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Sole d’estate

Edita per la prima volta nel 1933, “Sole d’estate” è l’ultima raccolta di novelle pubblicata in volume da Grazia Deledda prima della sua morte, avvenuta nel 1936. Un’opera composta, quindi, in un periodo particolare per la scrittrice nuorese, quando il successo mondiale, suggellato dal Premio Nobel per la letteratura del 1926, le aveva ormai arriso, trasformandola in una delle autrici in lingua italiana più importanti del Novecento.
In “Sole d’estate” il tempo è quello interiore, quello della riflessione, quello dell’accostamento alla morte di una donna che, per tutta la vita, lottò affinché il suo sogno diventasse realtà.
E non è certamente un caso che una delle novelle più importanti di questo libro, intitolata “La Grazia”, inizi proprio con queste parole:
“I miei primi piccoli successi letterari furono accompagnati, come certi grandi successi, da vivi dispiaceri. In famiglia mi si proibiva di scrivere: poiché il mio avvenire doveva essere ben altro di quello che io sognavo: doveva essere cioè un avvenire casalingo, di lavoro esclusivamente domestico, di nuda realtà, di numerosa figliolanza”.
Una mentalità che la donna barbaricina seppe sfidare con coraggio e tenacia (descritta in maniera più strutturata nel romanzo autobiografico “Cosima quasi Grazia”), conscia della propria forza d’animo, e della consapevolezza che la fatica e il dolore siano i soli strumenti per poter sopravvivere in un mondo caratterizzato dal fatalismo e dall’inattivismo, in cui quotidianamente si svolgono le commedie e i drammi della quotidianità esistenziale, raccontati, appunto, in questa raccolta.
Raccolta che contiene venticinque novelle, di vario tema e di diversa ambientazione, tutte caratterizzate dalla trama essenziale, dove i veri protagonisti sono i sentimenti umani.
Tra queste, come già accennato, c’è “La Grazia”: uno dei racconti più suggestivi ed affascinanti di tutta la produzione deleddiana, che narra delle difficoltà iniziali della giovane scrittrice, ma anche di un incontro, tra il magico e il reale, con una donnina nera non troppo dissimile dalle janas, le fate della tradizione sarda. Una storia profonda e fantastica, umana e dolorosa, così come quella contenuta in “La chiesa nuova”, nella quale i sogni “aboliscono il tempo e la distanza… con quella luce di angoscia misteriosa che illumina i sogni e fa sentire all’anima sopita la vanità della visione”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Elias Portolu, Racconti sardi, La regina delle tenebre, Canne al vento, La madre, Cosima quasi Grazia.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interattivo e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
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### Sinossi
Edita per la prima volta nel 1933, “Sole d’estate” è l’ultima raccolta di novelle pubblicata in volume da Grazia Deledda prima della sua morte, avvenuta nel 1936. Un’opera composta, quindi, in un periodo particolare per la scrittrice nuorese, quando il successo mondiale, suggellato dal Premio Nobel per la letteratura del 1926, le aveva ormai arriso, trasformandola in una delle autrici in lingua italiana più importanti del Novecento.
In “Sole d’estate” il tempo è quello interiore, quello della riflessione, quello dell’accostamento alla morte di una donna che, per tutta la vita, lottò affinché il suo sogno diventasse realtà.
E non è certamente un caso che una delle novelle più importanti di questo libro, intitolata “La Grazia”, inizi proprio con queste parole:
“I miei primi piccoli successi letterari furono accompagnati, come certi grandi successi, da vivi dispiaceri. In famiglia mi si proibiva di scrivere: poiché il mio avvenire doveva essere ben altro di quello che io sognavo: doveva essere cioè un avvenire casalingo, di lavoro esclusivamente domestico, di nuda realtà, di numerosa figliolanza”.
Una mentalità che la donna barbaricina seppe sfidare con coraggio e tenacia (descritta in maniera più strutturata nel romanzo autobiografico “Cosima quasi Grazia”), conscia della propria forza d’animo, e della consapevolezza che la fatica e il dolore siano i soli strumenti per poter sopravvivere in un mondo caratterizzato dal fatalismo e dall’inattivismo, in cui quotidianamente si svolgono le commedie e i drammi della quotidianità esistenziale, raccontati, appunto, in questa raccolta.
Raccolta che contiene venticinque novelle, di vario tema e di diversa ambientazione, tutte caratterizzate dalla trama essenziale, dove i veri protagonisti sono i sentimenti umani.
Tra queste, come già accennato, c’è “La Grazia”: uno dei racconti più suggestivi ed affascinanti di tutta la produzione deleddiana, che narra delle difficoltà iniziali della giovane scrittrice, ma anche di un incontro, tra il magico e il reale, con una donnina nera non troppo dissimile dalle janas, le fate della tradizione sarda. Una storia profonda e fantastica, umana e dolorosa, così come quella contenuta in “La chiesa nuova”, nella quale i sogni “aboliscono il tempo e la distanza… con quella luce di angoscia misteriosa che illumina i sogni e fa sentire all’anima sopita la vanità della visione”.
L’autrice
Grazia Deledda nacque a Nuoro nel 1871. Fu una scrittrice autodidatta. Cominciò la sua carriera narrativa collaborando con numerose riviste di costume e cultura.
Verso la fine dell’Ottocento, durante un breve soggiorno a Cagliari, incontrò Palmiro Madesani che divenne suo marito e col quale si trasferì a Roma. Nel 1926, unica donna in Italia, fu insignita del Premio Nobel per la Letteratura, per il suo senso artistico e le sue originali capacità creative. Visse nella capitale italiana sino al 1936, anno della sua morte.
La Deledda è autrice di numerosi romanzi, novelle, saggi e articoli di vario genere. Tra le sue opere più famose: Fiabe e leggende sarde, Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, Elias Portolu, Racconti sardi, La regina delle tenebre, Canne al vento, La madre, Cosima quasi Grazia.
L’eBook
La presente edizione digitale, dotata di un funzionale sommario interattivo e di una nota introduttiva, è stata progettata per i dispositivi e le applicazioni Kindle. Il testo è stato regolarizzato secondo le norme grafiche attualmente in uso, in modo da agevolarne la lettura e la fruizione.
### L’autore
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

I soldati di catrame

Il 18 aprile 2025, l’intera rete della metropolitana di Parigi viene invasa dalle acque della Senna. I morti sono ventimila, e i dispersi altrettanti. A due anni di distanza, i palombari di un corpo di polizia speciale, i Soldati di Catrame, tentano ancora di dare un nome alle vittime sommerse e di alimentare i pochi quasi irraggiungibili superstiti richiusi nelle gallerie dove sono rimaste insolite sacche d’aria. Tuttavia, anche per gli incalliti agenti speciali di questo corpo scelto gli enigmi stanno diventando troppi, e troppo pericolosi. Perché i cadaveri si presentano incredibilmente mummificati e con la pelle dorata? Esisteva davvero un deposito di armi chimiche sepolto in qualche galleria? Perché i superstiti mostrano mutazioni sempre più accentuate? E perché chi respira i gas nelle gallerie può ritrovarsi a fare un volo sopra Parigi… dopo essere morto?
Copertina di: Vicente Segrelles

Sol levante e pioggia battente

Vedemecum del viaggiatore immobile come è definito dallo stesso Malvaldi, Sol levante e pioggia battente ci conduce con grande divertimento in due paesi lontani tra di loro e ci fa scoprire le loro meraviglie e le loro idiosincrasie. Si racconta, per esempio, dell’accoglienza, visibile già al momento di chiedere un’informazione topografica, che diventa per il giapponese scelto una missione da portare a termine, o dell’utilizzo da parte degli olandesi di un utensile da cucina che serve a pulire perfettamente i vasetti di maionese. Popoli molto diversi, di cui Malvaldi sottolinea le differenze con un riso arguto, ma che nella conclusione trovano nello sport un motivo di contatto e di rispetto che diventa una lezione sottile e leggera di civiltà.

Il sogno infinito

I sogni sono importanti nella casa di Harry. Per tutta l’infanzia, lui e i suoi cinque fratelli crescono sentendo la madre colorare il loro povero mondo con le proprie fantasie, e allora le stanze spoglie della casa si riempiono magicamente di mobili, la fame diventa più sopportabile e le urla del padre, un ebreo polacco emigrato in Inghilterra e sempre attaccato alla bottiglia, fanno meno paura.Ma i sogni, si sa, sono come le bolle di sapone: bellissime finché le si osserva in lontananza, peccato che, quando si cerca di afferrarle, non resti niente in mano. Solo la mamma non si rassegna e continua a inseguire il suo sogno più grande, l’America.Finché, un mattino, quando Harry ha dodici anni, il postino recapita una busta misteriosa. Quando Harry la apre e vede uscire i biglietti per il piroscafo diretto oltreoceano, non crede ai suoi occhi. Improvvisamente una nuova vita piena di promesse sembra possibile e la famiglia attraversa per l’ultima volta la strada di ciottoli sotto casa, dice addio ai vicini, alle fabbriche e alla cittadina operaia del Lancashire in cui ha vissuto per anni e si mette in viaggio per raggiungere alcuni parenti emigrati a Chicago. Harry è senza parole: per la prima volta vede una grande città, con i suoi grattacieli, le macchine e un lago enorme come il mare, mentre con i fratelli può finalmente godersi gli agi desiderati per anni, la luce elettrica, una vasca da bagno, il telefono.Ma la Grande Depressione non risparmia nessuno e risveglia i fantasmi che sembravano relegati nel passato. Ancora una volta, la splendida bolla di sapone rischia di scoppiare fra le dita di Harry e dei suoi, proprio quando sembrava fossero ormai riusciti ad afferrarla.

Sogno di una notte d’amore

Basta una notte d’amore per conquistare un Lui contradditorio che ora c’è ma ora sfugge? Giorgia ne è convinta e – la notte d’amore – diventa per lei il traguardo e ossessione a cui punta ricorrendo ai più fantasiosi e spericolati stratagemmi. È un ebook «I Mini-Minimissimi», brevissimi per arrivare alla parola “fine” prima di annoiarvi.

Sogno di un valzer e altri racconti

Sogno di un valzer, il breve romanzo che apre il volume, pubblicato nel 1938 ma solo su una rivista, è stato scritto in un momento di grazia. C’è dentro tutto il Brancati migliore, con la sua ironia, il suo senso dello humor, in una mirabile fusione di elementi realistici e allegorici. Anche l’ambiente è quello tipico di Brancati: una Sicilia borghese, estraniata, velleitaria, il cui tessuto sociale mostra più smagliature che splendori. Elegia e senso del grottesco si fondono, raccogliendo la provocazione delle sottili analisi pirandelliane dell’ambiguità. Brancati è uno scrittore di costume, un moralista incisivo e affettuoso. In questi frammenti di romanzo e racconti, scritti tra il 1929 e il 1948 e apparsi finora solo su riviste e quotidiani, Brancati descrive, studia e teatralizza in una commedia umana esilarata e un po’ folle le nevrosi narcisistiche che sono la proiezione della vita di un'”isola siciliana” spiazzata rispetto al sistema dei meridiani terrestri. Il volume raccoglie, dunque, documenti del Brancati più vivo (quello che si è creato fama con Don Giovanni in Sicilia, Il bell’Antonio, Paolo il caldo), inquadrati dalla perizia filologica di Rita Verdirame e dall’acume critico di Enzo Siciliano.

Il sogno di Scipione – Il fato

Uomo eminentemente politico, rientrato dopo un anno di esilio a Roma, Cicerone si dedicò alla scrittura delle sue opere maggiori. I suoi trattati sono improntati a un forte impegno civile, che assoggetta l’educazione etica alla convivenza sociale. Nel Fato affronta la contraddizione tra la concezione stoica del destino, inteso come ferrea necessità, e il libero arbitrio, per definire lo spazio decisionale – e le responsabilità – dell’uomo. Nel Sogno di Scipione avvalora la vita attiva come fondamento e presupposto della futura felicità ultraterrena, che spetta solo a coloro che hanno agito per il bene comune in funzione della patria.
(source: Bol.com)

Il sogno di Merlino

Una barca che vaga alla deriva di fronte alle coste della Cornovaglia. A bordo, stanchi e affamati, un uomo e un neonato: Merlino Britannico e il piccolo Artù di Pendragon. E’ il drammatico inizio del romanzo dedicato all’infanzia del leggendario “alto re” di tutta la Britannia, futuro guardiano della mitica Excalibur. Accompagnato da Merlino, Artù attraverserà la turbolenta Britannia del V secolo. Ma il vero protagonista di questa versione del famoso ciclo arturiano è proprio Merlino, che farà sogni premonitori, si innamorerà, contrarrà la lebbra e combatterà ogni sorta di nemici, da quelli esterni alla Colonia di Camulod a quelli, ben più pericolosi, che credeva suoi alleati.
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Sogno dentro sogno

Ti svegli in un cilindro metallico, sei nudo, non sai chi sei, non sai dove sei. Sotto di te, un cupo brontolio di macchine, sopra di te lo schermo di un computer che emette segnali e dati misteriosi. Un’astronave? Una prigione? Un laboratorio? Un sogno? Comincia una cauta perlustrazione, e di colpo tutto è chiaro. Arriva una bellissima infermiera, arriva un severo dottore. Ti spiegano cosa sta succedendo, ti raccontano una storia abbastanza plausibile. Ma non abbastanza. E così arriva anche l’uomo senza Faccia, l’Uomo del Sonno, con la sua siringa implacabile. E tu ti risvegli, e questa volta il sogno sembra finito, le spiegazioni sono diverse, la storia che ti raccontano è più plausibile. Ma non ancora abbastanza. E ritorna l’Uomo senza Faccia. Ti svegli di nuovo, e poi di nuovo, e poi di nuovo, e ogni volta credi di essere infine entrato nella realtà, ma ogni volta scopri che la realtà è una finzione, un inganno, una trappola, e a un certo punto temi che tutto continuerà sempre così, sogno dentro sogno.
Copertina di: Karel Thole

Il sogno del drago

Leggere è un’esperienza all’aria aperta
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La nuova collana in collaborazione con il C.A.I.

Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante. È una via per incontrare gli altri superando confini, pregiudizi, inibizioni. Per Enrico Brizzi, scrittore, padre, pellegrino, il cammino è una danza, una preghiera, una musica senza parole che segue il respiro antico del mondo, libera la mente dall’inessenziale e vince il drago che si nasconde in ognuno di noi. Con lo zaino carico di curiosità, di pazienza, di libertà, si pone sempre nuovi obiettivi, unico rimedio alla nostalgia che si prova quando si arriva alla meta. Così, dopo essere stato da Canterbury a Roma, dalla Vetta d’Italia a Capo Passero, da Roma a Gerusalemme, si incammina con i Buoni cugini alla volta di Santiago de Compostela, partendo dalla sua amata Torino. E lungo il percorso – che valica le Alpi e i Pirenei correndo come un filo rosso attraverso storie e miti dell’Occidente, da Annibale a Carlo Magno, dal Cid Campeador a d’Artagnan, dai giacobini ai miliziani spagnoli – si interroga sulle radici del nostro Vecchio continente, cucendole insieme nel magico idioma dei viandanti.

‘Camminando ruggisci e preghi, mediti e impari a conoscere, ripercorri orme vecchie di secoli e apri la strada per chi verrà dopo di te’.

‘Ogni pellegrinaggio è una vita in miniatura, una metafora del labirinto che ci tocca traversare prendendo le decisioni corrette a ogni bivio, ed è inutile arrovellarsi su cosa ci apparirà alla sua conclusione; bisogna arrivarci e basta, e a quel punto lo si scoprirà’.

(source: Bol.com)

Sogno a Santorini

Calda come il sole di Corfù, antica come le ro-vine di Creta, dolce come il nettare degli antichi dei. La passione, nel sangue di ogni uomo greco, scorre veloce fin dalla notte dei tempi…
Senza lavoro, senza un soldo e senza un tetto sulla testa, Cleo Taylor è alla disperata ricerca di un impiego sicuro, ed è disposta ad accettare qualunque offerta. Certo non si aspettava di ricevere una proposta incredibile come quella di Andreas Xenides: un contratto di lavoro sulla meravigliosa isola di Santorini, che prevede uno stipendio da favola per poche settimane di impegno. A Cleo sembra di sognare… anche se le condizioni poste da Andreas prevedono una clausola molto particolare.
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### Sinossi
Calda come il sole di Corfù, antica come le ro-vine di Creta, dolce come il nettare degli antichi dei. La passione, nel sangue di ogni uomo greco, scorre veloce fin dalla notte dei tempi…
Senza lavoro, senza un soldo e senza un tetto sulla testa, Cleo Taylor è alla disperata ricerca di un impiego sicuro, ed è disposta ad accettare qualunque offerta. Certo non si aspettava di ricevere una proposta incredibile come quella di Andreas Xenides: un contratto di lavoro sulla meravigliosa isola di Santorini, che prevede uno stipendio da favola per poche settimane di impegno. A Cleo sembra di sognare… anche se le condizioni poste da Andreas prevedono una clausola molto particolare.

I sogni segreti di Walter Mitty

Chi è Walter Mitty? Un impavido comandante di idrovolanti, un gelido chirurgo dal sangue più freddo della neve, un micidiale tiratore scelto… Walter Mitty è soprattutto un sognatore impenitente, che ha la capacità straordinaria di fuggire dalla realtà e rifugiarsi in un mondo di iperboliche fantasie. È intitolata a lui, la più celebre creatura di James Thurber, questa raccolta di racconti e vignette, che racchiude il meglio dei primi cinquant’anni di scrittura di uno dei più grandi fumettisti e umoristi americani: dalle delicate parabole favolistiche sugli animali agli impagabili ritratti degli eccentrici membri della famiglia Thurber, fino ai deliziosi quadri di vita quotidiana che fotografano con garbo e ironia un’America d’altri tempi capace di trasudare fascino e nostalgia.

I sogni di Martino Sterio

E se il racconto più famoso al mondo, una di quelle fiabe che vi hanno raccontato più volte da piccoli, nascondesse un segreto terribile? È a questa domanda che il giovane Martino deve trovare risposta. Altrimenti finirà prigioniero dei suoi stessi sogni, che da qualche tempo lo vedono protagonista di bizzarre versioni di Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo Specchio. Sophie, una misteriosa francese in Erasmus, spiega a Martino come le opere di Lewis Carroll possano rivelarsi testi maledetti, attraverso un’oscura profezia nascosta da generazioni. Se fosse la verità, le persone inizierebbero a “vivere i propri sogni e sognare la propria vita”, contagiandosi a vicenda nella condizione di “senz’anima”. Sarà l’inizio di un’incredibile avventura che porterà un manipolo di ragazzi nei meandri di un paese sperduto d’Inghilterra. Dove leggende dimenticate e legami famigliari inaspettati troveranno un epilogo sconvolgente. Tra giochi linguistici, invenzioni surreali e scenari onirici, “I sogni di Martino Sterio” è un viaggio alla scoperta del potere dei nostri sogni e delle nostre fantasie.

I sogni della città bianca

Il libro è una raccolta di ventisette racconti inediti scritti da Sergio Atzeni negli anni che precedono la pubblicazione, nel 1986, del suo primo romanzo, l'”Apologo del giudice bandito”. A dieci anni dalla prematura scomparsa dello scrittore, nel settembre del 1995, la raccolta rappresenta un’occasione per ripercorrerne i primi passi nel campo della narrazione letteraria. I racconti, di ambientazione quasi esclusivamente cagliaritana, consentono al lettore di scoprire lo stile, la lingua e le tematiche degli esordi. L’edizione critica tiene conto delle note a penna autografe, delle correzioni e delle variazioni apportate al testo dattiloscritto dallo scrittore, una nota biobibliografica e un breve saggio del curatore.
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I sogni dei bambini

Un uomo sfreccia in autostrada a bordo della sua Porsche fiammante, diretto a un importante incontro di lavoro. A un tratto una telefonata lo distrae, la voce del navigatore si perde in sottofondo e l’auto imbocca l’uscita sbagliata. Si ritrova così nella zona più povera della città, proprio nel quartiere da cui era fuggito giurando di fare fortuna per non mettervi più piede. Confuso e spaventato, con il cuore in subbuglio e la testa che gira, è costretto a fermarsi davanti a una vecchia casa. Mentre perde i sensi, vede la porta aprirsi, poi tutto diventa nero. Al risveglio, apre gli occhi in un mondo diverso, e si trova a faccia a faccia… con se stesso. Ma è un se stesso migliore: quello che sarebbe diventato se nella vita avesse scelto di seguire un’altra strada.