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La fitoterapia in uno sguardo

Le droghe vegetali, a differenza dei farmaci di sintesi (o artificiali), contengono più sostanze farmacologicamente attive: tra queste si stabiliscono dei sinergismi e degli antagonismi che caratterizzano l’azione terapeutica del preparato vegetale (fitoterapico). Tuttavia, per molte droghe vegetali queste interazioni non sono state ancora del tutto chiarite e tuttora se ne ignora il meccanismo d’azione. Non lasciamoci però travolgere dal pregiudizio che tutto ciò che non è spiegabile con le teorie correnti è eretico. Questo volume sintetizza nozioni di fitoterapia; l’intento è di offrire al medico delle conoscenze essenziali affinché possa agevolmente prescrivere prodotti vegetali e di stimolare farmacista ed erborista ad impiegarli in modo più razionale.

La fisica di Star Trek

Cosa c’è di scientificamente possibile (e cosa invece, di assurdo) nelle avventure di una delle serie televisive più amate di sempre? Le storie di “Star Trek”, che raccontano le missioni dell’astronave “Enterprise” nella galassia, sono ambientate nei secoli XXIII e XXIV e gli autori si sono sforzati di immaginare quale potrebbe essere la sorte dell’uomo fra tre o quattro secoli, in una galassia ormai aperta al volo spaziale e popolata da varie civiltà intelligenti. L’autore, professore di fisica e astronomia, muovendosi al confine fra scienza e fantascienza, indaga l’universo di “Star Trek” e lo confronta con quello reale.
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Firenze nera

Sesso-cibo-soldi-morte.
Connubi per raccontare l’Italia che trasgredisce.
Il Paese reale, fra città e provincia, in cui è normale trastullarsi con belle prostitute che ti portano a casa le loro grazie con tanto di cena, piccante, esotica, trasgressiva.
La Firenze del centro e quella dei dintorni, in cui basta partecipare ad un addio al celibato per entrare nel mondo della fantasia che diventa realtà: il porno per tutti, un mondo fatto di tragicomici corridoi in mutande, in attesa di trasgredire con una taglia extra large.
Accecati dal desiderio e dalla noia, i protagonisti di questi due thriller cadono tra le braccia di un destino eccitante quanto illusorio.

Fiori per Algernon

Algernon è un topo, ma non un topo qualunque. Con un’audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon, che fino all’età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto… sveglio. Ma cosa succederà quando la stessa operazione verrà effettuata su Charlie? Quale sorte accomunerà la sua esistenza e quella del fedele amico Algernon?
*Fiori per Algernon* è ormai considerato uno dei grandi romanzi del XX secolo, un capolavoro della narrativa di anticipazione: il diario di un uomo che «voleva soltanto essere come gli altri», un romanzo definito dal New York Times «magistrale e profondamente toccante», un’opera che ha ispirato film, serie televisive, musical, che ha vinto il Premio Hugo e il Premio Nebula e ha venduto oltre cinque milioni di copie nel mondo.

I fiori blu

“Appena presi a leggere il romanzo pensai subito: è intraducibile! Ma il libro cercava di coinvolgermi… mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida”.

Fiori alla memoria

A Pieve del Pino, un paese dell’Appennino tosco-emiliano, si sta erigendo un monumento ai Caduti partigiani. Un incendio doloso distrugge parte del cantiere: un attentato fascista? Chissà. Dell’indagine viene incaricato Sarti Antonio, colitico sergente della questura bolognese. Subito la situazione precipita: malgrado la sorveglianza, sul monumento appare una scritta inneggiante alla destra. Non solo, lí vicino viene trovato il cadavere di un giovane del paese. Che si tratti di un delitto a sfondo politico? Chissà. Sarti Antonio s’incaponisce per cercare la verità. Se vuole trovarla, dovrà compiere un lungo viaggio nella memoria dei fatti piú recenti della storia italiana, e farsi aiutare da uno studente anarchico. Personaggio fra i piú amati del giallo nazionale, il sergente Sarti Antonio vive qui una delle sue prime avventure e già rivela tutte le caratteristiche che lo hanno reso famoso: caparbietà, spirito di contraddizione, alternanza di momenti di indolenza e momenti di frenesia. Maestro anche nella caratterizzazione dei comprimari, dal «Lucciola», prototipo del giornalista di cronaca, allo studente anarchico Rosas, Macchiavelli ci consegna un romanzo che si legge d’un fiato e lascia l’ombra grave di un ricordo difficile da cancellare.

Fiore di scozia

Scozia, 1745. Qualunque cosa accada, io ti aspetterò. Con questa promessa Deirdre ha detto addio ad Alexander alla vigilia della rivolta giacobita guidata da Carlo Stuart. La guerra, tuttavia, distrugge insieme ai sogni di indipendenza degli Scozzesi anche le speranze dei due innamorati. Tornato ad Aberdeen, Alexander scopre infatti che Deirdre ha sposato un altro uomo, il lealista Sean, e che ha reciso ogni legame con il passato. Ma è davvero così? Oppure è stata costretta a quelle nozze? Alexander si ritrova ad affrontare un nemico più insidioso di quelli incontrati sul campo di battaglia. E a combattere per la sua vita e per quella della donna che ama.

Fiore di neve e il ventaglio segreto

Ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, Giglio Bianco ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, l’amica scomparsa da molti anni che ha avuto un ruolo cruciale nella sua esistenza. Poiché le rimane solo il dono del tempo, vuole onorarlo raccontando la storia della sua lao-tong – la compagna di parole segrete – e del tragico equivoco che ha amaramente segnato un legame lungo una vita. Ha inizio così una vicenda di intensa drammaticità ambientata nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie ancora avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento pressoché totale. Allora le donne di una remota contea dello Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Un viaggio a ritroso verso un periodo della storia cinese commovente e doloroso insieme, che all’attenzione ai particolari storici e di costume fonde capacità evocativa.
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Fiore del deserto. Storia di una donna

Quella di Waris Dirie è una testimonianza straordinaria. La sua vita, ricca di momenti dolorosi ma anche di grandi felicità e successi, insieme avventurosa ed esemplare, l’ha portata dai deserti africani all’esclusivo mondo delle top model. È nata in un villaggio della Somalia, ha circa trent’anni: ma nessuno, nella sua famiglia di nomadi con dodici figli, annotò la data della sua nascita. Quando aveva più o meno cinque anni, suo padre decise che era giunto il tempo di infibularla: le pagine in cui Waris ricorda oggi quella mutilazione atroce sono assolutamente strazianti. Aveva tredici anni quando suo padre la vendette per cinque cammelli a un uomo di sessant’anni: Waris non accettò quel destino, fuggì da una zia a Mogadiscio, e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore, come cameriera, a lavorare 18 ore al giorno 7 giorni su 7. Sempre meglio di quello che l’aspettava in patria, pensava. Così, quando lo zio, concluso il suo mandato, fu richiamato in Somalia, decise di restare in Inghilterra. Sola, iniziò a guadagnarsi da vivere lavando i pavimenti da McDonald’s. Analfabeta, si iscrisse a una scuola serale.

Il fiore d’oro

Venezia, primavera del 1944. Il cadavere di un “signor nessuno”, tale Renzo Manin, viene ripescato dalle acque del Canale di San Pietro: morte per annegamento accidentale, sentenziano le autorità. Eppure due persone la pensano diversamente. Sono Dietrich Von Altenburg (alto ufficiale tedesco caduto in disgrazia agli occhi del III Reich) ed Elena Contini (ebrea, storica dell’arte ed ex fidanzata del capitano dei Carabinieri Bruno Arcieri). Entrambi reduci dal caso narrato ne “Lo specchio nero”, scendono di nuovo in pista per fare luce sul mistero nascosto dietro la morte di Manin.
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La fioraia del Giambellino

La seconda indagine di Vittoria, Libera e Iole: le signore del delitto Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

(source: Bol.com)

Fino alla morte

L’ammiraglio Arnold Morgan si trova ancora una volta a fronteggiare il suo acerrimo nemico, la sua nemesi: Ravi Rashood, un alto comandante di Hamas, l’elite terroristica palestinese. Tutto ha inizio con un attentato: una bomba esplode all’aeroporto di Boston. Morgan scatena le sue forze e riesce a rintracciare e catturare in brevissimo tempo la cellula terroristica responsabile dell’attentato, per poi spedire i prigionieri a Guantanamo. La rappresaglia di Hamas non si fa attendere e stavolta minaccia di essere definitiva. Su decisione di Rashood, i terroristi decidono infatti di scatenare una vera e propria caccia all’uomo internazionale, senza confini, per uccidere Morgan. Una caccia che si susseguirà con mosse implacabili come una partita a scacchi, dagli Stati Uniti all’lrlanda e poi in Scozia e a Londra… Ma il presidente degli Stati Uniti intanto è deciso a proteggere il suo consigliere più prezioso a ogni costo, e per questo arruola la squadra di Navy Seal più agguerrita e pericolosa della nazione…

La finestra sulla notte

Un’attraente giovane si affida a Jack Knox, abile avvocato, per rintracciare il padre misteriosamente scomparso. Le indagini conducono Knox a una casa in cui vivono due anziane zie della ragazza; qui si verifica una serie di inquietanti eventi che preludono a una drammatica e inattesa conclusione.

Finestra sul vuoto

Elizabeth Murdoch, una vedova autoritaria e cinica che vive in una fastosa e opprimente dimora di Pasadena, incarica Philip Marlowe dell’inchiesta sulla sparizione di un gioiello numismatico, il “doblone Brasher”, misteriosamente sottratto dalla collezione del suo giovane defunto marito. In un’incessante alternarsi di scenari diversi, l’intervento del detective innesca una serie di inesplicabili omicidi. Come sempre, Marlowe si fa avanti tra mostri e relitti di una società corrotta con la dolente consapevolezza dell’antieroe, con la tenacia severa del paladino della verità, con lo humour caustico dell'”uomo d’onore”.

La finestra rotta

Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso. Gli indizi sulla scena del delitto conducono inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. Ma non tutto, forse, è come sembra: nella catena di omicidi che da qualche mese insanguina New York, le tracce raccolte dagli inquirenti hanno l’evidenza delle prove schiaccianti, un’evidenza quasi sospetta. È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l’ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur e ricomporre i frammenti di una sciarada impenetrabile e crudele come il delitto perfetto. Le sue ricerche lo portano a indagare su alcune società che raccolgono vertiginose quantità di dati sull’esistenza della gente comune. Per scoprire a sue spese che proprio nelle prove che inchiodano senza apparente rimedio i presunti colpevoli si cela l’unico indizio sull’identità di un killer che conosce ogni dettaglio delle vite degli altri. Con “La finestra rotta”, Jeffery Deaver, che il Times ha definito “il più grande autore di thriller vivente”, torna a mettere in scena uno dei personaggi più amati della narrativa americana di oggi: Lincoln Rhyme.

Fine pena: ora

Una corrispondenza durata 26 anni tra un ergastolano e il suo giudice. Nemmeno tra due amanti, ammette l’autore, è pensabile uno scambio di lettere così lungo. Questo non è un romanzo di invenzione, ma una storia vera. Nel 1985 a Torino si celebra un maxi processo alla mafia catanese; il processo dura quasi due anni, tra i condannati all’ergastolo Salvatore, uno dei capi a dispetto dei suoi 28 anni, con il quale il presidente della Corte d’Assise ha stabilito un rapporto di reciproco rispetto e quasi – la parola non sembri inappropriata – di fiducia. Il giorno dopo la sentenza il giudice gli scrive d’impulso e gli manda un libro. Ripensa a quei due anni, risente la voce di Salvatore che gli ricorda, “se io nascevo dove è nato suo figlio adesso era lui nella gabbia”. Non è pentimento per la condanna inflitta, né solidarietà, ma un gesto di umanità per non abbandonare un uomo che dovrà passare in carcere il resto della sua vita. La legge è stata applicata, ma questo non impedisce al giudice di interrogarsi sul senso della pena. E non astrattamente, ma nel colloquio continuo con un condannato. Ventisei anni trascorsi da Salvatore tra la voglia di emanciparsi attraverso lo studio, i corsi, il lavoro in carcere e momenti di sconforto, soprattutto quando le nuove norme rendono il carcere durissimo con il regime del 41 bis. La corrispondenza continua, con cadenza regolare caro presidente, caro Salvatore. Il giudice nel frattempo è stato eletto al CSM, è diventato senatore, è andato in pensione…
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