38161–38176 di 65579 risultati

Il martello dell’Eden

Priest, cresciuto fin da bambino sulla strada, conosce bene la disperazione. Così decide di iniziare una folle guerra con il governatore della California che metterà a rischio l’intero territorio oltre ai suoi abitanti. Tutto ciò per bloccare il progetto di una centrale elettrica che viene considerata distruttiva dell’ambiente. Solo un coraggioso agente, Judy Maddox, sarà in grado di fermare questa forsennata impresa e di combattere con il suo computer e la sua Remigton 870, l’ingegno malato di Priest.

Il marito in collegio

La giovane e avvenente Carlotta Wonder, della famiglia dei nobilissimi Madellis-Food-Foulard-Wonder, si trova dinanzi a un difficile problema: deve sposarsi nel giro di quarantotto ore, e con un uomo gradito allo zio Casimiro Wonder, altrimenti lo stesso zio Casimiro getterà tutta la nobilissima famiglia sul lastrico, lasciando la sua fortuna agli orfanelli. Posta di fronte a una così dura alternativa, la povera fanciulla ha ben chiaro il suo dovere: si sacrificherà per il bene della famiglia. Si dà da fare, ma il tempo è poco, e il difficile zio respinge tutti i suoi pretendenti. Alla fine Carlotta sarà costretta a sottoporre all’approvazione di zio Casimiro un giovane e aitante artigiano…
**

Il marito di noi tre

Natalie Carmichael, trentenne, felicemente sposata con Raymond, è uno stimato medico in una piccola cittadina del Missouri. Il suo mondo si infrange quando, una mattina, si presenta nel suo studio un finto paziente, un usuraio disposto a passare alle maniere forti se lei non salderà i debiti di gioco del marito. Raymond un giocatore d’azzardo? Ma questo non è la sola sorpresa della giornata. Poco dopo riceve infatti una telefonata: Raymond ha avuto un incidente e lei deve correre all’ospedale dove trova…Beatrix Carmichael, avvenente cinquantenne, e Ruby Carmichael, provocante ventenne. Natalie non le conosce, eppure con loro ha in comune più di quanto possa immaginare: lo stesso marito!
**

Il Marito Di Elena

Il marito di Elena è un romanzo di Giovanni Verga scritto nel 1881 e pubblicato a Milano, subito dopo i Malavoglia, nel 1882 dall’editore Treves. Nel romanzo vengono abbandonati gli elementi veristici e ripresi i precedenti temi di carattere romantico e passionale a sfondo psicologico. Come scrive Luigi Russo[1]”Malamente il romanzo è stato interpretato come il dramma di una Bovary verghiana: se il modello del grande artista francese è pur presente, l’interesse del Verga è per il dramma del “filius familias”, che vede crollare un suo sogno di felicità domestica, a causa della vanità e della leggerezza della sua compagna.” Cesare Dorello è un giovane buono e studioso (originario di Altavilla Silentina), rimasto orfano di padre,che studia legge all’università di Napoli con l’aiuto finanziario di don Anselmo, lo zio sacerdote. Cesare conosce Elena, figlia di don Liborio un ex cancelliere presso i Borboni, se ne innamora e, conseguita la laurea, inizia a frequentare la casa della giovane. Deciso a sposare Elena, chiede la sua mano ai genitori che però, vista la sua precaria situazione economica, si oppongono al matrimonio. I due giovani decidono quindi di fuggire ma, incontrate subito le prime difficoltà, si rifugiano per un po’ di tempo presso la casa dello zio canonico e, dopo essersi sposati vanno a vivere nel paese natale di Cesare. Ma Elena, che ha un carattere frivolo e ambizioso, abituata com’era ad una vita mondana e raffinata, male si adatta alla vita modesta e provinciale che ora deve condurre e inizia a diventare irrequieta e depressa. La nascita di una bambina sembra ridarle per un po’ di tempo la felicità, ma presto ritorna alle inquietudini di sempre. Cesare intanto riesce ad affermarsi come avvocato e così, grazie al miglioramento economico, i due sposi possono ritornare a Napoli ed Elena riesce a condurre la vita che desidera fatta di mondanità e lusso. In modo superficiale ella tradisce ripetutamente il marito che continua, malgrado tutto, ad amarla e non vuole perderla. Ma, dopo aver tentato inutilmente di far cambiare atteggiamento alla moglie, Cesare, sentendosi non più amato, in un momento di furore la uccide con un pugnale.
**

Il marine: Storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d’America

Il 31 ottobre 1969 le telescriventi di tutto il mondo battono una notizia che ha dell’incredibile. Ralph Minichiello, marine italo-americano di vent’anni, decorato in Vietnam per le sue azioni «eroiche», sta dirottando un aereo decollato da Los Angeles. All’aeroporto di New York, dove il Boeing 707 atterra per rifornirsi di carburante, Minichiello riesce a beffare l’imponente dispiegamento di forze dell’Fbi coordinato da John E. Hoover in persona. L’aereo sembra diretto al Cairo ma all’alba del 1° novembre si ferma a Roma, dove il marine, su un’auto della polizia guidata da un vicequestore, comincia una disperata fuga verso Napoli e il paese in cui è nato, Melito Irpino. Dopo rocambolesche avventure nella campagna romana, viene arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli.
Gli inquirenti faticano a credere al suo racconto: un anno, il 1968, vissuto nelle giungle del Vietnam; il torto subìto al suo ritorno negli Stati Uniti; la decisione di sfidare, da solo, il Paese per cui era disposto a sacrificare la vita. Tutto per 200 maledetti dollari. Qualche giorno dopo cominciano a giungere, da ogni parte del mondo, messaggi di solidarietà per il ragazzo capace di sfidare «l’impero» impegnato nella «sporca guerra» diventata l’emblema di tutte le proteste che riempiono le piazze dell’Occidente. Se estradato, Minichiello, che a quattordici anni era emigrato in America con i genitori per fuggire dalla miseria dell’Irpinia colpita dal terremoto, rischia la pena di morte. Ma ormai è un simbolo: la sua vicenda si intreccia, involontariamente, con una storia che parte dalle proteste nelle università americane, passa per il Maggio francese, per Woodstock, la strage di Piazza Fontana a Milano, la ritirata americana dal Vietnam e gli Anni di piombo in Italia. Non è più la bravata di un ragazzo diventato uomo sparando raffiche di mitra in Vietnam ma la parabola di un’intera generazione che mette sotto accusa i propri genitori.
Di Minichiello hanno detto che ispirò Rambo, in verità la sua storia è più simile a quella di Forrest Gump. E non è destinata a concludersi in un carcere italiano. Dopo una battaglia giudiziaria romanzesca, con avvocati di Hollywood pronti a scendere nell’agone e la politica italiana che la cavalca, il suo destino lo riporta altre volte sull’orlo del baratro della disperazione e della sfida: da solo contro tutto il mondo.
Pier Luigi Vercesi, giornalista del «Corriere della Sera», dirige il settimanale «Sette». È autore di diversi saggi, tra i quali *Storia del giornalismo americano* (con Sofia Basso, Mondadori 2005) e *Ne ammazza più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali* (Sellerio 2014), e di documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale.
**
### Sinossi
Il 31 ottobre 1969 le telescriventi di tutto il mondo battono una notizia che ha dell’incredibile. Ralph Minichiello, marine italo-americano di vent’anni, decorato in Vietnam per le sue azioni «eroiche», sta dirottando un aereo decollato da Los Angeles. All’aeroporto di New York, dove il Boeing 707 atterra per rifornirsi di carburante, Minichiello riesce a beffare l’imponente dispiegamento di forze dell’Fbi coordinato da John E. Hoover in persona. L’aereo sembra diretto al Cairo ma all’alba del 1° novembre si ferma a Roma, dove il marine, su un’auto della polizia guidata da un vicequestore, comincia una disperata fuga verso Napoli e il paese in cui è nato, Melito Irpino. Dopo rocambolesche avventure nella campagna romana, viene arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli.
Gli inquirenti faticano a credere al suo racconto: un anno, il 1968, vissuto nelle giungle del Vietnam; il torto subìto al suo ritorno negli Stati Uniti; la decisione di sfidare, da solo, il Paese per cui era disposto a sacrificare la vita. Tutto per 200 maledetti dollari. Qualche giorno dopo cominciano a giungere, da ogni parte del mondo, messaggi di solidarietà per il ragazzo capace di sfidare «l’impero» impegnato nella «sporca guerra» diventata l’emblema di tutte le proteste che riempiono le piazze dell’Occidente. Se estradato, Minichiello, che a quattordici anni era emigrato in America con i genitori per fuggire dalla miseria dell’Irpinia colpita dal terremoto, rischia la pena di morte. Ma ormai è un simbolo: la sua vicenda si intreccia, involontariamente, con una storia che parte dalle proteste nelle università americane, passa per il Maggio francese, per Woodstock, la strage di Piazza Fontana a Milano, la ritirata americana dal Vietnam e gli Anni di piombo in Italia. Non è più la bravata di un ragazzo diventato uomo sparando raffiche di mitra in Vietnam ma la parabola di un’intera generazione che mette sotto accusa i propri genitori.
Di Minichiello hanno detto che ispirò Rambo, in verità la sua storia è più simile a quella di Forrest Gump. E non è destinata a concludersi in un carcere italiano. Dopo una battaglia giudiziaria romanzesca, con avvocati di Hollywood pronti a scendere nell’agone e la politica italiana che la cavalca, il suo destino lo riporta altre volte sull’orlo del baratro della disperazione e della sfida: da solo contro tutto il mondo.
Pier Luigi Vercesi, giornalista del «Corriere della Sera», dirige il settimanale «Sette». È autore di diversi saggi, tra i quali *Storia del giornalismo americano* (con Sofia Basso, Mondadori 2005) e *Ne ammazza più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali* (Sellerio 2014), e di documentari televisivi sulla Roma di Nerone, sulla Germania del Novecento e sulla Prima guerra mondiale.

Il margine dell’alba

Anno 1540. Sullo sfondo di un’Europa lacerata dall’eterno scontro tra Francia e Spagna e dalla contesa tra cattolici e riformati, si intrecciano le vite di Jean Louis Arlaud e di Etienne di Villard. Il primo, figlio di un notaio di Oulx, ha come unica aspirazione quella di combattere e guadagnarsi il potere e la nobiltà; il secondo, ultimo erede di una famiglia valdese distrutta dall’Inquisizione, è stato cresciuto come un cattolico, ma è sempre accompagnato dall’ombra del sospetto, da un’inestinguibile sete di giustizia e dal suo spirito di tolleranza, che lo rende estraneo alle ambizioni dell’amico. Ma quando gli equilibri si spezzano, si accendono i roghi e le persecuzioni sfociano in un’aperta guerra di religione, Etienne dovrà compiere una scelta e trovare la sua strada, la sola che Jean Louis, ormai conosciuto come capitano Lacazette, non può e non vuole percorrere. Tra emozioni, scontri, patti e tradimenti, mezzo secolo di storia, luoghi vissuti, memorie da non dimenticare e personaggi artefici del proprio destino.

La Marfisa Bizzarra (Classic Reprint)

Excerpt from La Marfisa Bizzarra
Prender dirittamente per bersaglio nessuno che non mi punga, per satireggiarlo, mi faranno giustizia. Potranno questi riflettere che, siccome ne’ Caratteri di Teofrasto, nelle Satire di Orazio, di Giuvenale, ‘nelle antiche commedie e in altri libri dell’anime passate negli Elisi. Si trovano delle pitture d’uomini viventi og gidi; nella Marfisa bizzarra, da qui a due secoli, se ‘l libro fosse fortunato a segno d’aver tanto di vita, si troveranno de’ veri disegni d’uomini viventi in allora. Non so s’io mi debba dire spero o temo che la premessa mia giustificazione sia inutile. Nessuno si vedrà figurato negli oggetti difettosi posti nella Marfisa, e piuttosto si rileverà ne’ virtuosi. La lettura e le osservazioni mi faranno titubare e quasi credere che gli uo m1nx morti sieno stati simili ai viventi, e che con tutte le satire, le derisioni al vizio e i ricordi buoni, gli uomini che nasce ranno abbiano da non esser differenti dagli uomini morti e dai uomini che oggidi vivono con noi. Il difetto, riguardo ai prin cipi dell’educazione, e benissimo conosciuto da’ p0p01i, ma la considerazione che abbiamo di noi medesimi lo fa sempre scor gere facilmente dall’uomo nell’altro uomo e difficilmente in se stesso. Solo perché in ogni secolo si è procurato di scemare i difetti nelle genti, certi scrittori ebbero dell’applauso: vi sarà in ogni secolo chi tenterà di acquistarsi qualche nome per questa via. Se poi si giunga per questa via a cagionare alcuna riforma nei viziosi costumi, io mi contenterò di rimanere in dubbio per non tralasciare di farlo. Il governo di Londra ha ‘sperato in ciò del benefizio sopra a’ suoi popoli, e perciò lasciò correre Lo spettatore. Due poemetti usciti alla stampa da poco tempo in verso sciolto, l’uno intitolato Il mattino, l’altro mez zogiorno, che mi lasciano con ingordigia desiderare La sera, risvegliarono in me la brama di dar fine all’imprigionata Marfisa bizzarra. Una felice, elegante, maestosa, diligente e notomizzata esposizione, molti riflessi, molta satira e molta filosofia formano que’ due libretti, veramente degni di andar separati dalle im mense lordure ch’escono alla stampa in questo secolo detto illuminato Il sublime del loro stile, sopra una base faceta, so stiene ingegnosamente una continua ironia, che gli fa seri e.
About the Publisher
Forgotten Books publishes hundreds of thousands of rare and classic books. Find more at www.forgottenbooks.com
This book is a reproduction of an important historical work. Forgotten Books uses state-of-the-art technology to digitally reconstruct the work, preserving the original format whilst repairing imperfections present in the aged copy. In rare cases, an imperfection in the original, such as a blemish or missing page, may be replicated in our edition. We do, however, repair the vast majority of imperfections successfully; any imperfections that remain are intentionally left to preserve the state of such historical works.
**

Il mare non bagna Napoli

Al suo primo apparire, nel 1953, “Il mare non bagna Napoli” sembrò a molti inserirsi in quel filone che allora e dopo venne chiamato «neorealismo». Era tutt’altra cosa. Nato dall’incontro della scrittrice con quella città – che era e non era la sua – uscita in pezzi dalla guerra (un incontro che fu insieme un addio: a Napoli la Ortese non tornerà, in seguito, praticamente mai), il libro è la cronaca di uno spaesamento. La città ferita e lacera diventa infatti uno schermo sul quale l’autrice proietta ciò che lei stessa definisce la propria «nevrosi»: una nevrosi metafisica, una impossibilità di accettare il reale e la sua oscura sostanza, la cecità del vivere, un orrore del tempo che ogni cosa corrode e divora – e insieme il riconoscimento del «cupo incanto» della città, del mondo. Tutto il libro, con la sua scrittura «febbrile e allucinata» e al tempo stesso rigorosissima, è un grido contro questo orrore, da cui lo sguardo – come quello della bambina Eugenia il giorno in cui mette gli occhiali, nel primo, indimenticabile racconto – vorrebbe potersi distogliere: e non può. La presente edizione è accompagnata da due testi del tutto nuovi e preziosi, scritti dall’autrice ripensando questo suo libro: per il lettore saranno la guida più sicura.

Il mare nasconde le stelle: Storia vera di Ramon, il ragazzo venuto dalle onde

«Mi chiamo Remon. Sono un cristiano copto. Avevo quattordici anni quando sono arrivato in Italia a bordo di un barcone dall’Egitto. Da solo. Il mio viaggio in mare è iniziato il 6 luglio 2013, è durato centosessanta ore. E preferirei morire pur di non dover più compiere quel viaggio.»Il sogno di Remon è cercare la libertà. Ma il mare sembra una distesa infinita davanti a lui. È solo un ragazzo di quattordici anni e da giorni è su una barca, infreddolito e affamato. Il rumore della paura è assordante in quel silenzio. Ma Remon non si sente solo. Guarda il cielo e affida i suoi sogni alle stelle. Non sa dove è diretto. Sa bene da cosa sta fuggendo. Dal suo paese, l’Egitto. Dall’odio e dalla intolleranza che hanno cambiato la sua vita all’improvviso. Perché Remon è cristiano e non è più libero di giocare per le strade, di andare a scuola, di pregare Dio. È stato costretto a scappare senza dire addio alla sua famiglia. Nei suoi occhi, troppo giovani per aver visto già tanto dolore, rivede i momenti felici con loro: gli abbracci di sua madre, le chiacchiere con suo padre, le risate con suo fratello. Tutto ora appare così lontano. Ora che il suo viaggio è finito e una terra sconosciuta lo accoglie: l’Italia. Remon non si aspetta più nulla dal futuro. Eppure i miracoli possono accadere. Perché basta poco per sentirsi di nuovo a casa. Basta l’affetto di amici inaspettati. Basta l’appoggio di insegnanti che credono in te. Basta l’impegno e la passione per lo studio. Remon giorno dopo giorno ritrova la speranza e il coraggio di sorridere ancora. Senza dimenticare il passato. Senza dimenticare da dove viene. Ma forte di una nuova scoperta: a volte anche dal mare si può volare. Dopo il grande successo di Verrà il vento e ti parlerà di me, Francesca Barra torna con una storia toccante e unica. La storia vera di un ragazzo scappato dalla violenza del suo paese con una valigia piena di sogni. La storia di una comunità che fa della tolleranza la sua bandiera. Una storia che insegna a non dare nulla per scontato. A lasciare aperto il cuore a chi ci sembra diverso da noi. Perché non c’è ricchezza più grande. Perché questo è l’unico modo per sconfiggere la paura ed essere davvero liberi.

Il mare delle spade. I sentieri delle tenebre. Forgotten Realms

Allorché l’emblema del martello da guerra Aegis-fang viene trovato impresso sulla schiena di un fuorilegge dissoluto, Drizzt comincia a temere per la sicurezza di Wulfgar. L’elfo scuro e i suoi compagni decidono di scovare il barbaro una volta per tutte. Mentre i suoi compagni lo cercano, Wulfgar, con il capitano Deudermont, salpa in cerca di Aegis-fang, finito nelle mani della vile piratessa Sheila Kree…
**

Il mare colore del vino

Così Sciascia volle presentare questo bellissimo libro di racconti, scritti fra il 1959 e il 1972: «… mi pare di aver messo assieme una specie di sommario della mia attività fino ad ora e da cui vien fuori (e non posso nascondere che ne sono in un certo modo soddisfatto, dentro la mia più generale e continua insoddisfazione) che in questi anni ho continuato per la mia strada, senza guardare né a destra né a sinistra (e cioè guardando a destra e a sinistra), senza incertezze, senza dubbi, senza crisi (e cioè con molte incertezze, con molti dubbi, con profonde crisi); e che tra il primo e l’ultimo di questi racconti si stabilisce come una circolarità: una circolarità che non è quella del cane che si morde la coda». Resta da dire che il tempo trascorso non ha per nulla intaccato, e anzi esalta, la felicità e l’efficacia delle storie qui riunite come in un breve compendio delle molte voci narrative di Sciascia: scoprirle (o riscoprirle) oggi significa anche lasciarsi sorprendere dalla loro sconcertante, amara lucidità.

Marcovaldo Ovvero Le Stagioni in Città

“In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favole moderne, dove Italo Calvino va segnando, come in un suo block-notes segreto, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d’una nuvola carica di pioggia o l’arrivo mattutino d’uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come un colorato calendario l’alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro. Partite come divagazioni comico-poetiche sul tema – ‘neorealistico’ per eccellenza – della più elementare lotta per la vita, le venti favole di Marcovaldo arrivano alla rappresentazione della più complicata realtà d’oggi, alla satira del ‘miracolo economico’ e della ‘civiltà del consumo’; ma sempre restano fedeli a una classica struttura narrativa: quella delle storielle a vignette dei giornalini per l’infanzia. Marcovaldo non è altro che un Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all’incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari”. (Dalla Prefazione di Italo Calvino). Postfazione di Domenico Scarpa.
**

Marcovaldo

“In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora, la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffatta, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e melanconico, Marcovaldo è il protagonista d’una serie di favole moderne, dove Italo Calvino va segnando, come in un suo block-notes segreto, avvenimenti impercettibili nella vita di una grande città industriale, quali possono essere il passaggio d’una nuvola carica di pioggia o l’arrivo mattutino d’uno sbuffo di vento. Quando le avventure di Marcovaldo hanno raggiunto un bel numero, seguendo come un colorato calendario l’alternarsi delle stagioni, Calvino le ha disposte in un libro. Partite come divagazioni comico-poetiche sul tema – ‘neorealistico’ per eccellenza – della più elementare lotta per la vita, le venti favole di Marcovaldo arrivano alla rappresentazione della più complicata realtà d’oggi, alla satira del ‘miracolo economico’ e della ‘civiltà del consumo’; ma sempre restano fedeli a una classica struttura narrativa: quella delle storielle a vignette dei giornalini per l’infanzia. Marcovaldo non è altro che un Fortunello contemporaneo, un Bonaventura all’incontrario, un Pampurio dei caseggiati popolari.” (Italo Calvino)

Il marchio ribelle

‘La strada per noi significava tutto’.

Nicolai Lilin torna a Fiume Basso, il quartiere di Bender in cui è nato e cresciuto. E ci racconta la sua storia con gli occhi di un ragazzino che per la fretta di diventare grande è disposto a buttarsi negli scontri piú violenti. Ma anche a trascorrere le giornate al fiume insieme ai suoi amici, giocando a farsi trasportare dalla corrente. Kolima impara a schivare i colpi nelle risse, impara i codici della guerra fra bande, ma soprattutto impara a conoscere il mondo attraverso i tatuaggi.

Nella periferia degradata dell’ex Urss tutto sta cambiando. Alcuni criminali accettano il traffico di droga, altri restano all’angolo. C’è chi viene a patti con la polizia e chi si rifiuta e si rifiuterà sempre di farlo. È in atto una guerra interna fra vecchie e giovani leve, che ha frammentato la criminalità organizzata. E in questa spaccatura si fanno strada con ferocia le nuove bande. I Ladruncoli, la sezione giovanile della casta Seme nero, i Fratellini, appassionati di sport da combattimento, i Punk, anarcoidi e spesso ubriachi o drogati, i Metallari, i piú temprati già ai tempi dell’Urss, le Teste d’Acciaio, di chiara impronta nazifascista. Ciascuna banda ha un modo differente di tatuarsi. Il tatuaggio è un collante sociale, segna l’appartenenza, ma è anche uno strumento di comunicazione, in certi casi addirittura un linguaggio. A patto di non infrangere il tabú: mai chiedere a un criminale cosa significa il disegno che ha addosso. I tatuaggi riprodotti in questo libro sono una chiave per entrare in un mondo. Perché ogni fuorilegge sulla pelle porta una firma, che è l’espressione dei suoi sogni e della sua storia, e insieme un’ammissione di paura. L’unica confessione che farà mai dei suoi peccati. Forse persino l’ultimo disperato tentativo di strappare la propria anima dalle zanne del demonio.

(source: Bol.com)

Il marchio perduto del templare

Il libro segreto della profezia Un grande romanzo Nella Roma medioevale di Innocenzo III, una città in piena decadenza vessata dal malaffare e dal crimine, sei cavalieri templari, che durante la prigionia in Terra Santa hanno votato l’anima al diavolo, sono pronti a sacrificare due piccoli gemelli e a scatenare l’Apocalisse. Il loro capo, Lucifuge, ha bisogno di un antico libro, la Clavicula Salomonis, per compiere la cerimonia finale. Uno dei templari, Shane de Rue, ha però rubato e nascosto il prezioso grimorio, tradendo i suoi compagni e privandosi poi dei propri ricordi per impedire a chiunque di ritrovarlo. Ma le immagini di una battaglia cruenta in Terra Santa continuano a tormentarlo, come una maledizione. Solo Lilith, una strega dai poteri straordinari, potrebbe liberarlo dall’anatema che lo ha colpito: parola di Don Graziano, un prete che ha chiesto l’aiuto di Shane per fermare l’uccisione dei gemelli. Quando i due si recano al Colosseo per incontrare la donna, ecco che Lucifuge li sorprende… Sei templari, sei assassini, sei demoni: 666 L’Apocalisse è solo questione di giorni Un romanzo che vi farà rivivere l’azione l’avventura e le atmosfere dark di Assassin’s Creed Giuliano ScavuzzoÈ nato a Roma nel 1976. Dopo la laurea in Economia, ha ottenuto un Master in Business Administration con specializzazione in comunicazione e marketing. Per anni ha lavorato in questi settori, finché non ha deciso di trasferirsi a Bali per alcuni mesi, e lì, tra meditazione e surf, ha cominciato a scrivere un romanzo ambientato nella Roma medioevale. Collabora con diversi blog occupandosi di cultura, sport e medicina.

Il marchio di fuoco

Le azioni petrolifere rendono bene ai loro fortunati possessori quando i pozzi esistono sul serio. Ma se li ha trivellati la fantasia, allora le azioni rendono soltanto a che le stampa e riesce a farsele pagare. Così ha fatto Pedro il Messicano che ora vuol godere in pace i frutti del suo diuturno, disonesto lavoro e dedicarsi all’innocente hobby di marchiare a fuoco gli avversari. Ma Frank e Joe Hardy non sono d’accordo e gli fanno cambiare il passatempo costringendolo a quello più monotono del contare il sole a scacchi.