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Italia occulta. Dal delitto Moro alla strage di Bologna. Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica

Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, Mattarella, Amato, la strage di Bologna, la P2, Andreotti. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, tentativi di colpi di Stato nella ricostruzione inedita del magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona. Un cumulo di fatti maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia. Qui recuperati e ricostruiti in un disegno complessivo ricco di frammenti e risvolti dimenticati o trascurati durante i processi. Con Turone, testimone e protagonista come magistrato di quella terribile stagione, ci addentriamo tra gli anfratti di storie torbide e sconvolgenti che hanno come protagonisti criminali, terroristi e mafiosi ma pure uomini delle istituzioni. Come dimostra Turone, solo grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero. È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quegli anni terribili, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità e bugie. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, cui Turone soprattutto si rivolge. Prefazione di Corrado Stajano. **

Io, Annibale: Memorie di un condottiero

Tattico geniale e condottiero leggendario. Uomo dalla doppia, profonda cultura, punica e greca, versato persino nei campi dell’arte e della filosofia. Ma anche ‘mostro assetato di sangue’. Impassibile di fronte ai massacri della guerra e ideatore di perfidi inganni. Questo è Annibale, il più grande tra i nemici di Roma. E queste sono le sue memorie, ‘trascritte’ da un grande storico. **
### Sinossi
Tattico geniale e condottiero leggendario. Uomo dalla doppia, profonda cultura, punica e greca, versato persino nei campi dell’arte e della filosofia. Ma anche ‘mostro assetato di sangue’. Impassibile di fronte ai massacri della guerra e ideatore di perfidi inganni. Questo è Annibale, il più grande tra i nemici di Roma. E queste sono le sue memorie, ‘trascritte’ da un grande storico.

L’invenzione occasionale

« *L’invenzione occasionale* è una polifonia di temi, una trama di pensieri, un laboratorio di scrittura e di poetica che prende spunto dalla dimensione apparentemente ordinaria della vita. La raccolta intercetta, sonda, incalza ciò che preme sotto l’ordine convenzionale della memoria e del presente: immagini, gesti, relazioni, necessità ed emergenze. Violare, inceppare, disturbare sono gli atti anarchici e sovversivi che ritornano di continuo nelle tessere di questo mosaico, ispirate allo scavo e al recupero perturbante».
Tiziana de Rogatis
**I testi sono stati pubblicati originariamente in inglese sul *Guardian* nella traduzione di Ann Goldstein nel corso del 2018. **
*L’invenzione occasionale* è composta da cinquantuno frammenti eterogenei di esperienze e di poetica, di intuizioni e di autobiografia. I titoli dei brevi testi modellano una mappa in movimento, definita di volta in volta dall’occhio del lettore. Attraversando soglie e frontiere diverse, rovesciando le stesse pertinenze di alto e basso, ogni tessera apre varchi tra contesti lontani, devia dal solco per meglio segnarne la traccia. Ed ecco che il racconto dell’insonnia porta all’urgenza di scrivere, i puntini sospensivi alla viltà, l’attrazione per un attore all’autonomia dell’opera d’arte, il trauma dei traslochi all’emancipazione delle donne, le piante alla smarginatura. La scrittura si definisce così come uno strumento paradossale, che afferma perentoriamente proprio quando sembra negare e divagare. Per incidere le apparenze dello stereotipo, per recuperare il vero occultato sotto la patina del verosimile, entra in scena un punto di vista nomade, al tempo stesso vicino e lontano dalla nostra vita quotidiana. Scavare, andare in profondità sotto questa superficie significa, in particolare, ripensare l’immaginario femminile come uno splendido graffito ancora parzialmente sepolto. Oltre il denso strato dell’immaginario neo-patriarcale, della retorica dell’emancipazione o dei buoni sentimenti: da lì si sprigiona *L’invenzione occasionale*.
(Tiziana de Rogatis, autrice di *Elena Ferrante. Parole chiave* ) **
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« *L’invenzione occasionale* è una polifonia di temi, una trama di pensieri, un laboratorio di scrittura e di poetica che prende spunto dalla dimensione apparentemente ordinaria della vita. La raccolta intercetta, sonda, incalza ciò che preme sotto l’ordine convenzionale della memoria e del presente: immagini, gesti, relazioni, necessità ed emergenze. Violare, inceppare, disturbare sono gli atti anarchici e sovversivi che ritornano di continuo nelle tessere di questo mosaico, ispirate allo scavo e al recupero perturbante».
Tiziana de Rogatis
**I testi sono stati pubblicati originariamente in inglese sul *Guardian* nella traduzione di Ann Goldstein nel corso del 2018. **
*L’invenzione occasionale* è composta da cinquantuno frammenti eterogenei di esperienze e di poetica, di intuizioni e di autobiografia. I titoli dei brevi testi modellano una mappa in movimento, definita di volta in volta dall’occhio del lettore. Attraversando soglie e frontiere diverse, rovesciando le stesse pertinenze di alto e basso, ogni tessera apre varchi tra contesti lontani, devia dal solco per meglio segnarne la traccia. Ed ecco che il racconto dell’insonnia porta all’urgenza di scrivere, i puntini sospensivi alla viltà, l’attrazione per un attore all’autonomia dell’opera d’arte, il trauma dei traslochi all’emancipazione delle donne, le piante alla smarginatura. La scrittura si definisce così come uno strumento paradossale, che afferma perentoriamente proprio quando sembra negare e divagare. Per incidere le apparenze dello stereotipo, per recuperare il vero occultato sotto la patina del verosimile, entra in scena un punto di vista nomade, al tempo stesso vicino e lontano dalla nostra vita quotidiana. Scavare, andare in profondità sotto questa superficie significa, in particolare, ripensare l’immaginario femminile come uno splendido graffito ancora parzialmente sepolto. Oltre il denso strato dell’immaginario neo-patriarcale, della retorica dell’emancipazione o dei buoni sentimenti: da lì si sprigiona *L’invenzione occasionale*.
(Tiziana de Rogatis, autrice di *Elena Ferrante. Parole chiave* )

Introduzione al teatro greco

Il teatro greco, prima e fondamentale radice del teatro occidentale, è un fenomeno assolutamente particolare per lo straordinario intreccio di elementi poetici, rituali, sociali e politici che in esso si realizza. Il poeta è chiamato a comporre un’opera che ha nel pubblico cittadino il committente e il primo destinatario. Sulle gradinate del teatro di Dioniso, nell’Atene del V secolo a.C., sedeva tutta la popolazione per assistere non a un semplice spettacolo ma a un rituale cittadino in cui ogni anno la polis rinnovava la propria identità collettiva. Senza comprendere questa dimensione sociale e antropologica, è impossibile avvicinarsi alla meraviglia del dramma antico, alle sue trame così lontane da quelle del teatro occidentale successivo, al suo valore quasi religioso, alla forza dei suoi testi che rispecchiano la cultura dell’epoca d’oro della Grecia. La raccolta di saggi che qui si presenta, a cura di Giulio Guidorizzi, guida il lettore attraverso le nozioni teoriche fondanti del teatro classico ateniese, le sue realizzazioni sceniche (costumi, maschere, danza e musica), nonché la drammaturgia di tragedia e commedia.

India mon amour

Acquistando questo ebook donerai 1 euro a favore di Citedelajoie.com, l’associazione creata da Lapierre per aiutare i bambini di Calcutta.«Nella campagna del Bengala. Una bambina camminava a fatica sulla piccola diga che separava due campi di riso. Portava una borsa piena di libri e di quaderni. Tornava da scuola, ed ero sicuro che dall’alba non aveva mangiato più niente. Mi rivolse un bel sorriso e mi salutò con la mano. Mi frugai in tasca sperando di trovarvi qualcosa da offrirle. Ne estrassi soltanto un biscotto e glielo diedi. Mi ringraziò come se le avessi messo in mano la luna, poi riprese il cammino. La seguii con lo sguardo. Qualche minuto dopo incrociò un cane scheletrico. Vidi che la bambina spezzava in due il biscotto e ne dava la metà all’animale. L’India mi aveva dato una bellissima lezione di condivisione.»Dall’autore della Città della gioia 9 milioni di copie vendute in tutto il mondoDominique Lapierre, il grande viaggiatore. Ha girato il mondo in qualità d’inviato per il settimanale Paris Match. Ha passato due anni in India negli anni ’70 per scrivere Stanotte la libertà, forse il più bel libro sulla storia dell’indipendenza indiana.A Calcutta, dopo aver incontrato Madre Teresa, ha scritto La città della gioia, bestseller mondiale da 9 milioni di copie, da cui il film con Patrick Swayze. Con sua moglie ha fondato City of Joy Aid, l’associazione umanitaria con cui, da trent’anni, sovvenziona cliniche, scuole, mense e centri di riabilitazione.In Mezzanotte e cinque a Bhopal ha raccontato la tragedia della nube tossica che nel 1984 avvelenò e uccise migliaia di persone nel cuore del Paese. Un incontro – quello con l’India – nato quasi per caso e che ha portato a un amore duraturo, a un entusiasmo ininterrotto per una terra dove gli abitanti, pur tra immense difficoltà, ringraziano Dio per quel poco che hanno mostrando un’incredibile serenità. Dove, come dice un proverbio indiano particolarmente caro a Lapierre, «tutto ciò che non viene donato va perduto».

In Un Paese Bruciato Dal Sole

**NUOVA VERSIONE CORRETTA** « *I suoi sono tra i più bei libri di viaggio mai scritti. E questo è il migliore in assoluto.* »
**Booklist** «Bill Bryson è un maestro del travel writing.»
**Tuttolibri** « *Dal libro filtra tutto il piacere di Bryson nello scoprire gli innumerevoli e inesplorati spunti narrativi offerti dall’Australia*.»
**New York Times Book Review** Non è facile tenersi informati su un paese come l’Australia, per tanti e validissimi motivi, riflette Bill Bryson, il travel writer più letto al mondo, sul volo che lo porta a Sydney da dove partirà il suo viaggio all’esplorazione di questa affascinantissima isola. «L’Australia è in gran parte vuota e lontana, tanto lontana. La sua popolazione non è numerosa e, di conseguenza, il suo ruolo nel mondo è periferico. Non ha colpi di stato, non esaurisce le riserve ittiche con una pesca dissennata, non finanzia despoti impresentabili, non produce cocaina in quantità imbarazzanti, non usa la propria influenza in maniera arrogante e inappropriata. È un paese stabile, pacifico e buono». Non desta scalpore a livello internazionale e così si finisce un po’ per ignorarla. A dispetto delle sue innumerevoli e irresistibili attrattive: la Grande barriera corallina, il monolito di Ayers Rock e le stromatoliti viventi di Shark Bay, foreste pluviali incontaminate, catene montuose quasi inesplorate che aspettano i più esigenti appassionati di alpinismo, deserti spietati, spiagge mitiche per i surfisti di tutto il mondo cultori dell’onda lunga, metropoli-gioiello a misura d’uomo e progettate da architetti illuminati, oasi faunistiche e paradisi per i naturalisti. Bryson è partito alla scoperta del continente australe armato di tanto tempo, del suo immancabile diario di viaggio e di una inesauribile ironia e curiosità. Ha attraversato in treno l’interno desertico lungo la favolosa Indian Pacific, ha guidato nelle città e lungo le strade costiere, ha camminato nei parchi e navigato su fiumi e tratti di mare, ha incontrato vecchi hippy e strampalate signore di mezz’età, raccontandoci le sue avventure con grande partecipazione emotiva e uno straordinario umorismo, per arrivare a una conclusione convinta: possiamo anche continuare a ignorare questo posto alla fine del mondo, è vero, ma tutto sommato, così facendo «a perderci siamo solo noi».

I Figli Di Ringworld (Ciclo Di Ringworld #4)

Ottantaquattro giorni dopo la lotta che lo ha visto quasi soccombere, Louis Wu si risveglia all’interno di un rianimatore. Il suo corpo però non è più quello di prima che si addormentasse, i muscoli e la pelle sono tornati a essere quelli di un giovane in forze. Ed è proprio una nuova forza ciò di cui ha bisogno per affrontare la resa dei conti in atto tra le compagini che si sfidano per mettere le mani sul Mondo ad Anello. I governi umani e Kzinti, ormai a conoscenza dei segreti di Ringworld, faranno di tutto per eliminare gli avversari, in un’escalation di violenza e distruzione che rischia di fare dell’universo un ammasso di cenere fumante. Louis Wu e i suoi compagni di viaggio sanno che in gioco c’è molto di più dell’esistenza di un mondo, per quanto straordinario. Spetta a loro intraprendere le azioni necessarie per far sì che il destino ineluttabile dell’Anello non si compia. Il capitolo conclusivo del Ciclo di Ringworld, una delle pietre miliari della fantascienza contemporanea.

I Figli Di Húrin

“La vicenda qui narrata è smisuratamente anteriore agli anni intorno al 1420 della Terza Era della Terra di Mezzo in cui si colloca la vicenda del *Signore degli Anelli* : una catena di generazioni e di ere, migliaia d’anni. Si sprofonda a ritroso nella preistoria, e se la vicenda di Bilbo, di Frodo e di Aragorn è un mito, qui approdiamo al mito del mito. Qui si narra della genealogia di Hador, da cui discendono gli eroi di Dor-lómin, della tragica Battaglia delle Innumerevoli Lacrime, delle nozze di Húrin e Morwen e del destino di Túrin loro figlio.”
“Lasciata l’ultima pagina dei *Figli di Húrin* il lettore potrà ritornare alla rilettura del *Signore degli Anelli* scoprendo nuove e prima inavvertite vie d’accesso.”
*Quirino Principe*

Femminismo per il 99%: Un manifesto

Abbiamo bisogno di un femminismo che dia la priorità alle vite delle persone.
Davvero la massima realizzazione per le donne è quella di arrivare a occupare posti di potere nelle gerarchie delle grandi aziende capitaliste? È quel che ci dice il femminismo liberale, che aspira a rompere il soffitto di cristallo, mentre non si preoccupa affatto delle esigenze della stragrande maggioranza delle donne. Esigenze come la lotta contro lo sfruttamento sul lavoro e i diritti sindacali; il riconoscimento della loro fondamentale funzione di cura dei figli, caricata sulle donne in favore della massimizzazione dei profitti; il diritto alla salute e a un ambiente non inquinato; la lotta contro ogni forma di razzismo e guerra. Oggi che il sistema di valori liberisti è in crisi e stiamo vivendo una nuova ondata femminista internazionale, abbiamo lo spazio per creare un altro femminismo: anticapitalista, antirazzista ed ecosocialista.

Exit

«La giovane ha quindici anni. Si chiama Adriana Stanescu, figlia unica di Andrei e Rada Stanescu, due immigrati moldavi… Uccidi la ragazzina e sbarazzati del corpo». In un albergo sciatto della periferia berlinese, Milo Weaver, agente del Turismo, il servizio parallelo alla CIA in giro per il mondo ad addestrare delatori, smascherare doppiogiochisti ed eliminare i nemici dell’America, riceve quest’agghiacciante lettera, accompagnata da due fotografie in cui compare una graziosa ragazza dalla pelle olivastra, immortalata da due differenti angolazioni. Weaver sa di non avere vie d’uscita. Dovrebbe eseguire l’ordine. Il Turismo non perdona. Tuttavia, quando si imbatte in Adriana Stanescu, scopre non solo che qualcun altro si è fatto carico del terribile compito, ma che ha provveduto a lasciare sul luogo dell’omicidio della ragazza tracce che possono appartenere solo a lui. Weaver è così immediatamente identificato, catturato e interrogato dagli agenti dell’intelligence tedesca. Riesce a spuntarla, ma si trova invischiato in una sordida rete di traffici di esseri umani che ,vedono coinvolti alcuni ufficiali tedeschi… L’operazione «Adriana Stanescu» è stata ordinata da qualcuno che fa il doppio gioco? O è semplicemente un’esca per seminare confusione e terrore tra i Turisti? Per ribadire, insomma, la prima regola del Turismo, che quasi nulla è come sembra, i nemici sono spesso mascherati da amici e chi compie l’azione è il più lontano dalla verità? Milo sa soltanto di essere stato ancora una volta derubato della propria identità per gli scopi più oscuri e inconfessabili. In un labirinto di segreti e false piste, “L’uscita” è un romanzo ancora più avvincente de “Il turista”. Sullo sfondo di Budapest e Berlino, Steinhauer mette in scena una cruenta battaglia tra il bene e il male, i traditori della patria e i suoi difensori, senza smettere di indagare il lato oscuro di un uomo in fuga dal proprio destino.

Europa, politica e passione

Il progetto europeo è profondamente scosso nei suoi fondamenti ideali, nelle sue politiche, nelle sue istituzioni.
Conati neo-nazionalistici, rozzi tentativi di ristabilire barriere ai confini, arroccamenti retorici nelle presunte vecchie identità – ecco quello che sotto le bandiere dell’euro-scetticismo e del populismo si diffonde nei paesi dell’Unione. In questo contesto, Giorgio Napolitano continua instancabilmente a riportare il dibattito alla radice delle ragioni di un europeismo convinto.
Se è importante riconoscere le difficoltà attuali del progetto europeo, infatti, non si deve cadere nella tentazione di farne tabula rasa né di cedere al catastrofismo.
“Se davvero la prova suprema di vocazione e visione politica la si dà, la si dà ritentando ogni volta l’impossibile. Ebbene, quello di un’Europa sempre più unita è precisamente l’impossibile che dobbiamo ritentare con tutte le nostre forze. E se si pensa al mondo che cambia e ribolle attorno a noi, viene spontaneo chiedersi: Europa, se non ora, quando?”
Il presidente emerito raccoglie in questo volume quattro ampi interventi pubblici in diverse sedi in cui scandisce le tappe della costruzione europea, suggerendone le nuove motivazioni dettate dal cambiamento mondiale.
Apre la raccolta un’introduzione in cui Napolitano ripercorre il suo cammino da posizioni distanti dall’adesione italiana al processo di integrazione a una graduale, piena identificazione con la prospettiva dell’unità dell’Europa. **
### Sinossi
Il progetto europeo è profondamente scosso nei suoi fondamenti ideali, nelle sue politiche, nelle sue istituzioni.
Conati neo-nazionalistici, rozzi tentativi di ristabilire barriere ai confini, arroccamenti retorici nelle presunte vecchie identità – ecco quello che sotto le bandiere dell’euro-scetticismo e del populismo si diffonde nei paesi dell’Unione. In questo contesto, Giorgio Napolitano continua instancabilmente a riportare il dibattito alla radice delle ragioni di un europeismo convinto.
Se è importante riconoscere le difficoltà attuali del progetto europeo, infatti, non si deve cadere nella tentazione di farne tabula rasa né di cedere al catastrofismo.
“Se davvero la prova suprema di vocazione e visione politica la si dà, la si dà ritentando ogni volta l’impossibile. Ebbene, quello di un’Europa sempre più unita è precisamente l’impossibile che dobbiamo ritentare con tutte le nostre forze. E se si pensa al mondo che cambia e ribolle attorno a noi, viene spontaneo chiedersi: Europa, se non ora, quando?”
Il presidente emerito raccoglie in questo volume quattro ampi interventi pubblici in diverse sedi in cui scandisce le tappe della costruzione europea, suggerendone le nuove motivazioni dettate dal cambiamento mondiale.
Apre la raccolta un’introduzione in cui Napolitano ripercorre il suo cammino da posizioni distanti dall’adesione italiana al processo di integrazione a una graduale, piena identificazione con la prospettiva dell’unità dell’Europa.

Esercizi di sepoltura di una madre

Le cronachette pensierose e spensierate di una famiglia allargata messa in scena seguendo il copione di uno svagato cabaret intellettuale e morale. Una saga che si dipana in una serie di sketch irriverenti. Il lessico famigliare di ebrei fanatici, cattolici convertiti, atei cinici. La matriarca ultranovantenne è nonna Sara, un’ansiosa guerrafondaia che vive in Israele e telefona in continuazione. La sua interlocutrice preferita è Saretta, la più piccola dei nipoti, sagace e sfrontata, dolcissima e imprevedibile, una via di mezzo tra Franny Glass e Giovanna D’Arco. Poi ci sono i fratelli di lei: il maggiore, Isaac, genio della matematica ed epistemologo in formazione, e Davide, maniaco sessuale e juventino compulsivo. Lo zio, il narratore, Paolo. Il gatto Ettore. Il padre: assente. Ha abbandonato Ester, la cugina di Paolo, quando Saretta aveva due anni. Lo zio è obbligato, suo malgrado, a farne le veci, per lo più al telefono. Da lì cerca di educare i ragazzi, dà consigli, risponde a domande surreali, scappa. È nevrotico, ipocondriaco e immaturo come loro, un adolescente vegliardo, un *puer aeternus* e anchilosato che i nipoti hanno eletto a guida sciamanica, salvo prenderne in giro l’immaturità. È l’idiota sapiente, impaurito e tentato dal ruolo di *pater familias*. Sullo sfondo della romanità contemporanea, e deridendo il proprio immaginario psicoanalitico, Paolo Repetti scrive il suo originalissimo romanzo familiare. L’incontro e lo scontro tra le generazioni, l’assenza e l’ignavia dei padri, l’intelligenza dei figli. Una sit-com in cui si incontrano il ghigno cattivo della migliore commedia all’italiana di Age & Scarpelli e l’umorismo yiddish, Woody Allen ma anche i fratelli Coen. **
### Sinossi
Le cronachette pensierose e spensierate di una famiglia allargata messa in scena seguendo il copione di uno svagato cabaret intellettuale e morale. Una saga che si dipana in una serie di sketch irriverenti. Il lessico famigliare di ebrei fanatici, cattolici convertiti, atei cinici. La matriarca ultranovantenne è nonna Sara, un’ansiosa guerrafondaia che vive in Israele e telefona in continuazione. La sua interlocutrice preferita è Saretta, la più piccola dei nipoti, sagace e sfrontata, dolcissima e imprevedibile, una via di mezzo tra Franny Glass e Giovanna D’Arco. Poi ci sono i fratelli di lei: il maggiore, Isaac, genio della matematica ed epistemologo in formazione, e Davide, maniaco sessuale e juventino compulsivo. Lo zio, il narratore, Paolo. Il gatto Ettore. Il padre: assente. Ha abbandonato Ester, la cugina di Paolo, quando Saretta aveva due anni. Lo zio è obbligato, suo malgrado, a farne le veci, per lo più al telefono. Da lì cerca di educare i ragazzi, dà consigli, risponde a domande surreali, scappa. È nevrotico, ipocondriaco e immaturo come loro, un adolescente vegliardo, un *puer aeternus* e anchilosato che i nipoti hanno eletto a guida sciamanica, salvo prenderne in giro l’immaturità. È l’idiota sapiente, impaurito e tentato dal ruolo di *pater familias*. Sullo sfondo della romanità contemporanea, e deridendo il proprio immaginario psicoanalitico, Paolo Repetti scrive il suo originalissimo romanzo familiare. L’incontro e lo scontro tra le generazioni, l’assenza e l’ignavia dei padri, l’intelligenza dei figli. Una sit-com in cui si incontrano il ghigno cattivo della migliore commedia all’italiana di Age & Scarpelli e l’umorismo yiddish, Woody Allen ma anche i fratelli Coen.

L’esecuzione: 5 Stelle da movimento a governo

Il ritratto degli uomini chiave del movimento che oggi, dai banchi del governo, eseguono il disegno originario concepito da Casaleggio padre. I legami e le collaborazioni con personaggi e movimenti dell’ultradestra internazionale. La relazione con la Lega, cominciata molto tempo prima delle elezioni del 4 marzo 2018. Dopo il libro L’esperimento, Jacopo Iacoboni prosegue il suo viaggio-inchiesta nel mondo dei 5 Stelle mettendo a nudo tutti gli aspetti della loro transizione da movimento a partito al potere. **
### Sinossi
Il ritratto degli uomini chiave del movimento che oggi, dai banchi del governo, eseguono il disegno originario concepito da Casaleggio padre. I legami e le collaborazioni con personaggi e movimenti dell’ultradestra internazionale. La relazione con la Lega, cominciata molto tempo prima delle elezioni del 4 marzo 2018. Dopo il libro L’esperimento, Jacopo Iacoboni prosegue il suo viaggio-inchiesta nel mondo dei 5 Stelle mettendo a nudo tutti gli aspetti della loro transizione da movimento a partito al potere.

Gli Eretici Di Dune

QUINTO VOLUME DI IL CICLO DI DUNENella Rocca del pianeta Gammu, il dodicesimo ghola di Duncan Idaho è osservato attentamente dalle Reverende Madri Schwangyu e Lucilla. Il Bene Gesserit ha dei progetti per lui, e ha richiamato in servizio il Maestro d’Armi Miles Teg per il suo addestramento. Tuttavia, i piani del Bene Gesserit rischiano di essere sconvolti da una nuova minaccia: le Matres Onorate, in contrasto con le Reverende Madri, sono tornate dalla Dispersione e, grazie ai loro poteri straordinari, stanno soggiogando i popoli al proprio volere. Intanto, su Rakis, l’ordine dei Sacerdoti deve confrontarsi con il dono di Sheeana, una precoce ragazzina in grado di comandare i grossi vermi della sabbia, creature che portano in sé frammenti di consapevolezza dell’Imperatore-Dio Leto II, ancora influente sebbene scomparso ormai da millenni. Tra disegni oscuri e intrighi per la conquista del potere, in questo quinto capitolo della saga, Dune rischia di cadere in mani pericolose, e nel suo destino si scorge l’ombra di un nuovo cambiamento.

L’Enigmatico Lord Farington

Londra/Parigi, 1819 – Per mantenere se stessa e il figlioletto John, Sarah Russell si fa assumere come governante presso la ricca dimora del misterioso Lord Joshua Faringdon. La reputazione del nobiluomo non è certo immacolata: circolano, infatti, non poche chiacchiere sui suoi trascorsi di libertino a Parigi. Ma quando Lord Joshua la coglie di sorpresa con un’inaspettata proposta di matrimonio, lei decide d’ignorare i pettegolezzi e di sposare l’uomo di cui è già follemente innamorata. Molte ombre tuttavia aleggiano sul passato dell’affascinante gentiluomo, prima fra tutte il suo precedente matrimonio con una nobile francese, sulla cui morte iniziano presto a diffondersi voci inquietanti.