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Gli angeli piangono: Il ciclo dei Ballantyne

È il 1895. Le profezie della Umlimo, la strega matabele che da millenni perpetua se stessa in un antro delle Colline Matopos, si avverano: ai flagelli naturali delle locuste e della peste bovina fa seguito la guerra tra bianchi e indigeni insorti. Ralph Ballantyne dovrà imbracciare le armi contro Bazo, suo amico d’infanzia che guida la rivolta, e al tempo stesso salvaguardare il ricco patrimonio familiare di terre, fattorie e miniere dall’avidità della British South Africa Company di Cecil Rhodes. Ottant’anni dopo, su quello stesso terreno, i discendenti dei personaggi d’allora si scontrano di nuovo: Roland Ballantyne e Craig Mellow, uniti da vincoli di parentela e più ancora dall’amore per la stessa donna, accantonano le rivalità per combattere a fianco a fianco i guerriglieri nazionalisti capeggiati da Tungata Zebiwe, Colui-che-cerca-giustizia, pronipote di Bazo…ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Gli angeli piangono

È il 1895: le profezie della Umlimo, la strega che vive in un antro delle Colline Matopos, si avverano: ai flagelli naturali della peste bovina fa seguito la guerra tra bianchi e indigeni insorti. Ralph Ballantyne dovrà imbracciare le armi contro Bazo, suo amico d’infanzia che guida la rivolta. Ottant’anni dopo, su quello stesso terreno, i discendenti dei personaggi d’allora si scontrano di nuovo: Roland Ballantyne e Carig Mellow, uniti dall’amore per la stessa donna, accantonano le rivalità per combattere, fianco a fianco, i guerriglieri nazionalisti capeggiati da Tungata Zebiwe, Colui-che-cerca-giustizia, il pronipote di Bazo.

Angeli pericolosi

Weetzie Bat è una ragazza con i capelli colorati, un giubbotto nero da motociclista e pizzi e gonne da riot girl, vive a Los Angeles e cerca l’amore perfetto. Non nella città che conosciamo, almeno non esattamente, ma in una landa fatata dove tutto è possibile, dove si sposano luci e ombre, oscurità e splendore. Assieme ai suoi amici, Weetzie parte per trovare il fidanzato e la vita dei suoi sogni, tra tentazioni e pericoli terreni e ultraterreni, fate e tossici e spacciatori e vampiri e rockstar e geni e fantasmi, piacere e dolore e tenerezza, zucchero filato e rasoi. Allacciate e intimamente unite alla sua, le vicende di altri personaggi indimenticabili, dalla ribelle Babystrega all’insicura Cherokee, dal punkettaro Dirk al surfista Duck (senza tralasciare l’incredibile Cane Ganzo), in una prova di realismo magico che ricorda “una Isabel Allende post punk, una J.K. Rowling più adulta e scafata, cresciuta alla corte dei Sex Pistols invece che sotto l’ala protettrice di Tolkien”.
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Angeli in fiamme

In uno sperduto ghiacciaio della Groenlandia, calato in un crepaccio con l’ausilio di una gabbia di ferro, il tenente delle SS Herman Wirth non crede ai suoi occhi. Davanti a sé, perfettamente conservato nel ghiaccio, c’è il cadavere di una donna, morta cinquemila anni prima, una vergine vichinga magnificamente nuda ma segnata da un terribile dolore: la sua bocca è tormentata da un orrendo grumo di sangue, il suo corpo ha sudato sangue, dai suoi occhi scendono lacrime di sangue. Quale può essere stata la causa di una morte così atroce? e perché Hitler ha finanziato per anni quella fatidica missione scientifica alla ricerca di una bara di ghiaccio? Quale maledizione è racchiusa in quel gelo?
L’affascinante risposta a questo enigma, settanta anni dopo, si snoda nelle pagine di un appassionante e feroce thriller. Will Jaeger, dopo aver servito nei Royal Marines e nella SAS, è di nuovo costretto all’azione violenta in uno scenario inaspettato che, come nel giorno più buio della storia, risolleva la minaccia nazista. E questa volta all’ex professionista della guerra non è sufficiente conoscere l’utilizzo di ogni arma, dal temibile gas nervino Kolokol-1 alla sua fedele SIG Sauer dotata di silenziatore SWR Trident, questa volta la minaccia è più subdola e spaventosa di un combattimento con un nemico visibile. Come si possono mettere in pratica gli insegnamenti di Sun Tzu – *conosci il tuo nemico, impara dal tuo nemico* – se il nemico è nascosto in maniera perfetta e raccapricciante?
Nello stupendo scenario di un’incontaminata Africa orientale, che soltanto l’esploratore e avventuriero Bear Grylls poteva rendere in tutta la sua bellezza selvaggia e animale, si consuma un thriller ad alti tassi di adrenalina. Per chi ama le tecniche di sopravvivenza e ha lo stomaco forte. Non per tutti.
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### Sinossi
In uno sperduto ghiacciaio della Groenlandia, calato in un crepaccio con l’ausilio di una gabbia di ferro, il tenente delle SS Herman Wirth non crede ai suoi occhi. Davanti a sé, perfettamente conservato nel ghiaccio, c’è il cadavere di una donna, morta cinquemila anni prima, una vergine vichinga magnificamente nuda ma segnata da un terribile dolore: la sua bocca è tormentata da un orrendo grumo di sangue, il suo corpo ha sudato sangue, dai suoi occhi scendono lacrime di sangue. Quale può essere stata la causa di una morte così atroce? e perché Hitler ha finanziato per anni quella fatidica missione scientifica alla ricerca di una bara di ghiaccio? Quale maledizione è racchiusa in quel gelo?
L’affascinante risposta a questo enigma, settanta anni dopo, si snoda nelle pagine di un appassionante e feroce thriller. Will Jaeger, dopo aver servito nei Royal Marines e nella SAS, è di nuovo costretto all’azione violenta in uno scenario inaspettato che, come nel giorno più buio della storia, risolleva la minaccia nazista. E questa volta all’ex professionista della guerra non è sufficiente conoscere l’utilizzo di ogni arma, dal temibile gas nervino Kolokol-1 alla sua fedele SIG Sauer dotata di silenziatore SWR Trident, questa volta la minaccia è più subdola e spaventosa di un combattimento con un nemico visibile. Come si possono mettere in pratica gli insegnamenti di Sun Tzu – *conosci il tuo nemico, impara dal tuo nemico* – se il nemico è nascosto in maniera perfetta e raccapricciante?
Nello stupendo scenario di un’incontaminata Africa orientale, che soltanto l’esploratore e avventuriero Bear Grylls poteva rendere in tutta la sua bellezza selvaggia e animale, si consuma un thriller ad alti tassi di adrenalina. Per chi ama le tecniche di sopravvivenza e ha lo stomaco forte. Non per tutti.

Angeli e Zombie

«L’essenza letteraria di Alden Bell è permeata dallo stile di William Faulkner e dall’horror di George Romero. Dalla prima pagina la sua scrittura semplicemente incanta.» Fiction NationPer venticinque anni, la civiltà è sopravvissuta in territori isolati, al riparo dalla piaga dei morti viventi. In questo paesaggio fatiscente si aggira Temple, una ragazza in fuga, che si difende dalla morte e da segreti inconfessabili che porta nel cuore. Temple non ricorda come fosse la vita prima dell’avvento degli zombie; ma rammenta di un vecchio che la prese con sé; e di un fratello minore che accudiva, prima della tragedia che la spinse a girovagare senza una meta fissa al di là della frontiera umana. Quando incontra il giovane e un po’ ritardato Maury, cerca di fare la cosa giusta: riportarlo dalla sua famiglia in Texas; allora, forse, potrà abbracciare la redenzione per alcune delle terribili cose che appartengono al suo passato. Perché Temple ha dovuto lottare per sopravvivere, compiendo atti di cui non va fiera e, lungo la strada, si è fatta dei nemici. Come quell’uomo che la segue nell’ombra, in attesa di rivelarsi, un’ultima volta.Vincitore dell’ALA Alex Award nel 2010Finalista al Philip K. Dick Award 2010Finalista allo Shirley Jackson Award 2010Alden Bell è lo pseudonimo di Joshua Gaylord, con il quale l’autore ha pubblicato il suo primo romanzo, Hummingbirds. Cresciuto ad Anaheim, nella mitica Orange County, in California, dopo la laurea in letteratura inglese conseguita alla Berkeley University si trasferisce a New York dove ottiene un dottorato in letteratura anglosassone del Novecento presso la New York University.Attualmente vive con la moglie, la scrittrice di gialli Megan Abbott, insegnando lingua inglese in una scuola superiore ortodossa della Upper East Side e letteratura e studi culturali alla New School University. Angeli e Zombie (The Reapers are the Angels) è il suo secondo romanzo. Il suo sito www.joshuagaylord.com

Gli angeli caduti

In un cabaret di Barcellona, gli spettacoli si concludono a volte in modo inusuale. Con un allegro tintinnare di lustrini, le ballerine cadono senza vita sulla scena. I dipendenti e i clienti del locale, del resto, sono tutti un po’ bizzarri: il cameriere Alvarez; il pugile Kid Padilla; il “cinese” Bonilla; l’eterno suicida Cosme Cosme. Le vicende di questa seducente Barcellona notturna ruotano intorno a un’intensissima storia d’amore: Mauricio Cespedes, proprietario del locale, e il fotografo Rovira hanno perso la testa per Soledad Rubi, l’ultima ballerina arrivata. Questa girandola di personaggi, sentimenti e situazioni è osservata a distanza da un ragazzo, il cui fratello, un cantante approdato a Barcellona, invia regolarmente lettere e fotografie.

Android. Programmazione avanzata

Android è la piattaforma mobile più diffusa a livello mondiale, con più di un miliardo di device attivati e un ritmo di crescita vertiginoso. Lo scopo di questo libro è illustrare vari ambiti dello sviluppo avanzato di applicazioni Android. Il volume affronta tematiche che spaziano dal testing all’ottimizzazione di applicazioni multi-risoluzione e alla programmazione funzionale, tramite RXJava. Il libro, tuttavia, non si limita ad analizzare Android su dispositivi classici come smartphone e tablet, ma si spinge oltre. Bluetooth Low energy, dispositivi wearable con Android Wear e Chromecast vengono presi in esame nel dettaglio, garantendo una panoramica a 360 gradi dell’ecosistema Android. Mettendo in pratica le tecniche descritte nel volume, il lettore sarà in grado di sviluppare applicazioni in modo professionale, sfruttando appieno il sistema operativo e le principali librerie disponibili sul mercato.
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Andare. Camminare. Lavorare.: L’Italia raccontata dai portalettere

Se un occhio potesse osservarli tutti adesso, li vedrebbe contemporaneamente, i tanti portalettere italiani, con passi differenti e diversa altezza, colore dei capelli, occhiali da sole e da miopi. Passi diversi, tutti in movimento, frenetici su giroscale deserti, impettiti in attesa davanti al cancello di una palazzina residenziale, fermi sulle soglie degli appartamenti, attraversare in bicicletta una cittadina della provincia fischiettando, dentro le auto di servizio nelle vie di città o negli scooter lanciati sui rettifili, lentamente avanzare a velocità ridotta sulle stradine solitarie di una campagna con prati verdi e alberi secolari.
Sanno dei morti, quelli che non ci sono più, li ricordano ogni volta che arrivano sulle soglie degli appartamenti, sbirciano una fotografia appesa alla parete, conoscono gli avi dai molti racconti dei parenti sopravvissuti, alcuni di loro hanno visto nascere i figli dei figli di quelli che se ne sono andati, contano le somiglianze. Se volete sapere di un certo Gregorio, un notaio del Centro Italia, il suo portalettere sa che andava in vacanza ogni anno a Ginevra e che era scapolo. Alcuni dicevano avesse una donna da quelle parti, altri avrebbero giurato una figlia illegittima avuta con una donna della borghesia lombarda, s’erano fatte parecchie congetture ma sul manifesto funebre c’era solo il nome di un lontano nipote. Ecco, quel notaio era abbonato a riviste di storia e numismatica, aveva un boxer tigrato dal muso nero, fumava toscani, antichi toscani, e prima delle feste comandate potevi star certo che ti aspettava sulla soglia, e quando arrivavi all’altezza dello zerbino sfilava dal portafogli una bella banconota e te la dava in mano dicendoti: “Auguri postino”.
Angelo Ferracuti ha seguito questo esercito di portalettere per città, villaggi e contrade, raccogliendone le esperienze e i racconti per restituirci le trame imprevedibili di un paese e di un popolo in movimento.
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### Recensione
**In giro per l’Italia a consegnare lettere (in barba al computer)**
*Giorgio Fontana*, Tuttolibri – La Stampa
In una società dove la comunicazione si è fatta per gran parte digitale, i postini vivono la resistenza della sua modalità scritta: regolarmente scendono per strada e consegnano documenti, cartoline, pubblicità, avvisi di pagamento, qualche ormai rara lettera privata. Per quanto elusiva sia la loro presenza, basta considerarla un istante per coglierne integro il fascino. Lo sa bene **Angelo Ferracuti**, che ha esercitato tale professione per anni: e dalla quale ha tratto spunto per un bel libro sull’Italia dal titolo ispirato a Piero Ciampi ― *Andare camminare lavorare*. Sei mesi di viaggi nel Paese delle città e della provincia, delle periferie e dei centri storici.
**Ferracuti** prende i portalettere come strumento privilegiato di osservazione, grazie alla «loro capacità di visione e immedesimazione nel corpo sociale, la potenza di penetrazione nei ventri diversi di città e paesi, persino nell’interiorità segreta, misteriosa delle persone». Emanazioni di un’azienda capillare ― di sicuro quella più presente sul territorio ― i postini sono una chiave per aprire mondi: nella zona a loro deputata conoscono tutti, maneggiano il proprio contesto come nessun altro.
Ma l’aspetto più affascinante del libro è la sua molteplicità di piani. Come definire questo Andare camminare lavorare? Di certo si tratta un reportage narrativo. Poi un piccolo assaggio della realtà quotidiana dei postini in Italia. Ma è anche un grande viaggio paesaggistico e sociale, persino un tuffo nel carattere italiano e nelle sue declinazioni. E infine un tour letterario: fra le pagine compaiono riferimenti a Guareschi, Buzzati, Morante, Pavese, Bianciardi, Masatronardi, Biamonti, Alvaro e altri ancora.
Non è facile scegliere fra i tanti scorci dipinti con bravura e con un tocco da «camera a mano» che sembra seguire il movimento continuo dei portalettere. Ma anche un florilegio impone l’uso della prima plurale, da tanto queste storie sembrano appartenerci. Ci rechiamo dunque al campo nomadi di Alba, dove Giovanni sceglie di recapitare lì «per senso etico, perché altri colleghi non volevano venirci». Ci viene presentato Dante, il portalettere del comune più alto d’Italia ― Trepalle in Lombardia ― che arranca nella tempesta invernale. Vediamo l’Italia degli immigrati a Ventimiglia e in Puglia, e quella degli emigrati: la vita difficile dei giovani a Paola in Calabria, raccontata da Carmela. Finiamo nei boschi di Predazzo solcati da Barbara, da cui proviene un abete pregiato usato per costruire violini: un legno che lei «sente come una cosa preziosa che ormai fa parte della sua vita, quella di chi ogni giorni si ferma nella caserma della forestale prima di riconquistare la valle e il paese». Andiamo in giro per Murano con Beniamino. Sappiamo della tesi di laurea in Farmacia sul rischio d’inquinamento cui sono esposti i postini bolognesi, scritta dalla portalettere locale Rosalba. Ascoltiamo le straordinarie storie di zio Vik, il postino del porto di Genova ― «un piccolo mondo antico meraviglioso dove il tempo si è fermato, e le persone sono tutte quante di famiglia».
E ancora giriamo per la Prato cinese con Alessio e la Porto Recanati multietnica di Alessandra, posti dove è molto complicato gestire le consegne; sbirciamo la Roma del centro storico e quella pasolinana di Pietralata; ci perdiamo nei vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli, nelle terre deserte del Molise. E scopriamo ― uno degli aneddoti più belli ― che l’arrivo dei postini all’Aquila dopo il terremoto nelle tendopoli venne percepito un segnale che la vita stava tornando, lentamente e faticosamente, a un po’ di normalità.
### Sinossi
Se un occhio potesse osservarli tutti adesso, li vedrebbe contemporaneamente, i tanti portalettere italiani, con passi differenti e diversa altezza, colore dei capelli, occhiali da sole e da miopi. Passi diversi, tutti in movimento, frenetici su giroscale deserti, impettiti in attesa davanti al cancello di una palazzina residenziale, fermi sulle soglie degli appartamenti, attraversare in bicicletta una cittadina della provincia fischiettando, dentro le auto di servizio nelle vie di città o negli scooter lanciati sui rettifili, lentamente avanzare a velocità ridotta sulle stradine solitarie di una campagna con prati verdi e alberi secolari.
Sanno dei morti, quelli che non ci sono più, li ricordano ogni volta che arrivano sulle soglie degli appartamenti, sbirciano una fotografia appesa alla parete, conoscono gli avi dai molti racconti dei parenti sopravvissuti, alcuni di loro hanno visto nascere i figli dei figli di quelli che se ne sono andati, contano le somiglianze. Se volete sapere di un certo Gregorio, un notaio del Centro Italia, il suo portalettere sa che andava in vacanza ogni anno a Ginevra e che era scapolo. Alcuni dicevano avesse una donna da quelle parti, altri avrebbero giurato una figlia illegittima avuta con una donna della borghesia lombarda, s’erano fatte parecchie congetture ma sul manifesto funebre c’era solo il nome di un lontano nipote. Ecco, quel notaio era abbonato a riviste di storia e numismatica, aveva un boxer tigrato dal muso nero, fumava toscani, antichi toscani, e prima delle feste comandate potevi star certo che ti aspettava sulla soglia, e quando arrivavi all’altezza dello zerbino sfilava dal portafogli una bella banconota e te la dava in mano dicendoti: “Auguri postino”.
Angelo Ferracuti ha seguito questo esercito di portalettere per città, villaggi e contrade, raccogliendone le esperienze e i racconti per restituirci le trame imprevedibili di un paese e di un popolo in movimento.

Ancora io

A soli trentasette anni, Sarah ha già dimostrato di essere una fuori classe: vicepresidente di una delle società di consulenza più prestigiose di Boston, moglie innamorata, madre presente di tre figli. Ogni giorno porta con sé nuove sfide da affrontare per dimostrare di essere la numero uno, barcamenandosi tra riunioni, colloqui, lezioni di piano e partite di calcio. Ma non è sempre facile. A volte, se riesce a fermarsi per più di cinque minuti, le sembra di annegare nel mare di aspettative che tutti hanno nei suoi confronti. Fino al maledetto giorno in cui, mentre cerca di arrivare puntuale al lavoro, sotto una pioggia scrosciante, Sarah viene coinvolta in un terribile incidente e tutta la sua vita cambia. Quando si risveglia in un letto d’ospedale, tutto pare normale. In breve, però, si rende conto di non riuscire più ad avvertire nulla che si trovi sul lato sinistro del proprio corpo. I medici la chiamano negligenza spaziale unilaterale: parole complesse che Sarah è convinta di poter cancellare dalla propria vita con poche settimane di fisioterapia. Ma questa volta la forza di volontà non è sufficiente. Sarah è costretta a convivere con un corpo che le pare estraneo, sbagliato, che potrebbe non tornare più come prima, e ad accettare l’aiuto degli altri, lei che non ha mai avuto bisogno di nessuno. Dovrà imparare a vivere una vita diversa, lontana dalla prima linea. Forse, però, da tutta la sofferenza e dalla rabbia, riuscirà a far nascere una nuova felicità, fatta di piccole vittorie e di nuove sfide e capirà che anche essere la numero due o tre o dieci può essere abbastanza.

Ancóra

Daha, ancóra: è l’unica parola turca che conoscono i migranti clandestini. Ancóra acqua, ancóra pane, ancóra speranza. Viaggiano nel cassone di un camion per monti e deserti, verso la costa turca dell’Egeo. Lì entra in gioco Ahad. Carica i migranti sul furgone, attraversa il bosco e li nasconde sottoterra, nella cisterna del suo giardino. Attendono lì, per settimane, sognando la Grecia. La cisterna è buia e spoglia, la governa un tiranno bambino: Gaza, il figlio di Ahad. Cresciuto senza madre tra trafficanti di uomini, ha ricevuto un’unica lezione di vita: sopravvivi. E il suo cervello è diventato più veloce del suo cuore. Gaza è un piccolo genio, sogna di studiare al liceo, all’università. Ma tra lui e i suoi sogni c’è di mezzo Ahad, padre padrone. È la cisterna, la sua scuola; Gaza, scienziato in erba, studia il comportamento delle persone in cattività. Una notte di pioggia cambia tutto. Il furgone di Ahad esce di strada, i clandestini muoiono a decine nel precipizio. Gaza vede l’inferno con i suoi occhi e non vuole più saperne dell’umanità. C’è una voce chiara, tuttavia, che lo chiama, dal profondo della sua mente. È la voce di Cuma, clandestino afgano, amico perduto. Dalle sue mani ha ricevuto l’unico bene al mondo che gli sia caro: una rana di carta. Con quell’origami in tasca, sempre tra le dita, con quella voce in testa, Gaza cerca una via per la rinascita. Sarà questa rana, verde e salterina, a indicargli la strada.
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Anche le stelle sognano (L’amore)

E se la tua solita estate fosse travolta da una stella?
Non ho mai amato molto l’estate, ma quella dei miei sedici anni non la dimenticherò mai. Lasciare la mia città natale per passare i mesi estivi con l’unica zia che avevo a Los Angeles non era un’idea allettante, ma quando una star insolente ed egocentrica è passata per il mio cielo, sapevo che ciò che sarebbe accaduto da quel momento in poi l’avrei portato per sempre nel cuore. Chaz Morgan è la stella della musica che ha messo a soqquadro quei giorni… e li ha resi meravigliosi.
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### Sinossi
E se la tua solita estate fosse travolta da una stella?
Non ho mai amato molto l’estate, ma quella dei miei sedici anni non la dimenticherò mai. Lasciare la mia città natale per passare i mesi estivi con l’unica zia che avevo a Los Angeles non era un’idea allettante, ma quando una star insolente ed egocentrica è passata per il mio cielo, sapevo che ciò che sarebbe accaduto da quel momento in poi l’avrei portato per sempre nel cuore. Chaz Morgan è la stella della musica che ha messo a soqquadro quei giorni… e li ha resi meravigliosi.

L’Anatomista

La signora del giallo italiano per l’estate

Un’indagine della coppia investigativa Artemisia Gentile e Tito Jacopo Durso

Napoli. Un serial killer spietato che mutila i corpi delle sue vittime
Una squadra speciale alla ricerca disperata di indizi
Una giovane psicologa con un segreto nel suo passato

Su uno scoglio del lungomare di Napoli viene ritrovato il corpo nudo e mutilato di una giovane donna. Un macabro rituale che ha già fatto più di una vittima.
Una squadra di profiler, guidata dallo psichiatra Tito Jacopo Durso, sta indagando sul caso ed è alla disperata ricerca di qualche indizio sull’assassino, ribattezzato dalla stampa come l’Anatomista. Alla sua équipe la polizia ha deciso di affiancare una psicologa, Artemisia Gentile, esperta nella cura di vittime di abusi e maltrattamenti. Artemisia è una donna molto speciale: il suo passato nasconde un tremendo segreto, che la rende vulnerabile ma anche estremamente intuitiva. Mentre la Squadra brancola nel buio, sarà proprio lei a scoprire sui corpi delle vittime un inquietante messaggio lasciato dall’Anatomista. Un piccolo ma determinante particolare che le accomuna tutte. E quando l’assassino sequestra altre giovani donne, continuando a perseguire il suo raccapricciante disegno, Durso decide di usare proprio lei come esca…

L’unico modo per catturare un serial killer è imparare a pensare come lui…

I protagonisti:

Tito Jacopo D’Urso
Psichiatra, esperto profiler. Intelligente, gelido. La sua vita è stata segnata da un’oscura tragedia familiare

Artemisia Gentile
Psicologa, segue vittime di abusi e maltrattamenti. Anche nel suo passato ci sono fantasmi e ombre

L’anatomista
Il bisturi è il suo pennello, le vittime il suo capolavoro

Hanno scritto di Diana Lama:

«In controtendenza con i thriller d’oggi, dove detective succubi delle mode devono il loro successo alle più sofisticate tecniche di indagine […], questo giallo fa perno sull’imperscrutabilità delle passioni.»
Antonio Debenedetti, Corriere della Sera

«Un plauso va a questa signora del noir, Diana Lama, medico che si diletta a scrivere gialli con il gusto di chi da sempre si nutre del genere.»
la Repubblica

Diana Lama
Vive a Napoli, è medico specialista in Chirurgia del cuore e grossi vasi e lavora come ricercatrice universitaria. I suoi romanzi (Rossi come lei, Premio Alberto Tedeschi; Solo tra ragazze; La sirena sotto le alghe; Il circo delle meraviglie) sono tradotti in Francia, Germania, Russia e Canada. Ha pubblicato molti racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in USA e Gran Bretagna. Di recente una sua short story è stata pubblicata sul prestigioso «Ellery Queen Mystery Magazine». È fondatrice e presidente di Napolinoir, l’associazione dei giallisti napoletani, e creatrice del Premio letterario per ragazzi ParoleinGiallo.

Anatomia della ragazza zoo

Da una provincia del Sud che esala orrore fino a una Roma fantasmagorica, tra gli anni settanta e ottanta si consuma il dramma di una disintegrazione familiare. Ci sono due sorelle quasi gemelle e un fratello. C’è la madre. C’è il padre. Ci sono le bombe degli anni di piombo, preti e vicine pettegole sullo sfondo. Dietro una facciata di inappuntabile rispettabilità, come un Crono borghese il padre soffoca e tenta di divorare i tre figli con le sue ossessioni, li opprime, ne cerca l’annullamento. Alla crudeltà paterna si ribella la primogenita Alea, l’unica in grado di sfidarlo, somministrando il veleno che scioglierà il mistero all’origine di tanta violenza. Perché alla base di questo romanzo di formazione che si trasmuta in romanzo di deformazione c’è un trauma indicibile; ma cosa ci potrà mai essere di così orrifico nella crescita di una bambina normale in una famiglia normale da farla diventare ragazza zoo? Chi è la ragazza zoo? Alea ha venticinque anni quando scompare una vigilia natalizia: abbandona la famiglia e rinuncia ai crismi della vita borghese. Nessuno la cerca, nessuno denuncia la sua scomparsa: né i genitori, né il fratello che vive a New York, neppure la sorella Càmila, l’unica con la quale mantiene rapporti segreti. Alea si rifugia in un ambiente sotterraneo e cunicolare, il suo atelier, la cava dove realizza opere bizzarre e performance, impiegando in ogni modo il proprio corpo: come una messa in scena dei suoi ricordi d’infanzia, il sadomaso diventa esperienza della relazione amoreodio che ogni individuo instaura con il potere fin dalla nascita. Anonima a chiunque, vaga per la capitale libera da ogni costrizione, intrigata dalla bellezza dei monumenti e dagli uomini. Nessuno la turba come il padre e l’odio che cova contro di lui. Mentre le quinte del proscenio italiano iniziano a creparsi, tutto sembra dare ragione ad Alea, che ha disconosciuto la famiglia. È a questo punto che storia pubblica e privata si toccano, e tra padre e figlia si azionano meccanismi crudeli e si scoprono segreti inconfessabili. Scavando nelle ferite di una generazione con l’acume di una vitalità disperata, Tenera Valse intreccia racconto nero, pseudobiografia e percorso iniziatico, invitando il lettore a proiettare unosguardo impietoso sui fondamenti di un’intera società pronta al collasso. Con la storia di Alea, protagonista memorabile di questa prova narrativa travolgente, Anatomia della ragazza zoo racconta lo scontro di paradigmi storici, di generazioni e di universi culturali e psicologici, opponendo Materno a Paterno, Terra a Cielo, Desiderio a Piacere. Si aggirano qui gli spettri di Pasolini e Burroughs, si danno visioni alla Céline e giri di frase alla DeLillo: attingendo al canone novecentesco, Tenera Valse allestisce magistralmente un affresco storico e, nello stesso tempo, un noir dell’anima. Dove realtà e visione si fondono, lasciando erompere una tensione erotica sempre intensa, che oscilla tra estasi e disperazione, con ritmo stile e strutture che da sempre la grande narrazione pretende.              

Anarchia e cristianesimo

Contro l’opinione corrente, e in linea con il suo anticonformismo, Ellul cristiano per certo anomalo – sostiene che punti di contatto tra anarchismo e cristianesimo ve ne sono. E notevoli. Mescolando politica, teologia e storia, alla luce del Vecchio e del Nuovo Testamento e della concezione del potere nella Chiesa delle origini, l’autore argomenta la sua tesi con la verve e l’incisiva semplicità che hanno caratterizzato tutta la sua opera. Ma niente paura: Ellul chiarisce subito che non è sua intenzione convertire nessuno. Né gli anarchici al cristianesimo, né i cristiani all’anarchismo. L’olio e l’aceto, dopo essere stati rimescolati, tornano a separarsi. Però, forse, non più così incompatibili. Prefazione di Mimmo Franzinelli, postfazione di Andrea Gallo.
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L’analista

«Buon compleanno, dottore. Benvenuto nel primo giorno della tua morte. Hai rovinato la mia vita e io sono fermamente intenzionato a rovinare la tua.» È un terribile biglietto d’auguri quello che il dottor Frederick Starks, psicoanalista newyorkese, riceve il giorno in cui compie cinquantatré anni. Qualcuno lo ha individuato come la preda in un gioco tanto crudele quanto sofisticato. Starks ha due settimane di tempo per scoprire l’identità del suo carnefice. Poi dovrà suicidarsi, o una persona a lui cara sarà uccisa. Un perverso gioco di potere in cui la posta in gioco è altissima.

Amy e Isabelle

È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un’estate straordinariamente torrida. Di un microcosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra queste c’è Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c’è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l’esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Amy e Isabelle crollerà violentemente all’improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima. Lieve e spietato, impreziosito da una scrittura cristallina, Amy e Isabelle è un indimenticabile romanzo sui legami affettivi e la paura di amare.
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### Sinossi
È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un’estate straordinariamente torrida. Di un microcosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra queste c’è Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c’è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l’esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Amy e Isabelle crollerà violentemente all’improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima. Lieve e spietato, impreziosito da una scrittura cristallina, Amy e Isabelle è un indimenticabile romanzo sui legami affettivi e la paura di amare.