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L’Addio orizzontale

Nella letteratura gialla, si sa, c’è stato *Il lungo addio* di Raymond Chandler, e in fantascienza *The Long Tomorrow* di Leigh Brackett, che in Italia è stato tradotto, purtroppo, con un altro titolo. Sono metafore suggestive, un modo laconico per attirare la nostra attenzione su avventure disperate, forse ai confini del possibile, ma non per questo meno profondamente umane. E’ perciò che, giocando sulle parole, abbiamo deciso di tradurre letteralmente il titolo di questo romanzo di K. W. Jeter: una storia intensa che ci ricorda i maestri del *cyberpunk* e dove ogni azione, ogni personaggio sembra fare il doppio gioco, in un intrigo che si risolve solo alla fine. Jeter è più che una promessa della fantascienza, e non esitiamo a raccomandare *L’addio orizzontale* ai nostri lettori come una storia “diversa”, forte e insolita, ma credibile e senz’altro avvincente come un romanzo hard-boiled.

Addio Amore!

La protagonista di questo romanzo è una giovanetta, Anna Acquaviva, appartenente ad una famiglia patrizia napoletana, che rimane orfana di entrambi i genitori con la sorella Laura e sotto la tutela di don Cesare Dias: un anziano celibe, dì animo glaciale e di facile vita, al quale l’amico della giovinezza e anche dei bagordi ha lasciato quel compito increscioso.

Anna ben presto s’innamora perdutamente di Giustino, un giovane di modesta condizione, di una onestà timida e di sentimenti buoni ma titubanti.

Per liberarsi dal peso dei familiari, ostili a quel matrimonio sconveniente, ella lo induce a fuggire con lei, attratta dal sogno di portare lontano, in Oriente, il suo amore passionale. Ma la sera stessa della fuga, mentre la coppia si è fermata a Pompei, Giustino confessa che egli non intende seguirla e che ha già avvertito il Dias che giunto subito a Pompei, riconduce Anna a Napoli.

Invano il Dias, mosso da pietà per il tormento della giovinetta e dal desiderio liberarsi dal fastidio di quella difficile tutela, le propone un più conveniente matrimonio col giovane patrizio Luigi Caracciolo, innamorato di lei.

Anna resiste, si confina tutta in una vita di ardente sentimentalismo che trova il suo ambiente naturale in una villa di famiglia, a Sorrento, piena delle care e sacre memorie della madre morta.

E in quello stato di febbrile fantasia ella matura in segreto una passione per il tutore quarantenne. Cesare resiste, ma alla fine è costretto a cedere alle angosciate richieste di lei, a condizione che egli, diventato suo marito, possa condurre la vita che più gli aggrada.

Anna acconsente; ma quando scopre che egli è l’amante di sua sorella Laura, derisa da questa e costretta a tacere dall’uomo infedele, si uccide disperata in casa del fedele Caracciolo, per dar modo, con questo atto che ella crede possa apparire Infame, di salvare la reputazione di quei due che veramente si amano.

Anna è la tipica, sventurata eroina dei romanzi della Serao; amante per passione e che tutto sottomette a questa: il prestigio familiare, l’onore, il suo avvenire.

L’amore è la sola forza che la regge e che determina le sue crisi. Dinanzi a lei e in netta opposizione sono Laura, che l’ama freddamente e nulla partecipa alla vita affettiva e morale della sorella; Cesare, capace solo di correttezza di forme e di qualche tenerezza di prammatica, glaciale, gaudente, mefistofelico, beffardo; Giustino, impacciato e confuso dinanzi a tanto fuoco di passione, e alla fine inetto e miserabile; la dama di compagnia, Stella Martini, poco presente nella vita del romanzo e che aggiunge solo qualche nota affettuosa. Il romanzo soffre di tumidezza psicologica, tanto da degenerare talvolta in parodia, e difetta di semplice forza drammatica. Fresco e vivo l’ambiente, specie quello sorrentino.

(Giulio Marzot)

Al termine dell’eBook la presentazione del film Addio Amore! tratto dal romanzo della Serao.

Presentazione della Serao e delle sue opere.
(source: Bol.com)

Acquaragia

Cosa succederebbe se, per una volta, a Pasqua, Cristo decidesse di non risorgere? E se mettessimo una zolletta di LSD nel tè del Presidente degli Stati Uniti d’America? Nei racconti di questa raccolta troverete risposte a queste e altre domande, scoprirete perché i piccioni si appoggiano sul davanzale e guardano in casa, incontrerete un detective che controlla cartelli in autostrada e conoscerete un altro Orlando che non si è ancora rassegnato ad aver perso Angelica, in una carrellata di vicende e personaggi irresistibili, variopinta e coinvolgente come un album di musica pop.

Acqua, luce e gas : la trilogia dei lavori pubblici

New York, anno 2023. Nelle “zone alte” della città, squadre di operai, umani e androidi, sono impegnati nella costruzione di un gigantesco grattacielo, una nuova Torre di Babele progettata dal miliardario Harry Gant come monumento alla capacità umana di sognare. Nelle “zone basse” invece, tra le strade e i sotterranei della città, Joan Fine, ex moglie del miliardario, è impegnata a indagare sull’omicidio di un supercervello di Wall Street, aiutata dalla scrittrice-filosofa Ayn Rand, resuscitata via computer, ma le indagini la portano a scoprire una realtà complessa e pericolosa, un mistero che potrebbe riguardare milioni e milioni di vite umane.
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Acqua nera

4 luglio, metà anni ’90. Grayling Island, Maine. Una Toyota nera corre a tutta velocità. È notte e gli alberi riducono la visibilità. Al volante un senatore degli Stati Uniti, uomo grande e rassicurante, guidatore aggressivo e alticcio, macina la strada con aria decisa: gli restano solo pochi minuti per raggiungere il traghetto che porterà lui e la giovane Elizabeth “Kelly” Kelleher, appena conosciuta nel corso di un esclusivissimo party, verso la terra ferma. Poi, una curva, gli pneumatici perdono aderenza, l’auto impazzita esce di strada, sprofonda nell’acqua nera dell’Indian River. L’uomo riemerge dalla palude e si salva. Ventisei anni, una laurea in Storia americana, una ricerca sulla figura del Senatore, Kelly Kelleher perde la vita. Da questo episodio di cronaca che sconvolse l’America (l’uomo era Ted Kennedy, la ragazza la sua giovane segretaria), Joyce Carol Oates ha tratto un romanzo intenso, una storia che scorre nei minuti in cui Kelly, intrappolata nell’auto, ripercorre per rapidi lampi le ore precedenti l’incidente e la sua intera esistenza. La coscienza abbandona la ragazza, le immagini le affollano la mente mescolandosi e correggendo la sua imprecisa visione della realtà. Ricordi e riflessioni, impressioni e brani di dialogo si alternano in una serie di schegge sempre più confuse. Attorno a questa cupa istantanea, reiterata senza pietà capitolo dopo capitolo, Joyce Carol Oates assembla un quadro brutale della tracotanza del potere e della politica.

Acqua agli elefanti

In un giorno degli anni Trenta a Norwich, una piccola città del Connecticut, passa il treno che trasporta “Il Più Strabiliante Spettacolo del Mondo dei Fratelli Benzini”, uno di quei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo l’America stremata dalla Grande Depressione col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Jacob Jankowski, giovane studente di veterinaria di Norwich, accetta di buon grado la proposta, avanzatagli da Zio Al, il megalomane proprietario del circo dei Fratelli Benzini, di curare gli animali del circo. In quel mondo, sottoposto ai capricci e agli umori del volubile direttore e domatore August Rosenbluth, Jacob viene profondamente turbato da due seducenti figure: Marlena, la bella moglie di Rosenbluth, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri, e Rosie, l’immensa, pacifica elefantessa che brama limonate e sembra incapace di obbedire al più semplice dei comandi. Un turbamento pericoloso, visto che sia Marlena che Rosie sono in balìa di Rosenbluth, prime vittime della sua gelosia, dei suoi instabili umori e della sua inarrestabile violenza.

Achille piè veloce

Ulisse, giovane scrittore con un libro alle spalle, scarso futuro e incerto presente, la-vora in una piccola casa editrice a fatturato zero. È ossessionato dagli ‟scrittodattili” (pare che nessuno, proprio nessuno, si esima dal cimento della scrittura) e si ricono-sce ‟poligamo politropo” (vale a dire che, malgrado la bella Pilar, signora del suo cuo-re, cede volentieri a effimere avventure). Un giorno riceve una lettera misteriosa. ‟Egregio signor Ulisse. Le scrivo per tre motivi. Il primo è che lei ha un nome omerico come me…” Chi scrive è Achille. Un ragazzo malato, deforme, inchiodato davanti a un computer, che paga con la volontaria reclusione domestica la minaccia sempre in-combente di un internamento clinico. Chiede un incontro. Ulisse ci sta. Achille è col-to, vitale, curioso, impudico. Di Ulisse vuole sapere tutto, e in particolare vuole sape-re tutto dell’intrepida Pilar, sudamericana in attesa di permesso di soggiorno. Ulisse parla. Senza reticenze. E Achille risponde digitando sulla tastiera. Nella semioscurità di una stanza in cui il mondo entra con il clangore di armi lontane. La loro è una sbi-lenca, strana, amicizia. Un’amicizia fra eroi, in cui l’emerso e il sommerso sembrano coincidere in un’unica figura. Combattono insieme una grande battaglia, una di quelle battaglie che ha il suono mitico delle antiche gesta. Stefano Benni desta dall’ombra di un mondo tetramente allo sfascio la luminosa fierezza della sfida, il riso liberatorio sull’orlo dell’abisso. Commuove e inquieta. Non ci lascia in pace. E ci regala un per-sonaggio che non si fa dimenticare.

Accordo col playboy

Quando un uomo ricco e affermato prende moglie, non sempre lo fa per amore. Non sempre… Kathryn, a un passo dal realizzare il proprio sogno, vede il suo futuro crollare miseramente per colpa di un fidanzato geloso. Adesso, la casa sulla spiaggia lasciatale in eredità dall’unica persona che le abbia mai voluto bene non potrà più essere sua. Inaspettatamente, in suo aiuto arriva l’ultima persona al mondo che avrebbe mai immaginato: Hugh Parkinson, affascinante, ricco e incallito playboy. La proposta di Hugh, sebbene inaspettata, non può lasciarla indifferente, e prima di potersene rendere conto Kathryn si ritrova sposata con lui. Anche Hugh, ovviamente, ha qualcosa da guadagnare da quella situazione, anche se presto scoprirà che non è esattamente quello che pensava. O meglio… non solo quello.

Acchiappanumeri e perdigiorno in 6 storie e 6 litigi

Storie colorate e litigi in rima baciata, accidenti e bizzarri e oggetti spaiati s’incastrano a perdifiato in un puzzle di parole, di sogni, d’immagini. Il filo della narrazione si spezza, si riannoda, si perde. Tre finali e mezzo sono affidati alla fantasia dei lettori. Una bambina inizia a raccontare ma poi cede la “voce” a due strani personaggi: Acchiappanumeri, razionale e coerente; Perdigiorno, fantasioso e magico. Perché l’autrice li ha accoppiati? L’enigma è svelato nel finale e, con le schede di scrittura (creativa), i giovanissimi lettori potranno fare altre scoperte.
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Accadde tutto in una notte

Che cosa ha a che fare un falso testamento con un candelabro antico rubato da una chiesetta di New York? Quale misterioso legame unisce un giovane ladruncolo irrequieto a una bambina bellissima e intelligente? Perché una celebre musicista all’apice del successo sta setacciando New York palmo a palmo chiedendo informazioni su una neonata abbandonata sette anni prima sul sagrato di una parrocchia di periferia?

Accadde in autunno

Accadde al ballo, dove la bella Lillian Bowman scoprì che il suo temperamento da americana, diretto e sfrontato, non era ben visto nell’affettata società inglese. Soprattutto agli occhi di Lord Westcliff, Marcus, lo scapolo d’oro più insopportabile della città. Accadde in giardino, dove Marcus e Lillian scoprirono che un solo appassionante bacio poteva valere più di mille arroganti pregiudizi, e persino più di un profumo afrodisiaco! Accadde in autunno, quando Marcus, l’uomo che non aveva mai perso il controllo delle sue emozioni, scoprì di essere tutt’altro che una roccia: con Lillian ogni tocco era una squisita tortura. Ma quell’insolente americana non era senz’altro nella lista delle “donne da sposare”…

(source: Bol.com)

Gli Acarnesi. Testo greco a fronte

Gli Acarnesi sono gli abitanti di Acarne danneggiati dalla devastazione della guerra che infuria tra Atene e Sparta. Scritta nel 425 a.C. e ambientata ad Atene, proprio durante la Guerra del Peloponneso, questa commedia dà ad Aristofane l’occasione per scagliarsi contro gli uomini politici del suo tempo. Il suo primo bersaglio è Cleone, il principale esponente politico ateniese, guerrafondaio per eccellenza. L’altro personaggio sul quale la commedia ironizza è Euripide, al quale l’autore rimprovera la tendenza a degradare i suoi personaggi. Aristofane compose l’opera quando aveva soltanto vent’anni, ma la forza della sua satira e l’irriverenza del suo sguardo emergono già con prepotenza.
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Abuso

Questo sconvolgente thriller di Andrew Vachss ci porta nelle viscere di New York in compagnia dell’ex detenuto, ora investigatore privato, di nome Burke, l’uomo che si è dato come obiettivo quello di rendere il mondo insicuro per chi molesta i bambini (e di restare fuori di galera mentre lo fa). Questa volta Burke è sulle tracce di una foto sepolta sotto montagne di pornografia infantile, un’istantanea che ossessiona i sogni di un bambino di sei anni, abusato sessualmente. La ricerca catapulta Burke nel mondo che lui chiama casa: i nascondigli segreti dei criminali e dei protettori, degli spacciatori e delle prostitute, le catacombe di Manhattan, le buie strade affollate di Brooklyn,le stazioni di polizia illuminate al neon di Times Square. E mentre mette insieme i pezzi di questo bizzarro puzzle, Burke è assistito da una straordinaria ciurma di amici che, come lui, camminano da entrambi i lati della legge. Mamma Wong, proprietaria di un ristorante a Chinatown (età: fra i cinquanta e i novant’anni) che rifornisce suo figlio Burke tanto di squisitezze cantonesi quanto di rifugio. Michelle, la prostituta transessuale, disposta a fare qualunque favore a Burke. Max, il gigante muto mongolo,è il silenzioso vento di morte che toglie la vita e crea vedove. Prof, abbreviativo di Profeta, la cui astuzia da uomo di strada è tanto sviluppata quanto le sue poesie sono elementari. Immacolata, la psicoterapeuta vietnamita dai tacchi a spillo e dalle unghie taglienti. La Talpa, cacciatore di nazisti aperto a qualunque proposta. Pansy,pericolosissimo mastino napoletano: 70 chili di muscoli pronti a scagliarsi contro chiunque tenti di entrare nell’ufficio di Burke. E, infine, Strega, regina della mafia, donna carica di energie e di fascino, che dà il via a tutta la storia

Absedium

Trenta giorni. È il tempo che rimane a Vercingetorige e ai suoi uomini per affrontare la vendetta di Giulio Cesare. Poi non ci sarà più cibo né acqua nella città assediata dalla furia romana, e il sogno di una Gallia libera morirebbe per sempre con i guerrieri ribelli. Alesia è l’ultimo avamposto della sanguinosa rivolta che ha decimato le legioni romane e messo a dura prova la sete di conquista di Cesare. Per questo adesso i capitribù gallici che difendono la città pregano solo che i rinforzi arrivino al più presto. È stato il bardo Ceidrac a radunare da ogni angolo della Gallia l’esercito in marcia verso la roccaforte. Con loro ha cavalcato Nesia, la veggente sacra agli dèi e sposa di Vercingetorige: anche lei vuole combattere, perché il figlio che porta in grembo possa nascere da uomo libero. E ora, sotto le mura di Alesia, mentre il vento porta con sé le potenti parole di Ceidrac, gli uomini di Gallia sono pronti a lottare fino alla morte insieme al proprio capo, il “grandissimo re dei guerrieri” che ha osato sfidare l’invincibile Cesare.

L’abito non fa il cuoco. La cucina italiana di uno chef gentiluomo

Bravo, affascinante e simpatico sono tre degli aggettivi che meglio identificano Alessandro Borghese, che in questo libro racconta una vita avventurosa attraverso le parole e le fotografie recuperate nei cassetti di casa. Seguendolo nelle tappe della sua storia ci rivela anche un’inedita cucina con oltre 50 ricette originali, che profumano di Mediterraneo e di tutti i sapori di una famiglia italo-napoletano-americana: dalla vellutata di finocchi con caviale di olive taggiasche alla cheesecake di pisellini con cipolle caramellate, dalla vignarola di mare alla versione nostrana del pollo fritto, per concludere in dolcezza con la mousse di cioccolato bianco con salsa all’arancia e menta. Raffinati e gustosi piatti da preparare con materie prime di qualità, adatti anche a chi non ha molto tempo e grande dimestichezza in cucina.
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