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La cospirazione contro la razza umana

“La cospirazione contro la razza umana” è un horror esistenziale perturbante e onirico, dal quale sono stati tratti i dialoghi della prima stagione di True Detective, serie televisiva della HBO. In questo libro Ligotti non ha paura di affrontare la più terribile delle verità: i peggiori orrori non sono da ricercare nella nostra immaginazione, ma nella realtà di tutti i giorni, nelle tenebre imperscrutabili della condizione umana. Magmatiche e brucianti, eppure vischiose, miasmatiche, contagiose, le parole di Ligotti evocano dal buio orrori e terrori, incubi e ossessioni: tutto quanto è stato rimosso dalla coscienza contemporanea vive qui una seconda, pestilenziale esistenza. Chi non può sopportare il peso di questo orrore, avverte l’autore, può continuare a illudersi che sia un prodotto della fantasia, perpetuando la cospirazione cui il titolo si riferisce.

Il cosmo e il buondio: dialogo su astronomia, evoluzione e mito

La Terra sta per essere colpita da un cataclisma naturale e l’Onnipotente si risolve finalmente a occuparsi dell’umanità, per lui solo una insignificante briciola di un cosmo infinito e multiforme. Chiama dunque a consulto i grandi pensatori di tutti i tempi, da Pitagora a Newton, da Democrito a Galileo e Laplace, da Aristarco a Einstein e Hubble, da Aristotele a Darwin, oltre ad alcuni scienziati viventi, perché lo aiutino a risolvere la situazione riassumendogli le geniali intuizioni e le straordinarie imprese sperimentali che hanno trasformato l’astronomia da una fantasia filosofica in una delle branche della scienza che più testimonia il potere raggiunto dall’intelletto umano.
A 400 anni dalle scoperte di Galileo e di Keplero, Andrea Frova accompagna i lettori lungo un’avventura millenaria che, nel rispondere ai grandi quesiti sull’universo, non cessa di interrogare la ragione sulle nostre origini e il nostro destino. E coglie lo spunto per una critica appassionata di quegli atteggiamenti dogmatici e irrazionali che sempre hanno frapposto ostacoli all’avanzamento della scienza, alla libera emancipazione dello spirito umano, al vivere civile.

Le cosmicomiche

I grandi miti della fantascienza: astronavi, macchine futuribili, viaggi interstellari, rivisitati e trasformati da una fantasia ironica e intelligente. Una originalissima raccolta di divertenti racconti del grande scrittore.

Cosmesi naturale pratica. Come fare in casa prodotti di bellezza con ingredienti facili, sani, efficaci e gustosi

A tutti piace avere un aspetto fresco, curato, attraente. Sarebbe bello farsi da sé le cose necessarie, ma chi ha tempo? E chi sa come si fa? Questo manuale, insegna a farsi in casa shampoo, sali da bagno, creme per il corpo e maschere per il viso. Con ingredienti sani, semplici da reperire, dalle virtù nascoste. Le ricette sono efficaci, sperimentate e pratiche. Concentrate, e quindi leggere, poco voluminose, anche facili da portare in viaggio o fuori casa, facilmente conservabili grazie all’uso di antimicrobici naturali come oli essenziali o di strumenti comuni come il frigorifero. Senza dimenticare che si tratta di ricette golose: ingredienti alimentari che con i loro profumi freschi e naturali fanno venire voglia di assaggiarle.
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### Sinossi
A tutti piace avere un aspetto fresco, curato, attraente. Sarebbe bello farsi da sé le cose necessarie, ma chi ha tempo? E chi sa come si fa? Questo manuale, insegna a farsi in casa shampoo, sali da bagno, creme per il corpo e maschere per il viso. Con ingredienti sani, semplici da reperire, dalle virtù nascoste. Le ricette sono efficaci, sperimentate e pratiche. Concentrate, e quindi leggere, poco voluminose, anche facili da portare in viaggio o fuori casa, facilmente conservabili grazie all’uso di antimicrobici naturali come oli essenziali o di strumenti comuni come il frigorifero. Senza dimenticare che si tratta di ricette golose: ingredienti alimentari che con i loro profumi freschi e naturali fanno venire voglia di assaggiarle.

Così va il mondo

Nessun popolo lo ha eletto, non vi è stata alcuna votazione democratica in alcun parlamento. Ma un consesso di oligarchi si è sostanzialmente autonominato Senato del mondo in base al censo e alla classe sociale. Il ruolo del popolo è più o meno di ratificare, attraverso quello che si è ridotto a un rito formale – le elezioni -, decisioni già prese e comunque separate dalle politiche economiche, che si muovono su binari diversi dalla politica vera e propria. Noam Chomsky è un acuto conoscitore delle dinamiche del potere, e un infallibile premonitore dei mali che affliggono le società occidentali. Quasi trent’anni fa aveva predetto il disastro della speculazione finanziaria, che negli anni ha sostituito l’economia di investimento, e il progressivo sgretolamento delle democrazie da parte delle ricche élite che più di tutto odiano essere intralciate da istanze sociali. Queste pagine rappresentano una sorta di “viaggio illuminante” nella società, nei media e nelle stanze del potere di un sistema che rischia di trovare la sua prima ragion d’essere nel metodo di sparti-zione del bottino fra potentati economici e conniventi politici. Demolitore delle ipocrisie del politicamente corretto, Chomsky è stabilmente nella lista dei dieci autori più citati di sempre (in compagnia di Shakespeare e di Aristotele, di Marx e della Bibbia), ma benché sia trattato come un’autentica celebrità in Europa e sia senza dubbio un critico sociale di enorme valore, appare l’equivalente moderno dei pro-feti del Vecchio Testamento: gli si addice il detto “nessuno è profeta in patria”. Eppure le sue analisi e previsioni si rivelano quasi sem-pre sorprendentemente esatte. Per questo, per capire come va il mondo, per capirlo davvero, è bene partire da Noam Chomsky.

Così è la vita. Imparare a dirsi addio

I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos’è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli. Né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa. Dell’invecchiare, dell’essere fragili, inadeguati, perfino del morire parliamo ormai di nascosto. Ai bambini è negata l’esperienza della fine. La caducità, la sofferenza, la sconfitta sono fonte di frustrazione e di vergogna. L’estetica dell’eterna giovinezza costringe molte donne nella prigione del corpo perfetto e le inchioda dentro un presente mortifero, incapace di darci consolazione, perfino felicità. In questa intensa, sorprendentemente gioiosa inchiesta narrativa, Concita De Gregorio ci chiede di seguirla proprio in questi luoghi rimossi dal discorso contemporaneo. Funerali e malattie, insuccessi e sconfitte, se osservati e vissuti con dignità e condivisione, diventano occasioni imperdibili di crescita, di allegria, di pienezza. Perché se non c’è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, non c’è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo In forza.
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Così come lui ti vuole

La professionalità del capitano di polizia Asher Penaz filtra anche nella sua vita quotidiana, e lo si deduce dal suo abbigliamento ordinato e dal suo appartamento spartano. Gli piace stare al comando e riesce a soddisfare il bisogno di dominare gli altri frequentando locali appositi.

Quindi, la sua improvvisa e intensa attrazione per lo spensierato spirito libero Daniel Tover lo destabilizza. In tutta la sua vita, Daniel non ha mai trovato ciò di cui aveva bisogno e si è spostato di luogo in luogo, di lavoro in lavoro, cercando qualcosa per cui valesse la pena fermarsi, lasciando tutto quando riusciva a trarre il massimo da ciò che faceva, ma senza mai sentire un senso di appartenenza.

L’alchimia tra Asher e Daniel è ardente, e così Asher lo invita a stare a casa sua. Mentre entrambi gli uomini faticano a comprendere se stessi, imparando a conoscersi l’un l’altro, le linee del desiderio e del controllo si confondono.

Con tutto quel fuoco, però, si rischia di bruciarsi. Ma se Daniel e Asher riusciranno a camminare attraverso quel fuoco insieme, potrebbero trovare ciò di cui hanno disperatamente bisogno.
(source: Bol.com)

Le cose che abbiamo perso nel fuoco

Piccoli capolavori di realismo macabro che mescolano amore e sofferenza, superstizione e apatia, compassione e rimpianto, le storie di Mariana Enriquez prendono forma in una Buenos Aires nerissima e crudele, vengono direttamente dalle cronache dei suoi ghetti e dei quartieri equivoci. Sono storie che emozionano e feriscono, conducendo il lettore in uno scenario all’apparenza familiare che si rivela popolato da creature inquietanti. Vicini che osservano a distanza, gente che sparisce, bambini assassini, donne che s’immolano per protesta. Quello di Mariana Enriquez è un mondo dove la realtà accoglie le componenti più bizzarre e indecifrabili della natura umana, e dove il mistero e la violenza convivono con la poesia. Sullo sfondo di un’Argentina oscura e infestata dai fantasmi, con la sua brillante mescolanza di horror, suspense e ironia, Le cose che abbiamo perso nel fuoco ha fatto di Mariana Enriquez la risposta contemporanea a Edgar Allan Poe e Julio Cortázar, la voce più interessante della nuova letteratura sudamericana. Una voce intensa e diretta, che racconta di personaggi brutali e talvolta buffi trascinando il lettore in una spirale fascinosa e disturbante, cui è difficile resistere.

(source: Bol.com)

Cose che abbiamo in comune

Il nostro mondo liquido-moderno è in continua trasformazione. Tutti noi – volenti o nolenti, consapevoli o no, che ci piaccia o meno – veniamo trascinati via senza posa, anche quando ci sforziamo di rimanere immobili nel punto in cui ci troviamo.
Queste lettere non sono altro che ‘racconti di viaggio’ e le storie in esse contenute sono dei resoconti di viaggio: scritte in viaggio, raccontano di viaggi.
Guardando indietro e ripensando a come siamo arrivati qui, quali di queste storie abbiamo in comune?

Le cose belle che vorrai ricordare

La nuova promessa della narrativa italianaUn romanzo profondo, coinvolgente e pieno di amore per la vita.Può bastare un solo sguardo per tutto quello che le parole non sanno dire.Zoe ha 5 anni quando metà del suo mondo si appanna; una malattia rende cieco il suo occhio sinistro, trasformandolo in una specie di perla. Solo grazie all’affetto dei genitori, e soprattutto del padre, che le insegna a vivere in modo sereno e positivo, Zoe riesce a sentirsi non diversa ma «speciale»: la sua sensibilità le permette di vedere ciò che altri non vedono, le dà una marcia in più per combattere le battaglie della vita.Zoe ha 21 anni quando la sua intera esistenza cambia: dopo la morte della madre, torna a casa, in quel paesino da cui era fuggita per inseguire il sogno di diventare pianista. Nulla sembra cambiato, ma tutto è diverso, perché suo padre – il suo energico, allegro, coraggioso padre – si è chiuso in un mutismo assoluto, il cuore indurito dal dolore e dalla solitudine.Toccherà quindi a Zoe riaccendere in lui la speranza, senza sapere però che quella fiammella illuminerà un segreto destinato a cambiare la sua vita e quella dell’intero paese, riscrivendo le storie grandi e piccole che lo animano. Perché ci sono sempre cose belle che si vogliono ricordare. Basta cercarle e guardarle con occhi nuovi, occhi «di perla»…

Cose belle

Bernie, un uomo di successo, vive troppo freneticamente per accorgersi di quanto la sua esistenza sia in realtà piatta e vuota. Un giorno però incontra Liz, una donna bella e intelligente che entra nella sua vita dandole finalmente un senso. Il sogno d’amore di Bernie si è felicemente realizzato, ma, all’improvviso, una sorte crudele gli strappa Liz. Rimasto di nuovo solo, dovrà affrontare una lunga stagione di dolore prima di riuscire a superare l’angoscia e la solitudine.
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La cosa veramente peggiore

David è un ragazzino difficile: abbandonato dalla madre da piccolo, parla con difficoltà, è violento e apparentemente ritardato. Le famiglie alle quali è stato affidato insieme alla sorella hanno finito per rispedirlo agli assistenti sociali. Il suo modo di fare ordine in una vita spezzata è quello di trovare «la cosa veramente peggiore»: andare dal dentista, essere picchiato dai compagni, non avere nessuno che si preoccupa per lui. Fino a quando, insperabilmente, i brandelli della sua esistenza cominciano a trovare un significato: la «nuova famiglia» è una donna sola che potrebbe essere sua nonna, ma che lo tratta con rispetto e affetto, e i suoi nuovi amici sono una bambina più piccola e geniale – e per questo emarginata proprio come lui – e un piccolo gufo orfano. Torey Hayden, una delle autrici più esperte e attente al mondo dell’infanzia e ai suoi problemi, ha scritto questo libro sui bambini e rivolto anche ai bambini con la maestria e la delicatezza che l’hanno resa un vero e proprio punto di riferimento amatissimo dal pubblico. *La cosa veramente peggiore* è un romanzo breve, delicato e crudele al tempo stesso, come tutte le storie sull’infanzia violata e salvata dalla forza dell’amore.

Cosa sognano i lupi?

Il giovane algerino Nafa Walid sogna di diventare un attore dopo aver fatto per caso la comparsa su un set. Ma è una carriera non del tutto scontata se si nasce nella casbah, in una famiglia numerosa e povera. In attesa che si compia il suo destino, Nafa Walid accetta un posto di autista e scopre l’arroganza dei nuovi ricchi che si credono i padroni del paese. Alloggiato in una misera stanzetta assapora la rabbia costante dello schiavo finché è costretto a far sparire il corpo di una ragazzina, morta di overdose tra le braccia del suo viziosissimo padrone. Nafa si lascia allora affascinare da un gruppo di fanatici islamici, diventando prima uno zelante combattente e poi un omicida senza scrupoli.

Cosa resta di noi

Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso *Cosa resta di noi* fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith.
Guia, la protagonista, chiama «morte vista al contrario» la sua impossibilità di avere un figlio: «una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita». Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il «lutto al contrario» del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Edo, il marito, il Narratore, segue le scene da questo matrimonio che si sta suicidando, nel letargo dorato degli inverni in Versilia, mentre Guia riversa in un prossimo romanzo tutta la sua disperazione e scrive di un tempo diverso da quello che stanno vivendo. Intorno le quiete banalità di coloro che «hanno tempo, soldi ed energie in surplus». Ma ad un tratto lo scenario cambia. Nella vita di Edo appare un’altra donna che però, pochi giorni dopo, svanisce nel nulla inspiegabilmente. La sua scomparsa diventa il caso del momento, segna l’irrompere di una realtà cieca e distruttiva nella crisi che Edo e Guia stanno cercando di affrontare. La lucida follia del circo mediatico divora torbidi risvolti in nome del conformismo e del pettegolezzo più morboso. Finché cosa resta di loro è soltanto l’assenza.
Giampaolo Simi, con la sua prosa capace di svariare dall’ironia alla tensione, riesce a raccontare di una specie di contagio che parte da una mancanza intima, fisica e spirituale, che si espande e diventa una trappola da cui nessuno riesce più a fuggire.

La cosa più bella che ho

‘I suoi romanzi creano dipendenza.’ Globe and Mail Dall’autrice del bestseller Dieci piccoli respiri Amber Welles ha venticinque anni e un gran bisogno di uscire dagli stretti e rassicuranti confini della cittadina dell’Oregon in cui è cresciuta. Quando finalmente, armata dei risparmi di due anni, può partire alla scoperta del mondo, è pronta a tutto. Tranne che a morire a Dublino. Eppure, se non fosse stato per il coraggio di un estraneo, sarebbe finita proprio così. Amber gli deve la vita, ma il ragazzo scompare prima che lei possa ringraziarlo. River Delaney, ventiquattro anni, è molto scosso. Nessuno doveva farsi male. Ma poi è arrivata quella turista americana. Non poteva lasciarla morire, ma non poteva rischiare di essere identificato sulla scena, quindi è scappato. È tornato alla sua quotidianità, a gestire il pub di famiglia. Ma la vita di tutti i giorni sta diventando sempre più complicata, per colpa di suo fratello Aengus e delle sue frequentazioni sbagliate. Quando la ragazza americana lo rintraccia, River si accorge di essere pericolosamente attratto da lei. E averla intorno è un rischio che non è disposto a correre. La cosa migliore da fare sarebbe allontanarla, ma non è facile respingere qualcuno che ossessiona i tuoi pensieri… Autrice bestseller di USA Today Oltre 50.000 copie in Italia ‘L’autrice, con grande maestria, induce il lettore a chiedersi fino all’ultimo come andrà a finire tra i protagonisti della sua storia. La cosa più bella che ho è un romanzo stupendo sull’istinto di combattere per amore e il bisogno di scapparne via.’ New York Journal of Books ‘Un altro trionfo. I romanzi di K.A. Tucker creano dipendenza.’ Globe and Mail ‘I libri di questa serie sono come una droga. I lettori di K.A. Tucker divoreranno questa storia appassionata e appassionante.’ Booklist K.A. TuckerVive vicino a Toronto con il marito e le due figlie. I suoi romanzi, inizialmente autopubblicati, grazie al grande successo sono stati acquisiti da Simon & Schuster, uno dei maggiori gruppi editoriali di lingua inglese. La Newton Compton ha pubblicato Dieci piccoli respiri, Una piccola bugia, Quattro secondi per perderti e Cinque ragioni per odiarti, anche raccolti in un unico volume, 99 giorni, La ragazza che amava la pioggia e La cosa più bella che ho.
(source: Bol.com)