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Il pianista muto

In un imprecisato paese sul mare, in Inghilterra, l’infermiera di colore Nadine trova un giovane sui vent’anni in stato confusionale e lo porta nell’ospedale psichiatrico in cui lavora, dove viene assistito. Il misterioso giovane non parla, non scrive, non ha un’identità riconoscibile, ma disegna un pianoforte, e quando viene messo di fronte allo strumento reale, nel “giardino d’inverno” dell’istituto, comincia a suonare meravigliosamente, come non avesse mai fatto altro in vita sua. Tutti i pazienti, i medici e gli infermieri che assistono alla sua esibizione ne restano profondamente colpiti, a partire dallo psichiatra che dirige il centro, il quale ne parla a un collega più anziano e in breve trasforma questo insolito caso clinico in un fenomeno mediatico di massa. La musica suonata dal giovane ha infatti uno straordinario effetto terapeutico, è in grado di “sbloccare” i pazienti dell’istituto, di metterli a confronto con il bene e il male delle loro esperienze vissute; e fra essi, soprattutto il signor Rosenthal, ex deportato nei lager nazisti, che narra la sua vicenda in cui la musica svolge un ruolo essenziale quanto ambiguo e inquietante. Mentre il mondo si interroga sul mistero dell’uomo sorto dal nulla, Nadine cerca in ogni modo di restituirgli il senso della propria esistenza. Ma il segreto che il pianista muto cela in sé è evanescente come la musica in cui egli esprime la realtà insondabile del suo inconscio.
Ispirandosi a un fatto di cronaca, Paola Capriolo ha scritto un romanzo polifonico, ammaliante. Un romanzo maturo e indimenticabile, che segna il ritorno dell’autrice ai grandi temi romantici della sua scrittura.

In un imprecisato paese sul mare, in Inghilterra, l’infermiera di colore Nadine trova un giovane sui vent’anni in stato confusionale e lo porta nell’ospedale psichiatrico in cui lavora, dove viene assistito. Il misterioso giovane non parla, non scrive, non ha un’identità riconoscibile, ma disegna un pianoforte, e quando viene messo di fronte allo strumento reale, nel “giardino d’inverno” dell’istituto, comincia a suonare meravigliosamente, come non avesse mai fatto altro in vita sua. Tutti i pazienti, i medici e gli infermieri che assistono alla sua esibizione ne restano profondamente colpiti, a partire dallo psichiatra che dirige il centro, il quale ne parla a un collega più anziano e in breve trasforma questo insolito caso clinico in un fenomeno mediatico di massa. La musica suonata dal giovane ha infatti uno straordinario effetto terapeutico, è in grado di “sbloccare” i pazienti dell’istituto, di metterli a confronto con il bene e il male delle loro esperienze vissute; e fra essi, soprattutto il signor Rosenthal, ex deportato nei lager nazisti, che narra la sua vicenda in cui la musica svolge un ruolo essenziale quanto ambiguo e inquietante. Mentre il mondo si interroga sul mistero dell’uomo sorto dal nulla, Nadine cerca in ogni modo di restituirgli il senso della propria esistenza. Ma il segreto che il pianista muto cela in sé è evanescente come la musica in cui egli esprime la realtà insondabile del suo inconscio.
Ispirandosi a un fatto di cronaca, Paola Capriolo ha scritto un romanzo polifonico, ammaliante. Un romanzo maturo e indimenticabile, che segna il ritorno dell’autrice ai grandi temi romantici della sua scrittura.

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Il Piacere Nella Seduzione

Tutto era cominciato in una chat…
Milla Easterbrook si sentiva sola e insofferente in quella calda notte di venerdì, così decise di andare su un sito per single di cui le aveva parlato una sua amica. Ma non si sarebbe mai aspettata che tutte le sue fantasie sessuali sarebbero diventate realtá quella notte.
Blake Armstrong sentì un desiderio prorompente quando vide la ragazza dai capelli rossi e gli occhi innocenti sullo schermo. Voleva averla, possederla e, soprattutto, addestrarla per dargli piacere. Per Blake, era solo questione di tempo prima che Milla diventasse la sua nuova amante.
SIETE PRONTI?
Romance – racconto
ATTENZIONE: Questa è una storia fatta per essere VELOCE, FACILE e SEXY.
Leggi se amate leggere le storie veloci e facili. **
### Sinossi
Tutto era cominciato in una chat…
Milla Easterbrook si sentiva sola e insofferente in quella calda notte di venerdì, così decise di andare su un sito per single di cui le aveva parlato una sua amica. Ma non si sarebbe mai aspettata che tutte le sue fantasie sessuali sarebbero diventate realtá quella notte.
Blake Armstrong sentì un desiderio prorompente quando vide la ragazza dai capelli rossi e gli occhi innocenti sullo schermo. Voleva averla, possederla e, soprattutto, addestrarla per dargli piacere. Per Blake, era solo questione di tempo prima che Milla diventasse la sua nuova amante.
SIETE PRONTI?
Romance – racconto
ATTENZIONE: Questa è una storia fatta per essere VELOCE, FACILE e SEXY.
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Tutto era cominciato in una chat…
Milla Easterbrook si sentiva sola e insofferente in quella calda notte di venerdì, così decise di andare su un sito per single di cui le aveva parlato una sua amica. Ma non si sarebbe mai aspettata che tutte le sue fantasie sessuali sarebbero diventate realtá quella notte.
Blake Armstrong sentì un desiderio prorompente quando vide la ragazza dai capelli rossi e gli occhi innocenti sullo schermo. Voleva averla, possederla e, soprattutto, addestrarla per dargli piacere. Per Blake, era solo questione di tempo prima che Milla diventasse la sua nuova amante.
SIETE PRONTI?
Romance – racconto
ATTENZIONE: Questa è una storia fatta per essere VELOCE, FACILE e SEXY.
Leggi se amate leggere le storie veloci e facili. **
### Sinossi
Tutto era cominciato in una chat…
Milla Easterbrook si sentiva sola e insofferente in quella calda notte di venerdì, così decise di andare su un sito per single di cui le aveva parlato una sua amica. Ma non si sarebbe mai aspettata che tutte le sue fantasie sessuali sarebbero diventate realtá quella notte.
Blake Armstrong sentì un desiderio prorompente quando vide la ragazza dai capelli rossi e gli occhi innocenti sullo schermo. Voleva averla, possederla e, soprattutto, addestrarla per dargli piacere. Per Blake, era solo questione di tempo prima che Milla diventasse la sua nuova amante.
SIETE PRONTI?
Romance – racconto
ATTENZIONE: Questa è una storia fatta per essere VELOCE, FACILE e SEXY.
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Il Piacere Mancato

«Il piacere è l’unica cosa su cui valga la pena di avere una teoria».
**Oscar Wilde**
Cosa rimane del sesso dopo la rivoluzione sessuale? E quali sono le conseguenze dell’uso di nuove tecnologie e social network sulla vita intima delle persone? La prima è una risposta paradossale: la fine dei tabù, l’affermazione del diritto alla vita sessuale, la disinibizione esibita e la trasgressione istituzionalizzata si sono tradotte in un impoverimento del desiderio e della sessualità all’interno come al di fuori della coppia. La seconda è che le persone (e non si tratta solo di giovani e giovanissimi) appaiono sempre più attratte dal cybersesso, che si tratti della fruizione della pornografia online oppure delle chat di incontri virtuali, incontri che possono tradursi nella realtà ma difficilmente sfociano in rapporti autenticamente soddisfacenti, anche dal punto di vista sessuale. Questi comportamenti, quando non si risolvono in un ricorso esclusivo al sesso solitario, finiscono per condizionare o minacciare la vita di coppia e la sua sessualità. Dopo aver esaminato nel dettaglio tutte le sfaccettature di questi fenomeni, gli autori ripercorrono una serie di casi concreti di vita sessuale disfunzionale nei quali la Terapia Breve Strategica ha disinnescato meccanismi corporei o mentali che generano ansia, senso di inadeguatezza e persino paura, inibiscono il piacere o ne ostacolano la piena espressione, e ha restituito a chi ne aveva bisogno non solo la sicurezza perduta o mai posseduta, ma anche la pienezza che solo una sessualità felice può regalare a una coppia.

«Il piacere è l’unica cosa su cui valga la pena di avere una teoria».
**Oscar Wilde**
Cosa rimane del sesso dopo la rivoluzione sessuale? E quali sono le conseguenze dell’uso di nuove tecnologie e social network sulla vita intima delle persone? La prima è una risposta paradossale: la fine dei tabù, l’affermazione del diritto alla vita sessuale, la disinibizione esibita e la trasgressione istituzionalizzata si sono tradotte in un impoverimento del desiderio e della sessualità all’interno come al di fuori della coppia. La seconda è che le persone (e non si tratta solo di giovani e giovanissimi) appaiono sempre più attratte dal cybersesso, che si tratti della fruizione della pornografia online oppure delle chat di incontri virtuali, incontri che possono tradursi nella realtà ma difficilmente sfociano in rapporti autenticamente soddisfacenti, anche dal punto di vista sessuale. Questi comportamenti, quando non si risolvono in un ricorso esclusivo al sesso solitario, finiscono per condizionare o minacciare la vita di coppia e la sua sessualità. Dopo aver esaminato nel dettaglio tutte le sfaccettature di questi fenomeni, gli autori ripercorrono una serie di casi concreti di vita sessuale disfunzionale nei quali la Terapia Breve Strategica ha disinnescato meccanismi corporei o mentali che generano ansia, senso di inadeguatezza e persino paura, inibiscono il piacere o ne ostacolano la piena espressione, e ha restituito a chi ne aveva bisogno non solo la sicurezza perduta o mai posseduta, ma anche la pienezza che solo una sessualità felice può regalare a una coppia.

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Il piacere della lettura

Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di “Sesame and Lilies” [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione – “Sur la lecture” [Sulla lettura] – nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverà la sua massima espressione nella “Recherche”. Immergendoci nell’atmosfera incantata delle letture d’infanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro l’innesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profondità cristalline della memoria, che i lettori della “Recherche” non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le più affascinanti che siano state dedicate all’attività di leggere, rappresentano il felice punto d’incontro tra l’approccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: l’impressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, “Journées de lecture”[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su “Le Figaro”, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo all’epoca ancora estremamente raro e d’élite. È un piccolo esempio di scrittura mondana e d’occasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacità affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust. **
### Sinossi
Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di “Sesame and Lilies” [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione – “Sur la lecture” [Sulla lettura] – nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverà la sua massima espressione nella “Recherche”. Immergendoci nell’atmosfera incantata delle letture d’infanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro l’innesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profondità cristalline della memoria, che i lettori della “Recherche” non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le più affascinanti che siano state dedicate all’attività di leggere, rappresentano il felice punto d’incontro tra l’approccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: l’impressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, “Journées de lecture”[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su “Le Figaro”, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo all’epoca ancora estremamente raro e d’élite. È un piccolo esempio di scrittura mondana e d’occasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacità affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust.
### Dalla seconda/terza di copertina
Sulla lettura, pubblicato nel 1905 come prefazione alla traduzione proustiana di Sesamo e i gigli di John Ruskin, è un breve testo in cui Proust, con uno stile ammaliante e ironico, riunisce le sue riflessioni e i suoi ricordi sul piacere della lettura prendendo le distanze dal pensiero di Ruskin, secondo il quale la lettura poteva essere paragonata a una conversazione con i grandi uomini del passato. «[…] la lettura, contrariamente a quanto pensava Ruskin sulla scia degli autori classici, non è conversazione tra due individui, durante la quale l’io tenderebbe a disperdersi e scomparire, ma più propriamente una comunicazione in seno alla solitudine, nella quale Proust vede un lavoro più proficuo tra io superficiale e io profondo; perché la lettura non è altro che un passaggio, una porta, per accedere alla e non consistere nella propria vita spirituale […]»

Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di “Sesame and Lilies” [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione – “Sur la lecture” [Sulla lettura] – nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverà la sua massima espressione nella “Recherche”. Immergendoci nell’atmosfera incantata delle letture d’infanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro l’innesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profondità cristalline della memoria, che i lettori della “Recherche” non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le più affascinanti che siano state dedicate all’attività di leggere, rappresentano il felice punto d’incontro tra l’approccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: l’impressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, “Journées de lecture”[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su “Le Figaro”, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo all’epoca ancora estremamente raro e d’élite. È un piccolo esempio di scrittura mondana e d’occasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacità affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust. **
### Sinossi
Nel 1906 esce in Francia la traduzione proustiana di “Sesame and Lilies” [Sesamo e gigli] di John Ruskin, accompagnata da una prefazione – “Sur la lecture” [Sulla lettura] – nella quale Proust, prendendo le distanze dalle teorie del critico inglese, in una sapiente alternanza di parti narrative e parti saggistiche, rende presente la sua idea di lettura, offrendoci un primo assaggio di quel peculiare stile di scrittura che troverà la sua massima espressione nella “Recherche”. Immergendoci nell’atmosfera incantata delle letture d’infanzia, Proust ci fa partecipi della sua poetica che vede nel libro l’innesco di un percorso creativo individuale, un principio di autonomia nella vita spirituale del singolo. Al contempo, il ricordo dei momenti felici trascorsi in compagnia di un libro amato fa riaffiorare come un magico filo dipanato a ritroso luoghi, persone, oggetti, situazioni sepolti nelle profondità cristalline della memoria, che i lettori della “Recherche” non tarderanno a riconoscere. Queste pagine, tra le più affascinanti che siano state dedicate all’attività di leggere, rappresentano il felice punto d’incontro tra l’approccio alla lettura di un grande scrittore e le sensazioni che, in quanto lettori, conosciamo bene: l’impressione trasognata, quasi irreale, con cui si emerge dal viaggio sul posto compiuto attraverso le parole di un libro. Le presentiamo al lettore italiano insieme a un articolo, “Journées de lecture”[Giornate di lettura], pubblicato il 20 marzo del 1907 su “Le Figaro”, dove, a dispetto del titolo, è un altro il magico oggetto in grado di evocare presenze e atmosfere assenti: il telefono, dispositivo all’epoca ancora estremamente raro e d’élite. È un piccolo esempio di scrittura mondana e d’occasione, un divertissement nel quale, tuttavia, traluce la capacità affabulatoria, ironica e ammaliante del primo Proust.
### Dalla seconda/terza di copertina
Sulla lettura, pubblicato nel 1905 come prefazione alla traduzione proustiana di Sesamo e i gigli di John Ruskin, è un breve testo in cui Proust, con uno stile ammaliante e ironico, riunisce le sue riflessioni e i suoi ricordi sul piacere della lettura prendendo le distanze dal pensiero di Ruskin, secondo il quale la lettura poteva essere paragonata a una conversazione con i grandi uomini del passato. «[…] la lettura, contrariamente a quanto pensava Ruskin sulla scia degli autori classici, non è conversazione tra due individui, durante la quale l’io tenderebbe a disperdersi e scomparire, ma più propriamente una comunicazione in seno alla solitudine, nella quale Proust vede un lavoro più proficuo tra io superficiale e io profondo; perché la lettura non è altro che un passaggio, una porta, per accedere alla e non consistere nella propria vita spirituale […]»

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Il Pericolo Di Un’unica Storia

«Quando rifiutiamo l’unica storia, quando ci rendiamo conto che non c’è mai un’unica storia per nessun luogo, riconquistiamo una sorta di paradiso». Cosí si esprime Chimamanda Ngozi Adichie in questo mirabile testo, che riprende la sua prima celebre conferenza TED del 2009. È un libro di estrema universalità e attualità. Riguarda il rischio che corriamo ogni volta che semplifichiamo, vedendo la realtà attraverso un unico punto di vista. Adichie racconta cosí come ha trovato la sua autentica voce culturale. È particolarmente interessante il sovrapporsi di due piani diversi: quello della poetica dello scrittore (la voce che lo scrittore deve trovare); e quello civile e politico: il pericolo di un’unica storia è il pericolo dell’appiattimento culturale, di una visione identitaria che cancella culture e punti di vista alternativi. «Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie si possono usare anche per dare forza e umanizzare. Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata». **
### Sinossi
«Quando rifiutiamo l’unica storia, quando ci rendiamo conto che non c’è mai un’unica storia per nessun luogo, riconquistiamo una sorta di paradiso». Cosí si esprime Chimamanda Ngozi Adichie in questo mirabile testo, che riprende la sua prima celebre conferenza TED del 2009. È un libro di estrema universalità e attualità. Riguarda il rischio che corriamo ogni volta che semplifichiamo, vedendo la realtà attraverso un unico punto di vista. Adichie racconta cosí come ha trovato la sua autentica voce culturale. È particolarmente interessante il sovrapporsi di due piani diversi: quello della poetica dello scrittore (la voce che lo scrittore deve trovare); e quello civile e politico: il pericolo di un’unica storia è il pericolo dell’appiattimento culturale, di una visione identitaria che cancella culture e punti di vista alternativi. «Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie si possono usare anche per dare forza e umanizzare. Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata».

«Quando rifiutiamo l’unica storia, quando ci rendiamo conto che non c’è mai un’unica storia per nessun luogo, riconquistiamo una sorta di paradiso». Cosí si esprime Chimamanda Ngozi Adichie in questo mirabile testo, che riprende la sua prima celebre conferenza TED del 2009. È un libro di estrema universalità e attualità. Riguarda il rischio che corriamo ogni volta che semplifichiamo, vedendo la realtà attraverso un unico punto di vista. Adichie racconta cosí come ha trovato la sua autentica voce culturale. È particolarmente interessante il sovrapporsi di due piani diversi: quello della poetica dello scrittore (la voce che lo scrittore deve trovare); e quello civile e politico: il pericolo di un’unica storia è il pericolo dell’appiattimento culturale, di una visione identitaria che cancella culture e punti di vista alternativi. «Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie si possono usare anche per dare forza e umanizzare. Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata». **
### Sinossi
«Quando rifiutiamo l’unica storia, quando ci rendiamo conto che non c’è mai un’unica storia per nessun luogo, riconquistiamo una sorta di paradiso». Cosí si esprime Chimamanda Ngozi Adichie in questo mirabile testo, che riprende la sua prima celebre conferenza TED del 2009. È un libro di estrema universalità e attualità. Riguarda il rischio che corriamo ogni volta che semplifichiamo, vedendo la realtà attraverso un unico punto di vista. Adichie racconta cosí come ha trovato la sua autentica voce culturale. È particolarmente interessante il sovrapporsi di due piani diversi: quello della poetica dello scrittore (la voce che lo scrittore deve trovare); e quello civile e politico: il pericolo di un’unica storia è il pericolo dell’appiattimento culturale, di una visione identitaria che cancella culture e punti di vista alternativi. «Molte storie sono importanti. Le storie sono state usate per espropriare e per diffamare. Ma le storie si possono usare anche per dare forza e umanizzare. Le storie possono spezzare la dignità di un popolo. Ma le storie possono anche riparare quella dignità spezzata».

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Il patrono delle Arti

Prassitele usava lo scalpello per le sue statue. Lo strumento di Mike Cilento è invece il sensatron, un cubo a facce tridimensionali. Le sue creazioni artistiche sono il risultato del convergere di una tecnologia fantastica con un vero e proprio culto dell’erotismo. Proprio l’erotismo, d’altra parte, sembra ormai diventato l’unico rifugio possibile in un mondo sovrappopolato e ai limiti della carestia cronica. Un giorno Mike scompare. E con lui scompare Madelon, la bella moglie di Brian Thorne, un multimiliardario play boy per noia e talent scout per vocazione. Unica traccia il sensatron di Mike… Le ricerche della coppia scomparsa non approdano a nulla e Mike, «per dimenticare», pianta gli affari e vola su Marte. Qui non solo incontra la «principessa» Nova, ma anche una sequela di guai a non finire. Brian, una sorta di sintesi futura fra Casanova e Lorenzo il Magnifico, è costretto ad emulare James Bond: affronterà sicari, liquiderà il suo impero finanziario, sarà salvato dal Palazzo delle Stelle e inciamperà in un misterioso affresco marziano. La vicenda passa dalle cadenze lente e sensuali di un balletto ai ritmi concitati del miglior romanzo d’azione, col respiro delle più fortunate space opera della fantascienza. La meta finale di Brian e Nova diventa l’Eden misterioso in cui sono finiti Mike e Madelon. E la chiave per aprire il cancello dell’Eden sta forse nella dimenticata saggezza della scomparsa civiltà di Marte.

Prassitele usava lo scalpello per le sue statue. Lo strumento di Mike Cilento è invece il sensatron, un cubo a facce tridimensionali. Le sue creazioni artistiche sono il risultato del convergere di una tecnologia fantastica con un vero e proprio culto dell’erotismo. Proprio l’erotismo, d’altra parte, sembra ormai diventato l’unico rifugio possibile in un mondo sovrappopolato e ai limiti della carestia cronica. Un giorno Mike scompare. E con lui scompare Madelon, la bella moglie di Brian Thorne, un multimiliardario play boy per noia e talent scout per vocazione. Unica traccia il sensatron di Mike… Le ricerche della coppia scomparsa non approdano a nulla e Mike, «per dimenticare», pianta gli affari e vola su Marte. Qui non solo incontra la «principessa» Nova, ma anche una sequela di guai a non finire. Brian, una sorta di sintesi futura fra Casanova e Lorenzo il Magnifico, è costretto ad emulare James Bond: affronterà sicari, liquiderà il suo impero finanziario, sarà salvato dal Palazzo delle Stelle e inciamperà in un misterioso affresco marziano. La vicenda passa dalle cadenze lente e sensuali di un balletto ai ritmi concitati del miglior romanzo d’azione, col respiro delle più fortunate space opera della fantascienza. La meta finale di Brian e Nova diventa l’Eden misterioso in cui sono finiti Mike e Madelon. E la chiave per aprire il cancello dell’Eden sta forse nella dimenticata saggezza della scomparsa civiltà di Marte.

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Il Passato Non Muore

Una donna viene trovata morta nel proprio appartamento in via Prima Cappella, ai piedi del Sacro Monte. Si tratta di Milva Rossi, psichiatra. A rinvenire il corpo, Susanna, la figlia di quattordici anni. La donna ha la gola squarciata. L’assassino non ha lasciato tracce, tranne una propria fugace apparizione davanti alla telecamera del condominio: si tratta di una donna dai capelli lunghi e scuri. È l’unico indizio per la polizia che comincia a indagare. Da questo momento ha inizio la caccia al killer che vede scendere in prima linea il P.M. Elena Macchi, affiancata dal commissario Auteri e dal vicecommissario Pozzi. Si indaga nella cerchia delle amicizie e dei colleghi di lavoro della vittima, nonché nella vita dell’ex marito e della sua nuova compagna. È in questa occasione che Elena Macchi conosce Athena Bini, giovane psicologa, nonché ex allieva della vittima. Athena prende in carico Susanna e la segue nel suo percorso di psicoterapia, per aiutarla a superare il trauma della morte della madre. Mentre la polizia brancola nel buio, un altro omicidio sconvolge la tranquillità della provincia di Varese. Le indagini portano ancora alla misteriosa donna dai capelli neri. Ulteriori ricerche conducono Elena Macchi nel borgo di Castiglione Olona, dove il dottor Del Fante la attende per parlare della sua collaborazione con la collega Rossi. Si fa strada così l’ipotesi che la donna dai capelli neri possa essere un’ex paziente della prima vittima e che abbia agito per vendetta. Ma la catena degli omicidi pare non doversi fermare. La situazione è forse sfuggita di mano alla killer oppure è lei stessa vittima della propria inarrestabile follia? Sarà un incontro casuale, collegato a un particolare all’apparenza insignificante, a far scattare nella mente della Macchi un flash: all’improvviso tutto per lei diventerà chiaro. Le indagini prenderanno una piega precisa, conducendo il magistrato alla soluzione del caso.
**Laura Veroni** risiede a Varese, città in cui è nata il 14 aprile del 1963. Insegnante di Lettere, ha frequentato il Liceo Classico Cairoli e si è laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano. Ha vinto il premio migliore scrittura femminile al concorso GialloStresa 2013 con il racconto *La Chiesa*. È stata finalista al GialloStresa 2014, col racconto *Il* *vicino* , al Premio Verbania for Women 2015, col racconto *Le* *pagine sepolte* , finalista al Premio Verbania for Women 2016 col racconto *Lena* e vincitrice del concorso CARTOLINE DI NATALE 2013 indetto da Meme Publisher col racconto *Un* *fottuto Natale.* Si è classificata seconda al concorso Letture da Metropolitana col racconto *Ultima fermata San Babila*. Ha pubblicato: *I ricordi di Lalla* (Lulu.com), *Volevo solo* *essere felice,* (Lulu.com), *Thanatos* (ilmiolibro.it), *Lettera ad* *uno psichiatra* (saggio, Lulu.com), *Tema, che passione!* (testo didattico, Lulu.com), *La Chiesa* (racconto edito da Eclissi, contenuto nell’antologia *Giallolago* ), *L’albergo* (racconto contenuto nell’antologia *Delitti di Lago* , edito da Morellini) *Delirium* , (racconto contenuto nell’antologia *Nudi e Crudi* , edito da Eclissi), *Un fottuto Natale* (contenuto nell’antologia *Cartoline di Natale* , edito da Meme Publishers, pubblicazione e-book dicembre 2014), *Ultima fermata San Babila* (racconto pubblicato da Letture da Metropolitana). Altri racconti pubblicati da Autodafé Edizioni: *Achsa* , in *Messaggi di Capodanno* pubblicazione e-book (marzo 2014), *Splendido Splendente* , in *Sincerità* pubblicazione e-book (maggio 2014), *Finché* *morte non vi separi,* in *Stalking* pubblicazione e-book (giugno 2014), *Io sono Maddalena e non perdono* , in *I fuorilegge* , pubblicazione e-book (luglio 2014), *L’attesa* , in *Rottami* , pubblicazione e-book (agosto 2014), *La prospettiva del futuro* , in *Lavorare stanca* , pubblicazione e-book (gennaio 2015), *Nutrire il Pianeta,* in Milano, Expo 2015 (maggio 2015) e *Una* *brava persona* , in *La mutazione genetica* (maggio 2016). Vincitrice del premio Europa 2018 CATTIVA BAMBINA con il racconto *Tempo scaduto*. Ha collaborato con ThrillerNord. Seconda classificata al Premio Fabrizio Canciani 2019 col racconto *Mal comune* , finalista al concorso Tene Tene con *Cioccolata calda, densa e cremosa. P* er Fratelli Frilli Editori ha pubblicato *I delitti di Varese* (2016), *Varese non aver paura* (2017), *Concerto di morte* (2018) e *Il fantasma di Giada* (2017 collana I Frillini).

Una donna viene trovata morta nel proprio appartamento in via Prima Cappella, ai piedi del Sacro Monte. Si tratta di Milva Rossi, psichiatra. A rinvenire il corpo, Susanna, la figlia di quattordici anni. La donna ha la gola squarciata. L’assassino non ha lasciato tracce, tranne una propria fugace apparizione davanti alla telecamera del condominio: si tratta di una donna dai capelli lunghi e scuri. È l’unico indizio per la polizia che comincia a indagare. Da questo momento ha inizio la caccia al killer che vede scendere in prima linea il P.M. Elena Macchi, affiancata dal commissario Auteri e dal vicecommissario Pozzi. Si indaga nella cerchia delle amicizie e dei colleghi di lavoro della vittima, nonché nella vita dell’ex marito e della sua nuova compagna. È in questa occasione che Elena Macchi conosce Athena Bini, giovane psicologa, nonché ex allieva della vittima. Athena prende in carico Susanna e la segue nel suo percorso di psicoterapia, per aiutarla a superare il trauma della morte della madre. Mentre la polizia brancola nel buio, un altro omicidio sconvolge la tranquillità della provincia di Varese. Le indagini portano ancora alla misteriosa donna dai capelli neri. Ulteriori ricerche conducono Elena Macchi nel borgo di Castiglione Olona, dove il dottor Del Fante la attende per parlare della sua collaborazione con la collega Rossi. Si fa strada così l’ipotesi che la donna dai capelli neri possa essere un’ex paziente della prima vittima e che abbia agito per vendetta. Ma la catena degli omicidi pare non doversi fermare. La situazione è forse sfuggita di mano alla killer oppure è lei stessa vittima della propria inarrestabile follia? Sarà un incontro casuale, collegato a un particolare all’apparenza insignificante, a far scattare nella mente della Macchi un flash: all’improvviso tutto per lei diventerà chiaro. Le indagini prenderanno una piega precisa, conducendo il magistrato alla soluzione del caso.
**Laura Veroni** risiede a Varese, città in cui è nata il 14 aprile del 1963. Insegnante di Lettere, ha frequentato il Liceo Classico Cairoli e si è laureata in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano. Ha vinto il premio migliore scrittura femminile al concorso GialloStresa 2013 con il racconto *La Chiesa*. È stata finalista al GialloStresa 2014, col racconto *Il* *vicino* , al Premio Verbania for Women 2015, col racconto *Le* *pagine sepolte* , finalista al Premio Verbania for Women 2016 col racconto *Lena* e vincitrice del concorso CARTOLINE DI NATALE 2013 indetto da Meme Publisher col racconto *Un* *fottuto Natale.* Si è classificata seconda al concorso Letture da Metropolitana col racconto *Ultima fermata San Babila*. Ha pubblicato: *I ricordi di Lalla* (Lulu.com), *Volevo solo* *essere felice,* (Lulu.com), *Thanatos* (ilmiolibro.it), *Lettera ad* *uno psichiatra* (saggio, Lulu.com), *Tema, che passione!* (testo didattico, Lulu.com), *La Chiesa* (racconto edito da Eclissi, contenuto nell’antologia *Giallolago* ), *L’albergo* (racconto contenuto nell’antologia *Delitti di Lago* , edito da Morellini) *Delirium* , (racconto contenuto nell’antologia *Nudi e Crudi* , edito da Eclissi), *Un fottuto Natale* (contenuto nell’antologia *Cartoline di Natale* , edito da Meme Publishers, pubblicazione e-book dicembre 2014), *Ultima fermata San Babila* (racconto pubblicato da Letture da Metropolitana). Altri racconti pubblicati da Autodafé Edizioni: *Achsa* , in *Messaggi di Capodanno* pubblicazione e-book (marzo 2014), *Splendido Splendente* , in *Sincerità* pubblicazione e-book (maggio 2014), *Finché* *morte non vi separi,* in *Stalking* pubblicazione e-book (giugno 2014), *Io sono Maddalena e non perdono* , in *I fuorilegge* , pubblicazione e-book (luglio 2014), *L’attesa* , in *Rottami* , pubblicazione e-book (agosto 2014), *La prospettiva del futuro* , in *Lavorare stanca* , pubblicazione e-book (gennaio 2015), *Nutrire il Pianeta,* in Milano, Expo 2015 (maggio 2015) e *Una* *brava persona* , in *La mutazione genetica* (maggio 2016). Vincitrice del premio Europa 2018 CATTIVA BAMBINA con il racconto *Tempo scaduto*. Ha collaborato con ThrillerNord. Seconda classificata al Premio Fabrizio Canciani 2019 col racconto *Mal comune* , finalista al concorso Tene Tene con *Cioccolata calda, densa e cremosa. P* er Fratelli Frilli Editori ha pubblicato *I delitti di Varese* (2016), *Varese non aver paura* (2017), *Concerto di morte* (2018) e *Il fantasma di Giada* (2017 collana I Frillini).

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Il Pallido Azzurro Della Rosa Di Carta

Il primo dei cinque romanzi sull’ispettore Mosqueiro è un capolavoro di tensione ed ironia. Un must per tutti gli amanti del noir. Un travestito viene ritrovato morto in un appartamento nel quartiere cinese di Palma di Maiorca, grazie ad una segnalazione anonima al giornale locale. Il detective Celso Mosqueiro, indagando sul caso, si troverà in un complotto internazionale dai molteplici segreti, il cui unico indizio di partenza è una piccola rosa di carta di colore azzurro. Sebbene sia stato scritto più di trenta anni fa, Il pallido azzurro della rosa di carta mantiene intatta la sua freschezza narrativa, grazie ad uno stile coinvolgente e senza fronzoli. Un piccolo capolavoro di tensione, macabra ironia e sorprendenti colpi di scena, che non deluderà gli amanti del genere noir.

Il primo dei cinque romanzi sull’ispettore Mosqueiro è un capolavoro di tensione ed ironia. Un must per tutti gli amanti del noir. Un travestito viene ritrovato morto in un appartamento nel quartiere cinese di Palma di Maiorca, grazie ad una segnalazione anonima al giornale locale. Il detective Celso Mosqueiro, indagando sul caso, si troverà in un complotto internazionale dai molteplici segreti, il cui unico indizio di partenza è una piccola rosa di carta di colore azzurro. Sebbene sia stato scritto più di trenta anni fa, Il pallido azzurro della rosa di carta mantiene intatta la sua freschezza narrativa, grazie ad uno stile coinvolgente e senza fronzoli. Un piccolo capolavoro di tensione, macabra ironia e sorprendenti colpi di scena, che non deluderà gli amanti del genere noir.

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Il Paladino

Sul paese dei Chiyaden si scatena l’orrore: morto il vecchio imperatore, passata la corona nelle mani di un debole erede, non c’è limite alle atrocità e alle ingiustizie commesse dal malefico Ghita, il condottiero che minaccia di distruggere per sempre pace e prosperità di quella terra. Ma sulle montagne si è ritirato, in volontario esilio, qualcuno che potrebbe capovolgere le sorti della situazione (purché accettasse di prendere le armi di nuovo). convincere Shoka a difendere la terra di Chiyaden non sarà semplice, tanto più che il paese degli umani è circondato dal misteriosi regni dei demoni e dei maghi, dei draghi e dei sortilegio. ma al paladino non manca certo il coraggio: non era certo la paura a trattenerlo sulla montagna. Così, una straordinaria coppia di eroi si avanza a cercare vendetta e giustizia in questo nuovo romanzo di C.J. Cherryh, ricco d’azione ma anche di mistero.
Copertina di Oliviero Berni

Sul paese dei Chiyaden si scatena l’orrore: morto il vecchio imperatore, passata la corona nelle mani di un debole erede, non c’è limite alle atrocità e alle ingiustizie commesse dal malefico Ghita, il condottiero che minaccia di distruggere per sempre pace e prosperità di quella terra. Ma sulle montagne si è ritirato, in volontario esilio, qualcuno che potrebbe capovolgere le sorti della situazione (purché accettasse di prendere le armi di nuovo). convincere Shoka a difendere la terra di Chiyaden non sarà semplice, tanto più che il paese degli umani è circondato dal misteriosi regni dei demoni e dei maghi, dei draghi e dei sortilegio. ma al paladino non manca certo il coraggio: non era certo la paura a trattenerlo sulla montagna. Così, una straordinaria coppia di eroi si avanza a cercare vendetta e giustizia in questo nuovo romanzo di C.J. Cherryh, ricco d’azione ma anche di mistero.
Copertina di Oliviero Berni

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Il Paese Mormora

**Una nuova indagine del commissario Berté**
Il Commissario Berté ha bisogno di riposo. Il caso drammatico che ha appena affrontato a Lungariva e la preoccupazione per il suo futuro professionale lo hanno messo a dura prova.
La Marzia lo convince a trascorrere una breve vacanza tra letture, buona cucina e passeggiate a Montenorbo, località della Valcamonica dall’aria salubre e rigeneratrice. Ma, sotto l’apparente tranquillità, serpeggiano nel paese rancori, sospetti, maldicenze e la voglia di fare chiarezza su un passato fosco che ha segnato la vita di alcuni abitanti. Così Berté, a poche ore dal suo arrivo, si trova coinvolto in una vicenda mai risolta.
Molti anni prima, alla morte di una giovane caduta in un crepaccio durante una gita in alta quota con un gruppo di amici, erano seguite quelle di tre dei quattro fratelli Griffi, figli di un ricco imprenditore poco amato in paese. Molte le ipotesi ma nessun indagato, e i fatti erano stati archiviati come accidentali. Inoltre a Montenorbo si mormora che il fratello superstite cerchi da anni un documento d’inestimabile valore, forse un bozzetto di Leonardo, nascosto dal capostipite nella villa di famiglia. Investigando, questa volta senza aiuti tecnologici e senza la sua squadra, Berté viene a contatto con strani personaggi come una veggente col marchio del diavolo, una poetessa che odia gli uomini, un veterinario inquieto e sfuggente.
Le imprevedibili e dolorose realtà che il commissario fa emergere, lasciano molta amarezza e molte ombre perché rimestare nel fango del passato è spesso pericoloso e non sempre la verità che viene alla luce è quella sperata da chi l’ha cercata.

**Una nuova indagine del commissario Berté**
Il Commissario Berté ha bisogno di riposo. Il caso drammatico che ha appena affrontato a Lungariva e la preoccupazione per il suo futuro professionale lo hanno messo a dura prova.
La Marzia lo convince a trascorrere una breve vacanza tra letture, buona cucina e passeggiate a Montenorbo, località della Valcamonica dall’aria salubre e rigeneratrice. Ma, sotto l’apparente tranquillità, serpeggiano nel paese rancori, sospetti, maldicenze e la voglia di fare chiarezza su un passato fosco che ha segnato la vita di alcuni abitanti. Così Berté, a poche ore dal suo arrivo, si trova coinvolto in una vicenda mai risolta.
Molti anni prima, alla morte di una giovane caduta in un crepaccio durante una gita in alta quota con un gruppo di amici, erano seguite quelle di tre dei quattro fratelli Griffi, figli di un ricco imprenditore poco amato in paese. Molte le ipotesi ma nessun indagato, e i fatti erano stati archiviati come accidentali. Inoltre a Montenorbo si mormora che il fratello superstite cerchi da anni un documento d’inestimabile valore, forse un bozzetto di Leonardo, nascosto dal capostipite nella villa di famiglia. Investigando, questa volta senza aiuti tecnologici e senza la sua squadra, Berté viene a contatto con strani personaggi come una veggente col marchio del diavolo, una poetessa che odia gli uomini, un veterinario inquieto e sfuggente.
Le imprevedibili e dolorose realtà che il commissario fa emergere, lasciano molta amarezza e molte ombre perché rimestare nel fango del passato è spesso pericoloso e non sempre la verità che viene alla luce è quella sperata da chi l’ha cercata.

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Il nostro debutto nella vita

Jean vaga nella penombra di un teatro vuoto. Immerso nei suoi ricordi, insegue contorni di visi, echi di voci, suggestioni fallaci che fluttuano nel passato. A guidarlo nella sua ricerca, solo la mappa dai confini imprecisi che la memoria disegna per lui. Rischiarata dalle luci di scena, riemerge allora l’immagine sfuggente dell’amata Dominique, che all’epoca interpretava la parte di Nina ne *Il gabbiano* di Čechov. E insieme a lei tornano gli anni della giovinezza, sullo sfondo malinconico di una Parigi in bianco e nero. Scrittore alle prime armi lui, attrice in attesa del successo lei, a vent’anni erano entrambi alle prese con il debutto piú importante. Ma chi muove ora i fili del loro destino? Forse Jean, dietro cui si intuisce l’identità dello stesso Modiano? Oppure sono i ricordi, restituiti in forma di sogno, a stabilire le regole del dramma? **
### Sinossi
Jean vaga nella penombra di un teatro vuoto. Immerso nei suoi ricordi, insegue contorni di visi, echi di voci, suggestioni fallaci che fluttuano nel passato. A guidarlo nella sua ricerca, solo la mappa dai confini imprecisi che la memoria disegna per lui. Rischiarata dalle luci di scena, riemerge allora l’immagine sfuggente dell’amata Dominique, che all’epoca interpretava la parte di Nina ne *Il gabbiano* di Čechov. E insieme a lei tornano gli anni della giovinezza, sullo sfondo malinconico di una Parigi in bianco e nero. Scrittore alle prime armi lui, attrice in attesa del successo lei, a vent’anni erano entrambi alle prese con il debutto piú importante. Ma chi muove ora i fili del loro destino? Forse Jean, dietro cui si intuisce l’identità dello stesso Modiano? Oppure sono i ricordi, restituiti in forma di sogno, a stabilire le regole del dramma?

Jean vaga nella penombra di un teatro vuoto. Immerso nei suoi ricordi, insegue contorni di visi, echi di voci, suggestioni fallaci che fluttuano nel passato. A guidarlo nella sua ricerca, solo la mappa dai confini imprecisi che la memoria disegna per lui. Rischiarata dalle luci di scena, riemerge allora l’immagine sfuggente dell’amata Dominique, che all’epoca interpretava la parte di Nina ne *Il gabbiano* di Čechov. E insieme a lei tornano gli anni della giovinezza, sullo sfondo malinconico di una Parigi in bianco e nero. Scrittore alle prime armi lui, attrice in attesa del successo lei, a vent’anni erano entrambi alle prese con il debutto piú importante. Ma chi muove ora i fili del loro destino? Forse Jean, dietro cui si intuisce l’identità dello stesso Modiano? Oppure sono i ricordi, restituiti in forma di sogno, a stabilire le regole del dramma? **
### Sinossi
Jean vaga nella penombra di un teatro vuoto. Immerso nei suoi ricordi, insegue contorni di visi, echi di voci, suggestioni fallaci che fluttuano nel passato. A guidarlo nella sua ricerca, solo la mappa dai confini imprecisi che la memoria disegna per lui. Rischiarata dalle luci di scena, riemerge allora l’immagine sfuggente dell’amata Dominique, che all’epoca interpretava la parte di Nina ne *Il gabbiano* di Čechov. E insieme a lei tornano gli anni della giovinezza, sullo sfondo malinconico di una Parigi in bianco e nero. Scrittore alle prime armi lui, attrice in attesa del successo lei, a vent’anni erano entrambi alle prese con il debutto piú importante. Ma chi muove ora i fili del loro destino? Forse Jean, dietro cui si intuisce l’identità dello stesso Modiano? Oppure sono i ricordi, restituiti in forma di sogno, a stabilire le regole del dramma?

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Il Negro di Pietro il Grande

Romanzo su Abram Petrovič Gannibal. Abram Petrovič Gannibal, anche Hannibal o Ganibal o Ibrahim Hannibal o Abram Petrov (in russo: Абра́м Петро́вич Ганниба́л?; 1696 – 14 maggio 1781), portato in Russia come schiavo per Pietro il Grande, divenne maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell’Impero Russo. È forse oggi più conosciuto come bisnonno di Aleksandr Puškin, che ha scritto su di lui un romanzo incompiuto, Il Negro di Pietro il Grande. **

Romanzo su Abram Petrovič Gannibal. Abram Petrovič Gannibal, anche Hannibal o Ganibal o Ibrahim Hannibal o Abram Petrov (in russo: Абра́м Петро́вич Ганниба́л?; 1696 – 14 maggio 1781), portato in Russia come schiavo per Pietro il Grande, divenne maggior generale del Genio militare, governatore di Reval e nobile dell’Impero Russo. È forse oggi più conosciuto come bisnonno di Aleksandr Puškin, che ha scritto su di lui un romanzo incompiuto, Il Negro di Pietro il Grande. **

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Il naso. Il cappotto

Il senso della non esistenza, la descrizione profonda e autentica della condizione umana, il mistero irrisolto del rapporto tra anima e corpo sono i temi al centro di queste due novelle, tra le più belle scritte da Gogol’. Il sussiegoso Kovaljov si sveglia per accorgersi di aver inspiegabilmente perduto il proprio naso e per l’intero corso della novella si affanna per recuperarlo. Il dimesso Akakij Akakievic, modesto funzionario schiacciato dall’esistenza, vive una parvenza di riscatto sociale grazie a un cappotto nuovo. Dominate dalla medesima atmosfera enigmatica e di sottile inquietudine, le loro storie tratteggiano con maestria un mondo surreale, un sogno ironico e metafisico dove, come afferma Nabokov, “è l’assurdo la musa favolistica di Gogol'” e l’umanità è ostaggio di speranze tradite e illusioni riconquistate. Le tavole di Altan accompagnano i capolavori del maestro più dissacrante della letteratura russa prestando alla sua visionarietà la propria incontenibile vivacità espressiva. Un accostamento inatteso e di grande impatto, per un classico da riscoprire nella sua modernità senza tempo.

Il senso della non esistenza, la descrizione profonda e autentica della condizione umana, il mistero irrisolto del rapporto tra anima e corpo sono i temi al centro di queste due novelle, tra le più belle scritte da Gogol’. Il sussiegoso Kovaljov si sveglia per accorgersi di aver inspiegabilmente perduto il proprio naso e per l’intero corso della novella si affanna per recuperarlo. Il dimesso Akakij Akakievic, modesto funzionario schiacciato dall’esistenza, vive una parvenza di riscatto sociale grazie a un cappotto nuovo. Dominate dalla medesima atmosfera enigmatica e di sottile inquietudine, le loro storie tratteggiano con maestria un mondo surreale, un sogno ironico e metafisico dove, come afferma Nabokov, “è l’assurdo la musa favolistica di Gogol'” e l’umanità è ostaggio di speranze tradite e illusioni riconquistate. Le tavole di Altan accompagnano i capolavori del maestro più dissacrante della letteratura russa prestando alla sua visionarietà la propria incontenibile vivacità espressiva. Un accostamento inatteso e di grande impatto, per un classico da riscoprire nella sua modernità senza tempo.

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Il mito dell’interiorità: Tra psicologia e filosofia

Negli ultimi trentìanni è cambiata l’antropologia di base delle scienze umane. L’immagine dell’uomo ha dovuto fare i conti con un nuovo naturalismo, che ha portato a compimento il processo di decentramento della soggettività iniziato con Copernico e Galileo e proseguito con Darwin e Freud. Un presupposto metodologico che era stato dato per autoevidente, quello dell’assoluta diversità della natura umana rispetto a quella animale, è andato definitivamente in frantumi. In questo quadro, la psicologia scientifica è giunta a risultati talora apparentemente paradossali. La psicologia intuitiva – ci spiega questo libro – è come l’astronomia intuitiva: come siamo inclini a credere che il Sole giri intorno alla Terra e che la Terra stia al centro dell’universo, così anche l’autocoscienza umana viene presa intuitivamente come un dato primario. E ormai non è più sufficiente a correggere questa ingenuità il ricorso all’inconscio di Freud. In panni da antimaestro illuminista, Giovanni Jervis scandaglia qui senza dogmatismi le complessità della “scienza della mente”, esplorando alcuni temi all’intersezione di psicologia è filosofia: l’inconscio, la coscienza, l’identità, l’io, la persona. Un’esplorazione che ci svela i miti, i riti e le retoriche dell’interiorità.

Negli ultimi trentìanni è cambiata l’antropologia di base delle scienze umane. L’immagine dell’uomo ha dovuto fare i conti con un nuovo naturalismo, che ha portato a compimento il processo di decentramento della soggettività iniziato con Copernico e Galileo e proseguito con Darwin e Freud. Un presupposto metodologico che era stato dato per autoevidente, quello dell’assoluta diversità della natura umana rispetto a quella animale, è andato definitivamente in frantumi. In questo quadro, la psicologia scientifica è giunta a risultati talora apparentemente paradossali. La psicologia intuitiva – ci spiega questo libro – è come l’astronomia intuitiva: come siamo inclini a credere che il Sole giri intorno alla Terra e che la Terra stia al centro dell’universo, così anche l’autocoscienza umana viene presa intuitivamente come un dato primario. E ormai non è più sufficiente a correggere questa ingenuità il ricorso all’inconscio di Freud. In panni da antimaestro illuminista, Giovanni Jervis scandaglia qui senza dogmatismi le complessità della “scienza della mente”, esplorando alcuni temi all’intersezione di psicologia è filosofia: l’inconscio, la coscienza, l’identità, l’io, la persona. Un’esplorazione che ci svela i miti, i riti e le retoriche dell’interiorità.

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Il Mistero Di Villa Delle Ginestre

Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l’attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un’indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d’occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre… **
### Sinossi
Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l’attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un’indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d’occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre…

Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l’attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un’indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d’occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre… **
### Sinossi
Greta Sullivan si chiede da sempre di che colore sia la faccia di un morto: il mistero l’attrae. Villa delle Ginestre, la casa dei nonni dove sta andando a vivere per qualche tempo, non fa che accrescere questo genere di pensieri. Una notte viene risvegliata dal fragore di una finestra fracassata, e mentre alla villa arriva la polizia per interrogare tutti i presenti, Greta inizia un’indagine parallela per ritrovare il ladro, scomparso nel buio con i gioielli di famiglia. Sul luogo del delitto si ritrovano così due conti, una bambina, una cameriera e un giardiniere, tenuti d’occhio da un commissario sospettoso. Ma forse qualcun altro si nasconde tra le ombre…

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