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Connessioni di sangue

Le adolescenti di una piccola cittadina stanno scomparendo una dopo l’altra, senza lasciare tracce. Le autorità sono convinte che siano fuggite, forse attratte dalla città, ma chi ha indagato i meccanismi del crimine sa che si tratta di una spiegazione troppo debole. Tocca allo psicologo Tony Hill trovare il filo rosso che lega le sparizioni. Hill conosce alla perfezione la psiche dei killer più efferati, sa che l’assassino più lucido può nascondersi negli insospettabili con cui abbiamo a che fare tutti i giorni, ma nemmeno lui può immaginare che volto abbia, quanto sia seduttivo per le vittime il suo sinistro richiamo, quanto forte la sua sete di sangue. Quando uno dei suoi studenti viene ucciso, dando inizio a un conto alla rovescia inesorabile verso il crimine successivo, Hill comprende che tra tutti i criminali a cui aveva dato la caccia, nessuno aveva mai agito in maniera così lucida, terrificante, elusiva. Si ritroverà coinvolto in un gioco spietato, nel quale sarà sempre più difficile fare la mossa giusta, e distinguere tra chi è il cacciatore e chi la preda.Dopo Il canto delle sirene, vincitore del Gold Dagger Award, il secondo romanzo della serie dedicata allo psicologo Tony Hill e alla detective Carol Jordan.

Connessione computer

Sparso in un sistema solare sovraffollato, esiste un piccolo gruppo di immortali. La loro età varia dalle migliaia d’anni di Haec-Hoc, uomo di Neanderthal, ai soli 250 di Daniel Curzon, ragazzino terribile. Il procedimento dell’immortalità però non attecchisce su tutti. E in effetti Curzon, soprannominato Guig, non è ancora riuscito a produrre un nuovo immortale da aggiungere al gruppo. Ma Guig ha un bersaglio: il dottor Sequoya Guess, un brillantissimo giovane fisico cherokee. Finché un incidente durante il programma spaziale diretto dal dottor Guess sembra rovinare il piano di Guig.

Il coniglio bianco

Jan ha trentasette anni, una moglie bella e intelligente, due figli di cui va fiero e la carriera apparentemente perfetta del dirigente strapagato. Ma quando, un po’ per noia e un po’ per ambizione, accetta l’offerta di lavoro di un colosso internazionale della telefonia mobile, non immagina di aver messo a repentaglio tutto ciò che gli è caro. Quello dei cellulari è un settore in fortissima espansione, eppure il primo incarico di Jan prevede lo smantellamento della sede di Bangalore, la Silicon Valley indiana. Ben presto, Jan inizia a sospettare che nella sua azienda siano in molti ad avere qualcosa da nascondere. E a volerlo usare come semplice pedina in un gioco molto più grande e cattivo di lui. Scritto da un vero insider, da anni top manager nel settore delle telecomunicazioni, Il coniglio bianco è un thriller ad alto tasso di adrenalina che ci mette di fronte a scomode verità. In grado di cambiare per sempre il nostro rapporto con lo smartphone, feticcio indiscusso dei tempi in cui viviamo.
(source: Bol.com)

La congiura di Catilina

Tra gli episodi più torbidi e controversi della storia romana, le vicende della congiura di Catilina, ambizioso patrizio romano che progetta di sovvertire l’ordine della Res publica strenuamente difeso da Cicerone, sono raccontate da Sallustio con una prosa ricca e serrata, in grado di avvincere il lettore ancora oggi. L’edizione Utet, a cura di Paolo Frassinetti e Lucia Di Salvo, presenta il testo latino collegato alla traduzione italiana attraverso link ipertestuali.

La congiura delle tre pergamene

Un grande thriller storico Tra Ken Follett e Dan Brown Un grande thriller «Da leggere assolutamente.» Matteo Strukul, autore del bestseller I Medici Firenze, 1501. Il giovane Martino, erede della ricca famiglia dei Durante, torna a casa dopo un breve e sfortunato viaggio d’affari organizzato dal suo amico banchiere Dante Strozzi. Ma un’amara sorpresa lo attende: sua moglie Aurora e il figlio di due anni, Zaccaria, sono stati rapiti da una banda sanguinaria come testimoniano i pochi sopravvissuti all’assalto nella tenuta. Ricevuta la richiesta di riscatto, Martino si mette in marcia verso Milano, non prima di aver tentato inutilmente di mettersi in contatto con messer Strozzi. Che sia stato lui a tradirlo? Lungo l’itinerario Martino, dopo aver subito un feroce agguato, viene accolto nell’abbazia di Viboldone dove padre Ludovico, vicario della confraternita degli Umiliati, lo aiuta a ristabilirsi prima di ripartire. Non solo. Gli consegna anche un misterioso testo antico che dovrà recapitare a un frate a Milano. Da quel momento l’avventura del giovane Durante si complica sempre di più. Martino vuole solo salvare la sua famiglia, ma il nemico che deve affrontare – forse una setta? – cela un piano oscuro e si annida tra le ville di ricchi signori, all’interno della Chiesa e nelle stanze del potere. Perché Martino è un loro obiettivo? Qual è la sua colpa? E cosa c’entra lui con quella pergamena piena di simboli indecifrabili? Strani simboli nascondono un oscuro segreto Chi riuscirà a decifrarli avrà un potere immenso Hanno scritto di Matteo Di Giulio: «Di Giulio è tra gli eredi di Scerbanenco.» Il Sole 24 Ore «Un affascinante romanzo in grado di incollarti gli occhi alle pagine. Da leggere assolutamente.» Matteo Strukul, autore della trilogia bestseller I Medici Matteo Di GiulioNato a Milano, è scrittore, saggista e traduttore. Come critico cinematografico ha collaborato con festival e riviste italiani e internazionali. È autore dei romanzi La Milano d’acqua e sabbia (2009), Quello che brucia non ritorna (2010), I delitti delle sette virtù (2013) e Figli della stessa rabbia (2016).

La congiura del silenzio

Washington, 1861. Non tutto è come sembra. .. Con queste enigmatiche parole, Abraham Lincoln riceve dalle mani del suo predecessore una lettera e alcuni documenti. Come ogni presidente prima di lui, leggendo quelle carte Lincoln viene a conoscenza di un segreto sconvolgente che, se rivelato, potrebbe placare i venti di guerra che soffiano sull’Unione. Ma le conseguenze sarebbero devastanti… Copenhagen, oggi. La persona giusta al momento giusto. Così lo ha definito Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, quando gli ha chiesto di ritrovare un agente della Sezione Magellano, rapito mentre era in missione in Danimarca. E infatti solo Cotton Malone poteva arrivare in tempo in Svezia per salvare da morte certa Berry Kirk, l’unico testimone del rapimento. Tuttavia gli bastano pochi minuti per rendersi conto che Berry Kirk non è affatto chi dice di essere, bensì proprio uno degli uomini su cui stava indagando l’agente scomparso. E adesso Malone non ha scelta: per uscire vivo da quella situazione, deve stare al gioco. Anche se ciò significa lasciarsi condurre sulle tracce di una verità antichissima, una verità che nessuno ha mai avuto il coraggio di divulgare e che, se finisse nelle mani sbagliate, potrebbe segnare la fine dell’intero genere umano…

La congiura dei Pazzi: Intrighi politici, sangue e vendetta nella Firenze dei Medici

Nel 1478 Firenze, capitale dell’umanesimo e centro economico e politico di una nuova Europa proiettata fuori dal Medioevo, è saldamente governata da Lorenzo il Magnifico, ma il suo potere non è esente da forti e violente opposizioni. Domenica 26 aprile, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, durante la messa avviene il più sanguinoso attacco alla famiglia dei Medici: la congiura dei Pazzi. Lorenzo pur ferito riesce a salvarsi, suo fratello Giuliano muore sotto i colpi dei congiurati.
La vendetta scatta fulminea e inesorabile. I cospiratori vengono impiccati ed esposti alle finestre del Palazzo della Signoria. Ha inizio la totale rovina dei Pazzi. Quanti di loro non vengono giustiziati devono cambiare nome e restare in esilio per restare in esilio per sempre, gli emblemi di famiglia vengono distrutti, i beni confiscati.
Lauro Martines, autorevole studioso del Rinascimento, racconta uno dei più truci episodi della storia fiorentina, riportandoci nel cuore di un’epoca straordinaria, in cui, accanto ai potenti impulsi alla crescita economica, politica, culturale, urbanistica, prospera un’indomabile volontà di potenza e sopraffazione perpetrata con ogni possibile inganno, intrigo, vendetta.

Congetture su April: I misteri di Quirke

John Banville, nato in Irlanda nel 1945, è uno dei più grandi romanzieri contemporanei. Amatissimo dalla critica (solo per fare un esempio, nel 2014 Pietro Citati sul Corriere della Sera ha definito il suo L’intoccabile “un romanzo straordinario: certo il più bello degli ultimi quarant’anni” per “la vastità, la ricchezza, il terribile riso”), Banville nel corso della sua carriera ha vinto i premi più prestigiosi, fra cui il Booker Prize per Il Mare, il Premio Franz Kafka, il Premio Nonino, l’Irish Book Awards, l’European Literary Award, l’Irish PEN Award e il Premio Principe delle Asturie per la sua opera. Diversi critici e giornalisti lo considerano, con Philip Roth e Haruki Murakami, come uno dei possibili vincitori del prossimo Premio Nobel per la Letteratura. Banville è conosciuto per la sua prosa precisa e fredda, caratterizzata da un’inventiva Nabokoviana, e per il suo umorismo nero. Fra le sue opere, anche una serie di “romanzi gialli” di altissima qualità, ambientati nella Dublino anni ’50, che hanno come protagonista l’anatomopatologo Quirke. Dai romanzi di Quirke la BBC e RTÉ hanno tratto una serie TV nel 2014. April Latimer, giovane medico di buona famiglia e dubbia reputazione, sembra svanita nel nulla: gli amici non la sentono da giorni, al lavoro la credono malata, nulla nel suo appartamento lascia presagire una partenza programmata. Nell’indifferenza generale, solo la sua amica Phoebe, figlia dell’anatomopatologo Quirke, sembra porsi delle domande, sorretta nella sua ostinazione da un brutto presentimento che le circostanze non fanno che incoraggiare. Troppe, infatti, le resistenze inaspettate, le zone d’ombra, l’imbarazzo contro cui si scontrano i suoi cauti tentativi di saperne di più: d’un tratto tutto appare più confuso e compromesso di quanto potesse immaginare, caliginoso e denso come la nebbia che incombe su Dublino, fredda e ostile come non mai negli ultimi scampoli d’inverno. Forse April non è quella che ha fatto credere di essere, né c’è da fidarsi della sua fin troppo rispettabile famiglia; anche all’interno del loro gruppo all’apparenza compatto – scopre Phoebe – c’erano segreti, intese, rivalità ben più profonde di quanto lei abbia mai sospettato. L’unico su cui contare è Quirke, reduce da un soggiorno in una clinica di riabilitazione per alcolisti e intenzionato a fare il padre come si deve, ma ancora vulnerabile alle più umane delle tentazioni: un’auto sportiva che non sa guidare, un whisky di troppo di tanto in tanto, per scaldarsi cuore e ossa, e, forse, un nuovo amore. Così, tra colpi di scena e rivelazioni dolorose, padre e figlia si sperimentano con timidezza in un inedito gioco di squadra – per una volta alleati, se non proprio famiglia – e si avviano insieme alla scoperta dell’impietosa verità.«John Banville è indubbiamente una delle figure di maggior spicco tra gli scrittori di lingua inglese degli ultimi decenni, e in particolare nel quadro della singolare, quasi irresistibile fioritura letteraria irlandese… Banville scandaglia i suoi personaggi travagliati, quasi fantasmatici, spesso peccatori per la morale comune. I suoi romanzi procedono come serrate partite a scacchi.»Claudio Gorlier«Un maestro la cui prosa regala un piacere continuo e quasi fisico.»Martin Amis

La Confraternita del pugnale nero. La guida definitiva.

Tutto quello avreste sempre voluto sa pere sulla confraternita è in queste pa gine: una vera chicca per appassionati, che alza il velo sugli aspetti più intimi della vita dei fratelli. Apre il volume un avvincente racconto inedito, che mostra Zsadist alle prese con la paternità e lascia intravedere qualcosa a cui non eravamo abituati: un’insolita tenerezza… Poi è la volta dei Dossier della confraternita, in triganti interviste “strettamente perso nali”, in cui J.R. Ward ci racconta gusti, predilezioni e divertenti manie dei no stri eroi. Ma ci sono anche scorci di vita quotidiana, Scene eliminate (proprio come nei film…) e spassosi battibecchi “in bacheca”, in cui Wrath & co. danno il meglio di sé. Anche l’autrice prende la parola in prima persona per raccontare la genesi della saga, i suoi esordi come scrittrice di romance e dare alcuni pre ziosi consigli a quanti intendono cimen tarsi nella scrittura. Il resto è tutto da scoprire e lo lasciamo ai lettori. Ma i fan dei fratelli sono avvisati: vedranno cose che noi umani non possiamo neanche immaginare…

La confraternita del pugnale nero vol.09. Lover Unleashed

È stato cresciuto in un campo di addestramento e sottoposto a torture di cui porterà il marchio per sempre, ma nessuno conosce il buco nero che è l'anima di Vishous, né la condanna di avere per madre la Vergine Scriba, distante e inaccessibile come solo la divinità della razza può essere. Nessuno tranne Payne, generata dalla stessa madre, che per secoli ha vissuto segregata nell'Altra Parte e ha spiato la vita sulla Terra senza poter partecipare della sua bellezza. Anche Payne è una guerriera ed esattamente come Vishous odia sua madre: perché le ha tolto la libertà, perché la costringe in quel mondo eternamente immutabile, perché le impedisce di scegliere il proprio destino. E quando, in un accesso di ribellione, Payne si scatena spezzandosi la spina dorsale, piuttosto che accettare le cure della madre onnipotente, decide di lasciarsi morire. Solo allora Wrath, che da tempo si allena con lei per superare i limiti della propria cecità, scopre che Payne è figlia della Vergine Scriba e ottiene il permesso di condurla sulla Terra. Guarirla sarà un'impresa disperata, che finirà per toccare molte vite. Quella di Vishous, che scopre con lei un pezzo del proprio passato; quella di Jane, che vede messo a dura prova il rapporto con il suo compagno; e quella di un umano – un chirurgo – a cui Payne è stata affidata. E che, dopo averle restituito l'uso delle gambe, la condurrà per mano in un territorio che pochi hanno esplorato: quello dell'amore fra un umano e un vampiro.

Conflitto d’onore

Inghilterra, 1794 – Amelia Greystone credeva ancora nelle favole e nel lieto fine quando aveva donato il proprio cuore all’irresistibile Conte di St.Just. Poi, senza una parola, il loro idillio era finito e Simon Grenville aveva sposato una dama del suo rango, lasciando subito dopo la Cornovaglia. Ora è tornato nelle sue terre, vedovo, e dello spensierato libertino di un tempo non c’è più traccia. È un uomo chiuso e tormentato che non sa come prendersi cura dei suoi figli. Amelia si propone allora di aiutarlo, da buona vicina, e piano piano riesce a far breccia nel cuore di Simon tanto che quando lui decide di tornare a Londra, la vuole con sé come governante. Amelia sa che quella decisione la porterà a un passo dalla perdizione, ma come resistere al richiamo del cuore? Neppure i pericolosi segreti che circondano il conte riescono a dissuaderla. O a placare l’ardente desiderio che prova per lui.La gelida fiamma del tradimento non può nulla contro il fuoco vivo della passione.

I confini del nulla: Niceville

«La trilogia di Niceville di Carsten Stroud è l’opera di un autentico genio, particolarmente l’ultimo volume, NICEVILLE: LA RESA DEI CONTI. Scritto magnificamente, ipnotico. Mi ero già entusiasmato per Niceville, ma adesso che l’opera è completa ne posso ammirare la grandezza. Ricco di azione, scritto con una prosa elegante e asciutta che può ricordare Chandler o Vonnegut ma in realtà è Stroud puro. Nella mia mente, la città di Niceville ora occupa un posto di rilievo accanto ai grandi luoghi della Finzione Letteraria, come la Terra di Mezzo, Narnia, Arkham. L’energia e l’ambizione del lavoro di Carsten Stroud mi lasciano senza fiato. E’ stato capace di rielaborare i generi letterari con una sicurezza magistrale, superando di slancio i crepacci in cui scrittori di minor talento sono destinati a sprofondare. Non esiste niente di paragonabile alla trilogia di Niceville, e non si può far altro che dire: bravo. Quindi… Bravo!» STEPHEN KING Benvenuti a Niceville, la città dove il male è nato molto prima degli uomini Il sole inonda di luce dorata le strade e le case coloniali, filtrando tra le querce e i salici per andare a rifrangersi sulle acque turbolente del fiume Tulip. Niceville sarebbe una cittadina idilliaca… Se non fosse per le ombre, i sussurri, le sparizioni. E tutte quelle morti misteriose. Il detective della omicidi Nick Kavanaugh è un forestiero, che vive e lavora in quel piccolo centro nel profondo Sud degli Stati Uniti per amore della moglie, Kate Walker, discendente di una delle più antiche famiglie della zona. Da tempo Nick è alle prese con eventi non solo criminosi, ma anche inspiegabili. Da un lato ci sono le conseguenze imprevedibili e sanguinose di una rapina in banca finita nel sangue, con una lunga scia di ricatti, vendette e complicità. E dall’altro, c’è Rainey Teague. Che è solo un ragazzo… o forse no. Forse è abitato da un’energia oscura e implacabile. La stessa che permea ogni angolo di Niceville. Perché a Niceville nulla resta morto e sepolto a lungo. A Niceville ogni famiglia custodisce un segreto che mormora dai confini del nulla, affilando gli artigli nel buio. A Niceville nessuno può sfuggire al vuoto.

I confini del nulla

‘*La trilogia di Niceville di Carsten Stroud è l’opera di un autentico genio, particolarmente l’ultimo volume, NICEVILLE: LA RESA DEI CONTI. Scritto magnificamente, ipnotico. Mi ero già entusiasmato per Niceville, ma adesso che l’opera è completa ne posso ammirare la grandezza. Ricco di azione, scritto con una prosa elegante e asciutta che può ricordare Chandler o Vonnegut ma in realtà è Stroud puro. Nella mia mente, la città di Niceville ora occupa un posto di rilievo accanto ai grandi luoghi della Finzione Letteraria, come la Terra di Mezzo, Narnia, Arkham. L’energia e l’ambizione del lavoro di Carsten Stroud mi lasciano senza fiato. E’ stato capace di rielaborare i generi letterari con una sicurezza magistrale, superando di slancio i crepacci in cui scrittori di minor talento sono destinati a sprofondare. Non esiste niente di paragonabile alla trilogia di Niceville, e non si può far altro che dire: bravo. Quindi… Bravo!*’ STEPHEN KING

Benvenuti a Niceville, la città dove il male è nato molto prima degli uomini

Il sole inonda di luce dorata le strade e le case coloniali, filtrando tra le querce e i salici per andare a rifrangersi sulle acque turbolente del fiume Tulip. Niceville sarebbe una cittadina idilliaca… Se non fosse per le ombre, i sussurri, le sparizioni. E tutte quelle morti misteriose. Il detective della omicidi Nick Kavanaugh è un forestiero, che vive e lavora in quel piccolo centro nel profondo Sud degli Stati Uniti per amore della moglie, Kate Walker, discendente di una delle più antiche famiglie della zona. Da tempo Nick è alle prese con eventi non solo criminosi, ma anche inspiegabili. Da un lato ci sono le conseguenze imprevedibili e sanguinose di una rapina in banca finita nel sangue, con una lunga scia di ricatti, vendette e complicità. E dall’altro, c’è Rainey Teague. Che è solo un ragazzo… o forse no. Forse è abitato da un’energia oscura e implacabile. La stessa che permea ogni angolo di Niceville. Perché a Niceville nulla resta morto e sepolto a lungo. A Niceville ogni famiglia custodisce un segreto che mormora dai confini del nulla, affilando gli artigli nel buio. A Niceville nessuno può sfuggire al vuoto.
(source: Bol.com)

Confine di ghiaccio

È notte e Arne Vatne sta tornando a casa, quando sul ciglio della strada si materializza dal nulla una ragazza in minigonna e lunghi stivali di pelle. Arne sbanda e la investe, ma preso dal panico non si ferma. Il giorno dopo scopre dai giornali che la sconosciuta è morta. Solo allora si rende conto che somiglia moltissimo alla giovanissima prostituta slava che incontrava regolarmente in una roulotte alla frontiera con la Svezia. Mentre Arne si tormenta sull’identità della ragazza morta, lo assale il sospetto che anche sua figlia sia invischiata in faccende molto losche. A occuparsi del caso viene chiamato il commissario Valmann, il quale ha dovuto abbandonare la ridente Hamar e rinunciare a un romantico weekend con Anita, sua ex assistente, ora amante a pieno titolo. Controvoglia, raggiunge il confine e comincia a indagare. L’omicidio tuttavia non è che la punta di un iceberg molto profondo, e solo addentrandosi nella terra di mezzo della frontiera, crocevia di traffici illeciti di merci e di corpi, Valmann riuscirà a capirne le reali proporzioni. Dopo La casa nell’ombra, questo è il secondo caso del commissario Valmann, la cui serie ha conquistato l’Europa. Un giallo psicologico in pieno stile scandinavo e una nuova avventura per Jonfinn Valmann, commissario ironico, malinconico e incredibilmente caparbio.

Il Confine Di Bonetti

Un’ultima notte da leoni con gli amici di sempre, una soltanto. Cosa può esserci di male? E invece il notaio Ranò, facoltoso borghese romano, si ritrova in cella, e poi davanti a un magistrato. E la verità viene fuori. Non solo il racconto della folle serata in cui è naufragata la reunion, ma, come un fiume in piena, la confessione di una vita, delle avventure di un ragazzo e del suo eterogeneo drappello di compagni. Con al centro di tutto lui, il grande amico che ce l’ha fatta, Marco Bonetti, famoso regista finito con lui in carcere… Nella “confessione” di Ranò si dipana così un percorso di formazione illuminato da una grande amicizia maschile, tra catastrofi sentimentali e bravate al limite del decoro, vacanze sbagliate e meravigliose, giri in motorino nel gelo di una Roma vissuta e amata. Come abbiamo perso di vista i sogni di quando eravamo giovani? Qual è il confine tra adolescenza e vita adulta, tra possibilità e rimpianto, tra successo e tradimento? E quando è troppo tardi per capirlo? Per la prima volta Giovanni Floris racconta la realtà con gli strumenti del narratore, tessendo immaginazione ed esperienze nella trama di un romanzo scanzonato e commovente. La storia del notaio Ranò e del regista Bonetti è infatti anche la storia della sua generazione, i ragazzi degli anni ottanta: quelli del riflusso, della televisione commerciale, del pentapartito, del crollo delle ideologie mondiali. Ma anche quelli, forse gli ultimi, che hanno vissuto l’adolescenza come un periodo magico e pieno di possibilità, con l’idea di potercela fare, contando solo sulle proprie forze.