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Tristi tropici

“Ho cercato la mia strada molto a lungo. In etnologia sono un completo autodidatta. Una prima rivelazione l’ho avuta per ragioni inconfessabili: smania d’evasione, desiderio di viaggiare.” Queste parole di Claude Lévi-Strauss riassumono il senso di “Tristi Tropici”, resoconto delle spedizioni compiute dall’autore nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Quando Lévi-Strauss, nel 1934, arrivò a Sào Paulo per ricoprire la cattedra di sociologia all’università, il suo interesse per l’antropologia era ancora una passione non concretizzata. Una volta giunto in Brasile, la curiosità per le culture indigene e il desiderio di visitare un paese in gran parte inesplorato lo spinsero a organizzare una serie di ricerche “sul campo”. Entrò così in contatto con le tribù autoctone, potè conoscerne direttamente le usanze e la vita quotidiana. Di ritorno da quel lungo viaggio, Lévi-Strauss lasciò calare il silenzio su quell’esperienza: non una parola che ricordasse le difficoltà, i rischi che gli incontri con civiltà indigene gli avevano procurato. Quindici anni più tardi, decise di raccontare ciò che aveva visto e vissuto. E nel 1955 uscì questo saggio, che cambiò per sempre i destini dell’antropologia ma che è soprattutto un racconto vivo dove si intrecciano descrizioni degli uomini e della natura, aneddoti, considerazioni filosofiche e narrazione dell’avventura quotidiana del ricercatore.
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Tristano muore: una vita

Un’estate torrida in una vecchia casa in Toscana. Qui Tristano vive la sua lunga agonia: una cancrena gli divora la gamba, i dolori sono lancinanti e la malattia si estende a tutto il corpo. Lo assiste la vecchia Frau, la stessa che da bambino gli raccontava fiabe e poesie in tedesco, affinché imparasse la lingua. In uno stato allucinatorio, Tristano vecchio e incattivito, racconta di sé ad uno scrittore perché sia testimone della sua agonia e dei ricordi di una vita. Fantasmi di donne amate si sovrappongono nel delirio e poi la guerra, combattuta in Grecia, la scelta della libertà e della Resistenza. Alla fine della vita tutto appare uguale a se stesso, un incubo che tutto sovrasta e tutto circonda.

Tristan e Doralice. Un amore ribelle

Anno Domini 1076. Sopravvissuta alla strage della sua famiglia, Doralice di Lacus trova ospitalità a Canossa, dove la grancontessa Matilda la accoglie come una figlia. Quando l’orrore per l’assassinio dei suoi genitori sembra aver lasciato posto a una tranquilla quotidianità, i piani di conquista di Enrico IV sconvolgono il suo mondo. Tristan di Holstein, indomito guerriero forgiato da mille battaglie, ha un’ultima missione prima di riconquistare la libertà: deve colpire al cuore Matilda, strappandole quanto ha di più prezioso. La sua preda, che osserva con occhi da demonio, uno azzurro e freddo, l’altro ribollente d’oro fuso, è Doralice. Ma la prova dell’amore si rivelerà la più ardua da superare e lo spingerà a disobbedire al suo re, a sopportare torture e rinunce in nome di una felicità che potrebbe non esistere. Perché forse è proprio lui il responsabile di un crimine che non può essere perdonato…
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Triplice omicidio

Il lavoro del detective David Raker consiste nel seguire tracce nascoste, evanescenti. La sua specialità è vedere dove gli altri non vedono, scovare dove chiunque altro non avrebbe neanche cercato. Colm Healy era tra i migliori detective in circolazione, fino a quando un caso di omicidio irrisolto una donna uccisa insieme alle sue due figlie non gli ha sconvolto la vita. L’incapacità di reagire al fallimento delle indagini o anche solo di comprendere le motivazioni di un crimine tanto efferato ha distrutto la sua carriera, la sua famiglia, la sua vita.Riaprire il caso significa per Healy rimestare nell’incubo da cui non si è mai risvegliato, per Raker ingaggiare una sfida impari con un puzzle ossessivo i cui pezzi non vogliono combaciare. Nessuno dei due può però immaginare che, in fondo a quel tunnel di tragedia e oscurità, ad aspettarli al varco c’è un killer sfuggente, che ha seguito le loro mosse, e che è disposto a tutto pur di seppellire per sempre la verità. Un’indagine serrata, pericolosa, sullo sfondo di una storia intensa e lacerante. Un romanzo oscuro, complesso, viscerale, con un protagonista tra i più riusciti del panorama thriller mondiale.

(source: Bol.com)

Il trionfo del sole: Courteney e Ballantyne

Khartum, la città circondata dal deserto del Sudan alla confluenza del Nilo Bianco con il Nilo Azzurro: luogo strategico per gli europei in Africa, punto nevralgico per le tribù dei dervisci che, sotto il vessillo dell’Islam, sono decise a cacciare i bianchi da quelle terre. Nel 1884, Khartum è sotto assedio, difesa solo dalle sparute truppe del generale Gordon. Dal palazzo del console inglese si odono i tamburi di guerra dei nemici echeggiare sull’altra riva del grande fiume, dove sorge Omdurman, la città indigena sede dell’enigmatico profeta che guida la rivolta islamica, il potentissimo Mahdi. Il console Benbrook e le sue tre figlie – la bella Rebecca, diciassettenne, e le più piccole gemelle Amber e Saffron – guardano in faccia una sorte orribile, cui non potranno sfuggire a meno che la Gran Bretagna non mandi subito un contingente in soccorso. O che il fato stesso non abbia in serbo le più bizzarre sorprese… Quando Ryder Courteney torna a Khartum con il suo vapore carico di merci, certo non ha intenzione di organizzare una fuga dalla città. Né immagina di avere un ruolo nel destino delle fanciulle Benbrook il coraggioso capitano degli Ussari Penrod Ballantyne, giunto dal Cairo in missione segreta per recare messaggi urgenti al console, in attesa che la spedizione britannica affronti le forze del Mahdi in una serie di sanguinose battaglie in campo aperto. Eppure tutti e due, il mercante e il soldato, esperti conoscitori di quei luoghi, del clima e delle genti, sono sull’orlo di avventure ancora più intricate e pericolose, che coinvolgeranno loro e le bionde figlie del console in una serie di peripezie cui non sarà estraneo l’amore. Ormai lontanissimi dalla madrepatria, sentiranno il respiro del continente nero sulla pelle e si daranno completamente al mistero dell’Africa, dove la potenza della natura è tale che alla fine delle vicende umane, delle loro emozioni e tragedie, l’ultimo trionfo può soltanto essere quello dell’astro che dà la vita e la toglie, che regna laggiù come in nessun altro luogo al mondo: il trionfo del sole.ENTRA A FAR PARTE DEL CLUB DEI LETTORI DI WILBUR SMITH SU: WWW.WILBURSMITH.ITCURIOSITÀ, ANTEPRIME, GADGET E CONTENUTI GRATUITI IN ESCLUSIVA

Il trionfo dei nani

Il regno degli albi è caduto. Sulle sue ceneri, l’imperatore dei nani Boïindil ha dato ordine di piantare alberi sacri, affinché le radici sigillassero il male e proteggessero uomini, elfi e nani. E così è stato per lungo tempo, fino al giorno dell’arrivo di Sha’taï. Sembra una giovane umana, eppure è stata trovata in territorio elfico e parla la lingua degli albi. Non ha nessun potere magico, ma è riuscita a sopravvivere nella Terra dell’Aldilà, un luogo selvaggio e pericoloso, da cui nemmeno i nani più valorosi hanno fatto ritorno. Inoltre, da quando è ospite presso la corte della regina degli uomini, una profonda crepa si è aperta nel bosco sacro che difende la Terra Nascosta e orde di albi inferociti hanno seminato il panico, giungendo perfino ad attentare alla vita della regina. Possibile che quella ragazzina sia la causa di tutto? O forse è l’arma decisiva contro quell’oscura minaccia? Per la prima volta nella sua vita, Boïindil è divorato dai dubbi. Una sola cosa è certa: è giunto il momento di tornare a combattere…

Trilogia Provenzale

Questo breve racconto è il quarto episodio di una serie erotica M/M. Brad è uno straniero misterioso che noi possiamo conoscere solo attraverso gli occhi dei diversi uomini che incontra quando è in vacanza. Ogni volta ha storie brevi ma molto appassionate, e lascia i suoi amanti perplessi circa le sue motivazioni e suoi obiettivi. Brad rimane sempre un enigma per loro. E voi? Sarete in grado di decifrarlo? Questo racconto contiene scene di sesso esplicito e se ne sconsiglia la lettura ai minori di 18 anni.

Trilogia malese: L’ora della tigre-Il nemico tra le coperte-Letti d’Oriente

Protagonista dei tre romanzi che compongono la trilogia burgessiana è Victor Crabbe, funzionario del ministero dell’istruzione inglese, che in Malaysia insegna storia nei college in cui si va formando quella che sarà la classe dirigente del nuovo stato indipendente. Con lui c’è la moglie, che rifiuta, quasi fosse in esilio, la vita nell’ex colonia britannica. A poco a poco però si lascia affascinare dal Paese e il fatto la avvicina al marito, anche se a separarli è qualcosa di interiore che attiene alla loro storia di europei alla ricerca di se stessi.
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Trilogia malese

Protagonista dei tre romanzi che compongono la trilogia malese burgessiana è Victor Crabbe, funzionario del ministero dell’istruzione inglese, che in Malaysia insegna storia nei college in cui si va formando quella che sarà la classe dirigente del nuovo stato indipendente. Crabbe ama la Malaysia, si sforza di conoscerla e di comprenderne la molteplicità di etnie e di lingue. Con lui c’è la seconda moglie, la bellissima Fenella, che inizialmente rifiuta, quasi fosse un esilio, la vita nell’ex colonia britannica. Non ne sopporta il clima, ne le abitudini, stenta a trovare interlocutori che soddisfino il suo bisogno di comunicazione e di svago. Stenta anche a suscitare manifestazioni amorose da parte del marito, emotivamente bloccato da un profondo quanto immotivato senso di colpa per la morte della prima moglie, di cui si sente responsabile. A poco a poco tuttavia, seppure in modo contraddittorio, Fenella si lascia affascinare dal paese. Ciò l’avvicina al marito, ma resta tra loro come un diaframma inesplicabile, perché in realtà non è la Malaysia – con la sua peculiarità di tradizioni e cultura, con la sua talora incomprensibile specificità – a separarli, ma qualcosa di interiore, che attiene alla loro storia personale, di europei alla ricerca di se stessi. Questa trilogia, pubblicata in traduzione italiana nel 1981 dall’Editoriale Nuova passata praticamente inosservata, viene ora proposta in traduzione riveduta e corretta, nonché corredata dall’introduzione che Burgess scrisse nel 1981 per l’edizione americana.

Trilogia della città di K.

Quando “Il grande quaderno” apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la “Trilogia della città di K” ritrae un’epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.
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Trilogia della censura

Il libro contiene tre libri “scottanti” di Oliviero Beha, pubblicati e poi dimenticati. “Mundialgate”, del 1984, è la storia di uno scandalo calcistico: il famigerato “caso Camerun” dei Mondiali del 1982 vinti dall’Italia. “Antenne rotte”, del 1990, parla senza riguardi della tv e dell’Italia di allora, appena pre-Tangentopoli, ed è come se stesse parlando di quella di oggi. “L’Italia non canta più”, del 1997, un dialogo con Mogol, scoperchia il pentolone della musica italiana della seconda metà del ‘900. Alla trilogia è premesso uno scritto di Beha, “Ieri come oggi”, in cui, oltre a raccontare particolari inediti sulle censure subite, mette a fuoco quanto dell’Italia del presente si spieghi con quella di anni fa.
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Trilogia del ritorno

UNICA EDIZIONE IN COMMERCIO CHE CONTIENE LA TRILOGIA COMPLETA:
L’amico ritrovato
Un’anima non vile
Niente resurrezioni per favore

Niente resurrezioni per favore”Mi sentivo prima tedesco, poi ebreo.” In questa frase, più ancora che nel tema sconvolgente dell’Olocausto, è racchiuso il fascino dei tre romanzi brevi di Fred Uhlman che nascono dalla tragedia di chi, disperatamente innamorato della Germania e della sua cultura, se ne vide nel 1933 allontanato in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In ”L’amico ritrovato” questa lacerazione coincide con la fine di una fortissima amicizia fiorita al liceo di Stoccarda tra due adolescenti: l’ebreo Hans Schwarz, figlio di ricchi borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame con la forza di un contagio che sembra colpire anche l’amico prediletto e condurlo al tradimento. La smentita verrà solo trent’anni dopo, dalle righe di un vecchio album di scuola e dall’ultima lettera scritta ad Hans da Konradin, divenuto ufficiale della Wehrmacht e prossimo a essere giustiziato per aver preso parte alla congiura contro Hitler: una confessione che è anche l’appassionato tentativo di spiegare come un popolo intero possa precipitare nella barbarie. Ma per Uhlman quanto è avvenuto non può essere archiviato nel segno consolatorio del ricordo giovanile, e forse proprio per questo la chiave dell’intera Trilogia va considerato ”Niente resurrezioni, per favore”: il confronto, nella Germania opulenta del dopoguerra, fra l’ebreo emigrato Simon Elsas e i suoi vecchi compagni di scuola non garantirà la riconciliazione, ma la reciproca incomprensione, la colpevole dimenticanza del passato.

(source: Bol.com)

Trilogia dei pirati: Tortuga-Veracruz-Cartagena

Da Stevenson a Salgari, i grandi della letteratura sono sempre stati attratti dal tema dei pirati, diventato sinonimo stesso di avventura, esplorazione, coraggio. Anche Valerio Evangelisti, il celebre creatore dell’inquisitore Eymerich, non è sfuggito al loro fascino e ha scritto i tre romanzi qui raccolti, ricchi di emozionanti vicende e basati su una rigorosa ricostruzione storica. Tortuga, Veracruz e Cartagena, ambientati negli ultimi decenni del Seicento, raccontano i gloriosi atti conclusivi dell’epopea dei filibustieri di stanza nei Caraibi, tra abbordaggi, rapimenti, episodi di ferocia e di abnegazione, passioni amorose divoranti, cameratismo e rivalità su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore. Ma, all’alba del XVIII secolo, il tempo dei pirati sembra giunto al termine. Ormai superati dalla Storia, i Fratelli della Costa che hanno terrorizzato i Caraibi per cinquant’anni non spariranno, ma saranno chiamati a un differente destino…
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Il tribunale delle anime

Roma è battuta da una pioggia incessante. In un antico caffè, vicino a piazza Navona, due uomini esaminano lo stesso dossier. Una ragazza è scomparsa. Forse è stata rapita, ma se è ancora viva non le resta molto tempo. Uno dei due uomini, Clemente, è la guida. L’altro, Marcus, è un cacciatore del buio, addestrato a riconoscere le anomalie, a scovare il male e a svelarne il volto nascosto. Perché c’è un particolare che rende il caso della ragazza scomparsa diverso da ogni altro. Per questo solo lui può salvarla. Ma, sfiorandosi la cicatrice sulla tempia, Marcus è tormentato dai dubbi. Come può riuscire nell’impresa a pochi mesi dall’incidente che gli ha fatto perdere la memoria? Anomalie. Dettagli. Sandra è addestrata a riconoscere i dettagli fuori posto, perché sa che è in essi che si annida la morte. Sandra è una fotorilevatrice della Scientifica e il suo lavoro è fotografare i luoghi in cui è avvenuto un fatto di sangue. Il suo sguardo, filtrato dall’obiettivo, è quello di chi è a caccia di indizi. E di un colpevole. Ma c’è un dettaglio fuori posto anche nella sua vita personale. E la ossessiona. Quando le strade di Marcus e di Sandra si incrociano, portano allo scoperto un mondo segreto e terribile, nascosto nelle pieghe oscure di Roma. Un mondo che risponde a un disegno superiore, tanto perfetto quanto malvagio. Un disegno di morte. Perché quando la giustizia non è più possibile, resta soltanto il perdono. Oppure la vendetta. Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. Questa è la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Questa è una storia basata su fatti veri, ispirata a eventi reali: la sfida non è crederci, ma accettarlo.

Il triangolo quadrilatero

Che due uomini – due amici – siano innamorati della stessa ragazza non è forse l’argomento più originale per la trama di un romanzo di fantascienza. Ma che cosa può divenire questa trama se i due amici sono entrambi scienziati e, insieme, inventano una macchina capace di raddoppiare ogni sostanza e ogni agglomerato di sostanze? Una macchina che perciò potrà duplicare qualunque cosa, compresa la ragazza di cui i due amici sono innamorati? Non è più dunque il solito, convenzionale “Triangolo”, ma qualcosa che l’autore definisce “Triangolo a quattro lati”, con due uomini innamorati della stessa ragazza, si, ma di cui esiste l’originale e una copia! E’ inutile cercar di prevedere come l’autore risolva l’incredibile situazione. La soluzione, tuttavia, è ancor più originale della trovata. Insomma, un “classico” di fantascienza. Dal quale sarà programmato prossimamente anche un film. A soli due anni dalla pubblicazione il “Triangolo” è stato tradotto in francese, tedesco, spagnolo, ha avuto un’edizione americana e ora vede la luce anche in Italia.
Copertina di Curt Caesar.

TRI. Capitolo terzo

Saira ha fatto una scelta che cambierà il corso della storia. La guerra più sanguinaria che abbia mai visto Ebdor è appena iniziata, i regni si riuniscono per affrontare l’emergenza, ma c’è soltanto un modo per sconfiggere il nemico comune. Amore, tenacia, volontà. Un ritmo serrato in cui ogni personaggio diventa il protagonista.