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Maestro di morte

Il cadavere è nudo, inginocchiato sul materasso di uno squallido albergo di Londra. La testa è coperta da un cappuccio, le mani legate. La morte è avvenuta per strangolamento. Non saranno in molti a piangere Douglas Remfry, reduce da sette anni di reclusione per aver violentato tre giovani donne. Ma all’ispettore Thorne il passato della vittima non interessa. La giustizia deve fare il suo corso. Nella cella di Remfry la polizia trova alcune provocanti fotografie di una donna nuda, in ginocchio, un cappuccio a celarle il volto. Lo stesso che portava la vittima. Muovendo da questo indizio, Thorne inizierà a far luce sugli ingranaggi di un meccanismo diabolico messo in moto dall’assassino, un uomo spietato, metodico, spinto da una furia irrefrenabile. Ma per trovare la chiave di tutto dovrà varcare le porte dell’inferno.

Il Maestro del Giudizio universale

Vienna, primi del Novecento. A parlare in prima persona – e a redigere così una sorta di memoriale a sua discolpa – è il barone von Yosch, militare in congedo, follemente innamorato della bella Dina, andata in sposa a un celebre, osannato attore di corte. L’improvviso decesso di quest’ultimo – secondo di una serie di delitti camuffati da suicidi, che nell’arco di cinque giorni funestano come un “tragico incubo” la vita della città – avviene in circostanze tali da far convogliare ogni sospetto sul giovane barone. Il quale si lancia allora in un’accanita caccia al misterioso assassino, che pare sempre più assumere le sembianze diaboliche di “uno spettro emerso da secoli lontani”: o di una potenza arcana, del “terribile nemico” che ognuno di noi alberga in sé, assopito ma pronto a destarsi dal letargo, specie se a risvegliarlo è il richiamo dell’arte. Sempre intento a perlustrare i territori ambigui che si aprono oltre la soglia della ragione e della norma, Perutz costruisce con questo romanzo un thriller metafisico, un intrigo a scatole cinesi in cui, elusa ogni barriera di spazio e di tempo e ogni logica umana, i protagonisti, e con essi il lettore, sono ben presto costretti a scontrarsi con una dimensione del reale instabile, minacciata dalla presenza di forze demoniache, da pulsioni oscure alle quali non si può che soccombere.
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La Maestrina Degli Operai

La giovane maestra Varetti ha ricevuto l’incarico di insegnare agli operai della scuola serale del quartiere Sant’Antonio a Torino. La giovane, di nobile estrazione, e per di più timida e riservata, vive questo incarico come una punizione. Uno degli alunni la infastidisce sfrontatamente aumentando il suo timore di affrontare la plebe. L’operaio però si innamorerà perdutamente della maestra. La maestrina degli operai uscì nel 1891 sulla “Nuova Antologia” e rispetto alle precedenti opere di Edmondo De Amicis analizza con maggiore attenzione le differenze di classe. Il racconto piacque tanto al celebre poeta e scrittore russo Vladimir Majakovskiy che nel 1918 volle trasporlo cinematograficamente scrivendo la sceneggiatura di Bàryšnja i chuligàn (in italiano: “La signorina e il teppista”) per la regia di Evgenij Slavinskii e interpretato da Aleksandra Rebikova nei panni della maestrina e dello stesso Majakovskij in quelli dell’operaio molesto.
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### Sinossi
La giovane maestra Varetti ha ricevuto l’incarico di insegnare agli operai della scuola serale del quartiere Sant’Antonio a Torino. La giovane, di nobile estrazione, e per di più timida e riservata, vive questo incarico come una punizione. Uno degli alunni la infastidisce sfrontatamente aumentando il suo timore di affrontare la plebe. L’operaio però si innamorerà perdutamente della maestra. La maestrina degli operai uscì nel 1891 sulla “Nuova Antologia” e rispetto alle precedenti opere di Edmondo De Amicis analizza con maggiore attenzione le differenze di classe. Il racconto piacque tanto al celebre poeta e scrittore russo Vladimir Majakovskiy che nel 1918 volle trasporlo cinematograficamente scrivendo la sceneggiatura di Bàryšnja i chuligàn (in italiano: “La signorina e il teppista”) per la regia di Evgenij Slavinskii e interpretato da Aleksandra Rebikova nei panni della maestrina e dello stesso Majakovskij in quelli dell’operaio molesto.

I maestri di tuina

Una galleria di personaggi di assoluta originalità, la tradizione secolare dei massaggi e della cura del corpo, il miraggio travolgente della ricchezza per tutti, nel cuore della Cina che cambia: questo è I maestri di tuina, vincitore del premio Mao Dun 2011, il maggiore riconoscimento letterario nazionale.

I maestri dell’inganno. Storie, documenti e rivelazioni di falsi clamorosi e abili falsari

“/ maestri dell’inganno” è un viaggio nel mondo degli impostori, dove il crimine s’intreccia con l’arte e la menzogna è più forte della verità. Questo libro si addentra nella realtà della falsificazione attraverso le storie dei suoi protagonisti – cioè i principali creatori di copie, imitazioni e invenzioni fasulle – che sono riusciti a ingannare specialisti, critici, collezionisti, musei, mondo scientifico, università, e anche ingenui acquirenti. Sia che si imitino opere d’arte, reperti archeologici, gioielli esclusivi o orologi di marca, sia che si riproducano denaro falso, assegni, documenti, firme, la falsificazione ha bisogno, per riuscire, di un artista o di un artigiano. Nessun delinquente, infatti, per quanto bravo, può ordire grandi truffe senza la collaborazione di un abile falsario, personaggio quasi sempre dotato di eccezionale destrezza e brillanti risorse, ma caratterizzato anche da vita avventurosa, appassionante e spesso straordinaria.

La madre perfetta

È giovane, bionda, alta e veste immacolati colori pastello. Una volta era una cattiva ragazza, adesso è una madre perfetta. Ha sacrificato tutto per amore di Nichola, sua figlia. La figlia del peccato, di una vita dissoluta, che lei, anni prima, madre giovanissima, ha deciso di tenere nonostante tutto. E che adesso mostra con orgoglio alle manifestazioni antiabortiste di cui è diventata portavoce. Ma nulla è come sembra, e dietro quella facciata si nasconde un terribile segreto, destinato a sconvolgere la vita di Nichola ormai sedicenne. Anche su Eshlaini grava il peso dei suoi predecessori: è il dovere di figlia devota a spingerla ad accudire il padre durante la sua lunga malattia. Eppure dentro di lei cresce un sogno che aspetta solo il momento di uscire allo scoperto. Ed è di sogni che vive Jasper, mangiatore di fuoco di un circo, che ogni sera trascina gli spettatori in un mondo fantastico e così attira a sé la giovane Jubilee. Ma quel fuoco presto potrebbe trasformare in cenere un amore acerbo, o forse mai sbocciato. Ed è per amore che Anna, infermiera in cerca di un riscatto, lascia la sua fredda città del nord per raggiungere il fidanzato oceanografo in un remoto arcipelago. Ma l’ambiente imprevedibile e ostico metterà a dura prova la loro relazione. Nichola, Eshlaini, Jubilee, Anna, ma anche Luna di Giada, Katie, Marie e molte altre. Donne e madri, ragazze, figlie, bambine. Forti, sensibili, determinate a confrontarsi con la più universale delle esperienze umane: la ricerca e la scoperta dell’amore. Sono loro le protagoniste di questi quattordici racconti, che hanno consacrato Kim Edwards come una delle più grandi scrittrici dei nostri tempi. Come in Figlia del silenzio, che ha toccato il cuore dei lettori di tutto il mondo vendendo milioni di copie solo grazie al passaparola dei lettori, La madre perfetta racconta storie di trasformazione e di tradimenti, di bugie e di speranza, di redenzione e di rinascita.

Madre notte

Madre notte è il racconto in prima persona di Howard W. Campbell, un americano trasferitosi con la famiglia in Germania dopo la prima guerra mondiale che vi resta anche dopo la presa del potere di Hitler e diventa la voce della propaganda nazista di Goebbels per gli Stati Uniti. All’inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, lì ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. Nella cella accanto alla sua è rinchiuso anche Eichmann, l’artefice della soluzione finale degli ebrei. Entrambi sono accusati di propaganda nazista e genocidio. Campbell in una serie di flashback e narrazioni secondarie ripercorre gli anni del nazismo, l’arresto, il trasferimento a New York e la decisione di tornare in Israele per farsi processare. Alla fine potrà dimostrare di essere stato un agente dello spionaggio americano, ma se non lo si può più accusare di crimini contro l’umanità, nondimeno su di lui pesano i crimini contro se stesso. Infatti si finisce per essere chi si finge di essere e il confine tra giusto e sbagliato, bene e male, rischia di diventare labile. Campbell arriva anzi ad affermare che occorre a tutti un po’ di follia per non sentire il dolore di vivere. Il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un’attualissima riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. Dal libro, pubblicato nel 1961, è stato tratto anche un film interpretato da Nick Nolte nel 1996.

Madre Londra

Le voci narranti sono quelle di un variegato gruppo di londinesi, pazienti della stessa clinica per disturbi mentali. I tre personaggi hanno in comune una storia: sono vittime del Blitz, il grande bombardamento aereo di Londra operato dai tedeschi. Un’esperienza che ha lasciato loro un trauma e un dono, quello di riuscire a leggere i pensieri delle persone che li circondano.

Madame Strauss. I gialli di Milano

Sembrava un omicidio come tanti: una maestra di pianoforte colpita alla tempia da una bottiglia di cristallo, il corpo riverso sul pavimento del salotto di casa sua, nel centro di Milano, dietro l’Università Statale. Eppure, in quella ventosa mattina di marzo, tra i lampi del fotografo e le rilevazioni della scientifica, il commissario Ambrosio ha la sensazione che quel delitto gli darà del filo da torcere. E, in queste faccende, raramente sbaglia. Alma Luraghi, la vittima, era una donna dalla personalità complessa: mite e sensibile, ma anche cocciuta e sospettosa. Soprannominata Madame Strauss, divorziata e poi vedova, era stata da giovane una vera bellezza e ora si divideva tra i nipoti, i tre allievi e i ricordi. Ma negli ultimi tempi viveva barricata nel suo appartamento, cui era visceralmente legata, per paura dello sfratto. E chi l’ha uccisa, a quanto pare, lo sapeva bene…
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Madama Sbatterflay

”Non ci resta che ridere, care madame sbatterflay. Anche se lo spread sale e il walter scende, e a noi rimane solo il bandolero stanco, il nostro bell’addormentato nei boxer. Anche se in tempi di vacche magre (beate loro!), i politici fanno a gara a chi la combina più grossa, se Emi(nens) non paga l’Imu, il Berlu alza i tacchi, e l’uomo del Monti dice no. Se siamo passati dall’onorevole Bocchino all’onorevole Passera. Se certa gente non sa più cosa inventarsi: lo scaldawalter e il pisciavelox, i preservativi firmati e il certificato di garanzia per la jolanda. Se Belén va con Belìn, Carlà è sempre più snob e George Clooney sempre più tronco di pino.” Ci deve essere un motivo per cui Luciana Littizzetto è la comica più letta d’Italia.
Forse perché nessuno, come lei, riesce a mettere a fuoco i nostri grandi difetti e le nostre piccole debolezze. Perché nei suoi monologhi sono ugualmente nudi il re e tutti i suoi sudditi. Perché, anche in questo nuovo libro, parlando della jolanda e degli altri paesi bassi, crea una visione del mondo (una walterschauung) tutta sua, capace di compiere un miracolo: farci divertire anche quando non c’è proprio niente da ridere.
(source: Bol.com)

Macroscopio

Sotto l’azione del raggio misterioso, la carne umana lentamente si liquefaceva, mettendo a nudo le ossa e gli organi vitali, il fegato, gli intestini, i polmoni che pompavano aria, il cuore ancora palpitante nella cavità toracica…finchè tutto non fu ridotto ad una massa fluida, gelatinosa. Ivo Archer e i suoi compagni di fuga, l’impassibile Groton appassionato di astrologia, sua moglie Beatrix, l’enigmatica Afra e Brad Carpenter, un uomo dall’intelligenza notevolmente superiore alla media ma ridotto a una specie di larva insensibile, sono costretti a sottoporre i loro corpi a un processo di liquefazione che li ridurrà allo stato di protoplasma per poter sfuggire alla pattuglia spaziale delle nazioni unite che vuole recuperare o distruggere la prestigiosa realizzazione delle tecnologie più avanzate della Terra, il “Macroscopio”, a bordo del quale Archer e i suoi amici sono fuggiti da una base lunare. Soltanto Schoen, un individuo eccezionale, potrà trovare la soluzione al loro problema: scongiurare il pericolo di intercettare col macroscopio un’ onda mortale che, rivelando segreti troppo smisurati per la comprensione umana, distrugge le cellule dei cervelli che riescono a captarla. Ma Schoen non può, o non vuole, intervenire e l’incarico di salvare i quattro fuggitivi – e con loro il genere umano, altrimenti destinato a un inevitabile decadimento psichico e a un ritorno allo stato animalesco – spetta a Ivo Archer, un individuo normale e con un quoziente di intelligenza di poco superiore alla media…ma quale segreto nasconde la realtà di quest uomo?