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La verità e altre bugie

IL NUOVO FENOMENO LETTERARIO CHE HA CONQUISTATO HOLLYWOOD E GLI EDITORI DI TUTTO IL MONDO «Il romanzo più bello che leggerete nel 2015. L’ha scritto Sascha Arango, debuttante assoluto» Antonio D’Orrico, SETTE – CORRIERE DELLA SERA «Raramente mi capita di essere pienamente convinta di un romanzo, soprattutto se è un thriller. Ma La verità e altre bugie è un page-turner» Brunella Schisa, IL VENERDÌ DI REPUBBLICA Scrittore di bestseller di fama internazionale, Henry Hayden è un quarantenne elegante e di successo che vive appartato in una splendida villa sul mare. Le donne lo adorano e la vita gli sorride. La sua esistenza così perfetta rischia però di incrinarsi il giorno in cui la sua giovane amante, nonché editor, gli rivela di essere incinta. Un imprevisto che, insieme alla serenità coniugale, rischia di costargli la carriera: ma davvero raccontare tutto alla moglie, la donna paziente e silenziosa al suo fianco da anni, è l’unica possibilità che gli resta? Novello Mr Ripley, l’uomo il cui nome compare su milioni di copertine nelle librerie di tutto il mondo è anche un pericoloso, irriducibile bugiardo con un passato pieno di ombre. Un errore fatale farà però sì che il suo piano di sopravvivenza subisca una brusca virata, costringendolo a escogitare sempre nuove menzogne per coprire le precedenti. Combinando abilmente thriller e commedia noir, La verità e altre bugie è un romanzo cinico e intelligente sul ruolo del caso nella vita, sulle relazioni tra uomo e donna e il rapporto tra fiction e realtà, che avvince inesorabilmente il lettore sviandolo in modo delizioso, e dà vita a un triangolo letterario, amoroso e criminale di cui sarà molto difficile scoprire l’intera verità. Dopo aver incantato il pubblico e la critica alla sua uscita in Germania, Sascha Arango ha conquistato gli editori di 22 paesi, diventando il caso editoriale dell’ultima Fiera di Londra e arrivando in poche settimane fino a Hollywood, dove la Chockstone Pictures si è aggiudicata i diritti cinematografici alla fine di un’asta molto accesa. Se Die Welt definisce La verità e altre bugie «il miglior Krimi in assoluto da anni», i produttori di The Counselor parlano di «un romanzo sconsideratamente intelligente, elegante, pericoloso, e singolarmente stuzzicante», di un «thriller pieno di colpi di scena che non perde mai il sottotono della commedia» destinato a creare dipendenza nei lettori.

La verità delle ossa

Per la dottoressa Temperance Brennan le ossa non hanno segreti. Ne conosce il linguaggio e sa trarre dalla loro analisi la verità su storie oscure nascoste dal tempo. Non accade lo stesso con il cuore degli uomini, più inquietante e indecifrabile. Come si può arrivare a segregare e a far vivere nel terrore una giovane donna? Questo sembra suggerire alla dottoressa Brennan l’eccentrica Hazel Strike. una detective dilettante appassionata di casi irrisolti: un registratore che ha rinvenuto in un bosco riporta in vita la voce di una ragazza sottoposta a violenze e minacce. Secondo Strike. quella voce appartiene a una giovane scomparsa da anni, i cui resti senza nome forse sono ancora archiviati nel laboratorio di Brennan. Ma Hazel è un vero segugio dotato di sesto senso per i misteri oppure un’esaltata? Quello che di sicuro l’antropologa non immagina è di entrare in un incubo in cui dovrà misurarsi con segreti di famiglia, fanatismo religioso e fenomeni che sfiorano il soprannaturale. E non immagina neppure di dover riscontrare l’indecifrabilità del cuore anche su di sé: l’interpretazione dei propri sentimenti non è infallibile quanto il suo talento nel risolvere gli enigmi. Cosa risponderà alla richiesta di matrimonio che le ha rivolto il detective Andrew Ryan? È vero amore il sentimento che prova per lui?
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La verità della suora storta

**«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.» ** **«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»* *Antonio D’Orrico,* «La lettura – Corriere della Sera»***«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»**Bruno Quaranta, *«Tuttolibri» ** *«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»* *Fulvio Panzeri,* «Avvenire»*Con grazia e ironia Andrea Vitali imbastisce una nuova storia dall’intreccio imprevedibile e commovente. Nella sua Bellano, specchio di un mondo passato ma a suo modo sempre attuale, **si muovono i personaggi della Verità della suora storta, ognuno alla ricerca di un approdo che metta pace tra i segreti e le speranze della propria vita, strappandoci un sorriso per le soluzioni a volte stravaganti o strampalate che mettono in scena.**Sisto Santo ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una piega, lasciando a bocca aperta il Scatòn, il suo capo officina, che i diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato un Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano. Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita all’ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una donna arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene in macchina partisse la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già bell’e andato al Cagliari, però… Gli ha chiesto di essere portata al cimitero, che non sa nemmeno dov’è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore del Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Riversi. Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile.

La verità del male. Eichmann prima di Gerusalemme

Accolto con clamore in tutto il mondo, e cinquant’anni dopo “La banalità del male”, questo libro capovolge l’immagine di Eichmann e del nazismo data da Hannah Arendt. Il gerarca nazista Adolf Eichmann, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fuggì in Argentina e lì visse nascosto finché non venne catturato dai servizi segreti israeliani e portato a Gerusalemme per il celebre processo. Bettina Stangneth, filosofa tedesca esperta di inganno e manipolazione, ne ha seguito le tracce lasciate durante la sua latitanza, rintracciando i suoi nascondigli e portando alla luce documenti segreti e dettagli inediti, svelando così le abili macchinazioni con cui uno dei principali architetti della Shoah, che egli riteneva “il suo capolavoro”, definì se stesso “funzionario d’ordine” e “piccolo ingranaggio nella macchina di annientamento nazista”. Stangneth dimostra che l’immagine di grigio burocrate, inetto e poco intelligente, della quale si convinse Hannah Arendt, che così lo raccontò a milioni di lettori, fu in realtà studiata a tavolino dallo stesso Eichmann, abile manipolatore sociale che sperava in questo modo di aver salva la vita. Non ci riuscì, ma riuscì – fino a oggi – a perpetrare un inganno ancora più terribile: farci credere che il diavolo non esiste.
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Vergogna

«Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di avere risolto il problema del sesso piuttosto bene». Ma forse non è cosí, se una sera David Lurie, insegnante alla Cape Town University, invita un’allieva a bere qualcosa, poi a mangiare un boccone, e infine a passare la notte con lui. Una notte che non resta isolata, che diventa una storia e che finisce con una denuncia per molestie sessuali. Allontanato dall’università, David chiede ospitalità alla figlia Lucy in campagna, nella parte orientale della Provincia del Capo, dove la convivenza tra diverse etnie, diverse tradizioni, diversi Sudafrica è aspra come la terra che Lucy coltiva. David tenta di adeguarsi alla nuova vita: dà una mano nei campi, aiuta una conoscente alla clinica veterinaria. Soprattutto, tenta di adeguarsi alla donna indipendente che è diventata sua figlia. Ma come tollerare anche la violenza che Lucy ha scelto di accettare? Vincitore del Booker Prize nel 1999, Vergogna mette in scena le trasformazioni del Sudafrica post-apartheid raccontando – come ha scritto il «Sunday Times» – «una storia dura, scritta in una prosa di scarna, aspra bellezza, che conferma Coetzee come uno dei nostri migliori narratori di oggi».

La vergine e lo zingaro

La vergine e lo zingaro, che compare nel 1930, due anni dopo l’uscita de L’amante di Lady Chatterley, ma che lo precorre nella stesura, è considerato uno dei migliori romanzi brevi di Lawrence. Esprime in modo più netto di quanto non appaia nelle sue opere più note, ma anche troppo scoperte nelle loro tesi, il tema del conflitto tra pulsioni istintuali e convenzioni sociali. Yvette, una ragazza imprigionata dentro i rigidi e opprimenti confini di casa e famiglia, dai quali anche la madre era fuggita, cerca di liberarsi attraverso l’amore. Nella inquieta ricerca di se stessa, spinta dalla sua trascinante passionalità, Yvette incontra uno zingaro che, risvegliando in lei l’energia istintuale, mette in pericolo la costruzione convenzionale della sua esistenza. La storia di passione travolge infatti tutto il suo ordine «reale», ma da questo sconvolgimento essa riesce a emergere rinnovata.

Il verde mi dona (Youfeel)

Finché giungla non ci separi!
“Sarà una splendida avventura, vedrai!” è la frase con cui Liliana, detta Lilly, si sente proporre dal direttore della rivista di viaggi per cui lavora di volare in Africa – lei che non è mai stata inviata nemmeno nella regione accanto! – per realizzare un reportage sulle tracce di un popolo antico che soffre per un’inspiegabile carestia. Lilly è una ragazza di città, abituata agli happy hour con La Ro, a vacanze di relax nei villaggi turistici e a scrivere al massimo la cronaca di tranquille gite fuori porta. Ma non può rifiutare quella che sembra a tutti gli effetti l’occasione della vita! Così accetta la sfida, e senza quasi accorgersene si trova catapultata in una delle zone più verdi e selvagge del mondo, dove le sue amate décolleté devono lasciare il posto agli scarponcini da trekking, e dove la sua curiosità di giornalista finirà col cacciarla in grossi guai… Ma tra colori e magia, antiche leggende, peripezie rocambolesche e soprattutto dopo l’inaspettato incontro con Lorenzo, naturalista del WWF, Lilly scoprirà che anche una foresta piena di insidie e pericoli può rivelarsi una giungla d’amore.
L’autrice di “Un tramonto ancora” torna con un romanzo divertente e originale, un centrifugato energizzante alla clorofilla per cuori inguaribilmente romantici a qualsiasi latitudine.
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.
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### Sinossi
Finché giungla non ci separi!
“Sarà una splendida avventura, vedrai!” è la frase con cui Liliana, detta Lilly, si sente proporre dal direttore della rivista di viaggi per cui lavora di volare in Africa – lei che non è mai stata inviata nemmeno nella regione accanto! – per realizzare un reportage sulle tracce di un popolo antico che soffre per un’inspiegabile carestia. Lilly è una ragazza di città, abituata agli happy hour con La Ro, a vacanze di relax nei villaggi turistici e a scrivere al massimo la cronaca di tranquille gite fuori porta. Ma non può rifiutare quella che sembra a tutti gli effetti l’occasione della vita! Così accetta la sfida, e senza quasi accorgersene si trova catapultata in una delle zone più verdi e selvagge del mondo, dove le sue amate décolleté devono lasciare il posto agli scarponcini da trekking, e dove la sua curiosità di giornalista finirà col cacciarla in grossi guai… Ma tra colori e magia, antiche leggende, peripezie rocambolesche e soprattutto dopo l’inaspettato incontro con Lorenzo, naturalista del WWF, Lilly scoprirà che anche una foresta piena di insidie e pericoli può rivelarsi una giungla d’amore.
L’autrice di “Un tramonto ancora” torna con un romanzo divertente e originale, un centrifugato energizzante alla clorofilla per cuori inguaribilmente romantici a qualsiasi latitudine.
Mood: Ironico – YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

La vera vita. Appello alla corruzione dei giovani

Che cos’è la giovinezza? Che cosa è stata per le innumerevoli generazioni che ci hanno preceduto? E che cosa significa essere giovani, oggi? È una condizione trionfante e privilegiata dell’esistenza, tanto che il giovanilismo è diventato il paradigma di vita nelle società neoliberiste (si è giovani finché si è in grado di consumare), oppure è qualcosa di altamente problematico e di falso? Di “terribile”? Sono queste le domande che si pone uno dei maggiori filosofi viventi in questo breve ma ricchissimo libro. La giovinezza vi viene considerata come quella fase cruciale della vita in cui si decide se costruire la propria esistenza o bruciarla. Se nelle società attuali, venuto meno il potere che aveva la tradizione di dare un senso alle cose, si è condannati a un’adolescenza infinita, e l’adulto diventa niente più che un adolescente con qualche mezzo in più per consumare, quale idea è ancora in grado di radicarsi nei giovani perché attingano quella “vera vita” di cui Rimbaud, il poeta della giovinezza, diagnosticava l’assenza? Badiou offre una risposta paradossale: bisogna, socraticamente, corrompere i giovani, distoglierli dall’universo luccicante delle merci, creare per loro le condizioni di un nuovo pensiero che sappia farsi fratello del sogno.
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Una vera principessa

Miniserie: “C’era una volta un bacio” – Vol 6. Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c’è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d’assalto. Lui è senza dubbio l’uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt’altro!
I romanzi della miniserie:
1. La bella e il seduttore
2. Il principe del deserto
3. Bacio di mezzanotte
4. Come d’incanto
5. Il risveglio della principessa
6. Una vera principessa
7. Ballo per due
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### Sinossi
Miniserie: “C’era una volta un bacio” – Vol 6. Alla Principessa Carlita la vita di corte sta stretta, al punto che decide di trasferirsi negli Stati Uniti e coltivare la sua grande passione, il commercio di vini. Tra le prime persone che incontra c’è il brillante Daniel Reynolds, giornalista d’assalto. Lui è senza dubbio l’uomo più affascinante che abbia mai conosciuto, ma la mente le consiglia di stargli lontano. Solo che il cuore le dice tutt’altro!
I romanzi della miniserie:
1. La bella e il seduttore
2. Il principe del deserto
3. Bacio di mezzanotte
4. Come d’incanto
5. Il risveglio della principessa
6. Una vera principessa
7. Ballo per due

Una vera donna

Ormai anziana, Emma Harte è una delle donne più potenti del mondo, anche se nella sua giovinezza era una semplice domestica. Sfruttando le sue doti non comuni di intelligenza e iniziativa, è riuscita, con dure lotte e sacrifici, a creare un impegno finanziario. Tanto successo non le ha tuttavia regalato la felicità. Fra amori e matrimoni falliti, ha dovuto sempre combattere da sola le proprie battaglie…

La vera croce. Storia e leggenda dal Golgota a Roma

Nell’anno 326, secondo un’antichissima tradizione, Elena, madre di Costantino, scopre a Gerusalemme il legno della Croce. Quel ‘legno’ può, secondo l’imperatrice, ribadire il passaggio fisico di Cristo sulla terra e rendere più salda la fede della comunità dei cristiani, lacerata da divisioni interne. Per sollevare gli animi e stringere i fedeli attorno alla loro storia comune, Elena fa costruire un’imponente basilica sul Golgota, il ‘Martyrium’, emblema della passione di Cristo. Ma un luogo non è abbastanza. La basilica non può restare un guscio vuoto, bisogna dotarla di un cuore vivo, una reliquia. I Vangeli, però, lo dicono con chiarezza: non è possibile cercare il corpo di Gesù, i cristiani sono destinati ad adorare un sepolcro vuoto. La Croce, allora, può diventare il miglior surrogato di quel corpo. Quel legno intriso prima dal suo sudore, durante l’ascesa al monte Calvario, e poi dal suo sangue, durante le lunghe ore dell’agonia, può cambiare di segno e da patibolo diventare il fondamento della fede cristiana. L’imperatrice cerca, scava e infine trova: da quel momento la reliquia diviene l’emblema della Gerusalemme cristiana e la protagonista di una complessa serie di vicende, sempre al confine tra storia e leggenda, tra realtà e immaginazione.
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Vera (Bollati Boringhieri Narrativa)

La ventiduenne Lucy Entwhistle, viso e corpo da bambina, è rimasta sola al mondo dopo che l’adorato padre se n’è andato per sempre.
Affranta, confusa, mentre si stringe al cancello di casa viene turbata dalla comparsa di Everard Wemyss, un bell’uomo maturo a sua volta vestito a lutto. Sua moglie Vera è morta da poco, in circostanze misteriose. Prima che Lucy possa rendersene conto, Wemyss entra nella sua vita facendosi carico di ogni incombenza, dall’organizzazione del funerale del padre alle cure della dolce zia Dot, e ben presto di Lucy stessa, del suo corpo e della sua anima.
Lei lo ripaga di un amore devoto, grata della sua protezione e del suo senso dell’umorismo. Ma nella casa intrisa di rituali in cui lui la porta a vivere, si addensa il mistero della morte di Vera.
Scritto diciassette anni prima di Rebecca, la prima moglie, questo libro – che la von Arnim stessa considerava il suo romanzo migliore – anticipa le atmosfere inquietanti del thriller di Daphne du Maurier che Alfred Hitchkoch riprenderà nel celebre film omonimo: Vera è un’indagine nei labirinti dell’amore, della violenza e della morte, a partire dal potere degli uomini nel matrimonio e dalla debolezza delle donne innamorate.
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### Sinossi
La ventiduenne Lucy Entwhistle, viso e corpo da bambina, è rimasta sola al mondo dopo che l’adorato padre se n’è andato per sempre.
Affranta, confusa, mentre si stringe al cancello di casa viene turbata dalla comparsa di Everard Wemyss, un bell’uomo maturo a sua volta vestito a lutto. Sua moglie Vera è morta da poco, in circostanze misteriose. Prima che Lucy possa rendersene conto, Wemyss entra nella sua vita facendosi carico di ogni incombenza, dall’organizzazione del funerale del padre alle cure della dolce zia Dot, e ben presto di Lucy stessa, del suo corpo e della sua anima.
Lei lo ripaga di un amore devoto, grata della sua protezione e del suo senso dell’umorismo. Ma nella casa intrisa di rituali in cui lui la porta a vivere, si addensa il mistero della morte di Vera.
Scritto diciassette anni prima di Rebecca, la prima moglie, questo libro – che la von Arnim stessa considerava il suo romanzo migliore – anticipa le atmosfere inquietanti del thriller di Daphne du Maurier che Alfred Hitchkoch riprenderà nel celebre film omonimo: Vera è un’indagine nei labirinti dell’amore, della violenza e della morte, a partire dal potere degli uomini nel matrimonio e dalla debolezza delle donne innamorate.

VENUTO DA LONTANO

Nel selvaggio paradiso africano chiamato Natal, dalle lussureggianti distese d'erba alle alte montagne purpuree divampa la battaglia fra colonialisti e guerrieri indigeni. Sannie Riverwild, libera e audace, pioniera di un sogno, si batte per difendere tutto ciò che ama. Ma la lotta non le basta: dentro, brucia per il ricordo di due uomini. Pieter, il soldato dagli occhi azzurri che si è impossessato del suo cuore, e Colin, lo straniero bruno che reclama la sua anima.
Finchè, un giorno, Sannie viene chiamata a scegliere.

Ventotto domande per affrontare il futuro

In questo trattato Theodore Zeldin prende l’avvio da una constatazione in apparenza molto semplice: qual è il meglio che la vita può offrirci nel nostro mondo attuale, così iniquo, violento, inquinato e corrotto? E cosa possiamo fare come individui, coppie, collettività per immaginare una nuova arte del vivere? Tale ricerca ha a che fare con il piacere, con i piaceri smarriti a causa della vita abitudinaria, della pigrizia intellettuale, della mancanza di desideri. Per riscoprirli Zeldin non possiede una ricetta infallibile, ma propone un metodo, un orientamento, che ha nella curiosità, nella sorpresa, nella capacità di aprirsi al dialogo e alle idee la sua ragion d’essere. La sua indagine prende molteplici forme, evita le costrizioni di una disciplina, e si presenta di volta in volta come un manuale di economia, un discorso sull’amore contemporaneo, un saggio di filosofia esistenziale, uno zibaldone di pensieri illuminanti. Perché per Zeldin tutta la vita è nelle idee, e l’intelligenza sta nella costante esplorazione dei nostri limiti e delle nostre capacità. Le sue riflessioni collezionano aneddoti e provocazioni inaspettate, fulminei slanci nel futuro, inedite incursioni nel passato e nella storia, e sono organizzate in una serie di inusuali domande: “A che scopo lavorare tanto?”; “Esistono modi più divertenti per guadagnarsi da vivere?”; “È sufficiente restare giovani dentro per non invecchiare?”; “Cosa può dire il povero al ricco?”; “Cosa potrebbe dire il ricco al povero?”…
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Il vento non lo puoi fermare

È la sera giusta, per Elias. Dopo la partita a calcetto e le lezioni all’università di Cagliari, è impaziente di partecipare alle prove del coro, dare un passaggio verso casa a Violetta e, vincendo la timidezza, confessarle il proprio amore. È la sera sbagliata, invece. Perché dopo averla lasciata davanti al portone, incapace di parlare, lui risale in macchina e va incontro a un destino buio. Quella notte, infatti, investe una giovane donna che muore sul colpo. E anche il suo futuro si spezza. Dopo l’incidente il senso di colpa è troppo grande: si chiude in camera, non vede più nessuno. Non parlare, non muoversi, sperando di sentire il meno possibile, sono gli imperativi del suo giudice interiore. Elias si infligge un percorso ascetico in fondo al proprio dolore, che pare senza uscita. Due anni. Finché, un passo alla volta, decide di abbandonare la Sardegna e cercare una sua strada, altrove… Ed è così che succede: il vento soffia di nuovo, inarrestabile, e porta con sé un presente da reinventare e il coraggio di affrontare tutto ciò che verrà. Elvira Serra ha scritto un romanzo intenso e lieve, di cadute e slanci vitali; una storia che, senza una parola di troppo, racconta come ci si sente nel momento in cui si ricomincia a respirare, quando si risale in superficie dopo una lunga apnea.

Vento di magia

Tutti in paese considerano **Kate** una mezza strega, forse anche per quegli strani occhi a mandorla di un azzurro chiaro, trasparente come il cristallo, nel suo viso bianchissimo e contornato da capelli neri e lucenti che le arrivano fino alla vita. Lui, **Jarrod**, sente immediatamente una forte attrazione per quella ragazza, e nello stesso tempo un’inquietudine che lo spinge ad allontanarsi. Jarrod non capisce, Kate sì: lui ha il dono, come lei, ma non ne è consapevole e soprattutto non sa gestire i suoi poteri, immensi.
Kate non ha una storia: non ha mai conosciuto il padre e la madre e vive da sempre con la nonna ai margini della foresta pluviale, in un paese dimenticato da dio in cime ad una montagna. La storia della famiglia di Jarrod invece si perde in un passato lontano, in un castello medievale ai confini tra Scozia e Inghilterra, ed è avvolta dall’oscurità e dal mistero. Per svelarlo, i due ragazzi dovranno tornare indietro nell’Inghilterra del medioevo ed affrontare l’artefice di una terribile maledizione.
Un’amicizia difficile, un amore intenso, la delicatezza e la forza dell’adolescenza, in un appassionante romanzo a due voci.
Kate: “**Si chiama Jarrod Thornton. Ha i capelli di un biondo ramato, lunghi fino alle spalle, una belle pelle e occhi verdi come smeraldi; ma non è questo il motivo per cui non riesco a staccargli gli occhi di dosso. C’è qualcos’altro. Qualcosa di… inquietante. È un non so che di soprannaturale che mi attira**.”
Jarrod: “**Ha la pelle bianchissima, come se fosse anemica, ed è strano perché invece i suoi capelli sono completamente neri. Lunghi, fino alla vita. È bella, direi, in modo piuttosto particolare. In classe ho notato i suoi occhi: azzurri. Ma talmente chiari da sembrare trasparenti come cristalli. Ora che ci penso, mentre li guardavo ho sentito drizzarsi i capelli sulla nuca, e intanto una strana sensazione di intrusione mi pulsava in testa**.”