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La grande Giò

Battezzata Grande Giò dall’uomo che più ha amato, la splendida figura femminile di Bevilacqua sollecita sogni e passioni, e attraverso le sue mille avventure combatte la banalità quotidiana di un mondo precipitato nel caos.
(source: Bol.com)

Il grande Gatsby

Cos’è la luce verde che Jay Gatsby, uomo dall’oscuro passato e dalle spropositate fortune, guarda tutte le sere dall’altra parte della baia? Forse è il grande sogno americano, quel sogno che pagina dopo pagina si condensa, e si consuma, tra jazz e champagne, feste favolose e ville inverosimili, truffatori colossali e donne inquiete. Oppure è uno smisurato sogno d’amore, è l’immagine di Daisy, l’unica donna sempre desiderata, che tutta quella fortuna non poteva presagire e che aveva sposato un altro uomo. Neppure la tragedia, che lentamente si addenserà sui protagonisti fino al calare del sipario, basterà a fornire le risposte mancanti: degli uomini e dei loro sogni resterà solo un irreparabile sacrificio sull’altare degli Anni ruggenti.

La grande fuga dell’Ottobre Rosso

In mezzo all’oceano Atlantico, il comandante sovietico Marko Ramius sta per consegnare il sottomarino nucleare Ottobre Rosso agli Stati Uniti. Gli americani temono però che Ramius intenda attaccare il suolo statunitense, mentre i russi si preparano a reclamare la loro micidiale arma da guerra. Solo l’analista della CIA Jack Ryan può salvare il comandante, il suo equipaggio e le sorti del mondo.

La grande festa

È un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, “un’isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati”.
In un’opera baciata da una serena compostezza, Dacia Maraini traccia un’intensa riflessione sulla morte e l’amore, e firma un libro appassionato e intimo come Bagheria.
“Nel giardino dei pensieri lontani” l’autrice rievoca e incontra la sorella Yuki e il padre Fosco, Alberto Moravia, gli amori più distanti e quelli più vicini nel tempo, l’amico carissimo Pasolini e un’inedita Maria Callas. Le sue parole schiudono al lettore la verità di una vita e regalano un ritratto sincero e struggente che mescola affetti privati e pubblici, felicità e dolore.
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### Sinossi
È un linguaggio profondo e complesso quello con cui ci parlano coloro che abbiamo amato e non sono più con noi, ineffabile come il paese che abitano. I sogni e i ricordi sono il solo passaggio per questo luogo in cui le epoche della vita si confondono, “un’isola sospesa sulle acque, dai contorni sfumati e frastagliati”.
In un’opera baciata da una serena compostezza, Dacia Maraini traccia un’intensa riflessione sulla morte e l’amore, e firma un libro appassionato e intimo come Bagheria.
“Nel giardino dei pensieri lontani” l’autrice rievoca e incontra la sorella Yuki e il padre Fosco, Alberto Moravia, gli amori più distanti e quelli più vicini nel tempo, l’amico carissimo Pasolini e un’inedita Maria Callas. Le sue parole schiudono al lettore la verità di una vita e regalano un ritratto sincero e struggente che mescola affetti privati e pubblici, felicità e dolore.

La grande caccia

”Migliaia di fili tesi durante migliaia di anni ti hanno attirato qui. Diecimila, intessuti durante le Ere, ti legano come una pecora per il macello. La Ruota stessa ti tiene prigioniero del tuo destino, Era dopo Era. Ma io ti posso liberare…” Nel corso dei secoli i menestrelli hanno cantato la storia del Corno di Valere, capace di ridestare dal sonno eterno gli eroi dell’Epoca Leggendaria. Ora il Corno è stato ritrovato, solo per essere di nuovo smarrito assieme al pugnale di Shadar Logoth, cui è legata la vita di Mat, il fedele amico di Rand al’Thor. E da Rand dipende l’impresa colossale del ritrovamento del Corno, dal coraggio di un giovane pastore consapevole che affrontare la Caccia vuol dire tessere un destino che mai si vorrebbe vedere realizzato. La Grande Caccia al Corno di Valere è solo l’inizio di un lungo viaggio di scoperta, mentre la Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, e il Disegno esige un Drago…

(source: Bol.com)

La grande bugia

Per decenni la guerra di liberazione è stata blindata dal Pci, che ne fu il principale protagonista, in una sorta di mito fondativo della Repubblica, al riparo da qualunque critica. A violare il silenzio istituzionale, tra i primi, è stato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che nel primo messaggio al Parlamento ha ricordato la Resistenza ma anche le sue zone d’ombra, gli eccessi, le aberrazioni. Che cosa è intervenuto per far emergere questa verità persino al Quirinale? Forse devono aver influito pure i libri di Giampaolo Pansa sulla guerra civile. Un lungo racconto, iniziato nel 2002 con I figli dell’Aquila e proseguito con Il sangue dei vinti e Sconosciuto 1945 . Ora il racconto si conclude con La Grande Bugia . È un testo diverso dai precedenti. Anche qui il lettore troverà nuove testimonianze emerse dal mondo dei fascisti sconfitti. Ma il cuore del libro è un altro, ed è rivolto all’oggi. C’è il diario delle esperienze di Pansa come autore di ricerche sulla guerra interna. C’è la sua risposta alle stroncature più acide. E infine la ricostruzione di vicende accadute a personaggi che, prima di lui, sono passati sotto le forche caudine di chi rifiutava qualsiasi revisione della Grande Bugia.

La Grande Bellezza

PREMIO OSCAR 2014 PER MIGLIOR FILM STRANIERO. PAOLO SORRENTINO E’ UNO DEI MAGNIFICI 8 REGISTI ITALIANI AD AVER VINTO IL PREMIO. GLI ALTRI 7 SONO: FEDERICO FELLINI, VITTORIO DE SICA, ELIO PETRI, UMBERTO BERTOLUCCI, GIUSEPPE TORNATORE, GABRIELE SALVATORES E ROBERTO BENIGNI L’UNICO VERO LIBRO DEL FILM. DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI. “Morbidamente adagiato su plaid costosi, come in una piccola Woodstock radical chic, il pubblico, dall’aria ostinatamente colta, siede e guarda. Tra questi, anche Jep Gambardella. Guarda, senza espressione, in direzione di un palco povero. Sormontato dalle antiche mura dell’acquedotto. C’è un fondale nero. Un muro di cemento grezzo di lato. In scena, una donna nuda e immobile. Ha cicatrici lungo tutto il corpo e il pube tinto che raffigura la bandiera dell’URSS. Due bambine vestite da angeli bianchi adagiano dolcemente una lunga seta bianca attorno al viso della donna. Le fasciano completamente la testa. Le bambine escono di scena. Ora la donna è sempre nuda, ma con la testa e il viso completamente fasciati. Non è Pirandello, piuttosto siamo nello sdrucciolevole mondo delle performances estreme. Infatti, la giovane si volta di novanta gradi e, senza guardare, perché non può guardare, prende una rincorsa da atleta e si scaraventa contro il muro di cemento dando una craniata inaudita nel muro che fa sobbalzare di stupore tutto il pubblico presente. Eccetto uno spettatore, Jep Gambardella.” La Grande Bellezza è una sceneggiatura scritta con la stessa verve e fantasia che Sorrentino aveva dimostrato nel suo primo romanzo, Hanno tutti ragione, rivelazione del 2010, e nella sceneggiatura di This Must Be the Place, scritta a quattro mani con Umberto Contarello, David di Donatello per la migliore sceneggiatura nel 2012. Il protagonista, Jep Gambardella, è un giornalista acclamato e richiesto, affascinante sciupafemmine. Autore quarant’anni prima del romanzo L’apparato umano, Jep era stato osannato dalla critica e definito la nuova promessa della letteratura contemporanea. Ma gli anni passano e Gambardella non ha pubblicato altro non riuscendo a superare il blocco della pagina bianca. Per mascherare il suo fallimento letterario si erge ad arbiter elegantiarum apparentemente cinico e disilluso di una Roma sguaiata, tra feste, balli e improbabili performances. Finché un giorno…

Il grande amante. Vulcano

Nell’esotica Isola Grande delle Hawai, un gruppo di miliardari in vacanza deve fronteggiare strani eventi: qualcuno o qualcosa ha risvegliato le antiche forze che vegliavano sull’isola e l’antica mai sopita lotta riprende. A questo punto è nacessario che i protagonisti ripercorrano quel pericoloso viaggio a metà tra realtà e mito descritto in un misterioso diario ritrovato sull’isola.

La grammatica di Dio

Geko Godiva, il cane Boomerang, Firmino Rubirosa, Fifoni e il suo gatto, Alice, frate Zitto, la gallina Carmela, Orlando Paladini e Angelica Corato in Paladini, la strega Berenice, il terzino Poldo Galilei, il ladro Sospiro, l’Orco, Bah-Gay e Bah-Gayen, il leader dell’opposizione Velluto, Fiorenza, il fiammorgallo, Dodo e Nefertiti, la morte, Aline, la signora Amalia cornologa, il dottor Zero, zio Giovanni, la Iris, il generale Maganza, Antonio Vendifumo, don Carambola, Jessica, il signor Remo, Marasca e Amarena, il Serpente, Ermete Pavarini, la sarta Luciana, Leonnino, il geometra Zerillo, Rudy il Ramarro, l’indovina Amalia, Chantal e Tatiana, Mobius Benediktus, il maestro Mukpo, Vanessa, Crispino detto Cric, Kobal, Pinnamozza, il primario Frammassoni. Non vi basta? ‟Nella notte, quasi nel delirio, il signor Remo si destava e vedeva gli occhi spalancati e amorevoli del cane, e le lunghe orecchie dritte, come antenne. E sembrava dire: anche la morte morderò, padrone mio, se si avvicina a te. Nell’anima ormai riarsa del signor Remo, l’odio per quell’amore smisurato crebbe…” Il ‟libro del mondo” secondo Stefano Benni. Un comico, infernale ribollire di storie. Un circo di virtù e di nequizie. Il frastuono degli uomini e dei luoghi comuni. Il silenzio stellare che interroga tutti, eroi silenziosi e ciarlatani della sopravvivenza o del sopruso. Un filosofo greco l’ha detto: ‟Tra tutti gli dèi che gli uomini inventarono, il più generoso è quello che unendo molte solitudini ne fa un giorno di allegria.”

(source: Bol.com)

Grammatica dell’italiano adulto

Italiano adulto. Adulta è ormai la lingua, che nel tempo è cresciuta e cambiata, a dispetto di chi la preferiva com’era. E linguisticamente adulti sono gli italiani, che quasi tutti parlano e scrivono una lingua a lungo maneggiata a stento o per nulla. E perciò tanti sentono ora il bisogno di conoscere meglio l’italiano, di avere una risposta ai dubbi e un rimedio agli errori. Questo libro è per loro, per i loro problemi di pronuncia, di grafia, di uso di nomi e pronomi, dei verbi e della sintassi. E allora: si dice edìle o èdile? Annaffiare è giusto scritto così? E qual è il femminile di assessore? Come fa il congiuntivo di stare o il passato remoto di temere? Ci vuole il congiuntivo dopo credere? Si può dire finalmente a me mi? La “Grammatica dell’italiano adulto” è un manuale di pronto soccorso linguistico, ma anche un piccolo strumento per riflettere sulla nostra lingua.

Grado di colpevolezza

Un famoso scrittore americano viene trovato morto, seminudo sul pavimento della suite di un albergo di San Francisco. La giornalista televisiva Mary Carelli confessa di averlo ucciso perché tentava di violentarla, ma…
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Graceling

Tutti i Graceling hanno gli occhi di due colori diversi. Tutti i Graceling hanno un Dono. Difficile è però sapere quale Dono possiedono: a volte anche per loro stessi è duro capirlo e controllarlo. Ci sono Doni quasi inutili, come la capacità di ripetere le parole al contrario o di ricordare certi dettagli. Katje ha diciotto anni e il suo Dono è un’arma terribile nelle mani di suo zio, re Rand. Il futuro le può riservare un posto sicuro al fianco di quest’uomo vendicativo o infinite sorprese, come l’incontro con un Graceling dallo sguardo intenso che sembra conoscerla fin troppo bene. Età di lettura: da 12 anni.

Governante del dr. Jekyll

Nella soffitta di una casa vittoriana, una giovane cameriera scrive a lume di candela il suo diario. E inconsueto ma non strano che sappia scrivere: Mary Reilly è sfuggita alla brutalità di un’infanzia miserabile e alle sevizie di un padre alcolizzato coltivando il piacere dell’onesto lavoro e approfittando dei rudimentali insegnamenti di una scuola per poveri. Quello che rende strano il suo caso è che sia stata assunta, senza saperlo, proprio dal filantropo che aveva fondato quella scuola, un certo dottor Jekyll. Mary si trova bene in questa casa tranquilla dove può esercitare al meglio il suo talento per la pulizia e l’ordine, e oltretutto il padrone l’ha presa a benvolere e parla volentieri con lei, confidando nella sua intelligenza e discrezione. Sembra quasi che il gentiluomo abbia per la piccola serva una specie di affetto che Mary non ha mai conosciuto: quello di un padre buono, anche se un po’ distante perché è sempre chiuso nel suo laboratorio dove svolge misteriosi esperimenti. Lei lo ricambia con una trepidante devozione, pronta a servirlo nel bene e nel male, anche a costo di andare per lui nelle sordide strade di Soho, che la riportano ai terrori infantili, a consegnare oscuri messaggi che riguardano il nuovo assistente del dottor Jekyll, il sinistro signor Hyde. Ripercorsa così, da un punto di vista molto insolito, la celebre vicenda creata da Stevenson acquista sfumature insospettate. Come in un vivacissimo romanzo storico, Valerie Martin ci conduce a esplorare i sotterranei di servizio ottocenteschi e le strade di una Londra terribile; come in un dramma raffinatamente intimista, ci presenta il ritratto di una giovane mente femminile ricca di luci e di ombre. Combattuta fra la rigidità del formalismo sociale che la protegge dai dolori della vita e un morbido fluire di sensazioni e di emozioni che include la paura, la gelosia, la tenerezza, Mary Reilly diventa in questo libro la protagonista di una vicenda speculare e contrapposta a quella del suo datore di lavoro. Se Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è la più classica parabola della duplice natura che è in ogni uomo, il delicato caso del dottor Jekyll e di Mary Reilly è la più moderna allegoria della scissione che ogni donna prova dentro di sé quando ama.

Gotico rurale: 2000-2012

“Ma che è successo a Eraldo Baldini? Prima faceva soltanto paura, ora fa anche ridere. In effetti tra i registri dell’horror, del noir e del giallo – tutti riassunti assieme ad altro in quella geniale intuizione del “gotico rurale” c’è sempre stata una vena di umorismo, nero, sulfureo e grottesco. Eraldo ci aveva già dato esempi di ironia e anche comicità, ed è un maestro nel suonare e fondere assieme tutti i registri narrativi, per cui in questi racconti, assieme a punte di malinconia e vette di orrore, c’è un umorismo a cui brividi di tensione e di sgomento non impediscono di diventare sfrenato. Ma non lasciatevi ingannare. Anche se adesso fa anche ridere, Eraldo Baldini continua a fare paura.” (Carlo Lucarelli)