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Mondi pericolosi

Tamisen è dotata di un potere molto speciale: la capacità genetica di proiettarsi nei sogni e di usarli come una ” porta ” per entrare in altri mondi, dimensioni della realtà normalmente nascoste ma che esistono in spazi attigui a quello reale. Naturalmente vi sono dei rischi, perché nei ” mondi accanto ” può verificarsi di tutto e bisogna essere pronti a ogni sorta di pericoli. Per una Sognatrice, è vero, il pericolo fa parte del mestiere, e a immergersi nel sogno si finisce per non poterne più fare a meno. Ma che cosa accade quando le avventure diventano sempre più rischiose, e infine si spalanca la porta degli incubi? Tamisen vorrebbe non averlo mai scoperto, ma una cosa è certa: farà di tutto per salvare la pelle. E per tornare indietro sana e salva.
Copertina di Vicente Segrelles

I mondi dell’ignoto

Un pianeta su cui si è sviluppata una società avventurosa ma arretrata, spinta da una grande sete di conoscenza ma dotata di una tecnologia elementare e proprio per questo ancora più eroica. Un ambiente duro e ostile da cui si può evadere solo fuggendo verso l’ignoto, nello spazio: sono le premesse da cui parte Bob Shaw per costruire un romanzo di avventure i cui protagonisti sono astronauti che volano su navi di legno ed esploratori dell’ignoto disposti a muoversi fra i mondi con poco più di una caravella. In condizioni simili non c’è da stupirsi che i pericoli del viaggio si moltiplichino per mille e le incognite dell’arrivo siano ancora più tremende. Ma cosa ha da perdere chi non ha nulla da perdere? Non è esagerato dire che in questa saga di un futuro ” diverso ” Shaw sia riuscito a darci tutti gli elementi di un originale racconto epico.
Copertina di Vicente Segrelles

I mondi del sole morente

Un conflitto irriducibile e cruento che si estende in tutta la galassia vede di fronte la razza umana, eroicamente protesa al di fuori dei propri confini, e gli enigmatici regul, una civiltà aliena avvolta nel mistero di cui sono ignote persino le frontiere, se non dove esse vanno a lambire quelle raggiunte dell’umanità. I regul hanno assoldato una razza di mercenari per combattere questo conflitto estenuante: i mri, un’antica stirpe guerriera che da sempre ha inviato i propri figli migliori a combattere nel nome di altri popoli. In uno scenario fitto di combattimenti, audaci missioni diplomatiche, torbide congiure e inopinati tradimenti, dove non solo trionfano il coraggio e l’eroismo, ma la lealtà e la devozione, si trovano inscindibilmente uniti in un’alleanza di vita e di morte tre straordinari personaggi, quali raramente la fantascienza ha conosciuto: Niun, l’ultimo grande guerriero mri, Melein, la regina-sacerdotessa del pianeta Kesrith, e con essi Sten Duncan, l’uomo che ha salvato loro la vita intrecciando il proprio destino con quello dei suoi più fieri nemici… Egli si trova davanti a un drammatico dilemma: tradire il vincolo di lealtà che ormai lo unisce ai due ultimi superstiti del glorioso popolo mri, oppure aiutarli a trovare un’ultima possibilità di sopravvivenza, anche a costo di rinnegare il giuramento di fedeltà verso la propria razza…
Nel magnifico scenario dei pianeti Kesrith, Shon’jir e Kutath, prende vita un’epica trilogia che ha consacrato la fama dell’autrice de La Lega dei Mondi Ribelli e di Cyteen, entrambi vincitori del Premio Hugo.

Il monastero dimenticato

Il segreto sta per essere svelato…Nel luglio 1544 l’ammiraglio corsaro Khyar al-Dīn Barbarossa sta guidando l’armata turca all’assedio della Rocca di Campo Albo. A spingerlo è la brama di conquista ma soprattutto il desiderio di svelare il mistero del Rex Deus. Il segreto, affidato secoli prima ai cavalieri Templari, è custodito da un solo uomo, che ha trovato rifugio in un monastero vicino alla rocca. Il giovane Sinan è a un passo dalla grande scoperta, ma è anche sul punto di apprendere una sconvolgente verità sulle proprie origini e sulla missione che gli è stata affidata. Mentre sulla terraferma la battaglia infuria, Isabel de Vega, tenuta in ostaggio dal corsaro Nizzâm, pianifica la propria fuga. Ma la fitta trama d’intrighi è ben lontana dall’essere districata. Il complotto della Loggia dei Nascosti comincia a prendere forma, e nel palazzo di Piombino l’inquisitore Saverio Patrizi conduce nell’ombra un pericoloso gioco di inganni.Dal vincitore della 60a edizione del Premio Bancarella, il terzo episodio del romanzo a puntate di Marcello SimoniMarcello Simoniè nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo, laureato in Lettere, lavora come bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici e ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte; altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria ‘Writers Magazine Italia’. Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, ha superato le 300.000 copie, ha vinto il 60° Premio Bancarella ed è finalista al Premio Fiesole e al Premio Salgari. I diritti di traduzione sono stati acquistati in undici Paesi. Con la Newton Compton sta pubblicando anche Rex Deus, un romanzo a puntate in versione ebook.
(source: Bol.com)

Il monastero delle consolatrici

Venezia, 1940. I raggi dorati del sole si riflettono nelle acque della laguna. Angelina, una giovane donna, bellissima, cerca di farsi largo nella calca che si assiepa lungo i moli. Con passo incerto entra nel salone d’onore dell’albergo Danieli. Uno scrigno di sfarzosi arredi, marmi scintillanti, preziosi tessuti. La guerra, che sconvolge l’intera Europa, è lontana. Su un divano, stretta in un elegantissimo turbante, vestita di un tailleur di stoffa grigia, siede la più famosa diva del cinema italiano. Per la ragazza, appena arrivata dalla Bassa emiliana, è l’occasione di trasformare un sogno in realtà. Cambiare vita per sempre, lasciare una terra dura, tanto amata quanto parca d’amore e di speranze. Ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. Dopo aver calcato i palcoscenici dell’avanspettacolo, partecipato a concorsi di bellezza nella Milano della ricostruzione, posato per fotoromanzi di grido, Angiolina è rimasta sola. È ancora molto affascinante, nonostante l’età, quando, nella penombra del suo appartamento, riceve una visita inaspettata. Negli occhi di Nara, la donna che ha bussato alla sua porta, c’è tutto quanto Angiolina ha cercato di dimenticare. Ma c’è anche tutto quanto vale la pena di ricordare. È così che, tornata alla sua terra, si trova a presiedere una bizzarra comunità, fortunosamente accampata in un monastero sconsacrato. Una comunità in cui le differenze non contano e l’umanità viene prima di ogni altra cosa. Dove il calore di un pasto condiviso e di una conversazione offrono consolazione a chi, nel vortice del mondo, si è perso. O si è solo fatto trascinare. In questo «monastero delle Consolatrici» c’è ancora tempo per l’uomo. E anche per l’amore, per far pace con il proprio passato e per guardare con speranza al futuro. Opera postuma di Giuseppe Pederiali, Il monastero delle Consolatrici raccoglie l’eredità dei suoi romanzi più amati. Romanzi in cui, con gioia di raccontare, ironia e delicatezza, fa rivivere la storia di un’Italia fatta di aneddoti e di favole, di schiettezze giocose e di sogni d’amore. Storie affascinanti e senza tempo di uomini e donne che non si arrendono al destino, ma che del destino sono artefici.

La monaca

Messina, 15 agosto 1839. In casa del maresciallo don Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi per la festa dell’Assunzione della Vergine. È forse l’ultimo giorno sereno nella vita di Agata, innamorata del ricco Giacomo Lepre e da lui ricambiata. Agata deve rinunciare al suo amore: le famiglie tuttavia non trovano un accordo e, alla morte del maresciallo, la madre di Agata, donna Gesuela, decide di portarla con sé a Napoli, dove spera di ottenere una pensione dal re. L’unico piroscafo in partenza è quello del giovane capitano James Garson. Dopo un tempestoso viaggio, James e Agata si ritrovano insieme sul ponte e qui lei gli confida i propri tormenti. A Napoli, anche per le ristrettezze economiche della famiglia, Agata viene forzata a entrare in convento. Nel monastero benedettino di San Giorgio Stilita, si intrecciano amori, odi, rancori, gelosie, passioni illecite e vendette. Ma Agata sembra guardare oltre: si appassiona allo studio e alla coltivazione delle erbe mediche, impara a fare il pane e i dolci, confortata dalla scansione della giornata monastica e dalla solitudine. Legge tutti i libri che James Garson le manda con regolarità e segue le sorti dei movimenti che aspirano all’unità d’Italia in casa della sorella Sandra. Ha accettato la vita monastica, ma è combattuta tra un sentimento religioso malgrado tutto intatto e il desiderio di vivere nel mondo. Non vuole dispiacere la zia badessa, ma non vuole nemmeno sacrificare il suo futuro. La contraddizione per Agata si fa sempre più severa, anche se i sentimenti nei confronti di Giacomo Lepre cominciano a sbiadire e cresce l’attrazione nei confronti di James Garson, presenza costante – benché sottotraccia – nella sua vita. Sorella mediterranea delle eroine di Jane Austen, l’Agata di Simonetta Agnello Hornby è capace di abitare la Storia e al contempo di portare con la propria storia di giovane donna una forza spirituale nuova, da leggere a partire dal nostro tempo per arrivare al suo.

La monaca di Monza

Roberto Gervaso racconta una tra le più intriganti e inquietanti love story di tutti i tempi, quella tra la bellissima e aristocratica Virginia de Leyva (la Gertrude manzoniana), nobildonna di famiglia spagnola monacata a forza appena adolescente, e Gian Paolo Osio, giovane e spregiudicato play-boy dell’epoca privo di scrupoli e rimorsi. Teatro della vicenda è il monastero di Santa Margherita, a Monza, tra gli ultimi anni del Cinquecento e l’inizio del Seicento. In queste pagine Gervaso ricostruisce e racconta tutto quello che il Manzoni nascose sotto il sublime “da sventurata rispose”: gli incontri peccaminosi, le due gravidanze, la fine terribile degli amanti che, scoperti, furono condannati lui alla decapitazione, lei a essere murata viva.
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Momo

Momo è una ragazzina di dieci anni, o giù di lì. È orfana, ma è circondata da una grande famiglia di persone che gli vogliono bene. Ha una grande virtù: sa ascoltare gli altri in una maniera assolutamente unica. E ha una grande ricchezza: il tempo. Momo compare una mattina, all’improvviso, in un mondo che assomiglia molto al nostro, ma dove stanno succedendo delle cose strane. Una società di “signori grigi” che si dicono agenti della “cassa di risparmio del tempo” opera per convincere un sempre maggiore numero di persone sull’utilità di risparmiare tempo. Esso verrebbe restituito con gli interessi dopo il sessantaduesimo anno. Ma è una menzogna! Il tempo risparmiato fornisce ai “signori grigi” la materia vitale: essi possono così condurre un’esistenza parassitaria alle spalle degli altri uomini. Solo un gruppo di uomini riuniti intorno a Momo resiste all’offensiva della società segreta. Ed è proprio Momo che riesce a strappare a uno degli agenti il segreto della colossale truffa…

Il momento è delicato

«C’era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po’ i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l’inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l’indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c’è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent’anni. C’è un po’ di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall’inizio o aprendo a caso». Niccolò Ammaniti *** Racconti: Giochiamo? (scritto con Antonio Manzini) Un uccello molto serio Amore e pipistrelli La medicina del momento Respira. Piano. Ma respira Alba tragica A letto col nemico La figlia di Shiva Fa un po’ male Rane e girini L’amico di Jeffrey Dahmer è l’amico mio Gelida manina Racconto per bambini cattivi Il Festival Piú Importante Del Mondo Sei il mio tesoro (scritto con Antonio Manzini) Apocalisse

Momenti fatali. Quattordici miniature storiche

In quattordici “miniature” Stefan Zweig attinge alla storia per raccontare alcuni passaggi decisivi nella vicenda dell’uomo: dalla caduta di Bisanzio, fra urla di turchi e di cristiani, al vagone piombato in cui Lenin attraversa la Germania con destinazione Pietrogrado e la rivoluzione bolscevica; da quell’unico uomo che a Waterloo provoca la disfatta napoleonica (e non è l’Imperatore) alla scoperta del Pacifico sui vascelli spagnoli. Dopo una prima edizione nel 1927, contenente cinque delle quattordici “miniature” presenti in questo volume, “Momenti fatali” uscì postumo nel 1943.

Momenti di trascurabile felicità

«Entro in un negozio di scarpe, perché ho visto delle scarpe che mi piacciono in vetrina. Le indico alla commessa, dico il mio numero, 46. Lei torna e dice: mi dispiace, non abbiamo il suo numero. Poi aggiunge sempre: abbiamo il 41. E mi guarda, in silenzio, perché vuole una risposta. E io, una volta sola, vorrei dire: e va bene, mi dia il 41». «Gli sms dopo le undici di sera che dicono: dove sei?, che significano molto di più di quello che dicono». «Quando la donna con cui dormo ha capito che ognuno deve dormire dal suo lato. Che ci si può abbracciare prima, o quando ci svegliamo la mattina, ma quando si dorme bisogna stare ognuno per i fatti suoi. Dividendo il letto con la stessa meticolosità con cui si tracciava la linea di divisione del banco con il compagno di banco, a scuola». Sei in coda al supermercato in attesa del tuo turno, magari sei bloccato nel traffico, oppure aspetti che la tua ragazza esca dal camerino di un negozio d’abbigliamento. Sei un po’ distratto, insomma. Quando all’improvviso la realtà intorno a te sembra convergere in un solo punto, e lo fa brillare. E allora capisci di averne appena incontrato uno. I momenti di trascurabile felicità funzionano così: possono annidarsi ovunque, pronti a pioverti in testa e farti aprire gli occhi su qualcosa che fino a un attimo prima non avevi considerato. Per farti scoprire, ad esempio, quant’è preziosa quella manciata di giorni d’agosto in cui tutti vanno in vacanza e tu rimani da solo in città. Quale interesse morboso ti spinge a chiuderti a chiave nei bagni delle case in cui non sei mai stato e curiosare su tutti i prodotti che usano. O la soddisfazione nel constatare che un amico ha ripreso in poco tempo tutti i chili persi con una dieta faticosissima che, per qualche giorno, sei stato tentato di fare anche tu. A metà strada tra Mi ricordo di Perec e le implacabili leggi di Murphy – ma col gusto tutto italiano della divagazione – Francesco Piccolo mette a nudo con spietato umorismo i piaceri più inconfessabili, i tic, le debolezze con le quali prima o poi tutti noi dobbiamo fare i conti. Pagina dopo pagina, momento dopo momento, si finisce col venire travolti da un’inarrestabile ondata di divertimento, intelligenza e stupore. Con la stessa sensibilità con cui ha perlustrato l’Italia «spensierata», Francesco Piccolo raccoglie, cataloga e fa sue le mille epifanie che sbocciano a ogni angolo di strada. Perché solo riducendo a spicchi la realtà si riesce ad afferrare per la coda – magari un attimo appena – il senso più profondo della vita.

La moglie indiana

Neel è un anestesista, fiero di essere una persona razionale e decisa, dentro e fuori la sala operatoria. Quando la madre lo richiama in India perché sposi una brava ragazza indiana, Neel non si scompone: lui ha già una fidanzata a San Francisco e una carriera ben avviata, un matrimonio combinato è l’ultima cosa che gli passa per la testa.
Leila ha trentacinque anni ma non è ancora stata promessa a nessuno: la famiglia è troppo povera per procurarle una dote e inoltre si vocifera di una sua relazione segreta con un ragazzo musulmano. L’apparente libertà americana si confronterà con le tradizioni e le usanze indiane quando le vite di Neel e Leila si uniranno nel più improbabile dei matrimoni combinati. Entrambi saranno costretti a lottare per conciliare i propri desideri con le aspettative delle famiglie e dovranno imparare a conoscersi a fondo.
*La moglie indiana* segna l’esordio di un’autrice che ha sperimentato sulla propria pelle il distacco dalla terra natia e l’integrazione in un nuovo Paese, con un romanzo capace di ricreare tutto il complesso e contraddittorio fascino di un mondo esotico.

La moglie dello sceicco

Prego? L’impeccabile segretaria Emily Claybourne prova da sempre una grande stima per il suo “capo”, uno sceicco miliardario e affascinante, ma il lavoro che le ha appena commissionato rischia di compromettere addirittura il rispetto reciproco. Oltretutto, nell’esporle la sua richiesta, Ben Ali non ha mostrato il minimo imbarazzo. “Mi dovresti procurare…”ente Karim?
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### Sinossi
Prego? L’impeccabile segretaria Emily Claybourne prova da sempre una grande stima per il suo “capo”, uno sceicco miliardario e affascinante, ma il lavoro che le ha appena commissionato rischia di compromettere addirittura il rispetto reciproco. Oltretutto, nell’esporle la sua richiesta, Ben Ali non ha mostrato il minimo imbarazzo. “Mi dovresti procurare…”ente Karim?

La moglie dell’albergatore

Sul ponte del ferry che lo porta in Germania, Futh ripensa allo stesso viaggio affrontato tanti anni prima, appena dodicenne, in compagnia del padre, per stemperare il dolore dell’abbandono della madre. Ora, stringendo tra le mani il portaprofumo d’argento con l’essenza di violetta amatissima dalla donna, Futh ritorna su quei passi. Intanto il destino gli ha procurato un dolore simile: la moglie lo ha lasciato e Futh vuole tempo per sé, per pensare a quello che gli è successo. È così concentrato sui propri ricordi che non capisce il perché dell’ostilità dell’albergatore Bernard, né si accorge dello strano comportamento di Bernard e della moglie Ester, una coppia dal rapporto ambiguo, pieno di tensione. Bernard sospetta ripetuti tradimenti da parte dell’irrequieta moglie e la tiene continuamente d’occhio. L’incontro tra solitudini e una improvvisa quanto banale scelta di Futh precipiteranno in un finale del tutto imprevisto.