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Una sorprendente proposta

Un’offerta interessante…
Cryssie Rowe conosce perfettamente i tipi alla Jed Hunter: ricchi, spietati, e totalmente abituati a vedere le donne cadere ai loro piedi. Ma quando Jed rileva l’attività nella quale lei è impiegata, e le offre il posto di sua assistente personale, Cryssie non può fare a meno di accettare quella proposta allettante e pericolosa al tempo stesso. Lavorare a stretto contatto con Jed si rivela essere molto più piacevole del previsto: dietro la facciata dello spietato uomo d’affari, infatti, si nasconde un uomo dolce e appassionato, che saprà sorprendere Cryssie con una seconda, e ancor più sconvolgente proposta.
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### Sinossi
Un’offerta interessante…
Cryssie Rowe conosce perfettamente i tipi alla Jed Hunter: ricchi, spietati, e totalmente abituati a vedere le donne cadere ai loro piedi. Ma quando Jed rileva l’attività nella quale lei è impiegata, e le offre il posto di sua assistente personale, Cryssie non può fare a meno di accettare quella proposta allettante e pericolosa al tempo stesso. Lavorare a stretto contatto con Jed si rivela essere molto più piacevole del previsto: dietro la facciata dello spietato uomo d’affari, infatti, si nasconde un uomo dolce e appassionato, che saprà sorprendere Cryssie con una seconda, e ancor più sconvolgente proposta.

Le sorelle

«Il miglior esordio dell’anno».Marie Claire«Potente, suggestivo, emozionante».Sunday MirrorUna mente. Una è morta.La vede ovunque: al tavolino di un bar, alla fermata dell’autobus, al supermercato. Ogni volta, per un istante Abi dimentica l’incidente, dimentica che sua sorella Lucy è morta, dimentica il dolore che la consuma da oltre un anno. E, ogni volta, Abi rimane inevitabilmente delusa. Ha tagliato i ponti con la famiglia, si è isolata dagli amici e si è trasferita in un’altra città, nella speranza di cominciare una nuova vita, però è stato inutile: nessuno dovrebbe mai sopravvivere alla propria gemella. Eppure, quando incontra Bea, Abi ha l’impressione che il destino le stia finalmente dando una seconda occasione. Perché quella ragazza non solo è fisicamente identica a Lucy, ma le assomiglia pure nel modo di parlare e di vestirsi. Inoltre anche lei ha un gemello, Ben, perciò più di chiunque altro comprende il vuoto che sente Abi. E si propone di colmarlo, accogliendola nella grande casa che divide col fratello. Se con Bea è stata un’affinità istantanea, con Ben è amore a prima vista. Tuttavia, più tempo passa insieme con loro, più Abi si convince che ci sia qualcosa che non vada. All’inizio era solo una sensazione, ma poi sono arrivate le fotografie strappate e gli oggetti spariti dalla sua camera. Sono opera di Bea, gelosa per la relazione del fratello? Abi quasi spera che sia così. Altrimenti vorrebbe dire che qualcuno ha scoperto il suo segreto…

Le sorelle Marx

A Londra, nel quartiere di Bloomsbury, c’è un vicolo dove pulsano i ricordi. Si chiama Jerusalem Lane ed è abitato da anziani profughi di guerra. Qui, si dice, visse un personaggio il cui nome incute ancora timore: Karl Marx. E qui vivono niente meno che le tre sorelle Marx, discendenti di un figlio illegittimo del celebre Karl. Quando Meredith, la più anziana, viene trovata morta nel suo letto, l’ipotesi più plausibile è quella di una morte naturale. Ma alcuni strani particolari insospettiscono il fedele medico di famiglia. Per questo intervengono Kathy Kolla, giovane sergente di polizia, e l’ispettore David Brock, autentica leggenda di Scotland Yard. La pista da loro seguita li porterà a indagare negli ambienti della speculazione edilizia, ma anche tra la polvere di una vecchia libreria da dove, con loro grande sorpresa, sembrano emergere le tracce del mitico quarto libro del Capitale… Col tono sobrio di un grande narratore inglese, non senza punte di acuto umorismo, Barry Maitland ci cala, in piena Londra contemporanea, in un angolo quasi dickensiano, offrendoci una parabola sui pericoli della distruzione dei luoghi e della memoria che conservano. Ma soprattutto ci offre un sorprendente intreccio giallo, dove urbanistica e storia fanno da sfondo a un’indagine serrata, ricca di suspense fino alla fine.

Il Sorcio

Raramente Simenon ha creato un intreccio così ricco e frizzante come in questo romanzo, che è stato definito «un Maigret senza Maigret», e in cui ritroviamo, in compenso, alcuni dei suoi celebri «comprimari»: Lucas, qui promosso commissario, e il perennemente scalognato ispettore Lognon. Sullo sfondo dei quartieri più chic di Parigi, tra i caffè degli Champs-Élysées e gli alberghi di lusso intorno all’Opéra, lo scrittore si diverte a mescolare con spettacolosa abilità la scomparsa di un cadavere, una banda di gangster, una «pupa» che è uno schianto, un faccendiere ungherese, l’alta finanza, l’alta società, la Polizia giudiziaria e un rapimento da film americano. Ma, soprattutto, dà vita a uno dei suoi personaggi più accattivanti: Ugo Mosselbach, detto il Sorcio, un anziano barbone di origine alsaziana (in passato organista e insegnante di solfeggio), il quale, tutt’altro che mortificato dalla sua condizione, è una sorta di guitto beffardo, che Simenon descrive così: «un ometto magro, con due occhi eccezionalmente vivaci e maliziosi, una peluria rossiccia che tendeva al bianco sporco e un modo personalissimo di portare stracci troppo grandi per lui con una dignità che rasentava l’eleganza». La sera in cui trova un portafogli gonfio di dollari, il Sorcio architetta un piano infallibile, che dovrebbe permettergli di comprarsi la vecchia canonica di Bischwiller-sur-Moder dove sogna di finire i suoi giorni. C’è purtroppo un piccolo dettaglio, che complicherà parecchio le cose: il portafogli era accanto a un cadavere. Sarà la curiosità (ma anche la voglia di sfidare l’ispettore Lognon!) a spingerlo a condurre una sua indagine parallela, che lo catapulterà in una sequela di guai. Un romanzo che ha i toni di una commedia poliziesca, magistralmente orchestrata da Simenon su un tempo di “allegretto”.

Un sopravvissuto

**«Un manoscritto incredibilmente riscoperto, scritto in clandestinità da un amico di Stephen Zweig, che evoca la realtà dell’Olocausto e della Francia occupata in modo molto più vivido di ogni altra cosa io abbia letto.»**
*JONATHAN COE*
Non solo documento e testimonianza, non solo il più incredibile dei «casi editoriali»: *Un sopravvissuto* è un racconto di straordinaria intensità e acutezza, opera della penna di un intellettuale ebreo austriaco costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938, dopo l’Anschluss. Giornalista e scrittore, Moriz Scheyer ha ricostruito in presa diretta un’esperienza unica, che ha del miracoloso, riversando in queste pagine la sua parabola individuale, i suoi incontri, le sue paure e le sue speranze, quando ancora non aveva alcuna certezza di quale sarebbe stato il suo destino. Prendono vita, così, la Vienna degli anni Trenta, Parigi prima e dopo l’occupazione nazista, e si dipana una storia forte e drammatica: il personale esodo di un uomo braccato, la sua prigionia in un campo di concentramento in Francia, i contatti con la Resistenza, l’infruttuoso tentativo di fuga in Svizzera, il rocambolesco salvataggio e il periodo trascorso in clandestinità in un convento di suore francescane. Ma anche l’amarezza di una liberazione che «ha un sapore di cenere… una cenere che il vento porta con sé».
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### Sinossi
**«Un manoscritto incredibilmente riscoperto, scritto in clandestinità da un amico di Stephen Zweig, che evoca la realtà dell’Olocausto e della Francia occupata in modo molto più vivido di ogni altra cosa io abbia letto.»**
*JONATHAN COE*
Non solo documento e testimonianza, non solo il più incredibile dei «casi editoriali»: *Un sopravvissuto* è un racconto di straordinaria intensità e acutezza, opera della penna di un intellettuale ebreo austriaco costretto ad abbandonare il suo paese nel 1938, dopo l’Anschluss. Giornalista e scrittore, Moriz Scheyer ha ricostruito in presa diretta un’esperienza unica, che ha del miracoloso, riversando in queste pagine la sua parabola individuale, i suoi incontri, le sue paure e le sue speranze, quando ancora non aveva alcuna certezza di quale sarebbe stato il suo destino. Prendono vita, così, la Vienna degli anni Trenta, Parigi prima e dopo l’occupazione nazista, e si dipana una storia forte e drammatica: il personale esodo di un uomo braccato, la sua prigionia in un campo di concentramento in Francia, i contatti con la Resistenza, l’infruttuoso tentativo di fuga in Svizzera, il rocambolesco salvataggio e il periodo trascorso in clandestinità in un convento di suore francescane. Ma anche l’amarezza di una liberazione che «ha un sapore di cenere… una cenere che il vento porta con sé».

I sopravvissuti del volo 305 (eNewton Narrativa)

**Tradotto in 20 Paesi
Oltre 1 milione di copie vendute
Un grande thriller numero 1 negli Stati Uniti
«Ben costruito e congegnato come un orologio svizzero, ricco di azione senza tregua, con una trama avvincente e tutti gli ingranaggi si incastrano alla perfezione.» 
Diana Gabaldon**
**Harper Lane è in volo da New York a Londra, dove dovrà prendere la decisione più importante della sua vita.** Ma una misteriosa turbolenza fa precipitare l’aereo nella campagna inglese, e la priorità, per lei e per gli altri passeggeri, diventa sopravvivere al disastro. Ben presto però i superstiti si rendono conto che nell’aria c’è qualcosa di strano e inspiegabile. Il mondo sembra diverso da come lo ricordavano. E forse l’incidente non è stato casuale: potrebbe esserci un collegamento tra alcuni dei passeggeri che si trovavano sul volo 305. Ma quale? 
Nick Stone è un uomo d’affari sempre pronto all’azione; Sabrina Schröder una dottoressa tedesca dai modi stravaganti, mentre Yul Tan, genio dell’informatica, ha trascorso tutto il tempo della traversata a digitare sul suo portatile, e non ha smesso neanche dopo lo schianto. Infine c’è Grayson Shaw, figlio di un magnate dell’industria: se ne sta sulle sue, scontroso, alterato dall’alcol, e tratta gli altri dall’alto in basso. Chi di loro sa cosa è realmente accaduto? Quale enigma lega il loro volo a un mistero più grande, che avrà effetti incredibili sul mondo intero, travolgendo i concetti stessi di spazio e tempo?
**Un thriller da manuale: scienza, azione, colpi di scena e una storia che travolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Un autore da 1 milione di copie, tradotto in 20 Paesi
Cinque sconosciuti
Una corsa contro il tempo
Un enigma mortale
Presto un film per la 20th Century Fox**
**A.G. Riddle**
Cresciuto in Nord Carolina, da giovane ha fondato la sua prima società con gli amici d’infanzia. Dopo aver lavorato dieci anni in alcune aziende on line, negli ultimi tempi si è dedicato esclusivamente alla sua vera passione: scrivere romanzi. Oltre a* I sopravvissuti del volo 305*, la Newton Compton ha pubblicato anche* Atlantis Saga *(*Atlantis Genesi*, *Atlantis Secret *e *Atlantis Code*).
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### Sinossi
**Tradotto in 20 Paesi
Oltre 1 milione di copie vendute
Un grande thriller numero 1 negli Stati Uniti
«Ben costruito e congegnato come un orologio svizzero, ricco di azione senza tregua, con una trama avvincente e tutti gli ingranaggi si incastrano alla perfezione.» 
Diana Gabaldon**
**Harper Lane è in volo da New York a Londra, dove dovrà prendere la decisione più importante della sua vita.** Ma una misteriosa turbolenza fa precipitare l’aereo nella campagna inglese, e la priorità, per lei e per gli altri passeggeri, diventa sopravvivere al disastro. Ben presto però i superstiti si rendono conto che nell’aria c’è qualcosa di strano e inspiegabile. Il mondo sembra diverso da come lo ricordavano. E forse l’incidente non è stato casuale: potrebbe esserci un collegamento tra alcuni dei passeggeri che si trovavano sul volo 305. Ma quale? 
Nick Stone è un uomo d’affari sempre pronto all’azione; Sabrina Schröder una dottoressa tedesca dai modi stravaganti, mentre Yul Tan, genio dell’informatica, ha trascorso tutto il tempo della traversata a digitare sul suo portatile, e non ha smesso neanche dopo lo schianto. Infine c’è Grayson Shaw, figlio di un magnate dell’industria: se ne sta sulle sue, scontroso, alterato dall’alcol, e tratta gli altri dall’alto in basso. Chi di loro sa cosa è realmente accaduto? Quale enigma lega il loro volo a un mistero più grande, che avrà effetti incredibili sul mondo intero, travolgendo i concetti stessi di spazio e tempo?
**Un thriller da manuale: scienza, azione, colpi di scena e una storia che travolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Un autore da 1 milione di copie, tradotto in 20 Paesi
Cinque sconosciuti
Una corsa contro il tempo
Un enigma mortale
Presto un film per la 20th Century Fox**
**A.G. Riddle**
Cresciuto in Nord Carolina, da giovane ha fondato la sua prima società con gli amici d’infanzia. Dopo aver lavorato dieci anni in alcune aziende on line, negli ultimi tempi si è dedicato esclusivamente alla sua vera passione: scrivere romanzi. Oltre a* I sopravvissuti del volo 305*, la Newton Compton ha pubblicato anche* Atlantis Saga *(*Atlantis Genesi*, *Atlantis Secret *e *Atlantis Code*).

Sonno profondo

“Il sonno viene come l’avanzare della marea. Opporsi è impossibile.” Con Sonno profondo Banana Yoshimoto indaga nel cuore di tre giovani donne e ne trae ombre plastiche, insinuanti, che echeggiano il vuoto della notte e la paura della solitudine. Vicina al germogliare più segreto delle emozioni, Yoshimoto disegna un mondo sfuggente e tuttavia concreto, che accompagna il lettore in un’avventura dell’anima di straordinaria incisività. ‟Questi racconti sono una conferma definitiva della tecnica sopraffina della Yoshimoto, stilista di qualità che procede per illuminazioni liriche.” (L’Europeo) ‟I racconti della Yoshimoto conquistano per la dolcezza dei sentimenti, per la grazia e la freschezza della sua ispirazione.” (Grazia)

Sonno mortale

Nadat een anesthesist is veroordeeld wegens dood door schuld ontdekt hij dat zowel hijzelf als beroepsgenoten slachtoffer zijn van een smerig complot.

I sonnambuli

Berlino, 1932. Durante i mesi nei quali si consuma l’agonia della Repubblica di Weimar il corpo di una giovane donna affiora dalle acque del fiume Havel, nei pressi di Spandau. Ritrovare un cadavere nel caos di una Germania postbellica che la sconfitta e la Grande Depressione hanno messo in ginocchio non è certo una novità: ma qui c’è qualcosa di diverso, d’inspiegabile. I capelli della ragazza sono tagliati troppo corti; le gambe, percorseda un intrico di cicatrici, hanno assunto una postura bizzarra, come se qualcuno avessecambiato verso ai peroni. Gli agenti di polizia hanno scelto per lei un nomignolo agghiacciante: ‘la Sirena’. Sarà solo la prima di una lunga serie di vittime, tutte donne, giovani, straniere, menomate da atroci interventi chirurgici. Ma chi ha fatto una cosa del genere? E perché? Starà all’ebreo Willi Kraus, il più celebre detective della Kriminal Polizei, risolvere il mistero, inoltrandosi in un mondo di orrori che prefigura il consumarsi, di lì a poco, di ben altri orrori: il Terzo Reich. Perfettamente inserito nella migliore tradizionedei grandi thriller storici, I sonnambuli ritrae, con impressionante vividezza, unaBerlino alle soglie della catastrofe: una civiltà assediata da una profonda crisi sociale e morale, che si sta aprendo all’avvento del nazismo e di quel mostruoso sonno della ragione che tale avvento porterà con sé.

I sonetti

Da quando nel 1609 un editore pirata pubblicò la raccolta dei 154 sonetti dì Shakespeare, il mistero shakespeariano ha avuto un elemento in più per infittirsi. Poiché infatti i primi 126 sonetti appaiono dominati dalla figura dì un giovane amico, il “fair friend”, mentre al centro dei rimanenti 28 sta un personaggio femminile, la “dark lady”, ci sì è a lungo ostinati a rintracciarne la reale identità, nell’illusione dì trarre dal canzoniere qualche dato sulla biografia dell’autore.

Solo per poco, solo per sempre

Una ragazza sta godendosi il tramonto di una tiepida serata primaverile, la radio suona una semplice melodia e tutto sembra perfetto.
Un’interferenza improvvisa ridesta la protagonista da una sorta di torpore. Quanto tempo è passato da quando si è seduta lì? Come mai il tempo non scorre? E dove sono finiti tutti?
Dal testo:
«È un infinito istante di pura estasi, vorrei che non smettesse mai.»
**
### Sinossi
Una ragazza sta godendosi il tramonto di una tiepida serata primaverile, la radio suona una semplice melodia e tutto sembra perfetto.
Un’interferenza improvvisa ridesta la protagonista da una sorta di torpore. Quanto tempo è passato da quando si è seduta lì? Come mai il tempo non scorre? E dove sono finiti tutti?
Dal testo:
«È un infinito istante di pura estasi, vorrei che non smettesse mai.»

Solo per gioco

Cosa fareste se la vostra perfetta vita da single venisse stravolta da un incontro inaspettato, capace di farvi girare la testa? È quello che succede a Kathryn, scrittrice di talento da poco assunta presso una delle più famose riviste londinesi. L’incontro con il misterioso Alexander le farà vivere momenti di passione travolgente, purtroppo seguiti dalla irrefrenabile voglia di prenderlo a schiaffi per la sua arroganza e impertinenza.
Può qualcosa iniziato solo per gioco trasformarsi in un sentimento vero?
A volte l’amore, che sembra impossibile da raggiungere, è più vicino di quanto non si pensi.
Cover by Mary Graphic Creations

Un solo paradiso

Cronaca dell’innamoramento, esplorazione del discorso amoroso, anatomia del sentimento al tempo della crisi, il nuovo romanzo di Giorgio Fontana disegna la geografia emotiva di un personaggio che trova se stesso per poi disorientarsi, smarrendosi in un movimento interminabile. Il suo, dettato dal desiderio e dal senso della fine, sarà un itinerario incessante in una città in cui sparire e nascondersi, e che di continuo si rivela, sorprende e inganna. Così come inganna quella passione, quella speranza, che per un momento ha illuminato, violenta e paradisiaca, la mente e il cuore.
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### Recensione
**A Milano c’è un jazzista con la tenebra nel cuore**
*Lorenzo Mondo*, Tuttolibri – La Stampa
Ci eravamo lasciati con **Giorgio Fontana** al romanzo Morte di un uomo felice, in compagnia del protagonista, un magistrato solito a indagare, con umana partecipazione, nei cupi meandri della colpa. *Un solo paradiso* non sembra avere rapporti con quel libro, così serrato e tutto in chiaro. Due amici si incontrano casualmente, dopo essersi persi di vista, in un bar che era stato l’abituale ritrovo della loro «tribù urbana». Alessio è invecchiato, le «crepe di sangue» negli occhi, le pinte di birra svuotate sul tavolo, rivelano che è un uomo alla deriva. Al contrario dell’amico assestato che lo interroga e al quale racconta la sua storia. Viveva un tempo senza aspettarsi nulla dalla sorte, appagato soltanto dalla tromba che suonava con trasporto in una piccola jazz band. Fino all’incontro con Martina, la ragazza magra, dagli occhi fermi che, contro le passate irrisioni del sentimento amoroso, gli avvince i sensi e l’anima. Per Alessio è una rivelazione, intravede la possibilità di uscire dalla routine quotidiana, dai ricordi di una adolescenza infelice nel natio paese montano. Nulla di paragonabile alle passate relazioni, ai passeggeri innamoramenti. Come afferma il suo interlocutore, «credeva in qualcosa di più alto, l’aveva visto e ora cercava di raccontarmelo». Si immerge in una carnale, dionisiaca ebbrezza, propiziata dalla comune passione per il jazz. Anche se Martina si chiede, pensando alla fine drammatica di tanti loro idoli, «perchè quella musica fosse, più di ogni altra, così intimamente legata all’autodistruzione: perchè tanta bellezza dovesse sempre esigere uno scotto».
Si aggirano, gli amanti, per le vie di Milano, rivisitata affettuosamente da Fontana (con topografica, fin troppo minuta esattezza) nella sua vita multiforme: nella babelica vitalità del tessuto umano, sotto cieli lividi e d’un tratto luminosi. L’incrinatura nella pienezza del loro rapporto si intuisce appena, durante una gita in Lunigiana. Quando Martina reagisce con una certa ritrosia alla sua devozione, dicendogli che, pur amandolo, pur desiderosa di stare con lui, non se la sente di «offrirgli la salvezza». Par di capire che non accetti questa responsabilità, che rifiuti di ergersi a intangibile talismano. Si arriva infatti alla rottura, la donna riscopre un antico amore e si allontana da Alessio, inconsapevole dello schianto che provoca in lui. Comincia allora la sua lenta discesa nella degradazione. Perde il lavoro e gli amici, sprofonda nell’alcolismo. Ridotto allo stato di un barbone, si stordisce in lunghe camminate nelle periferie milanesi, si distrugge per disperazione, forse per mantenere fede a un amore perduto e irripetibile.
C’è qualcosa di misterioso nell’assolutezza del suo comportamento. Viene in mente la volta che, insieme a una distratta Martina, si trovò ad assistere a una messa all’aperto. Consentì con il prete che, rammentando il comandamento di Dio ad Abramo, esortava a lasciare ogni affetto per cercare l’altrove della terra promessa, lontana da una vita facile e tranquilla. L’amore di Martina era la sua terra promessa. Ed ora sembra compensarne la perdita in una sorta di paradossale, miserabile ascetismo, che comporta una totale mortificazione, quasi una offerta sacrificale della propria vita. Non so se regga questa lettura di un testo decisamente capzioso e frastornante. Prova imbarazzo, d’altronde, lo stesso amico di Alessio, che ne racconta la storia e ne registra successivamente la definitiva scomparsa in chissà quale altrove. Godendo di una vita mediocre ma abbastanza fortunata, senza impetuosi sussulti, tende a considerarlo vittima di una maledizione. Salvo poi a provare una punta d’invidia per non avere avuto, come lui, la ventura di avere incontrato, nella felicità e nella sofferenza, un paradiso.
### Sinossi
Cronaca dell’innamoramento, esplorazione del discorso amoroso, anatomia del sentimento al tempo della crisi, il nuovo romanzo di Giorgio Fontana disegna la geografia emotiva di un personaggio che trova se stesso per poi disorientarsi, smarrendosi in un movimento interminabile. Il suo, dettato dal desiderio e dal senso della fine, sarà un itinerario incessante in una città in cui sparire e nascondersi, e che di continuo si rivela, sorprende e inganna. Così come inganna quella passione, quella speranza, che per un momento ha illuminato, violenta e paradisiaca, la mente e il cuore.

Solo le montagne non si incontrano mai. Storia di Murayo e dei suoi due padri

Somalia, 1994. Murayo, una bambina gravemente malata, viene lasciata in un ospedale militare italiano per essere curata. Il padre va a visitarla una volta e poi sparisce. La piccola diventa la mascotte dell’accampamento fino al momento del ritiro del contingente. Ma il militare che avrebbe dovuto accompagnarla all’orfanotrofio di Mogadiscio non se la sente di abbandonarla, le vuole bene e decide di portarla con sé. Murayo arriva in Sicilia e diventa il centro di una nuova famiglia. È convinta di aver perso tutti i suoi cari e la Somalia resta per lei solo un lontano ricordo. Fino a quando, quattordici anni dopo, una puntata della trasmissione Chi l’ha visto? rimescola di nuovo le carte e accade quello che nessuno avrebbe mai immaginato: Murayo riconosce suo padre in un campo di rifugiati in Kenya. “Solo le montagne non si incontrano” mai è l’incredibile storia di una ragazza che intraprende il viaggio più importante della vita per ritrovare la sua famiglia. Una vicenda segnata da situazioni imprevedibili e coincidenze fatali che travolgono anche tutte le persone a lei vicine. L’aiuta in questa impresa una donna determinata come Laura Boldrini, da anni impegnata nella difesa dei diritti dei rifugiati, che racconta con grande coinvolgimento come una perdita può trasformarsi in una conquista. Perché oggi Murayo non è più divisa tra due padri ma unita a tutti e due.

Solitude creek (VINTAGE)

Al Solitude Creek sta per iniziare un concerto rock. Ma dopo un paio di canzoni qualcosa non va: nel piccolo locale affollato si addensa del fumo, e non c’è tempo di chiedersi cosa stia succedendo. La gente balza in piedi rovesciando sgabelli e tavoli, corre, cade, si ammassa alle uscite di sicurezza. Trovandole chiuse. C’è un assassino a piede libero che si diverte a scatenare con freddezza l’inferno. Quello che vuole è stare a guardare le persone prese in trappola. Più nessuno d’ora in poi, può ritenersi al sicuro. Per Kathryn Dance è l’inizio una partita a scacchi che non consente la minima distrazione.

Solimano il Magnifico

Era il sultano, ma anche il califfo, protettore della Mecca; usava il titolo ancestrale di khan, che sapeva di steppa e orde nomadi, ma era anche l’erede di Roma e Bisanzio e ostentava il titolo di ‘Cesare dei Cesari’. Era il Gran Turco, Solimano il Magnifico, e il suo regno rappresentava per gli europei, di volta in volta, uno specchio distorto, un incubo e una speranza, la fertile terra dei paradossi. Se in Occidente non era permessa la residenza a nessun musulmano ed era inconcepibile l’esistenza di una moschea, l’impero ottomano era invece abitato quasi per metà da cristiani, considerati, è vero, sudditi di seconda classe, ma autorizzati a praticare pubblicamente la loro religione. Solimano aveva potere di vita e di morte e tutti i suoi ministri erano giuridicamente degli schiavi; ma proprio quest’autocrazia creava la mobilità sociale, perché non esisteva nobiltà di nascita ma un sistema di selezione dei talenti che permetteva a figli di pastori di diventare pascià e visir, con grande scandalo degli osservatori europei. Si spiega così che tanti marinai, artigiani, fonditori di cannoni scegliessero di ‘farsi turchi’, cercando sotto la protezione del sultano un’ascesa sociale impensabile nell’Europa delle gerarchie nobiliari e del diritto di sangue.