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Un delitto da dimenticare (Inspector Erlendur prequel)

Islanda, fine anni Settanta. Una donna è immersa nelle acque di uno dei laghi di Svartsengi, nei pressi di una centrale geotermica, e trova accidentalmente il cadavere di un uomo. Incidente? Suicidio? L’autopsia rivela che la vittima potrebbe essere caduta da una grande altezza, e anche che potrebbe essere collegata alla vicina base militare americana. Erlendur, giovane detective, e il suo capo Marion Briem decidono di seguire questa pista, scontrandosi però da subito con un muro di ostilità e diffidenza. Perché gli americani si ritengono superiori agli islandesi, da loro considerati poco più che selvaggi, e non intendono accettare intrusioni, nemmeno da parte della polizia. Aiutati solo da Caroline, un sergente di colore che ben conosce la discriminazione razziale, Erlendur e Marion indagano, rovistando nelle pieghe nascoste della base militare. Forse la vittima ha visto qualcosa di troppo e per questo è stata brutalmente uccisa. Ma la verità è molto diversa… Erlendur, intanto, sta anche indagando per proprio conto su un cold case di venticinque anni prima: una ragazza svanita nel nulla in uno dei quartieri più poveri e miserabili della Reykjavík del tempo, il cui destino il giovane detective sembra aver preso a cuore spinto dall’ossessione – che non lo abbandonerà più – per i casi irrisolti di persone scomparse.

Delitto con inganno

Un tranquillo paesino. Un labirinto di misteri. Un thriller perfetto. Le indagini dell’ispettore Santoni È un inverno molto freddo e nevoso a Valdiluce. L’ispettore Santoni si trova a dover indagare su un evento accaduto una quindicina di anni prima e che all’epoca sconvolse la cittadina. La drammatica vicenda costringe l’ispettore, assistito dal fedele Kristal Beretta, a recuperare notizie su come avvennero i fatti, ma anche a ripercorrere la sua storia privata, dato che all’epoca era un adolescente innamorato proprio della bellissima Clara Meynet, la ragazza al centro del crimine. La giovane è scomparsa in circostanze mai chiarite, e non è stata più ritrovata. Durante le indagini, nonostante una certa ritrosia degli abitanti a collaborare, una serie di coincidenze riportano alla luce elementi che convincono l’ispettore ad avventurarsi nelle viscere del monte Sassone, luogo ameno e minaccioso dimenticato da decenni, attraverso un dedalo di tunnel, gallerie e cunicoli che nascondono spaventosi misteri. La selvaggia e potente natura dei luoghi, protettrice di un macabro segreto, testimonia che la verità è rimasta sepolta per anni sotto una fitta coltre di neve, ghiaccio e paura… Una nuova straordinaria indagine dell’ispettore più amato dagli italiani Un autore bestseller Finalista al Premio Strega Hanno scritto dei suoi romanzi: «È nel saper cogliere il valore non superficiale dei dettagli che Matteucci, giovandosi della concretezza imposta dal giallo, trova la sua cifra narrativa più convincente.» Giorgio Montefoschi, Corriere della Sera «Un romanzo che cattura, che squarcia un velo sui vizi e sui segreti di una piccola comunità di provincia, che appassiona e intriga, che si nutre di indizi che il disgelo potrebbe cancellare.» Il Sole 24 ore Franco MatteucciAutore e regista televisivo, vive e lavora a Roma. Ha scritto i romanzi La neve rossa (premio Crotone opera prima), Il visionario (finalista al premio Strega, premio Cesare Pavese e premio Scanno), Festa al blu di Prussia (premio Procida Isola di Arturo – Elsa Morante), Il profumo della neve (finalista al premio Strega), Lo show della farfalla (finalista al Premio Viareggio – Rèpaci). È autore di una serie di gialli di grande successo che hanno per protagonista l’ispettore Marzio Santoni: Il suicidio perfetto, La mossa del cartomante, Tre cadaveri sotto la neve, Lo strano caso dell’orso ucciso nel bosco e Delitto con inganno. I suoi libri sono stati tradotti in diversi Paesi.

Un delitto argentino

Si può sciogliere completamente un corpo? E possibile cancellare ogni traccia di un essere umano? In quantità adeguate, l’acido solforico produce questo effetto. E quando la reazione si arresta, quello che rimane è liquido nerastro, torbido, con una patina superficiale che lo fa assomigliare al petrolio. Nel dicembre del 1980, mentre la dittatura argentina vive il suo crepuscolo di sangue, l’avvocato Mariano Màrquez decide di mettere in scena la propria versione del delitto perfetto. Organizza il sequestro a scopo di estorsione di un noto imprenditore e, per restare impunito, imita la strategia del terrore imposta dal regime: se il cadavere non c’è, la certezza dell’omicidio non esiste.
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Delitto alla Cappella Sistina

La scoperta di un orrendo omicidio scuote Savona. Chi ha ucciso Attilio Casagrande, noto critico d’arte? Perché gli hanno staccato la testa e cavato gli occhi? Quale follia ha guidato l’assassino, quando ha nascosto i resti della vittima sotto la statua dell’Incoronazione di Spine, preparata per la processione del Venerdì Santo? Ad occuparsi del caso è chiamata Ludovica Sperinelli, giovane e combattivo Sostituto Procuratore, coadiuvata dal maresciallo Francesco Mancini. Le indagini si snodano sullo sfondo della tranquilla città ligure, in parte ridisegnata dall’immaginazione, tra il porto e gli antichi palazzi, passando per la preziosa Cappella Sistina, sorella minore di quella di Roma. Niente è come sembra, ma gli investigatori, con pazienza, intuito e un pizzico di fortuna, riusciranno a dipanare il groviglio degli indizi e a risolvere l’enigma, fino alla confessione dell’assassino.
Romanzo d’esordio della coppia Schiavetta & Giorgi, Delitto alla Cappella Sistina si è classificato al 3° posto nel Premio Giallo Limone. Il libro, uscito nell’ottobre 2011, ha avuto un enorme successo nelle librerie locali, arrivando a classificarsi ai primi posti nelle vendite, davanti ad autori quali Camilleri o Baricco.
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### Sinossi
La scoperta di un orrendo omicidio scuote Savona. Chi ha ucciso Attilio Casagrande, noto critico d’arte? Perché gli hanno staccato la testa e cavato gli occhi? Quale follia ha guidato l’assassino, quando ha nascosto i resti della vittima sotto la statua dell’Incoronazione di Spine, preparata per la processione del Venerdì Santo? Ad occuparsi del caso è chiamata Ludovica Sperinelli, giovane e combattivo Sostituto Procuratore, coadiuvata dal maresciallo Francesco Mancini. Le indagini si snodano sullo sfondo della tranquilla città ligure, in parte ridisegnata dall’immaginazione, tra il porto e gli antichi palazzi, passando per la preziosa Cappella Sistina, sorella minore di quella di Roma. Niente è come sembra, ma gli investigatori, con pazienza, intuito e un pizzico di fortuna, riusciranno a dipanare il groviglio degli indizi e a risolvere l’enigma, fino alla confessione dell’assassino.
Romanzo d’esordio della coppia Schiavetta & Giorgi, Delitto alla Cappella Sistina si è classificato al 3° posto nel Premio Giallo Limone. Il libro, uscito nell’ottobre 2011, ha avuto un enorme successo nelle librerie locali, arrivando a classificarsi ai primi posti nelle vendite, davanti ad autori quali Camilleri o Baricco.

Delitto a Stoccolma: La seconda inchiesta di Annika Bengtzon

Mentre Stoccolma si prepara a celebrare le Olimpiadi, una bomba esplode nello stadio principale della città, simbolo stesso dei Giochi. Dopo pochi giorni, un’altra bomba fa saltare un impianto sportivo, seminando il terrore. La polizia parla di atto terroristico, ma dalle pagine della Stampa della Sera, Annika Bengtzon conduce la sua personale indagine e scava nel mondo del comitato olimpico e della sua direttrice, donna potente e famosa, ma con molti lati oscuri nella vita privata. Appena promossa caposervizio di nera, Annika insegue una difficile carriera in una grande città: osteggiata da parte della redazione, deve dimostrare ogni giorno che anche una donna madre di due bambini è in grado di fare bene il suo lavoro e di battere la concorrenza. Con questo primo caso che ha reso famosa Annika Bengtzon, Liza Marklund ha scritto uno dei romanzi svedesi di maggior successo di tutti i tempi, un thriller emozionante con un’eroina vivace e coraggiosa, che combina suspense e critica sociale nella migliore tradizione scandinava.

Delitti di fuoco. Le inchieste di sorella Fidelma

Anno 666 dopo Cristo. Sorella Fidelma riceve da re Colgù l’incarico di lasciare l’Irlanda e raggiungere Canterbury per allacciare relazioni diplomatiche col regno del Kent. Ma il viaggio si annuncia subito colmo di imprevisti. A causa di una tempesta il vascello di Fidelma è costretto a riparare in Britannia, nel regno di Dyfed. Qui il vecchio re Gwlyddien si affretta ad offrire ospitalità alla monaca-detective, non solo per cortesia, ma soprattutto perché intende avvalersi della sua abilità investigativa. Infatti l’anziano sovrano è alle prese con un duplice mistero: l’inspiegabile sparizione di un’intera comunità religiosa e il rapimento di suo figlio, erede al trono.

Delfini

Kimiko, giovane scrittrice di romanzi rosa, esce con Gorō, che convive con Yukiko, una lontana parente molto più grande di lui. Una sera, dopo una visita allacquario di Tōkyō a vedere i delfini, Kimiko fa lamore con Gorō, ma capisce subito che la loro storia non ha futuro. Temendo di legarsi troppo a lui, decide allora di abbandonare Tōkyō. Nel tempio vicino al mare in cui trova rifugio, conosce Mami, una ragazza con doti soprannaturali, e da lei viene a sapere di essere incinta. Kimiko contatta Gorō per chiedergli di riconoscere il bambino, senza però pretendere né di essere sposata, né tantomeno che lasci Yukiko. In attesa della nascita della piccola Akake, la gravidanza di Kimiko è scandita da un sogno ricorrente: delfini che nuotano nellacqua.Un romanzo molto intimo, quasi privato, che apre una nuova area di esperienza emozionale del mondo di Yoshimoto..
(source: Bol.com)

Gli Dei invisibili di Marte

“Le più piccole e umili creature di Dio”, i batteri, avevano salvato il mondo da un’invasione marziana ai tempi della Guerra dei mondi di Wells (1897); ora, misteriosi microrganismi dalle straordinarie capacità di propagazione infettano una sonda russa nello spazio. Quando la sonda, programmata per tornare sulla Terra, sbaglia rotta e si schianta sull’Altopiano boliviano, un contadino delle Ande subisce una straordinaria metamorfosi e decide di restaurare l’Impero degli Incas. Nel frattempo, gli astronauti americani che hanno raggiunto il pianeta rosso sperimentano un definitivo “allargarsi dell’area della coscienza…”. E’ all’opera una civiltà più antica e perfetta della nostra, e una razza invisibile sta muovendo i primi passi in un ambiente nuovo e ospitale: l’interno dell’uomo.
All’interno, il racconto Anni di piombo di Roberto Guarnieri
Copertina di Franco Brambilla

Gli Dei di Asgard

Nel secolo IX d.C. le isole britanniche sono una terra lacerata da rivalità e guerre fratricide. L’autorità più alta è quella della Chiesa: i potentissimi vescovi riempiono d’oro le loro cattedrali e lanciano anatemi contro tutti coloro che tentano di opporsi. Ma c’è chi non ha paura dei loro anatemi: il fiero popolo dei Vichinghi, temuto in tutto il Nord e fedele alla “Via degli dèi di Asgard”, un credo di libertà che ha il suo simbolo più alto nel martello di Thor. Il conflitto con la Chiesa e con i nobili che l’appoggiano è inevitabile. Al centro del sanguinoso scontro si staglia la figura di Shef, figlio bastardo di un razziatore del Nord e di una dama inglese, guidato da strane visioni e capace di inventare nuove armi.

Deeper

L’arrivo dell’inverno non fa più paura a Grace e Sam. Dopo tanti anni a guardarsi da lontano, lui nel bosco insieme al branco e lei ossessionata da quel branco, finalmente possono stare insieme. Grace ha trovato l’antidoto alle trasformazioni in lupo di Sam, lui potrà restare umano per sempre. Niente e nessuno potrà mai separarli. Ma le cose a Mercy Falls prendono una strana piega. La cittadina è ancora scossa dalla scomparsa di Olivia. L’arrivo di Cole, un nuovo ragazzo-lupo con un passato di droga e sregolatezze, aggiunge solo altro scompiglio. E poi c’è Grace. Qualcosa – o qualcuno – si intromette tra lei e Sam. Lui è solo, senza più guide né amici che lo aiutino: saprà lottare per salvare il suo amore? Il sito italiano ufficiale della saga dei lupi di Mercy Falls: www.deeperilromanzo.it

(source: Bol.com)

Deep Blue: Waterfire Saga

Il primo volume della serie “Waterfire Saga”, libri epici ambientati negli abissi oceanici dove sei sirene cercano di salvare il loro mondo segreto. Serafina, figlia di Isabella, Regina di Miromara, si prepara a diventare a sua volta sovrana di uno dei regni più antichi e gloriosi degli abissi. Un grande onore e insieme, a volte, un peso quasi insopportabile. La sera prima della cerimonia del “Dokimì”, il rito crudele con cui dovrà dimostrare di essere degna del trono, Serafina è tormentata da un incubo che preannuncia il ritorno di uno spaventoso demone. Ma, al risveglio, la giovane, assorbita dai preparativi della cerimonia, dimentica l’angoscia. Serafina sta per rivedere la sua grande amica d’infanzia Neela e da lei spera di avere notizie del Principe Mahdi, suo cugino, nonché promesso sposo di Serafina stessa. Il “Dokimì” si svolge senza intoppi ma, sul finire della cerimonia, un misterioso attacco sconvolge la città di Cerulea, capitale del Regno. La stessa Regina Isabella è colpita a tradimento da una freccia avvelenata. Mentre la città e la Reggia sono in preda al caos, Serafina e Neela riescono a fuggire. Scoprono così di aver avuto entrambe lo stesso incubo e che in realtà non era affatto un incubo. È un richiamo, invece: qualcuno le ha prescelte. Insieme ad altre quattro sirene, con cui formeranno un indissolubile legame di sorellanza, partiranno alla ricerca dei sei talismani nascosti nei mari del mondo. Solo trovandoli sapranno ricacciare nelle nebbie del passato la mostruosa creatura che sconvolge gli abissi…

La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti

A differenza delle tante opere che cercano di definire con oggettività sociologica la natura e la consistenza della categoria degli intellettuali, l’autore mette al centro di questa sintesi di tre secoli di storia dei rapporti tra potere e sapere le strategie in base alle quali gli intellettuali si sono autodefiniti come tali. Si tratta ovviamente del ruolo del lavoro intellettuale nelle società moderne, che trovò la sua definizione canonica con i philosophes dell’illuminismo e che sembra aver subito una radicale trasformazione oggi, in epoca postmoderna. Trasformazione che Bauman sintetizza metaforicamente nel passaggio dalla figura dell’intellettuale “legislatore” a quella dell'”interprete”: da chi arbitra e sceglie in base al proprio superiore sapere tra opinioni relative alla realizzazione del miglior ordine sociale a chi, abbandonate le ambizioni universalistiche, mette la propria competenza professionale al servizio della comunicazione tra soggetti sovrani. Interessato soprattutto a comprendere le successive definizioni che del proprio ruolo hanno dato gli intellettuali, Bauman tuttavia non ritiene che sia stato superato l’orizzonte della modernità: anzi, come si è portati a pensare a lettura ultimata, proprio in società come quelle postmoderne, divise in sedotti e “repressi”, sembra riproporsi con urgenza il ruolo originario dell’intellettuale “legislatore”.
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Dead City

Jersey City, luogo di storica immigrazione italiana, così vicina alle luci di Manhattan eppure smisuratamente lontana dal suo splendore, è anche il paradiso della Mafia. All’inizio degli anni Settanta del ventesimo secolo la maggior parte delle attività illecite e non della città è gestita da due grossi gruppi, uno capeggiato da Joe Zucco e l’altro da Alexis Machine. Sono organizzazioni capillarmente ramificate, basate su una ferrea gerarchia e regole di comportamento che costituiscono l’altra faccia della medaglia di una vita sacrificata per l’ambizione ai soldi facili.Bravi ragazzi, picciotti, soci: spietati e privi di scrupoli, gli uomini di Joe Zucco sono cinquantenni strabordanti convinti di essere i re del mondo, col respiro corto e la passione per il bordello, e ventenni senza famiglia che mettono alla prova il proprio sangue freddo credendo di poterci riuscire davvero, ad arrivare fino all’apice della scala. Hanno nomi come Charly Flowers, Harry Strega, Frank Farrano e Hymie Cole. Ognuno ha una storia diversa, quasi tutti un destino comune; qualcuno ha persino un cuore, ma va a finire che nessuno può fidarsi mai davvero di nessuno. Shane Stevens ha forgiato un romanzo sulla criminalità organizzata italo-americana degno dei migliori film del genere. Ricche di rara vividezza scorrono sotto gli occhi del lettore le immagini di infime stanze d’albergo, night-club dove tutto è lecito, avventure sessuali delle più disparate, ristoranti di lusso e circoli di golf, luoghi in cui assistiamo ai dialoghi più brillanti e incendiari. Qui i buoni non ci sono, ma si racconta comunque di esseri umani che hanno tutte le fragilità e le emozioni di ogni altro essere umano, che ci piaccia o no. Ed è forse proprio questo ad aver colpito Stephen King tanto da fargli dire che Dead City è ‘uno dei migliori romanzi mai scritti sul lato oscuro del sogno americano’.
(source: Bol.com)

La dea delle piccole vittorie

IL DESTINO DI UN UOMO CHE AMAVA SOLO I NUMERI E DI UNA DONNA CHE AMAVA SOLO LUI.
Ottobre 1980, Princeton: una giovane archivista, Anna Roth, riceve l’incarico di recuperare tutti i documenti di Kurt Gödel, il più affascinante ed ermetico matematico del ventesimo secolo. Per farlo deve avvicinare la vedova del grande genio, morto da due anni, un’anziana e spigolosa signora che sembra voler mettere in atto una sorta di vendetta tardiva nei confronti dell’establishment accademico rifiutandosi di cedere un archivio dal valore storico e scientifico incommensurabile.
Fin dal primo incontro, Adele Gödel si mostra diffidente nei confronti di Anna eppure non la respinge.
Si limita a imporle le proprie regole. Perché Adele sa che le resta poco da vivere ma c’è una storia che vuole assolutamente raccontare, una storia che nessuno ha mai voluto ascoltare. Dal grande fermento culturale della Vienna anni Trenta alla Princeton nell’immediato dopoguerra, dal maccartismo all’avvento delle armi nucleari, Anna scopre la vita di una donna che ha a lungo caparbiamente cercato un impossibile equilibrio fra genio, amore e follia.
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Davide e Golia. Perché i piccoli sono più forti dei grandi

Tremila anni fa nella valle di Elah ha avuto luogo uno dei duelli più famosi della storia: il giovane pastore Davide, con una semplice fionda e qualche ciottolo, affronta e sconfigge il potente guerriero filisteo Golia. Una vittoria miracolosa, narra la Bibbia; uno scontro in cui chi era partito in apparente svantaggio esce trionfante a dispetto di ogni previsione. Questa, almeno, è la versione dei fatti che è stata tramandata nel corso dei secoli. La vittoria di Davide fu sorprendente, miracolosa: in quelle circostanze non avrebbe dovuto vincere. O invece sì? Muovendo dal racconto biblico, da sempre considerato la metafora della vittoria improbabile, in “Davide e Golia” Malcolm Gladwell ci accompagna in un viaggio attraverso confronti ritenuti impossibili, osservando che cosa accade quando una persona normale fronteggia un “gigante”, vale a dire una situazione sfavorevole, una disabilità svantaggiosa o una sfida proibitiva. E l’affronta ad armi impari. Che cosa è disposta a mettere in gioco? Quali strategie intende adottare? Deve seguire le regole o l’istinto? Perseverare o rinunciare? L’atto di confrontarsi con situazioni estremamente difficili, ci dice Gladwell, spesso genera il coraggio, la determinazione e la creatività indispensabili per aprire nuove opportunità e rendere possibili cose altrimenti inimmaginabili. E consente anche di vedere i “giganti” con occhi diversi, scoprendo proprio nelle qualità in cui sembra risiedere la loro forza un motivo di grande fragilità.

Davanti al mare

Anni ’30: in un villaggio di pescatori della Costa Azzurra arriva dall’Austria una coppia di giovani sposi: belli, spensierati, si abbandonano volentieri al clima dolce della riviera, entrando in relazione con gli abitanti del luogo e con altri turisti. Senza mai rinunciare del tutto ad un loro senso di superiorità ironica e di distacco rispetto al nuovo mondo che li circonda, se ne sentono tuttavia pian piano risucchiare, come se la sensualità del posto si insinuasse lentamente nei loro corpi e nei loro sogni, fino all’imprevedibile esito finale. Ma non si deve pensare a un aspetto ‘morale’ della narrazione: a Vogel non interessa affatto giudicare i suoi protagonisti, censurarne una certa leggerezza o liberalità di costumi. Quello che è straordinario in questo breve romanzo è semmai proprio l’opposto, l’osservazione quasi distaccata di come piccoli e a prima vista insignificanti particolari arrivino ad incidere sul destino delle persone; e solo allora queste potranno rendersi conto dell’enorme, spaventoso vuoto che le contraddistingue e che non attende che di essere colmato, in un modo o nell’altro. Come scrive Alessandro Guetta nella postfazione al volume: “La piccola pensione della riviera è un laboratorio delle passioni in cui la soluzione è distillata lentamente, quasi inavvertitamente”.