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Le pagine della nostra vita

North Carolina, 1946: nell’austera bellezza di un angolo incontaminato d’America si dipana la storia di Noah, un giovane di campagna appassionato lettore di poesia. Trentun anni e un sogno speciale realizzato al ritorno dalla guerra: abitare nella grande casa colonica vicino al fiume, riportata al suo splendore. Ma qualcosa manca a Noah: è Allie, la ragazza dagli occhi verdi incontrata quattordici anni prima e amata come nessun’altra, nel breve spazio di un’estate. Incapace di ritrovarla, dopo anni di lettere senza risposta, e di dimenticare i giorni trascorsi insieme a lei, Noah intende vivere di quei dolci ricordi che, evocati dalla quiete della sera, si presentano puntuali compagni della sua dorata solitudine… Fino a quando, inaspettatamente, lei ritorna per vederlo ancora una volta prima di sposarsi con l’avvocato a cui è promessa. Allie, che ha sacrificato a un avvenire più sicuro il suo talento per la pittura, conosce bene il motivo del suo viaggio: il tempo non ha potuto, o voluto, cancellare l’amore per Noah. La forza di quel sentimento la richiama a confrontarsi con i sogni e i desideri di un futuro ancora da scoprire. Come un puzzle nel puzzle, la storia di Allie e Noah è solo agli inizi e saprà farsi inno d’amore, sogno, miracolo, tragica illusione. Un romanzo struggente, di grande respiro poetico, da cui è stato tratto il magnifico film di Nick Cassavetes.

Il paese di Cuccagna

Con Il paese di Cuccagna la Serao continua e completa il percorso iniziato con Il ventre di Napoli e proseguito con Terno secco. Al centro dell’opera c’è sempre Napoli, la sua gente, i suoi colori, i suoi profumi, le sue tradizioni. Una città caotica e allegra, dove il gioco del Lotto rappresenta una valvola di sfogo quotidiana e una possibilità di riscatto. La cifra stilistica è anche qui la denuncia sociale. Il paese di Cuccagna è nell’immaginario collettivo l’Eden, la terra del benessere che tutti vorrebbero in un sol colpo raggiungere. La miseria non ferma la fantasia dei napoletani, anzi ne acuisce la proverbiale arte di arrangiarsi. Curioso in tal senso il capitolo dedicato al sequestro dell’assistito, stravagante figura tutta partenopea impossibilitata a giocare direttamente i numeri in sogno. Uscito prima a puntate su “Il Mattino” e quindi in volume nel 1891, Il paese di cuccagna è un grande affresco del capoluogo campano, immortalato alla fine dell’800. Formidabili sono le descrizioni delle scene di massa: l’estrazione del Lotto, il Carnevale, il miracolo di S. Gennaro. Il testo ancora oggi appare, senza dubbio, attuale e mai folcloristico.

Matilde Serao nasce a Patrasso il 7 marzo 1856. Intellettuale viva e indefessa è la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano: ”Il Mattino”. All’attività di giornalista affianca con altrettanto successo quella di scrittrice. Tra le sue opere più famose menzioniamo Il ventre di Napoli (1884) e Il paese di cuccagna (1890). Muore a Napoli il 25 luglio 1927.

(source: Bol.com)

Il paese delle pellicce

On the evening of the 17th March 1859, Captain Craventy gave a fête at Fort Reliance. Our readers must not at once imagine a grand entertainment, such as a court ball, or a musical soirée with a fine orchestra. Captain Craventy’s reception was a very simple affair, yet he had spared no pains to give it éclat.

Il paese delle meraviglie

Attila e Zazzi hanno quattordici anni e sono amici per la pelle. A prima vista non si direbbe. Sono diversi in tutto: il carattere, le famiglie d’origine, il loro sguardo sul mondo. Attila è un Charlie Brown che sogna spesso a occhi aperti, con un padre assente, una madre bigotta, una sorella che se n’è andata a Milano e un nonno anarchico un po’ bizzarro ma con qualche lampo di saggezza. Francesco Zazzi detto Franz invece è sguaiato, aggressivo, dichiaratamente fascista, incontrollabile negli slanci che punteggiano le sue giornate, sempre sopra le righe ma anche profondamente libero. Un personaggio vitale, irresistibile, di quelli che lasciano il segno. A unire i due ragazzi c’è solo un’amicizia profonda e indissolubile, di quelle che possono nascere solo a quell’età. Sullo sfondo, un mondo sospeso tra il ridicolo e il tragico, popolato da personaggi come Mollo, ruota di scorta del duo, o l’ex sessantottina professoressa Cavalla, o le imbranate compagne di scuola. *Il paese delle meraviglie* racconta attraverso gli occhi di due ragazzi l’Italia del 1977: un paese e un tempo segnati dalla violenza, apparentemente lontanissimi ma più vicini di quanto non sembri. E lo fa all’insegna di un riso travolgente e contagioso, in uno scatenato caleidoscopio di assurdità e sberleffi . Politicamente scorretto ma pieno di umanità, il nuovo romanzo di Giuseppe Culicchia coglie il volto e l’anima di un’intera generazione.

Il paese delle due lune

Le nove province della penisola del Palmo sono da più di vent’anni sotto il dominio di due spietati tiranni, Brandin di Ygrath e Alberico di Barbadior, che ora lottano fra loro per il controllo compelto della penisola. Durante la guerra di conquista, Stevan, filgio di Brandin, fu ucciso in battaglia da Valentin principe di Tigana. Accecato dalla furia e dalla sete di vendetta, Brandin rade al suolo le città principali di Tigana, torturando ed uccidendo Valentin. Ma questo non basta a placare al sua ira: egli scatena tutta la potenza della sua stregoneria per cancellare dalla memoria della popolazione dell’intero Palmo il nome di Tigana. Solo gli abitanti di questa sfortunata provincia possono pronunciare o sentire pronunciare da altri questo nome.
Venti anni dopo, un gruppo di superstiti della distruzione di Tigana, guidati da Alessan bar Valnetin, lottano in segreto per riportare alla memoria della gente il nome di Tigana. Per raggiungere questo scopo vi è una sola via possibile: uccidere Brandin. Ma Alessan sa che eliminando lo stregone di Ygrath, non farà altro che lasciare libera la via ad Alberico di Barbadior, cui nessuno sarebbe più in grado di opporsi. Per questo motivo mira ad un obiettivo ben più ambizioso: eliminare entrambi i tiranni in un colpo solo.

Il paese del vento

Il tormento esistenziale di una giovane donna divisa tra la fedeltà al marito e la passione per un antico innamorato, in un romanzo poetico e appassionato, dominato dalla presenza di una natura selvaggia.

Paese d’ottobre

Mentre creava le “Cronache marziane”, Bradbury scrisse anche una serie di novelle ambientate nei luoghi della sua infanzia, le piccole cittadine dell’immutabile Middle West agricolo. E a queste ‘cronache terrestri’ diede il titolo di “Paese d’ottobre”, perché in ottobre la luce del sole declina facendo sfumare gli oggetti quotidiani tra le ombre ed è allora che, dietro le apparenze più comuni, ci è dato di vedere il fatto straordinario che spalanca la possibilità di realtà misteriose e di mondi diversi, nascosti dietro la facciata sonnacchiosa della provincia americana.

I paesaggi perduti

Cosa accade quando una delle più importanti scrittrici contemporanee, autrice di romanzi dalle trame avvincenti e personaggi memorabili, decide di abbandonare la finzione per raccontare di sé?Non un memoir sulla sua vita di scrittrice e nemmeno una classica autobiografia.Joyce Carol Oates non racconta tutto, ma solo quello che è decisivo, gli anni cruciali per la persona (e la scrittrice) che sarebbe diventata. Addentrandoci nelle pieghe dell’infanzia e dell’adolescenza scopriamo tanti misteri e capiamo dove nasce l’immenso serbatoio di storie che è la mente di Joyce Carol Oates. Il padre e la madre che sono personaggi da romanzo, il pollo “un po’ speciale” come migliore amico, il primo incontro con la morte quando la migliore amica si suicida, una sorella che è un enigma pericoloso e triste, gli amori e i libri, Alice nel paese delle meraviglie. Ma il vero protagonista è il paesaggio, quell’America rurale fatta di fattorie e avventure all’aria aperta, duro lavoro e perdita, felicità estive, un paesaggio che diventa molto più di uno sfondo per i romanzi futuri. È l’origine stessa del desiderio di scrivere.Ci sono molte foto in questo romanzo, sfilate dall’album di famiglia e mostrate per la prima volta ai lettori. Istantanee di tanto tempo fa e ritratti recenti, tutti ugualmente animati da un fascino mitico che ci fa riconoscere in quei volti lontani e imperscrutabili i fantasmi della nostra infanzia, gli stessi che potremmo ritrovare nei bauli dimenticati nelle soffitte delle nostre case di famiglia. Queste foto, assieme ai ricordi dell’autrice, a volte commoventi a volte irriverenti e teneri, ci dicono che quei fantasmi sono gli stessi per tutti noi e ci stanno vicini per tutta la vita, fino a quando non finiamo per diventare noi stessi questi fantasmi che abitavano il paesaggio e il tempo perduto della nostra infanzia.

I padroni dell’umanità. Saggi politici (1970-2013)

In questa raccolta – che antologizza oltre quarant’anni di lotte e di pensiero – è il rigore dell’analisi a trascinare sul banco degli imputati i “padroni dell’umanità” e le idee che per decenni, anzi secoli, hanno giustificato lo sfruttamento capitalistico e le guerre, dal Vietnam al Nicaragua, dal Centro America alla Serbia e all’Iraq. Principali accusati restano gli Stati Uniti: un’economia ufficialmente liberista ma in realtà sovvenzionata dallo Stato, una visione “messianica” del proprio ruolo nel mondo, una società dominata dalle multinazionali, la manipolazione dell’opinione pubblica per costruire un “consenso senza consenso” e piegare le masse “stupide” alla volontà di pochi “illuminati”, la deroga al principio di universalità che vorrebbe regole uguali per tutti nel diritto internazionale, l’indifferenza e anzi l’occultamento della catastrofe ambientale: sono questi per Chomsky gli elementi fondanti di un potere non solo statunitense ma globale, che agisce per assoggettare i popoli e fare gli interessi di pochi, con il consenso e il belletto intellettuale fornito dalle tecno-intellighenzie di turno. Questo universale richiamo morale è il fiume carsico di tutte le opere di Chomsky, una delle voci più autorevoli dei nostri tempi, in grado come pochissimi altri di pronunciare verità indocili e di indicare la strada di un vero cambiamento. Introduzione di Marcus Raskin.
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Il padrone del mondo

If I speak of myself in this story, it is because I have been deeply involved in its startling events, events doubtless among the most extraordinary which this twentieth century will witness. Sometimes I even ask myself if all this has really happened, if its pictures dwell in truth in my memory, and not merely in my imagination. In my position as head inspector in the federal police department at Washington, urged on moreover by the desire, which has always been very strong in me, to investigate and understand everything which is mysterious, I naturally became much interested in these remarkable occurrences. And as I have been employed by the government in various important affairs and secret missions since I was a mere lad, it also happened very naturally that the head of my department placed In my charge this astonishing investigation, wherein I found myself wrestling with so many impenetrable mysteries.

Il padre e lo straniero

Diego, impiegato ministeriale, è padre di un bambino disabile. Nell’istituto dove suo figlio è seguito, incontra Walid, elegante mediorientale che porta lí il suo Yusuf. Tra i due padri nasce un’amicizia, un giuramento di lealtà reciproca. Walid non parla mai della sua vita, ma rivela a Diego una Roma sconosciuta e segreta, risvegliando in lui desideri sopiti di felicità. Finché non scompare. Al suo posto appare un agente dei servizi segreti, che è proprio sulle tracce di Walid. E Diego è una delle tracce. La progressiva scoperta della verità sulla vita di Walid sconvolgerà la vita di Diego, costringendolo infine a una difficilissima scelta, tra la fedeltà alle leggi dello Stato e la fedeltà a qualcosa che non ha forse nome, ma che ha il suo fondamento proprio nell’essere un padre. Il racconto di una profonda relazione umana, radicata nella condivisione del dolore, che diventa, per due individui appartenenti a mondi lontanissimi, l’occasione per ribaltare il concetto di diversità e infrangere fittizie barriere culturali.

Il padiglione d’oro

Nel 1950 avvenne il fatto che ispirò a Mishima questo “Padiglione d’oro”, che è del 1958: un giovane accolito buddista, deforme e balbuziente, dà fuoco a uno dei maggiori monumenti dell’arte giapponese, il padiglione di un celebre santuario di Kyoto, il Kinkakuji, il quattrocentesco tempio zen. La storia di questo clamoroso gesto è raccontata da Mishima con aderenza alla cronaca, ma in modo da assegnare un senso simbolico ossia problematico all’azione del piromane. La chiave dell’ossessione di Mizoguchi, Mishima la ricerca in quell’attesa quasi magica della grande distruzione che rappresenta il tema profondo di tutta la prima parte del libro fino al giorno della sconfitta bellica del Giappone. La calata agli inferi si svolge sul tema di straordinarie, attonite rievocazioni di memorie dell’infanzia. Il tema della bellezza suprema del padiglione affonda le sue radici in un’ossessione infantile esorcizzata dallo storpio Mizoguchi con un atto che trova giustificazione anche nella dottrina buddista della morte al mondo e della cancellazione del bello in quanto pura apparenza.
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La pace insopportabile

Una storia vera per John Le Carr&eacute. Un colloquio con una spia autentica, anche se anomala. Jean-Louis Jeanmaire, colonnello dell’esercito svizzero, durante gli anni Sessanta ha fornito ad un diplomatico russo informazioni sul sistema difensivo elvetico. E per questo &egrave stato processato e condannato. Ma n&eacute la prigione n&eacute il tempo trascorso hanno modificato l’opinione che Jeanmaire ha di s&eacute e del suo operato: non &egrave stato tradimento, ma atto di dissuasione. Per scoraggiare ogni tentativo di invasione da parte sovietica.

Pacchetto completo (amore incluso) (Youfeel)

Quando il cuore palpita e la mente è confusa, l’angelo dell’amore appare dalla duna Arrivata alla soglia dei venticinque anni Barbara decide che è giunta l’ora di dare una svolta alla sua vita. E cosa c’è di meglio di una vacanza a Rimini per dare il via alla riscossa? Una vacanza memorabile che includa la possibilità d’incontrare l’uomo giusto che la seduca e magari la faccia innamorare. Facile da dire Meglio andare sul sicuro, non perdere tempo e affidarsi a seri professionisti del settore. L’agenzia “Ci pensiamo noi” le propone un pacchetto felicità sotto l’ombrellone con tanto di modello brasiliano dai muscoli scolpiti e gli occhi di velluto. A sua completa disposizione. O quasi perché una volta arrivata sul posto Barbara scopre che Gregorius non è la persona che si aspettava. È solo il primo di una serie d’imprevisti e peripezie, apparizioni notturne di sante e materializzazione diurne di cafoni – ma alla fine anche per Barbara il destino si compie e l’uomo della sua vita compare all’orizzonte! Divertente, fresco e spumeggiante, un romanzo che vi metterà subito di buonumore. Mood: Ironico- YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d’animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.