soltanto Morton trova la forza di ribellarsi alla paura secolare per il sole, le Macchine e l’Eternità. E li sfida, trascinando altri con sé, convinto che per gli uomini sia giunto il momento di tornare a vivere alla superficie del pianeta che è loro.
Copertina: Karel Thole

La grande luce

Quando la Terra sarà finalmente pacifìcata, l’uomo non resisterà a lungo senza lotte e competizioni; e allora andrà a cercare fra le stelle il luogo più adatto per gettare il seme della discordia, innato in lui. Questa la concezione di Robert Randall audace autore di La Grande Luce. Attorno al suo pessimistico concetto della natura umana, Randall ha costruito un romanzo piacevole, creato personaggi garbati, inventato un mondo: Nidor. Nidor, pianeta perpetuamente ammantato da una spessa coltre di nubi. Nidor, che vive da millenni in modo immutabile. Nidor, dove la vita scorre placida e piacevole fino al giorno in cui i Terrestri scoprono la sua esistenza e quella dei suoi onesti e ingenui abitanti. Con un inganno che sembra ìspirato all’antica astuzia greca, i Terrestri compaiono su Nidor, entrano a far parte della sua vita, una gran parte, e risvegliano nei Nidoriani irrequietezza e ambizione. Ma non si accorgono di aver insegnato loro anche l’arte sottile della deduzione logica e del sospetto. E quando i Nidoriani avranno acquisito quest’arte, i Terrestri dovranno cercare altrove per sfogare la loro subdola attività.
Copertina di: Carlo Jacono

La Gitana E Il Bacio Di Natale

A volte l’unica cosa di cui una persona ha bisogno è ciò che non si aspetta.
Lulia Vasile è figlia di una principessa Rom e del secondogenito di un conte. È cresciuta esibendosi alle fiere di contea, dilettandosi nella scherma. Non si preoccupa del giudizio altrui e vive la vita come piace a lei.
Finley Prescott, il duca di Clare, non lascia la sua casa di città a meno che non sia necessario. Tutto ciò che vuole è sparire dal mondo.
Fin e Lulia hanno un passato in comune che nessuno dei due ha mai dimenticato. Quando si incontrano nuovamente, l’attrazione è inevitabile.

La Galassia Di Asimov

Isaac Asimov ha immaginato in questo romanzo un affresco di portata cosmica, tale da potersi paragonare al celebre universo delle Fondazioni. Nella nostra galassia, fra mille anni, coesistono in delicato equilibrio sei razze molto diverse fra loro, tutte capaci di effettuare il volo interstellare. La razza umana è una delle più giovani e inesperte, ma compensa questo fatto con la sua aggressività. E proprio a un equipaggio umano tocca di scoprire che la misteriosa razza d'insetti intelligenti noti come Locriani hanno fatto una scoperta d'importanza vitale, lavorando all'insaputa degli altri in un settore sconosciuto dello spazio. Che cosa hanno trovato? Chi sorvegliano? Gli interrogativi, infatti, si moltiplicano uno dietro l'altro, in un "puzzle" che è insieme scientifico e politico. Il compito di dipanare la matassa spetterà a un'attrezzatissima missione diplomatica, mentre i vari capitoli di questo sorprendente romanzo sono stati affidati, da quell'esperto regista che è Asimov, ad alcuni dei migliori scrittori della science fiction d'oggi: Poul Anderson, Robert Sheckley, Harry Turtledove, Robert Silverberg e David Brin. Ma ad aprire il volume è Asimov in persona, che in una sagace introduzione…

La felicità delle immagini, il peso delle parole: cinque esercizi di lettura di Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati.

**Affascinante come un romanzo, documentato come un saggio accademico, *La felicità delle immagini, il peso delle parole* non è né l’una né l’altra cosa: è piuttosto un’acuta ricognizione di territori cari all’autrice, che da sempre fa la spola tra il mondo della scrittura e quello dell’arte.**
Se gli anni trenta del secolo scorso sono stati tutto un fervore di scambi e relazioni tra questi mondi, già negli anni sessanta quella temperie veniva rievocata con una sorta di nostalgia da Pasolini, che pure insieme ai colleghi ha praticato la stessa dimensione di prossimità. Moravia che non smette mai di disegnare; Calvino che insinua che chi si esprime col pennello sia più felice di chi usa la penna; Volponi che del collezionismo di quadri fa quasi una malattia. Ne esce il ritratto di un tempo vivido e interessante, ricco di idee in perenne circolazione: perché il rapporto fra parola e immagine nei testi letterari mai come oggi è attuale e ricco di implicazioni. **
### Sinossi
**Affascinante come un romanzo, documentato come un saggio accademico, *La felicità delle immagini, il peso delle parole* non è né l’una né l’altra cosa: è piuttosto un’acuta ricognizione di territori cari all’autrice, che da sempre fa la spola tra il mondo della scrittura e quello dell’arte.**
Se gli anni trenta del secolo scorso sono stati tutto un fervore di scambi e relazioni tra questi mondi, già negli anni sessanta quella temperie veniva rievocata con una sorta di nostalgia da Pasolini, che pure insieme ai colleghi ha praticato la stessa dimensione di prossimità. Moravia che non smette mai di disegnare; Calvino che insinua che chi si esprime col pennello sia più felice di chi usa la penna; Volponi che del collezionismo di quadri fa quasi una malattia. Ne esce il ritratto di un tempo vivido e interessante, ricco di idee in perenne circolazione: perché il rapporto fra parola e immagine nei testi letterari mai come oggi è attuale e ricco di implicazioni.