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Quella vacca di Nonna Papera

“Quella vacca di nonna Papera” è una raccolta di soliloqui di Claudio Bisio che fa rivivere la comicità surreale dell’artista. Dopo il debutto sul palcoscenico nel 1981 con la compagnia Teatro dell’Elfo Bisio ha recitato sul grande schermo in film come “Mediterraneo”, “Sud”, “Turnè”, “Asini”. È il presentatore della trasmissione televisiva Zelig.
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Quell’appuntamento segreto a Parigi

«Un romanzo emozionante sull’amore e sulle vie sbagliate che può prendere la vita. Magnifico!» Delmenhorster Kreisblatt Parigi, 1928: Vianne sogna di diventare una botanica e di lavorare nel prestigioso Jardin des Plantes di Parigi. Quando a un certo punto s’innamora di un pittore emergente, David Marlowe Scott, e si immerge con lui nell’abbagliante atmosfera bohémienne frequentata dall’avanguardia francese, la fortuna sembra sorriderle. Non solo diventa la musa di David, ma conosce anche quello che presto sarebbe diventato il direttore dell’Istituto botanico, che è in cerca di un’assistente. Vianne viene assunta, realizzando così il suo sogno. L’arrivo della guerra, però, porterà distruzione non solo nella vita di una nazione, ma anche in quella privata di Vianne e David… Molti decenni dopo, Marlène è a Parigi, per festeggiare con Jean-Louis l’anniversario di matrimonio. Si trova al Museo d’Orsay quando s’imbatte in un dipinto, Dopo il ballo, di David Marlowe, in cui è ritratta una donna che le assomiglia come una goccia d’acqua. Chi è quella donna? Marlène cerca di far luce sulla sua identità, fino a scoprire la storia di Vianne, il suo legame con lei e un passato che nessuno le ha mai raccontato… Commovente, sensuale e appassionante: la storia di due donne dall’incredibile forza, sullo sfondo di una Parigi sorprendente «Caroline Bernard racconta, riuscendo ad accarezzare il lettore, come l’amore possa rappresentare una nuova speranza.» NDR.de «Un romanzo appassionante, che descrive Parigi e le sue atmosfere in modo dettagliato.» SHZ.de Caroline BernardÈ una studiosa di Letteratura, nata ad Amburgo nel 1961. Prima della laurea ha fatto un viaggio a Parigi e si è innamorata della città. Sono seguiti soggiorni più lunghi come ragazza alla pari, o grazie a borse di studio. Non riuscirebbe a vivere senza trascorrere del tempo a Parigi, in Provenza o in Normandia. Quell’appuntamento segreto a Parigi è il suo primo romanzo.

Quel maledetto giorno di Carnevale: sedicesima indagine del commissario Martini

Il cadavere di una giovane donna, sposata a un Procuratore del Re, viene scoperto in una garçonniere nei pressi di piazza Vittorio Veneto. L’uomo condannato per l’omicidio, a due anni dalla sentenza, chiede al commissario Andrea Martini di riaprire il suo caso. Martini indaga in quel mondo torinese, regno dell’eleganza e del lusso, tra ricche signore, stilisti, bellissime modelle e sartine. Deve tornare indietro nel tempo, al giorno del delitto, un giorno di carnevale con la sfilata dei carri allegorici in via Po.

Quel giorno sulla luna

Come un bambino curioso la scienza va avanti, scopre cose che non sapevamo, provoca cose che non immaginavamo: ma come un bambino incosciente non si chiede mai se ciò che fa è bene o è male. Dove ci porterà questo andare?” Così Oriana Fallaci a Wernher von Braun, considerato uno dei capostipiti del programma spaziale americano. Sono gli anni Sessanta del secolo scorso e la grande scrittrice e giornalista, fin da bambina lettrice appassionata dei capolavori di Jules Verne ed estimatrice da adulta dell’opera di un maestro della fantascienza come Ray Bradbury, si avvicina all’avventura nello spazio affascinata dagli scenari che il futuro preannuncia. Per comprendere a fondo l’esplorazione dell’universo, lo sbarco del primo uomo sulla Luna, la vita nel cosmo, non esita a partire per gli Stati Uniti, inviata da “L’Europeo”, e a trascorrere lunghi periodi nel centro della NASA a Houston e nella base di Cape Kennedy. “Quel giorno sulla Luna” racconta la sua esperienza: Oriana incontra gli astronauti, condivide la loro preparazione, segue i dettagli tecnici, discute con gli scienziati e i medici, espone i propri dubbi, sottolinea i rischi e rivela, anche con spirito critico, le difficoltà. Il materiale che raccoglie è sorprendente per ricchezza e completezza documentativa, per varietà di voci e punti di vista. Nel momento in cui il missile Saturno V si solleva, prevale l’emozione di poter vivere in diretta un avvenimento straordinario.

Quel che rimane

La scomparsa di due giovani fidanzati e la scoperta, mesi dopo, dei loro cadaveri decomposti in un bosco fa sorgere nuovi interrogativi su una serie di misteriosi omicidi in cui sono state coinvolte, in circostanze simili, altre quattro coppie. Quel che rimane sono soltanto i loro corpi scheletrici e qualche frammento degli abiti: impossibile determinare la vera causa del decesso. Ma Kay Scarpetta, capo dell’ufficio di medicina legale di Richmond, raccoglie la sfida, ritrovandosi coinvolta in un’inchiesta che apre altre, inquietanti prospettive. Non è solo per il fatto che la madre di una delle ultime vittime è un’importante figura politica, consigliere del Presidente per i problemi legati al traffico della droga. C’è di mezzo anche l’Fbi, che si sta occupando del caso ma inquina le prove, e una giornalista del ”Washington Post” che sembra al corrente di numerosi, forse troppi, segreti. In mano, Kay non ha che un indizio: il fante di cuori con cui l’assassino firma i suoi delitti. Per il resto, dovrà fare affidamento solo sulle sue capacità investigative…
(source: Bol.com)

Quattro etti d’amore, grazie

Quasi ogni giorno Erica e Tea s’incrociano tra gli scaffali di un supermercato.
Erica ha un posto in banca, un marito devoto, una madre stralunata, un gruppo di ex compagni di classe su facebook, due figli.
Tea è la protagonista della serie tv di culto ”Testa o Cuore”, ha un passato complesso, un marito fascinoso e manipolatore.
Erica fa la spesa di una madre di famiglia, Tea non va oltre gli yogurt light. Erica osserva il carrello di Tea e sogna: sogna la libertà di una donna bambina, senza responsabilità, la leggerezza di un corpo fantastico, la passione di un amore proibito. Certo non immaginerebbe mai di essere un mito per il suo mito, un ideale per il suo ideale.
Invece per Tea lo è: di Erica non conosce nemmeno il nome e l’ha ribattezzata ”signora Cunningham”. Nelle sue abitudini coglie la promessa di una pace che a lei pare negata, è convinta sia un punto di riferimento per se stessa e per gli altri, proprio come la madre impeccabile di ”Happy Days”.
Le due donne, in un continuo gioco di equivoci e di proiezioni, si spiano la spesa, si contemplano a vicenda: ma l’appello all’esistenza dell’altra diventa soprattutto l’occasione per guardare in faccia le proprie scelte e non confonderle con il destino. Che comunque irrompe, strisciante prima, deflagrante poi, nelle case di entrambe.
Sotto la lente divertita e sensibile della scrittura di Chiara Gamberale, sempre capace di rivelare dettagli decisivi, ecco così le lusinghe del tradimento e del sottile ma fondamentale confine tra fuga e ricerca. Accanto a Erica e Tea, infatti, i loro uomini: i due mariti, un ex compagno di classe romantico e cinefilo, uno struggente personal trainer, un attore omosessuale in incognito, un fratello ricoverato in una clinica senza nome.
Tutti in fuga o forse alla ricerca, proprio come Erica e Tea. Tutti convinti che la soluzione sia comunque altrove. Sullo schermo della tv, di un cinema, sul palco di un teatro, su un social network, in un’isola esotica, negli psicofarmaci, in un’altra ricetta, un’altra camera da letto.
Perché vera protagonista di questo romanzo è l’insoddisfazione personale, e le possibilità che l’amore ha e non ha per metterla a tacere, o quantomeno contenerla.
(source: Bol.com)

Quattro dopo mezzanotte

Passata la mezzanotte, il tempo e la realtà subiscono strane, inquietanti trasformazioni… Che cosa accade all’osservatore terrorizzato quando cade la barriera che separa la realtà dall’irrealtà? Stephen King avanza terrificanti risposte in questa raccolta di racconti dal suggestivo potere ipnotico. Scandita dal ticchettio dell’orologio, una lettura da brivido.

Le quattro casalinghe di Tokyo

La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nellingresso di casa, davanti alla faccia insopportabilmente insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e lha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito nella carne. È stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato allindietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nellaria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così, un infelice che beve e gioca, non si cura dei figli, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere! Le gambe abbandonate storte sul pavimento di cemento dellingresso, accasciato sulla soglia, la testa tutta girata, Kenji, a un certo punto, non si è mosso più. Yaoyoi gli ha messo allora una mano sul collo per sentire le pulsazioni. Niente. Sul davanti dei pantaloni ha visto una macchia bagnata. E ha riso, stupefatta della forza furiosa, della crudeltà di cui era stata capace. Ha riso anche quando Masako e Yoshie, le fedeli amiche, lhanno aiutata trasportando il cadavere a casa di Masako, tagliandolo a pezzetti e gettando poi i resti in vari bidoni dimmondizia. Straordinario thriller che ha per protagoniste quattro amiche (la dolce e graziosa Yayoi, l intelligente e coraggiosa Masako, Yoshie, la madre angariata da una figlia capricciosa e da una suocera invalida, Kuniko, la trentenne derubata dal marito e minacciata da un usuraio) che si conoscono in una puzzolente fabbrica di cibi precotti e che scoprono insieme il gusto della rivolta e il fascino e il business del crimine, Le quattro casalinghe di Tokyo, come accade spesso nei buoni romanzi polizieschi, illumina ciò che accade in un mondo in cui la tradizione si rompe come la pazienza di Yaoyoi: improvvisamente come un filo.

(source: Bol.com)

I quattro cantoni

“I quattro cantoni”, pubblicato nel 1952, inizia con una situazione insolita: un’affascinante sconosciuta offre 350 dollari ad Archie Goodwin, il fedele aiutante di Nero Wolfe, per poter essere ospitata presso l’abitazione del detective, senza fornire alcuna spiegazione. Si tratta in realtà di una giovane ereditiera che, come regalo di compleanno, sta per ricevere un lascito di ben otto milioni di dollari. Peccato che non riesca ad arrivare viva fino al giorno fatidico. E peccato che, quando si scopre il suo cadavere, i sospetti di omicidio si concentrino proprio su Archie. La sua unica speranza di cavarsela è quella di ricorrere al fiuto del suo infallibile principale.

Quasi per caso una donna. Cristina di Svezia

Colta e ribelle, ammirata e avversata, imprevedibile e coraggiosa. L’ultima eroina narrata da Dario Fo è una «regina impossibile»: Cristina di Svezia. Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne. Si circonderà di filosofi e artisti, da Cartesio a Pascal a Molière. Lasciato il trono di Svezia si convertirà al cattolicesimo per trasferirsi a Roma, dove darà vita al movimento artistico che, alla sua morte, nel 1689, porterà alla fondazione dell’Accademia dell’Arcadia. Dario Fo, dopo “La figlia del papa”, si dedica a un’altra grande figura femminile, una donna emancipata, che ha molto da raccontare al mondo di oggi. Fo le dà voce esaminando i testi storici, osservando i dipinti che la ritraggono, riprendendo le cronache dell’epoca, e soprattutto immaginandola, per farla rivivere in tutta la sua straordinaria unicità: indipendente e insofferente a ogni vincolo, in piena sintonia con la sua stessa, vulcanica vita.
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Quarto: uccidi il padre e la madre

Dal 13 al 19 i numeri cardinali inglesi finiscono per teen (thirteen, fourteen, ecc.) e di qui viene la parola teen-ager, che designa il gruppo migliore, più attivo, più impegnato e responsabile dell’umanità. Dopo i teen-agers vengono coloro che pur non essendo più nei loro teens, sono ancora nei loro twenties, non hanno cioè superato i 29 anni, e vanno quindi considerati, se non più con totale ammirazione, perlomeno con profondo rispetto. A entrambi questi gruppi si applica, logicamente, la Carta dei Diritti dell’uomo, mentre ai due gruppi successivi (per gli individui cioè che sono nei loro thirties e nei loro forties) si applica quella dei Doveri. Ma dopo il 49°, massimo 55° anno di età? Che fare di questi gerryes (dal greco geron, vecchio) improduttivi e rompiballe? Quale carta applicargli se non quella del Forno Crematorio ?
Copertina di Karel Thole

Il quarto uomo

Kuwait, 1991. Una scatola piena di diamanti tra le macerie di un convoglio saltato in aria. Per uno come lui, che da anni combatte come mercenario, è un sogno diventato realtà. Presto lui e i suoi due compagni potranno farla finita con quella vita. Almeno così crede, finché non rimane ferito in un violento scontro a fuoco e gli altri si danno alla fuga, lasciandolo a morire nel deserto…
Colonia, alcuni anni dopo. C’è qualcosa di strano in Simon Bathge, Vera lo ha intuito subito. Non è il solito marito geloso che vuole assumere un detective per provare l’infedeltà della moglie. Bathge ha paura. Ha bisogno di rintracciare un suo vecchio «amico», Andreas Marmann, ed è disposto a pagare qualsiasi cifra perché Vera lo trovi. Prima che sia Marmann a trovare lui…
Colonia. In un appartamento poco lontano dal centro viene rinvenuto un cadavere. Da un primo esame, è evidente che l’uomo è stato torturato a lungo da un professionista. Non ci sono impronte né tracce di DNA, niente. L’unico indizio è una vecchia foto della vittima scattata durante la guerra del Golfo, in cui posa davanti a una jeep insieme con altri due commilitoni…
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### Sinossi
Kuwait, 1991. Una scatola piena di diamanti tra le macerie di un convoglio saltato in aria. Per uno come lui, che da anni combatte come mercenario, è un sogno diventato realtà. Presto lui e i suoi due compagni potranno farla finita con quella vita. Almeno così crede, finché non rimane ferito in un violento scontro a fuoco e gli altri si danno alla fuga, lasciandolo a morire nel deserto…
Colonia, alcuni anni dopo. C’è qualcosa di strano in Simon Bathge, Vera lo ha intuito subito. Non è il solito marito geloso che vuole assumere un detective per provare l’infedeltà della moglie. Bathge ha paura. Ha bisogno di rintracciare un suo vecchio «amico», Andreas Marmann, ed è disposto a pagare qualsiasi cifra perché Vera lo trovi. Prima che sia Marmann a trovare lui…
Colonia. In un appartamento poco lontano dal centro viene rinvenuto un cadavere. Da un primo esame, è evidente che l’uomo è stato torturato a lungo da un professionista. Non ci sono impronte né tracce di DNA, niente. L’unico indizio è una vecchia foto della vittima scattata durante la guerra del Golfo, in cui posa davanti a una jeep insieme con altri due commilitoni…

Il quarto sacrificio

La città di Pechino è sconvolta da una serie di atroci omicidi. Ogni vittima porta al collo un cartello numerato in ordine decrescente. Le vittime hanno in comune solo l’età, cinquant’anni, e la frequentazione, in gioventù, della stessa scuola superiore. L’ultima vittima è stato Yuan Tao, un diplomatico con passaporto americano. Il detective Li Yan con la patologa Margaret Campbell indagano su questi omicidi, e pezzo dopo pezzo i due riescono a svelare i contorni di un atroce mosaico, un dramma sbocciato nel clima di follia e barbarie della Rivoluzione Culturale.

Quarto Reich e altri racconti

Sei racconti che affrontano tutto il campionario della fantascienza. Sei ipotesi tra le quali c’è quella che un vecchio incartapecorito nascosto in Messico, sia davvero Adolf Hitler. Sei esplorazioni, una delle quali ha luogo sul lontano ed enigmatico pianeta dei gusci viventi. Sei previsioni, tra cui quella che i giovani di domani non avranno niente altro da fare che giocare all’autoscontro stradale. Sei avventure, compresa quella che vede due bidonisti interplanetari ricevere l’ordine di uccidersi a vicenda. Sei misteri senza escludere quello, piuttosto raccapricciante, che narra un generale inglese. Sei passaggi, contando anche quello di un uomo che si trova a visitare il «museo» della propria vita. Sei storie ad alto grado d’intrattenimento.
Indice:
Henry Slesar – Quarto Reich (The Rise and Fall of the Fourth Reich)
Carles West Runyon – Il pianeta dei gusci viventi (Once There Were Cows)
Phillis MacLellan – La sconfitta (A Day in the Apotheosis of the Welfare State)
Gary K. Wolf – Freddie & Sal (Doctor Rivet and Supercon Sal)
Sterling E. Lanier – L’isola di Van Ouisthoven (A Father’s Tail)
Robert F. Young – Inventario (Remmants of Things Fast)
Copertina di Karel Thole