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Il libro di zaffiro

Toledo 1487: un anziano rabbino, uno sceicco di mezza età e un giovane monaco francescano, affratellati dal giuramento fatto a un comune amico ebreo finito sul rogo, decidono di intraprendere un avventuroso viaggio alla ricerca di una misteriosa tavoletta di zaffiro, dove, a detta di chi l’ha avuta tra le mani, sono impresse le risposte di Dio agli interrogativi fondamentali che da sempre l’uomo si pone sulla propria esistenza. Nel corso del rocambolesco pellegrinaggio attraverso la Spagna di Ferdinando e Isabella – una Spagna illuminata dalla luce livida dei roghi degli autodafè, incrudelita dalla guerra di Riconquista e minata dal mal sottile del fanatismo religioso e del furore antisemita – i tre scamperanno per un pelo agli agguati degli eserciti cristiano e musulmano, si apriranno un varco tra le fitte maglie tese dell’Inquisizione, troveranno il tempo di fare la conoscenza di uno stravagante marinaio genovese che parla castigliano e sogna di raggiungere le Indie navigando hacia ponente, e scopriranno il fine, con una certa sorpresa, che il fine del loro viaggio non è altro che il viaggio stesso.

Il libro di sabbia

Nel febbraio del 1969, a Cambridge, su una panchina davanti al fiume Charles, Borges incontra un uomo che ha la sua stessa voce e gli è più intimo di un figlio nato dalla sua carne. L’uomo è Borges ventenne, a Ginevra, seduto su una panchina davanti al fiume Rodano. Comincia così, con un vertiginoso ritorno al ‘vecchio tema del doppio’ e alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta, ”Il libro di sabbia”, che raccoglie tredici, memorabili, racconti – cui se ne aggiungono qui, in appendice, altri quattro mai radunati in volume. Racconti di carattere fantastico. O forse sogni. O forse incontri con apparizioni spettrali: Ulrica, alta e lieve, labile riflesso di una saga nordica; una casa inconcepibile e il suo terrificante ospite; un vecchio, pallido e severo, venuto da un futuro dove si insegna l’arte di dimenticare. Ma anche incontri con oggetti da incubo, da cui paiono sprigionarsi il caos o la divinità: il disco di Odino, a un solo lato e invisibile, che un taglialegna strappa al re dei Secgens e poi cercherà invano; il diabolico libro di sabbia, che non ha né inizio né fine né centro né ordine, e infama e corrompe la realtà; le ‘tigri blu’, pietruzze lisce e rotonde capaci di riprodursi e di minare la scienza della matematica. Incontri, tutti, destinati a ‘ramificarsi nell’ospitale immaginazione’ di chi li legge, quasi fossero scaturiti, miracolosamente, dai suoi stessi sogni. ‘In questi esercizi da cieco’ scrive Borges ‘ho voluto essere fedele all’esempio di Wells: la congiunzione di uno stile piano, a volte quasi orale, con una trama impossibile’ – e il risultato è una prosa pacata ed essenziale, ma come non mai modulata e musicale.

(source: Bol.com)

Il libro di Ptath

Peter Holroyd, comandante di un reparto corazzato impegnato in un combattimento in Africa Orientale durante la Seconda Guerra Mondiale, si risveglia nel corpo del Grande Ptath, Signore di Gonwolane, ma non ha ben chiara quale sia stata la sua vita precedente, e cosa lo aspetti ora. Conteso da due donne – una malvagia e astuta, l’altra buona e prigioniera della prima – cerca di orientarsi in questo nuovo ed esotico mondo, mentre i sette incantesimi di protezione che aveva predisposto a propria salvaguardia vengono meno uno ad uno, con la prospettiva di diventare anche lui schiavo come la donna che lo ama… Alfred E. Van Vogt è nato a Winnipeg, in Canada, nel 1912. È solo del 1939 la sua prima apparizione nel campo della fantascienza con il primo episodio di Crociera nell’infinito. Infatti, intesi originariamente come episodi a sé stanti, i primi tre furono nel 1951 riuniti dall’Autore che, con l’aggiunta dell’episodio dei Riim, diede vita a questo stupendo libro. Da quel lontano 1939, i successi conseguiti da Van Vogt non si contano più: basti pensare che, oltre a diventare uno dei più apprezzati autori del genere, viene considerato unanimemente il padre della Fantascienza Avventurosa. In questa collana vi proporremo i suoi testi più famosi, giusto omaggio a uno degli autori più popolari e benvoluti nel campo della Science Fiction.

Il libro di Monelle

Monelle è “colei che è sola”. La donna uscita dall’ombra per compiere un gesto di tenerezza. Come la giovane del Palais-Royal, che Bonaparte non dimenticherà mai, o la Sonia di Delitto e castigo, che la pietà unisce all’assassino Raskolnikov. È la prostituta bambina che con il proprio affetto guarisce colui che incontra senza voler niente in cambio; la Donna portatrice del vero sapere. E forse i suoi tratti sono quelli della fragile operaia malata di tisi, che Schwob incontrò una notte tornando a casa, e che sposò pochi giorni dopo per assisterla fino alla morte. Monelle e le sorelle di Monelle: la sognatrice, l’egoista, la voluttuosa, la perversa, la delusa, la selvaggia, la fedele, la prescelta e altre; ancora bambine, benché già donne, per aver vissuto in un’epoca in cui il matrimonio appare l’unico modo di garantirsi un’identità. Della scrittura di Schwob, capace di evocare atmosfere fantastiche e terribilmente reali, scrisse il poeta Albert Samain: “È droga… Dà fuoco all’immaginazione”.

Il libro di fisica

Isaac Asimov, illustre studioso e brillante divulgatore scientifico, ma anche grandissimo scrittore di science fiction, ha costruito questa volta una vera e propria «biografia delle scienze fisiche». Il presente volume, che nel mondo anglosassone è diventato una «bibbia della fisica», ci introduce, in forma semplice ma rigorosa, ai segreti dei quasar e dei buchi neri, dei quark e degli acceleratori di particelle, dell’intelligenza artificiale e delle fonti di energia, sia essa quella «sporca» sia quella «pulita». Un vero, completo manuale, ma anche un «romanzo» affascinante sia per il profano sia per l’uomo di scienza.
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Il Libro Delle Figurazioni Ideali

Unlike some other reproductions of classic texts (1) We have not used OCR(Optical Character Recognition), as this leads to bad quality books with introduced typos. (2) In books where there are images such as portraits, maps, sketches etc We have endeavoured to keep the quality of these images, so they represent accurately the original artefact. Although occasionally there may be certain imperfections with these old texts, we feel they deserve to be made available for future generations to enjoy.

Il libro della grammatica interiore

Due lunghi racconti che parlano d’amore e tradimento. David Grossman, con il suo stile avvolgente e audace, affronta il più potente tra i sentimenti: la gelosia. E lo fa in due storie in cui il narratore racconta a un altro (o forse a se stesso) il tradimento di cui è, o si sente, vittima. Nel primo è Shaul a confessare con quanto coinvolgimento e intensità lui stesso vive la relazione che sua moglie intrattiene da dieci anni con un altro uomo. Nel secondo a raccontare è Rotem che ricostruisce la particolare relazione fra la madre, insegnante di yoga, e un ragazzo che le era stato affidato perché lo aiutasse a “diventare un uomo”. Ciò che sorprende in questo libro è la capacità dei personaggi di usare l’immaginazione, e la letteratura stessa, per andare oltre i propri limiti e le proprie inibizioni, per guardare l’altro – e se stessi – sotto una luce diversa. Per rinnovarsi, rinascere e imparare a far proprio un linguaggio affettivo nuovo.

Il libro dell’ignoranza

o Qual è la costruzione umana che si vede dallo spazio? La Grande Muraglia cinese? Sbagliato. o Che cosa contiene la gobba dei cammelli? Acqua? Figuriamoci. o Chi infila la testa sotto la sabbia? Gli struzzi? No di certo. o Di dove sono i cappelli detti «Panama»? Sicuramente non di lí.

Il libro dell’estate

Torna l’autrice bestseller del New York Times I segreti di Cliff House raccontati dalle voci di tre generazioni di donne L’oceano e le rose selvatiche sulle dune fanno da cornice alla meravigliosa Cliff House, arrampicata in cima alla scogliera di Sconset, nell’isola Nantucket. Bess Codman, per la prima volta dopo anni, visita il posto che i suoi nonni costruirono circa un secolo prima. A causa dell’erosione, la grande casa è destinata a precipitare nel mare. Bess dovrà mettere da parte i suoi conflitti con il passato e occuparsi di sistemare la casa. Per farlo sarà costretta ad affrontare sua madre, una donna dal carattere determinato, che si rifiuta di abbandonare Cliff House. Bess non dovrà fare i conti solo con il passato della sua famiglia, ma anche con un vecchio amore. Nella confusione degli imballaggi, Bess ritrova il registro degli ospiti di Cliff House: “Il libro dell’estate”. Tra le pagine sbiadite del libro sono custodite le affascinanti storie di coloro che l’hanno abitata. La nonna di Bess, Ruby – che possedeva il libro dell’estate al tempo della Seconda Guerra Mondiale –, le ha sempre detto che “Cliff House è una casa di donne”. Solo l’ultimo giorno dell’ultima estate in quella casa arroccata sul mare, Bess si renderà conto che la verità delle parole di sua nonna è più profonda di quanto avrebbe mai potuto pensare. «Michelle Gable racconta in modo brillante il passato, rivelando come rispecchi il presente. Questo libro è uno splendido romanzo multi-generazionale che parla della forza delle donne di Cliff House.» Publishers Weekly Michelle Gable è cresciuta a San Diego, si è laureata al College of William & Mary e vive a Cardiff by the Sea, in California, con il marito, due figlie e un gatto. Si occupa di finanza e dedica tutto il tempo libero alla scrittura. L’idea per Un favoloso appartamento a Parigi, il suo romanzo d’esordio, è nata da una fotografia dell’appartamento parigino di Mme De Florian, arredato con estremo gusto eppure abbandonato per 70 anni. Alle stesse atmosfere è ispirato il suo secondo libro, Ritorno a Parigi.

Il libro dell’Es

Medico famoso, uomo affascinante e paradossale, Georg Groddeck (1866-1934) fu il primo che si valse dei metodi psicoanalitici nella cura delle malattie organiche; fu anche il solo, fra i pionieri della psicoanalisi, a non voler mascherare quella componente di guaritore, di mago, che deve esserci in chi opera sulla psiche dell’uomo. Egli teneva a precisare di non aver nulla a che fare con la scienza psicoanalitica, sebbene Freud, suo estimatore e maestro, lo assicurasse del contrario. Groddeck diffidava delle teorie troppo rigide, era insofferente di ogni gergo tecnico e mai avrebbe rinunciato alla sua fantasiosa ironia. È naturale perciò che la sua opera più nota, ”Il libro dell’Es”, pubblicato per la prima volta a Vienna nel 1923, sia il meno accademico, il meno ortodosso fra i testi salienti della psicoanalisi, quello che sfugge a ogni classificazione, anche perché frutto di una rara felicità di scrittura. Trattato psicoanalitico sotto forma di romanzo epistolare, pedagogia radicale, piegata in un giuoco alterno di sfavillante malizia e di tenera intimità, contro tutti i possibili tabù, ”Il libro dell’Es” è un carteggio fra il medico-psicoanalista Patrik Troll – alter ego di Groddeck – e una sua amica, la quale considera da principio con scetticismo le strabilianti teorie del suo corrispondente, ma ne viene a poco a poco conquistata. In un linguaggio diretto, di una spregiudicatezza ‘rabelaisiana’ (la pruderie volle che le copie della prima edizione uscita in Inghilterra fossero sigillate), Groddeck espone la propria concezione dell’inconscio, da lui denominato ‘Es’, termine che poi Freud adottò. Le sue dimostrazioni sono condotte su una massa di casi clinici, di storie, di aneddoti, di ricordi, tratti dal repertorio della sua ricchissima esperienza terapeutica. Il tono è sempre leggero, mobilissimo, pronto all’autoironia. Ma le teorie erano, e restano parzialmente a tutt’oggi, di un’audacia estrema. Per Groddeck l’inconscio non è solo una parte della psiche personale, ma la potenza stessa che regge il mondo. Su questo fondamento le teorie freudiane sono portate alle ultime conseguenze e i loro limiti, attraverso l’immissione di un’incognita quasi inafferrabile, vengono paradossalmente sottolineati. La potenza dell’Es si manifesta come linguaggio, è essa stessa il linguaggio del mondo. Noi, in quanto parte del mondo, parliamo quel linguaggio, con il nostro corpo, con i nostri gesti, con il nostro modo di pensare, di operare, con le nostre malattie, con tutto quello che può capitarci, perché il caso non è che un altro nome dell’Es. Così il compito dell’analista, o meglio del medico che si serve dell’analisi come di un suo strumento essenziale, sarà di saper leggere in questa foresta di significati, di sollecitare, con la comprensione più profonda e con l’astuzia più sottile, l’Es del malato a collaborare alla sua guarigione. Ma per ottenere questo risultato, il medico dovrà, lui stesso, trasformarsi, acquisire nuove verità in un rapporto che non può non essere di reciproco scambio e arricchimento. In questo modo Groddeck abbandona alcuni presupposti del buon senso occidentale: la cauta separazione tra organico e psichico, tra significante e insignificante. Dietro ai suoi ragionamenti s’intravvede una sfida esorbitante, che solo la sua carica straordinaria di intuito e di fede nelle infinite possibilità della vita pienamente giustifica.

(source: Bol.com)

Il libro del mare

Nelle profondità del mare intorno alle isole Lofoten vive il grande squalo della Groenlandia, un predatore ancestrale nonché il vertebrato più longevo del pianeta, tanto che oggi potremmo imbatterci in un esemplare nato prima che Copernico scoprisse che era la terra a girare intorno al sole. “Il libro del mare” è la storia vera di due amici, Morten Strøksnes e un eccentrico artista-pescatore, che con un piccolo gommone e quattrocento metri di lenza partono alla caccia di questo temuto abitante dei fiordi. Un’avventura sulla scia di Melville e Jules Verne che diventa un caleidoscopico compendio di scienze, storia e poesia dell’universo marino: dalle antiche leggende dei marinai alla vita naturale degli abissi, dalla biologia alla geologia e alle grandi esplorazioni oceaniche, dal Leviatano e i mostri acquatici ritratti da Olao Magno nel ‘500 alle specie incredibilmente reali di meduse a trecento stomaci, draghi di mare e calamari «lampeggianti». Un viaggio attraverso il Paleocene e gli odierni allarmi ecologici, che spazia dal Libro di Giona al “Maelström” di Edgar Allan Poe, raccontandoci un mondo che ci rimane in gran parte oscuro e che con i suoi misteri custodisce l’origine della vita. Ma “Il libro del mare” è anche una riflessione sulla storia naturale dell’uomo, che è arrivato a mappare l’intero globo e a navigare tra le stelle, eppure sembra conservare un’ossessione per il mito del mostro, forse per un atavico istinto predatorio, o per la paura dell’ignoto che ancora oggi il mare ci risveglia.
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Il libro del cortegiano

Nel 1506, a Urbino, gli intellettuali riuniti alla corte della duchessa Elisabetta intavolano una discussione volta a “formar con parole un perfetto cortegiano”. Da questa cornice narrativa prende le mosse Il libro del Cortegiano, la cui prima edizione (1528) fu pubblicata quasi contemporaneamente dai più prestigiosi tipografi del tempo, Manuzio e Giunti, a testimonianza dell’attesa che la circondava. E grande fu la sua fortuna in tutte le corti d’Europa. Fino alla Rivoluzione francese, infatti, essa fu considerata la grammatica della società di corte: la sua ricetta fondamentale era il primato della “grazia” e della “sprezzatura”, ossia il dissimulare lo sforzo per far apparire naturali anche i gesti e i discorsi più ricercati. Per il lettore di oggi, Il libro del Cortegiano ha un pregio in più: fa rivivere la civiltà colta e raffinata delle corti italiane del Cinquecento e ne rivendica l’indiscutibile e inarrivabile supremazia culturale.
(source: Bol.com)

Il libro degli specchi

«*Intelligente e sofisticato – un thriller dipinto come un quadro di Picasso. Altamente consigliato.*»
**Lee Child**
«*Un impressionante primo romanzo, intelligente e ben scritto.*»
**The Times**
«*Questo romanzo d’esordio in inglese di un autore rumeno è un’intelligente e provocatoria esplorazione di quanto la memoria possa giocare strani scherzi.*»
**The Sunday Times**
«*L’esordio in lingua inglese di un autore rumeno diventa un fenomeno mondiale.*»
**The Guardian**
«*Questo è un romanzo avvincente, impeccabile, capitale. Uno dei più belli della stagione.*»
**Sette – Antonio D’Orrico**
«*Un plot convincente e di forte tenuta: alla fine tutto torna come in un preciso meccanismo che non ammette sbavature. Una scrittura lineare e mimetica nell’adesione alle tre voci narranti che si avvicendano nel ricostruire la storia. Una sapiente gestione dei punti di vista. Chirovici gioca a dadi con noi lettori, con notevole maestria. *»
**Robinson – La Repubblica – Giancarlo De Cataldo**
Peter Katz ha alle spalle una lunga carriera in una delle agenzie letterarie più importanti di New York, e ormai quasi nulla può sorprenderlo. Ma il manoscritto che quasi per caso inizia a leggere lo colpisce fin dalle prime righe.
Non è solo la scrittura magnetica, non è solo il coinvolgimento dell’autore a fargli capire subito che non si tratta di un romanzo come gli altri: chi scrive, un certo Richard Flynn, afferma di conoscere la verità su un famoso omicidio avvenuto quasi trent’anni prima, e di essere pronto a rivelarla nel suo romanzo.
La vigilia di Natale del 1987, in circostanze mai del tutto chiarite venne ucciso Joseph Wieder, un carismatico professore di psicologia all’università di Princeton. Accademico stimato ma anche molto discusso, Wieder esercitava un notevole fascino sulle studentesse come Laura Baines, la ragazza di cui Richard Flynn era innamorato. Ma in questa sorta di sbilanciato e torbido triangolo, a un certo punto, qualcosa andò storto.
Il manoscritto di Flynn è semplicemente eccezionale, ma purtroppo è incompleto: manca il finale. Determinato a non lasciarsi sfuggire l’occasione, l’agente letterario riesce a rintracciare l’autore, scoprendo però che è in fin di vita e che il resto del manoscritto è introvabile.
Inizia così un viaggio alla ricerca del finale perduto e della verità che porta con sé. Un viaggio che diventa un’indagine sulla psiche e sul modo in cui la nostra memoria riscrive il passato, in un incerto, a volte ingannevole, gioco di specchi…
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### Sinossi
«*Intelligente e sofisticato – un thriller dipinto come un quadro di Picasso. Altamente consigliato.*»
**Lee Child**
«*Un impressionante primo romanzo, intelligente e ben scritto.*»
**The Times**
«*Questo romanzo d’esordio in inglese di un autore rumeno è un’intelligente e provocatoria esplorazione di quanto la memoria possa giocare strani scherzi.*»
**The Sunday Times**
«*L’esordio in lingua inglese di un autore rumeno diventa un fenomeno mondiale.*»
**The Guardian**
«*Questo è un romanzo avvincente, impeccabile, capitale. Uno dei più belli della stagione.*»
**Sette – Antonio D’Orrico**
«*Un plot convincente e di forte tenuta: alla fine tutto torna come in un preciso meccanismo che non ammette sbavature. Una scrittura lineare e mimetica nell’adesione alle tre voci narranti che si avvicendano nel ricostruire la storia. Una sapiente gestione dei punti di vista. Chirovici gioca a dadi con noi lettori, con notevole maestria. *»
**Robinson – La Repubblica – Giancarlo De Cataldo**
Peter Katz ha alle spalle una lunga carriera in una delle agenzie letterarie più importanti di New York, e ormai quasi nulla può sorprenderlo. Ma il manoscritto che quasi per caso inizia a leggere lo colpisce fin dalle prime righe.
Non è solo la scrittura magnetica, non è solo il coinvolgimento dell’autore a fargli capire subito che non si tratta di un romanzo come gli altri: chi scrive, un certo Richard Flynn, afferma di conoscere la verità su un famoso omicidio avvenuto quasi trent’anni prima, e di essere pronto a rivelarla nel suo romanzo.
La vigilia di Natale del 1987, in circostanze mai del tutto chiarite venne ucciso Joseph Wieder, un carismatico professore di psicologia all’università di Princeton. Accademico stimato ma anche molto discusso, Wieder esercitava un notevole fascino sulle studentesse come Laura Baines, la ragazza di cui Richard Flynn era innamorato. Ma in questa sorta di sbilanciato e torbido triangolo, a un certo punto, qualcosa andò storto.
Il manoscritto di Flynn è semplicemente eccezionale, ma purtroppo è incompleto: manca il finale. Determinato a non lasciarsi sfuggire l’occasione, l’agente letterario riesce a rintracciare l’autore, scoprendo però che è in fin di vita e che il resto del manoscritto è introvabile.
Inizia così un viaggio alla ricerca del finale perduto e della verità che porta con sé. Un viaggio che diventa un’indagine sulla psiche e sul modo in cui la nostra memoria riscrive il passato, in un incerto, a volte ingannevole, gioco di specchi…

Libro degli angeli

Il Cielo, secondo gli antichi, poteva giungere sulla Terra: gli Angeli ne erano i messaggeri e, in certi casi, divenivano anche qualcosa di più. Chi sapeva riconoscerli e ascoltarli ne riceveva energie celesti e istruzioni, per far agire quelle energie nella vita quotidiana. Oggi useremmo un altro linguaggio per dirlo: nella nostra mente esistono potenzialità straordinarie, che a volte ci sembra di intuire, e che possono guidarci e trasformare la nostra vita, se riusciamo a individuarle. La millenaria angelologia (cioè “scienza degli Angeli”) è precisamente la teoria e la pratica di questa scoperta delle nostre doti superiori: un sorprendente metodo di autoanalisi, che mostra quanto fossero evolute le conoscenze psicologiche dei sacerdoti egizi ed ebrei, primi angelologi della storia. Sibaldi ricostruisce i fondamenti di questa scienza e spiega come applicarla in concreto: come intendere i propri Angeli, come interpretare le scelte coraggiose che ciascun Angelo pone ai suoi “protetti”, come decifrare – guardandole dall’alto – le proprie incertezze e profonde insoddisfazioni, per trasformarle in conquiste. Si dissolve, forse, l’immagine tradizionale degli Angeli biondi e alati, ma al loro posto si delineano potenti strutture dell’anima e al tempo stesso del destino: vie maestre dell’esperienza, antichissime, sì, eppure sempre sorprendentemente nuove.

Il Libro completo per la combinazione dei Cibi – Come combinare gli alimenti per una salute ottimale

INDICE DEI CONTENUTI Prefazione Introduzione 1 Classificazione dei generi alimentari 2 Digestione degli alimenti 3 Combinazioni giuste e combinazioni sbagliate 3.1 Le combinazioni tra acidi e amidi 3.2 Le combinazioni tra proteine e amidi 3.3 Le combinazioni tra proteine e proteine 3.4 Le combinazioni tra acidi e proteine 3.5 La combinazione tra grassi e proteine 3.6 Le combinazioni tra zuccheri e proteine 3.7 Le combinazioni tra zuccheri ed amidi 3.8 Mangiando meloni 3.9 Il latte va consumato da solo 3.10 I dessert 4 Digestione normale 5 Come combinare le proteine … per la cena 6 Come combinare gli amidi … per il pranzo 7 Come mangiare la frutta … per la colazione 8 Un’insalata al giorno 9 Schema alimentare per una settimana 9.1 Menù per la primavera e per l’estate 9.2 Menù per l’autunno e l’inverno 10 Come curare l’indigestione APPENDICE Alimentazione di cibi crudi Le proteine Ghiottoneria e iperalimentazione Mangiate solo due pasti al giorno Regole alimentari Masticare il cibo Dimenticate il sale Acqua pura Non bevete durante i pasti Cosa aspettarvi dal miglioramento della dieta
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### Sinossi
INDICE DEI CONTENUTI Prefazione Introduzione 1 Classificazione dei generi alimentari 2 Digestione degli alimenti 3 Combinazioni giuste e combinazioni sbagliate 3.1 Le combinazioni tra acidi e amidi 3.2 Le combinazioni tra proteine e amidi 3.3 Le combinazioni tra proteine e proteine 3.4 Le combinazioni tra acidi e proteine 3.5 La combinazione tra grassi e proteine 3.6 Le combinazioni tra zuccheri e proteine 3.7 Le combinazioni tra zuccheri ed amidi 3.8 Mangiando meloni 3.9 Il latte va consumato da solo 3.10 I dessert 4 Digestione normale 5 Come combinare le proteine … per la cena 6 Come combinare gli amidi … per il pranzo 7 Come mangiare la frutta … per la colazione 8 Un’insalata al giorno 9 Schema alimentare per una settimana 9.1 Menù per la primavera e per l’estate 9.2 Menù per l’autunno e l’inverno 10 Come curare l’indigestione APPENDICE Alimentazione di cibi crudi Le proteine Ghiottoneria e iperalimentazione Mangiate solo due pasti al giorno Regole alimentari Masticare il cibo Dimenticate il sale Acqua pura Non bevete durante i pasti Cosa aspettarvi dal miglioramento della dieta