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Margit

Quando arriva a Parigi, in una grigia giornata di gennaio, l’americano Harry Ricks è un uomo distrutto. Il suo matrimonio è a pezzi e l’università in cui insegnava lo ha licenziato. Senza soldi e senza un posto dove abitare, Harry si lascia andare a una vita di espedienti, pur cercando di lavorare al libro che ha sempre sognato di scrivere. La sua esistenza subisce una svolta quando incontra Margit, una donna ungherese dal misterioso passato, di cui si invaghisce. Lei è però avara di confidenza: stabilisce che lo incontrerà solo due volte la settimana per un paio di ore d’amore. Alla frustrazione di Harry si aggiunge presto l’inquietudine: da quando c’è Margit, una forza oscura sembra agire sulla sua vita, perché chiunque gli abbia fatto del male nel passato viene colpito dal destino. Perciò la polizia comincia a insospettirsi, e Harry si ritrova in un incubo dal quale non sa come uscire.
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Margherita Dolcevita

Quinze ans, quelques kilos en trop et un coeur gros comme ça, voici Margherita Dolcevita, dans une fable écologique moderne pleine de verve et d’humour. Quinze ans, quelques kilos en trop et un (grand) coeur qui bat sur un rythme atypique, voici Margherita Dolcevita. Un père bricoleur acharné, une mère qui fume des cigarettes virtuelles, deux frères, l’un fana de foot, l’autre de mathématiques, un grand-père qui avale des yaourts périmés pour se mithridatiser et un chien indéfinissable, Roupillon : c’est la famille de Margherita, habitant un dernier reste de campagne, aux portes d’une petite ville comme tant d’autres. Quant à Margherita, elle écrit des poèmes et dialogue avec la Petite Fille de poussière, un fantôme qui hante une maison frappée, il y a longtemps, par un bombardement. Mais un jour apparaît, juste en face, un énorme Cube noir et menaçant. Il s’agit de la maison des nouveaux voisins, les Del Bene, image d’une modernité maléfique qui fait voler en éclats la vie paisible de l’adolescente. Seul Angelo, leur fils aîné, un beau “vampire blond”, tente de se soustraire à la vie hypocrite de ses parents. Jusqu’au bout, Margherita, qui a découvert les activités louches des Del Bene, se battra pour sa “miette de justice”, avec son humour, son intelligence et son refus des stéréotypes, qui font d’elle une sorte de Zazie italienne. Dans un roman polyphonique, mêlant l’humour, la poésie et les codes du roman policier, Stefano Benni nous offre une fable moderne, qui a remporté un immense succès dans de très nombreux pays.
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La Marfisa Bizzarra

Quest’opera (edizione rilegata) fa parte della collana di libri TREDITION CLASSICS. La casa editrice tredition di Amburgo pubblica nell’ambito della collana TREDITION CLASSICS opere datate piu di 2000 anni. Queste opere erano in gran parte esaurite o reperibili solo come pezzi d’antiquariato. La serie di libri contribuise a preservare la letteratura e a promuovere la cultura. Essa aiuta inoltre ad evitare che migliaia di opere cadano nel dimenticatoio. L’obiettivo della serie e di ripubblicare migliaia di classici della letteratura mondiale in diverse lingue… in tutto il mondo
(source: Bol.com)

Maree di luce

I Bishop fuggono dal loro mondo, Snowglade, con la speranza di trovare rifugio e una soluzione ai molti enigmi sulla vera natura delle macchine in un posto più vicino al buco nero. Nel quarto romanzo, Maree di luce, raggiungono un altro pianeta e si alleano con un’altra specie organica, anche quella in via d’estinzione a causa delle macchine inesorabili. Incontriamo anche altri generi di meccanismi. Quelli che sono capaci di riprodurre se stessi cadranno inevitabilmente sotto le leggi della selezione naturale, e si specializzeranno nell’uso di risorse locali. Si dispiega di nuovo l’intero ciclo biologico: parassiti, predatori, prede. I Bishop devono affrontare questo problema mentre cercano di capire gli enigmatici messaggi di una intelligenza che sta negli elementi magnetici che incombono in tutto il Centro. Parla di un posto, il Cuneo, dove gli esseri umani potrebbero trovare rifugio e scoprire forse la leggendaria Biblioteca Galattica che contiene la storia dell’intera galassia.

Marea bianca

Trasferita temporaneamente al commissariato di Concarneau per carenza di ispettori, Mary Lester si trova a indagare sull’omicidio del giovane Tibère, picchiato a morte e ritrovato nel bacino del porto. Ma quello che sembra solo un banale regolamento di conti, non è che il primo di una serie di atti intimidatori. Forse, la piccola cittadina di pescatori nasconde qualcosa di più torbido di quanto la crisi della pesca faccia pensare, e Mary, in un mondo per lei totalmente oscuro, grazie a personaggi tanto fragili quanto rudi come Petit Pierrot e Nicolas Le Maout, riporterà a galla uno scomodo segreto inabissato nel mare bretone.

Mare greco

Una lunga navigazione storica tra le varie terre che si affacciano sul Mediterraneo. Un appassionante viaggio tra letteratura, storia e archeologia seguendo le mitiche rotte dei navigatori greci.
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Mare di papaveri

È il marzo del 1838 e la Ibis, una magnifica goletta a due alberi che, con la vela di maestra e le vele di prora ben tese sembra un uccello dalle grandi ali bianche, è appena arrivata al largo dell’isola di Ganga-Sagar dove il Gange sfocia nel Golfo del Bengala.
Dalla nave si scorgono soltanto le sponde fangose dell’isola e i boschi di mangrovie, ma all’interno entrambe le rive del sacro fiume sono già coperte, per chilometri e chilometri, da folte distese di petali rossi, campi sterminati di papaveri.
Per quei petali la Ibis è lì, alla foce del Gange, destinata dalla «Benjamin Brightwell Burnham», la compagnia inglese proprietaria, a uno dei traffici più lucrosi dell’Impero britannico: il commercio di «delinquenti e stupefacenti» o, secondo una più elegante espressione, di «oppio e coolie».
Il momento, infatti, è eccellente per partecipare alle aste d’oppio della Compagnia delle Indie orientali e al trasporto di predoni, briganti, criminali, ribelli, cacciatori di teste e teppisti d’ogni razza e genere sulle varie isole-prigione dell’Impero sparse nell’Oceano Indiano.
A bordo della Ibis vi è la ciurma più incredibile che si possa incontrare in tutte le acque del Pacifico: un gruppo di lascari, i leggendari marinai cinesi e africani, arabi e malesi, bengalesi e tamil, insomma appartenenti a tutte le razze possibili e immaginabili, che parlano un lingua tutta loro, non hanno altro abito che una striscia di cambrì da avvolgere intorno ai fianchi e vanno in giro scalzi da quando sono nati.
A guidarli è un personaggio dall’aspetto formidabile, con una faccia che susciterebbe l’invidia di Gengis Khan: magra, lunga e sottile, con occhi irrequieti e un paio di baffi piumati che gli scendono fino al mento.
Nel suo avventuroso viaggio, la Ibis reca a bordo un’umanità davvero straordinaria: il figlio di una schiava liberata del Maryland dalla carnagione color avorio antico; un raja in rovina, il cui viso lungo, scarno e triste esprime esemplarmente il tramonto della vecchia India; una vedova dagli occhi privi di colore che non esita a infrangere i sacri riti della tradizione hindu; un uomo che vuole erigere un tempio alla donna che ha amato e che rivive ora in lui …
Mano a mano che i legami con le origini si affievoliscono e i contorni delle vite precedenti sbiadiscono, tutti, sulla Ibis, equipaggio e passeggeri, cominciano a sentirsi «fratelli di navigazione», uniti da una comunanza che oltrepassa continenti, razze e generazioni.
Primo libro di una trilogia dedicata alla nascita dell’India moderna, il paese sorto, appunto, da una delle piú straordinarie mescolanze di etnie e culture, *Mare di papaveri* si annuncia come il primo tassello dell’opera della vita di Amitav Ghosh, un’opera che, per forza e ambizione, può rappresentare per l’India moderna quello che libri come Moby Dick hanno rappresentato per l’America: la simbolica narrazione dell’origine di una civiltà nuova sorta dall’incontro-scontro di mondi opposti.

Mare di fuoco

Abarrach, il regno della pietra, è una landa perduta pullulante di caverne sotterranee scavate nella pietra vulcanica, dove le razze inferiori – gli umani, gli elfi e i nani – sono ormai estinte da tempo. Sopravvivono solo le ultime vestigia di Sartan, un tempo fiorente, che minaccia anch’essa di scomparire del tutto. Questo scenario desolato, tuttavia, potrebbe presentare delle sorprese imprevedibili per Haplo e Alfred, nemici da sempre e compagni di strada per necessità, soprattutto riguardo all’antica storia di Sartan e al futuro dei suoi discendenti…

Mare delle verità

Un giorno nevoso di fine novembre Lorenzo Telmari, ex skipper e giramondo ritiratosi in campagna a scrivere un libro, riceve una telefonata da suo fratello che gli comunica che il loro padre Teo, virologo di fama internazionale, è morto. Lorenzo si precipita a Roma, dove scopre di aver ereditato un segreto scottante, con vaste implicazioni etiche e politiche. Presto è risucchiato in una vicenda attualissima e inquietante, che si snoda, senza un attimo di tregua, tra complicate relazioni famigliari, intrecci di politica e religione, una appassionata storia d’amore, fughe per terra e per mare fino alle coste del Portogallo meridionale. Con “Mare delle verità” Andrea De Carlo ha scritto uno dei suoi romanzi più impegnati e allo stesso tempo più avventurosi, intrecciando una trama serrata che gli permette di raccontare, con passione, indignazione e divertimento, del mondo di oggi e dei suoi molti problemi aperti.

Mare amaro

“I tre racconti di mare prendono spunto dalla giovanile esperienza dell’autore, imbarcatosi per spirito d’avventura. La maturità, accompagnata da una laurea in sociologia ambientale, hanno contribuito alla costruzione di questi spaccati marini, dove l’ecologia e la sinergia interfacciano per suggerirci che l’oceano rimane in armonia fino a quando non si rompe l’equilibrio. La vita, giunti a ciò, cede il passo a una morte orrenda. Se da un lato, “Pinnagialla” porta un soffio di poesia nei cuori dei lettori, giovani e non più giovani, poiché il mare è fonte di sogni per tutti, dall’altro lato, “Il destino di Nino”, fuochista del vecchio cacciatorpediniere, dovrebbe far riflettere coloro che vogliono usare l’oceano non come via d’acqua, ma come campo per stabilire punti di forza. All’autore piace il triangolo perfetto: pesci, mare, marinai, tre energie non corrompibili perché equilibrate da una densità estrema. L’oceano, popolato di buoni dei, è paragonabile a un’immensa placenta, il cui liquido accoglie pesci e uomini offrendo tutti gli elementi necessari e sufficienti per la loro crescita. Il patto che lega ambiente e uomo è fondato sul rispetto dell’ecosistema.”
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Marco il romano

Corrono anni e idee che sconvolgono il mondo: Tiberio imperatore, Roma all’apice della potenza, il cristianesimo che mette in forse una grande cultura. Al centro di questo fastoso e suggestivo quadro d’epoca, il patrizio romano Marco, in nome della religione di Cristo, abbraccia la causa eversiva degli umiliati e degli offesi.
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Marco Antonio

Dalle prime esperienze politiche a Roma fino alla tragedia di Azio e al suicidio in Egitto, passando per le terre e i campi di battaglia di Gallia, Siria e Armenia, il percorso di un giovane ambizioso giunto ai massimi gradi del potere, la cui morte segnò la fine di un’epoca.

Marcia funebre per una marionetta

Il raccapricciante delitto di un pubblicitario dà il via a una bizzarra serie di omicidi. Tutti attentamente programmati come in un film: luogo, personaggi, ambientazione. E infine il killer che dirige la scena. Ma è sempre una scena che si conclude con la morte. Al tenente Santomassimo della Squadra Omicidi della Polizia di Los Angeles, sfugge il nesso tra i vari delitti, ma poi una melodia familiare improvvisamente glielo svela. Con l’aiuto di Kay Quinn, avvenente professoressa esperta di Hitchcock, Santomassimo cerca di prevedere dove e quando l’assassino girerà la sua prossima scena. Ma né il tenente nè Kay si rendono conto che il diabolico killer sta per inserirli nel cast di quel macabro film.

La Marcia di Radetzky

Introduzione di Giorgio ManacordaTraduzione di Sara CortesiaEdizione integraleDurante la campagna d’Italia, il luogotenente della fanteria austriaca Joseph Trotta salva per puro caso la vita di Francesco Giuseppe: da qui il titolo nobiliare per “l’eroe di Solferino”, ricordato in tutti i libri di testo dell’Impero, che trasmetterà ai suoi eredi il compito di salvaguardare la sua eroica memoria con un’assoluta devozione alla monarchia. La vita della famiglia Trotta si svolge parallela a quella del longevo imperatore. Il figlio dell’eroe, Franz, viceprefetto in una provincia della Moravia, si rivela un funzionario leale e integerrimo, mentre il nipote, Carl Joseph, subisce dolorosamente il confronto con il nonno, non brilla nella carriera militare e soffre della propria mediocrità. Considerato il capolavoro assoluto di Roth, La Marcia di Radetzky è un romanzo di indiscutibile spessore, dove le vicende storiche e quelle umane si intrecciano e danno vita a un affresco di rara forza narrativa.’Se invece di morire fosse impazzito, io l’avrei fatto rinsavire. E se anche non vi fossi riuscito, almeno sarei venuto a trovarlo tutti i giorni! Forse avrebbe avuto un braccio orrendamente ritorto, come questo sottotenente che stanno portando ora. Ma sarebbe stato pur sempre il suo braccio, e anche un braccio ritorto si può accarezzare.’ Joseph Rothnacque in Galizia nel 1894. Rimasto presto orfano del padre, morto in manicomio, crebbe con la madre e frequentò il ginnasio e l’università. Prestò servizio come addetto stampa dell’esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale e proseguì la carriera giornalistica anche negli anni successivi, dedicandosi al tempo stesso alla narrativa. Con le prime leggi razziali della Germania nazista decise di emigrare in Francia, a Parigi, dove continuò a scrivere e dove morì nel 1939. Di Roth la Newton Compton ha pubblicato La Cripta dei Cappuccini, La leggenda del santo bevitore e Fuga senza fine, La Marcia di Radetzky e Giobbe.

(source: Bol.com)

Il marchio di Giuda: Un’avventura della Sigma Force

«I libri della Sigma Force sono il massimo della letteratura di intrattenimento.»The New York Times«I protagonisti della Sigma Force sono grandiosi come i romanzi di questa serie imperdibile.»Publisher WeeklyUn’avventura della Sigma Force Vol. 4Una giovane donna irrompe nella casa di Grayson Pierce, agente segreto della Sigma, e sviene tra le sue braccia. Sconcertato, lui la riconosce all’istante: è Seichan, membro di spicco di una potente organizzazione terroristica. La donna è gravemente ferita e ha con sé un oggetto piccolo ma prezioso: un obelisco di pietra su cui sono incisi simboli di una lingua antichissima, addirittura antecedente ai geroglifici. Cosa significano quei segni? E chi vuole uccidere Seichan? In un’isola sperduta dell’arcipelago indonesiano, si diffonde un’epidemia devastante, che costringe le autorità sanitarie a requisire una lussuosa nave da crociera, in modo da isolare gli uomini e le donne contagiati da un virus letale e sconosciuto. Tuttavia, soltanto poche ore dopo, alcuni pirati abbordano la nave e, ignorando il ricchissimo bottino, concentrano invece la loro attenzione sugli individui infetti e sugli scienziati che stanno investigando sull’accaduto, tra i quali ci sono Lisa Cummings e Monk Kokkalis, agenti della Sigma. Perché quell’epidemia è così importante? E in quale modo è legata all’enigmatico obelisco e al misterioso viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, mai raccontato nel Milione? Da Washington al Sud-est asiatico, dal Vaticano a Istanbul, gli agenti della Sigma sono gli unici a poter scongiurare una minaccia che la Storia sembrava aver cancellato per sempre. Ma non potranno fidarsi di nessuno, perché chiunque, amico o nemico, potrebbe avere in sé il marchio di Giuda.