38321–38336 di 74503 risultati

Eternity

“Nei lunghi secoli della mia vita, non ho mai amato nessuno come te. Nessuno.” Sono state le ultime parole che mi ha detto Rhode. L’ultima volta in cui mi ha dichiarato il suo amore. L’ultima volta in cui ho visto il suo viso e i suoi intensi occhi azzurri. Ed è stata anche la prima volta in 592 anni in cui sono riuscita di nuovo a respirare. A sentire il sole sulla pelle, il profumo dell’aria. Ma tutto ha un prezzo: Rhode, il mio Rhode… ho dovuto dirgli addio, forse per sempre. Lui si è sacrificato per me. Si è sacrificato perché io, Lenah Beaudonte, potessi tornare di nuovo umana. Ha compiuto l’antico rituale magico, ed eccomi qui. Non sono più un vampiro della peggior specie. Non sono più la guida di una confraternita di vagabondi della notte, assetati di sangue e di vendetta. Sono libera. Il mondo è cambiato dall’ultima volta in cui l’ho visto. La mia nuova vita ora è a Wickham: una casa, nuovi amici, e poi lui, Justin. Non avrei mai pensato di innamorarmi di qualcuno che non fosse Rhode. Ma Justin è così… vivo. E forte, deciso e dolce allo stesso tempo. Più bello di quanto abbia mai potuto sognare. Eccitante. Non mi sarei mai aspettata di tornare ad avere sedici anni, di respirare ancora l’alito caldo di un bacio umano… Ma, in fondo, non avrei neppure mai pensato che un giorno il mio passato di sangue e di distruzione sarebbe tornato a cercarmi.
**

L’età inquieta

La follia intrecciata al quotidiano, l’incubo dissolto nell’ordinario: da perderci il sonno e la tranquillità. Durante un picnic una formica regina entra nell’orecchio di un ragazzino per impiantare nel suo corpo un formicaio. I gesti scaramantici di un altro bambino si rivelano il rituale che tiene in piedi il suo mondo. Due giovani amanti si rincorrono a Mosca, senza sapere di essere morti. Un adolescente sviluppa un’ossessione erotica per il cibo cucinato da sua madre. Nella poetica di Anna Starobinec, la realtà è un piano impercettibilmente inclinato che aggancia il lettore attraverso l’immedesimazione per farlo scivolare, senza che se ne accorga, in un mondo di puro, assurdo terrore.
**

L’età dell’innocenza

Uscito nel 1920, “L’età dell’innocenza” vale alla sua autrice, Edith Wharton, il premio Pulitzer: sarà la prima donna a vederselo assegnare. Il libro è una critica spietata alla convenzionalità dell’alta società newyorchese: una vera aristocrazia immobiliare in cui le famiglie sono le stesse da generazioni, le donne un ornamento e gli uomini non fanno nulla neppure quando fingono di andare in ufficio. I ricchi personaggi dell’”Età dell’innocenza” vivono tutti nello stesso quadrilatero di strade, e d’estate si spostano tutti quanti a Newport. Sono sempre insieme, sono privilegiati e severi al contempo, e non concepiscono l’esistenza di un mondo fuori dal loro. Il mondo, ovviamente, progredisce, cambia e rischia di lasciarli indietro. Ai cancelli della vecchia New York premono l’aristocrazia imprenditoriale e bancaria – i Morgan, i Lehman, i Guggenheim –, gli operai migrati dall’Europa e soprattutto stili di vita dinamici e aggressivi. Il protagonista del romanzo, Newland Archer, è un giovane raffinato che nella prima parte vediamo emanciparsi lentamente dai valori della vecchia New York ma che poi si trova costretto a sposare una donna che non ama assolutamente. “L’età dell’innocenza” è un romanzo avvincente e sofisticato che sa trasportarci nel luogo dell’origine della bugia romantica, là dove il nostro io si affanna a mantenere il rispetto di sé con fantasie consolatorie.

L’età dell’estremismo

‘Viviamo sotto la minaccia continua di due prospettive egualmente spaventose, anche se apparentemente opposte: la banalità ininterrotta e un terrore inconcepibile.’ Susan Sontag lo scriveva nel 1965, ma quasi cinquant’anni dopo le cose non sono cambiate. Al contrario, ogni giorno ci dispensa dosi massicce tanto di banalità quanto di terrore: dal kitsch televisivo e politico alla fantascienza catastrofica che trionfa al cinema, dalle devastazioni di Černobyl’ e Fukushima alle tragedie delle Torri gemelle e di Bali. Così un inquietante filo rosso lega Hitler e Disney, un film come Matrix e l’arte post human, le luci spente di Pyongyang e la teoria freudiana dell’oblio. E su tutto domina un’estetica che è anche una condanna: quella del frammento, delle macerie, eternamente declinate in muri distrutti, con corredo di catarsi mediatica, solo per essere ricostruiti altrove, precarie frontiere di nuovo e sempre trasgredite. La cifra di questa nostra ‘età dell’estremismo’.Marco Belpoliti ne rilegge la storia in un percorso che inizia negli anni Ottanta e procede a balzi avanti e indietro nel tempo per condurci dall’Iran di Khomeini al bunker di Bin Laden, dal cinema di Hitchcock alla fotografia di Basilico, dal Memoriale di Berlino alla guerra dei droni, da Babele a Hiroshima. Intrecciando letteratura e arti visive, storia e performance, di opera in opera scrive il vero romanzo della contemporaneità: una mappa del nostro tempestoso presente.
(source: Bol.com)

L’età del fuoco

Anu, la rossa e gigantesca stella compagna di Sel ed Ea, si avvicinava inesorabilmente a Ishtor, devastando con il suo calore la Terra e costringendo i barbari del Nord a migrare verso sud, lontono da quell’inferno.
L’Età del Fuoco correva veloce sul pianeta… e con essa la guerra civile.
Fu allora che i Tassui schierarono le proprie forze contro le armate degli invasori, in una lotta disperata per la sopravvivenza.
E fu allora che i Gathering attesero spasmodicamente un aiuto da parte dello colonia umana di Primavera.
Fu allora, infine, che Jill Conwoy e i suoi amici decisero di salvare la civiltà di Ishtar, contando al sopraggiungere della Marina Spaziale della Federazione Terrestre.
Ma la Federazione era impegnata in una guerra interstellare contro i Naqsa, un conflitto che sembrava senza fine.
E se non vi era fine, lshtar non poteva essere salvata

L’età del dubbio

Nel corso di questo nuovo caso – “la più marina delle indagini di Montalbano” l’ha definita Camilleri – che si svolge tutto nel porto di Vigàta, tra yacht e cruiser, il lettore resterà colpito dal cambiamento che si è verificato nel commissario, come se Camilleri avesse voluto scavare più intensamente dentro i sentimenti del suo beniamino. Una mattina viene trovato nel porto di Vigàta un canotto, all’interno il cadavere sfigurato di un uomo. L’ha riportato a riva un’imbarcazione di lusso, 26 metri, abitata da una disinvolta cinquantenne e da un equipaggio con qualche ombra. Proprietaria e marinai devono trattenersi a Vigàta fino alla fine dell’inchiesta sul morto (ammazzato col veleno, stabilisce l’autopsia), ma intanto è proprio su di loro che Montalbano vuole indagare.
**

L’età dei miracoli

È un sabato mattina quando gli esperti comunicano al mondo la notizia: la Terra ha iniziato a girare più lentamente. I giorni e le notti si allungano, prima di pochi minuti, poi di ore. Nessuno sa perché, nessuno sa come comportarsi. E nessuno intuisce quale catastrofe si sta preparando dietro questo inspiegabile mutamento. ”La gente aveva udito le ultime notizie e se ne voleva andare. Intere famiglie erano stipate in piccoli camper e si accingevano ad attraversare i confini dello stato. Scappavano in tutte le direzioni, come animali colti di sorpresa da un lampo di luce. Ma ovviamente non esisteva nessun luogo sulla Terra dove rifugiarsi.” Julia è appena una ragazzina quando questo succede. Intorno a lei tutto cambia rapidamente: le leggi della gravità non sono più le stesse, gli uccelli smettono di volare, le balene spiaggiano, bruciano i raccolti. Compare una nuova malattia chiamata ”sindrome da rallentamento”. Ma alla catastrofe che sta colpendo il pianeta si aggiungono in lei i turbamenti dell’adolescenza. ”Mi sembra adesso che il rallentamento avesse innescato anche altri cambiamenti meno evidenti all’inizio, ma più profondi. Alterò certe traiettorie meno percettibili: i percorsi delle amicizie, per esempio, i sentieri verso l’amore, e lontano da esso.” Mentre il mondo impaurito si divide tra coloro che continuano a seguire l’ora dell’orologio e quelli che si regolano con la luce del sole, Julia cerca la sua strada, il suo futuro, se stessa, vuole la sua vita, nonostante tutto: nonostante la migliore amica che decide di non vederla più, nonostante le crepe nel matrimonio dei genitori, nonostante la solitudine, e il primo amore. Intanto il rallentamento, inesorabile, continua¿ ”Non è mai ciò di cui ti preoccupi che alla fine accade. Le vere catastrofi sono sempre altre – quelle che non immaginiamo, per cui non siamo preparati, quelle sconosciute.” Luminoso, avvolgente, indimenticabile, L’età dei miracoli è un esordio che lascia stupefatti.
(source: Bol.com)

L’esule

Un volto dalle mille identità da scoprire, un serial killer indomabile ricercato in tutta la California: fermarlo prima che torni a colpire è l’obiettivo e la missione di John, giovane agente della squadra speciale della polizia di Los Angeles. Unico indizio, un nome e un cognome: Raymond Thorne. Un dato certo, ma insufficiente per incastrare questo spietato assassino, per molti una vittima, per altri un facoltoso uomo d’affari sudamericano, ma più probabilmente un’astuta volpe che usa pseudonimi per mantenersi libero di commettere i propri crimini. Per John comincia, così, una caccia all’uomo che lo porterà sino al cuore della Russia, in un viaggio in cui, dovrà affrontare se stesso, i propri limiti e le proprie insicurezze e trovare la chiave per uscire finalmente dal tunnel chiamato Raymond Thorne.

Estranei: romanzo

Hideo Harada è un uomo di mezz’età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere soggetti per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo. Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un’auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L’uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta…

Estetica del Polo Nord

A dieci anni, il piccolo Michel chiese al padre, umile contadino che non si era mai mosso dal suo villaggio normanno, dove sognasse di fare un viaggio. La risposta fu: «Al Polo Nord». Trent’anni dopo, Onfray realizza il desiderio del padre e scrive il resoconto di un’esperienza destinata a rivelare profondità inattese: si tratta del libro che avete in mano, al contempo un diario di viaggio, una meditazione sulle civiltà che svaniscono, sui misfatti dell’industrializzazione e sulla saggezza dei popoli tradizionali. E anche una testimonianza toccante e lucidissima sulla lealtà e la pietà filiale. Completato da foto straordinarie e, in esclusiva per la nostra edizione, dall’elogio funebre che Onfray ha pronunciato per il padre nel dicembre del 2009, Estetica del Polo Nord è uno dei libri meglio scritti e, com’è stato detto, più «caldi» di Onfray: la costante e commossa vicinanza col padre, si direbbe, ha acuito la sua sensibilità e l’ha aiutato a tracciare imprevedibili ponti fra la fascinazione del gelido Nord e la nostalgia epicurea del nostro Sud.

Estensione del dominio della lotta

L’indifferenza alla vita di un ingegnere informatico trentenne: il lavoro, lo scorrere dei giorni sempre uguali, le prigioni dell’amore e del sesso, le festività senza senso, i viaggi d’affari, la morte incolore di un amico afflitto da problemi con le donne, lo scivolare lento e inesorabile in una depressione dalla quale sembra non esserci via d’uscita, un tentativo di suicidio e di automutilazione. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo di Philippe Harel, interpretato da Philippe Harel e José Garcìa.
**

L’estate torbida

###
A quindici anni dall’edizione Sellerio, Stile Libero pubblica il secondo romanzo, celebre e introvabile, con protagonista il commissario De Luca, amatissimo dai lettori. Poliziotto integro in un mondo privo di luce, De Luca ha rinnovato il giallo italiano con la sua fortunata miscela di realismo, invenzione e documento storico. In questa indagine di De Luca, svolta per necessità sotto falso nome, Carlo Lucarelli racconta con scrittura limpida una storia avvincente e scomoda nell’Italia ambigua del dopoguerra, che mantiene intatto il suo potenziale esplosivo. E ci regala un fresco ritratto della Tedeschina, ragazza che qualche commercio con il passato regime lo ha pure avuto, ma fa ancora girare la testa.

L’estate strana

E’ l’estate del 1969 a Lancimago, paesino agricolo della pianura padana. Tutto sembra uguale a sempre e, per quattro ragazzi quindicenni, il piacere delle vacanze scolastiche presenta un interesse in più: la notte del 21 luglio stanno incollati al televisore a guardare la discesa del primo uomo sulla luna. Dal giorno dopo, però, eventi fuori dall’ordinario vengono a turbare l’esistenza tranquilla e ripetitiva della città. Età di lettura: da 13 anni.
**

L’estate francese

Ai tre fratelli Keeler non manca davvero nulla: affascinanti e viziati, conducono un’esistenza privilegiata che si fonda sulla ricchezza e l’ottima posizione sociale dei genitori. La madre Diana, vero fulcro della famiglia, è un avvocato all’apice della carriera, il padre Harvey un affermato neurochirurgo, e Rafe, Aaron e Josh sembrano avere il futuro spianato. Ma è proprio nelle famiglie all’apparenza perfette che una linea sottile divide l’amore dall’odio, soprattutto quando si nascondono segreti scottanti. È per questo che la vita dei Keeler rischia di essere sconvolta dall’arrivo di tre giovani donne che Diana non ritiene all’altezza dei suoi figli. Il primogenito Rafe, medico di successo, incontra Maddy, un’aspirante attrice americana, che nasconde un animo fragile e travagliato. Aaron, bello e sfrontato, riesce a vincere la diffidenza e il risentimento di Julia, ambiziosa studentessa di umili origini conosciuta alla facoltà di legge. Josh, il più misterioso e problematico dei tre, architetto dalla vita nomade, si lascia conquistare dall’amore di Niela, una rifugiata somala dal passato oscuro.

L’estate di Katya

Nell’estate dorata del 1914, quella che precede immediatamente lo scoppio della Prima guerra mondiale, Jean-Marc Montjean arriva nel piccolo villaggio francese di Salies come assistente del medico del paese. Montjean viene avvicinato da una ragazza attraente e piuttosto disinibita per i costumi del luogo, Katya. Da lei riceve, in modo alquanto inconsueto, il primo incarico professionale: curare suo fratello gemello Paul, caduto dalla bicicletta e dolorante a un braccio. Il giovane Jean-Marc, ingenuo e volenteroso, fa così la conoscenza dei gemelli Treville, Katya e Paul, di cui molto si parla in paese senza che vi siano però notizie certe. L’intera famiglia Treville è avvolta dal mistero: vengono da Parigi, pare siano fuggiti ma non si sa bene perché; vivono fuori dal paese, in una casa di campagna, con il solo padre, immerso completamente nei suoi studi storici. Man mano che frequenta casa Treville, Jean-Marc, pur avvertendo un oscuro segreto, non può fare a meno di innamorarsi della splendente e sfuggente Katya e, allo stesso tempo, di suscitare l’inquietante e morbosa reazione di suo fratello gemello Paul. Quando Jean-Marc viene a sapere che i Treville stanno per lasciare per sempre il villaggio, tutto subisce una impetuosa accelerazione. E i segreti che sino ad allora erano rimasti inespressi trasformeranno quella che sembrava una promettente storia d’amore in un incubo. Prefazione di Patrick McGrath.
**