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La fine è nota

“Più di trent’anni fa – racconta Leonardo Sciascia nella presentazione a questo volume – precisamente nell’autunno del 1952, alla stazione ferroviaria di Caltanissetta acquistai l’ultimo dei “gialli” settimanali Mondadori: “La morte alla finestra” di G. Holiday Hall. E non che nei “gialli” Mondadori ne fossero mancati fino a quel momento di buoni, ma fin dalle prime pagine La morte alla finestra mi parve di qualità diversa, di livello più alto. Ero allora fortemente affezionato agli scrittori americani, da Steinbeck a Caldwell a Faulkner a Cain: e mi parve che in quella pleiade si accendesse il lumicino del giovane Holiday Hall, intruppato tra i “giallisti” ma di miglior vocazione e di diverso avvenire. Più precisamente avevo l’impressione che quel giovane scrittore (giovane e nuovo lo diceva la presentazione editoriale) avesse fatto i suoi latinucci sugli altri maggiori, e su Faulkner specialmente.”

La fine è il mio inizio

Un monaco zen siede nel silenzio della sua cella, prende un pennello e con grande concentrazione fa un cerchio che si chiude, l’ultimo gesto della mano su questa terra. Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos’è stata la sua vita e di cos’è la vita: ‘Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto’, dice. Così, all’Orsigna, sotto un albero a due passi dalla gompa, la sua casetta in stile tibetano, in uno stato d’animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. Ai giovani in particolare ricorda l’importanza della fantasia, della curiosità per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalità inimitabile della sua voce, che qui si è cercato di restituire intatte, lasciano trasparire la serenità di chi non lotta più, felice di un’esistenza fortunata, ricca di avventura e amore. Questo libro è un testo unico che racchiude tutti i suoi libri precedenti, ma anche li precede e li supera. ‘Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte.’ Un testo che è il suo ultimo regalo: il nuovo libro di Tiziano Terzani.

(source: Bol.com)

Fine di una storia

In una Londra distrutta dalle bombe di Hitler, vizi, compromessi, egoismi si mescolano all’amore. Un complicato intreccio ricco di suspense.

La fine di Casanova

Non faceva torto a nessuna, Valerio Biraghi, mobiliere e seduttore impenitente, e concedeva i suoi favori alle cinque amanti con salomonica equanimità. Le riceveva a giorni fissi, a settimane alterne, nel suo elegante pied-à-terre, regalava loro fiori, orologi, profumi, soprattutto attenzioni. Eppure una di loro, o forse un marito, ha voluto troncare la sua carriera di casanova infilzandolo con un ago. Come si fa con le farfalle. Toccherà al commissario Ambrosio indagare, tra Milano e la Brianza, a partire da un tavolinetto Luigi XV, da un’agendina con misteriose iniziali e appuntamenti meticolosamente segnati e soprattutto da un mazzo di Polaroid un po’ troppo osé. Ma per scoprire l’assassino dovrà rivelare fatti che, per il bene di molti, sarebbe stato meglio mantenere segreti.
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### Sinossi
Non faceva torto a nessuna, Valerio Biraghi, mobiliere e seduttore impenitente, e concedeva i suoi favori alle cinque amanti con salomonica equanimità. Le riceveva a giorni fissi, a settimane alterne, nel suo elegante pied-à-terre, regalava loro fiori, orologi, profumi, soprattutto attenzioni. Eppure una di loro, o forse un marito, ha voluto troncare la sua carriera di casanova infilzandolo con un ago. Come si fa con le farfalle. Toccherà al commissario Ambrosio indagare, tra Milano e la Brianza, a partire da un tavolinetto Luigi XV, da un’agendina con misteriose iniziali e appuntamenti meticolosamente segnati e soprattutto da un mazzo di Polaroid un po’ troppo osé. Ma per scoprire l’assassino dovrà rivelare fatti che, per il bene di molti, sarebbe stato meglio mantenere segreti.

La fine di Alice

Un uomo colto e raffinato, detenuto in un carcere di massima sicurezza per un orrendo crimine commesso ventitré anni prima. Una ragazza di buona famiglia che prende a cuore il suo caso e comincia a scrivergli. Potrebbe essere la classica corrispondenza epistolare tra un carcerato e una donna in buona fede che cerca di aiutarlo… E invece tra le righe delle loro lettere si nasconde una comune passione, una perversione sessuale che lega al di là di ogni possibile immaginazione due menti deviate e senza scrupoli. Su tutto, l’ombra del passato dell’uomo, il ricordo del suo crimine atroce. Ed è qui che entra in gioco Alice. Chi è Alice? Vittima innocente o scaltra e sensuale Lolita? E poi: qual è stata la fine, tragica e inconfessabile, di Alice?
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La fine della libertà. Verso un nuovo totalitarismo?

Ne “L’età dell’oro” Vidal afferma che l’attacco a sorpresa su Pearl Harbor non era in realtà tale, Roosevelt infatti ne era a conoscenza in anticipo e l’aveva persino provocato. Ne “La fine della libertà” Vidal si domanda se lo stesso si possa affermare per quanto accaduto l’11 settembre 2001 a New York e a Washington: ‘Non è proprio come quella domenica mattina del 7 dicembre 1941?’. La risposta, dice Vidal, è no. Quello che sappiamo, prosegue Vidal, è che la tragedia delle Torri Gemelle ha accelerato drammaticamente un processo già in corso negli Stati Uniti negli ultimi anni: le libertà individuali garantite dalla democrazia americana, sono disattese con sempre maggiore frequenza in nome della lotta al terrorismo e alla droga.

La fine dell’oscurità

Destreggiandosi tra i numerosi punti di vista dei personaggi, svelando le mille sfaccettature che rendono aleatori i concetti stessi di vittoria e sconfitta, Turtledove narra l’epilogo della guerra totale che scuote il continente del Derlavai. Le battaglie proseguono su ogni fronte, e mentre gli Algarviani portano avanti il loro folle piano di sterminio dei Kauniani, proseguono sempre più rapide le ricerche per disporre una nuova arma magica di distruzione di massa. Nel frattempo, tra l’Unkerlant e i suoi alleati si comincia a intravedere una frizione che potrebbe gettare le basi per un nuovo, immenso conflitto.

La fine del mondo storto

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l’energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c’è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali.
Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all’avanguardia, è perfettamente inutile. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato. Capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell’inverno di fame e paura,”l’inverno della morte bianca e nera”, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali costruendo trappole con i rami più teneri, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Segnati dalla fatica e dalla paura, i superstiti si faranno più forti e insieme anche più saggi. La fine del mondo storto raddrizzerà gli animi, cancellerà la supponenza del ricco e punirà l’arroganza del povero, che si ritiene l’unico depositario di coraggio e resistenza. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell’uomo…
Facendo un passo indietro per trovare la voce più pura e poetica della natura imperiosa, e balzando in avanti con la forza di un’immaginazione visionaria e insieme intensamente realistica, Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.

(source: Bol.com)

La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** In una piccola e spettrale città, che mura insormontabili separano dal resto del mondo, gli abitanti, privi di ombra e di sentimenti, vivono al riparo da qualunque emozione. Un nuovo arrivato ha il compito di leggere i vecchi sogni nel teschio degli unicorni, i soli animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita o dimensione. Parallelamente, in una Tokyo futuribile e disumana, un uomo viene coinvolto da uno scienziato, geniale ma sconsiderato, in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafora delle paure che agitano le coscienze. Proprio nel buio fitto della mente si troverà la soluzione che lega i personaggi dei due mondi, in realtà l’uno il riflesso dell’altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, o il viaggio sarà senza ritorno?

Fine del mondo alle 8

Un reporter smaliziato e pronto a tutto viene messo sulle tracce di una scoperta scientifica clamorosa, di cui si parlerà a una conferenza segreta di fisici. Lì un anziano scienziato è sbeffeggiato da un collega durante la conferenza, e per vendetta decide di mostrare la potenza di ciò che ha scoperto decidendo l’apocalisse per le otto del giorno dopo. Il giornalista sventerà la minaccia con l’aiuto di un gattino, ma la verità sulla scoperta del professore non si saprà mai.

La fine del copyright. Come creare un mercato culturale aperto a tutti

“Quando sono pochi conglomerati internazionali a controllare saldamente il bene comune della comunicazione e della produzione culturale, è a rischio la democrazia stessa. La libertà di comunicare che spetta a ciascuno di noi e il diritto individuale di partecipare alla vita culturale della propria comunità (come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) non possono non indebolirsi davanti al diritto esclusivo assegnato dall’odierno copyright a un pugno di manager e investitori, guidati unicamente dai propri interessi ideologici ed economici. È invece necessario e possibile creare un level playing field, un terreno di gioco dalle pari opportunità, un mercato culturale aperto a ‘creativi’, ricercatori e imprenditori di ogni livello, dai singoli individui alle aziende Internet. Soltanto accettando con serenità l’inevitabile morte del copyright per come lo conosciamo e ridisegnando le norme internazionali sul diritto d’autore alla luce degli odierni (e futuri) scenari tecnologici sarà possibile dare concretezza alla diversità e al pluralismo che caratterizzano una società ecletticamente aperta e democratica, dove le opportunità economiche e culturali vengano create e distribuite su base paritaria.”
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Finché vita non ci separi

Finché vita non ci separi tocca le corde più segrete di ognuno di noi svelando le emozioni che custodiamo più gelosamente e mettendo in luce quello che tutti noi temiamo da un sentimento così importante come l’amicizia.Se nel cuore della notte ti telefonasse la tua più cara amica in lacrime, chiedendo aiuto, tu la accoglieresti nella tua casa? È uno sbaglio, Rose lo sa. Ma non può rifiutare. Lei e Polly sono amiche di sangue, quasi sorelle. Le loro vite sono ormai divise, ma le loro anime sono indissolubilmente unite. Unite per sempre, da un segreto e un silenzio. La telefonata è giunta all’improvviso. Polly, un’ex cantante ribelle, è disperata, ha bisogno di ospitalità. Rose è l’unica in grado di aiutarla. È sempre stato così, fin da piccole. Ma Polly quando si presenta alla porta del cottage, è da subito evidente che non è quello che sembra.Dimostra fin troppo interesse per i vestiti di Rose. Per la sua casa. Le sue figlie. Suo marito. Rose inizia a sospettare che lo scopo di Polly non sia solo quello di essere consolata. Strani incidenti si susseguono. Il vecchio gatto di casa scompare, la figlia piccola di Rose si salva per un soffio da un avvelenamento. Giorno dopo giorno l’inquietudine di Rose cresce, ma nessuno la aiuta, nessuno le crede, nemmeno Gareth, suo marito. Finché una cosa non appare chiara: una volta che Polly è entrata, sarà molto difficile farla andare via. Il castello di certezze di Rose e la sua stessa vita sono in pericolo, ma lei non ha nessuna intenzione di farsele strappare tanto facilmente.Anche a costo di far riemergere la parte più oscura di sé, la parte che da anni nasconde dietro la facciata di madre perfetta e moglie esemplare?Appena uscito in Inghilterra, Finché vita non ci separi ha immediatamente scalato le classifiche, stregando lettori e librai che ne hanno determinato il successo grazie al solo passaparola.

Finché non sei arrivato tu…

Chi di voi non ha sognato di imbattersi, ad anni di distanza, nell’uomo che le ha spezzato il cuore scagli la prima pietra. Magari in una serata in cui siete in forma smagliante, al braccio del vostro fidanzato bellissimo, stupendo e super innamorato che non riesce a tenere le mani a posto nemmeno in pubblico. Non riesce a non accarezzarvi, a non posarvi un bacio sul collo o a mascherare la propria felicità. E a un tratto… no, non può essere lui, l’uomo che ha trattato il vostro cuore come uno staccio, ci si è pulito i piedi e lo ha buttato in un bidone. Oh, ma gli anni non sono stati clementi, con lui, poverino…Peccato che a Posey Osterhagen non sia successo esattamente così. La divisa da cameriera del ristorante di famiglia, con quei nanetti ricamati e i collant verdi, non ha proprio l’effetto di esaltare la sua bellezza, quando Liam Decla Murphy fa il suo ingresso. Ancora bello e affascinante come un tempo, porta scritta in faccia la parola guai.

Finché non cala il buio: Il ciclo di Sookie Stackhouse 1

Primo titolo della saga creata dalla scrittrice Charlaine Harris, Finché non cala il buio è una romantica vampire story ambientata in un prossimo futuro in cui i vampiri non sono più gli inquietanti protagonisti dei nostri incubi peggiori, ma presenze in carne ed ossa, a volte oggetto di attrazione e desiderio. Dal romanzo di Charlaine Harris è tratta la serie televisiva True Blood, creata da Alan Ball (premio Oscar per la sceneggiatura di American Beauty e creatore di Six Feet Under) in prima visione assoluta in Italia dal 27 aprile su Fox. Grazie all’invenzione, da parte di uno scienziato giapponese, di un sangue sintetico, i vampiri si sono trasformati da mostri leggendari in semplici cittadini che amano andarsene in giro di notte. Gli esseri umani, dunque, non dovrebbero far più parte della loro “dieta”, ma non tutti si sentono completamente al sicuro. Capi religiosi e governanti di tutto il mondo hanno compiuto le loro scelte riguardo alla politica da adottare nei confronti dei vampiri scegliendo di concedere loro i diritti civili: ma nella cittadina di Bon Temps, in Louisiana, non è stata ancora presa una decisione definitiva. Qui, infatti, la serena convivenza viene messa in pericolo da una serie di efferati omicidi. Sookie Stackhouse, che fa la cameriera in un piccolo ristorante, sa bene cosa significa essere emarginati. Dotata del potere di leggere nel pensiero di chi le sta accanto, un dono che per lei rappresenta anche una maledizione, Sookie non nutre nessun dubbio: è favorevole all’integrazione dei vampiri. Tanto più da quando ha incontrato Bill Compton, un bellissimo “ragazzo” di cento settantatré anni, appena trasferitosi in città. Una serie di avvenimenti misteriosi metterà però a dura prova la sua benevolenza.