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Penultime notizie circa Ieshu-Gesù

Erri De Luca presenta un Gesù uomo, inserito nella storia reale della terra di Palestina, parla di Giuseppe e di Maria, delle loro paure, i dubbi, le attese, in un continuo dialogo tra Antico e Nuovo Testamento. Egli narra di un contesto sconosciuto, intuisce, immagina, deduce, guarda alla storia di Cristo con un occhio al presente. Ma tutte le informazioni su di lui sono “penultime”. Manca quella annunciata e ancora differita: la fine del frattempo, tra la sua prima vita, provvisoria, e la seconda, la definitiva. Il tempo della cristianità dopo di lui è prolunga di supplementari, in attesa di compiersi del tutto.

La pentola dell’oro

James Joyce sosteneva di formare con James Stephens una coppia di gemelli celesti «nati alla stessa ora dello stesso giorno dello stesso anno nella stessa città». E Stephens aggiungeva: «Ma in due letti diversi, e questo fu il solo neo nei nostri rapporti». Tanto forte doveva essere questa convinzione in Joyce che, in una lettera scritta mentre disperava di poter mai finire “Finnegans Wake”, egli indicava in James Stephens l’unico scrittore che eventualmente avrebbe potuto portare a termine il suo lavoro. E ciò non solo perché questi disponeva in maniera prestigiosa di tutta la tastiera mitica e fantastica dell’Irlanda, ma perché Stephens era anche lui dotato di una formidabile abilità stilistica, di un orecchio rigoroso per il ritmo. Solo che la forma dei suoi scritti è quanto di più diverso dall’ultimo Joyce; una semplicità apparente, una sviante elementarità del linguaggio e dei temi si ritrovano in tutte le sue opere – poesie, racconti e memorabili conversazioni alla radio – e così anche nel suo capolavoro “La pentola dell’oro” (1912). Questo libro, che fin dal suo apparire si guadagnò dei fanatici ammiratori, è pressoché indefinibile, ma di questa sua natura elusiva e polivalente il lettore si rende pienamente conto alla fine, dopo essere passato attraverso una complicata storia che è insieme un conte philosophique, un romanzo fiabesco dove compaiono dèi di varia origine – come Pan e Angus Óg – un libro per bambini, un libro pieno di humour per gli adulti, un’allegoria del difficile matrimonio fra intelletto e istinto. Certo è che da questo strano impasto di elementi è nato un libro che il tempo ha reso sempre più attuale. Walter de la Mare è riuscito felicemente a condensare in poche parole il suo fascino: «Come almeno metà dei libri migliori è più che un po’ pazzo, e colmo fino all’orlo di vita e di bellezza. È un inno al nonsense, e il vero nonsense è solo saggezza rovesciata, che perciò è al di là della comprensione solo per un intelletto non saggio».

Il Pentagate: altri documenti sull’11 settembre

Nel libro Thierry Meyssan insieme ad altri giornalisti ed esperti rifiuta la tesi ufficiale secondo la quale un Boeing 757 si è schiantato sul Pentagono l’11 settembre 2001. Secondo Meyssan un missile e non un aereo avrebbe colpito l’edificio. Pentagate è un’opera tecnica e argomentata nella quale si cerca di dimostrare con efficacia questa ipotesi attingendo a documenti ufficiali e appoggiandosi all’opinione di esperti per sottolineare non solo le incoerenze della versione ufficiale dell’esercito americano ma l’impossibilità tecnica di uno schianto dell’aereo sull’edificio.

Pensione Maria

Certe volte dev’essere proprio il destino che si accanisce. Il Celestino e la Piera sono sposati da trent’anni, hanno lavorato tutta la vita come muli e adesso, che dovrebbero godersi il meritato riposo nella loro cascinetta di Alzano Lombardone, la legge della ministra piangente con la complicità di una banca sanguisuga li ha ridotti sul lastrico. Meno male che Pio ed Emilia, i due amatissimi figli, sono sistemati o almeno così credono mamma e papà. Dopo un’esistenza da formichine, dunque, la coppia – pensionato mancato uno, pensionata forzata l’altra – deve reinventarsi un modo per sbarcare il lunario. Sono due brave persone, il Cele e la Piera, è fuor di dubbio, ma quando un giorno lei accetta un lavoro di pulizie nel carcere di Opera, tutto cambia. Comincia così l’epopea dei coniugi Aiello, delinquenti per caso, che applicano la serietà di un’intera vita lavorativa alla coltivazione e allo smercio della marijuana. Affidabili e puntuali, i due vecchietti si costruiscono una vasta clientela nella florida piazza di spaccio milanese in barba alla malavita vera, offrendo un prodotto unico, a chilometro zero e con l’inconfondibile sapore delle cose fatte in casa. E finalmente i soldi arrivano, anzi scorrono a fiumi. Ma forse l’avventura criminale degli Aiello, come tutte le cose, è destinata a non durare in eterno

Il pensiero che guarisce

Il pensiero che guarisce è la tesi di laurea del celebre professor Giuseppe Calligaris, medico chirurgo specializzato in neurologia e psichiatria. Nato nel 1876, Calligaris fu docente e ricercatore universitario. Le sue scoperte lo collocano a buon titolo tra i più geniali medici dell’anima. Egli, infatti, individuò linee e placche sulla pelle dell’uomo, che mettono in relazione il corpo e lo spirito, la fisiologia e la psicologia. Nella sua rivoluzionaria tesi di laurea, Calligaris mostra come il pensiero agisca sul corpo, anticipando di svariati decenni le più recenti scoperte di neurofisiologia, biochimica e persino di fisica quantistica. Con la prefazione di Samantha Fumagalli

Pensieri proibiti (eLit)

Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco.
Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato.
Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?
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### Sinossi
Joe ama tutte le donne, indistintamente. Le conquista, le seduce, le trascina in un vortice di passione con le sue consumate tecniche erotiche… e poi le lascia. Ogni conquista diventa un racconto che Sadie ascolta avidamente, ogni primo venerdì del mese, su una panchina del parco.
Non è sicura che tutte le storie di Joe siano vere, ma non le importa, perché con le sue parole lui le provoca quei brividi erotici che un crudele scherzo del destino le ha negato.
Ma quando la fantasia ha la possibilità di diventare realtà, Sadie sceglierà di entrare in una delle storie di Joe da protagonista o resterà spettatrice muta e distaccata?

Pensare l’Islam. Un libro spregiudicato sulla religione, il terrorismo e le responsabilità dell’Occidente (2016)

Dopo i fatti di Charlie Hebdo, una nuova e più sanguinosa strage jihadista fa vacillare i valori fondamentali della Repubblica francese rischiando di innescare una deriva autoritaria in tutta l’Europa; questo mentre la coalizione contro l’ISIS si allarga pericolosamente facendo emergere complicità per troppo tempo ignorate e acuendo le tensioni tra gli Stati coinvolti nella crisi siriana. Nel Corano si predica la pace o al contrario si inneggia alla guerra? Ha senso ritenere che l’Islam, in quanto tale, sia incompatibile con la cosiddetta civiltà occidentale? Ciò a cui stiamo assistendo non è forse il prodotto di un conflitto planetario scatenato più di un decennio fa in nome del profitto, un conflitto che ha armato la mano di coloro che oggi minacciano la nostra incolumità e che quasi ogni giorno seminano terrore e morte in tutto il mondo arabo? Michel Onfray, partigiano del libero pensiero che non ammette compromessi, cerca di rispondere a queste domande cruciali affidandosi alle armi della critica e all’analisi delle fonti, in un libro «vietato» in Francia, dove il dibattito pubblico si sta progressivamente omologando alla narrazione imposta dalle autorità e alle semplificazioni dei media. Per questo, il libro che qui presentiamo costituisce la prima edizione mondiale. Mantenere la lucidità, avere il coraggio di analizzare i fatti per quello che sono, senza infingimenti e ipocrisie, permette di tracciare una via di uscita da una catastrofe annunciata che nessuno sembra avere intenzione di scongiurare. Pensare l’Islam vuole contribuire al risveglio della razionalità in un mondo sempre più assediato dai demoni della follia, prima che sia troppo tardi.

Pensare altrimenti

Da sempre, sia pure in forme diverse, gli uomini si ribellano. Difficilmente le rivolte si lasciano ricondurre a un paradigma unitario, ma presentano come orizzonte comune la rivendicata antitesi rispetto a un ordine costituito o a un «comune sentire» che si pretende giusto. La cellula genetica del dissenso corrisponde a un sentire altrimenti che è, già virtualmente, un sentire contro: e che, per ciò stesso, può trapassare nelle figure concrete in cui il dissentire si cristallizza facendosi operativo. Il pensiero ribelle deve costituire oggi il gesto primario contro l’uniformazione globale delle coscienze che si sta registrando nell’orizzonte del nuovo pensiero unico e del falso pluralismo della civiltà occidentale. Diego Fusaro si propone qui di analizzare le figure del pensare altrimenti, le declinazioni storiche del dissenso e la sua fenomenologia.
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Pene d’amor perdute

Non sempre parlar bene è sintomo di viver bene. Questa la tesi fondamentale di “Pene d’amor perdute” che rappresenta con grande acutezza il potere e l’ambiguità del linguaggio, strumento truffaldino quanto inconsapevole di inganno e autoinganno, la cui fascinazione retorica e persuasiva eccede, e talvolta stravolge, il primario scopo comunicativo. L’indagine, con somma maestria, è condotta per mezzo di quello stesso linguaggio messo sotto accusa: la più letteraria delle commedie di Shakespeare è anche, infatti, una briosa festa della parola, imperniata su un susseguirsi inesorabile di bisticci, doppi sensi e allusioni incrociate, che si risolvono nella celebrazione divertita dell’arte della conversazione arguta e galante.

Pendragon

‘Una trama magistrale, vivida ed evocativa.’ Publishers Weekly Dove inizia la leggenda Prima di re Artù, prima di Excalibur La nascita di un’epica avventura 367 d.C. Nelle foreste inviolate, oltre il Vallo di Adriano, alcuni esploratori romani sono stati assassinati. Lucanus, un esperto guerriero conosciuto come il Lupo, sa che dietro quelle morti si cela un’oscura minaccia. Le leggende, infatti, raccontano di demoni e fate che abitano con i loro antichi dèi gli angoli più remoti dei boschi inesplorati dall’uomo. Gli stessi che Lucanus dovrà sfidare da solo, inoltrandosi in un territorio che anche l’esercito romano teme. I suoi passi lo porteranno nel cuore di una guerra nascosta, le cui fazioni si muovono nell’ombra. È l’inizio di un’epica avventura: dalla cabala che incombe sulla città di Roma al misterioso monumento pagano di Stonehenge, fino ai regni superstiti dei guerrieri gallici. Un soldato, un ladro, un tagliagole, una cortigiana, un druido e persino l’imperatore Valentiniano: tutti loro avranno un ruolo nella nascita del Casato Pendragon e le loro azioni avranno un’eco destinata a risuonare nei secoli. Ogni leggenda ha un inizio… ‘Pendragon ha tutte le caratteristiche del tradizionale romanzo storico – ci sono battaglie, spade e le urla di uomini violenti – il tutto narrato con stile. Rappresenta la nascita del mito e la natura del potere.’ The Times ‘Una trama magistrale, vivida ed evocativa, fortemente ancorata alla storia.’ Publishers Weekly ‘Ci sono personaggi forti, credibili, in grado di compiere azioni avventurose immersi in un contesto di intrighi e tradimenti che catturano il lettore.’ Eloquent Page James WildeHa studiato Storia dell’economia all’università, prima di partire in giro per il mondo alla ricerca di avventure. Dopo aver visitato i luoghi mitologici degli eroi delle leggende, ha deciso di renderli protagonisti dei suoi romanzi. Vive nella Mercia, in Inghilterra, immerso nelle foreste e Pendragon è il suo primo libro pubblicato in Italia.

(source: Bol.com)

Il pendolo di Foucault

Questo romanzo si svolge dall’inizio degli anni sessanta al 1984 tra una casa editrice milanese e un museo parigino dove è esposto il pendolo di Foucault. Si svolge dal 1943 al 1945 in un paesino tra Langhe e Monferrato. Si svolge tra il 1344 e il 2000 lungo il percorso del piano dei Templari e dei Rosa-Croce per la conquista del mondo. Si svolge interamente la notte del 23 giugno 1984, prima in piedi nella garitta del periscopio, poi in piedi nella garitta della statua della Libertà al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi. Si svolge la notte tra il 26 e il 27 giugno dello stesso anno nella stessa casa di campagna che Jacopo Belbo, il protagonista, ha ereditato da suo zio Carlo, mentre Pim rievoca le sequenze temporali di cui si è detto sopra. In sintesi: tre redattori editoriali, a Milano, dopo avere frequentato troppo a lungo autori “a proprie spese” che si dilettano di scienze occulte, società segrete e complotti cosmici, decidono di inventare, senza alcun senso di responsabilità, un Piano. Ma qualcuno li prende sul serio.
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I pellegrini delle tenebre

Il destino di Marion è deciso: la giovane è promessa al garzone della bottega paterna, e il suo unico compito sarà quello di assolvere ai doveri coniugali. Ma la ragazza non intende cedere, anche perché è ancora turbata dalla scomparsa della sorella maggiore, svanita nel nulla durante un pellegrinaggio attraverso le montagne per raggiungere la tomba di un santo martire. E quando un altro religioso, tornato da uno di quei pellegrinaggi, dà segni di. follia, i monaci, del luogo decidono di affidare proprio all’intelligente Marion l’incarico di scoprire cosa avviene durante il cammino verso il santuario, convinti che una donna possa “attirare” con più facilità le entità diaboliche. Scorgendo una via di fuga dal matrimonio, Marion si aggrega quindi a un gruppo di pellegrini, ma fin da subito il viaggio si rivela durissimo, anche perché funestato da morti misteriose e oscuri presagi…
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Il pellegrinaggio in Oriente

“Il pellegrinaggio in Oriente” (1932), il più perfetto dei romanzi brevi di Hesse e quasi lo stemma di tutta la sua opera, racconta un’esperienza unica e inaudita, che ha luogo, non a caso, in quel «periodo torbido, disperato, e tuttavia così fertile che seguì la prima guerra mondiale». Uniti in una misteriosa Lega, le cui regole paradossali e sapienti ripetono – riflesse nello specchio del Bund romantico – quelle di antichi gruppi iniziatici, uomini disparati si mettono in cammino verso una meta che non è un luogo ma una dimensione altra della realtà. Ricercatori del tao e della kundalini, silenziosi aiutanti, il pittore Paul Klee, lo stesso Hermann Hesse, che è il protagonista, e tanti altri personaggi partecipano a questo singolare viaggio che non ha certo inizio con loro ma è un incessante movimento che percorre il tempo da sempre, e in cui tutti i nomi della storia possono comparire quali momentanei compagni. Ma questo è solo il primo dei molti e conturbanti segreti che incontrerà il lettore nei meandri di una favola che insegna un nomadismo radicale da una realtà che ci è imposta verso un’altra, sfuggente, beffarda e piena di tranelli, che però poi si rivelano essere mezzi pedagogici di un violento svezzamento, usati per dissolvere le ultime, tenaci resistenze al viaggio senza ritorno verso Oriente. Non meraviglia – dato questo schema e la felicità con cui è sviluppato – che il piccolo libro sia stato riscoperto ed esaltato in questi ultimi anni da tanti che hanno sentito di soffocare nell’aria in cui erano nati.

Pelle d’acciaio

Cosa succede a una mente umana quando i suoi schemi logici e tutti i suoi ricordi vengono trasferiti di peso nel cervello di un robot quasi perfetto? E se questo trasferimento funziona, il robot saprà farsi accettare dagli umani in carne ed ossa? Così inizia l’avventura di Adam Durant, al quale dopo una morte inaspettata il destino riserva una nuova esistenza e al tempo stesso la possibilità di provare sulla propria pelle cosa significhi essere il primo robot umano della storia. Un’avventura non priva di rischi, specie quando i robot vengono usati per l’esplorazione spaziale e possono quindi trovarsi di fronte un enigma cosmico di prima grandezza… un pianeta acquatico i cui abissi emanano un richiamo misterioso che può mutare gli equilibri della presenza umana nella galassia.
Copertina di Vicente Segrelles

Pel di carota

La piccola grande tragedia personale di un ragazzetto goffo e sgraziato, Pel di carota, non amato e disprezzato dalla madre e dai fratelli e che solo di tanto in tanto riesce a stabilire un fugace contatto affettivo con il padre, e che cerca di difendersi con le armi della bugia e della falsa indifferenza. Un romanzo è ancora oggi considerato una delle migliori rappresentazioni del disagio e della solitudine infantile.
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