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La doppia vita dei numeri

È capodanno e Napoli carica le batterie per la pirotecnica finale. In una stanza giocano a tombola in due, fratello e sorella, ma apparecchiano per quattro. E le presenze arrivano, da un oltremare del tempo.
(source: Bol.com)

La doppia faccia degli UFO (Urania)

Un ragazzo in bicicletta. Un disco volante. Tre ”ufonauti”. E un’indagine da cui tutto prende avvio. Niente sembra come appare, e tutto è pronto a riservare nuove sorprese ai protagonisti di questo romanzo che brilla per acume e originalità. Ma che cos’è il ”Vuoto”? E da dove arrivano gli UFO, se mai sia possibile dimostrare che esistono davvero? Su questi piani molteplici si muovono i protagonisti del romanzo, seguendo le trovate intelligenti di un autore che, secondo il grande J.G. Ballard, è stato ”il più interessante, anzi il solo, scrittore di idee della fantascienza inglese”.

(source: Bol.com)

Dopo lunga e penosa malattia

Sono le tre di notte del 4 novembre. Il dottor Carlo Lonati viene chiamato per un’urgenza, il paziente lo conosce bene. Attraversa sotto una pioggia micronizzata i cinquecento metri che lo separano dalla casa del notaio Luciano Galimberti, suo antico compagno di bagordi. Può solo constatarne la morte per infarto. Ma c’è qualcosa che non lo convince, e nelle ore successive arrivano altri indizi e i sospetti crescono. Il dottore non può fare a meno di indagare: vuole sapere se il suo vecchio amico è davvero morto per cause naturali. Per farlo, dovrà conquistare la fiducia della moglie e della figlia di Galimberti. E scoprire che la verità si trova forse sull’altra sponda del lago di Como. “Dopo lunga e penosa malattia” è l’unico giallo scritto da Andrea Vitali. E forse non è un caso che abbia come protagonista un medico sensibile e acuto. L’indagine è concentrata in una settimana, tra le esitazioni dell’improvvisato detective e il moltiplicarsi di tracce e confidenze, fino al colpo di scena finale.
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Dopo Il Buio

Alla vigilia della Guerra d’Indipendenza, Katherine viene mandata dal padre a Boston, ma nella grande città, dove secondo le intenzioni paterne la ragazza dovrebbe trovare sicurezza e conforto, i pericoli e le tensioni sociali sono ancora più numerosi che nel selvaggio West. La bella Katherine, individualista e spregiudicata di trova travolta da due amori. Uno dei suoi corteggiatori è un vero gentiluomo, corretto e devoto, leale alla Corona. L’altro è un ribelle audace quanto misterioso, che tiene nascosta la propria identità. Mentre fuori infuria la battaglia, Katherine vive dentro di sè un conflitto ancora più drammatico, senza tuttavia perdere la speranza che dopo il buio fondo dal quale si trova avvolta torni finalmente la luce.

Il dono di Natale

Pubblicata per la prima volta nel 1930, “Il dono di Natale” è oggi una delle raccolte di novelle più celebri di Grazia Deledda. Uscita a quattro anni di distanza dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, contiene 17 novelle: Il dono di Natale, Comincia a nevicare, Forse era meglio, L’anellino d’argento, La casa della luna, Il pane, Il cestino dello zibibbo, Il voto, Mirella, Il pastorello, La storia della Checca, Il mio padrino, I ladri, Chi la fa l’aspetti, La fanciulla di Ottàna, Il vecchio Moisè, La sciabica.
Indirizzati a un pubblico di tutte le età, questi racconti devono essere considerati alla stregua di un regalo letterario rivolto ai bambini e a tutti gli adulti che non hanno mai trascurato la loro anima fanciullesca, creativa e fantastica. Candido come la neve che scende sui monti della Barbagia, il Natale diventa l’occasione per stare tutti insieme e per tramandare ai più giovani i segreti della vita tra fantasia e realtà.
Erede dei piccoli e grandi narratori del passato, che attraverso il racconto orale hanno preservato la memoria storica e quella più intima della famiglia, la scrittrice nuorese rende loro omaggio con una serie di storie straordinarie e favolose, private e domestiche, capaci di tradurre in maniera moderna la semplicità del Natale di una volta e di far rivivere la tiepida serenità delle lunghe serate familiari passate accanto al camino, attraverso la lettura e l’ascolto di fiabe, leggende e narrazioni favolose, perdute nella nebbia di epoche diverse dalla nostra.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Trascorse la prima fase della sua vita in un contesto culturale agro-pastorale che la formerà in maniera decisiva. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Racconti Sardi, Canne al vento, Cosima.
L’eBook
La presente edizione è dotata di un sommario interattivo ed è stata realizzata per i dispositivi e le applicazioni di lettura Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le regole grafiche attuali. Inoltre, è presente una nota introduttiva ed esplicativa per una migliore fruizione dell’opera.
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### Sinossi
Pubblicata per la prima volta nel 1930, “Il dono di Natale” è oggi una delle raccolte di novelle più celebri di Grazia Deledda. Uscita a quattro anni di distanza dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura, contiene 17 novelle: Il dono di Natale, Comincia a nevicare, Forse era meglio, L’anellino d’argento, La casa della luna, Il pane, Il cestino dello zibibbo, Il voto, Mirella, Il pastorello, La storia della Checca, Il mio padrino, I ladri, Chi la fa l’aspetti, La fanciulla di Ottàna, Il vecchio Moisè, La sciabica.
Indirizzati a un pubblico di tutte le età, questi racconti devono essere considerati alla stregua di un regalo letterario rivolto ai bambini e a tutti gli adulti che non hanno mai trascurato la loro anima fanciullesca, creativa e fantastica. Candido come la neve che scende sui monti della Barbagia, il Natale diventa l’occasione per stare tutti insieme e per tramandare ai più giovani i segreti della vita tra fantasia e realtà.
Erede dei piccoli e grandi narratori del passato, che attraverso il racconto orale hanno preservato la memoria storica e quella più intima della famiglia, la scrittrice nuorese rende loro omaggio con una serie di storie straordinarie e favolose, private e domestiche, capaci di tradurre in maniera moderna la semplicità del Natale di una volta e di far rivivere la tiepida serenità delle lunghe serate familiari passate accanto al camino, attraverso la lettura e l’ascolto di fiabe, leggende e narrazioni favolose, perdute nella nebbia di epoche diverse dalla nostra.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Trascorse la prima fase della sua vita in un contesto culturale agro-pastorale che la formerà in maniera decisiva. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Racconti Sardi, Canne al vento, Cosima.
L’eBook
La presente edizione è dotata di un sommario interattivo ed è stata realizzata per i dispositivi e le applicazioni di lettura Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le regole grafiche attuali. Inoltre, è presente una nota introduttiva ed esplicativa per una migliore fruizione dell’opera.
### L’autore
Nacque a Nuoro, quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante. Il padre, Giovanni Antonio, era un imprenditore e agiato possidente; fu poeta improvvisatore e sindaco di Nuoro nel 1892. La madre, Francesca Cambosu, era una donna religiosissima e allevò i figli e le figlie con estremo rigore morale. Dopo aver frequentato le scuole elementari, Grazia Deledda venne seguita privatamente da un professore ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di italiano, latino e francese. Successivamente approfondì, da autodidatta, gli studi letterari.

Dono di cenere: Un’avventura di Anita Blake

**Un’avventura di Anita Blake Vol. 7**
Strane morti e attentati incendiari stanno colpendo le comunità dei vampiri e dei licantropi di St. Louis. Anita Blake indaga, e gli indizi sembrano condurre verso Humans First, l’associazione di fanatici che nega ogni diritto alle creature soprannaturali; ma i sospetti toccano anche la delegazione che il Consiglio dei Vampiri ha inaspettatamente mandato a St. Louis. Lo scopo dei consiglieri – il Padrone delle Bestie, il Viaggiatore e Asher, compagno di Jean-Claude ai tempi dell’Inquisizione – è quello di accertare se il Master della città sia colpevole di aver ucciso il vampiro preistorico Oliver e se debba dunque essere punito con la morte; Jean-Claude è inoltre accusato di tradimento, cioè di voler fondare un nuovo e autonomo consiglio di vampiri negli Stati Uniti grazie all’enorme potere derivante dal triumvirato che ha formato con Anita e con Richard, il maschio alfa dei licantropi. La Sterminatrice è sempre più invischiata in questo triangolo amoroso e deve fare i conti coi nuovi poteri che si stanno ridestando in lei: oltre a essere una Risvegliante e una Negromante, ora Anita è diventata la Lupa – cioè la femmina dominante del branco – e sembra avere uno strano ascendente anche sui leopardi mannari…
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### Sinossi
**Un’avventura di Anita Blake Vol. 7**
Strane morti e attentati incendiari stanno colpendo le comunità dei vampiri e dei licantropi di St. Louis. Anita Blake indaga, e gli indizi sembrano condurre verso Humans First, l’associazione di fanatici che nega ogni diritto alle creature soprannaturali; ma i sospetti toccano anche la delegazione che il Consiglio dei Vampiri ha inaspettatamente mandato a St. Louis. Lo scopo dei consiglieri – il Padrone delle Bestie, il Viaggiatore e Asher, compagno di Jean-Claude ai tempi dell’Inquisizione – è quello di accertare se il Master della città sia colpevole di aver ucciso il vampiro preistorico Oliver e se debba dunque essere punito con la morte; Jean-Claude è inoltre accusato di tradimento, cioè di voler fondare un nuovo e autonomo consiglio di vampiri negli Stati Uniti grazie all’enorme potere derivante dal triumvirato che ha formato con Anita e con Richard, il maschio alfa dei licantropi. La Sterminatrice è sempre più invischiata in questo triangolo amoroso e deve fare i conti coi nuovi poteri che si stanno ridestando in lei: oltre a essere una Risvegliante e una Negromante, ora Anita è diventata la Lupa – cioè la femmina dominante del branco – e sembra avere uno strano ascendente anche sui leopardi mannari…

Il dono di Asher Lev

Asher Lev è un ebreo osservante che, a dispetto delle circostanze più avverse, è diventato un pittore di fama internazionale. Quando muore un amato zio, deve intraprendere il viaggio di ritorno con la moglie e i due bambini da Parigi a New York. Asher Lev sente che “qualcosa di strano sta accadendo a Brooklyn… una vaga sensazione di venire risucchiato” e quasi subito deve fronteggiare lo sdegno e l’animosità che le sue opere suscitano nell’ambiente d’origine e le difficoltà che causano alla propria famiglia. Dolorosamente, si ritrova al centro dei conflitto tra la cultura in cui è nato e la cultura che ha forgiato per se stesso e che vent’anni prima l’aveva spinto all’esilio.

Il dono della terapia

“I consigli di questo libro – scrive Irvin Yalom nell’introduzione al volume – sono tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro. Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove”. La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, l’argomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che l’esperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari “compagni di viaggio” anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono. Unendo l’abilità di narratore al rigore dello studioso, l’autore di “Le lacrime di Nietzsche” racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione. “Guidato dalla passione per il compito” e messi da parte i consigli che gli suscitavano “meno entusiasmo”, Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea.
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Il dono della terapia (I colibrì)

«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica
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### Sinossi
«I consigli di questo libro scrive Irvin Yalom nellintroduzione al volume sono
tratti da annotazioni relative a quarantacinque anni di pratica clinica. Esso rappresenta un mélange particolare di idee e tecniche che ho trovato utili nel mio lavoro.
Queste idee sono così personali, presuntuose e qualche volta originali che difficilmente il lettore potrà trovarle altrove».
La terapia e il rapporto analista-paziente sono, come indica il titolo, largomento proprio di questo libro, ma in una maniera appunto così originale che lesperienza terapeutica vi appare come una sorta di avventura, e analisti e pazienti vi sono raffigurati come singolari «compagni di viaggio» anziché come distaccati guaritori e infelici che soffrono.
Unendo labilità di narratore al rigore dello studioso, lautore di Le lacrime di Nietzsche
racconta i casi clinici più difficili che gli siano mai capitati rileggendoli alla luce di
un passo di Freud o di Schopenhauer, rivela il consiglio di un vecchio amico grazie al quale superò una delusione di gioventù, attinge alle pagine di Hermann Hesse per parlare di malattia e di guarigione.
«Guidato dalla passione per il compito» e messi da parte i consigli che gli suscitavano «meno entusiasmo», Yalom invita i lettori a seguirlo attraverso ottantacinque temi centrali della terapia contemporanea. Rimuovere gli ostacoli e andare avanti, ad esempio. Evitare le diagnosi. Non avere paura di sbagliare. Sviscerare il senso della parola «casa».
Riflettere sui sogni che ci tengono svegli, e ricordare che se il terapeuta ha molti pazienti, il paziente ha un solo terapeuta.
Scritto «con lo stile di O. Henry e lumorismo di Isaac Singer» (San Francisco Chronicle),Il dono della terapia è un viaggio unico ed emozionante al termine del quale la terapia apparirà come un itinerario complesso, un cammino arduo e non privo di trappole, tuttavia sempre ricco di soste appaganti e affascinanti scoperte. Unintima collaborazione che, citando le parole di Reiner Maria Rilke, poeta caro a Yalom, è in grado di dare a tutti noi gli strumenti per affrontare «ciò che cè di irrisolto nei nostri cuori».
«I grandi scrittori e i grandi filosofi si sono sempre occupati della sofferenza umana e delle sue cause.
Io nei miei libri cerco di esplorare queste fonti e sottolinearne la rilevanza nella terapia contemporanea».
Irvin Yalom, da unintervista a la Repubblica
Hanno scritto di Il problema Spinoza:
«Perché Wolfgang Goethe, massimo rappresentante dello spirito tedesco, apprezzava in modo incondizionato le opere di un ebreo come Spinoza?
Labilità di Yalom trasforma il quesito
in un appassionante racconto che ha anche il pregio di ricostruire i fondamenti della filosofia spinoziana».
Corrado Augias
Hanno scritto di Le lacrime di Nietzsche:
«Nietzsche, vero inventore della psicanalisi e suo primo paziente».
lUnità
Hanno scritto di La cura Schopenhauer:
«Un famoso psichiatra alle prese con il senso della vita e della sua fine. Splendido romanzo che fonde filosofia e narrazione della fragilità umana».
la Repubblica

Il dono della felicità

Lucy ha davanti a sé un futuro radioso come socio del prestigioso studio legale fondato dal padre. Derek vive nell’oscurità e nella rabbia, da quando quest’ultimo l’ha privato degli affetti più cari. Ferire Lucy gli appare la giusta vendetta nei confronti dell’uomo che gli ha distrutto la vita. Con il proposito di esorcizzare il passato e trovare pace, il suo intento sarà avvicinarla e portare a termine il suo piano. A volte, però, tutto può accadere. Può succedere che un risentimento e un’idea di vendetta, si annullino di fronte al prodigio dell’amore e, che l’arroganza di un uomo s’inchini al volere della coscienza. Può succedere, infine, che due anime s’incontrino ignorando di essere predestinate da una vita e cedano al richiamo della passione. Nessun piano può essere seguito alla lettera se a sconvolgerlo è il cuore. Una storia che vi farà credere ancora nella magia dell’amore e nel miracolo più grande che esso possa compiere.

Donne informate sui fatti

Otto donne, e ciascuna ha visto o sentito uno spicchio dei “fatti” in questione, ciascuna porta al lettore ciò che sa, o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci, incalzanti, divaganti, intenerite, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono lungo quella freccia che il narratore ha scagliato a partire dal cadavere di una misteriosa ragazza, “Milena la bellissima, Milena la santa santissima” (dice qualcuno acidamente di lei). Misteriosa sul momento, perché dalla banca dati dell’Arma arriva in poche ore quanto serve all’inchiesta. Resta sospeso il perché: un truce delitto di malavita, forse. Una resa dei conti, una lezione. O forse un ingorgo più torbido, uno sbocco tortuosamente, crudelmente vendicativo a più alto e insospettabile livello.

Le donne di troppo

Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. Con la verve e il sarcasmo del romanzo di costume di Jane Austen, nella Londra di Dickens e Thackeray, Gissing racconta varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta come se fossero vere, giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere. George Gissing nasce a Wakefield (Regno Unito) nel 1857 da una famiglia della classe media. Dopo gli studi all’Owens College diventa un accademico, ma si innamora di Marianne, una prostituta. Questo incontro gli rovinerà la carriera e la vita. Anche con la seconda moglie non avrà fortuna. Lei sarà dichiarata pazza. Nel 1876 si trasferisce per sei mesi negli Stati Uniti, dove si guadagna da vivere scrivendo racconti brevi su quotidiani. Tornato in Inghilterra inizia a scrivere romanzi, tra cui Workers in the Dawn (1880), The Nether World (1889), New Grub Street (1891) e Le donne di troppo (1893). La reputazione di Gissing cresce sempre più: i critici lo collocano fra i tre migliori romanzieri dell’epoca insieme a Thomas Hardy e George Meredith. Muore nel 1903 a Ispoure, in Francia.

Le donne del club omicidi

Le donne del Club Omicidi: quattro amiche, quattro donne moderne combattute tra problemi di lavoro, vita privata e sentimentale, protagonisti di una serie di thriller ad alto tasso di suspense e azione. La detective Lindsay Boxer, determinata e coraggiosa. La giornalista Cindy Thomas, brillante e spregiudicata. Il medico legale Claire Washburn, saggia e intuitiva. L’avvocato Yuki Castellano, furba e vivace. Insieme affrontano e risolvono intricati casi polizieschi e i non meno difficili problemi di tutti i giorni. In questo caso devono indagare sull’omicidio di giovani vittime torturate e uccise nei sordidi alberghetti di un quartiere malfamato di San Francisco. Unico indizio nelle mani della polizia: una Mercedes nera notata più volte sul luogo dei delitti. E proprio durante un inseguimento della vettura sospetta, Lindsay Boxer si ritrova coinvolta in un conflitto a fuoco in cui, per salvarsi la vita, è costretta a sparare alle persone a bordo dell’auto, uccidendone una. Legittima difesa? O quel margarita bevuto con le amiche fuori servizio, prima di ricevere la chiamata, l’ha indotta a un errore fatale? Sospesa per il tempo necessario all’inchiesta ufficiale, Lindsay accetta l’invito della sorella per una vacanza a Half Moon Bay, la cittadina dove ha avuto inizio la sua carriera. Per il tenente Boxer però non c’è riposo e si ritrova a rischiare ancora una volta la vita in una lotta all’ultimo sangue con un assassino spietato.

Le donne del castello

Dopo il crollo del Terzo Reich e la disfatta della Germania nazista, Marianne von Lingenfels torna con i figli nell’antico castello che appartiene da sempre alla famiglia del marito, un’imponente fortezza su cui la guerra ha lasciato il segno. Vedova di un membro della resistenza ucciso il 20 luglio del ’44 durante il fallito attentato alla vita di Hitler, è decisa a mantenere la promessa che ha fatto agli altri cospiratori in tempi non sospetti: proteggere le loro mogli e i loro figli. Per prima cosa salva il piccolo Martin, figlio di un caro amico d’infanzia, dalla casa di rieducazione in cui è stato rinchiuso. Poi attraversa insieme a lui la patria devastata dal conflitto e raggiunge Berlino, dove la madre del bambino, la bellissima e ingenua Benita, è caduta nelle mani dei soldati dell’Armata Rossa. E infine rintraccia Ania e i suoi due figli in uno dei tanti campi allestiti per dare rifugio ai milioni di sfollati che hanno perso tutto. Marianne è convinta che basteranno le circostanze e il dolore comune a tenere insieme quella strana famiglia improvvisata, ma ben presto scopre che il mondo di un tempo, in cui tutto era bianco o nero e le azioni erano ispirate da alti principi morali, ora è diventato un posto molto più complicato, pieno di segreti e oscure passioni. E che per poter affrontare il futuro lei e le altre donne del castello devono venire a patti con le scelte fatte prima, durante e dopo la guerra e affrontare ciascuna i propri demoni. Scritto con grande potenza evocativa, il romanzo di Jessica Shattuck è un ritratto drammatico e ricco di sfumature che parla della guerra, delle sue ripercussioni sulla vita delle persone e di ciò che significa amare e perdonare dopo essere sopravvissuti a una tragedia di proporzioni inimmaginabili come la seconda guerra mondiale. Il ritratto complesso e intimo della vita di tre donne unite dal destino nella Germania del secondo dopoguerra. Un romanzo meraviglioso. – Janice Y.K. Lee, autrice de L’insegnante di pianoforte Jessica Shattuck ha dato vita a una storia struggente che cambierà il vostro modo di vedere e che vi spingerà a chiedervi ”Che cosa avrei fatto, io, se fossi stata nei panni delle protagoniste?” Potente e visionario, è un libro importante che tutti dovrebbero leggere. – Jamie Ford, autore de Il gusto proibito dello zenzero

(source: Bol.com)

Donne dagli occhi grandi (Narratori Giunti)

Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale. ** ### Sinossi Le seducenti donne dagli occhi grandi sono capaci di vedere oltre l’orizzonte della vita quotidiana, sempre creative, sempre irriverenti anche quando scelgono di chinare la testa. Angeles Mastretta le racconta nel momento in cui superano un passaggio cruciale: nell’età in cui si annoda un legame che durerà per la vita, nel gesto coraggioso che fa spazio al desiderio, nel sorriso che illumina anche la più impegnativa relazione sentimentale.

Donne col rossetto nero. Un nuovo caso del colonnello Anglesio

Nella Genova dei primi anni Cinquanta, porto di traffici leciti e illeciti, la crudeltà esplode seguendo le vie più tortuose. Tocca al colonnello dei carabinieri Enrico Anglesio orientarsi nel labirinto degli interessi criminali e nelle stanze oscure della mente umana. Tre giovani donne vengono trovate senza vita. Ogni volta il referto del medico legale parla di arresto cardiaco, eppure qualcosa non torna: tutte hanno il viso pesantemente truccato e presentano segni di legature sui polsi. Anglesio si lascia coinvolgere dalla vicenda più di quanto avrebbe mai immaginato, e comincia a investigare sul caso in modo frenetico, quasi si trattasse di una questione personale, fino a compromettere la propria vita privata e affettiva. E a poco a poco, con difficoltà, davanti ai suoi occhi emerge una realtà miserabile e perversa, che lo porta a spingersi oltre i limiti della legge.