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La figlia modello

Dalla regina incontrastata del crime, un nuovo thriller cupo e incalzante. Sono passati ventotto anni da quando una brutale aggressione ha sconvolto l’adolescenza di Charlotte e Samantha Quinn. Quel giorno la loro madre è stata uccisa, il padre, un noto avvocato difensore, non si è mai ripreso del tutto dalla tragedia e a poco a poco la famiglia si è disintegrata. Charlie ha cercato di andare avanti con la propria vita, ha seguito le orme del padre e da brava figlia modello lavora con lui nel suo studio legale, ma i segreti legati a quella terribile notte nel bosco continuano a tormentarla. Poi un gesto di inspiegabile violenza sconvolge la monotonia di Pikeville, la tranquilla cittadina di provincia in cui vive: una ragazza ha aperto il fuoco nel corridoio della scuola, uccidendo il preside e ferendo una compagna. Per Charlie è come precipitare in un incubo. E non solo perché il primo testimone ad arrivare sulla scena del crimine è lei. Ciò che è accaduto l’ha colpita profondamente, spingendola a convincere il padre a occuparsi del caso. Ma l’ha anche riportata indietro nel tempo, a quel passato cui si illudeva di essere sfuggita. Perché ciò che ha nascosto per quasi trent’anni si rifiuta di rimanere sepolto… Un thriller psicologico agghiacciante, che lascia il lettore completamente spiazzato di fronte alla verità. La figlia modello è il romanzo più ambizioso, emozionante e ben riuscito di Karin Slaughter. Per il momento, almeno… – James Patterson ”Feroce, profondo, avvincente: ogni suo romanzo è imperdibile.” – Kathy Reichs L’oscurità del passato è il tema principale di questo thriller agghiacciante. Il talento narrativo e l’empatia con cui Karin Slaughter indaga la psicologia dei personaggi vi terranno incollati alla pagina dalla prima all’ultima riga. – Camilla Läckberg

(source: Bol.com)

La figlia femmina

Sensuale come una moderna Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia, La figlia femmina è il duro e sorprendente romanzo d’esordio della giovane scrittrice Anna Giurickovic Dato.
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra il padre, Giorgio, e sua figlia Maria, nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio, ma incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo mano a mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli.
Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia finalmente si innamora di un altro uomo, Antonio. La cena organizzata dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia, risveglierà antichi drammi, farà sanguinare di nuovo la ferita rimasta aperta. Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutta la sera Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia?
La figlia femmina mette in discussione ogni nostra certezza: le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli. È un romanzo forte, che tiene il lettore incollato alla pagina, proprio in virtù di quella abilità psicologica che ci rivela un’autrice tanto giovane quanto perfettamente consapevole del suo talento letterario.
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### Sinossi
Sensuale come una moderna Lolita, ambiguo come un romanzo di Moravia, La figlia femmina è il duro e sorprendente romanzo d’esordio della giovane scrittrice Anna Giurickovic Dato.
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra il padre, Giorgio, e sua figlia Maria, nasconde un segreto inconfessabile. A narrare tutto in prima persona è però la moglie e madre Silvia, innamorata di Giorgio, ma incapace di riconoscere la malattia di cui l’uomo soffre. Mentre osserviamo Maria non prendere sonno la notte, rinunciare alla scuola e alle amicizie, rivoltarsi continuamente contro la madre, crescere dentro un’atmosfera di dolore e sospetto, scopriamo mano a mano la sottile trama psicologica della vicenda e comprendiamo la colpevole incapacità degli adulti di difendere le fragilità e le debolezze dei propri figli.
Quando, dopo la morte misteriosa di Giorgio, madre e figlia si trasferiscono a Roma, Silvia finalmente si innamora di un altro uomo, Antonio. La cena organizzata dalla donna per far conoscere il nuovo compagno a sua figlia, risveglierà antichi drammi, farà sanguinare di nuovo la ferita rimasta aperta. Maria è davvero innocente, è veramente la vittima del rapporto con suo padre? Allora perché prova a sedurre per tutta la sera Antonio sotto gli occhi annichiliti della madre? E la stessa Silvia era davvero ignara di quello che Giorgio imponeva a sua figlia?
La figlia femmina mette in discussione ogni nostra certezza: le vittime sono al contempo carnefici, gli innocenti sono pure colpevoli. È un romanzo forte, che tiene il lettore incollato alla pagina, proprio in virtù di quella abilità psicologica che ci rivela un’autrice tanto giovane quanto perfettamente consapevole del suo talento letterario.

La figlia della foresta. La trilogia di Sevenwaters

Lord Colum di Sevenwaters ha generato sette figli: Liam, il leader naturale, l’avventuroso Diarmid, i gemelli Cormack e Conor, il ribelle Finbar e il compassionevole Padriac. Sarà tuttavia Sorha, l’unica figlia, la settima della nidiata, a difendere la propria famiglia e a proteggere la propria terra dai bretoni, nel momento in cui il padre e i fratelli rimangono vittime dell’incantesimo della perfida Lady Oonagh. Esiliata da Sevenwaters e rifugiatasi nella foresta, la giovane cade nelle mani dei suoi nemici e conosce l’amore…

Figlia del silenzio

Lexington, 1964. Sulla città infuria una tempesta di neve. È notte quando Norah Henry avverte le prime doglie: è impossibile raggiungere l’ospedale e suo marito David, medico, decide di far nascere il bambino con l’aiuto di Caroline, la sua infermiera. Norah partorisce due gemelli: il maschio è perfettamente sano, ma i tratti del viso della bambina rivelano immediatamente la sindrome di Down. Disperato, David prende una tragica decisione: affida la piccola a Caroline perché la abbandoni in un istituto. A Norah, sedata dall’anestesia, dice che la bambina è morta. Ma Caroline non può abbandonare la piccola Phoebe e fugge con lei in un’altra città, determinata a custodire un segreto che nel tempo si farà sempre più insopportabile… Un romanzo scritto magistralmente, un debutto straordinario. Una storia di rimpianti e di redenzione, di segreti e di bugie, di abbandono e di speranza, che esplora i cammini inaspettati che la vita può imboccare, le paure segrete di ogni madre e la forza dell’amore.

La figlia del podestà

«*Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.*»
**La lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico**
«*Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.*»
**Tuttolibri – Bruno Quaranta**
**PREMIO BANCARELLA 2006**
Bellano è in gran subbuglio. Con apposita delibera, Agostino Meccia, l’autorevole podestà della cittadina affacciata sul lago, ha deciso di perseguire un progetto assai moderno e ambizioso: una linea di idrovolanti che collegherà Como, Bellano e Lugano, darà lustro alla sua amministrazione, attirerà frotte di turisti e farà schiattare d’invidia i comuni limitrofi. Tutto sembra filare liscio, in quel placido e fascistissimo 1931. Anche se c’è un problema: per le casse di un piccolo comune l’investimento sarà enorme, e oltretutto l’idrovolante dovrà essere debitamente collaudato. E poi Renata, la figlia del podestà: fino a ieri era solo una bambina, ora è diventata così strana, non avrà mica qualche nuovo capriccio?
Con la sua ormai ben nota abilità, **Andrea Vitali racconta un altro episodio della saga di Bellano**: narra la vita di paese, con i suoi amori e i suoi scandali, le sue carriere e le sue dinastie, e i pettegolezzi che s’inseguono generazione dopo generazione; e attraverso questo microcosmo esplora anche la storia del nostro paese, i suoi sogni di modernità e le sue inerzie, i suoi vizi e le sue virtù, pressoché immutabili attraverso i decenni.
Ma soprattutto **i romanzi di Andrea Vitali sono un piacere per il lettore, grazie alla capacità di cogliere e far vivere personaggi e paesaggi, la sapienza nel costruire le trame, un ritmo narrativo sempre vivace e godibile**.
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### Recensione
**La beffa dell’idrovolante**
*Quaranta Bruno*, Tuttolibri – La Stampa
Gli Anni Trenta, il lago, un brulichio di anime canforate come la «Domenica del Corriere», mille volte ritratte nell’atelier di Achille Beltrame, qua e là ritoccate da Maccari e Novello. Andrea Vitali rinnova la fedeltà (ormai lunga) alla cuna di Bellano, il paese di Tommaso Grossi (ovvero I Lombardi alla prima crociata), un capolinea del mondo, ad annunciarlo – pare di coglierla – una cinematografica voce fuori campo, intensa, fonda, didascalica, quella che cala lo spettatore nel villaggio guareschiano o in una stazione affidata a Totò. Bellano sul Lario, sul lago di Como, il paesaggio lacuale così ostico alle nozze. Ne sanno qualcosa Renzo e Lucia; a modo suo, in trentaduesimo, in sessantaquattresimo, lo capirà La Figlia del Podestà. Questo matrimonio non s’ha da fare è il comandamento che via via gonfia la vela, fra uno scampolo e l’altro di commedia, grottesca, sapida, piccolo borghese, dove si mescolano la merceria e la messa mattutina, l’osteria e il tivano «che tagliava a fette la faccia», i lavarelli infarinati e fritti nell’olio e la sala in cui si proietta La canzone dell’amore di Gennaro Righelli, le lise poltrone di cuoio e i ditirambi della burocrazia… Il catalogo (un estratto) dell’Italietta – correva il 1931 – mutatis mutandis immutabile, inossidabile, immarcescibile nel guardaroba… Andrea Vitali è un biscazziere di caratteri, rivela (porge) a questo o a quel destino l’azzardo, la scommessa, la sfida che dissolve la polvere, le tarme, l’ombra dei cipressi. Di storia in storia, il medico condotto (l’ulteriore mestiere del Narratore) inanella una Spoon River lieve, acquarellata, una carovana forgiata dal tran tran, in cammino verso l’effimera gloria, il granello d’epica, il quartino – perbacco – di nobiltà. Un microcosmo di nomi, ancora una volta architetta (arreda) Andrea Vitali. Ogni battesimo racconto in sé, in fieri, un gomitolo di vita che «ovviamente», inevitabilmente, si dipanerà, fluttuerà, si disperderà. (Sovviene una poesia di Piero Chiara: «Falò rosso / che si spegne / in riva al lago / e nel golfo della notte / grossi sospiri della banda, / malinconiche ondate / di vita già dispersa»; Andrea Vitali da sempre accostato a Piero Chiara, non a torto, di romanzo in romanzo si avvicina alla meta indicata dalla voce di Luino: «…le linee inspiegate degli anni trascorsi diventano chiare e si compone il disegno del destino d’una vita. Ma sarà la vita del personaggio d’un racconto, non la mia»). Bizzarra anagrafe di un universo che, ad ora incerta, appare «di ovatta, silenzioso, agonico»: l’ava Camelia, la centralinista Addolorata Degrandi, il messo Sbercele, suor Eteria, il capostazione Trombin, Anacleria moglie del podestà di Bellagio, Evangelia consorte del podestà di Bellano, Agostino Meccia, e la di loro erede Renata. Sono i fastidi di Agostino Meccia i fili qui tessuti, brillantemente incrociando (la macchietta appena incombe è folgorata) passioni, miserie, ambizioni, astuzie, ingenuità, balordaggini, insomma: il sugo dell’umano teatro. A impensierire il podestà sono la figlia, innamorata di un fornaio che non avrebbe dovuto nascere (scopra il lettore il motivo, risalendo per li rami a una beffa mai avvizzita) e un aeroplano (l’idrovolante, un Cant 10 Ter) che avrebbe dovuto collegare Como, Bellano, Lugano, dando così speciale lustro all’Autorità locale, se solo un goliardico pasticciaccio romano non lo avesse fatto affondare nel catino («Lo scarpone sinistro dell’idro ruppe il liscio specchio dell’acqua con un colpo sordo. La prua si girò di novanta gradi a sinistra. L’idro si cappottò sulla destra. Un silenzio di tomba si stese su ogni cosa. Sulla folla ammutolita. Sul podestà annichilito»). Ruoterà intorno a un bottone il gran finale di La Figlia del Podestà, ovvero come salvare l’onor pubblico (quel che resta) mettendo la sordina all’onor privato. Andrea Vitali nuota agilmente fra gli equivoci, i fuochi d’artificio non gli difettano, la lingua «orale» lo assiste generosa. Aspettando una nuova, prossima avventura, perché non gustare il menù domenicale del Podestà? Dominante lo sformato di patate coi tartufi di Perledo…
### Sinossi
«*Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.*»
**La lettura – Corriere della Sera – Antonio D’Orrico**
«*Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.*»
**Tuttolibri – Bruno Quaranta**
**PREMIO BANCARELLA 2006**
Bellano è in gran subbuglio. Con apposita delibera, Agostino Meccia, l’autorevole podestà della cittadina affacciata sul lago, ha deciso di perseguire un progetto assai moderno e ambizioso: una linea di idrovolanti che collegherà Como, Bellano e Lugano, darà lustro alla sua amministrazione, attirerà frotte di turisti e farà schiattare d’invidia i comuni limitrofi. Tutto sembra filare liscio, in quel placido e fascistissimo 1931. Anche se c’è un problema: per le casse di un piccolo comune l’investimento sarà enorme, e oltretutto l’idrovolante dovrà essere debitamente collaudato. E poi Renata, la figlia del podestà: fino a ieri era solo una bambina, ora è diventata così strana, non avrà mica qualche nuovo capriccio?
Con la sua ormai ben nota abilità, **Andrea Vitali racconta un altro episodio della saga di Bellano**: narra la vita di paese, con i suoi amori e i suoi scandali, le sue carriere e le sue dinastie, e i pettegolezzi che s’inseguono generazione dopo generazione; e attraverso questo microcosmo esplora anche la storia del nostro paese, i suoi sogni di modernità e le sue inerzie, i suoi vizi e le sue virtù, pressoché immutabili attraverso i decenni.
Ma soprattutto **i romanzi di Andrea Vitali sono un piacere per il lettore, grazie alla capacità di cogliere e far vivere personaggi e paesaggi, la sapienza nel costruire le trame, un ritmo narrativo sempre vivace e godibile**.

La figlia del mercante di seta

Numero 1 in Inghilterra e in Italia Dall’autrice del bestseller Il profumo delle foglie di tè «Il mio cuore ha battuto insieme a quello di Nicole fino all’ultima pagina.» Lucinda Riley 1952, Indocina francese. Dalla morte della madre, Nicole, diciottenne franco-vietnamita, è vissuta all’ombra della bella sorella maggiore, Sylvie. Quando Sylvie prende le redini degli affari di famiglia, che ruotano intorno al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione di un vecchio negozio, nel quartiere vietnamita di Hanoi. La zona, tuttavia, pullula di militanti ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a tradire i loro cari. In questo clima sempre più teso Nicole scopre la corruzione su cui si regge il sistema coloniale e si rende conto con sgomento che anche la sua famiglia è coinvolta… Nel frattempo, la ragazza conosce Trân, un ribelle vietnamita, e, nonostante sia innamorata di Mark, un affascinante imprenditore americano che incarna alla perfezione l’uomo dei suoi sogni, le sembra finalmente di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente di appartenere. In un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta, capire di chi fidarsi… La figlia del mercante di seta è un romanzo affascinante sulla rivalità tra sorelle, sull’amore che sfida la sorte, sui segreti da tenere nascosti, a cui fa da sfondo un Vietnam incantevole nell’età del colonialismo. Dall’autrice di Il profumo delle foglie di tè Numero 1 in Inghilterra e in Italia Tradotto in 19 Paesi «Sentivo l’umidità e il dolce profumo degli alberi di frangipane… La scrittura di Dinah è incredibilmente piena di suspense e non rifugge dal descrivere la dura realtà della guerra. Il mio cuore ha battuto insieme a quello di Nicole fino all’ultima pagina.» Lucinda Riley «Riesce a comunicare al lettore ogni profumo, ogni sapore e ogni suono delle affollate strade di Hanoi. Nicole è un’eroina vulnerabile, eppure incredibilmente forte. Vi troverete a chiedervi che cosa avreste fatto nei suoi panni.» Daily Express «Seducente e romantico, capace di rendere l’autentica atmosfera del luogo e periodo, la Jefferies ha fatto centro.» Sunday Mirror «Una storia avvincente, un’ambientazione esotica, la rivalità tra sorelle, il romanticismo. Non riuscivo a smettere di leggerlo.» Julia Gregson Dinah JefferiesÈ nata a Malacca, in Malesia, e si è trasferita in Inghilterra all’età di otto anni. Ha insegnato Studi teatrali e Inglese. Ha iniziato a scrivere nei cinque anni che ha trascorso in un piccolo villaggio sulle montagne andaluse. Ha esordito con il romanzo La separazione, pubblicato da Penguin in Inghilterra e in Italia dalla Newton Compton. Il profumo delle foglie di tè alla sua uscita ha raggiunto il primo posto dei più venduti in Inghilterra e vi è rimasto per diversi mesi.

La figlia del matematico (I Romanzi Oro)

Maddy Timms è una giovane riservata che dedica le sue giornate alle opere pie e ad aiutare il padre, insigne studioso di matematica. Christian Langland, duca di Jervaulx, è un dongiovanni e geniale scienziato amico del vecchio Timms. Potrà mai nascere l’amore tra due persone così diverse? Eppure, quando Maddy viene a sapere che Christian è morto in duello, viene colta da un dolore lancinante, inaspettato. Trasferitasi in campagna presso un cugino che dirige un manicomio, fra i ricoverati trova proprio Christian, fatto rinchiudere dalla famiglia. Ora tocca a Maddy, l’unica che sembra credere nella sua sanità, aiutarlo a dimostrare di non essere un pazzo. E scoprire con un brivido un modo nuovo, più pieno, di essere donna.

La figlia del guardiano

Cammie vive tra le mura di una prigione, ma non è una detenuta. È la figlia del direttore del carcere di Two Mills, in Pennsylvania, dove trascorre le sue giornate insieme alle ospiti dell’ala femminile: Boo Boo con le sue unghie laccate di rosso e la sua debordante allegria, Tessa e la sua parlantina pungente, la silenziosa Eloda, ammessa nell’appartamento del direttore come domestica. C’è chi deve scontare una condanna per furto, chi ha commesso un crimine inconfessabile, ma per tutte Cammie è la piccola Tornado, la mascotte della prigione. Ora che il suo tredicesimo compleanno è vicino, però, Cammie desidera quello che ha perduto quand’era bambina, ed è determinata a cercarlo proprio tra le detenute: una madre. Sullo sfondo delle note di Elvis Presley e i caldi pomeriggi di un’estate americana, una storia di perdite e seconde possibilità, che mostra quanta umanità si nasconda dove nessuno la cercherebbe mai.

Figli Di Sangue

Robert è un vampiro che gode di rispetto e prestigio all’interno della sua comunità, soprattutto dopo aver rischiato la vita aiutando I Custodi della Notte a salvare il mondo dal demone Behur. Ma di ancor più prestigio sembra godere Samantha, una dei Nove che guidano il Rifugio di Londra dopo l’esilio della Strige. Entrambi si impegnano per il bene della comunità eppure si disprezzano profondamente.
La situazione tra loro precipita quando un gruppo di giovani vampiri progetta un attacco agli umani infrangendo la Sacra Legge. Robert sospetta che Samantha sappia più di quanto voglia ammettere sull’accaduto e decide di far di tutto per scoprire la verità. Ma come reagirà quando tale verità verrà fuori? Saranno Martin e Tati, due Custodi della Notte, a rivelarla al vampiro, affidandogli nel frattempo un compito: essere la guardia del corpo di Samantha in una missione per salvare la comunità… e forse non solo quella. Ben presto infatti, Robert e Samantha, obbligati a cooperare, si ritroveranno faccia a faccia con il nemico più pericoloso di tutti: la propria paura.
Il vampiro Robert, già conosciuto ne “I Custodi della Notte – L’emblema” e “I Custodi della Notte – L’ago del Tempo”, è qui il protagonista di una nuova avventura dove magia, mistero e azione si intrecciano in una storia d’amore che cambierà per sempre la vita dei nostri due eroi.
Romanzo collegato alla saga de “I Custodi della Notte”.
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### Sinossi
Robert è un vampiro che gode di rispetto e prestigio all’interno della sua comunità, soprattutto dopo aver rischiato la vita aiutando I Custodi della Notte a salvare il mondo dal demone Behur. Ma di ancor più prestigio sembra godere Samantha, una dei Nove che guidano il Rifugio di Londra dopo l’esilio della Strige. Entrambi si impegnano per il bene della comunità eppure si disprezzano profondamente.
La situazione tra loro precipita quando un gruppo di giovani vampiri progetta un attacco agli umani infrangendo la Sacra Legge. Robert sospetta che Samantha sappia più di quanto voglia ammettere sull’accaduto e decide di far di tutto per scoprire la verità. Ma come reagirà quando tale verità verrà fuori? Saranno Martin e Tati, due Custodi della Notte, a rivelarla al vampiro, affidandogli nel frattempo un compito: essere la guardia del corpo di Samantha in una missione per salvare la comunità… e forse non solo quella. Ben presto infatti, Robert e Samantha, obbligati a cooperare, si ritroveranno faccia a faccia con il nemico più pericoloso di tutti: la propria paura.
Il vampiro Robert, già conosciuto ne “I Custodi della Notte – L’emblema” e “I Custodi della Notte – L’ago del Tempo”, è qui il protagonista di una nuova avventura dove magia, mistero e azione si intrecciano in una storia d’amore che cambierà per sempre la vita dei nostri due eroi.
Romanzo collegato alla saga de “I Custodi della Notte”.
### L’autore
Manuela Dicati è nata nel 1979 a Perugia dove vive attualmente con i suoi tre figli. Laureata in Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Perugia, ha lavorato come scrittrice per una casa editrice proprietaria di numerose testate on line. Ha iniziato a coltivare il sogno di scrivere e pubblicare romanzi durante la sua terza gravidanza, capendo poi che questo era esattamente ciò che avrebbe voluto fare nella vita. È nata così la sua saga paranormal romance: “I Custodi della Notte” da cui ora ha preso vita il nuovo romanzo: “Figli di Sangue”. Altre pubblicazioni dell’autrice sono: “L’assassino della Porta Accanto”, romantic suspense edito da Newton Compton Editori, che ne ha acquisito i diritti dopo il successo dell’edizione autopubblicata nonché altre autopubblicazioni tra cui un romance contemporaneo dal titolo “Non Senza di Te”, un romantic suspense intitolato “All’Ultimo Respiro” e il primo volume di una nuova saga paranormal romance: “L’Ordine di Astrea – Rod”.

I figli di medusa

Quando gli uomini e le donne del clan muoiono, i loro cadaveri vengono gettati “fuori di casa” e affondano lentamente verso gli oscuri abissi dove li aspetta il misterioso dio Ka. Ma da qualche tempo non sono soltanto i cadaveri ad essere trascinati giù. Da qualche tempo ogni cosa ha cominciato a sprofondare verso Ka. Un nuovo romanzo dell’autore di “Cronomoto” e “Quando i Neutri emergono dalla Terra”. Una nuova conferma della sua capacità di fornire una spiegazione realistica, razionale, accettabile, alle più fantastiche delle situazioni.

Figli di Matrix

Con questo suo ultimo libro, David Icke ci fornisce le prove di ciò che realmente sta succedendo nel mondo e, senza paure e reticenze, ci mette di fronte a informazioni allarmanti che demoliscono il nostro sistema di credenze. Tirando le somme delle accurate ricerche che svolge da anni, solleva inquietanti veli di segretezza che hanno contribuito a mantenere per tanto tempo l’umanità nell’ignoranza manipolata. Secondo queste idee, apparentemente originali e stravaganti, ma convalidate da una lunga e scrupolosa serie di prove documentate, la nostra vita sul pianeta Terra non è altro che un inganno gestito da forze extraterrestri, intraterrestri e interdimensionali per tenerci in una prigione mentale, emozionale e spirituale. Siamo intrappolati in una gamma di frequenza, la matrice appunto, e il “mondo” che vediamo intorno a noi è solo una minuscola frazione di un’infinità multidimensionale. Rivelandoci questa fantastica trama di manipolazione globale orchestrata da forze al di là di questo regno fisico, Figli di Matrix è in grado di illustrarci i metodi di controllo sugli umani e di indicarci la strada per aprire le nostre menti e imparare ad allargare la nostra gamma di frequenze della percezione.
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I figli delle tenebre

È il 1933. Camille Galay, venticinque anni, arriva a Parigi. Ha lasciato Brooklyn, dove è cresciuta, e l’Alabama, dove ha fotografato i volti segnati dalla Grande depressione. È irrequieta. Non le basta essere la ricca erede del più grande biscottificio di Parigi per dare un senso alla propria vita. Non le basta nemmeno calarsi nei panni di un’operaia. Ha bisogno di scoprire le proprie radici, di ritrovare quel passato per cui la madre Gabrielle ha lottato tanto, l’amore fra i suoi genitori che l’orrore della Grande guerra ha quasi spazzato via. Ha bisogno dell’amicizia di Magda, della purezza e della solennità dei legami che si stringono da bambini. Ha bisogno di guardare al presente. Di nuovi incontri per realizzarsi, per comprendere il tempo in cui vive. Attorno a lei l’Europa freme. In preda a un’euforia alcolica, corre verso un nuovo conflitto mondiale. Ma c’è chi decide di non chiudere gli occhi. Chi alla follia nazista si oppone con intelligenza e umanità. Elise, libraia indipendente e cauta, Grete, attrice di cabaret e spietata osservatrice di una Germania accecata dalla gloria, Louvain, agente segreto con un’affascinante cicatrice sul labbro: le loro storie s’intrecciano a quella di Camille, coinvolti nella liberazione dell’unico ebreo che le nazioni si contendono, l’uomo che sta mettendo a punto la formula dell’acqua pesante, componente indispensabile per una nuova micidiale arma nucleare.
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Figli della Stasi

Berlino Est, 1975. Quando la detective Karin Müller – ufficiale della Kriminalpolizei – è chiamata per occuparsi dell’omicidio di un’adolescente ritrovata ai piedi del Muro, pensa sia un’indagine di routine. Ma quando arriva sulla scena del crimine capisce che non è così: il volto della giovane è sfigurato, senza occhi e senza denti, e sembra che qualcuno abbia martoriato quel corpo dopo il decesso. Tutto lascia pensare che la ragazza stesse cercando la fuga… ma da Ovest.
La Stasi – il famigerato Ministero della sicurezza di Stato – sin dall’inizio supervisiona le indagini e ordina a Karin di scoprire l’identità della ragazza senza approfondire il movente e i colpevoli. Meno domande fa, meglio è. Le prove sono contraddittorie ed è evidente che la scena del crimine è stata manipolata. Ma Karin non si tira indietro nella ricerca della verità, scoprendo che la soluzione all’omicidio è molto più vicina a lei di quel che pensa.

I figli del sole (La musa della notte)

Anni ’90. Rossana ha solo diciotto anni quando un potente grimorio arriva tra le sue mani. La sapienza contenuta in queste pagine le parla da un passato così remoto da confondersi con il mito e potrebbe cambiare per sempre il destino di ogni strega. Tormentata da un passato che l’ha segnata, non solo psicologicamente, Rossana è disposta a tutto pur di riparare all’antico torto di Medea e riportare nel mondo il Re Stregone. Ma, tra inquisitori ribelli e ricercatori dal fascino ambiguo, per lei non sarà facile decidere di chi fidarsi.
Questa novella è uno spin-off del romanzo urban fantasy “La musa della notte”, ambientato vent’anni prima degli eventi della saga principale.

Fidati di me (Colpi di fulmine Vol. 2)

Ric Costanza e Connor Ferguson sono cresciuti insieme, amici duranti gli anni delle scuole, fino al liceo, fino a quando, raggiunti i sedici anni, Ric non si è allontanato da Connor. L’autoconservazione è un istinto molto forte.
Connor aveva le sue teorie sul perché Ric lo aveva abbandonato…
Quando si incontrarono di nuovo, dopo otto anni, molta acqua era passata sotto i ponti. Ric sta per prendere i voti e dedicarsi al sacerdozio, Connor è fidanzato con Keira. Solo che le cose non sono esattamente come sembrano. Ric è confuso e Connor vuole aiutarlo a chiarirsi le idee.
Quello che inizia come una semplice offerta di aiuto a un vecchio amico diventa molto più di quanto i due uomini sono preparati ad affrontare.
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### Sinossi
Ric Costanza e Connor Ferguson sono cresciuti insieme, amici duranti gli anni delle scuole, fino al liceo, fino a quando, raggiunti i sedici anni, Ric non si è allontanato da Connor. L’autoconservazione è un istinto molto forte.
Connor aveva le sue teorie sul perché Ric lo aveva abbandonato…
Quando si incontrarono di nuovo, dopo otto anni, molta acqua era passata sotto i ponti. Ric sta per prendere i voti e dedicarsi al sacerdozio, Connor è fidanzato con Keira. Solo che le cose non sono esattamente come sembrano. Ric è confuso e Connor vuole aiutarlo a chiarirsi le idee.
Quello che inizia come una semplice offerta di aiuto a un vecchio amico diventa molto più di quanto i due uomini sono preparati ad affrontare.

Fidati Di Me

Selene è una professoressa d’arte e dedica la sua vita ad insegnare ciò che l’appassiona di più. Lei non crede più nell’amore ed ha perso la fiducia negli uomini a causa di una piaga che infesta la società da molto tempo: la violenza domestica. Le sue cicatrici fisiche si sono rimarginate in fretta, ma non quelle della sua anima e del suo cuore. Chi più di un coraggioso cavaliere può riuscire a conquistare il cuore di una donna? Lukas, un professore di musica che lavora nella sua stessa scuola, si porrà l’obbiettivo di curare questo cuore ferito, cercando di riaccendere quella fiducia nell’amore che Selene ha disperso. Lui ha una ferrea e unica convinzione Si può sempre ricominciare ad amare. Perché l’amore è più grande di ogni sofferenza e ci sarà sempre qualcuno che merita questo dono.