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L’assassino. Il ritorno

Tom lo Striato vive in pace con la famiglia nella tenuta che ha avuto in dono dalla Corona per gli anni di leale servizio. Ma dietro quella facciata di tranquillo e rispettabile signore di campagna si nasconde un passato turbolento. Perché Tom non è altri che FitzChevalier: discendente bastardo della dinastia dei Lungavista ed ex assassino di corte, che tutti credono morto e sepolto. Per il re si è sporcato le mani di sangue e ha perso ciò che aveva di più caro. Nelle sue stanze conserva ancora una pietra scolpita che ritrae un uomo, un lupo e un giullare. Un tempo, i tre erano amici inseparabili: Fitz, Occhi-dinotte e il Matto. Ma il secondo è morto da un pezzo e il terzo ha fatto perdere le sue tracce. Fino alla notte in cui una messaggera dalle dita bianche come il ghiaccio bussa alla porta del maniero, per poi sparire nel nulla senza lasciare alcun messaggio – solo una costellazione di stelle di sangue sul pavimento. Chi l’ha mandata, e che ne è stato di lei? È una notte strana, fatta di oscuri presagi e volti sconosciuti che arrivano a turbare una festa d’inverno. È il passato violento che fa irruzione all’improvviso nella pace del presente. E, da allora, niente sarà più come prima. Perché Fitz, per proteggere il suo nuovo mondo e le persone che ama, dovrà decidere se tornare a vestire ancora una volta i vecchi panni dell’assassino.

L’assassino, il prete, il portiere

Johan Andersson, conosciuto da tutti come Anders l’Assassino, è appena uscito di prigione e sbarca il lunario facendo piccoli lavori per i gangster della zona, e li farebbe anche bene se non fosse per il vizio di bere, che inizia a minacciare la sua professionalità. La sua vita subisce una svolta quando Anders incontra Johanna Kjellander, pastore della Chiesa protestante, e un portiere d’albergo (o meglio, di un bordello, appena diventato hotel con una stella). I tre decidono di formare una società basata sulle doti (e la reputazione) di Anders, mentre gli altri si occupano di trovare clienti, gestire le relazioni pubbliche e portare avanti nuove strategie di business. L’impresa funzionerebbe, se non fosse che la curiosità porta l’assassino a chiedersi il perché di ogni cosa e dopo qualche discussione con il pastore, decide di rivolgere le sue domande direttamente a Gesù che, del tutto inaspettatamente, gli risponde! Con la svolta religiosa di Anders, Johanna e Per capiscono che la società è in pericolo e devono elaborare un nuovo piano. In fretta. Con il suo stile ironico e del tutto personale, Jonas Jonasson ci mostra come persone all’apparenza normali possano trovarsi in situazioni del tutto assurde, così ci troviamo a seguire le vicende di tre divertenti quanto improbabili personaggi che vogliono fondare una Nuova Chiesa, con tutti i criminali della Svezia alle calcagna!

L’assassino di Shandar

Dichiarata fuorilegge dall’Imperatore, la Gilda degli Assassini non ha esitato a rispondere ferocemente, imprimendo il suo marchio di sangue sulla città. L’imperatore ha bisogno di un infiltrato: qualcuno che si insinui tra secoli di misteri, precauzioni e giuramenti, disposto ad affrontare terribili prove di iniziazione. Ma questa volta l’imperatore di Shandar non può contare sulla sua spia migliore: la bella e abile Femke ha troppi conti in sospeso con gli Assassini. A lei non rimane che insegnare al giovane soldato Reynik i segreti delle spie più scaltre e fare di lui un sicario credibile. Ma ci sono pericoli ai quali nemmeno il miglior addestramento poteva prepararlo, e quando il doppio gioco sarà scoperto, Femke non esiterà a scendere al suo fianco, combattendo con un passato che riemerge dolorosamente e con un sentimento che pensava non avrebbe mai più riprovato. Età di lettura: da 12 anni.

L’assassino della Torre di Londra

Un tempo, nella Torre di Londra, venivano rinchiusi i prigionieri d’alto lignaggio, prima di essere decapitati sull’erba verde del prato della Casa della Regina. Su quello stesso prato, immerso nella più tipica bruma londinese, dove ora si sta svolgendo la cerimonia che insedierà Lord Henry Fallowfield quale nuovo Governatore della Torre, uno dei più ambiti e invidiati incarichi del regno. L’atmosfera austera e solenne è brutalmente sconvolta quando, da una merlatura della Torre Insanguinata, un vecchio guardiano mostra la testa mozzata di Lady Fallowfield, la moglie del nuovo governatore: per un momento i compassati astanti hanno l’impressione raggelante che i fantasmi del passato si siano risvegliati…

L’assassino che è in me

Lou Ford è il vicesceriffo di una piccola città del Texas. La cosa peggiore che si può dire di lui è che è un po’ noioso, un po’ troppo lento, a volte saccente. Ma nessuno immagina il suo male nascosto, la malattia che lo ha quasi rovinato quando era giovane. E quel male è di nuovo sul punto di tornare in superficie, irrefrenabile e violento. Perché la vita non ha niente da dare agli uomini come Lou, se non brevi momenti di feroce energia sempre raggelati dall’oceano nero del destino.
Pubblicato originariamente nel 1952, L’assassino che è in me, romanzo che ha sancito il culto noir dello scrittore americano, è stato incluso dalla prestigiosa Library of America nel volume dedicato al noir americano degli anni Cinquanta, insieme a opere di Patricia Highsmith e di David Goodis, ed è considerato uno dei piú travolgenti e coraggiosi romanzi noir mai scritti. Narrato dal punto di vista di un personaggio in apparenza normale ma intimamente violento e sanguinario, esplora l’inferno privato di uno psicopatico attraverso una narrazione audace e innovativa. Dopo averlo letto nel 1955, Stanley Kubrick assunse Thompson come sceneggiatore, e negli anni seguenti scrisse con lui due film: Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria.

L’assassinio di un immortale. Dalle rotte dei migranti alle indagini del commissario Charitos

Dalle indagini del commissario Charitos in Grecia, a quelle del suo collega Murat sulle infiltrazioni mafiose in Germania, dalle rotte dei migranti a un prete ortodosso che mette a rischio la sua vita per aiutarli, dal fallito attentato a Hitler alle persecuzioni contro i greci nella Turchia degli anni ’50, Petros Markaris raccoglie in questo libro tutte le sfumature del suo Mediterraneo: il giallo, la critica sociale, il racconto autobiografico. Con una scrittura al contempo polifonica e dalla forza immediatamente riconoscibile, le storie di “L’assassinio di un immortale” ci regalano eroi epici ma fino in fondo umani, ognuno alle prese con la propria ricerca – della verità, della salvezza, della giustizia – per cui battersi ostinatamente come nuovi Ulisse dei nostri giorni.
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Assassinio di marzo

Marzo a Copenaghen, un giornalista senza nome, flâneur dei bassifondi e detective per il vizio di trovarsi sempre nel posto sbagliato, sta per recuperare un po’ di fiducia nell’umanità quando si imbatte in un ricco collezionista d’arte con un coltello piantato nella schiena. Nessun indizio nel suo lussuoso appartamento, a parte due quadri spariti, un Pollock e un Léger, ma la polizia scopre ben presto i sentimenti più che paterni che legavano il mecenate a un giovane pittore, suo ultimo protetto. Quando il ragazzo sparisce senza riscuotere la sua immensa eredità e i cadaveri cominciano ad aumentare, tutte le tracce portano dai quartieri alti ai vecchi vicoli a luci rosse della città, dietro le porte sempre chiuse di un misterioso night club. Poeta metropolitano e virtuoso della penna, fonte inesauribile di immagini folgoranti che brillano di uno humour geniale e amaro, Dan Turèll è entrato nei classici del giallo nordico come il Chandler danese. Amico di sbirri e prostitute, con lo sguardo smaliziato di chi ha visto quelli che si sporcano le mani e quelli che muovono i fili dall’alto, il suo giornalista senza nome ci trasporta in una Copenaghen hard boiled anni Settanta, tra inquieti teppisti, trafficanti di droga e avventurieri della notte, nella fumosa penombra di un vecchio film noir, al ritmo incalzante di una calda suite jazz.
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Gli assassinii della Rue Morgue

Sinossi: Un mistero insolubile fa inorridire l’intera Parigi: due donne, madre e figlia, vengono ritrovate barbaramente uccise nella loro abitazione della Rue Morgue. La madre giace, la testa quasi staccata dal corpo, i capelli strappati con violenza inaudita, sul selciato sotto la finestra del suo appartamento, la figlia, strangolata, viene ritrovata infilata con forza nella canna del camino. Le porte sono chiuse dall’interno, così come le finestre, nulla è stato rubato, e, cosa ancor più misteriosa, i soccorritori odono due voci distinte: ma mentre una è chiaramente francese, l’altra viene attribuita a lingue diverse. Ma Auguste Dupin, primo investigatore della letteratura e amico del narratore straniero che gli fa da spalla, con un semplice sopralluogo e una catena ben costruita di deduzioni riesce a risolvere il mistero su cui la polizia parigina si arrovella inutilmente. Complice una finestra con chiusura a molla, un urang-utan scappato dal padrone si era introdotto nella casa delle due donne, uccidendole nel maldestro tentativo di rasarle; il marinaio che lo possedeva, assistito suo malgrado all’efferato duplice delitto, prova a riacciuffare l’animale che, terrorizzato, scappa. Così, nonostante lo smacco della polizia francese, il vero colpevole viene individuato e un innocente viene invece scagionato da tutte le accuse.

Assassini Seriali: I Più Spietati

Freddi, spietati, empatici con la sofferenza delle proprie vittime. Gli assassini seriali sono così e rappresentano un “mondo accanto” da sempre. I colombiani Luis Alfredo Garavito Cubillos, Pedro Alonso López e Daniel Camargo Barbosa sono in assoluto i tre serial killer del Novecento che si sono lasciati alle spalle la più lunga scia di sangue. Stupratori, pedofili, maniaci. Arrabbiati, asociali, a volte schizoidi. Sempre assetati di sangue e perciò abili cacciatori. Il nome del brasiliano Pedro Rodrigues Filho, nella cultura popolare, è ormai associato alla crudelta fatta a persona. E non da meno quello del satanista texano “Richard” Ramirez. Mentre Andrej Cikatilo, “Ted” Bundy, Gary Ridgway, Jaffrey Dahmer, Harold Shipman e John George Haigh rappresentano, ognuno per conto proprio, il prototipo ideale del perfetto serial killer moderno, le ombre che aleggiano sul “Mostro di Firenze” ci ricordano che spesso, tanta verità, forse la più crudele, rimane avvolta dietro uno spessissimo alone di mistero. Assassini Seriali è il “libro-inchiesta” che ricostruisce le storie dei peggiori venti assassini seriali del Ventesimo secolo del Novecento e di questo inizio di terzo millennio. Vite raccontate sin dall’infanzia, traumi e involuzioni delle rispettive personalità, fino agli omicidi. Ma anche “modus operandi”, nomi e cognomi delle vittime e tantissime altre informazioni aggiornate. I serial killer trattati nel libro: Luis Garavito, Pedro Alonso Lopez, Daniel Camargo Barbosa, Pedro Rodrigues Filho, Andrej Cikatilo, Gary Ridgway, “Ted” Bundy, John Wayne Gacy, Donald Gaskins, Jeffrey Dahmer, “Mostro di Firenze”, Harold Shipman, Arthur Shawcross, “Richard” Ramírez, Dennis Rader, Edmund Kemper III, Peter Manuel, John George Haigh, Dennis Nilsen e Tommy Lynn Sells.
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Assassini per caso

Il 5 dicembre 2009 il tribunale di Perugia ha condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher. Ma se la giustizia italiana ha emesso la sua sentenza, l’opinione pubblica non ancora. Prospera la vendita di gadget con la scritta free Amanda e la studentessa americana riceve migliaia di lettere di sostegno. Mentre spuntano nuove testimonianze e presunte confessioni in carcere di Rudy Guede, anch’egli condannato per l’omicidio, colpevolisti e innocentisti continuano a discutere: bravi ragazzi o studenti annoiati che hanno spinto troppo in là un pericoloso gioco erotico? Vittime di un errore giudiziario o morbosi fidanzatini in cerca di emozioni forti? Assassini per caso ripercorre l’indagine svelando i retroscena sul delitto e sull’ambiente universitario in cui è maturato, mostrando gli ambigui rapporti che legavano tra loro i protagonisti di questa storia, alla ricerc adi esperienze sempre più estreme, e ricostruendo la dinamica di quella notte. Resta l’inquietante sensazione che proprio una vuota quotidianità sia stata il gene che ha mutato questi ragazzi normali in criminali. Un racconto che ha il ritmo di una crime fiction e il rigore delle indagini di Luciano Garofano. L’occhio esperto dell’uomo chesi è occupato dei più intricati casi nazionali degli ultimi anni prende in esame i rilievi tecnico-scientifici per tracciare un’analisi equilibrata dei fatti e mostrare le incertezze di una vicenda che lascia ancora molte domande in sospeso.
(source: Bol.com)

L’assassina

Clara Rinker, la killer professionista dagli occhi di ghiaccio si è ricostruita una nuova vita in Messico: fidanzata con Paulo, figlio di un boss della malavita locale. Il destino sembra volerle però ricordare che, a una come lei, non è concesso chiudere i conti con il passato. Qualcuno, infatti, uccide il suo uomo e la ferisce gravemente, tanto da farle perdere il bambino. Quello che Rinker sa e tutti gli altri ignorano è che il bersaglio dell’attentato non era il compagno, ma lei stessa. Così, non appena è in grado di rimettersi in piedi e di tenere in mano una pistola, la donna torna a St. Louis. Spietata come non mai, si lascia dietro una lunghissima scia di cadaveri. Solo che, questa volta, non lo fa per denaro, ma per vendetta.
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L’Assassina e l’Impero (Il Trono di Ghiaccio)-4

Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All’Assassina Celaena Sardothien non manca nulla: ha una casa tutta per sé, l’amore del bellissimo Sam, e soprattutto la libertà. Ma non sarà mai davvero libera fino in fondo se non riuscirà ad allontanarsi dal suo vecchio maestro e protettore, Arobynn Hamel; Celaena ha bisogno di un’ultima missione per diventare per sempre libera . Ma quando si ha tutto, si ha tutto da perdere…
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### Sinossi
Il quarto racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio , in uscita a maggio! All’Assassina Celaena Sardothien non manca nulla: ha una casa tutta per sé, l’amore del bellissimo Sam, e soprattutto la libertà. Ma non sarà mai davvero libera fino in fondo se non riuscirà ad allontanarsi dal suo vecchio maestro e protettore, Arobynn Hamel; Celaena ha bisogno di un’ultima missione per diventare per sempre libera . Ma quando si ha tutto, si ha tutto da perdere… 

L’Assassina e il Male (Il Trono di Ghiaccio)-3

Il terzo racconto che anticipa il romanzo Il Trono di Ghiaccio, in uscita a maggio! Quando il re degli Assassini affida a Celaena un incarico speciale per contrastare la schiavitù nel regno di Adarlan, Celaena non perde l’occasione di lottare contro questa pratica malvagia. La missione è oscura, rischia di essere fatale, e porta l’Assassina a esplorare i tetti della città, a immergersi nei bassifondi… e ciò che trova sarà peggio di un incubo.

Assassin’s Creed. Revelations

È il 1509. La Confraternita è salda, gli Assassini vigilano sulla pace e i Templari sono apparentemente sotto controllo. Ma il cuore di Ezio Auditore, maturo guerriero, batte sempre per l’azione, e il destino l’accontenta: per caso si imbatte in un documento che lo riporta ai giorni lontani del Maestro Altair e della “crociata segreta”, fedelmente annotata in un diario da Niccolò Polo che udì il racconto dalla sua viva voce. Il contenuto sconvolgente di quelle carte lo indurrà a intraprendere un epico viaggio alla secolare fortezza di Masyaf per ritrovare la biblioteca perduta del vecchio: un luogo in cui è custodita non solo l’antica sapienza, ma anche il più terribile segreto che il mondo abbia mai conosciuto, e di cui gli avversari sperano di impossessarsi per dominare l’umanità. Il luogo è però ermeticamente sigillato: cinque sono le chiavi per accedervi, e per ritrovarle Ezio dovrà raggiungere la caotica Costantinopoli, dove un esercito di Templari, di giorno in giorno più numeroso, minaccia di destabilizzare l’Impero Ottomano. Destreggiandosi abilmente nei turbolenti vicoli affiancato dal fido Yusuf Tazim, il capo locale degli Assassini, dalla bella Sofia Sartor e appoggiato addirittura da Solimano il Magnifico, che teme per le sorti del suo regno, Ezio ripercorre le orme di Altair per sconfiggere il nemico prima che sia troppo tardi.

Assassin’s Creed: Unity

1789: la magnifica città di Parigi vede sorgere l’alba della Rivoluzione Francese. L’acciottolato delle strade si colora di rosso: è il sangue del popolo in rivolta contro l’oppressione dell’aristocrazia. Ormai ridotti in miseria, saranno proprio i parigini, attaccando la fortezza-prigione della Bastiglia, a scatenare la più sanguinosa rivolta popolare della Storia. Ma la giustizia rivoluzionaria si paga a caro prezzo… In quello stesso periodo, mentre le spaventose differenze tra ricchi e poveri spingono un’intera nazione a dilaniarsi al proprio interno, un uomo e una donna lottano per rivendicare tutto quello che hanno perduto. Lui si chiama Arno Dorian, è un Assassino di origine franco-austriaca, e si muove nelle stanze di Versailles – tra cortigiani e corrotti funzionari – come nei vicoli e sui tetti della città, tra i derelitti affamati dalla monarchia assoluta. Lei è Élise, nobildonna desiderosa di entrare nell’ordine dei Templari, che rischia la morte sulla ghigliottina. Nemici per definizione, i due giovani sono legati da un vincolo più forte della Storia. Ma saranno trascinati nella battaglia secolare tra Assassini e Templari in un mondo dove i pericoli sono più terribili di quanto possano aver mai immaginato.
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Assassin’s Creed: La Crociata Segreta

La Confraternita è un’antica fratellanza, nata secoli prima che Ezio Auditore scoprisse di farne parte, e tutti conoscono il nome di Altair, uno dei Maestri Assassini più leggendari. Ma per decenni, intorno alla sua vita, aveva aleggiato una fitta aura di mistero. Almeno fino a quando Niccolò Polo, nel 1257, decide di rivelarne la storia. “Ottant’anni fa, un luminoso giorno d’agosto proprio come questo”… così incomincia lo straordinario racconto che Niccolò, padre del celebre Marco, fa al fratello dalle vertiginose altezze della fortezza di Masyaf, la roccaforte degli Assassini in Siria. Ottant’anni prima, proprio da quel luogo, la vedetta aveva avvistato le navi saracene venute per spazzare via la Confraternita, un pericoloso ostacolo alle mire del sultano. Quell’evento aveva reso prematuramente orfano Altair Ibn-La’Ahad, accolto perciò giovanissimo tra gli Assassini, dei quali ben presto era diventato il membro più abile, spericolato e orgoglioso. Tanto da infrangere il Credo. Per una colpa così grande c’era una sola espiazione possibile, una sola prova di fedeltà: andare in missione segreta e distruggere nove acerrimi nemici.
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