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Il battello rubato. Le indagini di Mary Lester, ispettore di polizia in Bretagna

Per sfuggire ai clamori dell’ultimo caso brillantemente risolto, Mary Lester approfitta dei suoi quindici giorni di convalescenza per passare una vacanza a Camaret, deliziosa cittadina affacciata sul mare. L’istinto la porta però a occuparsi informalmente di un piccolo giallo che sconvolge i suoi abitanti: i continui furti intentati ai danni della copia fedele della Belle-Étoile, il battello storico in legno per la pesca alle aragoste che costituisce il simbolo del piccolo porto. La vicinanza con una importante e segreta installazione militare della Marina Francese causa a Mary parecchi problemi, ma la giovane e tenace ispettrice vuole vederci chiaro. Grazie alla sua grinta e alla sua allergia alle prepotenze, mette sottosopra tutta Camaret, trasformando la sua vacanza in un’appassionante indagine poliziesca.

Il battello del delirio

Fiume Mississippi, 1857. Il ghiaccio di un gelido inverno ha appena distrutto la flotta commerciale del capitano Abner Marsh. Privo di assicurazione, il vecchio armatore si ritrova solo, in bancarotta, disperato. Ma ecco che, inaspettatamente, un bizzarro straniero di nome Joshua York si offre di rilevare la metà della sua compagnia di navigazione in rovina, mettendo sul piatto una cifra spropositata. Ma non è tutto. York intende investire il proprio denaro nella costruzione del battello più lussuoso, più bello e soprattutto più veloce che abbia mai solcato le torbide acque del Mississippi, e per di più ne offre il comando al capitano Marsh. L’unica condizione posta da York è semplice: gli ordini da lui impartiti saranno pochi, ma per quanto strani o assurdi possano sembrare, ogni qual volta verranno emanati, Marsh dovrà assicurarsi che essi vengano eseguiti alla lettera, senza fare domande. E così il nuovo gioiello del fiume, battezzato Fevre Dream, inizia il suo viaggio. Tuttavia, man mano che il battello discende il tortuoso corso del Mississippi, Marsh prende a insospettirsi sempre più. Perché il misterioso York si fa vedere soltanto di notte? Come mai lui e i suoi amici si dissetano ogni sera col disgustoso vino nerastro della sua riserva privata? Quando la verità sarà finalmente rivelata, il capitano dovrà scegliere da che parte stare…
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Batte il cuore

Un uomo e una donna, Bill e Adrian, reduci da rapporti sbagliati, si incontrano e si amano. Nessuno dei due si aspettava di venire travolto da una simile tempesta di emozioni e sentimenti contrastanti, ma insieme troveranno il coraggio per affrontare un passo che deciderà del loro futuro…

Battaglione d’assalto

Sanno di essere considerati i ‘Maledetti di Dio’ e sanno che per loro non c’è speranza: una volta entrati nell’ingranaggio dei reggimenti di disciplina dovranno fare (e subire) di tutto. Ma quando, scampati miracolosamente al carnsio russo, Sven e i suoi compagnivengono assegnati a un carcere militare tedesco come plotone d’esecuzione, la loro rassegnata indifferenza raggiunge il limite. Abbruttiti dalla guerra e rotti a tutte le esperienze, non possono però sopportare di vedersi trasformati in comuni assassini.

Bastogne

Sono quattro, giovani e fuori di testa: Ermanno Claypool, sfaccendato studente di filosofia, cresciuto attorno a piazza Nietzsche in una Nizza che assomiglia molto alla Bologna del DAMS; Raimundo Blanco, un mezzo pusher che se ne va in giro come un gigolò cubano; Dietrich Lassalle, un alcolista fissato con la Seconda guerra mondiale e i progetti di vita; e il Cousin Jerry, una sorta di bestemmia umana urlata contro il buon comportamento (e quello che comunemente si chiama “buon gusto”). C’è stato un tempo in cui i quattro personaggi di questa storia, quattro cavalieri dell?apocalisse dei tempi moderni, erano normali, o quasi. Ma ora quel tempo è finito. Il Cousin Jerry è tornato in città e l’ex banda di disertori liceali si è arruolata in una sanguinosa guerra-lampo all’insegna di assalti surreali e dementi contro una società votata al conformismo. Le loro allucinate quanto dissacranti vicende rimangono ancora oggi capaci di affascinare e scuotere.

Un bastimento carico di riso

L’assassinio di un barbone, anche se calza scarpe inspiegabilmente eleganti e costose, non è un evento che possa commuovere i commissariati di Barcellona, come di ogni parte del mondo. Troppo l’impegno per un risultato comunque di scarsa importanza, visto che i barboni vivono in un mondo in tutto separato e parallelo che solo apparentemente, o occasionalmente, occupa lo spazio e il tempo del nostro mondo ordinario e savio. Ma per la sfortuna degli assassini di questo complicato caso poliziesco, che non si ferma al primo omicidio, che prende due piste e poi le abbandona, che porta alla fine a una (come sempre) disincantata soluzione, è proprio questo parallelismo ad ammaliare Petra Delicado, ispettore della polizia di Barcellona.
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Bastardo numero uno: Un caso di Stephanie Plum

Cos’ha di speciale Stephanie Plum? Apparentemente non molto. È carina, solida, spiritosa, cresciuta nel pittoresco quartiere chiamato il Borgo di una città del New Jersey che invece di pittoresco non ha nulla. Quando malauguratamente si ritrova disoccupata, visto che al Borgo sono tutti imparentati tra di loro, pensa di andare a chiedere aiuto al cugino Vinnie, che ha un’agenzia di cauzioni: presta soldi a chi deve uscire di prigione fino alla data del processo, ma se i debitori non si presentano in tribunale spedisce sulle loro tracce degli agenti incaricati di catturarli e portarli alla polizia. E Stephanie capita proprio al momento giusto per occuparsi dell’incarico migliore: acciuffare l’irresistibile, affascinante, canagliesco Joe Morelli, con cui aveva avuto una torrida avventura, ora poliziotto in fuga accusato di omicidio. Munita di pistola, manette e spray anti aggressione, Stephanie si improvvisa agente di recupero cauzioni; ha a che fare con un campionario di maniaci sessuali, ubriaconi e perditempo, e si ritrova coinvolta in vicende paradossali che però conducono tutte allo stesso mistero di cui Morelli sembra la chiave. E come se non bastasse, un pericoloso assassino, completamente pazzo, non vede l’ora di metterle le mani addosso e ridurla in fin di vita.Cos’ha di speciale questo romanzo? Tutto. È diverso da ogni altro thriller, così come la sua eroina non somiglia a nessuna detective letteraria: non è particolarmente depressa né matta, ma è una persona normale alle prese con un mestiere assolutamente fuori dal normale. Un mestiere per cui non sembra affatto tagliata, ma che affronta con innegabile coraggio e faccia tosta, con un bel po di incoscienza e con uno straordinario, irresistibile, formidabile senso dell’umorismo. Impossibile smettere di leggere, impossibile staccarsi da lei.

I bastardi dovranno morire

Wollaing è una cittadina del Nord della Francia dove, a poco a poco, hanno proliferato grappoli di casette con i tetti di tegole scure, fiancheggiate da un giardinetto o da un piccolo portico sul cortile. Tutto il resto è piatto, un deserto che si estende a perdita d’occhio e in cui le discariche la fanno da padrone. Qui il venticinque per cento degli abitanti sono disoccupati e il cinquanta per cento alcolisti; i giovani sognano di diventare calciatori o star della televisione, mentre i genitori, schiacciati dalla miseria, si vedono costretti a chiedere denaro in prestito per fare fronte alle spese. Una cosa è sicura, si ripetono amareggiati gli abitanti di Wollaing: se gli industriali, che trent’anni prima davano lavoro a tutta la città, non se la fossero data a gambe levate, non ci sarebbero tutti questi indebitamenti. Un giorno rue Jules-Guesde viene sbarrata da due Boxer con i lampeggianti accesi e messa al riparo dalla folla di curiosi tramite un cordone di sicurezza. Pauline, una giovane tossicodipendente conosciuta da tutti, è stata ritrovata morta in un campo abbandonato. Per Rémy Leroy, il padre della ragazza, i responsabili dell’omicidio non possono che essere Frédéric Wallet, detto Freddie, e il suo scagnozzo Gérard Waterlos, detto Gigi, due grandi bastardi. Freddie ha una palestra di body building tra Wollaing e Douai. È un lavoro parttime, nel resto del tempo dà la caccia ai debiti non pagati, lavorando per covi di strozzini che danno in prestito denaro liquido senza fare troppe domande. Leroy li ha visti, un pomeriggio, discutere con sua figlia: quei bastardi non si sono neppure presi la briga di nascondersi. Sono piombati in pieno giorno con la loro grossa bagnarola mentre Pauline rientrava dal lavoro e la hanno minacciata. A indagare sul caso vengono chiamati il tenente Saliha Bouazem, una giovane donna araba appena arrivata in città, e il comandante della polizia locale, Erik Buchmeyer, fumatore, bevitore, macho, disinvolto e spocchioso, ma innegabilmente abile nelle inchieste legate al traffico di droga. La faccenda, apparentemente semplice, si rivela però più complicata di quello che sembra e, ben presto, ogni indizio porterà verso un’insospettabile direzione. Accolto come il miglior thriller francese dell’anno, I bastardi dovranno morire si svela ai lettori attraverso una sorprendente spirale di suspense, finezza e intelligenza. Un noir mozzafiato che rivela il ritratto di una Francia messa in ginocchio dalla disoccupazione, dai debiti e dai traffici di droga. ‘I bastardi dovranno morire è un libro sbalorditivo, che rompe le frontiere del genere e spazia dal giallo al thriller psicologico passando per il romanzo d’inchiesta’. Le Figaro ‘Grand assembla pezzo dopo pezzo un puzzle eccezionale. E guida i suoi personaggi in un balletto per uscire dalla miseria e dallo sconforto’. Lire ‘Un thriller inquietante, come piace al pubblico, forse perché rispecchia la realtà…’ L’Anticapitaliste
(source: Bol.com)

La bastarda di Istanbul

Istanbul è il crocevia dove da secoli si incontrano culture e religioni differenti. Proprio in questa città multiforme e piena di colori si conoscono Armanoush, americana in cerca delle proprie radici armene, e Asya, diciannove anni, che vive a Istanbul con la madre, tre zie, la nonna e la bisnonna. Due giovani donne che si legano l’una all’altra, figlie di due mondi che la Storia ha visto scontrarsi: a dispetto di tutto, la ragazza armena e la ragazza turca diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega le loro famiglie e fanno i conti con il passato comune dei loro popoli. Divenuta ormai il simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi indietro e raccontare le proprie contraddizioni, Elif Shafak intreccia con luminosa maestria le mille e una storia che fanno pulsare il cuore della sua terra.

Barracuda 945: romanzo

In una situazione politica in cui la lotta al terrorismo è diventata una guerra su scala planetaria, un ufficiale inglese ha superato il confine: il maggiore Ray Kerman è passato al nemico. Dato per morto in un agguato in Medio Oriente, si è unito al terrorismo internazionale rivelando piani e procedure delle agenzie occidentali. Non solo, sta per procurare ai fanatici della guerra totale l’arma assoluta: un sottomarino nucleare. E così l’ammiraglio Morgan e la sua squadra di guerrieri dei mari devono mettere in campo ogni risorsa disponibile per scongiurare la nuova minaccia. Comincia così la caccia al Barracuda 945, un vero e proprio spettro dei mari, il sottomarino che potrebbe lanciare il siluro che darà inizio alla catastrofe.

Il barone sanguinario

In un mondo tanto antico quanto sconosciuto, con la Grande Guerra a fare da sfondo, gli studi e gli esperimenti scientifici di alcuni collaboratori del Graf Von Dracula raggiungono i primi risultati: hanno infatti preso vita creature invincibili, vampiri mutaforma in grado di trasformarsi con la sola forza di volontà in vere e proprie armi da guerra e che possono rappresentare la carta vincente di un conflitto epico, in cui gli umani tentano di diventare non-morti, mentre i non-morti lottano per ottenere la vita eterna. Un poeta, Edgar Allan Poe, ha il compito di scrivere le gesta e la bibliografia di un grande eroe, il Barone Rosso Von Richthofen, il cui padre-di-tenebra è lo stesso Dracula, grande regista di questa guerra mondiale.
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Barnabo delle montagne

“E che tutti vivono cosi, come se da un’ora all’altra dovesse arrivare qualcuno; non l’assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto; non si puo dire chi”. E proprio Barnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo tra i personaggi di Buzzati il sentimento dell’attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa о un chi, semplicemente attendere. Ed e ancora Barnabo a inaugurare l’esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Barnabo idle montagne non e solo l’opera prima di Buzzati, ma e soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguera la quasi totalita della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell’incubo, dell’altrove.

La bara di cristallo (eLit)

STORIE DEL CREPUSCOLO Vol. 2. Nella Parigi di Maria Antonietta, la bellissima vampira Viviane cerca un protettore che la lasci libera di vivere come preferisce, cosa che di certo non accadrebbe se accettasse la proposta di matrimonio del potente Constantin de Salignac. L’unico ad accenderle il sangue è Rhys Hawkes, il bellissimo, affascinante, enigmatico fratello di Constatin. Ma proprio quando la passione travolgente che li unisce sta per trasformarsi in qualcosa di più, l’odio secolare che divide i due uomini condanna Viviane a un destino terribile: trascorrere l’eternità nelle viscere di Parigi, sepolta viva in una bara di vetro. Due secoli dopo Rhys, che non l’ha mai dimenticata, sente raccontare la curiosa leggenda della Biancaneve dei vampiri, e la speranza si riaccende nel suo cuore. Che sia la sua splendida principessa svanita nel nulla l’altra metà della sua anima immortale? I volumi della serie: 1) Un morso è per sempre 2) La bara di cristallo 3) L’abito di diamanti
(source: Bol.com)

Il bandito dell’Isola

Noto come il bandito dell’Isola, quartiere milanese un tempo abitato da malavitosi, Ezio Barbieri è stato il nemico pubblico numero uno del dopoguerra. Nel 1945, in una Milano affamata e semidistrutta, con Sandro Bezzi dà vita alla banda della Aprilia nera, ancora oggi una delle bande mitiche per tutti gli appassionati di noir e storie criminali. A bordo di una scattante Lancia Aprilia sfuggivano alle forze dell’ordine dopo aver rapinato banche e facoltosi industriali, scorrerie in stile Robin Hood che spesso terminavano con la distribuzione di parte del bottino tra gli abitanti del quartiere. Dopo una serie di evasioni e la morte violenta di Bezzi, Barbieri si ritrova protagonista, suo malgrado, della più grande rivolta carceraria del secondo dopoguerra, la Pasqua Rossa di San Vittore. Condannato a trent’anni comincia una lunga odissea nei peggiori penitenziari d’Italia e solo nel 1971 inizia in Sicilia una nuova vita da uomo libero, come stimato commerciante di vini. Alle soglie dei novant’anni Barbieri ricostruisce per la prima volta la sua vita avventurosa, dalla Milano del dopoguerra all’odissea nelle nostre peggiori carceri, una biografia ricca di aneddoti sui personaggi cult della storia criminale italiana.

Il banchiere del diavolo

Adam Chapel, nella sua prima missione sul campo, sta seguendo una pista di riciclaggio di denaro finora nascosta da terroristi arabi. Al momento di fare irruzione nei locali finalmente identificati i sospetti fanno scoppiare una bomba che ucciderà tutta la sua squadra. Chapel non si dà per vinto e ricomincerà, tra enormi difficoltà, la ricerca dell’organizzazione segreta assieme a Sarah Churchill, una spia molto attraente d’incerta lealtà. La misteriosa associazione fa capo a un genio della finanza, Marc Gabriel, che utilizza per riconvertire il denaro illegittimo sofisticatissimi espedienti finanziari.
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Il banchiere dei poveri

Muhammad Yunus vive in uno dei paesi più poveri del mondo. Ad arginare gli effetti devastanti delle calamità naturali, della malnutrizione, della povertà strutturale, dell’analfabetismo e della alta densità di popolazione, in Bangladesh, non sono bastati i trenta miliardi di dollari degli aiuti internazionali. E’ difficile, quindi, immaginare che l’Occidente abbia qualcosa da imparare da questo paese. Eppure, è nata qui la Grameen Bank e con essa un’idea per far sparire la povertà dalla faccia della terra. Il professor Yunus ha trovato il modo, accordando minuscoli prestiti ai diseredati della terra, di fornire al 10% della popolazione – bengalese (dodici milioni di persone) gli strumenti per uscire dalla miseria, e di trasferire poi la sperimentazione del microcredito dal Terzo mondo ai poveri di altri paesi. La banca presta denaro, a tassi bonificati, solo ai poverissimi: in questo modo coloro che non potevano ottenere prestiti dai tradizionali istituti di credito (e sono state in maggioranza donne) vengono messi nella condizione di affrancarsi dall’usura, di allargare la propria base economica e di prendere in mano il proprio destino. Questo libro, che è già un bestseller e che ha ispirato un film, ci racconta come è stato possibile realizzare tutto ciò.