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L’impero della paura

Un mondo fermo all’epoca delle grandi scoperte geografiche, ma sul cui sfondo gia si intravedono le future conquiste scientifiche; un’Europa che domina incontrastata sui mari e ospita le principali potenze del pianeta; una casta di signori potentissimi, depositari di una scienza più avanzata di quella ufficiale, che tengono le leve del comando e manipolano immense ricchezze. Che cosa accadrebbe se quelle che abbiamo sempre ritenuto leggende e favole rispondessero, invece, alla realtà scientifica? Se i Signori non fossero soltanto una potente casta di politicanti e mercanti, ma qualcosa di terribilmente diverso e addirittura inumano? E quale sarebbe la sorte del mondo sotto il giogo di una casta di tiranni mostruosi? E se una mutazione genetica rendesse possibile, anzi attuale, l’esistenza delle creature che un tempo si chiamavano… vampiri?

L’impero dell’oscuro

Prima che lo splendore della civiltà greca cancellasse anche il ricordo delle ere antiche dal Mediterraneo, un gigantesco impero dominava il mondo… un impero di fronte al quale impallidiscono i confronti, e del quale rimangono solo confusi ricordi e rovine ed epiche leggende. II mito di Atlantide, associato a tanti altri miti ricorrenti nella più oscura leggenda umana sulla Terra, e forse solo l’eco pallida di quella che fu la più gigantesca epopea umana… una civiltà dominata da un’oscura scienza, proveniente, forse, da pieghe inaccessibili dello spazio e del tempo, una civiltà della quale non conosciamo che alcuni enigmi: l’impero di Creta, governato dal sinistro Minosse, umano e divino secondo la tradizione; il cui millenario regno venne protetto da una triplice muraglia… la leggendaria flotta, il gigante Talos, il pauroso Minotauro, il misterioso Labirinto dominato dalla scienza del cosmico artificiere, Dedalo. in questo autentico capolavoro della fantascienza, Jack Williamson narra la storia della caduta di Cnosso e del leggendario impero… la lotta di Teseo, l’eroe acheo, che con le forze dell’intelligenza e dell’amore sfida il potere superumano dell’Impero dell’Oscuro, l’immane battaglia che coinvolge un potere quale mai più si è visto nel mondo, il mistero che si cela nel passato dell’umanità, un passato del quale conosciamo ben poco. Ed è con ammirato stupore che di fronte ai nostri occhi appare una visione di un mondo che ci è più misterioso degli spazi siderali… il mondo dal quale è nata la storia dell’uomo, in uno scontro tra forze entrate nel mito e nella leggenda!

L’impero del sole

Durante la seconda guerra mondiale, dopo il bombardamento giapponese di Pearl Harbor, l’undicenne Jim, protagonista del romanzo, si ritrova prima separato dalla sua famiglia a girovagare per Shanghai, poi internato in un campo di prigionia di nuovo con i genitori. In quattro anni trascorsi nel campo di Lunghua, diventa un eccezionale testimone di cosa sia davvero la guerra: una cruda e infernale realtà dove quel che conta è la lotta per la sopravvivenza. La catastrofe non è più immaginata o proiettata nel futuro, come negli altri romanzi di Ballard, bensì vissuta in prima persona, e riferita con la fedeltà e l’esattezza di un’autobiografia e con l’allucinatoria forza di un’esperienza assolutamente fuori del comune. Il libro, che è stato a lungo un bestseller in Inghilterra e all’estero, ha anche ispirato Steven Spielberg a trarne il film omonimo.

L’impero degli indifesi

Richard Rahl è stato avvelenato. Il prezzo da pagare per ottenere l’antidoto che gli salverà la vita è risparmiare l’impero dalla distruzione. Mentre minacciose ombre di morte si allungano su di lui, l’impero comincia a cedere di fronte all’invasione di orde di guerrieri; a Richard resta pochissimo tempo da vivere quando, in cambio della salvezza sua e di un popolo intero, gli viene chiesto di consegnare Kahlan, sua moglie, nelle mani dei nemici.
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Imperium (Versione italiana) (Oscar bestsellers Vol. 1823)

Tra i grandi personaggi dell’antica Roma, nessuno è stato più geniale e controverso di Marco Tullio Cicerone. Eppure ben pochi avrebbero scommesso sul suo futuro quando, all’età di ventisette anni, scelse di lanciarsi nell’infido e violento mondo della politica, deciso a raggiungere con ogni mezzo l’*imperium*, il sommo potere statale. A raccontare la sua straordinaria vicenda umana è in queste pagine il fedele Tirone, il segretario particolare sempre al suo fianco nei momenti più radiosi e in quelli più difficili, testimone dei suoi incontri privati e latore dei suoi messaggi segreti.
Robert Harris ci consegna un ritratto di Cicerone ben diverso dal personaggio solenne che noi conosciamo. *Imperium* è un grande romanzo che ci svela i retroscena di una realtà fatta di intrighi e di corruzione, singolarmente affine alla nostra. Un affresco ricchissimo e drammatico che mette a nudo i meccanismi della lotta per il potere e le componenti dell’ambizione politica, una rigorosa ricostruzione storica da leggere come un thriller appassionante.
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### Sinossi
Tra i grandi personaggi dell’antica Roma, nessuno è stato più geniale e controverso di Marco Tullio Cicerone. Eppure ben pochi avrebbero scommesso sul suo futuro quando, all’età di ventisette anni, scelse di lanciarsi nell’infido e violento mondo della politica, deciso a raggiungere con ogni mezzo l’*imperium*, il sommo potere statale. A raccontare la sua straordinaria vicenda umana è in queste pagine il fedele Tirone, il segretario particolare sempre al suo fianco nei momenti più radiosi e in quelli più difficili, testimone dei suoi incontri privati e latore dei suoi messaggi segreti.
Robert Harris ci consegna un ritratto di Cicerone ben diverso dal personaggio solenne che noi conosciamo. *Imperium* è un grande romanzo che ci svela i retroscena di una realtà fatta di intrighi e di corruzione, singolarmente affine alla nostra. Un affresco ricchissimo e drammatico che mette a nudo i meccanismi della lotta per il potere e le componenti dell’ambizione politica, una rigorosa ricostruzione storica da leggere come un thriller appassionante.

L’imperatrice di Marte

Mary Griffith, con tre figlie e una vita personale piuttosto movimentata si trasferisce su Marte dove è stata assunta come biologa da una multinazionale. Purtroppo dopo cinque anni viene licenziata e si trova senza lavoro e senza il denaro per pagarsi il ritorno sulla Terra. Il pianeta è un luogo inospitale, ma mantiene diverse comunità di umani, tra le quali la Federazione Celtica che coltiva l’esigua porzione di suolo marziano bonificata. Sono loro a offrire una via d’uscita a Mary, dandole la materia prima perché la donna possa realizzare della birra e con essa aprire il locale “La Principessa di Marte” attorno al quale si raccolgono personaggi di vario genere che daranno a Mary la possibilità di sviluppare una vera e propria città, libera dai vincoli della multinazionale che controlla ogni attività del pianeta, nella quale avrà origine una società nuova e vitale.
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L’imperatore

Nell’anno 100 d.C. un reparto romano è in marcia nella pianura padana, diretto verso oriente. La sua meta è il Danubio, che l’Imperatore Traiano si accinge a varcare per un’ennesima guerra di conquista. Un ultima spallata e Roma sposterà ancora più a est i suoi confini. Come sempre, i vinti pagheranno: l’oro della Dacia rifornirà l’esausto Erario imperiale Roma è all’apogeo della sua potenza ma come il sole a mezzogiorno non potrà che iniziare la sua parabola discendente. L’Impero si estende dall’Eufrate al e Colonne d’Ercole, dalla Britannia all’Africa, ma non è che una gigantesca fortezza assediata da milioni di barbari di cui germani, parti e daci sono soltanto le avanguardie. La Grande Roma, dice uno dei personaggi, è diventata “una vescica di lardo troppo tesa che basta una spina a sgonfiare”. Una spina… Il Colosso di ferro ha i piedi di argilla. In questa grandiosa prospettiva s’inquadrano le turbinose vicende della saga che coinvolge, nello spazio di una quarantina d’anni, due generazioni di una famiglia di Liburna, cittadina romana al confine tra Piemonte e Liguria. Nel solco aperto da Ben Hur e da Quo vadis, l’Autore muove con straordinaria naturalezza le fila del complesso intreccio. L’avventura si snoda su un fondale gremito di personaggi, di figure tipiche, di comparse vivacissime tutte tese a ricreare il mondo multiforme e colorato, fastoso e straccione della Roma imperiale. Così il lettore si imbatte in storie di ex pugili, veterani, gladiatori, prostitute, giovinette cristiane votate al martirio, marinai che hanno visto la Sirena, apostoli sulla via di Damasco, contrabbandieri sulla strada del Sale, trafficanti siriani, aurighi del Circo.

L’imperatore-dio di Dune. Il ciclo d Dune

Dopo millenni di dominio sull’universo, l’Imperatore-Dio Leto II, ibrido prodotto dalla fusione del suo corpo umano con diverse trote della sabbia, ha potuto assistere al profondo mutamento di Arrakis, ormai conosciuto solo come Rakis. Le antiche distese di sabbia sono soltanto un ricordo lontano, e il pianeta è molto diverso dall’arido Dune. La vegetazione è florida e l’acqua sgorga abbondante, e non c’è più traccia dei vermi della sabbia. Leto II ha dedicato ogni energia a incrementare i suoi enormi poteri, con l’unico risultato di diventare una creatura abietta e disumana, che getta un’ombra minacciosa sul Sentiero Dorato. Il comandante Duncan Idaho si trova a dover affrontare una questione morale incredibilmente ardua: qual è la scelta giusta, rimanere fedele agli Atreides, nel bene e nel male, o lottare contro un tiranno malvagio che porta ai popoli solo rovina e oppressione?

L’Imperatore-Dio di Dune

QUARTO VOLUME DI IL CICLO DI DUNEDopo millenni di dominio sull’universo, l’Imperatore-Dio Leto II, ibrido prodotto dalla fusione del suo corpo umano con diverse trote della sabbia, ha potuto assistere al profondo mutamento di Arrakis, ormai conosciuto solo come Rakis. Le antiche distese di sabbia sono soltanto un ricordo lontano, e il pianeta è molto diverso dall’arido Dune. La vegetazione è florida e l’acqua sgorga abbondante, e non c’è più traccia dei vermi della sabbia. Leto II ha dedicato ogni energia a incrementare i suoi enormi poteri, con l’unico risultato di diventare una creatura abietta e disumana, che getta un’ombra minacciosa sul Sentiero Dorato. Il comandante Duncan Idaho si trova a dover affrontare una questione morale incredibilmente ardua: qual è la scelta giusta, rimanere fedele agli Atreides, nel bene e nel male, o lottare contro un tiranno malvagio che porta ai popoli solo rovina e oppressione? In questo romanzo, Frank Herbert ha avuto il coraggio di sfruttare un genere da molti ritenuto distante dai temi della vita reale per scrivere una storia unica, densa di una profonda critica sociale e di una sbalorditiva attualità.

(source: Bol.com)

L’Imperatore Giuliano L’Apostata

Nel presentare questo nuovo mio libro ai miei pochi ma cortesi lettori, io vorrei rinnovare l’espressione di un desiderio, già manifestato nei miei volumi antecedenti. Io vorrei che essi fossero persuasi che non c’è, nel mio pensiero, neppur l’ombra di un’inclinazione tendenziosa. Per me la storia non ha interesse, se non è trattata con uno spirito e con un metodo rigorosamente oggettivo. Se lo scrittore si giova della storia per dare sfogo alle sue preconcette preferenze, se vuol forzare i fatti alla giustificazione delle sue teorie, potrà scrivere un’opera interessante ed eloquente, potrà scagliare un libello od imaginare un romanzo, ma non scriverà una storia. Tale concetto deve applicarsi alla storia delle religioni, come a quella di qualsiasi altro fenomeno dello
(source: Bol.com)

L’Imperatore di Portugallia

L’Imperatore di Portugallia è un romanzo sull’amore, la sua nostalgia, le sue proiezioni, la sua vera o apparente follia. Dal momento in cui la piccola Klara Gulla viene al mondo, il cuore del padre Jan comincia a battere e il miracolo di quel battito, di quella tardiva scoperta di un’emozione mai provata, della felicità e della sofferenza che ne sono le immancabili compagne, trasformerà tutta la sua vita, dandole valore e significato. L’amore diventa la lente attraverso la quale vede la realtà e, quando questa è troppo squallida e amara, la trasfigura. Se la sua Klara Gulla , partita a cercar fortuna, non scrive e non torna, non è, come dicono voci maligne, perché è andata a finir male: il mistero che la circonda non può che nascondere un destino troppo straordinario per essere rivelato. Lontano, in una mitica Portugallia, dove non esistono il male e la miseria, la figlia è diventata imperatrice. E Jan, il contadino di Skrolycka, nelle sperdute valli delle Askedalar, comincerà a vivere da imperatore, con la follia di chi, cieco all’apparenza delle cose, si fa veggente e, misurando con il metro dell’assoluto, varca i confini dell’umano per entrare nel meraviglioso.
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L’imperatore di Ocean Park

Talcott Garland, professore universitario, torna dopo molti anni a Washington per i funerali del padre, un giudice di colore che negli ultimi anni aveva visto il suo prestigio infranto a causa dei suoi inspiegabili legami con un pericoloso criminale ricercato. Ma non è questo l’unico mistero nella vita dell’uomo. La sorella di Talcott è infatti convinta che il loro padre sia stato assassinato per qualcosa di cui era a conoscenza. Ma quale pericoloso segreto custodiva il giudice e perché qualcuno si è già convinto che lo abbia trasmesso a Talcott? E cosa si nasconde dietro l’ossessione del giudice di trovare il pirata della strada che gli ha già ucciso un’altra figlia? Toccherà a Talcott fare luce sui troppi pericolosi segreti della sua famiglia.
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L’imperatore dell’aria

Pubblicati nel 1988, i racconti dell’Imperatore dell’aria si sono immediatamente imposti come un classico contemporaneo, consacrando l’allora ventisettenne Ethan Canin come uno degli scrittori più maturi della sua generazione. Al centro delle nove storie stanno personaggi, prevalentemente anziani o adolescenti, alle prese con problemi in apparenza banali ma in realtà decisivi: un vecchio insegnante di astronomia difende l’olmo del suo giardino da un’infestazione di insetti e dal vicino di casa; un giovane passa le sue giornate sul tetto a osservare le nubi per sfuggire agli opposti progetti che hanno su di lui il padre e la madre; un allenatore di baseball viene costretto dalla moglie a visitare case che non potranno mai permettersi di comprare; un adolescente non può sfuggire agli spietati insegnamenti del fratello maggiore. Per ognuno di loro il conflitto quotidiano costituirà la scena di una rivelazione, l’occasione a lungo attesa per capire sé stesso e ricapitolare la vita passata, oppure trarre indizi su quella futura. Nella loro classica compattezza e ricchezza metaforica, questi racconti si presentano quindi come monologhi ‘di saggezza’, in cui i personaggi si interrogano sulle questioni ultime e sulle tappe che scandiscono la vita umana: il matrimonio e il rapporto tra padri e figli, la malattia e il decadimento del corpo, la solitudine e la salvezza dell’amore.

(source: Bol.com)

L’impazienza del cuore

Nell’estate del 1914, annoiato dalla vita di guarnigione in un piccolo centro della provincia, il sottotenente Hofmiller accetta con entusiasmo l’invito a cena di un ricco possidente della zona, von Kekesfalva, attirato dalla prospettiva di conoscerne la sensuale nipote. Ma è la figlia dell’uomo, Edith, meno attraente e afflitta da paraplegia, a innamorarsi del giovane. Le preghiere del padre della ragazza e le pressioni di un suo superiore, inducono Hofmiller a fidanzarsi, nonostante non ricambi l’amore di Edith. Incapace di sopportare il sarcasmo dei colleghi e disgustato dalla sua condotta, l’ufficiale medita il suicidio. Ma non sarà lui a pagare per la sua inettitudine.

L’immoralista

Pubblicato nel 1902, ricco di spunti tratti dal vissuto dell’autore, *L’immoralista* inaugura il XX secolo con una spietata disamina della condizione intellettuale e del disagio profondo che la sostanzia, spesso trasformato in alibi per mascherare pulsioni molto meno confessabili. Il protagonista Michel vive drammaticamente il dissidio fra la rigida educazione puritana impartitagli dai genitori e le gioie dei sensi e della vitalità da lui scoperte durante un soggiorno in Africa, per il suo viaggio di nozze con una donna devota e non amata. Ma la battaglia di liberazione dal conformismo che egli ingaggia con se stesso, la sua ricerca del senso autentico dell’individualità al di là di qualsiasi pastoia sociale, morale o religiosa, si mutano ben presto per Michel in violenta affermazione di sé e del proprio egoismo, fino a provocare la morte della giovane moglie. Di fronte alla tragedia, il protagonista arriverà a capire la verità dei suoi comportamenti e delle sue colpe, ma ormai non potrà che contemplare disperato il male fatto a se stesso e agli altri.
A due anni dalla morte di Nietzsche, Gide con questo romanzo liquida senza appello, nel cristallino “cartesianesimo” della sua prosa, ogni pretesa di fondazione irrazionalistica o sensualistica dell’agire umano; e lo fa non con l’astratto rigore del moralista, ma con la sofferta consapevolezza di chi è stato affascinato da quelle lusinghe e con molta fatica, per un superiore imperativo etico, tenta di liberarsene: una testimonianza di verità dell’anima, che diviene fonte di straordinaria letteratura.

L’immoralista-La porta stretta

“L’immoralista” e “La porta stretta” sono due romanzi di ammirevole fattura stilistica che affrontano, da punti di vista differenti, lo stesso problema: nel primo l’esigenza di autorealizzazione di Michel e il suo nichilismo finiscono per uccidere la giovane moglie; nel secondo, Alissa percorre l’opposta strada della rinuncia e dell’ascesi spirituale fino ad annullarsi nella morte. La contraddizione tra le due opere rispecchia esemplarmente il conflitto interiore di Gide e il loro senso finale sembra essere che tanto l’immoralismo, quanto la virtù conducono alla dannazione dell’aridità. Saggiamente, lo scrittore rinuncia a risolvere il contrasto optando per l’ambiguità.