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I pugnalatori

Il 1° ottobre 1862 un “fatto criminale di orrida novità” funesta Palermo: alla stessa ora, in luoghi quasi equidistanti, vengono pugnalate tredici persone. A investigare su quella che subito appare come una sinistra macchinazione è il procuratore Guido Giacosa, di recente arrivato dal Piemonte e già impaziente e insofferente nei confronti dei palermitani. L’inchiesta conduce ben presto a individuare nel principe di Sant’Elia, ricchissimo e rispettatissimo senatore del Regno d’Italia, l’insospettabile mandante. Con crescente angoscia, con disperazione, fra complotti, doppie verità e “sommessi sussurri”, avvalendosi solo della testimonianza di pentiti e spie, Giacosa affronterà l’immane difficoltà di costruire una solida accusa.

Psicospettro

Un tranquillo villaggio inglese è teatro di allarmanti fenomeni: stoviglie che volano per conto loro, strane luci bluastre, furti insensati, sonnambuli, cadaveri che scompaiono. Chiamare la polizia? Chiamare una medium? Non serve: bisogna ritrovare le puntate di un vecchio fumetto di fantascienza, fra le cui strisce dimenticate si nasconde la chiave – ingegnosissima – dell’enigma.
Copertina di: Karel Thole

Psicomagia: Una terapia panica

Come invertire la rotta delle nostre paure, sciogliere i nodi del malessere, sfondare i muri dell’incubo? Agendo, risponde Alejandro Jodorowsky. Compiendo un atto paradossale che scuota l’immobilità patologica di cui siamo prigionieri. Un atto dettato dalla voce dell’inconscio e tradotto nella surreale poesia di una quotidianità trasgressiva e onirica. Jodorowsky ascolta, interroga, esplora il labirinto emotivo dei suoi interlocutori e pazienti. Senza interpretare. Senza forzare i significati. Come un regista abituato alle meraviglie e allo stupore del teatro, raccoglie dai gesti sospesi quello che può riavviare l’azione, riaccendere le luci della scena. Prese le distanze dalla sicumera scientifica della psicanalisi, Jodorowsky propone il semplice abbandono all'”atto psicomagico”, la confidenza tra la profondità dell’esperienza e la complice, quasi omeopatica, adesione alle forme del proprio male. Guarire è, in questa “terapia panica”, una parola stonata. Imparare a essere felici, no.
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### Sinossi
Come invertire la rotta delle nostre paure, sciogliere i nodi del malessere, sfondare i muri dell’incubo? Agendo, risponde Alejandro Jodorowsky. Compiendo un atto paradossale che scuota l’immobilità patologica di cui siamo prigionieri. Un atto dettato dalla voce dell’inconscio e tradotto nella surreale poesia di una quotidianità trasgressiva e onirica. Jodorowsky ascolta, interroga, esplora il labirinto emotivo dei suoi interlocutori e pazienti. Senza interpretare. Senza forzare i significati. Come un regista abituato alle meraviglie e allo stupore del teatro, raccoglie dai gesti sospesi quello che può riavviare l’azione, riaccendere le luci della scena. Prese le distanze dalla sicumera scientifica della psicanalisi, Jodorowsky propone il semplice abbandono all'”atto psicomagico”, la confidenza tra la profondità dell’esperienza e la complice, quasi omeopatica, adesione alle forme del proprio male. Guarire è, in questa “terapia panica”, una parola stonata. Imparare a essere felici, no.

Psicologia di massa del fascismo

Comprendere la natura del fascismo
Questo importante testo fu scritto durante gli anni della crisi tedesca, 1930-33, ed in seguito bandito dai nazisti, ed è un contributo senza eguale alla comprensione di uno dei fenomeni cruciali anche dei nostri tempi, il fascismo. Reich applica la sua conoscenza clinica della struttura caratteriale umana alla scena sociale e politica e respinge fermamente il concetto che il fascismo sia l’ideologia o l’azione di un singolo individuo o di una singola nazionalità, o di un qualsiasi gruppo etnico o politico. Egli nega pure una spiegazione puramente socio-economica, quale era stata avanzata dagli ideologi marxisti. Reich concepisce il fascismo come espressione della struttura caratteriale irrazionale dell’uomo medio, i cui impulsi e le cui necessità primarie, biologiche, sono state represse per migliaia di anni. L’importanza di questa opera oggi non deve essere sottovalutata. La struttura caratteriale umana che diede vita a movimenti fascisti organizzati esiste tuttora, e domina i nostri attuali conflitti sociali. Se vogliamo un giorno eliminare l’agonia caotica dei nostri tempi, dobbiamo rivolgere la nostra attenzione alla struttura caratteriale che la crea; dobbiamo capire la psicologia di massa del fascismo.

L’autore: Wilhelm Reich nacque in Austria nel 1897. Studiò medicina a Vienna dove, in seguito, diresse il Seminario di terapia psicanalitica. Con l’avvento del nazismo fu costretto a fuggire dalla Germania e, dopo un breve soggiorno in Norvegia, si trasferì negli Stati Uniti fondando a New York l’Orgone Institute. Denunciato per i suoi esperimenti, venne rinchiuso nel penitenziario di Lewisburg dove morì di infarto. Il pensiero di Reich è sempre stato in bilico tra freudismo e marxismo, dei quali tenta una sapiente quanto ardita sintesi, proiettandosi in tal senso verso un filone della psicoanalisi che potremmo definire erotica. Psicoanalisi e marxismo sono da Reich concepiti prospettive parziali e insufficienti se non incollate fra loro, efficaci solo e soltanto se integrati, in modo tale da penetrare la dialettica psicosociale dell’uomo.

(source: Bol.com)

Psicologia delle folle

La Psicologia delle folle, edita nel 1895, costituì e costituisce tuttora una vera e propria miniera d’oro per chi vuole comprendere il comportamento della folla. Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l’opera di Le Bon e l’uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura trarre ispirazione dai suoi consigli.
“Ogni bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità”, Hitler.
Perfino Mussolini fu un fervido ammiratore dell’opera dello psicologo francese: “Ho letto tutte le opere di Le Bon”, diceva, “e non so quante volte abbia riletto la sua Psicologia delle folle. E’ un’opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno”.
Gustav Le Bon (1841 – 1931), etnogolo e psicologo francese, tra i fondatori della Psicologia sociale, fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle econtrollarle.
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### Sinossi
La Psicologia delle folle, edita nel 1895, costituì e costituisce tuttora una vera e propria miniera d’oro per chi vuole comprendere il comportamento della folla. Lenin, Stalin, Hitler lessero meticolosamente l’opera di Le Bon e l’uso di determinate tecniche di persuasione nella loro dittatura trarre ispirazione dai suoi consigli.
“Ogni bugia, se ripetuta frequentemente, si trasformerà gradualmente in verità”, Hitler.
Perfino Mussolini fu un fervido ammiratore dell’opera dello psicologo francese: “Ho letto tutte le opere di Le Bon”, diceva, “e non so quante volte abbia riletto la sua Psicologia delle folle. E’ un’opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno”.
Gustav Le Bon (1841 – 1931), etnogolo e psicologo francese, tra i fondatori della Psicologia sociale, fu il primo a studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle econtrollarle.

La psichiatra

Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.
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### Sinossi
Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un’umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l’Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all’Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall’ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l’incubo. Nessuno l’ha vista uscire, nessuno l’aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l’Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine.

La Prova

Rose Lacey e Collis Tremayne sono gli allievi più promettenti del segretissimo Club delle Menzogne. La ragazza ha un innato talento e si applica al massimo per entrare nel prestigioso club. L’aristocratico Collis, seppur abile e intelligente, sembra non impegnarsi e tra i due cresce una forte antipatia. Di fronte alle difficoltà dovranno però mettere da parte le divergenze e unire le forze, scoprendo i lati nascosti l’uno dell’altra. E un nuovo sentimento accenderà i loro cuori portandoli lontano, ma insieme.

La prova del fuoco

Era notte nell’emisfero occidentale quando il Sole emise la sua grande fiammata, e questo salvò il continente americano dalla combustione totale. Ma non lo salvò dalle atomiche sovietiche che cominciarono subito a piovere. Perché, chi avrebbe potuto der torto ai pochi russi superstiti sottoterra, nella stanza dei bottoni, se pensarono che l’attacco fosse venuto dall’America?
Copertina di Karel Thole

Prova a fermarmi

Mother’s Rest. Un piccolo paese in mezzo a un immenso campo di grano, popolato da individui scontrosi e lunatici. Jack Reacher si chiede il perché di quel nome particolare, ma nessuno sembra intenzionato a dare spiegazioni. Lungo la strada, Reacher incontra una donna visibilmente turbata: Michelle Chang. La giovane sembra averlo scambiato per un altro e, chiarito il malinteso, si confida: l’uomo con cui stava seguendo un’investigazione privata è scomparso da giorni e, ormai, Michelle teme il peggio. Incuriosito dalla vicenda, Reacher decide di affiancarla nella ricerca e inizia a indagare. Quanto potrà essere complicato, dopotutto. Invece, ancor prima di rendersene conto, verrà risucchiato in una corsa disperata tra Los Angeles, Chicago, Phoenix e San Francisco. Attraverso i più oscuri recessi della rete dovrà vedersela a ogni passo con assassini e criminali… fino a tornare a Mother’s Rest, dove dovrà affrontare il suo peggiore incubo. Forse il giorno in cui aveva conosciuto Michelle avrebbe dovuto voltarsi e ignorare il caso. Sarebbe stato più semplice. Ma la regola per Jack Reacher è sempre la stessa: se vuoi fermarmi… provaci!

Protocollo Cremlino

Intrighi politici, spie e amori inconfessabiliQuale segreto nasconde l’amante di Stalin?Un grande romanzo di Marek HalterGiugno 1950, la commissione McCarthy, che in piena caccia alle streghe sta falciando carriere e vite innocenti con il pretesto di sgominare “attività antiamericane”, porta in tribunale una donna di nome Maria Apron, accusata di essere entrata negli Stati Uniti con un passaporto falso e di aver assassinato un agente segreto americano in missione in Unione Sovietica. Per difendersi, Maria non ha altro che i propri ricordi, e li userà, nei cinque giorni del suo interrogatorio, per imporre la sua verità e salvarsi la vita. Marina Andreieva Gusseiev, questo è il suo vero nome, inizia la confessione con una rivelazione sconvolgente: sì, ha conosciuto Stalin, è stata anche la sua amante… e quella storia ha distrutto tutti i suoi sogni. Perché proprio per sfuggire al dittatore, nel 1932, la donna, all’epoca una giovane promessa del teatro moscovita, era stata costretta ad abbandonare per sempre la sua carriera e la sua città. E si era ritrovata nel Birobidjan, la regione autonoma ebraica creata in Siberia da Stalin, dove aveva scoperto la grande vitalità della cultura yiddish e trovato l’amore. Era un dottore americano, si chiamava Michael Apron. Ma la fine della seconda guerra mondiale modifica gli equilibri: gli americani, vecchi alleati, diventano nuovi nemici. Accusato di spionaggio, Michael viene rinchiuso in uno dei gulag più terribili e, per salvarlo, Marina decide di sfidare l’inferno…Dalle stanze segrete del Cremlino alla repubblica ebraica creata da Stalin in Siberia, dal gulag alle prigioni dell’FBI: un’appassionante e commovente epopeaHanno scritto di Il cabalista di Praga:’Marek Halter racconta la storia del mostro d’argilla e del rabbino che lo creò. Per denunciare i rischi della fede quando si trasforma in potere.’ Dario Fertilio, Corriere della Sera’Un romanzo storico che alterna realtà e leggenda per ricostruire la vicenda del Gran Rabbino di Praga, (…) il quale grazie al sapere della cabala, creò il Golem, il gigante d’argilla destinato a difendere gli ebrei del ghetto dai loro persecutori.’Fabio Gambaro, la Repubblica’Halter firma un romanzo prezioso che mescola avventura, fantasia e spiritualità.’Le FigaroMarek HalterNato in Polonia nel 1936, a cinque anni lascia con la famiglia il ghetto di Varsavia per andare a vivere in Russia. Nel 1950 arriva in Francia. Artista poliedrico, oltre ad aver firmato una ventina di libri di successo dedicati all’epopea del popolo ebraico, è anche pittore e regista cinematografico. È tra i fondatori del movimento SOS Racisme, che si batte per promuovere la pace in Medioriente. Intellettuale di fama internazionale, Halter collabora regolarmente con alcune delle più prestigiose testate giornalistiche del mondo, incluse le più importanti in Italia. Tra i suoi libri ricordiamo: Perché sono ebreo, Intrigo a Gerusalemme e La regina di Saba e, pubblicati dalla Newton Compton, Il cabalista di Praga e Protocollo Cremlino.
(source: Bol.com)

Le proteine vegetali

Scegliere gli ingredienti più ricchi di proteine vegetali non solo aiuta a bilanciare la propria alimentazione, ma spinge a variarla e arricchirla di sapori nuovi.
(source: Bol.com)

Protagonista il destino

Londra, 1820 – Lady Valeria non si rassegna a vivere senza aver mai conosciuto la passione. Poi incontra Teagan Fitzwilliams, affascinante giocatore d’azzardo, e decide di incoraggiare le sue attenzioni. Quando i due amanti si separano dopo una notte a dir poco bollente, non immaginano certo che il Destino, nei panni di una nonna ricchissima e sola, abbia già deciso di farli incontrare di nuovo. Così, dopo la passione, nascono l’amicizia e l’amore. Ma può un biscazziere dalla pessima reputazione aspirare alla mano dell’erede di un’immensa fortuna? Forse, a patto che il Destino li aiuti un’altra volta!

Propizio è avere ove recarsi

«Propizio è avere ove recarsi» è una delle risposte che fornisce, quando lo si interroga, l’I Ching, l’antico libro oracolare cinese. Seguendo questa preziosa indicazione, Emmanuel Carrère è partito innumerevoli volte, con una meta e uno scopo sempre diversi (e non necessariamente scelti da lui): è andato nella Romania del dopo Ceaușescu sulle tracce del conte Dracula, nei tribunali della «Francia profonda» a seguire processi per atroci delitti, nella Russia di Putin a immergersi nell’infinito caos del postcomunismo, al Forum di Davos a «chiacchierare» con i potenti della terra, nel Nord dello Stato di New York a incontrare il fantomatico «uomo dei dadi» – imbattendosi non di rado in storie e personaggi sorprendenti, e a volte sconvolgenti, che avrebbero offerto materia a L’Avversario, Un romanzo russo, Limonov. Negli stessi anni faceva anche altri viaggi, per così dire, attorno alla sua mente: inventando soggetti di film che non avrebbe mai girato, riflettendo sul proprio modo di fare letteratura, scoprendo libri folgoranti o rileggendone altri immensamente amati. Questo, e molto altro, è ciò che troviamo nei testi qui raccolti, molto diversi tra loro eppure legati da un tono riconoscibilissimo e peculiare – a riprova di quanto Carrère ha sempre sostenuto, ossia che gli sembra vano contrapporre letteratura e giornalismo, e quel che gli importa è scrivere un reportage nello stesso modo in cui scrive i suoi libri: «alla prima persona, menando il can per l’aia e raccontando le cose in maniera un po’ sinuosa». Quella che ci viene offerta qui è insomma una fondamentale via di accesso al laboratorio dell’autore. E soprattutto un appassionante autoritratto involontario.

Pronto soccorso per insicuri cronici

Dubitare di noi stessi: tutti conosciamo questo stato d’animo che ci rende talvolta così insicuri. “Sono in grado di fare questa cosa?” “Mi è permesso farlo?” “È giusto che io lo faccia?” “Sono stato abbastanza bravo?” Ogni persona sana di mente sa che cosa significa avere dei dubbi. Fa parte del bagaglio emotivo di ogni essere umano esitare in determinate situazioni, non sapere precisamente cosa sia meglio fare oppure essere in conflitto con i propri sentimenti e desideri. Quando però si esagera, i dubbi finiscono per indebolire il nostro senso di autostima e minano la fiducia in noi stessi e anche negli altri. Bärbel Wardetzki, esperta psicoterapeuta, mostra come sia possibile imparare ad avere un rapporto più sereno con le nostre insicurezze. Scoprendo da dove derivano gli attacchi alla nostra autostima, impareremo a riprendere in mano le redini della nostra vita e sapremo così affrontare nuove situazioni senza autosabotarci. L’autrice ci aiuterà a ritrovare la stima in noi stessi, a fidarci delle nostre sensazioni e ad apprezzarci semplicemente per quello che siamo.

(source: Bol.com)

Una promessa soltanto (I Romanzi Classic)

Ralph Stockwood, futuro duca di Worthingham, è tornato dalla guerra con molte ferite e un devastante senso di colpa per la morte dei suoi compagni. Ora però è giunto per lui il momento di prendere moglie e avere un erede. Quando sua nonna lo invita in campagna per convincerlo a perseguire questi obiettivi, Ralph incontra Chloe Muirhead, reduce da un fallimentare debutto in società e dallo scandalo che l’ha colpita l’anno precedente. Chloe capisce che è arrivata per lei l’occasione insperata del riscatto e propone a Ralph un matrimonio di convenienza. Ma l’amore che redime

(source: Bol.com)

Promessa in sposa allo sceicco

Destinata, contro la propria volontà, a diventare la moglie dello sceicco Karim Al-Nasr, Eva Armstrong ha elaborato un preciso piano per scoraggiare il suo futuro sposo: farà di tutto per fargli credere di essere un’esperta, moderna e disinvolta donna di mondo, tutto il contrario, quindi, di una perfetta regina del deserto. Naturalmente, Eva è lontana anni luce da quel tipo di donna, e nonostante ciò che vuole far credere di sé finisce ugualmente unita in ma-trimonio a Karim. Ciò che la sorprende di più, però, è scoprire che quella vicinanza ha uno strano effetto su di lei, e la rende sempre più impaziente di essere sedotta dal suo novello sposo.