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Il quadro segreto di Caravaggio

Roma, 1604. In un’atmosfera buia dominata dal severo clima della Controriforma, sono sempre di più i pittori che affondano le loro immagini in una cornice di oscurità avvolgente. Caravaggio è un artista di punta che utilizza spesso, per i suoi quadri, modelle di estrazione popolare. Un giorno Anna Bianchini, una prostituta che aveva posato per lui, viene trovata morta nel suo letto dall’amica Fillide, altra cortigiana e musa del pittore. Giunto a casa di Anna, Caravaggio ritrae le due donne un’ultima volta nella “Morte della Vergine”: Anna nella figura della Madonna appena deceduta e Fillide in quella della Maddalena afflitta al suo capezzale. Il quadro, consegnato nel 1606, fa scandalo e viene rifiutato dalla chiesa di Santa Maria della Scala. Ma ormai la vita di tutte le modelle di Caravaggio sembra essere a rischio: anche Fillide è vittima di un tentato omicidio, e il pittore è preoccupato per la sua compagna Lena Antognetti, ex prostituta anche lei. Le indagini in corso portano a un funzionario della corte pontificia, il committente della “Morte della Vergine”, fanatico e rigido moralista. Un uomo che il pittore denuncia ritraendolo in quel quadro, sullo sfondo, e con aria di sfida. Ma quando Caravaggio intuisce il vero movente di quei delitti, è costretto a fuggire da Roma, senza riuscire a salvare Lena, la donna che ama…
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Il quadro mai dipinto

Patrick è un insegnante e un pittore con l’ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l’ultima lezione nella sua aula dell’Accademia di Belle Arti. È pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d’acqua e d’incanto. Si congeda dai suoi allievi, lasciando loro un messaggio d’addio che è anche un testamento spirituale: «Credete sempre nelle emozioni, credete nell’amore, senza avere paura di sbagliare perché a volte sono proprio gli errori a portarci alla felicità». Torna a casa e prima di partire decide di andare una volta ancora in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all’aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all’arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: “Residenza Punto Feliz”. Si recherà là e troverà una nuova e strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro. Dopo il clamoroso successo del suo romanzo d’esordio, La luna blu, Massimo Bisotti torna a emozionare i lettori con la sua prosa magica che sembra poesia, fatta di sentimenti e illuminazioni improvvise sull’animo umano. Un libro indimenticabile, sul perdersi e il ritrovarsi, sulla memoria e l’accettazione di se stessi, sull’importanza di restare fedeli al precetto più vero e necessario: “mai controcuore”.

Il quadro che uccide

Quando Jonathan Argyll accetta da un mercante d’arte di Parigi l’incarico di consegnare un quadro del Settecento a un acquirente romano, non sospetta che presto si troverà nei guai. Il cliente sarà brutalmente ucciso, il quadro rubato e al centro dei sospetti finirà proprio lui, Jonathan: per scoprire la verità avrà bisogno di tutto l’aiuto di Flavia e di quello del generale Taddeo Bottardi, capo del Nucleo investigativo per la tutela del patrimonio artistico. L’indagine si rivelerà assai pericolosa… Storico dell’arte e giornalista, Iain Pears ha raggiunto il successo internazionale con il romanzo “La quarta verità” e con una serie di romanzi polizieschi ambientati nel mondo dell’arte.

Una quadrilogia

Nel 2006 Franco Quadri fece uscire da Ubulibri un volume che riuniva i primi quattro testi di Stefano Massini. L’odore assordante del bianco, che aveva vinto il premio Tondelli nel 2005, mette in scena Van Gogh nei giorni del suo ricovero in manicomio. Processo a Dio (interpretato da Ottavia Piccolo, è stato il primo importante successo di Massini) si svolge in un campo di concentramento liberato, dove un’attrice ebrea accusa Dio di essere il vero responsabile dell’Olocausto. Memoria del boia, ambientato nel 1829, è il dialogo tra il leggendario boia di Parigi, Charles Sanson, e un giovane misterioso che poi si svela essere ben noto agli spettatori. La fine di Shavuoth si svolge nel 1911 in un caffè di Praga: uno dei tre personaggi è Kafka. A distanza di dieci anni riproponiamo quel volume con l’aggiunta di una premessa scritta dall’autore per l’occasione.

Quaderni di Serafino Gubbio operatore

Pubblicato nel 1915 col cinematografico titolo “Si gira”, riedito nel 1925 come “Quaderni di Serafino Gubbio operatore”, questo é il romanzo in cui Pirandello si misura più direttamente col suo tempo di rivoluzionarie innovazioni tecnologiche. Romanzo polemico e controcorrente nel clima di una modernolatria dannunziana e futurista, i “Quaderni” si propongono a difesa di un teatro/vita (crocevia di partecipazioni emotive attori-pubblico), contro un cinema/forma (frigido ripetitore di stereotipati fotogrammi). Minacciato dall’incombente morte dell’arte, l’artista, rifugiatosi in una scrittura-terapia, rivendica un ruolo demistificatore verso la pervasiva e mercificante industria culturale, in grado di asservire alla logica del guadagno le più varie figure di intellettuali. Su toni anticipatori più dell’orrore allucinante di un Fritz Lang che dell’amara ironia di Chaplin, si consuma una moderna discesa agli inferi da cui emerge la persistenza della parola scritta. La struttura riflessiva dei Quaderni, sottolineata nella nuova titolazione, mentre afferma la morte del romanzo ottocentesco – adombrato nella vieta storia di amore e morte presa a mero pretesto di narrazione – apre al nuovo romanzo del Novecento, affidato a scansioni spazio-temporali tutte interiori. **

I quaderni di Malte Laurids Brigge

Sei anni di incessante lavoro precedono l’uscita del libro, nel 1910, e dieci anni di “siccità” artistica la seguono. Sorta di romanzo-diario autobiografico, il Malte è la documentazione artistica, e per molti aspetti rivoluzionaria, di una tormentosa condizione esistenziale: quella dell’artista chiuso nella propria interiorità; ed è anche la prova, sconcertante, della crisi del romanzo ottocentesco. Libro permeato d’interni e d’interiorità, di nomi e di nomi di cose, che riesce a tradurre in parola anche gli eventi più infimi e impercettibili, anche l’orribile e il terribile, il Malte è una delle poche opere poste sulla soglia della modernità letteraria.

I quaderni del loggione

I Quaderni del Loggione sono una collana di libri dedicati alla enogastronomia, alle ricette, alle tradizioni e alle curiosità. In questo ebook troverete la presentazione aggiornata di tutti i volumi della collana, con brani e ricette tratti dai volumi stessi. Tra i titoli pubblicati e che potrete valutare: Ricette Balsamiche (come si usa l’Aceto Balsamico tradizionale di Modena; Bologna la dolce; Cucinare con erbe, fiori e bacche dell’Appennino; Cuor di Castagna; Inzuppiamoci!; Facciamoci una pera!; Finferli, galletti e gallinacci; Il sapore dei ricordi:Zibello. Buona lettura.
(source: Bol.com)

Q

In questo libro, costato anni di lavoro e di ricerca, il misterioso Luther Blissett, nome multiplo sotto il quale agisce un nucleo di destabilizzatori del senso comune, molto presente e attivo sulle reti telematiche, ha per la prima volta affrontato la forma romanzo. “Omnia sunt communia!”, tutte le cose sono di tutti: il grido che aveva terrorizzato i principi tedeschi nelle rivolte contadine guidate da Thomas Muntzer risuona ancora sulle labbra degli sconfitti giustiziati dopo la disfatta di Frankenhausen del 1525. Ma chi ha spinto Thomas Muntzer all’avventurismo estremo? Chi scrive a Pietro Carafa, emissario del papa, lettere in cui gli consiglia, per contenere la rivolta, di allearsi con il maggiore nemico di Roma?
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Python

Questo testo si rivolge ai programmatori in Python che desiderano ampliare e approfondire la conoscenza del linguaggio in modo da migliorare la qualità, l’affidabilità e la facilità di manutenzione dei loro programmi. L’autore presenta numerosi esempi e idee per potenziare la programmazione in Python focalizzandosi su quattro temi chiave: i design pattern per scrivere codice in modo elegante ed efficace, la concorrenza e Cython (Python compilato) per aumentare la velocità di esecuzione, l’elaborazione di rete ad alto livello e lo sviluppo di interfacce e di grafica 3D. Vengono analizzati nel dettaglio design pattern particolarmente utili ed evidenziato perché alcuni approcci object-oriented diffusi in altri linguaggi in Python non siano significativi. Inoltre vengono sfatati alcuni miti mostrando, per esempio, come Python possa trarre vantaggio dall’hardware multicore. Tutti gli esempi sono stati testati con Python 3.3 (in alcuni casi anche 3.2 e 3.1) e implementati per garantire la migliore compatibilità con le future versioni di Python 3.x. Il codice di esempio è stato testato su Linux e in alcuni casi anche su OS X e Windows.
(source: Bol.com)

Il purosangue: romanzo

St. Mawr (Il purosangue) è il nome del magnifico stallone che Lady Luisa Carrington ha acquistato per il marito, lo pseudointellettuale Rico, un giovane alla moda, rappresentante della superficiale società inglese del dopoguerra. Il bel Rico è l'idolo delle donne di quel mondo, irresistibile per la figura snella, la celebrità mondana di pittore, e quella morbidezza effeminata che in ogni circostanza gli vieta di «perdere la linea». Ma Luisa non è felice in questo ambiente. È americana, e, come sua madre, ama la vita reale, semplice e forte che qui le è dato appena assaporare durante le lunghe cavalcate nella campagna inglese. Luisa ama St. Mawr perché vede nell'animale l'incarnazione di quella fierezza primordiale, selvaggia e splendida, che sola darebbe un senso alla vita. E, tanto lei che sua madre, si sentono attratte verso i propri palafrenieri semplici, riservati, dalla sensibilità istintiva. Così, il giorno che St. Mawr, impennandosi selvaggiamente, disarciona in malo modo il bel Rico, Luisa prende le difese del cavallo; e da questo episodio, finalmente, vede chiaro in se stessa. Non può più vivere in mezzo a quella società fasulla, ha bisogno dell'aria d'America, così forte e aspra. E laggiù torna con la madre e i due scudieri: laggiù acquista una fattoria, di cui St. Mawr è il nume tutelare. Luisa è stanca del contatto con gli uomini: anche lo scudiere Phoenix l'ha delusa, perché una piccola avidità di maschio orgoglioso si nascondeva in lui: ella sarà, invece, la vestale di questa natura così splendida, che l'ha conquistata e la appaga con la sua primitiva semplicità. Originato anch'esso, come quasi tutte le opere del Lawrence, da una irreducibile posizione polemica contro la moderna società, in nome di un ritorno agli istinti naturali preconizzato con una sorta di lirico rapimento, il romanzo si presenta, su questa linea, come un'opera di singolare schiettezza.

Il purosangue

St. Mawr (Il purosangue) è il nome del magnifico stallone che Lady Luisa Carrington ha acquistato per il marito, lo pseudointellettuale Rico, un giovane alla moda, rappresentante della superficiale società inglese del dopoguerra. Il bel Rico è l’idolo delle donne di quel mondo, irresistibile per la figura snella, la celebrità mondana di pittore, e quella morbidezza effeminata che in ogni circostanza gli vieta di «perdere la linea». Ma Luisa non è felice in questo ambiente. È americana, e, come sua madre, ama la vita reale, semplice e forte che qui le è dato appena assaporare durante le lunghe cavalcate nella campagna inglese. Luisa ama St. Mawr perché vede nell’animale l’incarnazione di quella fierezza primordiale, selvaggia e splendida, che sola darebbe un senso alla vita. E, tanto lei che sua madre, si sentono attratte verso i propri palafrenieri semplici, riservati, dalla sensibilità istintiva. Così, il giorno che St. Mawr, impennandosi selvaggiamente, disarciona in malo modo il bel Rico, Luisa prende le difese del cavallo; e da questo episodio, finalmente, vede chiaro in se stessa. Non può più vivere in mezzo a quella società fasulla, ha bisogno dell’aria d’America, così forte e aspra. E laggiù torna con la madre e i due scudieri: laggiù acquista una fattoria, di cui St. Mawr è il nume tutelare. Luisa è stanca del contatto con gli uomini: anche lo scudiere Phoenix l’ha delusa, perché una piccola avidità di maschio orgoglioso si nascondeva in lui: ella sarà, invece, la vestale di questa natura così splendida, che l’ha conquistata e la appaga con la sua primitiva semplicità. Originato anch’esso, come quasi tutte le opere del Lawrence, da una irreducibile posizione polemica contro la moderna società, in nome di un ritorno agli istinti naturali preconizzato con una sorta di lirico rapimento, il romanzo si presenta, su questa linea, come un’opera di singolare schiettezza.

La pura carne

Emma è una giovane donna e ha una vita normale – un compagno, Orlando, una mamma, Corradina, e un fratello, Rocco, che sente di dover proteggere da quando il padre è morto in un incidente sul lavoro. Tutto sembra crollare dal giorno in cui scopre di essere affetta da una malattia degenerativa, curabile solo con un trapianto di cellule staminali. Tra i possibili donatori emerge un profilo con una compatibilità elevatissima, ma sembra essere sparito nel nulla. Risultano solo un nome, un cognome e un vecchio indirizzo. Per Emma comincia la «caccia»: esce dalla sua vita di sempre e si mette sulle tracce del suo donatore. E quando lo trova si convince che, per avere da lui la salvezza, deve studiarlo, conoscerlo, entrargli dentro, in una parola: somigliargli. Ed è così che inizia ad amare cibi che fino a quel momento l’avevano disgustata, a parlare una lingua che non conosceva, è così che riesce a tradurre la sua sofferenza in una scommessa di vita.

Punto debole

Una serie inarrestabile di omicidi tiene in scacco tutta Washington. Mentre gli investigatori lavorano giorno e notte per fermare l’escalation di morte, i mass media chiedono a gran voce le dimissioni del capo della polizia. Non si erano mai visti tanti morti ammazzati nella capitale degli Stati Uniti, e il detective Alex Cross non si era mai sentito così sotto pressione. Eppure non sa che il peggio deve ancora venire. Perché c’è qualcuno che lo osserva da lontano, registra ogni sua mossa, studia ogni particolare della sua vita familiare. E non c’è nulla che per Cross conti di più della famiglia, nulla al mondo è più impor tante dei suoi figli e di sua moglie Bree. Sono loro che lo tengono ancorato alla realtà e gli danno la forza di affrontare e combattere il male. Ma quell’ombra che lo segue ovunque conosce ormai troppo bene le sue debolezze e ha tutte le intenzioni di approfittarne…

Punto

Una filosofia di vita in cinque punti per sbarazzarsi di tabù millenari e imparare ad amare senza imbarazzo le differenze, il progresso e – soprattutto – i soldi. Una satira feroce e paradossale, a metà strada tra il manifesto politico e il manuale di auto-aiuto, che segna l’esordio letterario di un autore spietato, in particolar modo con se stesso.

Punire non serve a nulla

“Cosa dobbiamo fare quando nostro figlio non rispetta le regole, quando dice le bugie? Quando glielo abbiamo detto già cento volte e non lo fa? Quando gli parliamo e guarda da un’altra parte?” Ogni giorno, come genitori, ci troviamo di fronte a situazioni come queste, in cui i comportamenti dei piccoli o i comportamenti dei nostri figli adolescenti sembrano non lasciare altra scelta che tentare di riportare la quiete in famiglia attraverso le famigerate punizioni. Eppure, come ogni genitore sa, urla e castighi non solo si dimostrano per lo più inutili o addirittura controproducenti, ma spesso generano sensi di colpa e frustrazione negli stessi adulti, che quotidianamente vedono come le loro punizioni non portino a nulla. Ma come è possibile farne a meno? In questo libro Daniele Novara – tra i più autorevoli pedagogisti italiani – spiega passo dopo passo come creare un ambiente familiare in cui punire non sia più necessario, partendo da alcuni semplici punti di base: costruire il corretto gioco di squadra fra i genitori; adattare richieste e indicazioni all’età dei figli, dall’infanzia all’adolescenza; dare un sistema di regole chiaro e trasparente; stabilire la giusta distanza relazionale. Perché, con la buona organizzazione, educare senza punizioni si può, facendosi ascoltare davvero dai figli e costruendo con loro un rapporto più forte e profondo.
(source: Bol.com)

Il pugnale di cristallo (eNewton Zeroquarantanove)

Oscar Trevors è un uomo misterioso e molto ricco. A un certo punto della vita ha chiesto ai suoi banchieri di spedirgli i proventi del suo capitale in due banche europee, una in Svizzera e una a Montecarlo: da allora le cose sono andate avanti, come da lui previsto, per anni. A un certo punto però gli amministratori del fondo cominciano a chiedersi se Trevors sia ancora vivo. La nipote di Oscar, Gwendda Guildford, cerca di rintracciare lo zio, e allora improvvisamente le cose si complicano: la ragazza apprende che lo zio si spaccia per l’erede del re di Boginda, un piccolo stato africano… e ciò che ancor più inquieta la ragazza è un misterioso e allarmante messaggio cifrato…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.
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### Sinossi
Oscar Trevors è un uomo misterioso e molto ricco. A un certo punto della vita ha chiesto ai suoi banchieri di spedirgli i proventi del suo capitale in due banche europee, una in Svizzera e una a Montecarlo: da allora le cose sono andate avanti, come da lui previsto, per anni. A un certo punto però gli amministratori del fondo cominciano a chiedersi se Trevors sia ancora vivo. La nipote di Oscar, Gwendda Guildford, cerca di rintracciare lo zio, e allora improvvisamente le cose si complicano: la ragazza apprende che lo zio si spaccia per l’erede del re di Boginda, un piccolo stato africano… e ciò che ancor più inquieta la ragazza è un misterioso e allarmante messaggio cifrato…
Edgar Wallace
nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo, a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo. Tradotto in moltissime lingue, ha influenzato la letteratura gialla mondiale ed è considerato il maestro del romanzo poliziesco. È morto nel 1932.