37809–37824 di 66541 risultati

La Ruota del Tempo vol. 4 – L’ascesa dell’ombra

La Torre Bianca è scossa da eventi impensabili, i Reietti cercano Callandor per acquisirne il potere, e Rand per distruggerlo nella carne: il Tenebroso lo brama per distruggergli l’anima. Perrin deve affrontare la realtà di Emond’s Field, sempre alla ricerca di una via d’uscita dalla vita da lupo, Mat scopre un’incognita che potrebbe costargli la vita. Nynaeve, Elayne ed Egwene sono ancora a caccia dell’Ajah Nera e anche le loro strade prendono svolte impreviste, verso città oscure, verso il Mondo dei Sogni. Anche le Profezie del Rhuidean, l’antico luogo magico del Popolo del Drago, si compiono. Il Popolo del Mare ha trovato il suo Coramoor. Antichi artefatti da tempo dimenticati vengono usati per scrutare il futuro. Le vite e i sentimenti dei ragazzi di Emond’s Field seguono il loro corso, intrecciandosi con gli eventi quotidiani, la magia, l’umana ostinazione. Mentre amici e nemici complottano e si mobilitano, il Drago studia i testi delle Profezie e combatte per controllare il proprio potere. Ma tutti sanno che vi sarà la guerra, contro i Reietti e i nemici del Drago Rinato… La prigione che rinchiude il Tenebroso sta lentamente perdendo potere, e nella battaglia finale Rand al’Thor sa già chi dovrà affrontare…

La ruota del buio

Nessuno sa quale sia il potere dell’Agozyen, il misterioso manufatto custodito da mille anni nel tempio buddista di Gsalrig Chongg, in Tibet. Nemmeno gli stessi monaci che vegliano sul suo segreto. Ma durante l’annuale cerimonia di apertura della stanza segreta del tempio, i monaci scoprono con sgomento che l’Agozyen è sparito. L’agente speciale dell’FBI Aloysius Pendergast, ospite del monastero per completare la propria istruzione nella meditazione e nelle arti marziali, accetta di indagare, e si mette sulle tracce di uno strano viaggiatore probabile autore del furto. La pista serpeggia tra Pechino, Venezia, Londra, per giungere infine al “Britannia” la nave da crociera più grande e lussuosa mai costruita. Pendergast e la sua pupilla Constance Greene riescono a salpare all’ultimo momento, ma il viaggio inaugurale dello spettacolare transatlantico si trasforma ben presto in una crociera del terrore.

Rumble Tumble

Hap è bianco, malinconico, intellettuale e vota per i Democratici. Leonard è un nero gay, va pazzo per il folk, è un po’ manesco e vota per i Repubblicani. Sono amici e hanno in comune uno spiccato senso di giustizia e una capacità senza pari di andarsi a mettere nei guai. Dopo l’uragano che gli ha distrutto casa, Hap si è trasferito da Leonard. La convivenza dei due non è facile, tanto piú che Hap medita di andare a stare con la sua nuova fidanzata, la bella Brett, ma non si decide mai. Ed è proprio Brett a dare il via alla nuova avventura. Viene avvicinata da un nano cerimonioso e un suo losco compare che le chiedono 500 dollari in cambio di informazioni sulla figlia, Tillie. Lei va a incontrarli con Hap e scopre che Tillie è a Oklahoma e vorrebbe fuggire dal bordello dov’è rinchiusa. Con l’aiuto di Leonard, Hap si procura le armi da un personaggio orrendo che cattura gli armadilli per fare tiro al bersaglio. Tillie però non è piú a Oklahoma, è stata trasferita in Messico, in quella che viene definita la «base ricreativa» di una feroce banda di fuorilegge… Un romanzo del miglior Lansdale: avvincente dalla prima all’ultima pagina, interpretato da un’incredibile varietà di personaggi fra i quali non mancano un indiano cocainomane e un ex bandito diventato prete. Una storia che strappa risate senza mai far venir meno la tensione che fissa gli avvenimenti in un incubo impossibile da dimenticare, come il duello che – nella migliore tradizione epica – conclude la vicenda.

Un rude cavaliere

Inghilterra, XIV secolo
Tra il convento e un nuovo matrimonio, Mellisynt, giovane e ricca vedova dell’anziano Henri di Tremont, accondiscende a unirsi con Richard FitzHugh, rude cavaliere di dubbie origini, ma di grande valore, dal quale spera anche di avere quel figlio che il vecchio Henri non le ha saputo dare. Da parte sua, FitzHugh accetta di sposare Mellisynt per entrare in possesso del castello e dell’ingente eredità che il marito le ha lasciato. Un matrimonio fondato sull’interesse, dunque, dal quale l’amore sembra escluso del tutto. Ma l’attrazione fra i due, che divampa senza freni nel talamo nuziale, sembra preludere a sentimenti più profondi e coinvolgenti.

Rossoamaro: Un caso di Bacci Pagano

In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta: «L’unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d’indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant’anni…». Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l’«analfabeta dei sentimenti» che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l’Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.
**
### Sinossi
In una corsia d’ospedale Bacci Pagano sta vegliando Jasmìne Kilamba: è riuscito a stento a liberarla da una gang di sadici assassini e ora la donna sta lottando tra la vita e la morte. Lo avvicina un anziano tedesco di nome Kurt Hessen, arrivato a Genova alla ricerca del fratellastro italiano, del quale sa soltanto che la madre era di Sestri Ponente e si faceva chiamare Nicla… Hessen vuole affidare l’indagine all’investigatore dei carruggi, che d’istinto rifiuta: «L’unica strada sarebbe chiedere ai sopravvissuti di quel periodo. Si rende conto di che razza d’indagine mi sta proponendo? Il più giovane avrà più di novant’anni…». Ma a convincerlo basta un assegno molto, troppo generoso e, forse, qualche altro oscuro motivo. Inizia così un viaggio nel passato che riporta Bacci alla Genova del 1944 popolata di soldati tedeschi, fascisti, partigiani e spie, dove i suoi genitori e il nonno Baciccia lavoravano come operai e Nicla serviva alla mensa dell’Ansaldo Fossati. L’immagine della giovane, informatrice della Resistenza infiltrata presso i nazisti, si sovrappone a quella di Jasmìne, prostituta nera fuggita da una terra senza speranza. E anche la città dilaniata dalla guerra, dalla miseria e dalla fame si confonde con la metropoli contemporanea, investita dal vento della globalizzazione. Attraverso Bacci Pagano – l’«analfabeta dei sentimenti» che ama le donne e ha per inseparabili compagne una Vespa amaranto e una Beretta calibro 9 che usa il meno possibile – Bruno Morchio esplora e racconta magistralmente l’Italia di allora e di oggi, i suoi mille volti e i suoi segreti. Con Rossoamaro affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: grazie a una trama incalzante, che intreccia con abilità il passato e il presente, il romanzo ci fa riflettere sulla violenza del potere e su quella di chi lotta per la propria libertà e dignità, sul rapporto tra vittime e carnefici, sul ruolo delle donne nella nostra società.

Rosso sangue

È una voce dalla tomba, quella dell’avvocato Hugh Freyl, a raccontare. Legale di successo a Springfield, Hugh si ritrova improvvisamente cieco. Per risollevarsi dalla depressione decide di insegnare ai carcerati e in prigione incontra David, un giovane condannato all’ergastolo per l’omicidio del padre adottivo e del fratellastro. Per anni lo segue instaurando con lui uno stretto legame che con il tempo diventa di mutuo sostegno. Quando la moglie di Hugh muore in un incidente e lui medita il suicidio, è infatti proprio David ad aiutarlo. Ma poco dopo viene assassinato: David, se non vuole essere accusato dell’omicidio del suo benefattore, deve assolutamente trovare il colpevole.

Il rosso buono delle fragole

Cibo, amore, musica e passione sono gli ingredienti principali di questo racconto, in cui Marco e Lucia incrociano le loro vite e non per caso, proprio quando tutto sembra fermo, quando finalmente inizia il loro nuovo viaggio
**
### Sinossi
Cibo, amore, musica e passione sono gli ingredienti principali di questo racconto, in cui Marco e Lucia incrociano le loro vite e non per caso, proprio quando tutto sembra fermo, quando finalmente inizia il loro nuovo viaggio

La rossa

È una primavera che non promette affatto bene, quella del ’63. Le elezioni hanno appena rimescolato le carte della politica, promettendo nuove tensioni. E una pioggia incessante pare voler infierire su una Milano ombrosa e amara. Ecco perché Carlo Passi, finito il suo turno al giornale, si rifugia in un vecchio trani per bere un bicchiere o due, o magari qualcuno in più. Da una settimana Enrica – capelli color rame e carattere tenace da reporter di razza – gli ha dato il benservito, e lui si sente reduce da una tempesta. Si consola con la sua amata Rossa, non un’altra donna ma una Giulietta primo modello, scintillante di fascino. A notte fonda Carlo si mette al volante e guida fino all’unico posto dove non dovrebbe andare: quella che era anche casa sua e adesso è solo di Enrica. Ma per far cosa, poi? Per strisciare ancora una volta? Per farle una scenata? Lei tuttavia non c’è: al suo posto un’enigmatica “amica”, piena di una grazia impertinente, che sembra nascondere un segreto e ha le armi migliori per difenderlo. Tanto basta a risvegliare il fiuto di Carlo e suggerirgli che sì, è proprio vero, quella primavera del ’63 non promette affatto bene. Attraverso un protagonista che è un omaggio a un’epoca e a un modo di fare giornalismo, questo romanzo di Daniele Manca getta uno sguardo partecipe e senza concessioni alla nostalgia su una città seduttrice, che ti sorride con audacia e ti allontana con eleganza.

Rose Madder (Versione Italiana)

In fuga da Norman, il marito che la tormenta da quattordici anni, Rose riesce a rifarsi una vita e perfino a incontrare l’uomo giusto. Proprio nella stessa occasione, s’imbatte anche in uno strano quadro, un ritratto, che misteriosamente comincia a interagire con lei… Purtroppo, il sadico Norman si è intanto messo sulle tracce della moglie, lasciandosi dietro una scia di sangue e terrore. E quando la raggiunge, Rose capisce che per salvarsi dovrà calarsi nel “suo” mito – celato nel quadro – e trasformarsi in una dea vendicatrice…

Le rose del ventennio

‘Nelle sue pagine Fusco scavava sempre un ritratto, un carattere, una figurina che costituisce il micidiale esemplare dei tempi’. Nelle Rose del ventennio i micidiali esemplari sono del tempo del fascismo, figurine che scorrono a fare una specie di storia intima del regime di antologica efficacia.

(source: Bol.com)

La Rosa e il suo doppio

«E allora scoperchiate questo nido di serpenti…» grida Aymaro da Alessandria a Guglielmo da Baskerville a pagina 132 de *Il nome della rosa* (Umberto Eco – X edizione, I Grandi Tascabili – gennaio 1986). Ma Guglielmo non scoperchia nulla e lo fa Loriano Macchiavelli con questo romanzo. A oltre otto anni dall’uscita del romanzo di Eco.
Fin dalla prima lettura de *Il nome della rosa* Loriano Macchiavelli non riesce a «credere» il povero vecchio e demente Jorge responsabile, diretto o indiretto, degli omicidi che tormentano l’Abbazia medioevale del professor Eco: gli indizi portano a un altro assassino, chiaro, evidente, a portata di mano. Allora perché non lo ha indicato il professor Eco? Lui non risponderà mai.
Ecco allora la soluzione vera dei misteri contenuti nel suo romanzo; ecco scoperchiato il nido di serpenti; ecco cosa sta dietro i polpastrelli neri; ecco l’assassino che il professor Eco ha coperto (di proposito o inconsciamente?).
«Il meccanismo degli omicidi di questa storia si sviluppa come il filetto di una vite senza fine. Si avvita, si avvita e non si stringe mai, se pure, guardando solo il procedere del filetto, resta l’illusione del procedere. In verità non si guadagna un millimetro».

Le rondini di Kabul

Sullo sfondo di una città messa a ferro e fuoco da vent’anni di guerre Yasmina Khadra ambienta questa storia che mette i brividi, una vicenda che sembra uscire da una tragedia classica, con quattro protagonisti colti in un momento cruciale della loro esistenza: Atiq, il guardiano del carcere che non riesce più a sostenere il ritmo delle esecuzioni, sua moglie Mussarat, condannata da un male incurabile, Mohsen, un borghese decaduto, e sua moglie Zunaira, un tempo avvocato e sostenitrice della causa femminista. Ognuno di loro incarna un modo diverso di rispondere all’integralismo: la resistenza, la pazzia, la sottomissione, la fuga nell’illusione. Ma per tutti e quattro viene il momento di dare un senso alla propria vita, attraverso l’amore e il sacrificio. Yasmina Khadra scaraventa il lettore nel cuore di una follia in cui si perdono i confini tra vita, amore, morte e sopravvivenza. Un bagno al vetriolo da cui si esce sconvolti, un romanzo straordinario, che è anche un grandioso inno alla donna, da una delle più importanti voci del mondo arabo.

Rondini d’inverno

Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, cosí dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda. «Il vento tagliente. Fuochi d’artificio, vecchie stoviglie lanciate da balconi e finestre. Una cena cilentana che aspetta, e che non sarà mangiata. Un ospedale, l’odore dei disinfettanti, una porta chiusa. Una donna bellissima e aristocratica in lacrime, vestita di velluto viola, come i suoi occhi. Una ragazza con gli occhiali che corre. Un vecchio che saluta un giovane e un mandolino. La solita, stranissima emozione fatta di sollievo e nostalgia. Ciao, Ricciardi. È stato meraviglioso incontrarti ancora una volta». Maurizio de Giovanni

La rondine, il gatto, la rosa, la morte: Un caso per il commissario Van Veeteren

«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Martina e Monica Kammerle, madre e figlia, condividono uno squallido appartamento e un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina, affetta da sindrome bipolare, ha creato il deserto intorno a sé con i suoi imprevedibili sbalzi d’umore; Monica, inseguita ovunque dalle dicerie sui comportamenti bizzarri della madre, fatica a stabilire legami con gli altri adolescenti. E così, quando le due scompaiono, i poliziotti della squadra omicidi si ritrovano a brancolare nel buio, senza il minimo appiglio. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Nessuno, nemmeno tra i vicini e i famigliari, che sembri davvero sapere qualcosa delle due donne. Anche il loro amante non è altro che un’immagine sfocata impossibile da identificare.
E così, ancora una volta, l’ex commissario Van Veeteren sarà costretto a lasciare la libreria antiquaria in cui lavora per venire in soccorso all’affascinante Ewa Moreno, alla neoarrivata Irene Sammelmerk e agli altri suoi colleghi, ingaggiando una sfida a distanza con l’assassino. A spingerlo è il rimorso per essersi lasciato sfuggire l’unico potenziale testimone del caso, ma anche la certezza che ogni criminale, perfino il più attento a non lasciare tracce, ha i propri punti deboli: un vezzo traditore, un’esitazione fatale, un minuscolo dettaglio riemerso dal passato.
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**
**
### Sinossi
«*C’è un nuovo erede di Maigret, si chiama Van Veeteren e viene dalla Svezia, come il suo autore… Le indagini, compiute personalmente dal commissario, rivelano una grande umanità, cosa che lo accomuna al suo predecessore…*»
**la Repubblica**
«*Uno stile alla Simenon. Un Maigret scorbutico e geniale, disincantato e depresso, che si trova a dipanare un groviglio di sangue, segreti e passioni proibite.*»
**l’Espresso**
«*Il personaggio creato da Håkan Nesser è già diventato un caso.*»
**Corriere della Sera**
Martina e Monica Kammerle, madre e figlia, condividono uno squallido appartamento e un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina, affetta da sindrome bipolare, ha creato il deserto intorno a sé con i suoi imprevedibili sbalzi d’umore; Monica, inseguita ovunque dalle dicerie sui comportamenti bizzarri della madre, fatica a stabilire legami con gli altri adolescenti. E così, quando le due scompaiono, i poliziotti della squadra omicidi si ritrovano a brancolare nel buio, senza il minimo appiglio. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Nessuno, nemmeno tra i vicini e i famigliari, che sembri davvero sapere qualcosa delle due donne. Anche il loro amante non è altro che un’immagine sfocata impossibile da identificare.
E così, ancora una volta, l’ex commissario Van Veeteren sarà costretto a lasciare la libreria antiquaria in cui lavora per venire in soccorso all’affascinante Ewa Moreno, alla neoarrivata Irene Sammelmerk e agli altri suoi colleghi, ingaggiando una sfida a distanza con l’assassino. A spingerlo è il rimorso per essersi lasciato sfuggire l’unico potenziale testimone del caso, ma anche la certezza che ogni criminale, perfino il più attento a non lasciare tracce, ha i propri punti deboli: un vezzo traditore, un’esitazione fatale, un minuscolo dettaglio riemerso dal passato.
«*Si chiama Håkan Nesser ed è, potremmo dire, il Camilleri della Svezia.*»
**Corriere della Sera**
«*Lo stile di Nesser è lineare ed esplicito,privo di fronzoli, i suoi personaggi risultano credibili perché veri e pieni di acciacchi decisamente umani.*»
**l’Unità**
«*Non è tanto la perizia con cui Nesser costruisce la trama gialla ad affascinare, quanto la sua capacità di descrivere la caparbietà e le umanissime esitazioni del commissario. E le atmosfere stemperate di grigio di una Svezia che viene voglia di andare a conoscere.*»
**Il Sole 24 Ore**

Romeo e Giulietta

Romeo e Giulietta (The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet) è una tragedia di William Shakespeare tra le più famose e rappresentate, e una delle storie d’amore più popolari di ogni tempo e luogo. Innumerevoli sono le riduzioni musicali (si ricordano: il poema sinfonico di Čajkovskij, il balletto di Prokof’ev, l’opera di Bellini, il notissimo musical West Side Story) e cinematografiche (fra le più popolari quelle dirette da Zeffirelli e Luhrmann). La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un valore simbolico, diventando l’archetipo dell’amore perfetto ma avversato dalla società. Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare. Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

Romeo

Il primo incontro avviene un giorno di dicembre. Nick sta camminando sul lago ghiacciato vicino alla sua casa, nell’Alaska sud-orientale, con la moglie e il loro labrador quando succede. Il lupo nero fermo da un po’ sulla riva opposta inizia a correre verso di loro con le fauci spalancate, sollevando la neve con le zampe. Poi si ferma, a pochi metri, con la coda tesa, in atteggiamento dominante. D’istinto Nick stringe a sé la moglie e il collare del cane e si mette in allerta. La paura atavica dell’uomo di fronte a questo animale assale anche lui, che pure ha incontrato molti lupi. Mai però così da vicino. D’un tratto il cane si divincola e va incontro al lupo, muso contro muso. Da quel momento Romeo, come è stato chiamato, entra nella vita di Nick e della piccola comunità di Juneau. Si rivela estremamente sociale, gioca con i cani, interagisce con le persone. Intelligente e attento, diventa una presenza fissa, portando un alito di vita selvaggia alle soglie delle case. Per Nick, Romeo è un amico, obbedisce ai suoi segnali, lo aspetta sul lago davanti a casa. Ma, come spesso accade, non tutti apprezzano questa prossimità, invocando l’atavica inimicizia tra uomini e lupi. Una memoir emozionante, un grido d’amore per la natura incontaminata e selvaggia.