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Se mi vuoi bene

Esiste una sottile ma fondamentale differenza tra «voler bene» e «fare del bene». Purtroppo Diego Anastasi se ne accorge soltanto quando ha quasi quarantasei anni, un matrimonio alle spalle e una depressione nuova di zecca in corso. Scopre infatti che tutte le persone che ama non hanno tempo per lui e per le sue paure. E capisce che nemmeno lui si è mai davvero occupato di loro. Nel tentativo di uscire dalla palude emotiva in cui è precipitato decide quindi di adoperarsi in modo attivo per i suoi cari. Il risultato è inevitabile: con la precisione di un cecchino distrugge l’esistenza di ognuno di loro. O forse no. *** Hanno scritto su Cento giorni di felicità: «Senza essere ancora uscito in Italia, il libro ha entusiasmato Penguin Usa e Picador UK. Einaudi Stile Libero l’ha venduto a Francoforte a una ventina di altri editori in altrettanti Paesi, dal Brasile a Israele». «la Repubblica» «Un romanzo carico di tutta la vita che ci scordiamo di vivere illudendoci di essere immortali». «Gioia» «Brizzi riesce a mescolare lacrime e risate». «Elle» «Alla Buchmesse della Crisi gara per aggiudicarsi Brizzi». «La Stampa» «Un tono alla Nick Hornby». «il venerdí di Repubblica»

Se mi tornassi questa sera accanto: 1

“Se mi tornassi questa sera accanto”, memorabile incipit della poesia “A mio padre” di Alfonso Gatto, è il secondo libro di Carmen Pellegrino che racconta il delicato rapporto tra padre e figlia. Un romanzo sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli esseri umani, specie se si sono amati. Giosuè Pindari – uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico – scrive lettere alla figlia Lulù, che se ne è andata e non dà più notizie di sé, e le affida alla corrente del fiume, arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo il fiume, con le sue piene improvvise, sa sempre come arrivare a destinazione. In quella distanza vive Lulù che d’un tratto, dalle sponde di un altro fiume – dopo l’incontro con Andreone, l’uomo “leggero” che aspetta la piena – è come se rispondesse alle lettere paterne, seguendo la corrente.
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Se le stelle fossero dei (Urania)

Bradley Reynolds è uno dei prescelti dalla sorte: è stato sulla Luna, è stato sui pianeti interni ma la ricerca della vita extraterrestre lo ha portato più lontano. Ora sa che non è il solo a studiare le propaggini del sistema solare; una razza di osservatori venuti dallo spazio si interessa alle stelle come il Sole e vuole studiarne l’atteggiamento – la responsabilità, addirittura – verso i suoi figli, cioè noi. Bradley deve impedire che gli osservatori si tuffino nella corona solare senza aver preso contatto con l’umanità, tanto più che il futuro della nostra specie può dipendere largamente dall’incontro con gli stranieri. Così, dall’enigma di una luna gelata a quello più grande della vita nel cosmo, Bradley compirà il lungo percorso per entrare in sintonia con un’intelligenza più vasta, più antica e persuasa che il Sole e le altre stelle siano dei.
(source: Bol.com)

Se il grano non muore

Provocante resoconto autobiografico dei primi ventisei anni del grande scrittore francese, Se il grano non muore prende avvio dall’infanzia di Gide, mettendone in evidenza le difficoltà relazionali, l’oppressiva figura materna, il puritanesimo di un’educazione claustrofobica, e ne segue poi la crescita e la continua lotta contro questa rigida impostazione, in nome di una fedeltà inflessibile a se stesso e alla propria, anche contraddittoria, autenticità. Dalla scoperta della propria omosessualità all’amore platonico per la cugina-moglie Madeleine, dalle crisi etiche all’equilibrio tra estasi e purezza morale, Gide in questo libro, parallelamente a quanto andava facendo nei Diari, fa di se stesso un personaggio letterario, un personaggio però che, a differenza delle creazioni romanzesche, non può essere tacciato di falsità.
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Se Il Cielo Brucia

Ellison è un autore di cui si parla spesso, ma le sue opere vengono tradotte in Italia davvero con il contagocce; a parte un pugno di racconti, l’unica antologia apparsa da noi risale al 1966 (Dolorama e altre delusioni), e da anni è introvabile. Con la raccolta qui presentata, si e cercato dunque di ampliare la conoscenza di questo discusso autore attraverso dieci racconti inediti e un certo numero di brani sciolti – idee o inizi di racconti – che Ellison stesso ha riunito nella sua introduzione. E’ alquanto difficile parlare qui diffusamente dei singoli testi dell’antologia, anche perché i temi trattati vanno dall’horror (Tempo dell’occhio) alla satira (”Piangiamo per tutti” e La voce nel giardino), dal soggetto ’spaziale’ (Se il cielo brucia e Mio fratello Paulie) all’impegno antirazzista (Battaglia senza bandiere) e antimilitarista (Soldato, l’opera certo più incisiva), ma si può commentare che tutti questi racconti contribuiscono a chiarire alcuni dei motivi nascosti dietro la violenta aggressività di un autore la cui produzione rappresenta ancora oggi un fatto singolare sul mercato americano.
Indice:
Il cielo brucia
Mio fratello Paulie
Il tempo dell’occhio
Stazione di soccorso
Battaglia senza bandiere
Il mondo di Walkaway
Amico dell’uomo
Noi piangiamo per tutti
La voce nel giardino
Soldato

Se basta un fiore

Le famiglie De Santo e Bertelli vivono a pochi metri l’una dall’altra, in due ville dai giardini confinanti in zona Giustiniana.
Adriano De Santo è un palazzinaro rampante e senza scrupoli che con la sua impresa edile ha cementificato mezza Roma; peccato che nessuno dei suoi figli abbia voluto seguire le sue orme né tantomeno adeguarsi al suo stile di vita. Ora tutte le speranze sono riposte in Max, diplomato a pieni voti al Liceo Scientifico, ingegnere in pectore ed erede designato. Il taciturno Max però nutre una passione segreta per la cucina e per la bella e disinibita vicina di casa, Clara, che spia da anni senza avere il coraggio di parlarle.
Clara Bertelli è cresciuta come figlia unica, viziata e privilegiata, di due intellettuali radical chic che lavorano nel mondo del cinema. All’inizio dell’estate, però, due persone entrano nella sua vita per sconvolgerla: Gloria, la sorellastra nata da una relazione del padre prima del matrimonio, e un vicino di casa più interessante di quel che sembra. Il figlio del palazzinaro e la figlia dei cinematografari scopriranno, nel rapporto con l’altro, una parte di se stessi che non credevano esistesse, e nelle azioni di guerrilla gardening organizzate dal gruppo di Gloria una scelta di libertà e rivoluzione pacifica.
Le voci intrecciate di Max e Clara raccontano un momento di passaggio per due famiglie vicinissime e lontanissime, costrette a confrontarsi con il passato e a ricostruire il futuro.
(source: Bol.com)

La scuola raccontata al mio cane

«*È un clima da piccolo, grottesco 1984 orwelliano quello che caratterizza l’appassionato pamphlet di Paola Mastrocola.*»
**Il Sole 24 Ore su La scuola raccontata al mio cane**
«*Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi.*»
**Lorenzo Mondo, La Stampa**
«*L’unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente.*»
**Giulia Borgese, Corriere della Sera**
«Difficile oggi fare l’insegnante di lettere. Quando lo dico in giro, molti mi guardano perplessi. Secondo me, chi è fuori dalla scuola non può sapere come stanno le cose. Allora mi è venuta voglia di raccontarlo, dal momento che le sorti della scuola devono importare a tutti, è evidente. Ho deciso di dire un po’ come la vedo io, questa volta senza la protezione di una storia romanzesca. Ho scelto come primo ascoltatore il mio cane, perché chi ne sa meno di lui? La sua estraneità canina mi aiutava a non dare niente per scontato. Ho provato a dirgli come ci sentiamo adesso noi che abbiamo molto amato la letteratura, e perché facciamo così fatica a ’passare’ i nostri amori ai ragazzi. Mi sono anche chiesta: dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia? Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai che cosa?» Così scriveva Paola Mastrocola presentando il suo libro, La scuola raccontata al mio cane. Sono trascorsi degli anni e la situazione nella scuola italiana non è certo cambiata, non è certo migliorata. E l’attualità del libro è dimostrata dal suo stesso, costante successo.
«*Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l’ipotassi, cesella i dialoghi.*»
**Luciano Genta, La Stampa**
«*Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre ’impennate’ e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica.*»
**Margherita Oggero, La Stampa**
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### Recensione
**Un’insegnante malinconica e spaesata, ma non vinta**
*Loewenthal Elena*, Tuttolibri – La Stampa
Il più delle volte, è tutta una questione di parole. O per meglio dire, le parole bastano egregiamente per spiegare come stanno, o dovrebbero stare, le cose. Del resto quello è da sempre il loro mestiere. Prendiamo, ad esempio, la scuola. Una volta, forse nemmeno tanto tempo fa, il suo lessico comprendeva cose/parole quali “interrogazione” e “compito in classe”, participi come “promosso”, “bocciato”. “Respinto” oppure “ammesso”. Ma, come ben si sa, i tempi cambiano e le parole vanno e vengono. Così, a scuola, dritta chissà se da un spot per mobili da salotto o da qualche nostra isola di confine alle prese con miriadi di gente disperata, è giunta la parola “accoglienza”. Senza entrar nel merito di pur rilevanti dettagli, la parola “accoglienza” a scuola significa che oggigiorno tutte le matricole, quand’anche abbiano messo piede in uno di quei licei famigerati che, sino a un pugno d’anni fa, mietevano sparuti reduci e orde di rinunciatari, trascorrono le prime settimane in bilico fra i rudimenti di trascurabili materie come latino, matematica, letteratura italiana, e attività collaterali quali il giro turistico dell’istituto per capire dove stanno i servizi (e gli specchi, per le ragazze), la visita guidata a musei e palazzetti dello sport, la psicoterapia preventiva di gruppo perché non si sa mai dove può finire la testa. A questa e a tante altre parole (nuove) della scuola, è dedicato il libro di Paola Mastrocola. Una via di mezzo tra il pamphlet e la memoria, fra l’autobiografia e la denuncia. Perché attraverso le parole, e un cane mite ma la cui pazienza ha anche lei il suo giusto limite, emerge un quadro piuttosto desolante di un mondo di banchi e cattedre dove l’educazione – intesa come istruzione “globale” – cede tristemente il passo all’offerta di servizi. Dove invece del temuto eppure benemerito “programma”, c’è ormai “l’individuazione dei percorsi”. Dove si esplicitano le competenze invece di mandare a memoria le declinazioni. Esercizio quest’ultimo fors’anche gratuito, ma così utile per far lavorare il cervello. E magari, a tanti anni di distanza, anche il cuore. Paola Mastrocola racconta la scuola vista dall’interno, dalla parte di chi tutte le mattine si siede in cattedra e prova, con fatica e frustrazione, a formare dei ragazzi. Investendo magari buona parte dell’anno scolastico nella definizione dell’apostrofo. Creatura obsoleta e dai più, ormai, trascurata. Pensare che una volta, in prima superiore, si faceva l’Eneide. Adesso bisogna prima fare il tagliando all’apostrofo. Ma il punto di vista dell’autrice è anche, soprattutto, quello di un maliconico spaesamento: lei in questa scuola che organizza i moduli e percorre i percorsi, non ci si ritrova proprio. Ha forse una visione un pizzico nostalgica del mestiere e di una vocazione ormai stretta fra la somministrazione dei test e la costruzione della griglia. Si sente un pesce fuor d’acqua, anzi una barca nel bosco, dentro questa scuola piena di parole nuove e di nuova inconsistenza. Per fortuna è rimasto il suo cane ad ascoltarla: lui, e qualche sparuto reduce che ringrazia ancora il cielo ogni giorno, per aver studiato le declinazioni in quarta ginnasio. 
### Sinossi
«*È un clima da piccolo, grottesco 1984 orwelliano quello che caratterizza l’appassionato pamphlet di Paola Mastrocola.*»
**Il Sole 24 Ore su La scuola raccontata al mio cane**
«*Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi.*»
**Lorenzo Mondo, La Stampa**
«*L’unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente.*»
**Giulia Borgese, Corriere della Sera**
«Difficile oggi fare l’insegnante di lettere. Quando lo dico in giro, molti mi guardano perplessi. Secondo me, chi è fuori dalla scuola non può sapere come stanno le cose. Allora mi è venuta voglia di raccontarlo, dal momento che le sorti della scuola devono importare a tutti, è evidente. Ho deciso di dire un po’ come la vedo io, questa volta senza la protezione di una storia romanzesca. Ho scelto come primo ascoltatore il mio cane, perché chi ne sa meno di lui? La sua estraneità canina mi aiutava a non dare niente per scontato. Ho provato a dirgli come ci sentiamo adesso noi che abbiamo molto amato la letteratura, e perché facciamo così fatica a ’passare’ i nostri amori ai ragazzi. Mi sono anche chiesta: dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia? Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai che cosa?» Così scriveva Paola Mastrocola presentando il suo libro, La scuola raccontata al mio cane. Sono trascorsi degli anni e la situazione nella scuola italiana non è certo cambiata, non è certo migliorata. E l’attualità del libro è dimostrata dal suo stesso, costante successo.
«*Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l’ipotassi, cesella i dialoghi.*»
**Luciano Genta, La Stampa**
«*Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre ’impennate’ e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica.*»
**Margherita Oggero, La Stampa**

Scuola Media 2

Attenzione! Se sei alle medie o stai per andarci, questo diario è la tua unica possibilità di uscirne vivo…. LEGGILO! Dopo il primo anno di scuola media pensavi che il peggio fosse passato? Niente di più sbagliato! Ma per fortuna c’è l’Operazione “Fatti una vita”… ‘Rafe, il protagonista perfetto di questo libro perfetto per il suo pubblico.’ D di Repubblica ‘Un romanzo perfettamente azzeccato.’ Times
(source: Bol.com)

La scuola infernale

Sincero fino alla stravaganza e con uno sgradevole soprannome appioppatogli dai compagni di scuola, “Ben Suonato”, Benedetto, ha dodici anni e vive nella sterminata Villa Zoe, con una schiera di domestici, uno più strampalato dell’altro, e un serraglio di animali esotici. Con i genitori, sempre in viaggio per affari, ha contatti squisitamente virtuali. Ultimamente a Ben sono successe cose straordinarie: nello scantinato della scuola ha assistito a un’orrida apparizione del diavolo. Come se non bastasse, la notte seguente ha ricevuto la visita di un angelo che gli ha offerto il suo aiuto contro le forze infernali… Età di lettura: da 10 anni.

Scuola di nudo

Un professore universitario di trentacinque anni, dopo una carriera “da cane ammaestrato”, sente improvvisamente il bisogno di sfuggire all’oblio di una vita banale e ritrovare la verità su se stesso. Così, dai racconti dei contadini emiliani incontrati in gioventù a quelli dei culturisti delle palestre di oggi, Walter Siti, personaggio protagonista, vive e descrive i desideri della propria sessualità ossessiva insieme alle storie sporche delle corruzioni che avvelenano il mondo dell’università italiana. Tra invidie, scambi di favori e denaro, falsità, superficialità di corpo e morale, questa autobiografia contraffatta getta uno sguardo lucido e spietato sulla società e la politica italiane, in tutta la loro peccaminosa disonestà. L’esordio letterario di Walter Siti, un libro, intenso e scandaloso, in bilico tra saggio, satira, invettiva e canzoniere d’amore.
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La scuola della disobbedienza

Una scuola austera come la nostra, che non conosce ricreazione né vacanze, ha tanto tempo a disposizione per pensare e studiare. Ha perciò il diritto e il dovere di dire le cose che altri non dice. È l’unica ricreazione che concedo ai miei ragazzi. Don Lorenzo Milani

Lo scudo di Talos

Abbandonato dai genitori in tenera età in nome della crudele legge di Sparta, Talos, lo storpio, cresce tra gli iloti, salvato e accudito da un vecchio pastore che gli insegna a opporsi a un destino già assegnato. Nonostante la deformità, il suo coraggio e l’ostinazione ne fanno un arciere abile e possente, al servizio del prepotente ma intrepido Brithos. Come tutti i nobili figli di Sparta, Brithos è stato allevato per essere guerriero, e non sa ancora che un filo di sangue unisce il suo passato a quello di Talos. Ma la sorte schiera i due uomini fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani…
Atene e Sparta, la gloriosa vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili: la grande storia dei Greci fa da cornice a una splendida e tormentata vicenda familiare. *Lo scudo di Talos*, tra i libri più amati di Valerio Massimo Manfredi, è un romanzo spettacolare e storicamente rigoroso, pieno di passioni politiche e di affetti, di coraggio e di avventura. Un libro per rivivere il tempo degli dèi e degli eroi.
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### Sinossi
Abbandonato dai genitori in tenera età in nome della crudele legge di Sparta, Talos, lo storpio, cresce tra gli iloti, salvato e accudito da un vecchio pastore che gli insegna a opporsi a un destino già assegnato. Nonostante la deformità, il suo coraggio e l’ostinazione ne fanno un arciere abile e possente, al servizio del prepotente ma intrepido Brithos. Come tutti i nobili figli di Sparta, Brithos è stato allevato per essere guerriero, e non sa ancora che un filo di sangue unisce il suo passato a quello di Talos. Ma la sorte schiera i due uomini fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani…
Atene e Sparta, la gloriosa vittoria di Maratona e l’eroico sacrificio delle Termopili: la grande storia dei Greci fa da cornice a una splendida e tormentata vicenda familiare. *Lo scudo di Talos*, tra i libri più amati di Valerio Massimo Manfredi, è un romanzo spettacolare e storicamente rigoroso, pieno di passioni politiche e di affetti, di coraggio e di avventura. Un libro per rivivere il tempo degli dèi e degli eroi.

Lo scudo del tempo

Il protagonista di questo romanzo, Manse Everard, è un crono-poliziotto, ovvero un agente galattico che può spostarsi nel tempo per rimediare ai guasti che qualcuno può apportare alla Storia. Le sue scorribande lo portano a visitare tempi e popoli diversi in una continua altalena di colpi di scena, di situazioni che cambiano all’improvviso e che modificano tutti i futuri possibili nei quali Everard si viene a trovare. Il nemico principale da affrontare sono gli Esaltazionisti, una setta di fanatici religiosi il cui carismatico capo ha deciso di cambiare tutta la storia dell’uomo per foggiarla a propria immagine e somiglianza.
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SCRITTORI POLEMISTI

Impegno, si chiamava nel secolo appena concluso, e – pur nella varia cadenza delle sue espressioni storiche – alludeva al gesto pubblico con cui i letterati rompevano le transenne del mestiere per prendere la parola su questioni di ordine civile e politico. Avveniva sui quotidiani nazionali, in riviste per pochi o nell’editoria d’intervento. La polemica, con i suoi toni accesi e la sua militanza sui principi, ne era il cuore. Diversi, talora agli antipodi, gli stili argomentativi, le idee sostenute, le prerogative di autorevolezza, le strategie di visibilità, ma generale la risonanza ottenuta. Certo, in qualche misura continua ad accadere; tuttavia la grande stagione degli scrittori polemisti risale agli anni settanta del Novecento. Bruno Pischedda chiama a raccolta i maggiori, Pasolini, Sciascia, Arbasino, Testori ed Eco, e li esamina in profondità, muovendosi sapientemente tra critica testuale e storia delle idee. Oggetto di scontro polemico erano terrorismo, aborto, movimenti giovanili, indegnità della classe politica, ansie religiose, sussulti di una laicità in crisi. Letti oggi, in un quadro d’insieme, i pronunciamenti su queste questioni eterne della modernizzazione italiana rivelano diffidenze reciproche e inattese sintonie, e soprattutto appaiono come uno degli ultimi fuochi di prestigio di un intero ceto intellettuale.
(source: Bol.com)

Scritto sul corpo

Alla base di Scritto sul corpo c’è una specie di gioco che Jeanette Winterson propone ai lettori, tanto più sorprendente e coinvolgente in quanto applicato a un romanzo d’amore che possiede il ritmo febbrile e coinvolgente di ogni vera passione: mentre di tutti gli altri personaggi sappiamo se si tratta di un uomo o di una donna, l’autrice non ci lascia mai capire a quale sesso appartenga l’io narrante, la voce e il punto di vista attraverso i quali vengono filtrate tutte le vicende e tutte le figure della storia narrata. Di questa passione d’amore bruciante, poetica, profondamente incisa nei sensi e nella mente conosciamo l’oggetto – Louise, una bellissima donna sposata dai capelli color rosso Tiziano – ma non il soggetto, se non tramite rari indizi sparsi qua e là, troppo incerti per ricavarne una conferma definitiva. Attraverso una scrittura appassionata, ironica, scandita con ritmi inusuali, il lettore si troverà così a esplorare emozioni e sentimenti con un’ottica e con una partecipazione diverse, in un lungo e lento viaggio nelle profondità e negli enigmi dell’erotismo e del desiderio.

La scoperta di Troia

Meravigliosa e affascinante è la vita di Heinrich Schliemann, uomo d’affari e sognatore romantico, che lascia la sua attività commerciale e decide di tuffarsi nello studio del mondo antico per riportare alla luce la Troia di Omero. Una scoperta sensazionale che aprì orizzonti storici vastissimi: la leggenda omerica poggiava finalmente su supporti scientifici, seppure molto discussi. Dai primi anni di studio e di viaggi agli scavi risolutivi e ai ritrovamenti di tesori di enorme importanza e valore, Schliemann racconta in questo diario la sua avventura di primo archeologo moderno. In appendice altre notizie sugli scavi successivi e la cronologia della vita di Schliemann.