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L’amica pericolosa

Una famiglia perfetta.Un’amicizia perfetta.Ma la perfezione non esiste…Natty è una donna felice: ha un marito che ama, Sean, due figlie adolescenti che non le danno problemi, un piccolo albergo di charme nel Lake District. Non è sempre tutto facile, ma Natty ha dalla sua una determinazione fuori dal comune. Di una cosa sola Natty sente la mancanza: dell’amica di sempre, Eve, che conosce sin dai tempi dell’università. Eve, la psicologa tanto brava a dare supporto agli altri quanto incapace di trovare un proprio equilibrio, specialmente sentimentale.Per questo, quando Eve decide di farle visita, per Natty è occasione di festa. E quando si deve allontanare per un’emergenza di qualche giorno, la presenza di Eve in casa sua le sembra perfino provvidenziale. Ed è questo il suo errore.Eve si offre di dare una mano, fino al suo ritorno. E in pochi giorni la vita meravigliosa di Natty va in pezzi…Perché Eve si insinua nella sua casa, nella sua attività, nell’affetto delle sue figlie e perfino nel cuore e nel letto di Sean. E Natty si ritrova sola, a combattere per quello che fino a ieri ha dato per scontato. Possibile che Eve non sia quella che lei ha sempre creduto? Possibile che bastino pochi giorni a cancellare una vita intera? Forse il vero problema è che anche Natty nasconde dei segreti pericolosi…E rivelarli potrebbe essere l’unico modo per salvarsi.Appassionate, fiere, determinate: le due indimenticabili protagoniste di questo romanzo sapranno farvi emozionare, arrabbiare, parteggiare… Perché non esiste niente di più esplosivo di un’amicizia pericolosa fra due donne.

L’amica geniale

Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto.
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L’amica di un tempo

Cassandra Fallows è una scrittrice. I suoi primi libri, due autobiografie in cui ha raccontato la propria infanzia e poi una travagliata vita sentimentale ed erotica, sono stati dei formidabili bestseller. Il terzo, questa volta un romanzo, si è rivelato un autentico fiasco, inaspettato e doloroso. Per ritornare ad avere successo, Cassandra sa di aver bisogno di qualcosa di forte da offrire ai suoi lettori e crede di averlo trovato. Quand’era ragazza viveva in un quartiere multirazziale di Baltimora e le sue migliori amiche erano tutte nere: Tisha, brillante e furba, Donna, elegante e privilegiata, Fatima, sfrenata e mondana, e infine Calliope, all’epoca una bambina timida, tranquilla e discreta. Calliope Jenkins è stata accusata di aver ucciso il figlio neonato. Il corpo del bambino non è mai stato trovato e il suo ostinato silenzio ha costretto il giudice a incarcerarla per oltraggio alla corte. Ha taciuto per ben sette anni, Calliope, finché la corte non l’ha lasciata andare. Nessuno ha finora risolto il mistero: ha ucciso veramente il figlio o ha scelto di proteggere qualcun altro? Sicura di avere tra le mani una storia all’altezza della sua fama, Cassandra fruga negli oscuri segreti di Calliope. Ma più si immerge nella vita dell’amica di un tempo e più il passato si scopre diverso, i ricordi si rivelano falsi, la rimozione fatale. L’immagine radiosa dell’infanzia e della giovinezza, gli affetti che si davano per scontati, tutto improvvisamente si illumina di una luce strana e minacciosa.

L’amica delle stelle: storia di una vita

Oltre che raccontare la formazione umana e culturale di una grande scienziata, il libro è un viaggio nell’Universo, attraverso le ricerche dell’autrice e le principali scoperte dell’astrofisica degli ultimi decenni.

L’amica della signora Maigret: Le inchieste di Maigret (37 di 75)

Prese un autobus al volo, e quando arrivò davanti alla porta di casa si stupì di non sentire i soliti rumori in cucina né odore di cibo. Entrò, passò per la sala da pranzo dove la tavola non era ancora apparecchiata, e alla fine trovò la signora Maigret che, in sottoveste, si stava togliendo le calze.La situazione era così insolita che non disse neanche una parola, e lei, vedendo i suoi occhi sgranati, scoppiò a ridere. «Seccato, Maigret?». Nel suo tono c’era un buonumore quasi aggressivo che non le conosceva. Sul letto giacevano il suo vestito più elegante e il cappello delle grandi occasioni. «Dovrai accontentarti di una cena fredda. Sono stata talmente occupata che non ho trovato il tempo di preparare niente. D’altra parte tu non torni quasi mai a mangiare in questi giorni!». (Le inchieste di Maigret 37 di 75)

L’amica americana

La professoressa Camilla Baudino ha messo da tempo gli occhi su una villetta. Non se la potrà mai permettere, ma sognare non costa niente. Finché un giorno non scopre che la casa è in vendita. Nemmeno chiedere costa niente, tanto più quando la venditrice è una donna simpatica, intelligente, una con cui ci si capisce al volo: Dora Vernetti, una vedova che, dopo aver vissuto per anni a Washington, è tornata nella sua Torino. Con Camilla nasce un’amicizia. Profonda, esclusiva. Che dura fino al giorno in cui, d’improvviso, la vita delle due donne subisce un brusco, doloroso, imprevedibile scarto. E siccome la professoressa in questione ha un fiuto particolare per la soluzione degli enigmi, si ritrova ben presto nel cuore di un giallo appassionante, che questa volta la vede coinvolta in prima persona. Come al solito, accorre in aiuto di Camilla il commissario Gaetano: cosa succederà tra una “profia” sconvolta e braccata e un poliziotto che assomiglia sempre più al cavaliere delle favole?

Amerigo

Amerigo Vespucci non scoprì l’America e non affermò mai di essere stato il primo uomo europeo a mettere piede sul nuovo continente, né, cosa forse ancora più importante, pretese mai di dargli il proprio nome. Perché allora già dal primo Cinquecento la parola “America” iniziò a diffondersi per definire il Nuovo Mondo descritto dal grande esploratore nelle sue lettere? Stefan Zweig fu profondamente affascinato da Vespucci, forse anche a causa di questo enigma che circonda il suo destino, e in Amerigo, ultimo libro scritto prima del suicidio, decise di raccontare l’incredibile vicenda di un uomo che la Storia ha voluto ora un eroe, ora un truffatore. Così, uno dei momenti cruciali della nostra modernità, quello delle epocali scoperte geografiche, viene affrontato da Zweig attraverso le avventure rocambolesche di un uomo, trovatosi suo malgrado al centro di avvenimenti più grandi di lui e di una serie di bizzarre coincidenze, fraintendimenti e falsificazioni che lo portarono a essere considerato uno dei più importanti navigatori di tutti i tempi o uno dei più spregevoli impostori della storia. Amerigo è una delle opere più affascinanti e sottovalutate di Stefan Zweig, uscita originariamente in America lo stesso giorno della morte del suo autore e poi dimenticata per molti anni.

Un americano alla corte di re Artù

Un americano alla corte di re Artù racconta la storia di Hank Morgan il più yankee degli yankees: nato ad Hartford, nello Stato del Connecticut il quale si ritrova inspiegabilmente catapultato nella mitica Camelot, sotto il regno del leggendario re britannico Artù. Hank, uomo dotato di grande abilità manuale e buone conoscenze scientifiche, spirito libero e anticlericale, non prova alcuna soggezione al cospetto di dame e cavalieri, mitici eroi e fate crudeli. Infatti per lui Lancillotto, Morgana o Sagramor non sono che ridicoli cialtroni che si fanno strada a forza di menzogne e pregiudizi immotivati, e per quanto Hank possa provare una certa stima per il re, di certo si fa beffe del suo presunto diritto divino a governare. Tra peripezie e avventure di ogni tipo, il nostro simpatico americano riesce abilmente a farsi largo nellarcaica società di Camelot scalzando il povero Merlino e creandosi la fama di mago potentissimo prevedendo eclissi, costruendo linee telegrafiche e applicando la tecnologia del XIX secolo al VI secolo.
Mark Twain (1835-1910) è stato uno fra gli scrittori più celebri e amati della letteratura americana a cavallo fra Otto e Novecento. I suoi romanzi per ragazzi, Le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, hanno formato intere generazioni, ma Twain fu anche un fine umorista e un severo e irriverente critico delle vanità e ipocrisie della società del suo tempo, aveva una grande passione per la scienza e una beffarda ironia verso le religioni. Anticipò il genere fanta-storico (con Il principe e il povero e Un americano alla corte di Re Artù), e per linfluenza che avrà sui temi e il linguaggio della letteratura americana successiva sarà definito da Faulkner il «primo vero scrittore americano».
Quando mi riebbi, ero seduto sullerba sotto a una quercia, davanti ai miei occhi un vasto panorama di campagna, splendido e tutto per me o quasi.
Non era proprio così, infatti cera un tale a cavallo che mi guardava dallalto in basso un tale che pareva appena uscito da un libro di illustrazioni. Indossava unarmatura di ferro antica che lo copriva da capo a piedi, e in testa aveva un elmo a forma di barile con le fenditure per gli occhi; e portava uno scudo, e una spada, e una lancia di lunghezza prodigiosa; e per giunta il cavallo portava unarmatura, oltre a un corno dacciaio che gli spuntava dalla testa e magnifiche bardature di seta verde e rossa appese tutto intorno come una trapunta che quasi toccavano terra.
«Messere, volete giostrare?»
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### Sinossi
Un americano alla corte di re Artù racconta la storia di Hank Morgan il più yankee degli yankees: nato ad Hartford, nello Stato del Connecticut il quale si ritrova inspiegabilmente catapultato nella mitica Camelot, sotto il regno del leggendario re britannico Artù. Hank, uomo dotato di grande abilità manuale e buone conoscenze scientifiche, spirito libero e anticlericale, non prova alcuna soggezione al cospetto di dame e cavalieri, mitici eroi e fate crudeli. Infatti per lui Lancillotto, Morgana o Sagramor non sono che ridicoli cialtroni che si fanno strada a forza di menzogne e pregiudizi immotivati, e per quanto Hank possa provare una certa stima per il re, di certo si fa beffe del suo presunto diritto divino a governare. Tra peripezie e avventure di ogni tipo, il nostro simpatico americano riesce abilmente a farsi largo nellarcaica società di Camelot scalzando il povero Merlino e creandosi la fama di mago potentissimo prevedendo eclissi, costruendo linee telegrafiche e applicando la tecnologia del XIX secolo al VI secolo.
Mark Twain (1835-1910) è stato uno fra gli scrittori più celebri e amati della letteratura americana a cavallo fra Otto e Novecento. I suoi romanzi per ragazzi, Le avventure di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, hanno formato intere generazioni, ma Twain fu anche un fine umorista e un severo e irriverente critico delle vanità e ipocrisie della società del suo tempo, aveva una grande passione per la scienza e una beffarda ironia verso le religioni. Anticipò il genere fanta-storico (con Il principe e il povero e Un americano alla corte di Re Artù), e per linfluenza che avrà sui temi e il linguaggio della letteratura americana successiva sarà definito da Faulkner il «primo vero scrittore americano».
Quando mi riebbi, ero seduto sullerba sotto a una quercia, davanti ai miei occhi un vasto panorama di campagna, splendido e tutto per me o quasi.
Non era proprio così, infatti cera un tale a cavallo che mi guardava dallalto in basso un tale che pareva appena uscito da un libro di illustrazioni. Indossava unarmatura di ferro antica che lo copriva da capo a piedi, e in testa aveva un elmo a forma di barile con le fenditure per gli occhi; e portava uno scudo, e una spada, e una lancia di lunghezza prodigiosa; e per giunta il cavallo portava unarmatura, oltre a un corno dacciaio che gli spuntava dalla testa e magnifiche bardature di seta verde e rossa appese tutto intorno come una trapunta che quasi toccavano terra.
«Messere, volete giostrare?»

Gli americani a Vicenza

Benché uscito dopo la sua morte, questo libro porta a compimento un progetto di Parise: radunare intorno a “Gli americani a Vicenza” – dove l’arrivo delle truppe della SETAF assume i caratteri stralunati di una minacciosa invasione aliena – una costellazione di altri racconti più o meno coevi. Racconti che potrebbero figurare sotto l’etichetta «I dintorni del “Prete bello”», tanto appaiono variabili di quello splendido romanzo popolato di personaggi festosamente eccentrici, ma in cui sopravvive anche qualcosa del Parise magico e surrealista del “Ragazzo morto”: «gli occhi esposti alle prime impressioni del mondo come a un tiepido e funebre refolo d’aria primaverile – sbarrati davanti alla vanità inconsolabile che si cela dietro qualunque mistero» (C. Garboli). Basti pensare al viscido e vizioso don Claudio, dalla veste che sa «di incenso, di crema per dopo-barba e di un odore che avevo sentito vicino alle gabbie delle scimmie durante la fiera»; ad Adelina, la cui vita si spegne lentamente nel collegio delle Addolorate fra mirabili ricami e ‘pazienze’; a Cleofe, che gira per la città vestita di fastosi cenci offrendo polvere che fa prurito, farfalle di carta giapponese, macchie finte d’inchiostro; a Teo, che si consuma d’amore per una donna a cui non ha neppure mai rivolto la parola, e quando alla fine riesce a sposarla, ormai vecchia, è solo per abbandonarla poco dopo – a tutti gli scherzi, insomma, che solo in provincia il destino gioca a chi gli viene a tiro, a tutte quelle storie tragiche e grottesche che Parise (sono di nuovo parole di Garboli) sa miracolosamente «far decollare dalla pagina», con «mano senza peso» e con «il riso di eterno puer».
(source: Bol.com)

Americana. Storie e culture degli Stati Uniti dalla A alla Z

Ci sono motel, grattacieli, diner, drive-in, fast food, ponti, parchi, battelli a vapore. Ci sono metropoli, ghetti, piccole città e città fantasma. Ci sono treni, taxi gialli e aquile solitarie. Ci sono orsi, orsetti, trote e alligatori. Ci sono toffolette, apple pie, hamburger e hot dog, ziti e zeppole. Ci sono cowboy, telepredicatori, wobblies e flappers, quaccheri e mormoni. Ci sono Peanuts, Simpson, Barbie, nerd, supereroi e ufo. Ci sono i re Elvis e Michael, Charlie Parker, Dolly Parton e Billie Holiday. Ci sono Hollywood e Broadway, Dallas e E.R., Walker Evans e Edward Hopper, Dean Moriarty, Huck Finn, Gatsby, Achab e Rossella. E poi femministe tenaci, capi tribù, intellettuali radical, esploratori coraggiosi, scienziati visionari. Ma anche ammutinamenti di schiavi, massacri di indiani, battaglie coloniali, guerre sanguinose, lotte operaie, movimenti di protesta, scandali politici, armi, stragi, catastrofi ambientali. È l’America delle grandi città, certo, ma anche delle isole, dei luoghi isolati e sperduti, delle “cinture” della Bibbia e del cotone, delle aree postindustriali e postminerarie. È l’America dei deserti e del Mississippi, delle praterie e della Silicon Valley, della Route 66 e di Roswell, delle frontiere di ieri e di oggi. Ma poi, che cos’è l'”America”? Da che parte sta? A queste domande cerca di rispondere “Americana”, dizionario atipico di più di trecento voci a stelle e strisce.

American Vendetta

Il Custer Hill è un club per soli uomini situato nel bel paesaggio delle montagne Adirondack, nello stato di New York. Tra i suoi membri l’esclusiva associazione annovera facoltosi uomini d’affari, ufficiali dell’esercito e membri del governo. Dietro l’aspetto di pacifico resort lontano dalla frenesia cittadina, il Custer Hill cela in realtà una sorta di “consiglio” strategico che all’indomani dell’11 settembre si ritrova intorno a un tavolo a progettare i modi e i tempi di una ritorsione americana in risposta all’attacco subito. Il piano ha il nome in codice “Wildfire”. L’omicidio di un personaggio di spicco della task force antiterroristica americana mette in moto le indagini del detective John Corey e di sua moglie Kate Mayfield, agente dell’FBI. Quello che ne scaturirà è un complotto nucleare di enormi proporzioni che minaccia le principali città americane.

American sniper

Tra il 1999 e il 2009 Chris Kyle, membro dei Navy SEAL degli Stati Uniti, ha fatto registrare il più alto numero di uccisioni a opera di uno sniper di tutta la storia militare americana. I suoi compagni d’armi, che ha protetto con precisione letale dall’alto dei tetti e da altre postazioni invisibili durante la guerra in Iraq, lo chiamavano «la Leggenda». Per i nemici, invece, era semplicemente al-Shaitan Ramadi, il diavolo di Ramadi, sul cui capo avevano posto una consistente taglia. Texano di nascita, Chris impara a sparare da ragazzo, andando a caccia con il padre. Dopo aver fatto il cowboy e aver partecipato a diversi rodei, decide di arruolarsi nei SEAL e viene subito catapultato in prima linea nella «guerra al terrore» intrapresa dall’amministrazione Bush dopo l’11 settembre 2001. Qui scopre la sua passione per il fucile e dimostra un temerario altruismo nell’esporsi al pericolo quando c’è da tirar fuori qualcuno dai guai. American Sniper è l’autobiografia di un guerriero che rimpiange di non aver ucciso più nemici, ma, al tempo stesso, non nasconde la drammaticità dell’esperienza bellica, il dolore inflitto e patito, l’opacità degli interessi politici ed economici in gioco. Il racconto delle sue imprese si intreccia alle pagine dedicate alle vicende più strettamente private: il fidanzamento, il matrimonio, la paternità e i pesanti tributi che la sua attività impone alle persone che lo amano e gli vivono accanto. Sino alla sofferta decisione di congedarsi, per diventare «un bravo papà e un buon marito», e per aiutare, in aperta polemica con l’ipocrisia e l’ingratitudine della società statunitense nei confronti di chi ha combattuto in suo nome, i reduci in difficoltà e abbandonati a se stessi. Sopravvissuto a battaglie, imboscate e trappole di ogni genere, Chris Kyle troverà prematuramente la morte proprio per mano di un giovane veterano afflitto da disturbo da stress post-traumatico un anno dopo l’uscita dell’edizione originale di questo libro: avvincente e indimenticabile, il magistrale racconto di Kyle è diventato una sorta di testamento postumo, destinato a restare come uno dei più grandi memoir bellici dei nostri tempi. CHRIS KYLE (1974-2013), capo del Team Three dei SEAL, è stato insignito di due Silver Star e di cinque Bronze Star al Valore. Dopo quattro turni di combattimento in Iraq è diventato istruttore capo, con il compito di addestrare squadre di sniper per le forze speciali della Marina. È autore di American Gun: A History of the U.S. in Ten Firearms. È stato ucciso in tragiche circostanze nel 2013.

L’Ambasciatore di Marte alla corte della Regina Vittoria

Un mistero alla Sherlock Holmes in un XIX secolo alternativo tra aeronavi spaziali e intrighi interplanetariLondra, 1899.Sono ormai passati sei anni dalla scoperta di vita intelligente su Marte e le relazioni tra i due mondi si stanno sviluppando rapidamente. Ma i rapporti amichevoli e pacifici tra l’Impero Britannico e il Pianeta Rosso rischiano di essere gravemente compromessi quando Lunan R’ondd, ambasciatore marziano presso la corte di San Giacomo, muore improvvisamente durante un banchetto ufficiale. La scoperta di una strana, microscopica larva nel suo apparato respiratorio induce la Regina Vittoria a sospettare che sia stato vittima di un bizzarro delitto. Il Parlamento di Marte non è affatto contento: è la prima volta che un marziano viene ucciso sulla Terra, per di più in circostanze così sospette. È il momento di far entrare in azione Thomas Blackwood, investigatore speciale per l’Ufficio Affari Clandestini di Sua Maestà. Insieme a Lady Sophia Harrington, Blackwood viene incaricato di risolvere il mistero della morte dell’Ambasciatore R’ondd prima che i marziani decidano di prendere in mano la situazione, col rischio di causare una guerra interplanetaria.Un nuovo emozionante romanzo nella più pura vena steampunk che richiama in chiave fantascientifica le atmosfere dei romanzi di sir Arthur Conan Doyle.Alan K. Baker è nato a Birmingham, Inghilterra, nel 1964. Dopo aver lasciato l’università nel 1991 ha svolto una serie di lavori non proprio piacevoli, culminati con sei mesi come addetto al confezionamentoin una fabbrica di insaccati a Sheffield. Lavori rivelatisi utili, comunque, a far crescere in lui il fascino per il macabro e l’esotico. Dal 1997 ha pubblicato diversi saggi sul paranormale e il folklore, tradotti in varie lingue. L’ambasciatore di Marte alla corte della Regina Vittoria è il primo romanzo nel ciclo mystery steampunk che vede protagonisti Blackwood e Harrington. Attualmente vive a New Port Richey, in Florida.

Gli amaranto

Nella Regione di Clarges, piccolo paradiso in un mondo tornato alla barbarie, la morte è stata sconfitta, ma l’immortalità, la condizione di Amaranto, è concessa soltanto a coloro che raggiungono la vetta nelle rispettive professioni; per g!i altri, per quelli che, nel tempo concesso per contratto, non sono riusciti a conquistarsi un avanzamento attraverso il complicato sistema a piramide delle Tribù c’è la certezza dell’annullamento per mano dei Sicari di Stato. L’unico sfogo di questa società crudele e logorante è Carnevalle, la rilucente e stravagante città-luna park, dove i partecipanti alla grande gara per l’eternità cercano una temporanea fuga dalle tensioni insostenibili e dall’ossessione deila morte imminente.
In questo mondo bellissimo e spietato si muove Gavin Waylock, un uomo che è stato privato ingiustamente del bene più grande, il diritto alla vita eterna, e che non esiterà a usare tutte le armi a sua disposizione, a lottare con l’astuzia e l’inganno, perfino a uccidere, per riconquistare il suo posto nella società Amaranto.

Gli amanti. Romeo e Giulietta in Afghanistan

20 marzo 2014. Verso mezzanotte una ragazza di diciotto anni abbandona la casa rifugio dove è scampata alla furia dei persecutori per fuggire con il suo innamorato. Fuori, se avrà fortuna, l’attende una precaria sopravvivenza, fatta di stenti, incertezze e paure. Ma se qualcosa andasse storto, rischia l’arresto, violenze di ogni genere e, quasi sicuramente, la morte. Soprattutto se la polizia la consegnerà alla sua famiglia. Perché Zakia, ragazza afghana di etnia tagika, musulmana sunnita, ha osato rifiutare il matrimonio combinato dai famigliari per amore di Ali, un ragazzo di etnia hazara, musulmano sciita. La madre l’ha maledetta, e il padre e i fratelli sono disposti a tutto pur di lavare col sangue la macchia del disonore. Quella fuga cambierà irreversibilmente non solo la vita dei due ragazzi, ma anche quella di molte altre persone, tra cui il giornalista americano Rod Nordland, che si troverà sempre più coinvolto nella vicenda di cui ci offre un appassionato resoconto, fino a oltrepassare i limiti posti dalla deontologia professionale e diventare “complice” di due latitanti. Alle prese con le incertezze, le ipocrisie e le ambiguità della politica, con l’intreccio di inconfessabili interessi che accompagnano ogni guerra, Nordland scoprirà la propria impotenza, l’incapacità, nonostante la sua posizione privilegiata e le risorse di cui dispone, di garantire non solo il lieto fine della storia d’amore, ma anche la stessa incolumità dei due amanti…