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Che cos’è metafisica?

La metafisica è lo scandalo della filosofia: da un lato essa investe i massimi problemi ed è dunque la ragione medesima in vista della quale gli uomini hanno cominciato a fare filosofia; dall’altro è indefinibile e il suo stesso oggetto, benchè vanamente cercato, resta una perenne fonte di aporie. Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all’Università di Friburgo, dov’era tornato come successore di Husserl, una prolusione in cui mostra in che cosa consista l’essenza della metafisica e come essa affondi le sue radici nell’esistenza dell’uomo. Sospeso tra l’essere e il nulla, l’uomo esperisce, nello stato d’animo fondamentale dell’angoscia, una motivazione originaria a interrogarsi circa il senso delle cose.

Che cos’è la politica?

Nel 1955 venne proposto ad Hannah Arendt di scrivere un’Introduzione alla politica. Non doveva essere un trattato di carattere accademico: ‘Ho in mente una esposizione estremamente semplice. Non si tratterà di una discussione dei concetti chiave delle scienze politiche e sociali odierne bensí di un’introduzione a quello che realmente è la politica e ai presupposti fondamentali dell’esistenza umana con i quali il politico ha a che fare’. Altri impegni impedirono alla Arendt di portare a termine l’opera. Tuttavia, tra i suoi scritti inediti sono stati ritrovati materiali concernenti il progetto. Ursula Ludz ha raccolto questi documenti e li ha ordinati alla luce dei criteri ispiratori dell’incompiuta Introduzione, corredandoli di un commento che restituisce con chiarezza il contesto intellettuale entro il quale vennero concepiti. I brani pubblicati in Che cos’è la politica? forniscono indicazioni fondamentali sulla filosofia politica, sulla visione del mondo, sull’inconfondibile autonomia e originalità di Hannah Arendt. Il suo pensiero politico non può essere inquadrato entro schemi tradizionali. Essa è insieme idealista e realista: non si fa illusioni sullo stato del mondo, eppure è irriducibilmente convinta dell’importanza della riflessione teorica. Ed è stata proprio questa riflessione che l’ha portata a rievocare la politica come occasione e spazio di libertà, ad approfondire lo studio dell”utopia della polis’.
(source: Bol.com)

Che casino, Kowalski

Una nuova avventura di Kowalski, questa volta alle prese con i narco-trafficanti del Sud America. Per chi non conoscesse Kowalski… beh ecco la sua presentazione. “Mi chiamo Kowalski e vendo felicità. Sono aperto 24/7 sempre a disposizione della mia affezionata clientela. Clientela fedele e sempre in aumento, perchè io sono il mago della pioggia, trovo tutto quello che vuoi e anche quello che ancora non vuoi. Abito nel CONDOMinio da più di quanto mi piaccia ricordare e pago regolarmente l’affitto. Da me niente casini entri compri esci, solo cash e niente credito o cambio merce, se sei uno abituale due parole ci possono scappare. Accetto anche ordini telefonici, ma con cautela non si sa mai chi ci può essere all’ascolto…”

Che animale sei? Storia di una pennuta

Quando uno nasce, non sa chi è. E se non c’è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, rotolando giù dal camion di Jack il Camionista, si era ritrovata sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. Una calda pantofola accogliente, dentro la quale si era accoccolata sognando di non essere ancora nata. In fondo, era contenta di avere questa mamma. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse voluto conoscere il mondo e non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: “Che animale sei?” Finché un giorno si ritrovò alla scuola della maestra Tolmer, che aveva una profonda convinzione, e cioè che tutto a questo mondo passa, anche le domande.

CHARM CITY

È un lunedì di marzo a Baltimora, un lunedì senza neve, ghiaccio o grandine, e Tess Monagham, appena uscita dall’ufficio, decide che è la giornata giusta per tornarsene a casa a piedi.
È di buon umore Tess, perché per la prima volta dopo due anni ha un lavoro e un fidanzato a tempo pieno. Quando passa perciò per l’Inner Harbour, il centro di Baltimora, e si imbatte in una folla insolita a quell’ora – uomini d’affari impeccabilmente vestiti, giovani in tenuta atletica, donne eleganti con indosso impermeabili di gabardine, mamme in pantacollant che tengono per mano pargoli schiamazzanti – anziché tirar dritto si ferma volentieri a curiosare.
Sospinta dalla folla, si ritrova in un piccolo anfiteatro all’aperto dove sono ammassate centinaia di persone. Su di un piccolo palco fanno bella mostra di sé il governatore, il sindaco, due senatori del Maryland, una scombinata squadra di basket con indosso tute da ginnastica nere e viola e un paio di vecchie glorie dei Baltimore Bullets, i Proiettili di Baltimora adesso ribattezzati Washington Wizards per rispetto al tasso locale di omicidi.
L’attenzione di Tess è, tuttavia, interamente rivolta all’uomo che ha tutta l’aria di essere la vera star della serata: Gerard «Wink» Wynkowski, il capo della Montrose Enterprise, l’azienda che negli ultimi dieci anni ha creato sei o sette ditte, una più redditizia dell’altra, un uomo asciutto, non molto alto, il viso spigoloso e la pelle perennemente abbronzata.
Acclamato dalla folla, Wink Winkowski annuncia che entro pochi giorni tornerà a Baltimora il grande basket, poiché firmerà un’intesa preliminare con una squadra professionistica della nba che vuole trasferirsi nella Charm City.
Tess si allontana pensando che il soprannome «Wink», occhiolino, è perfetto per quell’uomo che ha la capacità di fregare chiunque con una semplice strizzata d’occhio. Quello che, tuttavia, ignora è che tra poco il fregato sarà proprio lui, «Wink» Wynkowski. Sul Beacon Light apparirà un articolo sul «passato poliedrico» del milionario che si è fatto da sé, un passato che comprende episodi di violenza domestica e una dipendenza dal gioco d’azzardo. E «Wink» Wynkowski sarà ritrovato cadavere nel garage di casa sua, apparentemente asfissiato dai gas di scarico della sua macchina, un incidente su cui Tess indagherà per scoprire che non è semplice restare vivi a Baltimora, la Charm City, la città affascinante d’America.
Secondo romanzo della serie di Tess Monaghan, *Charm City* è una splendida conferma del talento della nuova «signora del giallo americano» e del suo inconfondibile stile.

Charlotte Brontë: Una vita appassionata

In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, immediato successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l’anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell’«ombra», ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”. Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon. Ancora oggi Charlotte parla a chi cerca di «elevarsi» superando gli ostacoli sul proprio cammino, a chi desidera un amore che vada oltre le convenzioni, come fu il suo per l’insegnante belga che l’aiutò a scoprire la propria vocazione di scrittrice e per l’editore londinese che rivelò il suo talento al mondo. Chi prende parola dall’ombra, ci insegna la vita di Charlotte, non parla tanto per sé, ma assume una voce universale, che guarda a un tempo a venire.

Charlie Chan e la tragica promessa

Charlie Chan, il poliziotto cinese di Honolulu dall’aspetto flemmatico e impenetrabile come un giocatore di poker, capace di risolvere i più intricati misteri tra una citazione e l’altra delle massime di Confucio, questa volta si trova a dover venire in aiuto di un ispettore di Scotland Yard alle prese con un caso apparentemente insolubile. Grazie al suo brillante intuito, Charlie Chan riuscirà a scoprire l’identità dello spietato assassino che infierisce su un gruppo di viaggiatori impegnati in un lungo giro in treno e nave intorno al mondo.E. Derr BiggersEarl Derr Biggers nacque a Warren, nell’Ohio, il 26 agosto del 1884. Laureatosi ad Harvard nel 1907, cominciò a lavorare come giornalista e critico teatrale. Creatore del famoso detective Charlie Chan, tradotto in molte lingue, è considerato uno dei più popolari autori americani di romanzi polizieschi. Morì a Pasadena, in California, il 5 aprile del 1933.

Charlie Chan e il custode delle chiavi

Questo romanzo vede Charlie Chan, il flemmatico investigatore cinese, alle prese con una diva della lirica e i suoi quattro ex mariti. Come al solito, il simpatico cinese darà prova del suo straordinario acume e delle sue capacità deduttive, riuscendo a risolvere l’omicidio – anzi, gli omicidi – in poco più di una giornata. Molta ironica eleganza, molti proverbi orientali e un’eccezionale capacità di venire a capo degli intrighi e dei moventi più complessi; da questo affascinante romanzo fu tratta un’opera teatrale che trionfò a Broadway nel 1933, l’anno in cui Biggers morì. E. Derr BiggersEarl Derr Biggers nacque a Warren, nell’Ohio, il 26 agosto del 1884. Laureatosi ad Harvard nel 1907, cominciò a lavorare come giornalista e critico teatrale. Creatore del famoso detective Charlie Chan, tradotto in molte lingue, è considerato uno dei più popolari autori americani di romanzi polizieschi. Morì a Pasadena, in California, il 5 aprile del 1933.

Charlie Chan e il cammello nero

Shelah Fane, celebre star del cinema, viene uccisa a Waikiki Beach e Charlie Chan, il noto detective un po’ cinese, un po’ hawaiano e un po’ americano, protagonista di tanti romanzi di Biggers, deve scoprire l’assassino. L’unica pista possibile lo conduce a un episodio di tre anni prima, quando Shelah Fane, a Los Angeles, si trovò involontariamente ad assistere a un omicidio: ma chi sarà il misterioso assassino che è tornato in scena per eliminare uno scomodo testimone? E. Derr BiggersEarl Derr Biggers nacque a Warren, nell’Ohio, il 26 agosto del 1884. Laureatosi ad Harvard nel 1907, cominciò a lavorare come giornalista e critico teatrale. Creatore del famoso detective Charlie Chan, tradotto in molte lingue, è considerato uno dei più popolari autori americani di romanzi polizieschi. Morì a Pasadena, in California, il 5 aprile del 1933.

Una certa sera d’inverno: l’ottava indagine del commissario Martini : giallo

L’ottava indagine del commissario Andrea Martini di Gianna Baltaro in un’edizione a caratteri grandi. Torino anni Trenta, il mondo dell’arte è messo in subbuglio da due efferati omicidi. Nel rione della Basilica della Consolata una ricca pittrice viene trovata uccisa nel suo atélier. Il secondo assassinio risulta collegato. Il commissario Martini indaga tra gli estrosi personaggi che ruotano attorno al Circolo degli Artisti, Palazzo Graneri. La sua perspicacia (come pure i suoi sentimenti) è messa a dura prova da imprevedibili colpi di scena. Ma la difficile inchiesta, al solito, perverrà alla soluzione. Anche se non a quella auspicata.

La cerimonia

Circondata dalle inseparabili amiche – le Donne del Club Omicidi – la detective Lindsay Boxer ha finalmente coronato il suo sogno d’amore, sposando l’agente dell’FBI Joe Molinari. L’eco della marcia nuziale si è appena spenta che già Lindsay deve tornare al suo difficile lavoro, perché un caso delicato richiede tutta la sua esperienza di investigatrice e di donna. È stata ritrovata un’adolescente in fin di vita: dai primi accertamenti è chiaro che ha partorito da poco, ma lei non ha alcuna intenzione di dire che cosa è stato del bambino né chi sia il padre. Mentre menzogne e false piste si sovrappongono, Lindsay cerca la verità, soprattutto per salvare la vita del neonato scomparso. Anche per il procuratore Yuki Castellano c’è un caso difficile, nel quale si gioca la carriera. Yuki rappresenta la pubblica accusa nel processo contro la dottoressa Candace Martin, imputata per l’omicidio del marito. Yuki è certa della sua colpevolezza, ma il processo riserverà più di un colpo di scena… Per fortuna c’è sempre il momento in cui le quattro amiche possono ritrovarsi da Susie’s per un margarita e qualche tacos, per parlare di lavoro e di uomini, di problemi e di sogni e trovare insieme una soluzione ai difficili casi che le impegnano. Perché la loro forza sta nella loro straordinaria amicizia.

Cerimonia di sangue

Jeremy, un laureato newyorkese, decide di concedersi una vacanza rilassante a Gilead, un villaggio isolato del New Jersey. Ma, ben presto, un’ombra minacciosa si allunga sulla pacifica comunità, che diviene teatro di strani, inspiegabili eventi. L’autore esplora i fatali risvolti di miti del passato fino a svelare la presenza di un male inestinguibile.

La cerimonia del massaggio

Si sa che non c’è nulla di più mondano di un buon funerale. E ancor più se si tratta di commemorare un estinto che, letteralmente, ha avuto per le mani la crème de la crème – ambosessi – di Londra. Allora l’evento può diventare, oltreché mondano, atrocemente intimo. E rischiare da un momento all’altro di sgangherarsi, se il programma prevede un preoccupante assolo di sax. Se uno dei convenuti si alza in piedi per tessere un panegirico dell’anatomia del trapassato. E se il fedele, puntiglioso cronista è Alan Bennett, forse l’unico grande scrittore di oggi capace di far sobbalzare di risa dalla prima all’ultima riga – come è già accaduto ai numerosissimi lettori di “Nudi e crudi”.

Il cerchio dell’odio

Quando il 16 aprile 2012 il professor Bruno Canalis, sinologo di fama internazionale, viene assassinato nel suo studio presso l’Istituto Superiore di Studi Orientali di Napoli, il capo della Squadra Omicidi, vicequestore aggiunto Raul Marcobi, dirige le sue indagini nelle direzioni più classiche: ipotesi passionale, odi e rancori del mondo accademico, conflitti politici (Canalis è esponente di spicco del PD partenopeo), gioco d’azzardo. Pur iniziandosi a configurare un movente passionale (a causa di una relazione del professore con una sua studentessa), Marcobi presto si rende conto che per risolvere davvero il caso occorre tornare indietro, agli anni di piombo, e al Cerchio Rosso, gruppo maoista nato e attivo all’ISSO tra il ’74 e il ’76, di cui Canalis era uno dei membri più importanti. Questa ricerca fa imbattere Marcobi in un altro delitto irrisolto di quegli anni, attribuito a giovani dell’estrema destra mai identificati. Tra le memorie, gli alibi e i possibili moventi dei personaggi più disparati (accademici, uomini politici, giovani innamorati, compagni di lotta, eminenze grigie dell’ultrasinistra degli anni Settanta), e i tormenti personali per un passato a cui non sa rinunciare, Marcobi ingaggerà un corpo a corpo con la ricerca ossessiva di verità sepolte dal tempo. Un noir appassionante e sofisticato ambientato nel mondo accademico, tra i giorni nostri e le lotte studentesche degli anni Settanta, tra Italia, Francia e Cina.

Cerchi e croci

Vita da poliziotto, quella del sergente John Rebus. Una vita in cui il crimine è un appuntamento quotidiano, il senso d’impotenza è una costante inalterabile, le sigarette e l’alcol sono gli unici alleati per non soccombere di fronte all’angoscia delle miserie umane…Eppure nulla, nella tormentata vita di Rebus, è paragonabile alla disperazione che si è abbattuta su di lui e sulla sua città da quando è entrato in azione lo «Strangolatore di Edimburgo», che ha già ucciso due ragazzine e minaccia di colpire ancora. C’è infatti qualcosa, in quell’assassino, che perseguita John Rebus come uno spettro, che lo spinge a indagare fin nei recessi più oscuri della città, nonostante la diffidenza dei superiori, cercando anche il più piccolo indizio che serva a spiegare l’inspiegabile. Ma lui non può sapere che sta cercando nel posto e nel tempo sbagliati. Perché ciò che lo collega all’assassino non appartiene né a Edimburgo né al presente: è qualcosa che si trova nella mente stessa di Rebus, in attesa dietro la porta sprangata del suo passato. Gli ci vorranno l’affetto di una collega, la comprensiva ispettrice Gill Templer, la testardaggine del giornalista Jack Morton e l’inatteso, sofferto intervento del fratello Michael, per trovare il coraggio di capire, per individuare la strada giusta. Una strada segnata da una serie di cerchi e croci…

Cercasi Niki disperatamente

A volte è difficile capire una persona, anche se la conosci bene. Se poi è una ragazza, è veramente difficile. Se poi quella ragazza l’hai vista per soli cinque minuti, allora è veramente impossibile. Eppure sono sicuro che qualcosa su di lei l’ho capito. Nel romanzo “Scusa ma ti chiamo amore” l’ho chiamata Niki. Ma tu, chi sei veramente Niki? Ti ho cercata lungo le strade. Mi sono voltato ogni tanto inseguendo un sorriso nel vento, quel muoversi di capelli. Non eri tu. Ma non ho dubbi su quel ricordo. La tua risata. Quel giorno in via del Corso hai incrociato il mio sguardo per un attimo. Ecco. E quella storia che i tuoi occhi mi hanno raccontato non sono riuscito a dimenticarla. Mi piacerebbe saperne di più su di te e in queste nuove pagine ho provato ad attraversare un po’ tutta la tua vita. Solo una cosa. Se per caso ci ho preso… be’ fammelo sapere.