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Il piccolo acrobata

Raymond ha imparato a stare in equilibrio prima ancora che a camminare. I suoi genitori, gitani francesi, erano circensi, e il pubblico impazziva per il numero del piccolo acrobata. Negli anni Trenta, quando la maggior parte dei loro connazionali non sapevano né leggere né scrivere, vivevano in case spoglie e non uscivano mai dai loro villaggi, Raymond aveva una carovana con l’acqua calda che usciva dai rubinetti, conosceva tutte le regioni e sapeva leggere. Suo padre aveva combattuto per la Francia durante la Grande Guerra, ed era grazie a lui che nelle località più sperdute erano arrivati i film di Charlot. Il mondo di Raymond finisce il 4 ottobre 1940, quando all’alba si presentano delle guardie e trascinano via tutta la famiglia. Senza una spiegazione, come fossero delinquenti. Vengono portati in un autodromo, trasformato in centro di detenzione. Lì, insieme a centinaia di altri gitani, vengono privati dei loro averi e lasciati a patire fame, freddo, angherie e umiliazioni di ogni genere. Costretti, pur denutriti e senza forze, a ripulire dalle erbacce la pista perché i tedeschi possano divertirsi a gareggiare. Ma il calvario è solo all’inizio. Raymond sarà deportato ai lavori forzati in Germania e vedrà da vicino l’Olocausto degli zingari, non meno feroce di quello riservato agli ebrei. Separato dai suoi, di cui non sa più nulla, a soli quindici anni dovrà ricorrere alle doti di equilibrismo imparate da bambino per sopravvivere. E attingere al carattere indomito e libero ereditato dalla sua gente, che lo spinge a inseguire la libertà. Sempre. A qualunque costo.

Piccoli limoni gialli

Agnes ha tutto ciò che si può desiderare: un lavoro che adora, un fidanzato bello e innamorato, una famiglia amorevole e sempre pronta a sostenerla. Il capo tenta goffamente di molestarla e, vistosi respinto, la licenzia. Rientrando a casa frustrata e amareggiata viene accolta, anziché dall’abbraccio consolatorio del fidanzato, dalla notizia che lui ha deciso di lasciarla. E un’altra brutta sorpresa è in arrivo dai genitori¿ Ce n’è di che chiudersi in casa a compiangersi. E invece Agnes non vuole darsi per vinta e, superato l’iniziale sconforto, cerca di riprendere in mano la propria vita accettando la proposta di un amico: aprire insieme un piccolo ristorante che diffonda nell’inverno svedese profumi e sapori del Mediterraneo e di quei Piccoli limoni gialli che diventeranno la loro insegna. I due investono tutte le loro energie e i risparmi nella nuova avventura… Ma sarà la scelta giusta? Riuscirà Agnes a riscattarsi e magari a ritrovare l’amore? Acclamato bestseller in Svezia e nelle decine di Paesi in cui è stato tradotto, Piccoli limoni gialli è una tenera e frizzante commedia degli equivoci degli anni Duemila.

Piccoli esperimenti di felicità

**BENVENUTI NEL CLUB DEI VECCHI MA MICA MORTI!**
«*Ho ottantatré anni e un quarto. Anche quest’anno i vecchi continueranno a non piacermi. Il ciabattare dietro i girelli, l’impazienza fuori luogo, le lagne interminabili, i biscottini con il tè, i sospiri…*»
Ottantatré anni e un quarto sono più di trentamila giorni. E sono proprio tanti. Ottantatré primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d’uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c’è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l’amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: prima di prenderla, concedersi un anno, e in quell’anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma mica morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l’ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi… In quest’anno di vita succederanno tante cose, ci saranno tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità… E alla fine si vedrà chi l’avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.
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### Sinossi
**BENVENUTI NEL CLUB DEI VECCHI MA MICA MORTI!**
«*Ho ottantatré anni e un quarto. Anche quest’anno i vecchi continueranno a non piacermi. Il ciabattare dietro i girelli, l’impazienza fuori luogo, le lagne interminabili, i biscottini con il tè, i sospiri…*»
Ottantatré anni e un quarto sono più di trentamila giorni. E sono proprio tanti. Ottantatré primavere senza la certezza di vedere la prossima, o che ne valga la pena. Hendrik è il tipo d’uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c’è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo: due chiacchiere con l’amico Evert; la curiosità per i nuovi arrivati e la sopportazione della severissima direttrice, probabilmente nipote di un ex gerarca nazista. Hendrik ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: prima di prenderla, concedersi un anno, e in quell’anno fondare un club. Nasce così il Club dei vecchi ma mica morti, con regole di ammissione rigidissime per partecipare alle varie attività, tra cui: l’ingresso a un casinò, un workshop di cucina, un corso di tai chi… In quest’anno di vita succederanno tante cose, ci saranno tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità… E alla fine si vedrà chi l’avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.
### Dalla seconda/terza di copertina
Hendrik Groen, olandese, ha pubblicato il suo romanzo sul sito di Torpedo Magazine ed è stato notato dalla casa editrice Meulenhoff che ne ha subito acquistato i diritti. Il romanzo d’esordio di Groen è salito in vetta alle classifiche in Olanda, è diventato un caso letterario internazionale ed è in uscita in 20 Paesi.

Piccoli delitti del cazzo

Quando Tommy Russo, attore trentaduenne con il vizio del gioco, incontra nel parcheggio di un ippodromo newyorkese il maleodorante Pete, comprende che la buona sorte non si può attendere, ma va in qualche modo provocata.
Pete gli offre di entrare in società per l’acquisto di un cavallo da corsa, e per Tommy si presenta l’occasionedi lasciarsi alle spalle le delusioni di un mondo che non riconosce il suo talento artistico.
D’altronde, dopo l’ennesimo provino fallito, questa volta per una pubblicità di mangime per cani, sa di aver superato quel limite che separa il giovane di belle speranze dalla promessa mancata.
Ma come procurarsi in pochi giorni i diecimila dollari necessari, lavorando come buttafuori in un bar dell’Upper East Side? Dipende da cosa siete disposti a fare, pur di abbandonare l’universo dei perdenti e fare il vostro ingresso nella high class di Manhattan.
Attratto in modo inesorabile da un’umanità che sogna i soldi e il successo, le feste e le corse di cavalli, Tommy decide di sfruttare il suo aspetto affascinante e le sue abilità di attore, e finisce risucchiato in una girandola di menzogne, colpi di fortuna e cattiverie inattese, che lo spingono a percorrere a grandi passi la scala delle abiezioni, fino a varcare con una leggerezza e superficialità disarmanti la soglia del delitto.
Nel suo nuovo romanzo, Jason Starr mette in scena una commedia della falsità, cinica e spiazzante, in cui gli scherzi del caso trascinano a ritmo vertiginoso il protagonista, una sorta di American Psycho versione pop, incontro a tentazioni capaci di prevalere su qualsiasi morale e istinto sociale.
E se la spregiudicatezza sembra la via più sicura per arrivare al successo, il libro finisce per insinuarci un dubbio sottile: siamo proprio certi, in fondo, che il delitto non paga?

Piccoli bulli e cyberbulli crescono

Minacce e pestaggi dentro e fuori dalle scuole. Violenze fisiche e psicologiche protratte per mesi o anni. E, sempre più spesso, persecuzioni ”virtuali” con conseguenze tragicamente reali. Nelle sue molteplici forme, il bullismo è una delle costanti preoccupazioni di genitori e insegnanti, alla ricerca di soluzioni per un fenomeno che continua ad avere un impatto devastante sulla crescita di molti ragazzi e ragazze. Da sempre attenta e sensibile studiosa del tema, in questo libro – appositamente rivisto e aggiornato con un nuovo capitolo dedicato al cyberbullismo – Anna Oliverio Ferraris esamina il bullismo giovanile in tutti i suoi aspetti: origini e cause delle violenze, dinamiche individuali e di gruppo, reazioni e sentimenti di aggressori e vittime, pericoli e trappole on line, interventi e misure di prevenzione. Spiegando come interpretare i messaggi nascosti dietro i comportamenti dei nostri figli, Oliverio Ferraris ci aiuta ad affrontare i casi di violenza e aggressività in cui bambini e adolescenti possono trovarsi coinvolti. Per capire e trovare soluzioni, per imparare a farsi ascoltare e intervenire nel modo più efficace.
(source: Bol.com)

Piccole grandi cose

‘*Il romanzo più importante di Jodi Picoult. Onesto, scomodo, introspettivo e di grande attualità. Un’autentica sfida per tutti noi.*’
The Washington Post

Appassionante e intenso, un Buio oltre la siepe del terzo millennio che affronta un tema eterno e universale: il pregiudizio.

Da più di vent’anni, Ruth Jefferson è infermiera ostetrica al Mercy-West Haven Hospital. Durante il proprio turno, mentre sta effettuando il check-up di un neonato, viene improvvisamente allontanata: i genitori di Davis sono bianchi suprematisti e non vogliono che Ruth, afroamericana, tocchi il bambino. L’ospedale soddisfa la loro richiesta e impedisce a Ruth di avvicinarsi a Davis, ma il giorno successivo il piccolo ha delle complicanze cardiache proprio mentre Ruth è l’unica ostetrica in servizio. Intervenire oppure no? Obbedire all’esplicito divieto di toccare il bambino oppure al dovere etico di soccorrerlo? Ruth esita prima di effettuare il massaggio cardiaco, il bimbo muore e lei finisce per essere accusata di omicidio colposo.
Kennedy McQuarrie, avvocatessa bianca, sceglie di impostare una linea difensiva che escluda a priori l’ipotesi di razzismo nei confronti dell’infermiera. Sarà la scelta giusta? Ruth e l’avvocatessa faticano a trovare un modo di intendersi, ma la vicenda giudiziaria si rivelerà infine utile a entrambe per capire molto di più di se stesse e soprattutto per guardare il mondo da una nuova prospettiva.
(source: Bol.com)

La piccola libreria sulla Senna

Due libraie, un’americana e una francese. Uno scambio di vite, di storie e di librerie. Perché non è questo che tutte vogliamo – una seconda possibilità? Sarah vive in una cittadina del Connecticut, dove gestisce una deliziosa e accogliente piccola libreria, con tanti libri e purtroppo sempre meno clienti. Gestisce anche la faticosa relazione a distanza con un fidanzato reporter che non c’è quasi mai. Sophie, invece, vive a Parigi; ha un’incantevole libreria chiamata C’era una volta, ed è appena tornata single. Un giorno, Sarah e Sophie si incontrano virtualmente su un blog di libraie. Ben presto nasce un’amicizia, e con l’amicizia un’idea: scambiarsi le case, e le librerie, per sei mesi. Un’opportunità irresistibile per Sarah, una nuova magica città, che la accoglie con i suoi colorati quartieri, le stradine e i ristoranti, e un lavoro che conosce bene – per cui anzi ritroverà la passione, affezionandosi agli strambi e teneri clienti di Sophie… Un delizioso romanzo femminile, pieno di romanticismo e ottimismo, per chiunque ami Parigi.

La piccola libreria di Venezia

Il vero protagonista è l’amore per i libri Dall’autrice del bestseller La collezionista di libri proibiti Margherita ha un dono: sa consigliare a ogni persona il libro giusto. È per questo che, delusa dalla fine della sua storia d’amore, lascia Parigi e torna a Venezia, con l’intenzione di aprire una libreria nella bottega d’antiquariato appartenuta al padre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, rovistando tra vecchie carte, Margherita trova, incastrata in fondo a un cassetto, una foto che ritrae una giovane donna. “Per Anselmo, il mio grande amore”, recita la dedica sul retro, che riporta anche data e luogo: aprile 1945, Borgo degli Albizi, Firenze. Margherita nota con stupore che la ragazza ha al collo un ciondolo identico a quello che le ha lasciato suo zio Anselmo. Com’è possibile? Quel ciondolo è un pezzo unico, non può trattarsi di una copia. Incuriosita dalla scoperta, decide di indagare e parte per Firenze. La sua piccola ricerca la conduce in una libreria, la cui proprietaria è la figlia di Emma, proprio la donna della foto. Ma in quel luogo Margherita conosce anche qualcun altro: Fulvio, uno scrittore un tempo famoso, che non pubblica da anni e che nasconde un mistero nel suo passato… Una giovane donna alla ricerca del suo passato. Un incontro del destino tra le pagine di un libro. Hanno scritto di La collezionista di libri proibiti «Cinzia Giorgio imbastisce sapientemente una storia tutta costruita sulla passione per la lettura dimostrandosi una scrittrice colta, che sa maneggiare molto bene la lingua e le parole.» Leggendaria «Un romanzo al femminile, ma non banale, appassionato, che ha per protagonista l’amore per i libri.» Mangialibri «Cinzia Giorgio ha compiuto l’impresa: presentare nel panorama della contemporanea narrativa italiana un libro che costruisce un ponte tra romanzo storico, romanzo di formazione e romanzo d’amore.» sulromanzo.it Cinzia GiorgioÈ dottore di ricerca in Culture e Letterature Comparate. Si è specializzata in Women’s Studies e in Storia Moderna, compiendo studi anche all’estero. Organizza salotti letterari, è direttore editoriale del periodico Pink Magazine Italia e insegna Storia delle Donne all’Uni.Spe.D. È autrice di saggi scientifici e romanzi. Per la Newton Compton ha pubblicato Storia erotica d’Italia, Storia pettegola d’Italia, È facile vivere bene a Roma se sai cosa fare e il romanzo La collezionista di libri proibiti.

La piccola libreria dei cuori solitari

Nel cuore di Londra c’è una piccola libreria chiamata Bookends. Per quanto vecchia e malandata, è sempre stata un fantastico mondo di storie e di sogni per Posy Morland, sin da quando era bambina. Fino a farle da casa e da famiglia. Ma ora che l’anziana proprietaria, Lavinia, è morta lasciandole in eredità il negozio, Posy si ritrova a fare i conti con la realtà insieme ai colleghi: restano solo pochi mesi per pagare i debiti, rilanciare la libreria e scongiurarne la chiusura. Posy avrebbe già un piano: farne il paradiso dei romanzi d’amore, il punto di riferimento per tutte le lettrici romantiche. Ma il nipote di Lavinia, Sebastian, imprenditore senza scrupoli, è convinto che puntare tutto sui gialli sia la strategia vincente sul mercato. Mentre tra i due la battaglia si fa sempre più accesa, Posy sfoga la propria collera nella scrittura. Pagina dopo pagina, intesse una trama di ambientazione ottocentesca dove tra i protagonisti – identici, guarda caso, a lei e Sebastian – scatta inaspettatamente la passione. E se la fantasia fosse già realtà? Nella vita, come nel romanzo, starà a Posy scegliere il finale.

Piccola Grammatica Gratuita Di Esperanto / Senkosta Malgranda Esperanta Gramatiko

Una grammatica e un dizionarietto per imparare l’Esperanto, la lingua internazionale ideata nel 1887 da L. L. Zamenhof, oggi conosciuta da milioni di persone.
Semplice, con una struttura logica, senza eccezioni, l’Esperanto si impara come un gioco in breve tempo.
Provate!
(e in Esperanto trovere migliaia di testi, dalla traduzione della ‘Divina Commedia’ alle barzellette…)

La piccola commedia. Novelle giovanili

Scritte fra il 1885 e il 1907 e in gran parte inedite in Italia, le novelle qui raccolte ci riportano alla fase aurorale di un itinerario artistico. Ci sono già tutti i temi che Schnitzler elaborerà in forma più ampia nelle opere successive: l’intreccio di amore e morte, la casualità dei destini, il gioco, il duello, i tradimenti, le infedeltà coniugali, la gelosia, il gusto del travestimento, l’incessante oscillare fra realtà e finzione, la ricerca di emozioni e sentimenti perduti. Trascorrendo da un registro all’altro, Schnitzler alterna la malinconia del ricordo allo scandaglio dell’animo, l’analisi dell’angustia borghese al capriccio del *divertissement*, e ci consegna una galleria di personaggi che non sanno ancora di essere terribilmente schnitzleriani: mariti traditi, mogli fedifraghe, artisti persi dietro alle loro creazioni, cocotte d’alto bordo, aristocratici viveur, studenti squattrinati. Sullo sfondo – ma è uno sfondo così pervasivo da impregnare di sé ogni storia –, una Vienna tutta presa a officiare i suoi riti nei luoghi deputati (il teatro, il caffè, la sala da ballo, il Prater, l’osteria dei sobborghi), affatto ignara, si direbbe, dei primi scricchiolii. Così come il suo amico Hugo von Hofmannsthal, che a diciotto anni scriveva liriche e prose di goethiana sapienza, Schnitzler ci offre il rarissimo esempio di una giovinezza in cui la maturità è un dato acquisito e le virtù più ardue da raggiungere – quali sobrietà e incisività – sembrano appartenere da sempre alla fisiologia dell’autore. *La piccola commedia* apparve per la prima volta nel 1932.

La piccola casa dei ricordi perduti

Una deliziosa storia d’amore che ha conquistato l’Inghilterra «Leggere questo libro è stato come fare un viaggio in un posto nel quale avevo sempre desiderato andare.» Emmy Jamieson arriva a La Cour des Roses, una bella pensione nella campagna francese, con l’intenzione di trascorrere due settimane di relax in compagnia di Nathan, il suo fidanzato. Tra loro c’è qualche problema, ma Emmy è certa che questa vacanza risolverà tutto. Si sbaglia… Neanche il tempo di disfare le valigie e Nathan se l’è già svignata con Gloria, la moglie di Rupert, il proprietario della pensione. L’uomo è scioccato ed Emmy, sentendosi in parte responsabile dell’accaduto, si offre di aiutarlo a gestire la pensione. Emmy ha il cuore a pezzi, ma si trova all’improvviso in una dimensione nuova, circondata da tanti amici. E anche da qualche uomo interessante: Ryan, il provocante giardiniere, e Alain, il ragazzo che si occupa dell’amministrazione, irritante ma bellissimo. Mentre Emmy si riappropria del proprio tempo e del contatto con la natura comincia a sentirsi a casa. Ma sarebbe una follia lasciare amici, famiglia e tutto ciò per cui ha sempre lavorato… O no? Arriva in Italia la serie dei Ricordi perduti Grande successo in Inghilterra L’amore a volte prende strade inaspettate «Come il sole in una giornata nuvolosa, questo è un libro che scalda il cuore.» Shellyback Books «Sole, croissant e un buon bicchiere di vino. Sembra la ricetta per la vacanza perfetta, invece…» «Non riuscivo a smettere di leggere questo libro favoloso, pieno di umorismo e personaggi sfaccettati. Una meravigliosa lettura estiva!» Helen PollardScrive sin da quando era bambina e da sempre preferisce le storie dei romanzi alla vita reale. Pensa che la chiave per un libro di successo sia creare buoni personaggi. Le piace tratteggiarli, attraverso la sua scrittura, in un modo ironico e che li renda cari al lettore. Helen è membro della Romantic Novelists’ Association e della Society of Authors. La piccola casa dei ricordi perduti è il primo della serie dei Ricordi perduti.

La piccola bottega del tè

Per trovare la ricetta della felicità bisogna seguire il cuore Un romanzo delizioso, dolce e divertente che alimenta il buonumore Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l’attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po’ di inaspettata dolcezza? «La storia è così ricca di dettagli da farti sentire parte della comunità. È davvero una lettura adorabile, ho riso e pianto. L’unico rimpianto è di averla già finita.» «Una piccola bottega, un castello e una giovane donna all’inseguimento di un sogno. Era un sacco di tempo che non leggevo una storia romantica così trascinante e deliziosa.» «Entusiasmante, da tutti i punti di vista. Romantico, divertente e pieno di trovate. Cinque stelle non bastano, posso darne quindici?» «Questa storia mi ha catturato da subito e mi è sembrato di conoscere personalmente i personaggi. Il libro mi ha anche fatto venire voglia di cucinare… Voglio provare qualcuna delle ricette!» «Come non amare questo libro? Un vecchio castello in rovina, una protagonista ingenua ma determinata e un bellissimo eroe con un oscuro segreto. Anche i personaggi di contorno sono strepitosi e la penna di Caroline Roberts è meravigliosa.» «Questo libro è stata una vera rivelazione! Leggerlo è stato un piacere immenso: è perfetto per i pomeriggi pigri sul divano. Lo raccomando a chiunque apprezzi le storie romantiche ben scritte che fanno battere il cuore.» Caroline RobertsÈ una scrittrice di romanzi che parlano di amore, perdita, tradimento e famiglia. Vive nel Northumberland, in Inghilterra, un luogo che, con le sue spiagge sabbiose, i castelli e i meravigliosi panorami di campagna, ha ispirato quasi tutte le sue storie. È autrice di numerosi romanzi di successo nel Regno Unito. La piccola bottega del tè è il primo pubblicato da Newton Compton.

Una piccola bestia ferita

Karin Levrone è una ragazzina belloccia, viziata e arrogante tanto quanto il fratello Cristian è goffo e impacciato. I due volti dell’adolescenza, che la ”profia” investigatrice, l’indimenticabile protagonista de La collega tatuata, conosce così bene. Ma evidentemente dove c’è lei, prima o poi arrivano anche le grane. E adesso la nostra insegnante si trova a indagare proprio sul misterioso rapimento di Karin e sugli eventi, sempre più drammatici, che ne conseguono. Il racconto della Oggero, ricco di verve, mosso, colorito, ironico e a tratti anche divertente, si snoda nel groviglio dei sentimenti e risentimenti, di slanci e di riottosità che costituiscono l’anima dei giovani.
(source: Bol.com)

Il piatto piange

Con Il piatto piange fa la sua comparsa nella letteratura italiana un paese di frontiera, Luino, con il suo profumo di lago e di boschi, con la sua umanità variopinta, fatta di negozianti, giocatori, beghine, ladruncoli, prostitute, travet, camicie nere. Ambientato negli anni Trenta del Novecento, dunque in epoca fascista, il romanzo offre un esemplare spaccato della provincia italiana: rispettabile in apparenza, ma percorsa sottopelle da inquietudini e tentazioni. Chiara condisce i ricordi con le spezie dell’umorismo e il sale di un affetto dispettoso. I suoi eroi ? approdati dopo mirabolanti peregrinazioni sul Verbano, o desiderosi di partirne – dissipano volentieri l’esistenza fra le carte, il biliardo e i divani delle case d’appuntamento. Scettici dinanzi ai proclami altisonanti della dittatura, saranno poi costretti dallo scoppio della Seconda guerra mondiale ad affrontare tragedie piccole e grandi. La presente edizione è a cura di Mauro Novelli.
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### Sinossi
Con Il piatto piange fa la sua comparsa nella letteratura italiana un paese di frontiera, Luino, con il suo profumo di lago e di boschi, con la sua umanità variopinta, fatta di negozianti, giocatori, beghine, ladruncoli, prostitute, travet, camicie nere. Ambientato negli anni Trenta del Novecento, dunque in epoca fascista, il romanzo offre un esemplare spaccato della provincia italiana: rispettabile in apparenza, ma percorsa sottopelle da inquietudini e tentazioni. Chiara condisce i ricordi con le spezie dell’umorismo e il sale di un affetto dispettoso. I suoi eroi ? approdati dopo mirabolanti peregrinazioni sul Verbano, o desiderosi di partirne – dissipano volentieri l’esistenza fra le carte, il biliardo e i divani delle case d’appuntamento. Scettici dinanzi ai proclami altisonanti della dittatura, saranno poi costretti dallo scoppio della Seconda guerra mondiale ad affrontare tragedie piccole e grandi. La presente edizione è a cura di Mauro Novelli.

Il pianto dell’angelo

Bella, intelligente, tranquilla: Kate Townsend è per tutti una ragazza speciale, una diciassettenne dal viso d’angelo. Silenziosa, e sola, compie anche il suo ultimo viaggio attraverso la città che dorme. Il suo corpo nudo, che mostra evidenti segni di violenza, viene trasportato dalla corrente del ruscello, gonfiato dalla pioggia, fino al Mississippi, passando per i boschi, sotto i ponti. E domani, al risveglio, la città sarà travolta da un ciclone ben più impetuoso delle acque del fiume. Professionista di successo, cittadino stimato, padre modello, il dottor Drew Elliott è un pilastro della comunità di Natchez. Ma ha superato il confine di ciò che è lecito, l’invisibile linea di demarcazione che domani, da eroe, lo trasformerà in mostro. Perché domani si scoprirà che è stato lui il primo a trovare il cadavere di Kate, ma non ha dato l’allarme per salvare le apparenze. Perché domani non si potrà più nascondere la relazione che lo legava alla ragazza nonostante i ventitré anni di differenza tra i due. Perché domani, per tutti, sarà lui il principale indiziato dell’omicidio. Non gli resta che chiedere aiuto a Penn Cage, suo migliore amico nonché avvocato. Per difenderlo, quest’ultimo dovrà scavare sotto la patina di tediosa normalità che avvolge la cittadina, dalla quale emergeranno scomode verità di sesso e droga, ricatto e corruzione politica. Verità che costringeranno lo stesso Cage a mettere in discussione la sua fiducia nell’amico e nell’impeccabile comunità che credeva di conoscere da sempre.