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Controllo a distanza

Nick Stone, lasciato nel 1988 lo Special Air Service (il reparto d’élite dell’esercito britannico) dopo uno scontro a fuoco con tre terroristi dell’IRA a Gibilterra, lavora adesso per l’Intelligence e scopre che il suo collega Brown e la sua famiglia sono stati sterminati a Washington in modo apparentemente del tutto inspiegabile. Soltanto Kelly, una bambina di sette anni, è sopravvissuta. Comincia una caccia spietata, nel corso della quale un duro come Nick, rotto a ogni esperienza, scoprirà non soltanto fino a che punto possano giungere la violenza e la corruzione, ma anche una sconvolgente verità che lega in intreccio indissolubile governi, terrorismo e trafficanti (di qualsiasi genere), uniti da una comune avidità e sete di potere…

Controinsurrezioni

Valerio Evangelisti, il celebre creatore del personaggio dell’inquisitore Eymerich, e Antonio Moresco, una tra le voci più innovative della letteratura italiana contemporanea, hanno unito i loro talenti per esplorare l’evento storico che è stato l’atto di fondazione di un paese, l’Italia, che sembra averlo dimenticato se non tradito: il Risorgimento. Nelle due storie (una ambientata negli ultimi giorni della Repubblica Romana del 1849, l’altra che si svolge durante il cruciale anno 1848) Evangelisti e Moresco fanno rivivere il rumore e il colore delle lotte risorgimentali. Eroismi folli, lampi di ferocia, lunghe attese nelle barricate, feriti rantolanti, malinconia, paura, amore: una verità fatta di carne e sangue che lo storico non può permettersi, e che solo la narrativa può far rivivere.
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Contro ogni evidenza

Milano. Una mattina, in un affollato ufficio postale del centro, entrano due uomini armati di pistola e a volto coperto: doveva essere una banale rapina, ma ci scappa il morto. Il commissariato competente, quello di piazza San Sepolcro, chiama la Omicidi, che manda il suo elemento migliore, il commissario Andrea Lucchesi. Ma a questi è sufficiente porre qualche domanda ai testimoni per fiutare odore di marcio: quella della rapina, secondo lui, è stata solo una copertura, per nascondere un vero e proprio assassinio. Così, contro ogni evidenza, decide di intraprendere un'indagine per omicidio premeditato. Un'indagine ostacolata però dai colleghi, desiderosi di chiudere in fretta il caso, dai testimoni, che in troppi hanno motivo di mentire, e dallo stesso Lucchesi che, col suo carattere impossibile e il suo pericoloso attaccamento all'alcol, ancora una volta riesce a finire in pasto alla Disciplinare. Sarà la bravissima ispettrice Lucia Anticoli a portare avanti l'indagine in sua vece, e a salvarlo da se stesso…

Il contrario di uno

18 racconti e un poemetto in versi. Cinque sono apparsi nella piccola raccolta I colpi dei sensi (Fahrenheit 451, Roma 1993) . Una partitura a segmenti narrativi per raccontare come “il due è contrario di uno”. “Questa notizia che – dice De Luca – contrasta con l’aritmetica è l’esperienza di questi racconti. Da un cordone di madre ai due nodi in vita di una cordata in montagna si svolge l’avventura di un solitario che si imbatte nella forma del due. È una rivelazione non sacra, e neppure profana.” Una donna entrata in una fredda stanza a portare l’inatteso calore della contemporaneità dei corpi, un padre pittore fedele alla sua pittura, al suo “pollice arlecchino”, una suora in paziente attesa accanto alle membra debilitate del suo assistito, una fanciulla borghese in camicia bianca e gonna blu davanti al ciclostile “della rivoluzione”. Tante emergenze umane, tante forme in cui si dichiara contraddetta la solitudine, la remissività, la morte. Fra la memoria di una generazione che per la prima volta “a diciott’anni non veniva presa per la collottola e sbattuta in guerra contro un’altra gioventù chiamata nemica” e i molti episodi che hanno ribadito la ricerca esistenziale e politica di una felicità condivisa si desta l’immagine-chiave del libro, un uomo e una donna in cordata che escono dalla nube addensata intorno al pilastro di roccia che stanno scalando: “Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo”.
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### Sinossi
18 racconti e un poemetto in versi. Cinque sono apparsi nella piccola raccolta I colpi dei sensi (Fahrenheit 451, Roma 1993) . Una partitura a segmenti narrativi per raccontare come “il due è contrario di uno”. “Questa notizia che – dice De Luca – contrasta con l’aritmetica è l’esperienza di questi racconti. Da un cordone di madre ai due nodi in vita di una cordata in montagna si svolge l’avventura di un solitario che si imbatte nella forma del due. È una rivelazione non sacra, e neppure profana.” Una donna entrata in una fredda stanza a portare l’inatteso calore della contemporaneità dei corpi, un padre pittore fedele alla sua pittura, al suo “pollice arlecchino”, una suora in paziente attesa accanto alle membra debilitate del suo assistito, una fanciulla borghese in camicia bianca e gonna blu davanti al ciclostile “della rivoluzione”. Tante emergenze umane, tante forme in cui si dichiara contraddetta la solitudine, la remissività, la morte. Fra la memoria di una generazione che per la prima volta “a diciott’anni non veniva presa per la collottola e sbattuta in guerra contro un’altra gioventù chiamata nemica” e i molti episodi che hanno ribadito la ricerca esistenziale e politica di una felicità condivisa si desta l’immagine-chiave del libro, un uomo e una donna in cordata che escono dalla nube addensata intorno al pilastro di roccia che stanno scalando: “Siamo quasi fuori, anche se non si vede la cima. Siamo due; non il doppio ma il contrario di uno e della sua solitudine sufficiente. La corda s’ammucchia sopra i piedi, lei si avvicina e io le guardo il nodo stretto in vita. Non per controllare se è a posto, ma per affetto verso un’alleanza di corda. ‘Che stai guardando?’ dice la sua voce. ‘Guardavo il tuo nodo.’ Se lo controlla: ‘È a posto, no? Si può sapere che pensi?’ ‘Al numero due,’ rispondo”.

Contraccolpo

L’ex agente del SAS britannico Nick Stone si è ritirato in Svizzera e sta meditando di sposare Silky, che ignora la sua vera identità. Ma anche lui non sa molte cose di lei. All’improvviso, Silky scompare. Qualche ricerca, e Nick scopre che è andata in Congo al seguito di un’organizzazione umanitaria per aiutare le vittime dei massacri che avvengono in quel Paese. Nick c’è già stato nel 1985 per addestrare le truppe di Mobutu contro i ribelli e conosce la ferocia di cui quegli uomini sono capaci. Adesso la situazione è ancora più drammatica: da un anno l’Esercito di resistenza del Signore (LRA), in cui sono stati arruolati anche dei bambini, terrorizza e uccide la popolazione per impadronirsi delle miniere e nessuno sembra riuscire a fermare l’eccidio. Nick non può far finta di niente: parte per raggiungere Silky. E questa volta non dovrà affrontare soltanto i pericoli e le insidie di una nuova missione: dovrà fare i conti con il proprio passato, con gli innocenti che molti anni prima non è riuscito a salvare e il cui ricordo, come un tormento, bussa alla porta della sua coscienza. Ma perché Silky è andata proprio in Congo? Chi si nasconde dietro questa realtà che impedisce ai bambini di restare bambini? Chi vuole mettere le mani sul metallo più quotato alla Borsa di Londra? Purtroppo nulla è come sembra, e Nick scoprirà gente spietata e corrotta, disposta a tutto per il dio denaro.

Il conto delle minne

“Il conto delle minne dev’essere pari: due seni, e due dolci, per ogni fanciulla” non si stanca di ripetere nonna Agata alla nipote Agatina mentre impastano le cassatelle a forma di seno, le minne appunto, per la festa della santa di cui entrambe portano il nome. Ma la vita è imprevedibile e il seno, morbido viatico di gioia e nutrimento, può celare in sé anche la malattia e il disamore: i conti, allora, potrebbero non tornare¿ Lo imparerà Agatina, crescendo, nutrita dei racconti della nonna che, nella grande cucina, rievocava la storia di due famiglie siciliane e delle loro donne fiere o meschine, timide o focose. Per ciascuna di loro le minne che portano sul petto hanno un significato speciale: grandi o quasi assenti, aride o feconde, amate senza pudore o trascurate da uomini disattenti, sane o ammalorate, diventano la chiave per svelare i più intimi segreti della femminilità, dell’orgoglio, dello straordinario potere di queste donne o della sottomissione alle dure leggi del mondo maschile.

Il contesto

Racconta Sciascia che cominciò a scrivere questo romanzo come un ‘divertimento’ – e presto gli si trasformò fra le mani in qualcosa di terribilmente serio. In un paese non nominato eppure a noi tutti familiare, una successione di assassinii e di funerali ufficiali scandisce la vita pubblica. Con assoluta chiarezza, ma su un fondo tenebroso, si disegna in questa storia la fisionomia di un anonimo protagonista, quel potere che – nelle parole di Sciascia – ‘sempre più digrada nella impenetrabile forma di una concatenazione che approssimativamente possiamo dire mafiosa’. ”Il contesto” apparve nel 1971 (ma fu scritto prima dell’omicidio Scaglione, tenne a precisare Sciascia) e venne accolto dalla critica con malcelato imbarazzo. Oggi riconosciamo in esso il primo rendiconto sobrio e veritiero di un’Italia da cui pare che nessuno sappia come uscire.
(source: Bol.com)

La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia

Arthur Schnitzler scrisse la commedia in un atto “La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia” fra il giugno 1906 e l’aprile 1907. L’attenzione dello Schnitzler acuto osservatore della società è rivolta, in quest’opera, al mondo dell’aristocrazia e al rigido codice delle convenzioni che ne regolano e ne snaturano l’esistenza. La doppia morale, condannabile nel mondo borghese, è giustificata dalla ferrea e ipocrita legge del decoro in quello aristocratico. L’ironia della commedia è tutta nel sottotitolo: il “Giorno in famiglia”, che allude a un tranquillo incontro, è invece un giorno di rivelazioni di aspetti dolorosi e grotteschi di un non troppo lontano passato e produrrà in realtà delle situazioni disgreganti per una famiglia che fino allora aveva vissuto apparentemente tranquilla nella menzogna e nell’ipocrisia, imposte dalle convenienze di classe. Mizzi è una delle grandi figure femminili dell’opera di Schnitzler, una donna che con aristocratico contegno ha sofferto in silenzio, lasciando che la sua vicenda umana si evolvesse senza interferire nel destino degli altri. Nonostante la satira, piuttosto marcata, del futile e vuoto mondo aristocratico, non sfugge tuttavia nella commedia un senso di umana comprensione, e persino di simpatia, nei riguardi di una classe che un tempo aveva retto, al di là di ogni critica, con dignità le sorti dell’Austria felix e che adesso, all’inizio del Novecento, è ormai soltanto l’ombra di se stessa.
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La contessa segreta

In questo romanzo niente e ciò che sembra. Anna, la nuova domestica dell’antica magione di Mersham, cerca di nascondere le sue nobili origini dietro a una cuffietta e un grembiule inamidato. Rupert, il conte di Westerholme, sta per sposare Muriel, ma è segretamente innamorato di Anna. Muriel, all’apparenza fidanzata buona e devota, è una meschina arrampicatrice sociale e sostenitrice di teorie proto-naziste. Per fortuna anche Proom, l’irreprensibile maggiordomo, non è cosi ligio al dovere come ci si aspetterebbe… Età di lettura: da 9 anni.
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La contessa ribelle

Inghilterra/Francia, 1808 – Miss Talia Dobson ritiene che un’umiliazione sia più che sufficiente da sopportare. Invece, dopo essere stata abbandonata all’altare dal fidanzato, ora è costretta a sposare un sostituto. Gabriel Richardson, Conte di Ashcombe, ha deciso che sia suo preciso dovere correre ai ripari e rimediare al gesto compiuto dal fratello minore. Così fa di Talia sua moglie. Il sogno di un’unione sincera, suggellata da una notte di indicibile piacere, sbiadisce alle prime luci dell’alba quando Gabriel saluta la sua sposa e si allontana dalla dimora dove lei resterà ad aspettarlo. Non sa però che la timida Talia, che fin da giovane ha nutrito una segreta ammirazione per lui, non ha intenzione di arrendersi tanto facilmente. Risvegliata alla passione da quell’unica notte travolgente, vuole avere un vero marito al suo fianco, a costo di cacciarsi nei guai.
(source: Bol.com)

La contessa nera

Ungheria, 1611. L’alba illumina l’imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Murata viva in una stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Bàthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l’ha mai fatto nella sua vita. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l’algido e violento Ferenc Nàdasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell’ordine nel castello di Sàrvàr è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere. Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un’anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla. Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l’unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini? La contessa nera si ispira alla figura della prima serial killer della storia, Erzsébet Bàthory, la contessa sanguinaria. Padrona spietata, torturatrice di centinaia di giovani donne, assassina crudele.

Il Conte Rosso. Una Partita a Scacchi E Il Trionfo D’Amore…

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Il Conte Rosso. Una Partita A Scacchi E Il Trionfo D’amore; Il Conte Rosso. Una Partita A Scacchi E Il Trionfo D’amore; Giuseppe Giacosa
Giuseppe Giacosa
F. Casanova, 1881
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Conta le stelle, se puoi

Questa è la storia di una famiglia ebraica. È una storia più o meno vera. O meglio, è vera come avrebbe potuto esserlo se un bel giorno del 1924 a Mussolini fosse preso un colpo.
Moise Levi ha solo ventitré anni la mattina di fine estate in cui lascia Fossano portandosi dietro un carretto di stracci. Vuole andare a Torino a far fortuna, e non può immaginare che quello sia solo l’inizio di una lunga storia.
Perché Moise possiede un fiuto eccezionale per gli affari e per i sentimenti: darà il via a una florida ditta di commerci nel ramo tessile, e avrà due mogli, sei figli e un’infinità di nipoti sparpagliati ai quattro angoli del mondo.
Dopo la grande guerra mondiale e quel «brutto spettacolo» della marcia su Roma, finalmente la vita di tutti ha ripreso il suo corso. Meno male che nel 1924 a quel «brutto muso di Mussolino» gli è preso un colpo secco, altrimenti la storia di nonno Moise e della sua discendenza sarebbe stata molto diversa.
Invece la famiglia Levi – con i suoi amori e i suoi affanni, i suoi commerci e le sue tribolazioni, le grandi cene di Pasqua e i lunghi silenzi delle stanze chiuse – diventa sempre più numerosa nella casa di via Maria Vittoria, costruita proprio lì dove una volta c’era il ghetto e adesso non c’è più.
Elena Loewenthal non ha riscritto la Storia all’incontrario: ha provato piuttosto a mettere la vita al centro, dove la morte ha cancellato tutto. Ha lasciato scorrere la quotidianità dell’esistenza, con la sua allegria e la sua insensatezza, per vedere come le gioie e le fatiche di ogni giorno possano fondersi «in una cosa sola che non è troppo distante dalla felicità».
La storia che si racconta è quella di una grande famiglia normale, resa impossibile dall’aberrante eccezionalità della Storia. Per questo la voce calda e intima dell’autrice, con una sincerità capace di rispettare tutte le ferite, prova a inventarsi un lieto fine, «come se non fosse successo quello che è successo».
«Certo, negli anni e nei decenni a venire, attorniato dai figli e dai nipoti, Moise Levi ci avrebbe anche riso su. Ma quella mattina del 1872, lui Torino se la immaginava così. Una gigantessa addormentata con miriadi di minuscoli esseri che le camminavano addosso freneticamente, carichi delle loro tribolanti esistenze».

La consulente

La giovane Taylor Lockwood divide le sue giornate tra il lavoro di praticante in un prestigioso studio legale di New York e le serate come pianista jazz nel locali più pittoreschi della città. Ma la sua vita cambia all’improvviso quando uno degli avvocati dello studio, l’intrigante Mitchell Reece, le affida un compito a dir poco delicato: scoprire chi ha rubato il prezioso documento che potrebbe distruggergli la carriera e mandare a rotoli un affare milionario. Sedotta dal fascino dell’imperscrutabile Reece, Taylor accetta l’incarico. Ma più scava nei segreti della Hubbard, White & Willis, più la posta in gioco si fa alta: perché qualcuno è disposto a tutto pur di veder realizzati i propri sinistri piani, e la sete di verità che sprona Taylor a proseguire nelle indagini rischia ogni ora di più di esserle fatale. In una New York torbida e scintillante, tra i jazz club pieni di fumo e gli asettici palazzi in cui si gioca la spietata partita del potere, Deaver dà vita a un thriller pieno di personaggi e situazioni inedite, di tensione e di atmosfera.

La consistenza dell’acqua – il prequel

CHI È ELISA GIORDANO?LEGGI IL PREQUEL E IL PRIMO CAPITOLO DEL NUOVO ROMANZO DI ELEONORA CARTAQuando Elisa Giordano apre la porta dell’aula quattro, le luci sono basse e il silenzio regna sovrano. Sa che la sfuriata arriverà: Grimaldi non tollera che le sue lezioni siano interrotte. Elisa sa anche che dopo quell’incidente il professore si rifiuterà di certo di concederle la tesi… Eppure nulla accade, di quanto la ragazza ha temuto. Seduta in prima fila, osserva ora affascinata la sequenza di immagini, in cui reticoli di linee si sovrappongono a formare triangoli che passano per Torino, mentre Grimaldi commenta le varie interpretazioni che nei secoli sono state elaborate a partire da quel disegno. Quando lascia quella penombra e torna all’aria aperta, qualcuno la attende…Eleonora CartaÈ nata nel 1974. Ha sempre creduto che sarebbe diventata un avvocato, ma alla fine degli studi universitari ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei e ha cominciato a dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Vive tra Torino e la Sardegna. Questo è il suo primo romanzo.

La conquista del cuore

Dopo aver perso il maggiore dei suoi fratelli nella lotta contro il clan dei MacDouglas, Maggie ingen Blar decide di porre fine alla faida convincendo tutte le donne del villaggio a negarsi ai propri uomini sino alla fine delle ostilità.
Ma il bel tenebroso Braden MacAllister la pensa diversamente. Scommette, infatti, che riuscirà a bloccare il complotto femminile sfruttando la sua arma più potente: la seduzione…
Potrà Maggie resistere a quell’audace e focoso mascalzone?