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Come sei bella stasera

La vita di Deborah scorre tranquilla: casa con giardino, due gemelli cui badare. Ma negli ultimi tempi il marito, Steve, è visibilmente tormentato e non vuole saperne di confidarsi con lei finché, all’improvviso, pochi giorni prima di Natale, scompare. Deborah chiama gli amici, la polizia. Si rende conto di non sapere molte cose sull’uomo che le viveva accanto. Di giorno in giorno emergono elementi nuovi, sempre più inquietanti. Chi si nascondeva in realtà dietro quello stimato professionista? Un maniaco, un serial killer? In un crescendo di colpi di scena, che la porteranno a dubitare di tutto e di tutti, scaverà a fondo nel passato del marito, fino a scontrarsi con l’atroce verità.

Come se niente fosse

A un narratore è prudente non chiedere mai di raccontare la sua vera storia: quantomeno si innervosisce. La protagonista di questo romanzo non fa eccezione e, se potesse scegliere, continuerebbe a nascondersi come sempre dietro invenzioni, personaggi e “suoni corti, urgenti, che servono soprattutto a far capire agli altri se sto bene o se sto male”. Invece, per ragioni alimentari, accetta di tenere un seminario che, primo, ha per oggetto una disciplina neonata e vagamente grottesca, la “lettura creativa”, e secondo, ha come destinatari gli uditori meno accomodanti: un gruppo di vecchi amici, riemersi da un passato non del tutto limpido. A questo piccolo pubblico, inaspettatamente, la scrittrice finirà per raccontarla davvero, la storia perturbante e per nulla gradevole che i suoi allievi credevano di voler ascoltare. Il risultato è una commedia amara e tagliente, in cui ogni battuta e ogni silenzio hanno un peso.
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Come realizzare liquori fatti in casa

Per preparare ottimi liquori fatti in casa non è necessario essere degli esperti, ma seguire poche e semplici regole che vi permetteranno di ottenere dei preparati gustosi e invitanti per voi stessi o per i vostri ospiti, magari come digestivo dopo una cena in compagnia. Inutile dire che per ottenere un liquore dall’aroma intenso e gustoso, oltre a seguire i dovuti passaggi, è necessario utilizzare delle materie prime di ottima qualità, le quali preferibilmente non dovrebbero essere trattate. Attraverso questo ebook scoprirete come realizzare liquori fatti in casa tramite ricette della tradizione della nostra terra. Liquori classici, creme e grappe aromatizzate che porteranno gusto e colore alla vostra tavola.
(source: Bol.com)

Come nessun altro

Un terribile scandalo ha costretto Cynthia Brightly a lasciare frettolosamente Londra e a tornare a Pennyroyal Green. Ora deve approfittare del ricevimento dei Redmond per trovare un marito prima che le voci della sua disgrazia si diffondano per tutta l’Inghilterra. Ma, per sua sfortuna, Miles Redmond ne è già al corrente. Tempo prima Cynthia lo aveva respinto e ora lui ha intenzione di prendersi una piccola rivincita. Così le propone un patto: manterrà il segreto e la aiuterà a trovare un marito fra i suoi ospiti, se in cambio lei gli darà un bacio. Che male può fare un bacio? Cynthia accetta, senza rendersi conto che anche una scintilla può bastare a far divampare di nuovo la passione…

(source: Bol.com)

Come il vento tra i mandorli

“Non si può vivere di rabbia, figlio mio”
“Mi arrampicai sul nostro mandorlo: Abbas e io l’avevamo soprannominato Shahida, testimone, perché passavamo così tanto tempo tra i suoi rami a guardare gli arabi e gli ebrei che ormai era un compagno di giochi, e si meritava un nome. L’uli-vo a sinistra di Shahida era Amal, speranza, e quello a destra era Sa’dah, felicità.” Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad scopre per la prima volta la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall’esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro. Ma i problemi non sono finiti: quando il padre di Ichmad viene imprigionato con l’accusa di aver nascosto delle armi, spetta al primogenito prendersi cura della madre e dei fratelli. Ichmad deve trovare un lavoro, e in fretta. Suo unico conforto, il mandorlo in fondo al giardino. Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all’odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l’università. Intanto il mandorlo resta lì, in fondo al giardino d’infanzia. Mentre la Storia fa il suo corso. Ichmad, ormai adulto, riesce a emigrare negli Stati Uniti e finalmente capisce cosa siano l’amore e il lutto, la rabbia e il perdono. E, riappropriandosi delle sue radici, finalmente ricomincia a sognare.
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### Sinossi
“Non si può vivere di rabbia, figlio mio”
“Mi arrampicai sul nostro mandorlo: Abbas e io l’avevamo soprannominato Shahida, testimone, perché passavamo così tanto tempo tra i suoi rami a guardare gli arabi e gli ebrei che ormai era un compagno di giochi, e si meritava un nome. L’uli-vo a sinistra di Shahida era Amal, speranza, e quello a destra era Sa’dah, felicità.” Palestina, metà degli anni cinquanta. Mentre il conflitto arabo-israeliano infiamma, Ichmad scopre per la prima volta la violenza e la paura. La sua famiglia viene costretta dall’esercito israeliano a trasferirsi in un misero fazzoletto di terra rallegrato soltanto da una pianta di mandorlo, unica fonte di sostentamento e ristoro. Ma i problemi non sono finiti: quando il padre di Ichmad viene imprigionato con l’accusa di aver nascosto delle armi, spetta al primogenito prendersi cura della madre e dei fratelli. Ichmad deve trovare un lavoro, e in fretta. Suo unico conforto, il mandorlo in fondo al giardino. Anno dopo anno, ingiustizia dopo ingiustizia, i suoi fratelli soccombono all’odio verso Israele, invece Ichmad lotta per dare un senso a ciò che lo circonda e, grazie alla sua intelligenza matematica, vince una borsa di studio per l’università. Intanto il mandorlo resta lì, in fondo al giardino d’infanzia. Mentre la Storia fa il suo corso. Ichmad, ormai adulto, riesce a emigrare negli Stati Uniti e finalmente capisce cosa siano l’amore e il lutto, la rabbia e il perdono. E, riappropriandosi delle sue radici, finalmente ricomincia a sognare.

Come fossi solo

Marco Magini era un ragazzino durante i terribili fatti della ex Jugoslavia, li conosceva solo dai telegiornali. Ma quando da studente si imbatte nella storia di Dražen quella vicenda diventa un’ossessione. Quella storia raccontava di un ventenne costretto a combattere una guerra voluta da un’altra generazione e messo davanti a decisioni che nella loro eccezionalità mostrano a nudo l’animo umano come in un antico dramma greco. Qui risiede la forza di questo romanzo che narra la strage di Srebrenica e insieme quella di molte coscienze costrette a rinunciare a un cammino di giustizia. Così la scelta di uno dei più drammatici momenti della storia europea recente, insieme al modo emotivamente coinvolgente di raccontarlo, fanno di questo testo un testo speciale. La rievocazione del massacro e del successivo processo presso il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia è affidata a tre voci che si alternano in una partitura ben scandita. La voce del magistrato spagnolo Romeo González che rievoca lo svolgersi del processo, evidenziando le motivazioni non sempre etiche e limpide che determinano una sentenza. Nell’eterno dibattersi tra ubbidire a leggi fratricide o ribellarsi appellandosi ai diritti inviolabili dell’uomo, viene fuori solo un’immagine povera e burocratica dell’esercizio della legge. Al giudice González si affiancano le voci di Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebrenica, rappresentante del contingente Onu colpevole di non avere impedito la strage, e quella del soldato serbo-croato Dražen Erdemović, vero protagonista della storia, volontario nell’esercito serbo, che fu l’unico a confessare di avere partecipato al massacro, l’unico processato e condannato. Per innamorarsi ancora del futuro le nuove generazioni dovranno fare i conti con il passato scomodo di anni a noi vicini.

(source: Bol.com)

Come fosse Niente

‘Panta rei’, tutto scorre: questo può essere il riassunto delle incisive pagine di questo racconto. Le parole misurate, le frasi brevi intervallate da lunghi respiri, sono un inno al vuoto, al niente che tutto riempie e tutto origina, all’abbandono. Coraggioso esperimento di comunicazione multilivello, il libro si impone all’attenzione del lettore non solo per la narrazione innovativa ed estremamente sensoriale, ma anche e soprattutto per la capacità evocativa e l’intensità di luoghi e personaggi, capaci di far risuonare in armonia corde apparentemente lontane. Con i suoi paesaggi surreali, le sue atmosfere accennate, il suo intreccio inscindibile di sogni, ricordi e fantasia, ‘Come fosse niente’ è un libro che parla al subconscio, all’istinto più che alla razionalità, e si fa sentire direttamente dalla parte più profonda dell’anima.

Come finiscono le favole

Nel momento più magico dell’anno, inizia una nuova, emozionante saga. Perché a volte, un pizzico di magia è tutto quello che ci vuole…
Mark Nolan sa benissimo come godersi la sua vita da scapolo; quello che non sa è come comportarsi con la nipotina Holly, sei anni, rimasta orfana dopo la morte della mamma, che gliel’ha affidata nel testamento. Per il trauma Holly ha smesso di parlare e Mark, già impacciato con i bambini, non sa proprio come comunicare con lei. Sua sorella gli ha scritto: ”Amala. Il resto verrà da sé”. Come se fosse facile… Forse, un giocattolo può ridare il sorriso a Holly. Così Mark entra nel negozio di Maggie Conroy, che ha da poco perduto il marito, e qualcosa di magico accade¿

(source: Bol.com)

Come donna, zero

"Partendo dal presupposto che il Bosi era un marito perfetto, di quelli capaci di rendere felici una vastissima gamma di mogli, per non dire tutte, pensava che fosse inevitabile avere come contropartita una moglie imperfetta…". Luisella Fiumi è la perfetta moglie imperfetta al centro di una famiglia di scombinati individualisti: il marito – il Bosi -, uomo affettuoso e sempre infuriato per gli errori degli altri, le due simpatiche figlie adolescenti, l'arcigna mamma di Luisella – che aveva ben consigliato al Bosi di non sposare la figlia! -, uno stuolo di incontrollabili collaboratrici domestiche, e un elenco infinito di parenti defunti appesi alle pareti di casa.

Come diventare buoni

Come si fa a diventare buoni? E soprattutto, che cosa significa essere buoni? Katie Karr non se l’è mai chiesto: una donna che ha scelto di diventare medico per aiutare gli altri e che ha cresciuto i figli ai valori morali più profondi non ha nemmeno bisogno di chiederselo. Finché quella donna non tradisce il marito. E allora il marito, David, decide di dare una svolta alla sua vita. Abbandona le arguzie sarcastiche con le quali non risparmiava nessuno, nemmeno la moglie e i figli, e rinuncia a versare veleno su tutto e tutti nella rubrica che firmava regolarmente su un quotidiano locale; insomma smette di essere “l’uomo più arrabbiato di Holloway” per diventare buono. Ma buono sul serio, facendo perdere a Katie ogni punto di riferimento.

Come cani randagi

John Steward ha poco da chiedere alla vita. Solitario e vagabondo, ha perso qualche dollaro di troppo a poker e se vuole avere salva la pelle deve correre a Las Vegas per saldare il suo debito. Se non che la sua Mustang decappottabile del ’64 si guasta nel bel mezzo del deserto. Così Steward si trova incastrato a Sierra, un buco di città dove non c’è niente a parte negozi vuoti, una stazione degli autobus, una tavola calda… E poi c’è Grace, che sa leggere il passato nei volti di quelli che incontra e riesce a sedurre con un solo sguardo. Nelle successive ventiquattr’ore, per Steward il destino vuol dire ricatti incrociati e proposte fuori da ogni regola, in un mondo impossibile dove uccidere ed essere uccisi è fin troppo facile.

Combinazione mortale

A otto anni lo chiamavano «Miracle Boy» e il suo nome era su tutti i giornali. Adesso Mike è «Il Muto» perché da allora non è più riuscito a pronunciare nemmeno una parola. Eppure, nonostante la fatica di farsi accettare, c’è una cosa da cui è irrimediabilmente attratto e che ben presto lo renderà molto popolare nel giro delle sue amicizie: la straordinaria abilità di scoprire qualsiasi tipo di combinazione e scassinare ogni genere di serratura, lucchetto e persino una cassaforte contenente milioni di dollari. Un talento che non passa inosservato, soprattutto ai più efferati boss della malavita che minacciano il padre di Amelia, la ragazza di cui è perdutamente innamorato. Per «Il Mago delle Serrature» inizia la sfida più importante della sua esistenza, che forse lo aiuterà a chiudere i conti col mistero che ha segnato in modo indelebile il suo passato. Ma il gioco si fa sempre più pericoloso e Mike deve stare molto attento a non perdere quello che al mondo ha di più caro. Da uno dei più grandi maestri del genere, finalmente arriva in Italia un thriller unico, con un protagonista indimenticabile, e un ritmo e una tensione che non danno tregua.

Com’è dolce sapere che esisti

Il nuovo libro di Romano Battaglia è la narrazione di un ritorno, dopo molti anni, alla casa paterna. Gli oggetti, gli angoli, le stanze della casa conducono l’autore in un viaggio a ritroso nel tempo verso paesaggi amati e persone care, con le loro storie, gli sguardi, gli smarrimenti. Al centro la figura della madre e i suoi racconti, le cui protagoniste erano le donne di Versilia. E così il libro diventa un viaggio in un universo femminile denso di mistero, un commosso tributo alla donna e al suo mondo carico d’amore per gli altri. È una galleria di donne coraggiose, determinate, forti di una grande fede in Dio, in loro stesse, nella vita.

Colpo di luna

Ai bianchi, soprattutto a quelli giovani, fragili e sprovveduti come Joseph Timar, capita, quando arrivano nelle colonie, di prendere un «colpo di luna». Dell’Africa sanno solo quello che hanno letto nei libri, e credono di partire per la grande avventura. Ma allorché si trovano di fronte la faccia vera e torbida del mondo coloniale – da una parte la massa apatica, inafferrabile, minacciosa dei neri, dall’altra la comunità dei bianchi, formata da mediocri funzionari più o meno cinici, più o meno corrotti, e da naufraghi della vita abbrutiti dal caldo, dall’alcol e dalle febbri tropicali –, qualcosa in loro si rompe, perdono il senso dell’orientamento e hanno l’impressione di essere rimasti irrimediabilmente invischiati in qualcosa di oscuro e sfuggente. Timar ha lasciato La Rochelle pieno di entusiasmo e di spavalderia. E quando si è seduto per la prima volta nella grande sala dell’Hôtel Central di Libreville, immersa nella penombra e con le pareti adorne di maschere tribali, e il boy gli ha servito un whisky, si è sentito un vero colono. Poi però c’è stata la sua prima notte africana, piena di fruscii, di rumori indefinibili, tutto un brulicare di insetti sconosciuti. Al suo risveglio, sulla porta c’era Adèle, la moglie del proprietario, che esaminava il suo corpo nudo di adolescente ancora odoroso di letto con uno sguardo carico di una sensualità vagamente intenerita, quasi materna – ma anche di ironia. E c’è stata la sera della festa, la sera in cui il boy dell’Hôtel Central è stato assassinato. Tutti sanno chi ha sparato, ma i codici di quel mondo impongono il silenzio. Solo che il silenzio, per Timar, si popola di fantasmi inquietanti. Scritto in un periodo di prodigiosa creatività, “Colpo di luna” è un romanzo che si addentra con chiaroveggenza in uno scenario di tenebre, raccontando la stessa Africa che, negli stessi anni, per ominosa coincidenza, evocava Céline nel “Viaggio al termine della notte”. Scritto a Marsilly nel settembre del 1932 (al ritorno da un viaggio in Africa durato due mesi), “Le coup de lune” apparve a stampa nella primavera del 1933.

Colpo al cuore

Questa volta, il compito della cacciatrice di taglie Stephanie Plum non sembrerebbe dei più difficili: deve rintracciare un anziano concittadino di Trenton, nel New Jersey, Eddie DeChooch. Nonostante la cataratta e l’età avanzata, Eddie – che è accusato di contrabbando di sigarette e non si è presentato in tribunale – continua a sfuggire ai tentativi di arresto da parte di Stephanie e dei suoi maldestri aiutanti, Dougie e Luna. In più, nel suo giardino è stato trovato il cadavere di un’anziana vedova. Dopo un crescendo di inseguimenti, rivelazioni, agguati, rapimenti e risate, Stephanie Plum riuscirà a risolvere il caso.