37041–37056 di 66978 risultati

3096 giorni

Quando la mattina del 2 marzo 1998, mentre si reca a scuola, un uomo la trascina in un furgone bianco, il primo pensiero di Natascha Kampusch è che sarebbe morta di lì a poco. Qualche ora più tardi, quella bambina di dieci anni giace sul pavimento freddo di una cantina in una villetta, avvolta in una coperta. Intorno a lei regna l’oscurità più completa, l’aria è stantia e soffocante. In questa segreta di pochi metri quadrati vivrà per i successivi otto anni e mezzo. Wolfgang Priklopil, il rapitore, è l’unica persona alla quale può affidarsi. Lui la picchierà, la umilierà e cercherà di sottometterla. Fino all’estate del 2006, quando Natascha riuscirà a fuggire come ha pianificato dal primo giorno del suo rapimento. Ora Natascha Kampusch si sente abbastanza forte per raccontare quanto le è accaduto. Apertamente e senza filtri parla della sua difficile infanzia, della prigionia, dei maltrattamenti fisici e psichici subiti. Ma descrive anche come abbia imparato, in quella situazione senza via di uscita, a convivere con l’orrore. La storia vera di una ragazza che ha sopportato l’insopportabile, non si è fatta piegare e ha inseguito il suo sogno di libertà, fino a raggiungerlo.

300. Nascita di un impero

**La battaglia di Salamina
Un grande romanzo storico di Andrea Frediani**
**Leonida e i suoi 300 spartani sono caduti alle Termopili** , ma il loro sacrificio non è stato vano: i Greci hanno avuto il tempo di costituire un esercito e di evacuare le zone minacciate dai Persiani del gran re Serse. E mentre Temistocle ed Euribiade, i due comandanti della flotta, attendono il nemico nei pressi dell’isola di Salamina, ad Atene è rimasto solo un pugno di difensori, asserragliati sull’Acropoli. Tra loro, Basilide e Labda, due profughi delle città greche d’Asia sotto il dominio persiano, e Diceo, un reduce delle Termopili.
Ma Serse ha un asso nella manica: una donna, affascinante e spietata. È Artemisia, la tiranna di Alicarnasso, sua amante, consigliera, e la più abile dei suoi ammiragli. Un misterioso passato comune, però, la lega a Basilide e Labda, i soli che conoscono i suoi punti deboli e possono neutralizzarla.
Mentre l’Acropoli brucia e la Grecia rischia di soccombere per sempre all’impero persiano, Temistocle comprende che la battaglia finale non può essere sulla terraferma. È solo nel mare di Salamina che i Greci hanno speranza di prevalere: tra i flutti tinti dal sangue, si affronteranno così Oriente e Occidente, per decidere chi dominerà il mondo.
**
Desiderio di vendetta e furore cieco nel sequel di *****300 guerrieri. La battaglia delle Termopili***
«Frediani è un grande narratore di battaglie.»
**Corrado Augias**
«Andrea Frediani accompagna i lettori non esperti a conoscere una civiltà straordinaria. Senza perdersi in luoghi comuni e tenendo fede alla correttezza della ricostruzione storica.»
**Il venerdì di Repubblica
**
«Frediani è abile nell’immergere il lettore dentro le battaglie, nel portarlo in prima linea, fra scintillii di spade e atroci spargimenti di sangue.»
**Corriere della Sera
Un autore da oltre 900.000 copie
Tradotto in 5 lingue**
**Andrea Frediani**
È nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato svariati saggi ( *Le grandi battaglie di Roma antica* ; *I grandi generali di Roma antica* ; *I grandi condottieri che hanno cambiato la storia* ; *Le grandi battaglie di Alessandro Magno* ; *L’ultima battaglia dell’impero romano* e *Le grandi battaglie tra Greci e Romani* ) e diversi romanzi storici, tra cui: *Jerusalem* ; *Un eroe per l’impero romano* ; la trilogia *Dictator* ( *L’ombra di Cesare* , *Il nemico di Cesare* e *Il trionfo di Cesare* , quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); *Marathon* ; *La dinastia* ; *Il tiranno di Roma*. Sta scrivendo una quadrilogia dedicata ad Augusto, iniziata con la pubblicazione de  *Gli Invincibili – Alla conquista del potere* e  *La battaglia della vendetta.* Alla battaglia delle Termopili ha dedicato il bestseller *300 guerrieri.*  Le sue opere sono state tradotte in cinque lingue. Il suo sito è www.andreafrediani.it

300 guerrieri. La battaglia delle Termopili

Combattuta nel 480 a.C. dagli Spartani guidati da Leonida e dai loro alleati per difendere la libertà ellenica contro l’avanzata di Serse, la battaglia delle Termopili passò alla storia come un immortale esempio di eroismo. Secondo le cronache antiche uno solo dei trecento guerrieri di Sparta sopravvisse: Aristodemo, ritiratosi in seguito a una ferita e per questo disprezzato dai concittadini, almeno fino a quando non ebbe occasione di espiare la sua presunta viltà. Seppure scettico e disilluso, si era unito a Leonida insieme con i suoi amici, ben più motivati di lui. Insofferente all’implacabile sistema spartano, reo, ai suoi occhi, di creare non uomini, ma meri strumenti per procurare gloria allo Stato, e folle d’amore per una altera femme fatale, Aristodemo disprezza Leonida, anche se il re lo prende a benvolere e gli affida gli incarichi più delicati, fino all’atteso, cruento scontro con i Persiani. Pur nella sua ideale opposizione, Aristodemo si batte valorosamente, scegliendo però di sottrarsi alla tragica fine. Il sacrificio dei compagni acquisirà anche ai suoi occhi una dimensione eroica, quando avrà appreso i retroscena che si celavano dietro l’impresa. 300 guerrieri racconta da un punto di vista assolutamente inedito la storia dell’epica battaglia, rivelando le passioni e gli intrighi, la cruda violenza e il coraggio nelle gesta leggendarie di trecento eroi.«Frediani è un grande narratore di battaglie.»Corrado Augias, il Venerdì di RepubblicaAndrea Frediani vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1963. Laureato in Storia medievale, pubblicista, è stato collaboratore di numerose riviste di carattere storico, tra cui «Storia e Dossier», «Medioevo» e «Focus Storia», e attualmente è consulente scientifico di «Focus Storia Wars». Con la Newton Compton ha pubblicato Gli assedi di Roma (Premio Orient Express 1998), Le grandi battaglie di Roma antica, Le grandi battaglie di Giulio Cesare, Le grandi battaglie di Alessandro Magno, I grandi condottieri che hanno cambiato la storia, Le grandi battaglie del Medioevo e 101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano. Ha scritto inoltre i romanzi storici 300 guerrieri, Jerusalem (tradotto in varie lingue), Un eroe per l’impero romano e Dictator, con i quali ha riscosso un grande successo.

I 300 di Roma

Un autore da 1 milione di copie Un grande romanzo storico Anche Roma ha avuto i suoi 300, come gli spartani alle Termopili. Agli albori della repubblica, solo tre anni dopo il celebre episodio che vide come protagonista Leonida. Gli eroi romani appartenevano tutti alla famiglia dei Fabi e da anni combattevano una guerra personale contro gli etruschi di Veio. Costruita una fortezza sul fiume Cremera, al confine col territorio nemico, condussero una lunga serie di razzie, finché non si spinsero troppo lontano, cadendo in un’imboscata e vennero sterminati. Solo un bambino dei Fabi sopravvisse alla carneficina: a lui sarebbe spettato, in futuro, riportare la famiglia agli antichi fasti. In questo romanzo Andrea Frediani ricostruisce l’epica vicenda dei Fabi e quella sanguinosa battaglia, uno dei più antichi episodi tra storia e leggenda dell’Urbe, restituendo ai protagonisti le ambizioni, le passioni e le pulsioni degli eroi che hanno fatto grande Roma. Un autore da 1 milione di copie Hanno scritto dei suoi libri: «Frediani è un grande narratore di battaglie.» Corrado Augias «Intrighi, passioni, sesso e omicidi. Andrea Frediani è uno dei maestri del romanzo storico.» Il Messaggero «Frediani è abile nell’immergere il lettore dentro le battaglie, nell’accendere emozioni, nel ricostruire fin nei minimi particolari paesaggi e ambienti, nel portare i lettori in prima linea, fra scintillii di spade e atroci spargimenti di sangue.» Corriere della Sera Anche Roma ha avuto i suoi 300 Andrea FredianiÈ nato a Roma nel 1963; consulente scientifico della rivista «Focus Wars», ha collaborato con numerose riviste specializzate. Con la Newton Compton ha pubblicato diversi saggi (tra cui Le grandi battaglie di Roma antica; I grandi generali di Roma antica; I grandi condottieri che hanno cambiato la storia; Le grandi battaglie di Alessandro Magno; L’ultima battaglia dell’impero romano e Le grandi battaglie tra Greci e Romani) e romanzi storici: Jerusalem; Un eroe per l’impero romano; la trilogia Dictator (L’ombra di Cesare, Il nemico di Cesare e Il trionfo di Cesare, quest’ultimo vincitore del Premio Selezione Bancarella 2011); Marathon; La dinastia; Il tiranno di Roma, 300 guerrieri e 300 Nascita di un impero. Sta scrivendo Gli invincibili, una quadrilogia dedicata ad Augusto, iniziata con la pubblicazione di Alla conquista del potere, La battaglia della vendetta e Guerra sui mari. Le sue opere sono state tradotte in sei lingue.

29 maggio 1176. Barbarossa sconfitto a Legnano

Quando il giovane ed energico Federico Barbarossa viene incoronato re dItalia a Monza nel 1155, non immagina certo quello che il futuro gli riserva. Sa che per linerzia dei suoi predecessori le città della Lombardia, nome con il quale sintende lintera pianura padana, si sono abituate a governarsi da sole, a farsi la guerra per promuovere gli interessi commerciali dei loro mercanti, e persino a battere moneta; ma dora in poi le cose cambieranno.Lanno prima, a Roncaglia, gli specialisti di diritto romano convocati dal Barbarossa avevano confermato che a lui spettava il potere pubblico su tutto il regno, e tutti erano tenuti a ubbidirgli; dovunque in Europa, del resto, il senso dello stato e il dovere dellobbedienza al re stanno tornando in vigore, dopo essere stati a lungo in declino.Ma Milano è troppo popolosa e troppo ricca per accettare di rinunciare alla sua autonomia. Dopo ventanni di guerra quasi ininterrotta, punteggiata da reciproche atrocità, il Barbarossa viene sconfitto dai Milanesi a Legnano, e il suo tentativo di modernizzazione è archiviato per sempre: ancora a lungo, lItalia non è destinata ad essere una monarchia unitaria, ma un coacervo di sfere dinfluenza cittadine perennemente in contrasto fra loro.

Il 27° giorno

Non si può negare che l’umanità sia una razza piuttosto turbolenta, assai poco riflessiva, e portata a fare un eccessivo uso dei modi violenti. Come se non ci fosse altro mezzo per risolvere le questioni. Le tappe della storia umana possono venire sintetizzate da un elenco di armi: clava, giavellotto, alabarda, spingarda, colubrina… e giù giù per i secoli sino ai mitragliatori, alla bomba H. E adesso le misteriose terrificanti capsule, dall’apparenza quasi frivola con il loro rivestimento d’oro finemente cesellato, ma capaci di spazzare via ogni traccia di vita umana entro un vasto raggio… Qual è l’energia sviluppata dai minuscoli oggetti mortali? Su quali principi si è basata la scienza extraterrestre per racchiudere nelle piccole scatole il destino della Terra? In questo eccezionale romanzo denso di drammaticità, John Mantley ha trasfuso tutta l’amarezza per l’incerta sorte del mondo, e tutta la speranza per un risveglio dei sentimenti migliori che, nonostante tutto, giacciono sopiti nella maggior parte di noi, a qualunque latitudine si viva. Un romanzo da leggere e da meditare.

2666

Delle molte leggende alla cui nascita Bolaño stesso ha contribuito, l’ultima riguarda la forma che 2666 avrebbe dovuto assumere. Si dice infatti che l’autore desiderasse vedere i cinque romanzi che lo compongono pubblicati separatamente, e se possibile letti nell’ordine preferito da ciascuno. La disposizione, ammesso che sia autentica, era in realtà un avviso per la navigazione in questo romanzo-mondo, che contiene di tutto: un’idea di letteratura per la quale molti sono disposti a vivere e a morire, l’opera al nero di uno scrittore fantasma che sembra celare il segreto del Male, e il Male stesso, nell’infinita catena di omicidi che trasforma la terra di nessuno fra gli Stati Uniti e il Messico nell’universo della nostra desolazione. Tutte queste schegge, e infinite altre, si possono in effetti raccogliere entrando in 2666 da un ingresso qualsiasi; ma fin dall’inizio il libro era fatto per diventare quello che oggi il lettore italiano, per la prima volta, ha modo di conoscere: un immenso corpo romanzesco oscuro e abbacinante, da percorrere seguendo una sola, ipnotica illusione – quella di trovare il punto nascosto in cui finiscono, e cominciano, tutte le storie.

24 ore di terrore

Tre rapitori e tre ostaggi in tre posti diversi, un piano spietato ma maledettamente geniale. Abby Jennings, cinque anni, prigioniera di un gigante, ritardato mentale. Karen, sua madre, inchiodata in casa con il capobanda, Joey Hickey. Will, il padre, a chilometri di distanza, in una camera d’albergo con il terzo complice. Se Huey, il gigante, non riceve ogni mezz’ora una telefonata da Joey, ucciderà la bambina. Durata dell’operazione: 24 ore. Poi, via col riscatto. Ma stavolta qualcosa va storto, il meccanismo si inceppa. Abby è malata di diabete e senza le iniezioni di insulina potrebbe morire nel giro di poche ore e Karen non è tipo da sottometersi ai giochi di Hickey, ma anche Will non è da meno, abituato com’è a muoversi sul filo del rasoio.

22/11/63

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle – e follemente possibile: impedire l’assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un’anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l’amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.

2084. La fine del mondo

Nell’Abistan – un impero così vasto da coprire buona parte del mondo – 2084 è una data presente ovunque, stampata nel cervello di ognuno, pronunciata in ogni discorso, impressa sui cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia dello Shar, la Grande Guerra santa contro i makuf, i propagandisti della «Grande Miscredenza». Nessuno sa a che cosa corrisponda davvero quella data. Qualcuno dice che ha a che fare con l’inizio del conflitto, altri con un suo particolare episodio. Altri ancora che riguardi l’anno di nascita di Abi, il Delegato di Yölah, oppure il giorno in cui Abi fu illuminato dalla luce divina, al compimento del suo cinquantesimo anno di età. In ogni caso, è da allora che l’immenso paese, che era detto semplicemente il «paese dei credenti», fu chiamato Abistan, il mondo in cui ci si sottomette gioiosamente alla volontà di Yölah e del suo rappresentante in terra, il profeta Abi. La Grande Guerra santa è stata lunga e terribile. Le sue tracce sono religiosamente conservate: edifici sventrati, muri crivellati, interi quartieri sepolti sotto le macerie, enormi crateri trasformati in immondezzai fumanti. Tuttavia, l’armonia più totale regna ora nelle terre dell’Abistan. Nessuno dubita delle autorità – gli Onorevoli e gli Adepti della Giusta Fraternità e i membri dell’Apparato – così come nessuno dubita che Yölah abbia offerto ad Abi di imprimere un nuovo inizio alla storia dell’umanità. L’abilang, una nuova lingua, ha soppiantato tutte le lingue precedenti, considerate stolti idiomi di non-credenti. Le date, il calendario, l’intera storia passata dell’umanità non hanno ormai più alcuna importanza e senso nella Nuova Era, e tutto è nella mano di Yölah. Yölah sa le cose, decide del loro significato e istruisce chi vuole. Agli uomini non resta che «morire per vivere felici», come recita il motto dell’esercito abistano. Perché, però, dubbi e sospetti si insinuano nella mente del trentacinquenne Ati al ritorno a Qodsabad, la capitale dell’impero, dopo anni trascorsi in un sanatorio arroccato su una montagna? Perché nel suo cuore si fa strada la tentazione di attraversare la Frontiera, al di là della quale, si dice, vivano i Rinnegati, i makuf, i propagandisti della Grande Miscredenza capaci di tutto? Ispirato alla celebre opera di George Orwell 1984, 2084. La fine del mondo, narra di un mondo futuro dove tutti gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria.

2055. False Hearts

Cresciute all’interno della rigida comunità di Mana’s Hearth, le sorelle siamesi Taema e Tila sognano una vita al di fuori della foresta di sequoie che le nasconde dal mondo. Il cuore che condividono ha iniziato a dare i primi segni di cedimento e se vogliono sopravvivere non hanno altra scelta che raggiungere l’altro lato della baia, dove le attende una San Francisco sconosciuta, sconvolta dal terremoto del 2055, e dove verranno separate chirurgicamente. Una notte di dieci anni dopo, Tila viene arrestata davanti alla sua casa. È fuori di sé, coperta di sangue. Su di lei pende un’accusa di omicidio, il primo in città da decenni. È sospettata di essere coinvolta nella Ratel, una potente organizzazione criminale, e di aver agito sotto gli effetti dello Zeal, un farmaco che può spingere le menti più violente e deviate a compiere i propri desideri più violenti e terrificanti. Taema sa che se vuole salvare sua sorella e sé stessa non ha altra scelta che immergersi negli anfratti più oscuri della città alla ricerca della di ciò che, indecifrabile e torvo, lega il presente al loro difficile passato, rendendo indissolubili i loro destini. Un romanzo distopico che unisce un’ambientazione fantascientifica a una trama da thriller, con richiami alle grandi opere che hanno fondato l’immaginario cyberpunk, dai romanzi di Philip K. Dick a Matrix a Strange Days.

I 200 Proverbi e Modi di dire italiani più usati: L’Italiano in tasca

##
## La bellezza della lingua italiana nell’uso popolare e colloquiale.
In **Italiano** si contano migliaia di *Proverbi*, detti, adagi, massime e motti, cioè tutte quelle espressioni della saggezza popolare tramandate di generazione in generazione ed entrate ormai a far parte del bagaglio culturale di ogni individuo.
I *Modi di dire*, invece, nascono dall’accostamento di termini magari anche lontani fra loro, fino a formare delle locuzioni o frasi di senso figurato che, a forza di essere usate comunemente nel linguaggio parlato, sono entrate di diritto nei vocabolari della lingua italiana come espressioni idiomatiche a tutti gli effetti.
In questo ebook ci divertiremo a imparare il significato di più di 200 tra i proverbi e i modi di dire **italiani** più diffusi.
*Scarica anche*:
## L’Inglese Facile: Parolacce Insulti Oscenità
## Lo Spagnolo Facile: 101 Proverbi & Modi di dire
**
### Sinossi
## La bellezza della lingua italiana nell’uso popolare e colloquiale.
In **Italiano** si contano migliaia di *Proverbi*, detti, adagi, massime e motti, cioè tutte quelle espressioni della saggezza popolare tramandate di generazione in generazione ed entrate ormai a far parte del bagaglio culturale di ogni individuo.
I *Modi di dire*, invece, nascono dall’accostamento di termini magari anche lontani fra loro, fino a formare delle locuzioni o frasi di senso figurato che, a forza di essere usate comunemente nel linguaggio parlato, sono entrate di diritto nei vocabolari della lingua italiana come espressioni idiomatiche a tutti gli effetti.
In questo ebook ci divertiremo a imparare il significato di più di 200 tra i proverbi e i modi di dire **italiani** più diffusi.
*Scarica anche*:
## L’Inglese Facile: Parolacce Insulti Oscenità
## Lo Spagnolo Facile: 101 Proverbi & Modi di dire

20 lezioni d’amore: di filosofi e poeti dall’antichità ai giorni nostri

Da chi avete imparato ad amare ora imparate a guarire, consigliava Ovidio più di 2000 anni fa. Che l’amore sia un balsamo per le nostre vite, un farmaco potente o un meraviglioso veleno, ancora oggi è possibile imparare ad avere cura delle nostre passioni grazie alle più belle, illuminanti e insolite “lezioni d’amore” disseminate nelle pagine di filosofi e poeti.
«Anche nel momento del possesso tituba in incerti ondeggiamenti l’ardore degli amanti», scrive Lucrezio nel De rerum natura. Gli fa idealmente eco il Cantico dei Cantici: «Sul letto mio, dentro le notti, cercavo lui che desidera la gola mia, il respiro di me, cercavo lui e non arrivavo a toccarlo».
C’è nell’amore un’idea di mobilità, un’energia cinetica che sposta più in là l’oggetto delle passioni e ne sfuma i contorni. Il fatto è che l’amore sfugge alle definizioni e preesiste alle teorie. Nel mito della biga raccontato da Platone, rischierebbe di fare a volte la parte del cavallo bianco che, etereo, ci porta alle soglie dell’Iperuranio, e a volte quella del cavallo nero, che ci trascina a terra con la gravità languida e sofferta del desiderio.
In queste 20 rapidissime lezioni, capisaldi come l’Arte d’amare di Ovidio, le lettere di Abelardo ed Eloisa o i Frammenti di un discorso amoroso di Barthes si alternano a scelte extravaganti ma feconde come le Confessioni di sant’Agostino (veri capitoli di un romanzo d’amore, a tratti per nulla spirituale) o il Saggio sull’intelletto di John Locke (dove l’ineludibilità della passione è un uragano che ci travolge, privandoci della «libertà di pensare ad altre cose che preferiremmo»), senza tralasciare riferimenti pop, da Giorgio Gaber a Woody Allen, da Liala a Inside Out.
Armando Massarenti costruisce così un prontuario filosofico, retorico e letterario che interpreta, rischiara e spesso sdrammatizza, per fortuna, il complesso intrico delle nostre umane passioni.
Con le più belle lezioni lette, inventate, riscritte dalla comunità di @TwitSofia_It
**
### Sinossi
Da chi avete imparato ad amare ora imparate a guarire, consigliava Ovidio più di 2000 anni fa. Che l’amore sia un balsamo per le nostre vite, un farmaco potente o un meraviglioso veleno, ancora oggi è possibile imparare ad avere cura delle nostre passioni grazie alle più belle, illuminanti e insolite “lezioni d’amore” disseminate nelle pagine di filosofi e poeti.
«Anche nel momento del possesso tituba in incerti ondeggiamenti l’ardore degli amanti», scrive Lucrezio nel De rerum natura. Gli fa idealmente eco il Cantico dei Cantici: «Sul letto mio, dentro le notti, cercavo lui che desidera la gola mia, il respiro di me, cercavo lui e non arrivavo a toccarlo».
C’è nell’amore un’idea di mobilità, un’energia cinetica che sposta più in là l’oggetto delle passioni e ne sfuma i contorni. Il fatto è che l’amore sfugge alle definizioni e preesiste alle teorie. Nel mito della biga raccontato da Platone, rischierebbe di fare a volte la parte del cavallo bianco che, etereo, ci porta alle soglie dell’Iperuranio, e a volte quella del cavallo nero, che ci trascina a terra con la gravità languida e sofferta del desiderio.
In queste 20 rapidissime lezioni, capisaldi come l’Arte d’amare di Ovidio, le lettere di Abelardo ed Eloisa o i Frammenti di un discorso amoroso di Barthes si alternano a scelte extravaganti ma feconde come le Confessioni di sant’Agostino (veri capitoli di un romanzo d’amore, a tratti per nulla spirituale) o il Saggio sull’intelletto di John Locke (dove l’ineludibilità della passione è un uragano che ci travolge, privandoci della «libertà di pensare ad altre cose che preferiremmo»), senza tralasciare riferimenti pop, da Giorgio Gaber a Woody Allen, da Liala a Inside Out.
Armando Massarenti costruisce così un prontuario filosofico, retorico e letterario che interpreta, rischiara e spesso sdrammatizza, per fortuna, il complesso intrico delle nostre umane passioni.
Con le più belle lezioni lette, inventate, riscritte dalla comunità di @TwitSofia_It

1Q84 – Libro 1 e 2

Aomame è spietata e fragile. È un killer che in minigonna e tacchi a spillo, con una tecnica micidiale e impalpabile, vendica tutte le donne che subiscono una violenza. Tengo è un ghost writer che deve riscrivere un libro inquietante e pericoloso come una profezia.
Entrambi si giocano la vita in una storia che sembra destinata a farli incontrare. Ma quando Aomame, sollevando gli occhi al cielo, vede sorgere una seconda luna, capisce che non potranno condividere neppure la stessa realtà.
Mai come in 1Q84 Murakami ha esplorato le nostre ossessioni per dare vita a un mondo così personale, onirico e malinconico.

1984

“Fu grazie all’immaginazione creativa con cui seppe trasformare le sue idee in romanzo che Orwell generò qualcosa di immortale. Il dattiloscritto battuto con tanta fatica dall’autore (un originale su carta inconsistente più due copie carbone) ha lasciato le sue mani, è andato per il mondo e l’ha cambiato.” (dalla prefazione di Robert Harris) Età di lettura: da 12 anni.