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La lettera perduta

La voce cristallina di Leigh Llewellyn, la soprano più celebre del mondo, si è spezzata in un grido di terrore e il suo viso angelico è ormai una maschera di sofferenza. La donna è infatti convinta che qualcuno abbia assassinato Oliver, suo fratello, e abbia tentato di rapirla e ucciderla. Ma la polizia non le crede e lei, disperata e atterrita, non può che rivolgersi all’ex fidanzato ed ex SAS, Ben Hope, chiedendogli aiuto. Le uniche tracce del mistero sono contenute in alcune ricerche del fratello, impegnato a dimostrare che Wolfgang Amadeus Mozart non è andato incontro a una morte naturale, ma è stato ucciso da una loggia massonica con dell’acqua toffana – un misto di veleni molto in voga nel Settecento -, forse perché aveva rotto il Codice del Silenzio della massoneria, oppure era diventato membro di un altro ordine, ancora più segreto e potente. Ma quale rapporto ci può essere tra l’assassinio di Mozart e quello di un uomo del XXI secolo? Il primo indizio arriva con un CD, spedito da Oliver alla sorella poco prima di morire e che contiene il video di una brutale esecuzione. Il secondo indizio si nasconde nell’ultima lettera scritta da Mozart prima della morte e andata perduta… almeno fino a oggi. Il terzo indizio è un puzzle, le cui tessere sono sparse tra le guglie di Oxford e i canali di Venezia, tra i palazzi di Vienna e le montagne della Slovenia. Un percorso mortale per rivelare un segreto che ha attraversato i secoli.
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La lettera misteriosa

Una strana missiva che giunge dall’Inghilterra, un vecchio postino derubato della preziosa borsa alla vigilia di andare in pensione… infine Nancy Drew che cerca disperatamente di rintracciare… Nancy Drew. Non cerca se stessa ma una sua omonima cui spetta una favolosa eredità, sulla quale ha già messo gli occhi un losco figuro che ama indossare impermeabili gialli.

Lettera di una sconosciuta

«A te, che mai mi hai conosciuta»: è questa l’intestazione della lettera che, nel giorno del suo compleanno, riceve un romanziere viennese, un quarantenne di bell’aspetto a cui la vita ha offerto i suoi doni più ambiti: la ricchezza, la fama e un fascino «morbido e caldo». «Ieri il mio bambino è morto» esordisce la misteriosa donna, e prosegue: «adesso mi sei rimasto solo tu al mondo, solo tu che di me nulla sai». Quando lui leggerà quelle righe, lei sarà già morta: per questo concede a se stessa di raccontargli la propria vita – la vita di una creatura che per più di quindici anni gli ha votato, «con tutta l’abnegazione di una schiava, di un cane», un amore «disperato, umile, sottomesso, attento e colmo di passione», senza mai rivelargli il proprio nome, senza mai chiedere nulla, portandosi dentro un unico, struggente desiderio: che incontrandola, almeno una volta, lui la riconosca. Ma quasi sempre per l’uomo il volto di una donna «rispecchia solo una passione, un gesto infantile, un moto di stanchezza, e svanisce con la stessa facilità di un’immagine allo specchio». Zweig ci trascina nel labirinto di un amore assoluto, offrendoci il ritratto di una donna ardente e viva, e al tempo stesso immateriale come «una musica lontana».

Lettera da una sconosciuta

Arrivata nel Connecticut per trascorrere un weekend nella villa di famiglia, la pluripremiata regista Justine Nolan trova una lettera indirizzata alla madre. Strano, pensa. Sono ormai anni che sua madre non vive più lì, si è trasferita altrove diradando i rapporti già difficili con i figli, e lasciando che fossero loro a occuparsi della casa. Justine, incuriosita, decide di aprire la busta. Bastano poche righe perché il mondo le crolli addosso, in un istante. Come un castello di carte al primo soffio di vento. Tutto quello che Justine ha sempre saputo sulle proprie radici è soltanto una serie interminabile di bugie. E lì, scritto nero su bianco, c’è un primo tassello, la punta di un iceberg: l’adorata nonna Gabriele – l’unica persona che l’abbia davvero amata, e che lei crede morta in un incidente aereo anni prima – in realtà è viva. Justine è sconvolta. Decisa a conoscere la verità, parte sulle tracce del proprio passato. Iniziando un viaggio che la porterà fino al confine tra Oriente e Occidente, nella città di Istanbul. La ricerca non sarà facile, ma l’incontro con un uomo affascinante e misterioso – che sembra sapere molto più di quanto vuol far credere – la aiuterà a guarire le ferite e a riscoprire le ragioni del cuore. E così, lontano da casa, i segreti verranno a galla, e finalmente anche l’amore troverà la sua strada.
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### Sinossi
Arrivata nel Connecticut per trascorrere un weekend nella villa di famiglia, la pluripremiata regista Justine Nolan trova una lettera indirizzata alla madre. Strano, pensa. Sono ormai anni che sua madre non vive più lì, si è trasferita altrove diradando i rapporti già difficili con i figli, e lasciando che fossero loro a occuparsi della casa. Justine, incuriosita, decide di aprire la busta. Bastano poche righe perché il mondo le crolli addosso, in un istante. Come un castello di carte al primo soffio di vento. Tutto quello che Justine ha sempre saputo sulle proprie radici è soltanto una serie interminabile di bugie. E lì, scritto nero su bianco, c’è un primo tassello, la punta di un iceberg: l’adorata nonna Gabriele – l’unica persona che l’abbia davvero amata, e che lei crede morta in un incidente aereo anni prima – in realtà è viva. Justine è sconvolta. Decisa a conoscere la verità, parte sulle tracce del proprio passato. Iniziando un viaggio che la porterà fino al confine tra Oriente e Occidente, nella città di Istanbul. La ricerca non sarà facile, ma l’incontro con un uomo affascinante e misterioso – che sembra sapere molto più di quanto vuol far credere – la aiuterà a guarire le ferite e a riscoprire le ragioni del cuore. E così, lontano da casa, i segreti verranno a galla, e finalmente anche l’amore troverà la sua strada.

Lettera da una sconosciuta

Lara Black è una giovane donna, molto bella, che di professione fa l’attrice. Darian Wildman è un noto imprenditore che si occupa di telefonia mobile. Sarà il caso a farli incontrare, e da allora…
Lara lavora temporaneamente all’ambasciata del Maraban. Un giorno riceve una lettera da una sconosciuta, che le rivela un incredibile segreto: il noto imprenditore Darian Wildman sarebbe figlio dello sceicco del Maraban e fratellastro di Khalim, l’uomo che ha sposato una cara amica di Lara. Lara è incredula, non sa che fare, finché un giorno decide di contattare Darian. Sarà sufficiente una telefonata a sconvolgere la vita della giovane donna. Infatti, quando finalmente lo chiama, scopre che Darian è alla ricerca di una modella per la pubblicità di un nuovo telefono cellulare. E lei coglie al volo l’occasione!
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### Sinossi
Lara Black è una giovane donna, molto bella, che di professione fa l’attrice. Darian Wildman è un noto imprenditore che si occupa di telefonia mobile. Sarà il caso a farli incontrare, e da allora…
Lara lavora temporaneamente all’ambasciata del Maraban. Un giorno riceve una lettera da una sconosciuta, che le rivela un incredibile segreto: il noto imprenditore Darian Wildman sarebbe figlio dello sceicco del Maraban e fratellastro di Khalim, l’uomo che ha sposato una cara amica di Lara. Lara è incredula, non sa che fare, finché un giorno decide di contattare Darian. Sarà sufficiente una telefonata a sconvolgere la vita della giovane donna. Infatti, quando finalmente lo chiama, scopre che Darian è alla ricerca di una modella per la pubblicità di un nuovo telefono cellulare. E lei coglie al volo l’occasione!

La lettera d’amore

Una libreria tinta di rosa, nel New England. Una bella libraia, Helen, divorziata senza rimpianti e piena di passione per il suo mestiere. Un variegato ventaglio di clienti e commessi. E una lettera d’amore che sbuca fra la posta, in mezzo a pubblicità e fatture. Non si sa chi l’abbia scritta. Non si capisce a chi sia destinata. Ma le sue parole si insinuano nella mente di Helen, smuovono pensieri, si propagano fra gli abitanti di Pequot come un elusivo refrain, scardinando certezze e convenzioni. Fino alla sorpresa finale, che nessun lettore – si potrebbe scommettere – riuscirà ad anticipare.
Questo romanzo smaliziato e incantevole, capace di sedurre come una lettera d’amore, ci introduce con leggerezza a una difficile arte – quella di saper essere romantici senza perdere l’ironia. *La lettera d’amore* è apparso negli Stati Uniti nel 1995.

Lettera al padre

Mai come nella “Lettera al padre”, scritta nel novembre del 1919, affidata alla madre senza tuttavia giungere al destinatario, Kafka ci ha dato un ritratto così lucido di sé. E molti dei motivi che vengono toccati in questa confessione anche spietata – primo fra tutti quello di “un immenso senso di colpa” – non possono che ricordare i suoi personaggi più famosi. Quello che qui viene messo in scena è un vero e proprio conflitto. Figura che incarna un’autorità assoluta, che “ha l’aspetto enigmatico dei tiranni, la cui legge si fonda sulla loro persona, non sul pensiero”, agli occhi di Kafka il padre appare come il tipico rappresentante di un mondo da cui egli invece si sente escluso: pratico, utilitaristico, ben lontano dalle sue aspirazioni. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka svela la sua natura di “figlio diseredato” e proscritto, non compreso nella vocazione di scrittore, inquieto e in cerca di conferme quanto il suo avversario ostenta sicurezza. Nel saggio posto in appendice Georges Bataille indaga in modo provocatorio sui momenti di questa contesa. L’esperienza di Kafka diventa anche occasione per interrogarsi sul senso ultimo della letteratura. Forse nessun altro scrittore ha saputo mostrare come quel senso sia tutt’uno con la vita stessa.
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Lettera al mio giudice

Una ragazza minuta, pallida, arrampicata su alti tacchi, nella vita di un uomo «senza ombra», la cui esistenza, così normale, si avvicina sempre più al confine con l’inesistenza. E quella donna è l’ombra stessa, qualcosa di oscuro e lancinante al di là di ogni ragione, che conduce tranquillamente alla morte. Una storia carica di intensità, esaltazione e angoscia.

Lettera a un bambino mai nato

Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l’età né l’indirizzo: l’unico riferimento che viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell’attimo in cui essa avverte d’essere incinta e si pone l’interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l’amore una parola dal significato non chiaro. Con la prefazione di Lucia Annunziata.
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Lettera a mio figlio sulla felicità

Per anni, Sergio Bambarén ha girato il mondo in cerca di una serenità all’apparenza irraggiungibile, spinto dal vento irrequieto del suo animo. Poi, proprio quando crede di aver finalmente conquistato l’equilibrio da sempre desiderato, ecco che arriva un figlio a sconvolgere ogni sua certezza. Quando stringe tra le braccia il piccolo Daniel per la prima volta si rende conto di non aver mai nemmeno immaginato le straordinarie implicazioni della paternità. Sopraffatto dalle emozioni, decide di prendere in mano carta e penna per scrivere una lunga lettera al figlio,in cui possano trovare sfogo tutte le parole che gli affollano la mente. E si mette completamente a nudo, raccontando pagine della sua esistenza che non ha mai condiviso con nessuno: la sua infanzia in Perù, il primo amore, la passione per il mare. Svela i suoi sogni più intimi, le ambizioni più nascoste, le speranze più segrete. Con onestà, rievoca anche le paure, gli errori, e le lezioni imparate a caro prezzo. Il risultato è il dono più prezioso che un padre possa fare al suo bambino: una mappa per affrontare il viaggio più importante, quello verso la felicità. Gli unici bagagli indispensabili sono l’ottimismo, coraggio e tanta voglia di libertà. Rimanendo fedele allo stile semplice e poetico che lo ha reso celebre, l’autore de ”Il delfino” parla per la prima volta della meravigliosa esperienza che gli ha cambiato la vita, regalandoci un messaggio d’amore intenso e dolcissimo, che va dritto al cuore.

(source: Bol.com)

Lettera a Léontine

Piergiorgio è un medico affermato, sposato da diversi anni e con una figlia ormai adolescente. Léontine invece è una donna libera. Elegante e sensuale, rappresenta tutto ciò che a Piergiorgio manca, da tempo: una compagna ironica, intelligente, abbastanza forte da sapere ciò che vuole, con la quale poter parlare di libri, di quadri e di poesia davanti a un calice di buon vino, una donna che sappia ascoltarlo e capirlo nel suo vagabondare disordinato, con la quale dividere la solitudine, ubriacarsi, fare l’amore senza ritegno oppure, semplicemente, sorridere. E così, tra i due nasce una tormentata relazione fatta di slanci, ripensamenti, fughe e rimpianti. È Léontine a dettarne le regole, i tempi, le modalità, ma è Piergiorgio che ce la racconta. Una storia che dà voce agli uomini, che ci mostra le ragioni più sofferte di un tradimento e le contraddizioni dell’animo umano e ci spinge a riflettere sul potere dell’amore. Un pugno nello stomaco, una giostra di emozioni, un romanzo bellissimo.

Lettera a D. Storia di un amore

Gérard Horst, questo il suo vero nome, viennese, incontra Dorine, giovane attrice inglese, nel 1947 in Svizzera dove lui si era rifugiato e dove lei faceva teatro. Da quel momento non si sono più lasciati. Cinquantotto anni dopo ripercorre gli anni della giovinezza e della militanza, dai primi incerti inizi parigini dove Gorz inizia la carriera di traduttore, di giornalista, poi di filosofo. E’ una confessione senza veli, in cui il Gorz ammette di non aver sempre tenuto la moglie nella giusta considerazione, salvo poi riconoscere come l’intera sua opera porta il segno della presenza di Dorine, del suo sostegno, del dialogo sempre vivo tra loro. André e Dorine Gorz hanno attraversato insieme la seconda metà del Novecento, vivendo da comprimari le idee, le battaglie, le sfide sociali e personali di quest’ultima metà del secolo. Un racconto che è la storia di una vita, dell’impegno politico e intellettuale, ma anche il ritratto di un’epoca, dalla fine della guerra ai giorni nostri, di incontri con uomini straordinari, da Sartre a Marcuse. Lettera a D. si conclude con questa frase: “Vorremmo non sopravvivere l’uno alla morte dell’altro. Ci siamo detti che se, per assurdo, dovessimo vivere una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme”. Gorz ha messo fine ai suoi giorni, insieme a sua moglie Dorine afflitta da una grave malattia, il 25 settembre 2007.

Let it be

Tommaso Matera, semiologo e appassionato studioso dei testi dei Beatles, lavora a Milano come consulente della polizia: il suo compito è decifrare i messaggi lasciati dagli assassini. Fino al giorno in cui, stanco di orrori e violenza, decide di ritirarsi in Brianza. Ma non si sfugge al proprio destino. La tranquilla cittadina in cui Matera ha trovato rifugio è il teatro delle imprese di un serial killer che sembra condividere con lui la passione per il quartetto di Liverpool. E la sfida tra i due è inevitabile.
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Lessico famigliare

Quarant’anni di vita italiana e una famiglia indimenticabile sono al centro di una straordinaria autobiografia che allinea una serie di personaggi famosi, da Filippo Turati a Cesare Pavese. Un libro unico, un ritratto di famiglia dell’Italia migliore che continua a incantare e divertire anche i lettori delle nuove generazioni.

Lesioni personali

Robbie Feaver è un avvocato di successo specializzato in lesioni personali. Ha uno studio accreditato, una forte inclinazione per il gentil sesso e una splendida moglie, da lui molto amata, affetta da un male incurabile. Capace di profonda amicizia e pieno di senso dell’umorismo, ha però – piccolo neo – anche un conto segreto da cui trae fondi destinati alle tasche di giudici corrotti. Colto in flagrante, in cambio dell’immunità, accetta di ”collaborare” a una grande inchiesta dell’Fbi. Incaricata di stare alle costole di Feaver è l’agente Evon Miller, donna fiera e appassionata che nasconde dentro di sé inconfessabili segreti. Fra i due non un solo punto di contatto. Eppure, via via che l’indagine va avanti, le loro strade finiscono inevitabilmente con l’incrociarsi, formando un infernale puzzle in cui alla fine, attraverso vorticosi cambiamenti di scena, ogni pezzo andrà inaspettatamente al suo posto.

(source: Bol.com)

Les Italiens

Una gragnuola di proiettili sparati attraverso la finestra devasta un ufficio della Brigata Criminale di Parigi straziando le persone che si trovano all’interno. Tre agenti e una donna rimangono sul pavimento in un lago di sangue. La squadra de «les italiens» viene decimata prima ancora di cominciare le indagini. Il commissario che la dirige, poliziotto disincantato e un po’ indolente, assieme ai suoi flic di origine italiana si trova ben presto coinvolto in una feroce caccia all’uomo. È costretto a fuggire attraverso una Parigi assolata braccato da un gruppo di sicari senza scrupoli che non si fermano davanti a nulla pur di eliminare lui e la bellissima pittrice transessuale che si trova tra i piedi. Suo malgrado, tra litigi e malumori, deve proteggere e salvare quella giovane donna piena di sorprese. Un viaggio infernale che li porta lentamente a scoprirsi spingendoli l’uno verso l’altra, cambiando la loro prospettiva e rimettendo in gioco le loro convinzioni.
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