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L’occhio del purgatorio

Jean Poldonski conduce le sue giornate tra tentativi di pittura, irritanti visite della premurosa fidanzata e annoiate avventure erotiche con le sue modelle, alla continua ricerca dell’ispirazione artistica. Senza più speranza né vitalità si orienta verso il suicidio, fino al giorno in cui l’incontro con l’eccentrico Christian Dagerlöff rivoluziona la sua vita. Lo scienziato ha compiuto una scoperta rivoluzionaria: un bacillo che produce negli uomini la facoltà di vedere il mondo in anticipo! Il pittore viene contagiato, e da quel momento inizia per lui una discesa verso una voragine percettiva in cui gli uomini diventano cadaveri, i cani scheletri, il cielo stellato un grande nulla… Una macabra allucinazione destinata a un drammatico e delirante epilogo: l’inevitabile progressione del tempo porterà l’artista verso l’inarrestabile paradosso di sopravvivere alla vista della sua stessa morte!
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L’occhio del mondo. La ruota del tempo

Fervono i preparativi per la festa di primavera nella regione dei Fiumi Gemelli, e il giovane Rand al’Thor è ansioso di lasciarsi alle spalle un anno difficile. Alcuni stranieri si aggirano per il villaggio di Emond’s Field: un’elegante dama accompagnata da un gelido cavaliere, misteriose figure a cavallo che scompaiono nel nulla, un menestrello ansioso di cantare epiche gesta. Sono giunte notizie di una guerra in remote contrade e dell’ascesa di un falso Drago che porterà la Frattura nel mondo. Nulla sarà più come prima nel Disegno delle Epoche tessuto dalla Ruota del Tempo: un mondo inquieto e sgomento si appresta a essere di nuovo preda dell’Ombra.

L’occhio del faro

Il volto grigio, gli occhi cerchiati di scuro, una profonda cicatrice lungo lo zigomo: Thorkild Aske è ormai lo spettro dell’uomo che quattro anni prima, all’apice della sua carriera nella polizia norvegese, era considerato un maestro nell’arte dell’interrogatorio. Incarcerato per aver causato la morte di una donna guidando sotto l’effetto di droghe, Thorkild ha scontato la pena, ma porta ancora i segni di quel tragico incidente. Nemmeno i cocktail di psicofarmaci di cui ha sempre piene le tasche riescono ad arginare le allucinazioni che lo perseguitano: l ̓immagine di Frei, la ragazza che quel giorno viaggiava al suo fianco, gli appare continuamente davanti agli occhi, con i suoi indomabili ricci biondi. Così, quando lo zio della giovane gli chiede di indagare sulla scomparsa del figlio Rasmus, Thorkild non può rifiutarsi e parte subito per la Lapponia. Qui il ragazzo stava restaurando un vecchio faro arroccato su un’iso­la, finché di lui non si è persa ogni traccia. Annegato durante un’immersione, sostiene la polizia. O magari, come insinua il vecchio lupo di mare del villaggio, ha avuto la sfortuna di imbattersi nel Draug, il fantasma di un pescatore che secondo la mitologia nordica annuncia la morte a chiunque lo incontri. E mentre sul Circolo polare artico cala la lunga notte invernale, le tempeste che sferzano la costa portano a riva un cadavere: ma non si tratta di Rasmus, bensì di una misteriosa donna dal viso sfigurato… Con la sua scrittura cinematografica, Bakkeid dà vita a un thriller di grande atmosfera e potenza visiva.

Occhiali neri

Ansima, sbuffa, si percuote la fronte. Si soffia rumorosamente il naso, emette tremendi colpi di tosse; inciampa, geme, impreca anche, sia pur prendendosela con divinità pagane o comunque fuori servizio. Le sedie sulle quali appoggia il suo immenso posteriore sono tutte condannate a rapida morte per soffocamento, eppure questo omaccione dai grandi baffi da bandito e dagli occhiali a pince-nez è nientemeno che il più grande investigatore dilettante della letteratura gialla: il dottor Gideon Fell. Amante della birra e dei sigari, burbero ma pronto a sciogliersi di fronte a una ragazza in difficoltà o travolta dalle pene d’amore, Fell ha nei delitti commessi in camere chiuse dall’interno la sua grande specialità. “Occhiali neri”, decimo romanzo con il dottor Fell, non si sottrae alla regola del “delitto impossibile”: in questa storia, che curiosamente vede il suo incipit a Pompei, gli enigmi da risolvere sono due misteriosi avvelenamenti commessi in circostanze eccezionali. Il primo in una pasticceria, dove nessuno può aver avvelenato dei cioccolatini alla crema. Il secondo davanti a numerosi testimoni e addirittura all’obiettivo di una cinepresa che ha fedelmente registrato ogni cosa. Due delitti che sono destinati a rimanere senza spiegazione fino a quando il dottor Fell non riuscirà a dimostrare come una persona poteva trovarsi nello stesso istante in due luoghi diversi.
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Gli occhiali di Cavour

Florindo Flores ha abbandonato per qualche giorno il suo amato orticello e il suo giardino sassarese, e si trova a Torino per questioni personali. Non immagina certo che sarà costretto, suo malgrado, a riprendere le tradizionali attività investigative, con pedinamenti e indagini ormai sfiancanti per le sue nuove abitudini di poliziotto a riposo. Tutto comincia con la scomparsa di un paio di occhiali, che si ritiene fossero appartenuti a Cavour. Il Bensi, proprietario di un ristorante, che ne ha denunciato la sparizione, non lo convince affatto, sembra una caricatura del Conte, con quel panciotto e i modi cerimoniosi e sfuggenti… Pare una faccenda trascurabile e Flores non vede l’ora di liquidarla per rifugiarsi nel calore dell’atmosfera famigliare, tra gli aromi della saporita cucina della moglie, ma sono invece le nebbie del Po a catturarlo: dalle acque torbide emergono indizi che potrebbero rivelare vicende sinistre: il vestito e la parrucca di una certa Loredana, ben conosciuta da Bensi. Tra i dipendenti del Ricetto del Conte, il locale che esibiva in una vetrinetta gli occhiali e altri cimeli del grande piemontese, manca all’appello Evaristo da Rio, un cameriere che serviva i clienti a passo di samba. Svaniti gli occhiali di Cavour, sparito l’ambiguo brasiliano, scompare anche il signor Bensi: dal suo armadio mancano solo la vestaglia, le pantofole e… una bombetta. Dove può aggirarsi, senza dare nell’occhio, un individuo così abbigliato, con quel copricapo assurdo, e per di più sotto una pioggia battente? Bisogna dipanare la matassa e forse il bandolo potrebbe essere nelle mani della signora Bensi… Una storia all’insegna del divertissement cui si mescolano nostalgie, odori, colori e immagini di una Torino di altri tempi.

Gli occhiali d’oro

In una Ferrara ricca, affascinante ma oppressa dal fascismo, un giovane studente ebreo, voce narrante del romanzo, incrocia il suo destino con quello di Athos Fadigati, un maturo medico di chiara fama. L’amicizia che nasce fra i due farà scoprire al narratore che dietro tutta la cultura e la raffinatezza del dottor Fadigati si cela un abisso di solitudine dovuto alla sua presunta omosessualità. Un peccato che l’Italia di allora non contemplava fra quelli che potevano essere redenti… E gli occhiali d’oro dello stimato professionista diventano il simbolo di una diversità sempre meno tollerata, così come l’appartenenza all’ebraismo del narratore, una diversità che non potrà che andare incontro a una catarsi tragica.

Occhi nel buio

Sulla famiglia Heath grava da sempre un’atmosfera oscura. Densa di cattivi presagi. Prima la morte della madre, per malattia. Poi l’incidente d’auto che ha reso cieca una delle due figlie, Kelsey. La sorella Alice e il fratello Johnny, perfino Philip il fidanzato, vivono con lei e mai avrebbero il coraggio di abbandonarla: è una questione di coscienza… o magari è perché ha ereditato l’intero patrimonio? Certo Kelsey, che crudelmente non perde occasione di addossare loro la colpa della sua disgrazia, non si prodiga per essere benvoluta. Gode nel farli soffrire, parola di Alice, e ha anche qualcosa della strega: dice di vedere un muro di occhi intorno a sé. Gli occhi di chi la spia, di chi la odia, di chi attende la sua morte. Non è pazza, no, è solo un po’ strana. Però un sesto senso deve possederlo davvero. Risulta chiaro a tutti, quando viene uccisa brutalmente in casa. Meno chiaro sarà per l’ispettore Sands come smascherare il suo assassino. E scacciare l’atmosfera oscura che, da sempre, grava sulla famiglia Heath.
**ALL’INTERNO**, il racconto “Vento di scirocco” di Maurizio Polimeni.

Gli occhi gialli dei coccodrilli

Tre generazioni di donne: la fredda matriarca, le sue nipoti e in mezzo, allo stesso tempo figlie e madri, Iris e Joséphine, sorelle dal carattere e dai sogni diversi. Iris spera in una brillante carriera da sceneggiatrice, Joséphine vuole affermarsi come studiosa di storia medievale. Ma le loro esistenze subiscono un’imprevista trasformazione. Una girandola di eventi che si susseguono fino all’ultima pagina, esplorando le pieghe più intime della natura umana.

Gli occhi della preda

Un’esplosiva miscela di follia, droga, odio e vendetta; un’emozionante incursione nei meandri della psiche; una vicenda dal ritmo serrato e martellante. Michael Bekker, un patologo psicopatico e tossicomane, e Carlo Druze, deforme emarginato, stringono un patto scellerato: ciascuno eliminerà la persona che è di ostacolo nella vita dell’altro.

Gli occhi del terrore

Una catena di misteriosi delitti terrorizza Manhattan: le vittime sono tutte giovani e belle e, accanto a ciascuna, l’assassino lascia sempre una gondola di cartapesta. L’ispettore Karlov raccoglie la sfida del maniaco omicida e avvia le sue rischiose indagini. verso numerose peripezie, inseguito dalla guerriera Bradamante innamorata di lui, Agilulfo riesce a trovare Sofronia, ma credendola macchiata di gravi peccati, decide di scomparire. Si sveste dell’armatura e la consegna a Rambaldo, giovane compagno d’armi. Sarà ora questi a proseguire nella bianca corazza, le gesta del cavaliere senza corpo.

Gli occhi del drago

Dalla straordinaria penna del “re del brivido”, una storia fantasy di eroi, principi e stregoni, una favola suadente destinata a conquistare i lettori di ogni età. Nel regno di Delain, il vecchio re Roland vive i suoi ultimi giorni con la certezza di lasciare il trono nelle fidate mani di Peter, il figlio primogenito, bello, valoroso e leale. Ma il malvagio Flagg, mago di corte, da secoli aspetta di prendere il potere e, morto misteriosamente Roland, imprigiona Peter con l’orrenda accusa di aver avvelenato il padre…

Gli occhi del buio

Smoky Barrett conosce bene la morte. L’ha vista in faccia molte, troppe volte. È il suo lavoro, all’FBI, dove dà la caccia ai serial killer più spietati. Studia il loro modo di ragionare, li insegue, li stana. Non ha paura di scavare nell’oscurità, neppure dopo che quella stessa oscurità ha inghiottito anche lei, rubandole il marito e la figlia, brutalmente uccisi anni prima. Anche Sarah conosce bene la morte. Ha solo sedici anni, eppure nei suoi occhi non c’è più luce. Fin dal giorno del suo sesto compleanno, quando lui, lo Straniero, è apparso per la prima volta sulla soglia di casa. Da allora quell’uomo e il suo viso nascosto dietro a una calzamaglia non l’hanno più lasciata. Lo Straniero trae il suo godimento dal dolore di Sarah e uccide tutti quelli che lei ama. Prima si è portato via la sua famiglia, poi la stessa sorte è toccata a chiunque abbia cercato di aiutare la ragazza. Morte dopo morte, finché lei è rimasta sola. C’è solo una speranza per uscire da questo incubo: Smoky. Perché Smoky sa seguire le tracce lasciate dal killer e scoprirne il nome e il movente. Smoky sa guardare nel buio e dare un volto alla morte.

Il nuovo inquilino

«Uno scrittore di infinito talento.» Roberto BolañoDovrebbe essere una domenica come tutte le altre per Mario Rota, uomo metodico, ricercatore di fonologia presso l’Università del Midwest. Appena rientrato dalle vacanze estive ha ripreso l’abitudine del jogging, che pratica seguendo ogni mattina un identico percorso. Ma un cespuglio traditore e un salto poco atletico gli causano una brutta caduta, con tanto di caviglia slogata. Mentre rientra in casa, sudato e zoppicante, Mario si imbatte nella sua affittuaria che insiste nel presentargli un nuovo inquilino, Daniel Berkowickz. Da una prima impacciata conversazione, Mario apprende che il vicino sarà anche suo collega, anzi che si occupa della sua stessa materia. Nel giro di poche ore, ripresentandosi in Dipartimento con l’aiuto di una stampella, Mario scopre che Berkowickz si è già conquistato un posto di riguardo nel corpo docente e minaccia di sottrargli spazio e visibilità, e forse anche le attenzioni della sua ragazza…

Il nuovo incantesimo

A Maria Venturi riesce un’impresa impossibile: ammaestrare senza annoiare. Antonella Boralevi, Il Messaggero Laura e Luca, entrambi medici della clinica Life, si innamorano loro malgrado, ma sin dall’inizio esplodono i conflitti: professionali, i più semplici da risolvere, e personali. Luca ha paura di amare perché è già rimasto ferito, e Laura, figlia illegittima, crede di poter riempire con il lavoro il vuoto causato dalla scarsa presenza del padre nella sua vita. La storia d’amore, in cui ogni coppia si può ritrovare, si svolge quindi tra molte difficoltà: la paura di rimettersi in gioco dopo i dolori subiti, i dubbi tra ragione e sentimento, le tentazioni dell’orgoglio. Il lieto fine sarà una conquista lunga e faticosa.

Il nuovo che avanza

La grande città come trionfo dell’inessenziale sull’essenziale, dell’artificiale sul naturale, del superfluo sul necessario. È il sottile filo (di divertimento angoscioso, di stralunato humour) che attraversa il libro di Michele Serra, qui alla sua prima prova di narratore. Una serie di racconti sugli inganni del “moderno” visto come luogo degli equivoci, come continua sottrazione di senso alla vita quotidiana, che conferma, come ha scritto Tullio De Mauro, “la sua felice capacità di catturare in anteprima quelli che solo molto tempo dopo altri avvertono come intollerabili luoghi comuni”.