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La Repubblica

Il famoso storico Josip Brik muore misteriosamente in una stanza d’albergo di Amsterdam. Il suo braccio destro Friso de Vos vede subito l’opportunità di subentrargli, ma qualcun altro compare in TV e rilascia un’intervista sulla morte del suo mentore. Da dove viene questa persona? Cosa vuole? Per rispondere a queste domande Friso si ritroverà in un avventuroso romanzo di satira sociale, allusioni alla letteratura e alla filosofia, fumetti e videogiochi, musica pop e studi su Hitler, fino a restare coinvolto suo malgrado in una rete di spionaggio internazionale.

La repubblica dei brocchi

“Il deperimento delle nostre élite è generale. Niente e nessuno si è salvato dal lento processo di decomposizione. Non la politica. Né le grandi burocrazie pubbliche. Ma neppure magistrati, manager pubblici e privati, professori. Non ha risparmiato il sindacato, la finanza, i professionisti di ogni ordine e grado. Né poteva risparmiare la stampa e l’informazione.” Sergio Rizzo, uno degli autori de La casta, il libro che ha dato agli italiani il sostantivo giusto per protestare contro una classe politica indecente, ha perso la pazienza – ma non il senso del ridicolo – e in questo libro lancia il suo atto d’accusa contro tutta la classe dirigente italiana: “eravamo un Paese che aveva fame di crescere: adesso siamo la Repubblica dei brocchi.” Perché al di là della questione morale, al di là dei reati e del dolo, al di là degli interessi privati che si fanno atti pubblici, la questione cruciale è che la nostra classe dirigente semplicemente non è a livello di quella degli altri paesi sviluppati. I brocchi non vogliono migliorare, riformare, far avanzare il paese: vogliono che tutto resti com’è per sempre, per godersi le proprie rendite di posizione. Ai brocchi non interessa quello che fanno gli altri, le soluzioni nuove ai problemi vecchi: per loro i problemi sono eterni e irrisolvibili. I brocchi non credono nella meritocrazia (se non a parole) e hanno una nutrita discendenza da piazzare, spesso composta di brocchi ancora peggiori. Sergio Rizzo disegna con severità e sarcasmo la galleria degli orrori che si trova di fronte chi, come lui, cerca di raccontare la realtà italiana, interrogandosi sulle ragioni di una caduta così verticale dei valori della nostra classe dirigente, dai costituenti ai ladri dei consigli regionali. Con una conclusione: cambiare si può, se si vuole, rimettendo dei paletti ed esigendo che vengano rispettati.
(source: Bol.com)

La Reliquia Di Cambridge

Cambridge, settembre 1352. L’anno accademico sta per cominciare e Matthew Bartholomew, docente di arte medica presso il Michealhouse College, vorrebbe dedicare gli ultimi giorni liberi al completamento della stesura di un trattato sulle febbri. In realtà, sembra che la città stessa sia in preda a una violenta febbre: dopo alcuni aspri scontri tra gli studenti e la popolazione locale ‘ scontri fomentati da qualcuno che agisce nell’ombra con uno scopo tanto preciso quanto misterioso ‘, viene ritrovato il cadavere di James Kenzie, uno studente scozzese, al quale è stato sottratto un prezioso anello, pegno d’amore della giovane Dominica Lydgate. Ben presto la tensione a Cambridge raggiunge il parossismo, anche perché, mentre si avviano le ricerche per trovare l’assassino di James, Dominica scompare senza lasciar traccia. E neppure lo straordinario ritrovamento di alcune ossa della mano del martire Simon d’Ambrey riesce a conciliare gli animi, anzi scatena una furibonda lotta tra i college, ansiosi di accaparrarsi la reliquia e soprattutto il denaro dei pellegrini che verranno a onorarla. L’unico che si sottrae alla frenesia collettiva è proprio Bartholomew che, scettico e perspicace come sempre, raccoglie con pazienza indizi e formula ipotesi. E sembra pure l’unico a essersi accorto che, nella mano scheletrica del sant’uomo, è stato infilato un anello identico a quello rubato…

Religione magia e droga. Studi antropologici

Cinque capitoli riassumono gli aspetti principali della ricerca antropologica dell’autore: le religioni “primitive” e quelle “popolari” fino al dibattito tra marxismo e religione; il sincretismo religioso (Alessandro Magno, il Cattolicesimo come religione di Stato, i rapporti con gli Indios latino-americani), le droghe e i loro usi rituali iniziatici, il rapporto controverso e simbolico tra malattia religione e guarigione, per finire con le alterazioni culturali della percezione umana dei cinque sensi. Un testo per comprendere la visione scientifica di questo studioso che ha contribuito alla storia dell’antropologia italiana.
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Relazione del primo viaggio intorno al mondo

Antonio Pigafetta ebbe l’avventura di partecipare all’impresa di Magellano e, morto quest’ultimo nella battaglia di Mactan (Filippine), ebbe incarichi di responsabilità riguardo ai rapporti con le popolazioni indigene. Il viaggio di circumnavigazione durò tre anni (1519-1522) e, dopo molte peripezie, dei duecentotrentasette uomini partiti solo in diciotto tornarono in Spagna. Sollecitato da più parti, Pigafetta, che era stato uno dei fortunati superstiti, divenne lo storiografo del ‘primo viaggio intorno al mondo’; ricavò, infatti, dai suoi diari e rese pubblica questa ‘Relazione’ “che, per la precisione e la fedeltà del racconto e la ricchezza di osservazioni sui paesi visitati, costituisce uno dei più importanti documenti della storia delle esplorazioni. Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare. Questo e-book aiuta il sito di Liber Liber, una mediateca che rende disponibili gratuitamente migliaia di capolavori della letteratura e della musica.

I reietti dell’altro pianeta

«C’era un muro… Come ogni altro muro, anch’esso era ambiguo, bifronte. Quel che stava al suo interno e quel che stava al suo esterno dipendevano dal lato da cui lo si osservava.» Sui dei fronti del muro, due pianeti gemelli, Urras e Anarres, illuminati da uno stesso sole ma divisi da una barriera ideologica antica di secoli. Urras è fittamente popolato, tecnologicamente avanzato, ricco, florido, retto da un’economia liberista. Da qui sono partiti nella notte dei tempi i seguaci di Odo che hanno colonizzato l’arido Anarres, fondandovi una comunità anarchico-collettivista che non conosce concetti come proprietà, governo, autorità. In questa società apparentemente perfetta nasce Shevek, genio della fisica alle prese con un’innovativa teoria del tempo, un vero “cittadino del cosmo” che dedicherà la vita ad abbattere il muro che separa da sempre i pianeti gemelli. Un’ambigua utopia, come recita il sottotitolo originale del romanzo, I reietti dell’altro pianeta è una grandiosa narrazione che, fingendo di parlare del futuro, racconta il mondo di oggi. Un classico della science fiction del Novecento che, caso quasi unico, ha ricevuto i due più importanti riconoscimenti del genere, il Nebula e l’Hugo.

Le regole della casa del sidro

Le regole della casa del sidro La storia di Homer Wells, un ragazzo dall’animo ricco di sentimenti e ideali, cresciuto nell’orfanotrofio di St. Cloud’s nel Maine, e del medico-padre Wilbur Larch, che accoglie nel suo istituto neonati abbandonati e fa abortire povere donne che altrimenti finirebbero nelle mani di macellai. Larch educa il giovane e gli insegna la professione, nella speranza che un giorno prenda il suo posto. Homer preferisce lasciare l’orfanotrofio e seguire la propria via lavorando in una fattoria dove si produce sidro. Si renderà ben presto conto che non conosce nulla del mondo dei grandi, e che dovrà affrontare dolori, asperità, e percorrere molta strada per capire le regole della vita. Un percorso di crescita in un romanzo dall’atmosfera ricca di sentimento che affronta i quesiti esistenziali della vita, della morte e dell’amore.

Le regole del tè e dell’amore

L’amore di Elisa per il tè risale alla sua infanzia. È stata sua madre a insegnarle tutte le regole per preparare questa bevanda e ad associare, come per gioco, ogni persona a una varietà di tè.
Daniele, il suo unico grande amore, è tornato dopo tanto tempo. Ma Elisa ha imparato da sua madre a non fidarsi della felicità, a non lasciarsi andare mai, perché il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto. Prima di tutto dovrà trovare se stessa, poi potrà capire se Daniele può renderla felice.
Quando trova per caso una vecchia scatola di tè con un’etichetta che riporta la scritta ROCCAMORI, il nome di un antico borgo umbro, Elisa ne è certa: si tratta del tè proibito della madre, quello che le fece provare solo una volta e che, lei lo sente, nasconde più di un segreto.
Forse proprio lì, in quel borgo antico, Elisa potrà trovare le risposte che cerca e imparare a lasciarsi andare e a fidarsi dell’amore, guidata dall’aroma e dalle regole del tè…
*«Gli amori grandi non dovrebbero avere un tempo, sono come l’aria, come l’acqua, come il cibo. Sono il sapore del mondo, che ti resta fra i denti, come dicevano i cinesi del tè. E quando finiscono ci lasciano da soli con i nostri errori, perché li abbiamo dati per scontati, senza controllare l’orologio. Ma l’orologio, con gli amori grandi, non serve, basta il ticchettio della lancetta dei secondi, basta lasciar scorrere gli istanti senza pensarci. Perché, se ci pensiamo, allora significa che il ticchettio è appena cessato.»*

Le regole del buio

“L’inizio della fine”. Tra le fiamme che divorano un’auto e i suoi due occupanti nel centro di Stoccolma, il commissario Jeanette Kihlberg intuisce che l’intricatissima indagine in cui è coinvolta sta precipitando verso il suo epilogo. Molti dei principali attori sono già usciti di scena, assassinati uno dopo l’altro da una mano misteriosa e senza volto, mossa da motivi che restano insondabili. Il commissario e il fedele collega Jens Hurtig sembrano arrivare sempre un istante dopo che l’orrore abbia svelato l’ennesimo frammento di un disegno indecifrabile. Al centro di uno spaventoso commercio di vite umane, una sola figura rimane inafferrabile: il cerchio si stringe attorno all’avvocato Viggo Durer, uomo dal passato controverso e apparentemente inattaccabile. Parallelamente, nella psiche di Sofia (Zetterlund, psicologa e profiler dalla doppia personalità che assiste Jeanette nelle indagini, riemergono con fatica le ferite del passato, cicatrici mai rimarginate che lentamente si ricompongono in un disegno via via più chiaro e sconcertante: non può neppure immaginare quanto sia profondo il legame con il male che l’ha segnata. La verità è sempre più vicina, ma coinciderà con la sconfitta della ragione: celata dalle nebbie della mente, o rinchiusa nei sotterranei di una casa sperduta in mezzo ai boschi.

Il regno della quantità e i segni dei tempi (gli Iniziati)

**Modernità e tradizione dei nostri tempi**
*Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi* è sicuramente il testo più completo e rigoroso di Guénon e si qualifica come una delle più profonde e acute analisi della situazione storica, culturale e spirituale del suo tempo. La coppia di concetti di cui Guénon si serve per comprendere il suo tempo è modernità/tradizione. La modernità, interpretata alla luce della tradizione, viene definita “Regno della Quantità”. Questo è il grado zero della discesa dall’alto che è stata percorsa fin qui: e la discesa va letta come un progressivo allontanamento dal principio.
La coppia modernità/tradizione si sovrappone perfettamente in Guénon a quella Occidente/Oriente. La dominazione del mondo da parte dell’Occidente, e la conseguente modernizzazione di tanta parte dell’Oriente, è stata effettuata solo con la forza materiale, e dunque è da considerare come espressione del “Regno della Quantità” che identifica puntualmente il presente.
La critica della modernità viene effettuata sulla base del tradizionalismo. Il tradizionalismo di Guénon si distingue da altri tradizionalismi per il fatto che la tradizione a cui si richiama non è qualcosa di umano, ma di sovrumano: è un tradizionalismo che vede in azione nel mondo un piano superiore al quale gli eventi si conformano, una essenza delle cose di cui la manifestazione esteriore è solo copertura, apparenza, schermo illusorio.
Guénon legge nel mondo moderno e nella sua bassezza il germe di un riscatto futuro. Ciò che lo salva dal pessimismo è la fede in un ribaltamento radicale della storia che avviene proprio nel punto più critico di essa. Vede il mondo moderno come un male, ma proprio nel male può leggere un percorso di salvezza, di rinascita, di partenza della storia nuovamente da zero. In questo punto, la visione di Guénon – i segni dei tempi – si rivela anche profondamente ottimista ma senza dover rinunciare al suo pessimismo e alla critica della modernità. Afferma, infatti, che“l’aspetto benefico non può non prevalere alla fine … e che la fine di un mondo non è e non potrà mai essere altro che la fine di una illusione.
**L’autore**: scrittore, esoterista, intellettuale francese, ha svolto un’intensa attività di studio e ricerca volta all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «forme tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, ecc.), intese come differenti espressioni del sacro, funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. Numerose le sue opere, prevalentemente scritte in francese. Tali lavori sono stati tradotti e costantemente ripubblicati in oltre venti lingue, esercitando una notevole influenza, a partire dalla seconda metà del Novecento, soprattutto nella precisazione dei concetti di esoterismo e Tradizione.
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### Sinossi
**Modernità e tradizione dei nostri tempi**
*Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi* è sicuramente il testo più completo e rigoroso di Guénon e si qualifica come una delle più profonde e acute analisi della situazione storica, culturale e spirituale del suo tempo. La coppia di concetti di cui Guénon si serve per comprendere il suo tempo è modernità/tradizione. La modernità, interpretata alla luce della tradizione, viene definita “Regno della Quantità”. Questo è il grado zero della discesa dall’alto che è stata percorsa fin qui: e la discesa va letta come un progressivo allontanamento dal principio.
La coppia modernità/tradizione si sovrappone perfettamente in Guénon a quella Occidente/Oriente. La dominazione del mondo da parte dell’Occidente, e la conseguente modernizzazione di tanta parte dell’Oriente, è stata effettuata solo con la forza materiale, e dunque è da considerare come espressione del “Regno della Quantità” che identifica puntualmente il presente.
La critica della modernità viene effettuata sulla base del tradizionalismo. Il tradizionalismo di Guénon si distingue da altri tradizionalismi per il fatto che la tradizione a cui si richiama non è qualcosa di umano, ma di sovrumano: è un tradizionalismo che vede in azione nel mondo un piano superiore al quale gli eventi si conformano, una essenza delle cose di cui la manifestazione esteriore è solo copertura, apparenza, schermo illusorio.
Guénon legge nel mondo moderno e nella sua bassezza il germe di un riscatto futuro. Ciò che lo salva dal pessimismo è la fede in un ribaltamento radicale della storia che avviene proprio nel punto più critico di essa. Vede il mondo moderno come un male, ma proprio nel male può leggere un percorso di salvezza, di rinascita, di partenza della storia nuovamente da zero. In questo punto, la visione di Guénon – i segni dei tempi – si rivela anche profondamente ottimista ma senza dover rinunciare al suo pessimismo e alla critica della modernità. Afferma, infatti, che“l’aspetto benefico non può non prevalere alla fine … e che la fine di un mondo non è e non potrà mai essere altro che la fine di una illusione.
**L’autore**: scrittore, esoterista, intellettuale francese, ha svolto un’intensa attività di studio e ricerca volta all’esposizione di alcuni aspetti delle cosiddette «forme tradizionali» (Taoismo, Induismo, Islam, Ebraismo, Cristianesimo, Ermetismo, ecc.), intese come differenti espressioni del sacro, funzionali allo sviluppo delle possibilità di realizzazione spirituale dell’essere umano. Numerose le sue opere, prevalentemente scritte in francese. Tali lavori sono stati tradotti e costantemente ripubblicati in oltre venti lingue, esercitando una notevole influenza, a partire dalla seconda metà del Novecento, soprattutto nella precisazione dei concetti di esoterismo e Tradizione.

Il regno dei lupi. Le cronache del ghiaccio e del fuoco

Nel cielo dei Sette Regni, travolti da una guerra devastatrice, appare una cometa dal sinistro colore rosso sangue. E’ forse questo un ennesimo segno di nuovi disastri a venire? Tutto sembrerebbe confermarlo. L’estate dell’abbondanza, durata dieci anni, sta per concludersi e sono ben quattro, ora, i condottieri che si contendono il Trono di Spade, in aperta guerra gli uni contro gli altri: il giovane e malefico Joffrey Baratheon, Robby Stark, i fratelli Stanlis e Rennly Baratheon e l’orgogliosa principessa Daenerys Targaryen, per la quale, forse, la cometa di sangue non è un presagio di tragedia ma un araldo di riscossa.

Il regno dei due cognati: Storia tragicomica di Napoli francese

Il viaggio di andata e ritorno del Re delle due Sicilie, due volte sfrattato dai francesi, le scenate di Maria Carolina, “l’Opera buffa con impiccati” della Repubblica Partenopea, le ruberie di Giuseppe Bonaparte e le smargiassate di Gioacchino Murat (i due cognati). Rivive l’avventura fosca e grottesca di Masaniello, come se fosse descritta da un cronista presente ai fatti.

I regni di Darkover

La Saga dei Darkover racconta le vicende del quarto pianeta della stella di Cottman, un tempo popolato da un razza non-umana. Qui, in seguito a un naufragio, si stabilisce un gruppo di coloni terrestri, dando vita, nel corso di secoli e secoli, a una civiltà non tecnologica, di stampo feudale e basata in larga misura sulla magia. Mille e più anni di avventure, guerre, storie d’amore e di rivalità, duelli magici, misteri e scoperte sul pianeta illuminato da un grande e fioco sole rosso…

La regina scalza

**DOPO IL BESTSELLER LA CATTEDRALE DEL MARE
UN SUCCESSO INTERNAZIONALE DA 7 MILIONI DI LETTORI**

Da Siviglia a Madrid, l’avventura di due donne che lottano per l’amicizia, l’amore e la libertà.

Siviglia, gennaio 1748. Una giovane donna con la pelle nera come l’ebano cammina lungo le strade della città andalusa. Il suo nome è Caridad; si è lasciata alle spalle un passato di schiavitù nella lontana colonia di Cuba, ma il paese sconosciuto in cui si ritrova inaspettatamente libera le appare persino più spaventoso delle catene. Il suo destino sembra ormai segnato quando incrocia i passi di Melchor, un gitano rude ma affascinante. Accolta nel borgo di Triana, dove il ritmo dei martelli nelle fucine dei fabbri fa da sottofondo al cante flamenco e alle sensuali movenze delle danze gitane, Caridad conosce Milagros, la bella nipote di Melchor, e tra le due donne nasce un’amicizia profonda. E mentre la gitana, nelle cui vene scorre il sangue della ribellione, confessa il proprio amore per l’arrogante Pedro García, dal quale la separano le antiche faide tra la famiglia del ragazzo e la sua, Caridad lotta per nascondere il sentimento che, ogni giorno più forte, la lega a Melchor. Ma una tempesta ben più devastante sta per abbattersi sui loro tormenti: nel luglio 1749 i gitani vengono deportati in massa e condannati ai lavori forzati e alla reclusione, in quella che passerà alla storia come la grande retata. La vita di Milagros, sfuggita alla cattura, imbocca una drammatica svolta, e poco dopo un’altra, più intima tragedia la obbliga a separarsi da Caridad. Le loro strade si allontanano, ma il destino porterà entrambe a Madrid, cuore pulsante di una Spagna in cui soffia il vento del cambiamento… Una storia capace di commuovere e di indignare, ma soprattutto di emozionare; un impetuoso affresco popolato di personaggi indimenticabili che vivono, amano e lottano per la libertà, tratteggiato con la maestria di cui Ildefonso Falcones ha dato ampiamente prova con La cattedrale del mare, narrando la Storia dalla parte degli oppressi e creando personaggi memorabili.
(source: Bol.com)

La regina delle tenebre

“La regina delle tenebre” è il titolo di questa raccolta composta da sei racconti di vario genere ed ambientazione che permettono di conoscere in maniera dettagliata lo stile narrativo della scrittrice nuorese, apprezzata dal pubblico, non solo come autrice di romanzi, ma anche come novellista e scrittrice di racconti brevi.
La prima novella che dà il titolo alla raccolta, narra della geniale e solitaria Magda, ragazza moderna che vive il dramma di molti giovani pieni di creatività ma in perenne conflitto col mondo che li circonda. È la storia di una trasformazione, di una vera e propria iniziazione all’arte che coinvolge lo spirito della giovane, durante una notte sublime e magica, a diretto contatto con la Natura.
Anche la seconda novella, “Il bambino smarrito”, tratta di crisi esistenziale, ma in maniera completamente diversa dalla prima. Protagonista è Matteo, uomo afflitto dal dolore di non riuscire più a godere della vita, che decide di suicidarsi in un boschetto vicino alla città durante una splendida sera d’autunno. Ma adagiato su una panchina trova un bambino solo, fuggito da casa. Comica e tragica, la storia è incentrata sulla rinascita del protagonista.
La natia Sardegna fa da sfondo alla terza storia, intitolata “Le due giustizie”, che racconta le vicende di Ziu Chircu, che, accusato ingiustamente di omicidio, diviene vittima della giustizia degli uomini ma avrà la fortuna di conoscere anche quella di Dio.
“La giumenta nera” è invece il titolo della quarta novella: un racconto lungo che riesce a rendere in pieno le doti artistiche e la genialità della Deledda. In un ambiente dove la povertà morale dell’uomo la fa da padrone, tra commerci e smerci, truffe e imbrogli, il giovane Giame, colto e sensibile, cerca di opporsi a un mondo che lo circonda e lo soffoca. Intrigante e suggestiva, la novella connette una storia intricata e frammentata, ricca di spunti letterari e di richiami alle leggende e alle tradizioni popolari sarde.
Il quinto racconto si intitola “Sarra” e narra la storia di Alessandra (Sarra in lingua sarda) una ragazza umiliata e bistrattata, costretta a sposarsi contro il suo volere. Una denuncia di un mondo retrogrado e maschilista che si contrappone alle gioiose immagini di una tipica festa sarda, quella di San Costantino.
La raccolta si chiude con “Primi baci”, novella ambientata in Sardegna, che permette al lettore di apprezzare quel talento di narrare, semplice e istintivo, che Grazia Deledda seppe trasformare in un vero e proprio stile letterario; e che le permise di entrare di diritto nella storia della letteratura mondiale.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Racconti sardi, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un sommario interattivo e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
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### Sinossi
“La regina delle tenebre” è il titolo di questa raccolta composta da sei racconti di vario genere ed ambientazione che permettono di conoscere in maniera dettagliata lo stile narrativo della scrittrice nuorese, apprezzata dal pubblico, non solo come autrice di romanzi, ma anche come novellista e scrittrice di racconti brevi.
La prima novella che dà il titolo alla raccolta, narra della geniale e solitaria Magda, ragazza moderna che vive il dramma di molti giovani pieni di creatività ma in perenne conflitto col mondo che li circonda. È la storia di una trasformazione, di una vera e propria iniziazione all’arte che coinvolge lo spirito della giovane, durante una notte sublime e magica, a diretto contatto con la Natura.
Anche la seconda novella, “Il bambino smarrito”, tratta di crisi esistenziale, ma in maniera completamente diversa dalla prima. Protagonista è Matteo, uomo afflitto dal dolore di non riuscire più a godere della vita, che decide di suicidarsi in un boschetto vicino alla città durante una splendida sera d’autunno. Ma adagiato su una panchina trova un bambino solo, fuggito da casa. Comica e tragica, la storia è incentrata sulla rinascita del protagonista.
La natia Sardegna fa da sfondo alla terza storia, intitolata “Le due giustizie”, che racconta le vicende di Ziu Chircu, che, accusato ingiustamente di omicidio, diviene vittima della giustizia degli uomini ma avrà la fortuna di conoscere anche quella di Dio.
“La giumenta nera” è invece il titolo della quarta novella: un racconto lungo che riesce a rendere in pieno le doti artistiche e la genialità della Deledda. In un ambiente dove la povertà morale dell’uomo la fa da padrone, tra commerci e smerci, truffe e imbrogli, il giovane Giame, colto e sensibile, cerca di opporsi a un mondo che lo circonda e lo soffoca. Intrigante e suggestiva, la novella connette una storia intricata e frammentata, ricca di spunti letterari e di richiami alle leggende e alle tradizioni popolari sarde.
Il quinto racconto si intitola “Sarra” e narra la storia di Alessandra (Sarra in lingua sarda) una ragazza umiliata e bistrattata, costretta a sposarsi contro il suo volere. Una denuncia di un mondo retrogrado e maschilista che si contrappone alle gioiose immagini di una tipica festa sarda, quella di San Costantino.
La raccolta si chiude con “Primi baci”, novella ambientata in Sardegna, che permette al lettore di apprezzare quel talento di narrare, semplice e istintivo, che Grazia Deledda seppe trasformare in un vero e proprio stile letterario; e che le permise di entrare di diritto nella storia della letteratura mondiale.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Elias Portolu, Racconti sardi, Canne al vento, La madre e Cosima.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un sommario interattivo e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.

La regina delle nevi

Tiamat, il pianeta dai soli gemelli, è un mondo più ricco di acque che di terraferma, ed è proprio dalla vita marina che si estrae la sua principale fonte di ricchezza in un impero che si estende su un’intera galassia: la droga della longevità. Ma ora tempi nuovi si preparano per Tiamat. La Porta Stellare che collega il pianeta all’impero sta per chiudersi, ed il lungo ciclo dell’inverno sta per concludersi insieme al regno dell’antica ed ancora bellissima Arienrhod, la Regina delle Nevi di Tiamat. La scienza del popolo dell’inverno non può nulla contro il cataclismico mutamento che porterà al potere il più primitivo popolo dell’Estate, ma Arienrhod non è disposta a subire passivamente quello che sembra il suo ineluttabile destino. Se la scienza del suo popolo non può cambiare un mondo, può tuttavia concederle la donazione di una erede che dovrà essere allevata in segreto fra il popolo dell’Estate in attesa di prendere il suo posto alla guida di Tiamat. E così la piccola Moon crescerà all’oscuro della propria origine, ma ben presto si ritroverà sospinta verso l’antica città dove Arienrhod occupa ancora il trono, e dovrà lottare contro la Regina per un uomo che entrambe amano, senza conoscere il suo segreto.