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Lovecraft’s Innsmouth

DALLA PREFAZIONE DI FRANCO PEZZINI
“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di **Disneyland lovecraftiana** sulle coste del Massachusetts: una **Innsmouth** farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualco­sa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le cer­tezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”
QUARTA DI COPERTINA
«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professo­re. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che as­sorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Inn­smouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizio­nò il con­tenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo po­tremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la sa­liera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.»
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava vera­mente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione.

DALLA PREFAZIONE DI FRANCO PEZZINI
“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di **Disneyland lovecraftiana** sulle coste del Massachusetts: una **Innsmouth** farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualco­sa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le cer­tezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”
QUARTA DI COPERTINA
«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professo­re. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che as­sorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Inn­smouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizio­nò il con­tenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo po­tremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la sa­liera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.»
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava vera­mente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione.

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Love Blood. Il Potere Del Vampiro

Sangue, fughe, inseguimenti, spionaggio, un misterioso passato: Mission: Impossible incontra Dracula. L’urban fantasy non è mai stato così conturbante.
Il mio nome è Jaz Parks, e sono una killer professionista. Ma state tranquilli, uccido soltanto i cattivi: vampiri e altre creature della notte che si nutrono di sangue umano. La CIA mi ha appena assegnato un nuovo incarico: da oggi sarò l’assistente di Vayl, un agente specializzato in missioni top-secret ad altissimo rischio. Vayl per me è un maestro: da quando lavora per la CIA non ha mai fallito. E ha un fascino irresistibile… Peccato che sia così avanti con l’età: ha 291 anni! Infatti è un vampiro, ma un vampiro buono.
Ora però devo mettere da parte certi pensieri audaci e concentrarmi sul nostro compito: Vayl e io siamo sulle tracce di un pericoloso terrorista, il chirurgo plastico Mohammed Khad Abn-Assan, che sta tramando qualcosa di molto, molto grosso: un piano criminale che rischia di mettere in ginocchio il mondo intero. Dopo tante missioni impossibili, non mi sarei mai aspettata di incontrare un nemico così insidioso…
«Spy story, fantasy e vampiri si mescolano in un libro che vi terrà col fiato sospeso dall’inizio alla fine.»
Lovevampires
«Un’affascinante eroina che è agente della CIA e anche cacciatrice di vampiri: i fan dei libri sui vampiri si divertiranno.»
Publishers Weekly
«Un gran bel libro. E vedrete, questo è solo l’inizio di una serie destinata a un incredibile successo.»
Graeme’s Fantasy Book Review
Jennifer Rardin
è nata e cresciuta nel Midwest degli Stati Uniti. Dopo un’infanzia passata a leggere fiabe e leggende nordiche, si è laureata in letteratura inglese. Dopo Il potere del vampiro, le avventure dell’affascinante eroina Jaz Parks proseguono nei successivi libri della serie Love Blood.

Sangue, fughe, inseguimenti, spionaggio, un misterioso passato: Mission: Impossible incontra Dracula. L’urban fantasy non è mai stato così conturbante.
Il mio nome è Jaz Parks, e sono una killer professionista. Ma state tranquilli, uccido soltanto i cattivi: vampiri e altre creature della notte che si nutrono di sangue umano. La CIA mi ha appena assegnato un nuovo incarico: da oggi sarò l’assistente di Vayl, un agente specializzato in missioni top-secret ad altissimo rischio. Vayl per me è un maestro: da quando lavora per la CIA non ha mai fallito. E ha un fascino irresistibile… Peccato che sia così avanti con l’età: ha 291 anni! Infatti è un vampiro, ma un vampiro buono.
Ora però devo mettere da parte certi pensieri audaci e concentrarmi sul nostro compito: Vayl e io siamo sulle tracce di un pericoloso terrorista, il chirurgo plastico Mohammed Khad Abn-Assan, che sta tramando qualcosa di molto, molto grosso: un piano criminale che rischia di mettere in ginocchio il mondo intero. Dopo tante missioni impossibili, non mi sarei mai aspettata di incontrare un nemico così insidioso…
«Spy story, fantasy e vampiri si mescolano in un libro che vi terrà col fiato sospeso dall’inizio alla fine.»
Lovevampires
«Un’affascinante eroina che è agente della CIA e anche cacciatrice di vampiri: i fan dei libri sui vampiri si divertiranno.»
Publishers Weekly
«Un gran bel libro. E vedrete, questo è solo l’inizio di una serie destinata a un incredibile successo.»
Graeme’s Fantasy Book Review
Jennifer Rardin
è nata e cresciuta nel Midwest degli Stati Uniti. Dopo un’infanzia passata a leggere fiabe e leggende nordiche, si è laureata in letteratura inglese. Dopo Il potere del vampiro, le avventure dell’affascinante eroina Jaz Parks proseguono nei successivi libri della serie Love Blood.

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Loro Fanno L’Amore (E Io M’incazzo)

Marina è una madre moderna, che ha deciso di dare ai figli un’educazione senza tabù, parlando apertamente di sesso. È convinta che così non ripeterà gli errori dei suoi genitori. La realtà, però, è più complessa dei buoni propositi: il giorno in cui la figlia adolescente le dice di voler passare la notte con un ragazzo conosciuto su internet, di colpo tutte le sue certezze vacillano e subentra la paura di sbagliare. Tutto quello che le sembrava chiaro diventa problematico di fronte ai ragazzi di oggi, molto più informati, più sicuri di sé, ma anche disorientati dalla disinvoltura con cui il sesso è diventato accessibile. E allora emergono piccole e grandi domande, non sempre gradevoli: avere una figlia che inaugura una propria vita sessuale significa che è arrivato anche il momento di fare i conti con la propria età che avanza? C’è forse un pizzico d’invidia (lei piena di ormoni e la mamma in pre-menopausa)? È giusto che i genitori vogliano intervenire in una sfera così intima e personale dei figli? Marina Viola – già autrice di due appassionanti e delicati libri sulla sua vita familiare, uno dedicato al figlio Luca affetto dalla sindrome di Down e da una forma di autismo, l’altro a suo padre Beppe, celebre giornalista e scrittore – racconta, con un tono leggero, autoironico e sfacciatamente onesto, la propria avventura di madre alle prese con la sessualità dei figli, convinta del fatto che condividere l’esperienza vissuta possa, meglio di un saggio specialistico, essere di aiuto agli altri.

Marina è una madre moderna, che ha deciso di dare ai figli un’educazione senza tabù, parlando apertamente di sesso. È convinta che così non ripeterà gli errori dei suoi genitori. La realtà, però, è più complessa dei buoni propositi: il giorno in cui la figlia adolescente le dice di voler passare la notte con un ragazzo conosciuto su internet, di colpo tutte le sue certezze vacillano e subentra la paura di sbagliare. Tutto quello che le sembrava chiaro diventa problematico di fronte ai ragazzi di oggi, molto più informati, più sicuri di sé, ma anche disorientati dalla disinvoltura con cui il sesso è diventato accessibile. E allora emergono piccole e grandi domande, non sempre gradevoli: avere una figlia che inaugura una propria vita sessuale significa che è arrivato anche il momento di fare i conti con la propria età che avanza? C’è forse un pizzico d’invidia (lei piena di ormoni e la mamma in pre-menopausa)? È giusto che i genitori vogliano intervenire in una sfera così intima e personale dei figli? Marina Viola – già autrice di due appassionanti e delicati libri sulla sua vita familiare, uno dedicato al figlio Luca affetto dalla sindrome di Down e da una forma di autismo, l’altro a suo padre Beppe, celebre giornalista e scrittore – racconta, con un tono leggero, autoironico e sfacciatamente onesto, la propria avventura di madre alle prese con la sessualità dei figli, convinta del fatto che condividere l’esperienza vissuta possa, meglio di un saggio specialistico, essere di aiuto agli altri.

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Lo Stato Illegale

La mafia è storia di un intreccio osceno di interessi, affari comuni e favori reciproci con pezzi del mondo legale. Lungi dall’essere un nemico invisibile, è da sempre ben conosciuta anche dai governi del Paese. Un nemico addirittura, a volte, volentieri tollerato. «Ci si può stupire se un mafioso chiede il pizzo a un negoziante? Se ricatta? Se uccide? È un mafioso, che cosa vuoi che faccia? Alla fine le mosse di un mafioso le puoi prevedere. È la gran parte ‘sana’ della società a essere imprevedibile e a fingere. Finge di non sapere, finge di non capire, finge di non potere, finge che quel che accade non la riguardi. Insomma, finge di essere ‘sana’. Finge così tanto che, forse, ci crede veramente. È una ‘associazione di finzione mafiosa’. Io non ho paura del mafioso, ho paura del mio vicino che finge di essere come me.» PIF (Pierfrancesco Diliberto) Oltre un ventennio ci separa dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992 e da quelle di Firenze, Milano e Roma del 1993. Una tragedia nazionale che sembrò scuotere definitivamente le coscienze e provocare una reazione finalmente determinata dello Stato contro la criminalità organizzata. Eppure, la mafia è tornata a essere molto forte. Per capire le ragioni del suo radicamento dobbiamo volgere indietro lo sguardo e ripercorrere una serie di tappe che dalla strage di Portella della Ginestra, il 1° maggio 1947, arrivano fino a oggi. Ricostruendo questa storia, Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte mostrano che le mafie non sono tanto il prodotto di una arretratezza economica e culturale, quanto di una caratteristica perversa della società e dello Stato italiani. Cosa nostra è una organizzazione criminale che ha affermato, troppo spesso in maniera indisturbata, la propria ‘sovranità’ di Stato illegale. Come tutti gli Stati, anche Cosa nostra ha una sua politica interna e un suo ordinamento giuridico. E ancora, come tutti gli Stati, pure Cosa nostra ha un suo sistema funzionale ed efficace di relazioni esterne. La mafia non va dunque affrontata come semplice fatto criminale: costituisce invece l’esplicazione di un modello inquinato e inquinante che ostacola lo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese.

La mafia è storia di un intreccio osceno di interessi, affari comuni e favori reciproci con pezzi del mondo legale. Lungi dall’essere un nemico invisibile, è da sempre ben conosciuta anche dai governi del Paese. Un nemico addirittura, a volte, volentieri tollerato. «Ci si può stupire se un mafioso chiede il pizzo a un negoziante? Se ricatta? Se uccide? È un mafioso, che cosa vuoi che faccia? Alla fine le mosse di un mafioso le puoi prevedere. È la gran parte ‘sana’ della società a essere imprevedibile e a fingere. Finge di non sapere, finge di non capire, finge di non potere, finge che quel che accade non la riguardi. Insomma, finge di essere ‘sana’. Finge così tanto che, forse, ci crede veramente. È una ‘associazione di finzione mafiosa’. Io non ho paura del mafioso, ho paura del mio vicino che finge di essere come me.» PIF (Pierfrancesco Diliberto) Oltre un ventennio ci separa dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992 e da quelle di Firenze, Milano e Roma del 1993. Una tragedia nazionale che sembrò scuotere definitivamente le coscienze e provocare una reazione finalmente determinata dello Stato contro la criminalità organizzata. Eppure, la mafia è tornata a essere molto forte. Per capire le ragioni del suo radicamento dobbiamo volgere indietro lo sguardo e ripercorrere una serie di tappe che dalla strage di Portella della Ginestra, il 1° maggio 1947, arrivano fino a oggi. Ricostruendo questa storia, Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte mostrano che le mafie non sono tanto il prodotto di una arretratezza economica e culturale, quanto di una caratteristica perversa della società e dello Stato italiani. Cosa nostra è una organizzazione criminale che ha affermato, troppo spesso in maniera indisturbata, la propria ‘sovranità’ di Stato illegale. Come tutti gli Stati, anche Cosa nostra ha una sua politica interna e un suo ordinamento giuridico. E ancora, come tutti gli Stati, pure Cosa nostra ha un suo sistema funzionale ed efficace di relazioni esterne. La mafia non va dunque affrontata come semplice fatto criminale: costituisce invece l’esplicazione di un modello inquinato e inquinante che ostacola lo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese.

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Life Deluxe

È proprio come un’eredità che viene trasmessa. Di padre in figlia. È l’onore, il potere, un modo di essere. Il denaro sporco – indipendentemente da dove provenga – diventerà denaro pulito e immacolato dopo essere stato ripulito, riciclato dalla persona giusta: e JW non ha sprecato il tempo trascorso in prigione. Sta organizzando un ritorno alla grande, in pompa magna.
Jorge è stanco della sua nuova esistenza, regolare, piatta, insignificante, passata a vendere cappuccini e caffè macchiati. Ma al suo orizzonte si profila qualcosa di assolutamente diverso, una vera e propria Life Deluxe: insieme al Finnico, sta progettando il suo ultimo colpo e questa volta si parla di soldi veri, roba grossa.
Ma un poliziotto infiltrato è riuscito a penetrare a fondo nel sottobosco criminale di Stoccolma e ormai è vicinissimo a Jorge. Vicinissimo a JW.
Come se ciò non bastasse, qualcuno è a caccia di Radovan Kranjic, il Kum, il Padrino in persona. Ma come sarà la vita quando Radovan sarà stato eliminato? Chi sarà il nuovo Re di Stoccolma? O la nuova Regina, perché no?
Insomma le tecniche possono essere le più diverse: protezione, racket, rapina, coca, papponaggio: quello che conta è che la famelica caccia ai soldi, al potere e a una vita da favola in qualche posto caldo e soleggiato non si ferma mai. L’obiettivo è sempre quello: denaro facile e Life Deluxe.
Ancora una volta un’inedita Stoccolma quantomai dark è il palcoscenico delle gesta violente e dei personaggi che hanno reso indimenticabili i due precedenti romanzi di Lapidus.
*Life Deluxe* è l’ultimo volume della Trilogia Stockholm Noir di Jens Lapidus.

È proprio come un’eredità che viene trasmessa. Di padre in figlia. È l’onore, il potere, un modo di essere. Il denaro sporco – indipendentemente da dove provenga – diventerà denaro pulito e immacolato dopo essere stato ripulito, riciclato dalla persona giusta: e JW non ha sprecato il tempo trascorso in prigione. Sta organizzando un ritorno alla grande, in pompa magna.
Jorge è stanco della sua nuova esistenza, regolare, piatta, insignificante, passata a vendere cappuccini e caffè macchiati. Ma al suo orizzonte si profila qualcosa di assolutamente diverso, una vera e propria Life Deluxe: insieme al Finnico, sta progettando il suo ultimo colpo e questa volta si parla di soldi veri, roba grossa.
Ma un poliziotto infiltrato è riuscito a penetrare a fondo nel sottobosco criminale di Stoccolma e ormai è vicinissimo a Jorge. Vicinissimo a JW.
Come se ciò non bastasse, qualcuno è a caccia di Radovan Kranjic, il Kum, il Padrino in persona. Ma come sarà la vita quando Radovan sarà stato eliminato? Chi sarà il nuovo Re di Stoccolma? O la nuova Regina, perché no?
Insomma le tecniche possono essere le più diverse: protezione, racket, rapina, coca, papponaggio: quello che conta è che la famelica caccia ai soldi, al potere e a una vita da favola in qualche posto caldo e soleggiato non si ferma mai. L’obiettivo è sempre quello: denaro facile e Life Deluxe.
Ancora una volta un’inedita Stoccolma quantomai dark è il palcoscenico delle gesta violente e dei personaggi che hanno reso indimenticabili i due precedenti romanzi di Lapidus.
*Life Deluxe* è l’ultimo volume della Trilogia Stockholm Noir di Jens Lapidus.

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Libreria Alessandria

C’è da prendere un giovane libraio, un vecchio libraio misterioso che i colloqui li fa al parco, una libreria polverosa ed anonima.
Poi bisogna aggiungere un Alessandro Manzoni molto tamarro, un Giacomo Leopardi molto Giacomo Leopardi, e poi Kerouac, Bukowski, e Dostoevskij.
Ce li hai? Bene, mettici un Salgari con la paglietta che caccia le guide turistiche e un Saint-Exupery che puzza come un pesce appeso al sole,
shakera forte.
Ah, dimenticavo, anche una memorabile partita a scopa!
Ecco, se entri la libreria Alessandria è fatta proprio così. **
### Sinossi
C’è da prendere un giovane libraio, un vecchio libraio misterioso che i colloqui li fa al parco, una libreria polverosa ed anonima.
Poi bisogna aggiungere un Alessandro Manzoni molto tamarro, un Giacomo Leopardi molto Giacomo Leopardi, e poi Kerouac, Bukowski, e Dostoevskij.
Ce li hai? Bene, mettici un Salgari con la paglietta che caccia le guide turistiche e un Saint-Exupery che puzza come un pesce appeso al sole,
shakera forte.
Ah, dimenticavo, anche una memorabile partita a scopa!
Ecco, se entri la libreria Alessandria è fatta proprio così.

C’è da prendere un giovane libraio, un vecchio libraio misterioso che i colloqui li fa al parco, una libreria polverosa ed anonima.
Poi bisogna aggiungere un Alessandro Manzoni molto tamarro, un Giacomo Leopardi molto Giacomo Leopardi, e poi Kerouac, Bukowski, e Dostoevskij.
Ce li hai? Bene, mettici un Salgari con la paglietta che caccia le guide turistiche e un Saint-Exupery che puzza come un pesce appeso al sole,
shakera forte.
Ah, dimenticavo, anche una memorabile partita a scopa!
Ecco, se entri la libreria Alessandria è fatta proprio così. **
### Sinossi
C’è da prendere un giovane libraio, un vecchio libraio misterioso che i colloqui li fa al parco, una libreria polverosa ed anonima.
Poi bisogna aggiungere un Alessandro Manzoni molto tamarro, un Giacomo Leopardi molto Giacomo Leopardi, e poi Kerouac, Bukowski, e Dostoevskij.
Ce li hai? Bene, mettici un Salgari con la paglietta che caccia le guide turistiche e un Saint-Exupery che puzza come un pesce appeso al sole,
shakera forte.
Ah, dimenticavo, anche una memorabile partita a scopa!
Ecco, se entri la libreria Alessandria è fatta proprio così.

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Lezioni di scrittura creativa. Un manuale di tecnica ed esercizi della più grande scuola di formazione americana

Questo manuale presenta le lezioni teoriche del Gotham Writers’ Workshop, la principale scuola di scrittura creativa americana, unite a una serie di esercizi di scrittura e di analisi di brani letterari raccolti dalle opere di Carver, Hemingway, Scott Fitzgerald e altri grandi scrittori. Frutto di un’esperienza decennale con allievi di tutto il mondo, è un manuale che guida il lettore attraverso tutte le fasi della scrittura. Dall’ideazione di una storia al suo sviluppo, dalla sua revisione al fatidico momento della pubblicazione. **

Questo manuale presenta le lezioni teoriche del Gotham Writers’ Workshop, la principale scuola di scrittura creativa americana, unite a una serie di esercizi di scrittura e di analisi di brani letterari raccolti dalle opere di Carver, Hemingway, Scott Fitzgerald e altri grandi scrittori. Frutto di un’esperienza decennale con allievi di tutto il mondo, è un manuale che guida il lettore attraverso tutte le fasi della scrittura. Dall’ideazione di una storia al suo sviluppo, dalla sua revisione al fatidico momento della pubblicazione. **

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Lettere a Speranza von Schwartz

Speranza mia, “Speranza amatissima”. Così Garibaldi si rivolge a Marie Espérance von Schwartz, la donna che tra slanci, crisi e riavvicinamenti gli fu vicina per diciotto anni dopo la morte di Anita. In un rapporto complesso, che alterna amore, sincera amicizia e reciproco interesse, sullo sfondo dell’Europa delle rivoluzioni nazionali, emerge – documentato dal più ampio epistolario garibaldino conosciuto – un ritratto profondo del Garibaldi della maturità, con il suo carico di generosità e di illusioni, ma anche di stanchezze e disincanti. Ed al suo fianco, il ritratto affascinante di un personaggio femminile di grande personalità, emblematico del cosmopolitismo della cultura europea del tempo e, nella sua professione di giornalista, tra i primi esempi di indipendenza femminile. Tutti aspetti messi in luce dalla prefazione di Natalia Aspesi.

Speranza mia, “Speranza amatissima”. Così Garibaldi si rivolge a Marie Espérance von Schwartz, la donna che tra slanci, crisi e riavvicinamenti gli fu vicina per diciotto anni dopo la morte di Anita. In un rapporto complesso, che alterna amore, sincera amicizia e reciproco interesse, sullo sfondo dell’Europa delle rivoluzioni nazionali, emerge – documentato dal più ampio epistolario garibaldino conosciuto – un ritratto profondo del Garibaldi della maturità, con il suo carico di generosità e di illusioni, ma anche di stanchezze e disincanti. Ed al suo fianco, il ritratto affascinante di un personaggio femminile di grande personalità, emblematico del cosmopolitismo della cultura europea del tempo e, nella sua professione di giornalista, tra i primi esempi di indipendenza femminile. Tutti aspetti messi in luce dalla prefazione di Natalia Aspesi.

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Lettera al padre – Gli otto quaderni in ottavo

La sconvolgente Lettera al padre, mai consegnata al destinatario – vera autobiografia dello scrittore – e Gli otto quaderni in ottavo, contenenti aforismi, note di diario e frammenti narrativi.

La sconvolgente Lettera al padre, mai consegnata al destinatario – vera autobiografia dello scrittore – e Gli otto quaderni in ottavo, contenenti aforismi, note di diario e frammenti narrativi.

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Leggende di Earthsea

Ne “Il trovatore” Lontra, un giovane dotato di poteri magici, non vuole sottostare al tiranno Losen. In “Rosascura e Diamante” un musico viene inviato dal padre a studiare da un mago e deve staccarsi dall’amata compagna, figlia di una povera strega. In “Le ossa della terra” il vecchio incantatore Dulse sente che un terremoto sta per devastare l’isola di Gont. In “Nell’alta palude” un viandante misterioso giunge al villaggio e si ferma per lavorare come guaritore. Ma sarà proprio così? “Libellula”, figlia di un signorotto decaduto, è insoddisfatta del suo vero nome e accetta la proposta di un mago… Ecco le leggende di un libro meraviglioso.
Indice:
Il Trovatore (The Finder)
Rosascura e Diamante (Darkrose and Diamond)
Le ossa della terra (The Bones of the Earth)
Nell’alta palude (On the High Marsh)
Libellula (Dragonfly)
Una descrizione di Earthsea (A Description of Earthsea)
Copertina di Cesare Croce

Ne “Il trovatore” Lontra, un giovane dotato di poteri magici, non vuole sottostare al tiranno Losen. In “Rosascura e Diamante” un musico viene inviato dal padre a studiare da un mago e deve staccarsi dall’amata compagna, figlia di una povera strega. In “Le ossa della terra” il vecchio incantatore Dulse sente che un terremoto sta per devastare l’isola di Gont. In “Nell’alta palude” un viandante misterioso giunge al villaggio e si ferma per lavorare come guaritore. Ma sarà proprio così? “Libellula”, figlia di un signorotto decaduto, è insoddisfatta del suo vero nome e accetta la proposta di un mago… Ecco le leggende di un libro meraviglioso.
Indice:
Il Trovatore (The Finder)
Rosascura e Diamante (Darkrose and Diamond)
Le ossa della terra (The Bones of the Earth)
Nell’alta palude (On the High Marsh)
Libellula (Dragonfly)
Una descrizione di Earthsea (A Description of Earthsea)
Copertina di Cesare Croce

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Leadership emotiva: Una nuova intelligenza per guidarci oltre la crisi

Non ci sono più i leader di una volta. Pessima notizia? No, forse è meglio così. Ora che il concetto di intelligenza emotiva è entrato a pieno diritto nella nostra società, anche la vecchia concezione della leadership basata sul potere e sull’autorità è stata definitivamente scalzata. In una realtà che cambia sempre più rapidamente, per risolvere i problemi di aziende e organizzazioni occorre giocare sulle motivazioni profonde di ognuno e allo stesso tempo analizzare lucidamente le proprie, esercitare la difficile arte dell’autocontrollo e della critica senza rinunciare all’empatia. In questo libro Goleman ci spiega come gestire gli stati d’animo di chi lavora con noi e accrescere l’armonia e il talento necessari a garantire lo sviluppo economico e culturale sia delle comunità aziendali sia della società, per imparare a guidare gli altri anche nei momenti più difficili e raggiungere gli obiettivi senza rinunciare a realizzarsi e a crescere. **
### Sinossi
Non ci sono più i leader di una volta. Pessima notizia? No, forse è meglio così. Ora che il concetto di intelligenza emotiva è entrato a pieno diritto nella nostra società, anche la vecchia concezione della leadership basata sul potere e sull’autorità è stata definitivamente scalzata. In una realtà che cambia sempre più rapidamente, per risolvere i problemi di aziende e organizzazioni occorre giocare sulle motivazioni profonde di ognuno e allo stesso tempo analizzare lucidamente le proprie, esercitare la difficile arte dell’autocontrollo e della critica senza rinunciare all’empatia. In questo libro Goleman ci spiega come gestire gli stati d’animo di chi lavora con noi e accrescere l’armonia e il talento necessari a garantire lo sviluppo economico e culturale sia delle comunità aziendali sia della società, per imparare a guidare gli altri anche nei momenti più difficili e raggiungere gli obiettivi senza rinunciare a realizzarsi e a crescere.

Non ci sono più i leader di una volta. Pessima notizia? No, forse è meglio così. Ora che il concetto di intelligenza emotiva è entrato a pieno diritto nella nostra società, anche la vecchia concezione della leadership basata sul potere e sull’autorità è stata definitivamente scalzata. In una realtà che cambia sempre più rapidamente, per risolvere i problemi di aziende e organizzazioni occorre giocare sulle motivazioni profonde di ognuno e allo stesso tempo analizzare lucidamente le proprie, esercitare la difficile arte dell’autocontrollo e della critica senza rinunciare all’empatia. In questo libro Goleman ci spiega come gestire gli stati d’animo di chi lavora con noi e accrescere l’armonia e il talento necessari a garantire lo sviluppo economico e culturale sia delle comunità aziendali sia della società, per imparare a guidare gli altri anche nei momenti più difficili e raggiungere gli obiettivi senza rinunciare a realizzarsi e a crescere. **
### Sinossi
Non ci sono più i leader di una volta. Pessima notizia? No, forse è meglio così. Ora che il concetto di intelligenza emotiva è entrato a pieno diritto nella nostra società, anche la vecchia concezione della leadership basata sul potere e sull’autorità è stata definitivamente scalzata. In una realtà che cambia sempre più rapidamente, per risolvere i problemi di aziende e organizzazioni occorre giocare sulle motivazioni profonde di ognuno e allo stesso tempo analizzare lucidamente le proprie, esercitare la difficile arte dell’autocontrollo e della critica senza rinunciare all’empatia. In questo libro Goleman ci spiega come gestire gli stati d’animo di chi lavora con noi e accrescere l’armonia e il talento necessari a garantire lo sviluppo economico e culturale sia delle comunità aziendali sia della società, per imparare a guidare gli altri anche nei momenti più difficili e raggiungere gli obiettivi senza rinunciare a realizzarsi e a crescere.

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LE VERE RICETTE SICILIANE TRADIZIONALI

108 pagine con foto realizzate dagli stessi autori, troverai ricette famose e inedite mai pubblicate prima della cucina siciliana.
Inoltre le migliori ricette del Natale, e della Pasqua Siciliana.
Ritroverai il piacere della buona tavola. dai piatti più semplici, ai più elaborati.

Gli spaghetti alla siciliana; dove la classica pasta asciutta diventa ancora più irresistibile e buonissima con l’aiuto di altri ingredienti supplementari.

Oppure il cannolo lievitato; buono soffice e con un gusto particolare, il torrone, i biscotti con la mandorla e tanti altri dolci.

Gli arancini senza zafferano; dove il gusto del riso viene esaltato dal formaggio, ricetta diversa delle solite.

La cassata semplice di vittoria, buona e veloce da preparare.

E poi ancora la ricotta con la fico, la pizza siciliana, il pane alle nocciole di sant’Antonio, i biscotti bolliti, i cannoli originali, e tante altre. economiche, e particolari, con ingredienti naturali.

Un libro veramente unico: scritto in modo semplice, per facilitarti la realizzazione delle ricette.

Potrai anche realizzare il gelato artigianale; in modo facile, veloce, e senza gelatiera; in tanti gusti diversi: mandorla, cassata, caffè, e tanti altri.

Per chi ama le ricette introvabili, potrà’ preparare la famosa calia (i ceci tostati) sostanziosi e leggeri; l’ideali per perdere peso.
Pagina facebook:
http://it-it.facebook.com/pages/le-vere-ricette-siciliane-trdizionali/168571493193844 **
### Sinossi
108 pagine con foto realizzate dagli stessi autori, troverai ricette famose e inedite mai pubblicate prima della cucina siciliana.
Inoltre le migliori ricette del Natale, e della Pasqua Siciliana.
Ritroverai il piacere della buona tavola. dai piatti più semplici, ai più elaborati.

Gli spaghetti alla siciliana; dove la classica pasta asciutta diventa ancora più irresistibile e buonissima con l’aiuto di altri ingredienti supplementari.

Oppure il cannolo lievitato; buono soffice e con un gusto particolare, il torrone, i biscotti con la mandorla e tanti altri dolci.

Gli arancini senza zafferano; dove il gusto del riso viene esaltato dal formaggio, ricetta diversa delle solite.

La cassata semplice di vittoria, buona e veloce da preparare.

E poi ancora la ricotta con la fico, la pizza siciliana, il pane alle nocciole di sant’Antonio, i biscotti bolliti, i cannoli originali, e tante altre. economiche, e particolari, con ingredienti naturali.

Un libro veramente unico: scritto in modo semplice, per facilitarti la realizzazione delle ricette.

Potrai anche realizzare il gelato artigianale; in modo facile, veloce, e senza gelatiera; in tanti gusti diversi: mandorla, cassata, caffè, e tanti altri.

Per chi ama le ricette introvabili, potrà’ preparare la famosa calia (i ceci tostati) sostanziosi e leggeri; l’ideali per perdere peso.
Pagina facebook:
http://it-it.facebook.com/pages/le-vere-ricette-siciliane-trdizionali/168571493193844

108 pagine con foto realizzate dagli stessi autori, troverai ricette famose e inedite mai pubblicate prima della cucina siciliana.
Inoltre le migliori ricette del Natale, e della Pasqua Siciliana.
Ritroverai il piacere della buona tavola. dai piatti più semplici, ai più elaborati.

Gli spaghetti alla siciliana; dove la classica pasta asciutta diventa ancora più irresistibile e buonissima con l’aiuto di altri ingredienti supplementari.

Oppure il cannolo lievitato; buono soffice e con un gusto particolare, il torrone, i biscotti con la mandorla e tanti altri dolci.

Gli arancini senza zafferano; dove il gusto del riso viene esaltato dal formaggio, ricetta diversa delle solite.

La cassata semplice di vittoria, buona e veloce da preparare.

E poi ancora la ricotta con la fico, la pizza siciliana, il pane alle nocciole di sant’Antonio, i biscotti bolliti, i cannoli originali, e tante altre. economiche, e particolari, con ingredienti naturali.

Un libro veramente unico: scritto in modo semplice, per facilitarti la realizzazione delle ricette.

Potrai anche realizzare il gelato artigianale; in modo facile, veloce, e senza gelatiera; in tanti gusti diversi: mandorla, cassata, caffè, e tanti altri.

Per chi ama le ricette introvabili, potrà’ preparare la famosa calia (i ceci tostati) sostanziosi e leggeri; l’ideali per perdere peso.
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### Sinossi
108 pagine con foto realizzate dagli stessi autori, troverai ricette famose e inedite mai pubblicate prima della cucina siciliana.
Inoltre le migliori ricette del Natale, e della Pasqua Siciliana.
Ritroverai il piacere della buona tavola. dai piatti più semplici, ai più elaborati.

Gli spaghetti alla siciliana; dove la classica pasta asciutta diventa ancora più irresistibile e buonissima con l’aiuto di altri ingredienti supplementari.

Oppure il cannolo lievitato; buono soffice e con un gusto particolare, il torrone, i biscotti con la mandorla e tanti altri dolci.

Gli arancini senza zafferano; dove il gusto del riso viene esaltato dal formaggio, ricetta diversa delle solite.

La cassata semplice di vittoria, buona e veloce da preparare.

E poi ancora la ricotta con la fico, la pizza siciliana, il pane alle nocciole di sant’Antonio, i biscotti bolliti, i cannoli originali, e tante altre. economiche, e particolari, con ingredienti naturali.

Un libro veramente unico: scritto in modo semplice, per facilitarti la realizzazione delle ricette.

Potrai anche realizzare il gelato artigianale; in modo facile, veloce, e senza gelatiera; in tanti gusti diversi: mandorla, cassata, caffè, e tanti altri.

Per chi ama le ricette introvabili, potrà’ preparare la famosa calia (i ceci tostati) sostanziosi e leggeri; l’ideali per perdere peso.
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Le vacche di Stalin

Un Nord che in realtà è un Occidente, una porta verso la libertà e il benessere: questo, una volta, era il confine tra Estonia e Finlandia. Ben lo sanno Katariina e Anna, madre e figlia. La prima ha rinunciato a successo e ambizioni per seguire oltre frontiera il suo amore finlandese e una volta giunta in quell’agognata terra ha cercato in ogni modo di cancellare qualunque indizio del suo passato estone, ossessionata dal terrore di essere spiata, scoperta e denunciata. La figlia riversa su di sé la medesima ansia di controllo totale e si autoimpone l’obiettivo della perfezione fisica attraverso una dieta folle, in cui a colossali abbuffate di zuccheri seguono lo straziante godimento del vomito e l’affannoso tentativo di eliminare qualsiasi traccia dei propri sforzi. Un regime spietato, una fissazione che la assorbe completamente, che domina la sua vita come un despota assoluto e le impedisce di avere un lavoro, amicizie, relazioni normali.
Dall’Estonia in lotta contro l’invasione russa alle deportazioni nei campi siberiani, dal cupo dominio sovietico degli anni Settanta fino al crollo del comunismo e ai nostri giorni, Sofi Oksanen costruisce, frammento dopo frammento, con uno stile crudo ed efficace, due figure femminili uniche e affascinanti e insieme indaga il dramma universale dello sradicamento, di vedersi sottrarre o di non riuscire a trovare la propria identità, la propria lingua, il proprio mondo.

Un Nord che in realtà è un Occidente, una porta verso la libertà e il benessere: questo, una volta, era il confine tra Estonia e Finlandia. Ben lo sanno Katariina e Anna, madre e figlia. La prima ha rinunciato a successo e ambizioni per seguire oltre frontiera il suo amore finlandese e una volta giunta in quell’agognata terra ha cercato in ogni modo di cancellare qualunque indizio del suo passato estone, ossessionata dal terrore di essere spiata, scoperta e denunciata. La figlia riversa su di sé la medesima ansia di controllo totale e si autoimpone l’obiettivo della perfezione fisica attraverso una dieta folle, in cui a colossali abbuffate di zuccheri seguono lo straziante godimento del vomito e l’affannoso tentativo di eliminare qualsiasi traccia dei propri sforzi. Un regime spietato, una fissazione che la assorbe completamente, che domina la sua vita come un despota assoluto e le impedisce di avere un lavoro, amicizie, relazioni normali.
Dall’Estonia in lotta contro l’invasione russa alle deportazioni nei campi siberiani, dal cupo dominio sovietico degli anni Settanta fino al crollo del comunismo e ai nostri giorni, Sofi Oksanen costruisce, frammento dopo frammento, con uno stile crudo ed efficace, due figure femminili uniche e affascinanti e insieme indaga il dramma universale dello sradicamento, di vedersi sottrarre o di non riuscire a trovare la propria identità, la propria lingua, il proprio mondo.

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Le tre legioni

**Un uomo al comando delle tribù germaniche ha annientato tre legioni romane nella battaglia della foresta di Teutoburgo**
9 d.C. Nella foresta di Teutoburgo, in un paesaggio reso accidentato da burroni, antiche querce e torrenti che scorrono veloci lungo sentieri scoscesi, Arminio ha annientato tre legioni romane, alla testa di un esercito formato da sei tribù di germani. Quasi ventimila uomini hanno perso la vita, massacrati senza pietà dai barbari. Il tradimento di Arminio ha sconvolto il Senato e la notizia del furto di tre aquile delle legioni ha raggiunto funesta il cuore dell’impero. Una pugnalata all’onore di Roma, ora costretta a ridimensionare i suoi domini entro il confine del grande fiume Reno. Ma come può un uomo onorato con la cittadinanza romana arrivare a sfidare così clamorosamente l’impero? Quale sfrenata ambizione può avere spinto un soldato, addestrato dai più valorosi generali romani, a tradire coloro che si erano fidati di lui?
**La straordinaria vittoria di un uomo
La più grande sconfitta per Roma**
«Una lettura epica che fa rivivere quei giorni terribili nella foresta.»
**Express**
**Roberto Fabbri**
è nato a Ginevra e vive tra Londra e Berlino. Per venticinque anni ha lavorato in produzioni televisive e cinematografiche. La passione per la storia, in particolare per quella dell’antica Roma, lo ha spinto a scrivere la serie dedicata all’imperatore Vespasiano, di cui la Newton Compton ha già pubblicato *Il tribuno, Il giustiziere di Roma, Il generale di Roma, Il re della guerra, Sotto il nome di Roma, Il figlio perduto di Roma* , *La furia di Roma* e *Roma in fiamme.*

**Un uomo al comando delle tribù germaniche ha annientato tre legioni romane nella battaglia della foresta di Teutoburgo**
9 d.C. Nella foresta di Teutoburgo, in un paesaggio reso accidentato da burroni, antiche querce e torrenti che scorrono veloci lungo sentieri scoscesi, Arminio ha annientato tre legioni romane, alla testa di un esercito formato da sei tribù di germani. Quasi ventimila uomini hanno perso la vita, massacrati senza pietà dai barbari. Il tradimento di Arminio ha sconvolto il Senato e la notizia del furto di tre aquile delle legioni ha raggiunto funesta il cuore dell’impero. Una pugnalata all’onore di Roma, ora costretta a ridimensionare i suoi domini entro il confine del grande fiume Reno. Ma come può un uomo onorato con la cittadinanza romana arrivare a sfidare così clamorosamente l’impero? Quale sfrenata ambizione può avere spinto un soldato, addestrato dai più valorosi generali romani, a tradire coloro che si erano fidati di lui?
**La straordinaria vittoria di un uomo
La più grande sconfitta per Roma**
«Una lettura epica che fa rivivere quei giorni terribili nella foresta.»
**Express**
**Roberto Fabbri**
è nato a Ginevra e vive tra Londra e Berlino. Per venticinque anni ha lavorato in produzioni televisive e cinematografiche. La passione per la storia, in particolare per quella dell’antica Roma, lo ha spinto a scrivere la serie dedicata all’imperatore Vespasiano, di cui la Newton Compton ha già pubblicato *Il tribuno, Il giustiziere di Roma, Il generale di Roma, Il re della guerra, Sotto il nome di Roma, Il figlio perduto di Roma* , *La furia di Roma* e *Roma in fiamme.*

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Le tigri di Mompracem

Malesi e daiachi, giavanesi e cocincinesi, bughisi e indiani navigano feroci su veloci prahos, dribblano le telecamere dello studio televisivo guidati dall’urlo disumano del loro comandante, un uomo dalla «fronte ampia, ombreggiata da due stupende sopracciglia dall’ardita arcata»: Sandokan. Un poco più in là, tra un rotolo di cavi, vicino ad un monitor, i «capelli biondi come l’oro, gli occhi più azzurri del mare, le carni bianche come l’alabastro» attende Marianna, la Perla di Labuan…
Firmato da Ugo Gregoretti, che ne è in pari tempo autore, attore e regista, questo originale televisivo è il montaggio scenico del romanzo di Salgari attraverso alcuni suoi capitoli chiave, e la ricostruzione del mondo veronese tardo Ottocento come viene «visto» dal giornale «La Nuova Arena», su cui Le tigri di Mompracem apparve a puntate fra il 1883 e il 1884.
Le immagini degli spettacoli di lanterna magica, le interviste a Lombroso, le sfilate di moda, i primi esperimenti con la luce elettrica, gli scioperi nelle filande si alternano e si sovrappongono ai furori di Sandokan, al fumo dell’ennesima sigaretta di Yanez, ai sospiri amorosi di Marianna, agli assalti dei tigrotti… Condotta con ironia e fedeltà al testo e al suo autore, la «lettura» di Gregoretti evidenzia la comune matrice culturale fra realtà storica e prodotto letterario, dandoci un suggestivo ed efficace scorcio di un «piccolo mondo antico» niente affatto idilliaco.

Malesi e daiachi, giavanesi e cocincinesi, bughisi e indiani navigano feroci su veloci prahos, dribblano le telecamere dello studio televisivo guidati dall’urlo disumano del loro comandante, un uomo dalla «fronte ampia, ombreggiata da due stupende sopracciglia dall’ardita arcata»: Sandokan. Un poco più in là, tra un rotolo di cavi, vicino ad un monitor, i «capelli biondi come l’oro, gli occhi più azzurri del mare, le carni bianche come l’alabastro» attende Marianna, la Perla di Labuan…
Firmato da Ugo Gregoretti, che ne è in pari tempo autore, attore e regista, questo originale televisivo è il montaggio scenico del romanzo di Salgari attraverso alcuni suoi capitoli chiave, e la ricostruzione del mondo veronese tardo Ottocento come viene «visto» dal giornale «La Nuova Arena», su cui Le tigri di Mompracem apparve a puntate fra il 1883 e il 1884.
Le immagini degli spettacoli di lanterna magica, le interviste a Lombroso, le sfilate di moda, i primi esperimenti con la luce elettrica, gli scioperi nelle filande si alternano e si sovrappongono ai furori di Sandokan, al fumo dell’ennesima sigaretta di Yanez, ai sospiri amorosi di Marianna, agli assalti dei tigrotti… Condotta con ironia e fedeltà al testo e al suo autore, la «lettura» di Gregoretti evidenzia la comune matrice culturale fra realtà storica e prodotto letterario, dandoci un suggestivo ed efficace scorcio di un «piccolo mondo antico» niente affatto idilliaco.

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