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L’ombra del grande muro

Considerato un libro di culto tra gli affezionati di Léo Malet, *L’ombra del grande muro* è il primo dei romanzi “fuori serie” di Malet, in cui l’autore incrocia per un momento quel noir di cui è inventore con il linguaggio e le atmosfere dell’hard boiled. Il grande muro che dà il titolo al romanzo è il muro di cinta del penitenziario di Ossining, New York, dove è rinchiuso il dottor Crawford, la cui storia drammatica Malet ci racconta con lo stile asciutto e denso di sempre.
Condannato innocente a tre anni di carcere pur di proteggere l’onore di una donna, Crawford impara in prigione un nuovo codice di comportamento e, scontata la pena, abbandonato dagli amici, senza più nulla, privato persino del diritto di esercitare la professione, si lascia travolgere nella spirale del crimine organizzato. Capitato in mezzo a una banda di gangster, ne diviene infatti il medico e la sua vita si consuma tra assalti in banca, fughe spericolate, revolverate, feriti da salvare e cadaveri di cui disfarsi, fino a quando l’ombra del grande muro, rimasta in lui come un segno indelebile, inesorabile ritorna. Più che l’intreccio e l’indagine è però la vicenda umana a dominare questo romanzo, una vicenda segnata da una sorte crudele e senza vie d’uscita a margine di quell’America anni Trenta fatta di gangster, whisky e revolver facili, di cui tanto abbiamo letto, visto e immaginato.
“Trascinavo con me l’ombra del grande muro e sulla mia persona l’impronta della grigia dalle sbarre d’acciaio, cruciverba nel quale non si scrive mai l’aggettivo libero”.

L’ombra del falco

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Il primo caso dell’agente Alex Nero. Alla semplice vista dell’ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati, già sanno che è un predatore, è un’informazione scritta nel loro dna. L’ombra di un predatore umano sconvolge una tranquilla cittadina del Nordest. In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Pochi giorni dopo, alla questura arriva una busta, che contiene una lettera e un dvd, con cui l’assassino sfida la polizia, e in particolare l’ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per tentare di catturare il serial killer. La strada per arrivare alla soluzione del caso sarà tortuosa, irta di insidie e pericoli, fino alla sconvolgente rivelazione finale. L’ombra del falco è un thriller teso e cinematografico che resterà a lungo nella memoria dei lettori. Ma anche un romanzo che dipinge con toni asciutti e taglienti il ritratto di una società malata, popolata di “mostri” pure nella realtà di tutti i giorni.

(source: Bol.com)

L’ombra del coyote

La vita diHarry Bosch è un disastro. La sua casa sulle colline di Los Angeles, danneggiata dal terremoto, è destinata alla demolizione. La sua donna lo ha lasciato e lui si è attaccato alla bottiglia con una perseveranza che lo sta distruggendo. Come se non bastasse, è stato sospeso dalla polizia per aver aggredito il suo capo, scaraventandolo contro una vetrata. Ora è costretto a recarsi in terapia da una psicologa, la dottoressa Carmen Hinojos, che dovrebbe aiutarlo a modificare i suoi comportamenti violenti.
La strada per la “redenzione” passa attraverso una tragedia che lo ossessiona da sempre, senza che sia mai stato capace di affrontarla veramente: la morte di sua madre, una giovane prostituta, uccisa brutalmente trent’anni prima.
Bosch inizia così una sua indagine personale per scoprire l’assassino, rimasto impunito per tutto quel tempo. Le sue domande provocano il panico nelle stanze del potere e, a mano a mano che la verità viene a galla, diventa sempre più evidente che qualcuno è disposto a tutto, anche a uccidere, pur di tenerla nascosta. Qualcuno molto in alto, molto astuto e molto pericoloso.

(source: Bol.com)

L’ombra del condor

In una sperduta base missilistica americana nel Montana, viene ritrovato in circostanze misteriose il corpo del capitano Donald Parkins. Quando i militari scoprono che l’uomo assassinato avrebbe dovuto trovarsi in missione in Europa, pensano si tratti di un complotto orchestrato dal K.G.B. e chiedono alla CIA di intervenire. Così l’agente Ronald Malcolm, nome in codice Condor, viene inviato di nuovo sul campo come agente sotto copertura, ma scoprirà ben presto di non essere più davvero sicuro in nessun angolo del pianeta: gli americani lo vogliono usare come esca, i russi eliminarlo definitivamente, i cinesi lo braccano per attuare un piano diabolico. Questa volta per il Condor non basteranno né la fortuna né l’intuito per sopravvivere. Un personaggio che ha segnato un epoca: l’ambiguo e indimenticabile protagonista del romanzo “I sei giorni del Condor” torna in questo secondo episodio della trilogia: una spy story classica, ricca di trame e colpi di scena appassionanti.
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L’ombra del camaleonte

Quello che è tornato da una missione in Iraq è un uomo a pezzi. Unico sopravvissuto all’esplosione del suo blindato, il tenente Charles Acland ha profonde ferite nel corpo, ma soprattutto è psicologicamente devastato. Distrutto dal fatto di non aver potuto fare niente per i suoi compagni, arrabbiato con un esercito che non vuole più saperne di lui, Acland sfugge ogni contatto umano, da quello con i genitori a quello con l’ex fidanzata, la bellissima Jen, che l’aveva lasciato alla vigilia della partenza e che ora vorrebbe riallacciare il rapporto. Nonostante il parere contrario dello psichiatra dell’ospedale militare, Acland rifiuta ulteriori sedute e si trasferisce a vivere a Londra, da solo, convinto di riuscire ad affrontare i feroci mal di testa e la parziale amnesia che gli hanno lasciato le ferite. Nella nuova casa Charles si fa notare per il suo comportamento asociale, è spesso vittima di violenti attacchi d’ira ed è subito pronto a menar le mani come unica soluzione. Un profilo che ben si adatta a quello di un serial killer che sta colpendo da mesi, uccidendo barbaramente uomini soli alla ricerca di un po’ di compagnia. La polizia ne è sempre più convinta, soprattutto perché Charles non sembra voler fare nulla per difendersi… Minette Walters si conferma la più degna erede della tradizione del grande romanzo giallo inglese, con un thriller inquietante, dominato da una continua e sottile tensione psicologica, in cui il male ha il volto che non ti aspetti.

L’ombra cinese

«Su un angolo della scrivania c’era, aperto, il bollettino della polizia con le foto segnaletiche di una ventina di ricercati. Quasi tutte facce dai tratti bestiali, che portavano il marchio della depravazione». «“Ernst Strowitz, condannato in contumacia dal Tribunale di Caen per aver ammazzato una contadina sulla strada per Bénouville…”». «E la postilla, in rosso: «“Pericoloso. Gira sempre armato”». «Un tipo destinato a vender cara la pelle. Maigret, tuttavia, avrebbe preferito aver a che fare con lui piuttosto che con quel vischioso grigiore, con quelle storie di vicende familiari, con quel delitto ancora inesplicabile ma che sospettava atroce». (Le inchieste di Maigret 15 di 75)
(source: Bol.com)

Un’ombra anche tu come me

Daniela, donna attraente, appena passata la trentina, benestante, va in Indonesia alla ricerca del fratello. Jack, indebitato fino al collo accetta di aiutarla. Fra i due, circondati da sciami di zanzare e occhi malvagi che li spiano dal buio, si crea una intimità fatta di bugie e omissioni che metterà in pericolo lo scopo della missione, qualunque esso davvero sia.
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Oltretorrente

“Per la prima volta, il Fascismo si trova ad affrontare un nemico agguerrito e organizzato, armato e ben equipaggiato, nonché deciso a resistere a oltranza.” Così scrive Italo Balbo. È il 4 agosto del 1922. Il popolo di Parma, la gente di Oltretorrente, si è preparata a resistere. Alla testa degli Arditi del Popolo c’è Guido Picelli, memorabile figura di militante e di melomane. Picelli e Balbo, il mito socialista e il camerata fascista, rivivono nei ricordi di un vecchio Ardito il giorno dei funerali di Mario Lupo nel 1972 quando, mezzo secolo dopo, lo scontro fra sinistra extraparlamentare e neofascisti riconduce quasi naturalmente agli avvenimenti di cinquant’anni prima. E così, ecco affiorare, fra leggenda e mito, l’“instancabile Picelli”, eletto deputato socialista dai borghi dell’Oltretorrente per farlo uscire dalla galera, loggionista appassionato, impeccabile nel vestire. Lui sa bene che i raid fascisti, se hanno piegato la Romagna, potranno trovare una salda resistenza nella sua Parma. Italo Balbo, capo istintivo, trascinatore di masse (e perciò sempre più sospetto agli occhi di Benito Mussolini) succede a Roberto Farinacci nella conduzione delle operazioni, coinvolge l’esercito e vuole una battaglia definitiva, combattuta con ogni mezzo lecito e illecito. Picelli e Balbo emergono via via in tutto il loro spessore psicologico mentre la scena si apre, epicamente, sulle barricate, sul concorso attivo della popolazione, sulle donne che prendono parte alla lotta, su un popolo capace di essere un popolo..

Oltremare

Nel 1913 il destino separa due sorelle. Grazia deve emigrare in Argentina per raggiungere parte della famiglia e lascia Antonia con l’anziana madre nel piccolo paese di Olai, in Sardegna. Ma il rapporto continua e attraversa l’oceano nelle settanta lettere che compongono questo romanzo. “Oltremare” inventa quindici anni di scambio epistolare, dal 1913 al 1928, da cui emerge dapprima il dramma legato al distacco, poi la crescente ansia di sapere l’una dell’altra. E il rapporto si affida alla potenza della parola scritta. L’apparente semplicità di una scrittura disadorna, venata d’italiano popolare – segno dell’umile condizione sociale e culturale delle giovani sorelle svela gradualmente l’essenza di un legame complesso. Attraverso la corrispondenza fra Grazia e Antonia passano storie lontane; piccoli episodi di vita privata che si intrecciano agli avvenimenti della storia collettiva. Le cronache argentine cedono il passo a squarci di vita del paesino di Olai dove gesti e riti quotidiani cadenzano la difficile esistenza di un’umanità ferita. Emerge allora il dolore, come quello di Antonia che vive un amore proibito e contrastato o quello della piccola comunità di Olai che piange le perdite della Grande Guerra e ricorda i suoi emigrati. Le speranze, legate ai fermenti e novità del dopoguerra, giocano in chiaroscuro con le paure per le inquietanti premesse del fascismo. Su tutto e nonostante tutto, la tensione di un lungo filo che vibra e tiene: oltremare.

Oltre le apparenze

Osserva le vite degli altri. Osserva la vita delle donne. Le osserva e finge di vivere al loro fianco. Conosce tutto di loro mentre fugge da se stesso. Da osservatore si innamora di Gillian Ward, donna in carriera, un matrimonio felice, una bellissima bambina. L’osservatore vive una perfetta e felice vita illusoria con lei, a distanza. Finché si accorge dell’inganno che egli stesso ha ordito, finché si accorge che niente è come sembra.
Intanto Londra è sconvolta da una serie di efferati omicidi. Le vittime sono donne, uccise in modo sadico. La polizia cerca uno psicopatico, un uomo che odia le donne, uno che le osserva…

Oltre la vita

L’esistenza di Rodolfo Raimondi nell’intenso e breve arco vitale, nel susseguirsi delle generazioni, ha contribuito a dare alla vita un senso concreto, superando i prevedibili dispiaceri dell’esistenza umana e guidando sapientemente i componenti famigliari verso la realizzazione della loro vita. Il romanzo traccia un percorso inverso del protagonista, che va oltre l’esistenza terrena per un dopo, attraverso l’aldilà.

Oltre la Bibbia. Storia antica di Israele

“Questo testo riconduce la nascita d’Israele alla sua realtà storica. Tenendo assieme la critica letteraria dei racconti biblici, l’apporto dell’archeologia e dell’epigrafia e i criteri della moderna metodologia storiografica, Liverani riporta i materiali testuali all’epoca della loro redazione, ricostruisce l’evoluzione delle ideologie politiche e religiose in progressione di tempo, inserisce saldamente la storia d’Israele nel suo contesto antico-orientale. Emergono così la storia normale dei due piccoli regni di Giuda e d’Israele, analoga a quella di tanti altri piccoli regni locali, e la storia inventata, che gli esuli giudei costruirono durante e dopo l’esilio in Babilonia. Gerico non è crollata al suono delle trombe di Giosuè, la conquista della Terra Promessa non è mai avvenuta così come narrato, Salomone non aveva un grande regno e forse il Dio del Sinai un tempo aveva anche una compagna. Il libro di Mario Liverani, sintesi di lavori in corso da anni tra gli archeologi israeliani e non, è fatto per provocare una scossa a quanti si sono nutriti per decenni di quel filone che nel dopoguerra fu trionfalmente inaugurato da testi come “La Bibbia aveva ragione” di Werner Keller. (Marco Politi, “La Repubblica)
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Oltre l’amore

In una notte d’estate illuminata dalla luna piena, l’autore, trasportato dal magico potere della quercia secolare sotto cui è seduto in giardino, si trova nell’antica città di Luni. Ricordando questa straordinaria notte, qualche tempo dopo, spinto dal desiderio di rivedere quel luogo che conosceva fin da ragazzo, si reca a visitare la città sepolta. Mentre si aggira fra le pietre dell’anfiteatro incontra una giovane donna, Silvana, che lo intrattiene a lungo per parlargli di una vicenda che riguarda i suoi genitori. Alla fine del racconto gli consegna un quaderno di appunti scritto da sua madre, Sara. Contiene una grande storia d’amore, legata al ritrovamento di una lapide su cui sono incise parole che segnano il destino di chi ne viene a conoscenza. A scoprirla è Fernando, marito di Sara, che sta seguendo, come archeologo, la campagna di scavi a Luni. La vita dell’uomo cambia improvvisamente: staccatosi da tutto, sparisce. Nel quaderno Sara descrive il proprio smarrimento e il percorso che intraprende per alleviare il suo terribile dolore. Si reca in Africa come volontaria per aiutare i bambini che soffrono fame e malattie, sicura che Fernando approverebbe questa decisione. La sua esistenza riacquista un senso e una volta tornata in patria, la vita riprende da dove la storia d’amore si era interrotta. Il sacrificio ha consentito l’espiazione e la rinascita del bene.

Olocausto

Una storia di odio, amore e sopravvivenza, che ha per protagonisti due giovani, uno tedesco e l’altro ebreo. Il diario parallelo delle loro esistenze, di chi si crede vincitore ed è sconfitto irrimediabilmente dalla storia, e di una vittima che invece riscatta con eroismo un popolo per il quale non è mai esistita pace. Il sacrificio di milioni di persone offerte al dio nazista e orgoglioso atto di fede nella vita e nella libertà rivolto alle coscienze di tutti gli uomini.