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Il gatto che conosceva il cardinale

Qwill, Koko e Yum Yum vanno finalmente a stabilirsi a Pickax, amena località dove il giornalista ha ereditato un antico granaio ristrutturato. Jim Qwilleran ha intenzione di rilassarsi nella quiete della campagna. Ma la gente e gli animali di Pickax hanno altre idee. Vicini invadenti vanno a trovarlo non invitati. Un delizioso uccellino, il cardinale rosso, ogni mattina lo sveglia con il suo canto. I gatti si comportano in maniera strana, per non dire indegna. E come se questo non bastasse, pare che l’amica del cuore di Qwill, la bibliotecaria Polly, si sia innamorata di un altro uomo. Ma la cosa più drammatica è che Qwill trova un cadavere nel suo orto, tra gli alberi di mele. Nessuno, a Pickax sembra piangere la morte di Hilary VanBrok, l’odiato direttore della scuola superiore locale, un uomo solitario con la passione per tutto ciò che concerne l’estremo oriente, dalle piante agli oggetti di arredamento. Tutti, nella piccola località, avrebbero avuto un movente e Qwill teme che il caso possa venire archiviato. Ma quando un amico viene fortemente sospettato il giornalista parte lancia in resta, deciso a scagionare il presunto colpevole e a riconquistare il cuore di Polly.

Il gatto che amava il formaggio

Da quando Ona Dolman, la misteriosa signora che veste sempre in nero, è giunta a Pickax, in città sono incominciati a fiorire pettegolezzi e illazioni. Il peggio però arriva quando un anonimo ammiratore invia alla donna un letale pacco esplosivo che causa la morte di una ragazza. La situazione, a questo punto, richiede un intervento d’emergenza e ad occuparsene sarà ancora una volta il giornalista milionario Jim Qwilleran, aiutato come sempre dai suoi simpatici gatti detective.

Gatto & topo: Un caso di Alex Cross

Per Gary Soneji la vendetta è l’unica ragione di vita, un’ossessione quasi maniacale: uccidere Alex Cross, il detective che ha contribuito a farlo rinchiudere nella prigione dalla quale è appena evaso. Per sfidare le autorità e tendere una trappola mortale a Cross, Soneji elabora un diabolico piano di attentati che seminano il terrore nelle stazioni ferroviarie di Washington e NewYork. Soneji vuole trovare Cross. E Cross deve fermare Soneji, deve porre fine ai massacri che rischiano di coinvolgere anche la sua famiglia. Ma in questo micidiale gioco senza regole, in questa corsa contro il tempo, chi è il gatto e chi il topo? Contemporaneamente, sulla sponda opposta dell’Atlantico si sta consumando un’altra sfida: l’agente dell’FBI Thomas Pierce insegue il fantomatico Mr. Smith, un serial killer che rapisce le sue vittime, apparentemente scelte in modo del tutto casuale, e le fa ritrovare, pochi giorni dopo, fatte a pezzi. Tuttavia anche Thomas Pierce ha un disegno, uno scopo da raggiungere a ogni costo: vuole smascherare Mr. Smith per spegnere la sete di vendetta e di giustizia che da molto, troppo tempo lo spinge a inseguire, senza sosta, l’uomo che ha brutalmente ucciso la sua fidanzata. Ma quale legame esiste fra Gary Soneji e Mr. Smith? Sono soltanto gli interpreti di due vicende parallele o i protagonisti di un’unica rappresentazione fitta di misteri e colpi di scena? In questa corsa frenetica in cui chi insegue è a sua volta inseguito, sapranno Cross e Pierce condurre un sottile gioco d’astuzia, proprio come tra gatto e topo, per sciogliere l’intricata trama di eventi in apparenza così lontani eppure sorprendentemente connessi gli uni agli altri come i pezzi di un complicatissimo e affascinante puzzle?James Patterson è autore della serie “Alex Cross”1 – Ricorda Maggie Rose2 – Il collezionista 3 – Jack & Jill 4 – Gatto & topo5 – Il gioco della Donnola6 – Mastermind 7 – Ultima mossa8 – Il caso Bluelady9 – La tana del lupo10 – Ultimo avvertimento11 – Sulle tracce di Mary12 – La memoria del killer13 – Il regista degli inganni14 – L’istinto del predatore15 – Il segno del male16 – Il ritorno del killer17 – Uccidete Alex Cross18 – Buone feste, Alex Cross

La gatta

Alain, giovane e viziato figlio unico di ricca famiglia borghese, ama sopra ogni cosa la sua gatta Saha, una bellissima Certosina dai riflessi argentei, con la quale ha un rapporto quasi simbiotico. Pur decidendo di sposarsi con Camille, ragazza graziosa e dai gusti moderni, Alain è turbato all’idea di lasciare la casa di famiglia e, soprattutto, la gatta adorata. Dopo il matrimonio, Saha comincia a deperire e Alain decide di portarla nell’appartamento della coppia. In un crescendo di tensione e gelosia, la presenza dell’animale mina irrimediabilmente il ménage, e Alain sarà costretto a scegliere: o l’una o l’altra. Ribelle e trasgressiva, Colette fu una convinta amante dei gatti: “A frequentare un gatto – disse – si rischia soltanto di arricchirsi…”. Spesso fotografata con loro, li osserva, li accarezza e li descrive con straordinaria complicità ed empatia.
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La gatta

La protagonista di questo racconto lungo è una gatta, la bellissima Lily, adorata dal suo padrone Shozo. Lily si trova al centro di un intrigo familiare senza esclusione di colpi quando la ex moglie di Shozo, Shinako, nel tentativo di riavvicinare il marito, chiede con ostinazione di riavere la gatta. La seconda moglie, Fukuko, che ha accettato la convivenza con la gatta per compiacere il marito, non nasconde la gelosia per la bestiola, perciò non si oppone alla richiesta di Shinako. La contesa si risolve a favore della prima moglie, che riece a strappare la gatta al marito e a farsi amare da Lily. Tanizaki si addentra con maestria nella psicologia femminile, conducendone una finissima indagine accompagnata da ironia e acuto realismo.
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La gatta rossa

I giorni d’infanzia, intorno a una Pasqua remota nel tempo, e intorno all’amicizia complice con una gatta rossa – straordinario animale, celebre nel villaggio – di un bambino ebreo, quart’ultimo di ventitré fratelli, entro una stimata famiglia patriarcale. *Arthur Aronymus* e *La gatta rossa* formano due cronache, colte da quell’attimo della storia, promettente e rapido – e rinchiuso dall’autrice come in una bolla atemporale di poesia e di espressione – in cui sembrava che la comunità ebraica tedesca stesse per assimilarsi, con intatta l’identità culturale, i caratteri e le tradizioni, nel mondo germanico. Furono scritte nel 1932, alla vigilia della caduta della Repubblica di Weimar, dalla Lasker-Schüler, il «cigno nero» della poesia ebraico-tedesca, che si apprestava all’esilio, sul filo della memoria familiare (Arthur è il padre). Una memoria che non puntava all’esattezza biografica e politica, quanto a ripetere il tema caro dell’infanzia quale luogo eletto di comprensione mitica e poetica del mondo: «da allora vado vegetando» diceva della sua vita postadolescenziale Else Lasker-Schüler. E, nell’urgenza di fermare un passato che gli eventi del presente stanno per sfigurare, non vibra direttamente in essa la denuncia. Ma una specie di nostalgia dell’Eden, come se fosse il crescere in se stesso malattia, oltre ogni, anche orrendo, accidente della storia.

La gang del pensiero

Eddie Coffin, il protagonista del libro, è uno dei criminali più incredibili, geniali e divertenti della storia. Calvo e grassottello, di professione filosofo (per la precisione “ricercatore a Cambridge”), incline all’alcol, ex bancario fuori da ogni norma, sospetto di irriferibili reati sessuali e pericolosamente incline a farsi arrestare in costume adamitico, un bel giorno si trova talmente nei guai che deve lasciare la natia Gran Bretagna. Per il suo esilio sceglie la Francia, dove conosce Hubert, rapinatore sfortunato dalle mille protesi. E l’oltraggioso Eddie Coffin trova l’ispirazione per iniziare una strabiliante carriera di rapinatore e seduttore.
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La gang dei sogni

Ellis Island, 1909: da uno dei tanti transatlantici in arrivo sotto la Statua della Libertà sbarcano una giovane donna e il suo bambino. Provengono dall’Italia, dall’Aspromonte più arcaico e violento. I loro nomi sono Cetta e Natale: ma il bimbo viene subito chiamato, dagli addetti dell’Immigrazione americana, ”Christmas”.
Natale-Christmas: nella trasformazione di questo nome è racchiuso tutto il sogno della giovane, indomita Cetta, che affronta con coraggio le umiliazioni e le difficoltà della vita nel ghetto italiano del Lower East Side di New York con un solo desiderio – che il suo bambino diventi un vero americano, libero di essere felice ma ancor prima libero di essere se stesso.
Essere ”americani” nei sobborghi di New York ai primi del Novecento, però, significa anche confrontarsi con una società di immigrati provenienti da ogni dove, nella quale a dettare legge sono i gangster e i loro scagnozzi. Per Christmas, diventare uomo significa affrontare una realtà in cui non contano tanto la rettitudine e l’entusiasmo quanto la spregiudicatezza e la forza. Una realtà nella quale, se si vuole sopravvivere, le regole non possono essere cambiate. A meno che…
… a meno che non si abbia un dono speciale. E Christmas può contare sulla sua fantasia vivissima, e sulla capacità di renderla concreta attraverso storie che fanno sognare chiunque lo ascolti. È così che nasce la gang immaginaria dei Diamond Dogs, composta solo da due ragazzini ma capace di diventare padrona di New York, addirittura di arrivare in tutte le case della Grande Mela attraverso la prima radio indipendente. Ed è così che a Christmas può capitare di salvare la vita a Ruth, una ricchissima ragazza ebrea, e di innamorarsene come solo a un sognatore può succedere.
La gang dei sogni è la storia di Christmas e Cetta, e di tutte le vite che si intrecciano al loro percorso, dall’inizio del secolo fino al 1929, dall’Aspromonte alla New York dei ruggenti Anni Venti fino alla California della nascente industria di Hollywood.
Con una scrittura incalzante, capace di affreschi potenti come campi lunghi del cinema ma anche della delicatezza più profonda nel dar vita alle emozioni dei suoi personaggi, Luca Di Fulvio ci regala un grande romanzo che racconta la nascita della radio, del cinema, di Broadway, della pubblicità, dei grattacieli, delle macchine – e soprattutto la nascita di un grande amore, quello fra Christmas e Ruth, e la tenacia di un sogno, che forse può trionfare sulla realtà.
(source: Bol.com)

Galeotto fu il libro

Israel Armstrong – lo sventurato bibliotecario sovrappeso, mezzo ebreo, mezzo irlandese, vegetariano, patologicamente timido e nevrotico, che, alla guida del suo bibliobus lungo le strade dell’Irlanda del Nord, risolve, più che altro per caso, piani criminosi e problemi domestici – è ormai prossimo al suo trentesimo compleanno. Ma le sue speranze di festeggiare l’evento sono stroncate da una terribile circostanza: all’improvviso la figlia di un noto personaggio politico della cittadina di Tundrum sparisce misteriosamente. E Israel ha l’orrenda sensazione che quella sparizione abbia a che fare con quel libro, Pastorale americana, che proprio lui le aveva prestato sebbene appartenesse ai cosiddetti «fuori scaffale», cioè quei libri tenuti «sotto il banco di distribuzione, debitamente catalogati e disponibili per il prestito, ma fuori dalla vista dei giovani, degli impressionabili e dei mentalmente infermi». A Israel non resta che ritrovare la ragazzina prima di essere scoperto e radiato dal ruolo di bibliotecario. E come se non bastasse, nel frattempo, deve anche cercare di ricucire con la sua ex fidanzata Gloria, che sembra non volerne più sapere di lui, e organizzare la sua festa di compleanno…

Galateo

“La verità vuole la maschera”, diceva Nietzsche. E una maschera appunto indossò monsignor Giovanni Della Casa, quando decise di porre alcune sue riflessioni circa la convivenza civile sulle labbra di un vecchio che si proclama ripetutamente alquanto ignorante. È la sua voce che ci accompagna durante tutta la lettura del “Galateo”: ed è una voce che mette alla berlina maleducazione e bizzarria inanellando esempi spassosi, che propone norme di comportamento e di conversazione ma confessa anche di non averle sempre rispettate, che si spinge con dissimulata malizia fino a criticare il linguaggio dantesco con il tono di chi si affida, nel giudicare, quasi soltanto all’esperienza vissuta. Una prosa classicamente misurata, una voce confidente: un “trattatello” intessuto di raffinata sapienza umanistica e insieme un’opera che è stata subito accolta con straordinario favore, fin dal suo primo apparire, da un ampio pubblico nell’Europa intera.

Galatea

Excerpt from Galatea: Romanzo

Blaml1. Galatea.tanto gli pare d’esser tuttavia sfiaccolato. Pure non faccio nulla, assolutamente nulla; questa lettera, che viene un po’ tardi in ri sposta al tuo cortese biglietto, e la prima ia tica dopo un mese di quiete. Gia, non potrei far nulla, anche volendo. Non sento piu; e se, come dice il filosofo, niente puo essere nell’ intelletto che non sia stato prima nel senso, io posso stimarrni finito, e metter ma gari l’appigionasi in fronte, come sulla fac ciata d’una casa vuota. Che bella cosa, dopo tutto, non sentir nulla; esser libero e netto d’ogni cura del mondo circostante; udendo senza commuoversi, vedendo senza parteci pare, vivendo la vita dello specchio, che ri ?ette tranquillamente ogni cosa e sorride! Ma si, un po’ d’ ironia nel fondo ce la do vrebbe avere anche lui; per virtu, non fos s’altro, degl’ingredienti che lo rendono opaco. Quel po’ d’ironia non e finalmente la meno fe roce delle nostre vendette? E il genere umano, salva sempre la immagine del suo creatore. Non meriterebbe di peggio?

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La gabbia delle scimmie

Un cadavere senza testa nel bagagliaio della sua Chrysler. Un killer psicopatico e maniaco degli esplosivi come collega. Un “lavoretto” facile e pulito che deflagra in un’escalation di violenza. Per Charlie Swift, gangster di Orlando, Florida, questa è ordinaria amministrazione.
Le cose si complicano quando il suo capo Stan, boss incontrastato della mala locale, si ritrova con le spalle al muro: Beggar Johnson, che da Miami controlla la criminalità organizzata di quasi tutto lo Stato, ha deciso di impossessarsi anche del suo territorio.
La banda di Stan viene massacrata e Charlie si ritrova unico superstite della mattanza, ma con i registri contabili dell’impero criminale di Johnson fra le mani, diventando così l’obiettivo di una sfrenata caccia all’uomo scatenata dall’FBI e dalla gang di Miami.
Forte di un congegno narrativo a orologeria, *La gabbia delle scimmie* incastra ultraviolenza e humour nero, ritmo cinematografico e scene da grandguignol, intreccio narrativo e azione mozzafiato.
In questo durissimo romanzo d’esordio che gli è valso la nomination all’Edgar Award, Gischler tiene il lettore incollato a una storia che è come una corsa impazzita su un’autostrada americana.

La gabbia d’oro

Le vittime dell’anoressia sono, spesso, ragazze adolescenti o preadolescenti, figlie modello di “buona famiglia” che si sentono spesso imprigionate da mete irraggiungibili e aspettative irrealizzabili. Sembrano chiuse in una “gabbia d’oro” di privilegi nella quale sentono di non essere al proprio posto e di non poter sopravvivere. La manifestazione principale della malattia è sconvolgente e comporta perdite di peso catastrofiche; la terapia è difficile e la guarigione incerta; i meccanismi di formazione della patologia non sono ancora definiti. Hilde Bruch, utilizzando numerosi esempi della propria casistica, disegna un quadro delle cause, degli effetti e della possibile terapia che, per essere efficace, necessita di una diagnosi precoce.
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Furto d’identità

Un appassionante noir marziano dell’autore vincitore del Premio Hugo e NebulaIn un prossimo futuro la nuova frontiera è su Marte, dove sono stati trovati resti fossili di antichissime forme di vita. I fossili hanno un grande valore commerciale e destano l’interesse di disperati cercatori di fortuna. Un investigatore privato che vive nella colonia marziana, Alexander Lomax, viene incaricato di scoprire per quale ragione un certo Joshua Wilkins si sia suicidato. Ma c’è qualcosa di poco chiaro; infatti presto si scopre che il cadavere di Wilkins è un corpo artificiale mai utilizzato. L’uomo avrebbe potuto fingere il suicidio trasferendosi in un corpo diverso? Ma a quale scopo? In un susseguirsi di colpi di scena, che coinvolgono il lettore fino alla conclusione della storia, l’investigatore arriverà a scoprire la verità, ma si tratterà di una drammatica rivelazione che nessuno avrebbe mai potuto prevedere.

La furia

Per il giudice che lo ha condannato alla sedia elettrica, per la polizia e per la gente di Seattle, Walter Leroy Himes è «lo Spazzino», il serial killer che ha violentato e ucciso otto donne in poco più di due mesi. A soli sei giorni dalla sua esecuzione, la testimone che lo inchiodò al processo decide di ritrattare. Himes è il capro espiatore ideale, e nessuno ha interesse a scagionarlo. Nessuno tranne Frank Corso, giornalista scontroso e ostinato con l’ossessione della verità.