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Un frammento di mondo

La prima volta che si vedono è a casa di Christina. È una bella giornata di luglio e Andrew Wyeth è un giovane artista esile e sorridente, che bussa alla porta della fattoria in cerca di un po’ d’acqua per diluire i colori. Tra loro scatta subito qualcosa di speciale: il pittore è completamente ammaliato da Olson House e dai suoi singolari abitanti. Blocco sotto al braccio e pennelli in mano, Andy torna molte altre volte, da solo o con la moglie, per ritrarre quella casa piena di fascino, popolata da antichi ricordi e misteriose leggende. Christina vive sola col fratello, in un mondo piccolo nel quale il suo corpo fragile e ferito può orientarsi a occhi chiusi. Così diversi, Andy e Christina, eppure così simili: due spiriti curiosi, vivaci e resilienti, tra cui nasce un’intensa amicizia. Andy spezza la monotonia delle sue giornate, apprezza l’intelligenza e l’arguzia di Christina senza mai compatirla per il suo handicap fisico. Ma, soprattutto, è l’unico a chiederle davvero: ‘Chi è Christina Olson?’, e a rimanerle vicino tanto a lungo per scoprirlo. La risposta è immortalata nel dipinto a lei dedicato. Quello che diventò uno dei quadri americani più famosi di tutti i tempi.

Baker Kline dà voce a questa donna emblematica e misteriosa in un capolavoro che intreccia finzione e verità storica. Un romanzo capace di evocare un piccolo frammento di mondo dai sentimenti universali.
(source: Bol.com)

Frammenti di ricordi

Serie di racconti concatenati tra loro, dalla biografia del protagonista della storia, che altro non vuole essere se non la vita immaginaria del lettore stesso della storia; dall’erotismo più puro e semplice a quello più spinto.
L’insieme di questi racconti semindipendenti dal resto è stato estratto dal contesto del Libro: “Un fine settimana incredibile!” di Ruferidian.
Frammenti dell’infanzia.
Naturalmente eri troppo piccolo per conservare frammenti precisi, ma qualche brandello di ricordo lo rammenti lo stesso. Ad esempio ricordi le sue membra rosa-bianchicce, non dissimili dai tentacoli disarticolati di un polipetto, quando si aggrappavano al collo di un adulto per farsi consolare e coccolare. Un vero e proprio mostriciattolo. Ricordi chiaramente che ti stava sempre fra i piedi, dovunque stavi tu c’era lei. Insopportabile. Poi, con il tempo, avete finito per diventare inseparabili. Lei era la timidina, reticente, fifona e paurosa, sempre il piccolo-brutto essere scimmiottante dalla lacrimuccia facile, che, però, ti guardava sempre con pura venerazione adorante negli occhi; mentre tu eri lo spericolato, talvolta incosciente, che prendeva tutte le decisioni e lei finiva col cedere tutte le volte.
In particolare, rammenti con precisione un singolo episodio. Eravate ancora molto piccoli: c’era una camerata, forse era quella dell’asilo, e si doveva dormire perché semplicemente era giunta l’ora del pisolino quotidiano del pomeriggio. Da che ricordi, non hai mai sopportato di dover fare per forza il sonnellino pomeridiano. Lo stanzone rimaneva in penombra, e tu non eri il solo a non avere sonno, questo lo ricordi bene, ma si doveva restare in silenzio comunque, altrimenti sarebbe entrata una maestra ad esigere che nessuno si muovesse e che tutti se ne stessero sdraiati e silenziosi. Qualcuno strisciava sotto i letti, in cerca di mistero e di avventura, ricordi vagamente di averlo fatto spesso, e questo veniva concesso purché non si disturbasse gli altri. Ma non quella volta. Il lettino della Cocca era vicino al tuo, a quei tempi tutti i nomignoli erano già stati affibbiati da un pezzo, ma, come sempre malgrado la testa le ciondolasse dal sonno, se non dormivi tu si rifiutava di farlo anche lei. Rammenti che allora non capivi, allora non sapevi, ancora non potevi comprendere, però qualcosa di innato già c’era, evidentemente, perché ricordi che volevi giocare al dottore. E lei alla lunga si è sempre dimostrata succube di ogni tua decisione.
Se ne restava coricata a pancia sotto, con la guancia sul cuscino e un dito in bocca, immobile, probabilmente con gli occhi chiusi. Sicuramente si trovava sul bilico del dormiveglia, a un solo passo dall’addormentarsi. Le avevi calato i calzoncini del

La fragilità delle certezze

Milano. Anna ha trent’anni e da sempre si sente fuori posto. Fuori posto al liceo e all’università che ha frequentato. Fuori posto nella sua famiglia, dove l’hanno sempre fatta sentire ingrata e inadeguata. Fuori posto nella sua reazione con un uomo più vecchio di lei, Valerio, I suo professore di teatro e attore famoso che si fa vivo solo quando vuole lui. Fuori posto a Milano, la città dei vincenti. Fuori posto anche con sé stessa, come se niente potesse cancellare un evento che ha segnato la sua adolescenza. Eppure, nonostante le sue insicurezze e le sue paure, Anna è tenace nell’andare avanti ed è riuscita ad avviare una startup di successo. Teo è il socio di Anna, un trentenne che sembra aver avuto tutto dalla vita e che, dopo la laurea in Bocconi e una carriera rampante, ha deciso di scommettere sul suo futuro. Tra loro nasce qualcosa di impalpabile, che serpeggia nell’elettricità che pervade ogni loro conversazione. Sono divisi da quella che sembra una differenza inconciliabile, eppure devono affrontare insieme le difficoltà quando la loro startup viene travolta da un tracollo finanziario. E la loro personale battaglia si intreccia indissolubilmente alla storia italiana che, dopo aver promesso una crescita culturale, sociale ed economica che non ci sarebbe mai stata, ha dato tantissimo a una generazione, ma ha tolto tutto a un’altra. Il passato e il futuro sono le due forze che spingono Anna e Teo ora verso la rassegnazione, ora verso quella pericolosa parola che è «speranza». La speranza di due anime tradite che nonostante tutto combattono. Raffaella Silvestri, una delle voci più raffinate del panorama letterario italiano, con profondità di sguardo chiede ai suoi personaggi se sono pronti ad affrontare un futuro a cui nessuno li ha preparati. Lo chiede anche a noi, che viviamo questi tempi incerti, ricordando un passato che ci appare attraente e splendido, timorosi di vivere fino in fondo la libertà di un presente non ancora tracciato. Una storia crepuscolare che riesce a tratteggiare con estrema sensibilità due generazioni dell’Italia contemporanea attraverso una vicenda individuale ma collettiva, fino alla rinascita di un nuovo giorno.

Le fragilità del cuore

Annie Hewitt è un’attrice con poca fortuna, arrivata a Peregrine Island nel bel mezzo di una violenta tempesta di neve. Avvilita e al verde dopo aver speso tutti i risparmi per esaudire gli ultimi desideri della madre malata, non le rimane altro che una fastidiosa polmonite, due valigie rosse piene di burattini e un vecchio cottage, dove si nasconde una misteriosa eredità che potrebbe risollevare le sue finanze. Ma le giornate a Peregrine saranno tutt’altro che semplici per lei: destreggiandosi tra una vedova solitaria, una bambina muta e degli isolani ficcanaso, Annie scoprirà di essere impreparata ad affrontare la vita su quell’isola così fredda, selvaggia e inospitale. A complicare il tutto, l’inaspettato incontro con Theo Harp, l’uomo che le aveva spezzato il cuore quando entrambi erano solo adolescenti, diventato oggi uno scrittore solitario di romanzi horror. Ma quell’uomo sarà ancora temibile come lei ricorda o sarà una persona nuova? Intrappolati insieme in un’isola innevata al largo della costa del Maine, Annie non potrà più scappare dal passato e dovrà decidere se dare ascolto alla sua testa oppure al suo cuore…Ironia, passione e mistero per una storia emozionante e ricca di sorprese.

Fozza Cina

DALLA PIRELLI ALLA MODA AL CALCIO, L’ITALIA STA DIVENTANDO UNA COLONIA CINESE? Quando vi chiedete del rapporto tra Cina e Unione Europea dovete pensare a un playboy che va da una ragazza e le dice: ‘sei bellissima’ e lei gli crede. Va da un’altra e le dice ‘hai degli occhi stupendi’, e anche lei ci casca. Va dalla terza e la convince con un ‘hai delle gambe chilometriche’. La storia che stiamo per raccontare è simile a questa. Per Pechino l’Europa tutta è un partner commerciale importante, peccato però che corteggi anche i singoli Stati dell’UE, con cui tiene costantemente rapporti bilaterali. Diciamoci la verità, l’italiano medio si è accorto che i cinesi stanno diventando padroni a casa nostra quando i due blasoni del calcio milanese e nazionale sono passati in mani cinesi. Ma pochi sanno, tranne gli addetti ai lavori, chi sia Zhang Jindong, il nuovo proprietario dell’Inter, o Yonghong Li, il magnate che ha preso il posto di Berlusconi alla guida del Milan. Sempre in pochi hanno capito se l’acquisto della Pirelli sia un vantaggio per noi o per il colosso statale ChemChina. Eppure negli ultimi anni aziende cinesi hanno comprato lo storico marchio di moto Benelli, o la mitica Krizia, oltre agli oli Berio e Sagra. Per non parlare delle partecipazioni nelle nostre big dell’energia e delle comunicazioni (Terna, Snam e Telecom). Cosa si cela dietro questo shopping? Se ci fosse dietro un disegno geopolitico preciso da parte di Pechino?
(source: Bol.com)

Fotografia creativa

‘I fotografi creativi riflettono se stessi nel mondo, e del mondo si fanno specchio: così, riescono a rendere visibile l’invisibile e a lasciare indelebile traccia del loro sguardo. Anche tu, con questo corso, puoi diventare un fotografo creativo. Ti indurrò a correre rischi e a fare a pezzi le regole.’
(source: Bol.com)

LA FOSSA DEGLI APPESTATI

E’ scientificamente possibile che al giorno d’oggi in un cantiere edile londinese una ruspa, scoperchiando una fossa comune contenente scheletri di appestati della grande peste di Londra del 1665, scateni di nuovo e in misura ancora più catastrofica lo spaventoso flagello? La risposta è controversa in quanto il meccanismo delle grandi epidemie di peste è poco conosciuto ancora oggi. Per tenerci sul sicuro comunque evitiamo di scoperchiare fosse sospette e qualora ci capitasse inavvertitamente di farlo, guardiamoci dallo scenderci dentro.

Fosca

Giorgio, giovane ufficiale dell’esercito, racconta della sua vita e delle due donne che l’hanno cambiata per sempre: Clara, solare, bella e formosa, che gli fa conoscere i piaceri di un amore spensierato, e Fosca, nipote del suo diretto superiore, una ragazza disperata, imbruttita e rovinata dalla malattia, che si aggrappa a lui e che lo trascina con sé negli abissi della sua mente perversa, fino alle più estreme conseguenze. Romanzo seminale della Scapigliatura, “Fosca” è forse il lavoro che più ha contribuito a definire il movimento, ed è una potente rappresentazione di un tema senza tempo: la sempiterna lotta tra amore e morte. Ellera Edizioni lo ripropone oggi in edizione digitale con nuovi apparati, con la consueta attenzione ai dettagli e con un occhio di riguardo ai luoghi in cui la storia è ambientata.

La forza nascosta della gentilezza

C’è chi è gentile per educazione e ostenta buone maniere, c’è chi lo è per convenienza e vede nella gentilezza il modo più rapido per ottenere qualcosa. Molto più spesso non si è gentili affatto: a causa dello stress, della fretta, di un malinteso senso di praticità, si tende a essere troppo diretti e si saltano quelli che definiamo, con un po’ di disprezzo, ‘convenevoli’, riducendo ogni rapporto a un semplice scambio. Peccato che così facendo si perda il contatto con tre aspetti fondamentali della nostra esistenza: gli altri, l’ambiente che ci circonda e persino noi stessi. Perché gentilezza vuol dire, prima di tutto, mostrare cura e rispetto verso ciò che veramente conta: significa trattarsi con amore, fare ciò che fa bene al nostro corpo e al nostro umore, intrecciare relazioni serene e appaganti, coltivare l’empatia e il sorriso, dare valore anche agli incontri occasionali, calarsi nella prospettiva altrui, rendere sempre piacevole e accogliente il posto dove stiamo. Cristina Milani, vicepresidente del World Kindness Movement, ci invita a riscoprire il potere di questa virtù dimenticata e ci spiega come declinarla giorno per giorno nei rapporti personali, sul lavoro, verso di noi e l’ambiente. Sono piccoli esercizi di civiltà, semplici e spontanei, in grado però di propagarsi e innescare una rivoluzione gentile che contagerà tutti. Basta solo iniziare.
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Forza di gravità

La dottoressa Emma Watson viene inviata sulla stazione spaziale Endeavour a sostituire un astronauta. Sulla base spaziale, però, si verifica una serie di episodi sempre più allarmanti: le cavie per gli esperimenti cominciano a morire, anche un membro dell’equipaggio muore nel giro di pochi giorni. L’epidemia si diffonde: gli astronauti si trovano in una situazione da incubo, circondati da uova translucide che sembrano in via di mutazione. Presto Emma si trova da sola a fronteggiare il micidiale virus. A terra, intanto, l’esercito, assunto il controllo della NASA, decide di abbandonare la donna al suo orribile destino. Ma Jack, marito di Emma e, come lei, astronauta medico, farà di tutto per salvare la donna che ama….
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La forza del contesto

Come estrarre dai beni inanimati, immersi nel sonno della storia, il potenziale capace di risvegliarli?
Andrea Carandini si racconta attraverso l’archeologia, grande passione della sua vita, in pagine di straordinaria vividezza, originalità e profondità.
L’archeologo somiglia al saggio investigatore, che si avvale di un metodo universale e di tanti specifici sussidi. Ma somiglia anche a un direttore d’orchestra, a cui non sfuggono suoni imperfetti di archi, arpe, legni, ottoni e percussioni; o piuttosto a un regista, al quale non sfugge il dettaglio errato di un vestito o l’incongruità di un arredo. Perciò l’archeologia deve trattare tutti gli oggetti e tutte le relazioni fra di essi, includendo tutti i saperi utili. Altrimenti si resta abbracciati al frammento o poco più, come un naufrago al suo pezzo di legno.
Perché il titolo La forza del contesto? Perché la vita che sempre si muove e si rinnova ha bisogno di una inclinazione che componga e diriga gli sforzi, i desideri, le speranze. Questa forza può stare non in una cosa singola, ma nell’insieme delle relazioni che alle cose conferisce reciproca attrazione, congruità, significato e valore. Ecco perché quando l’archeologo scava, assorbito nelle caratteristiche dell’oggetto, non deve mai dimenticare le persone vive che lo hanno fatto, anche se il loro nome non è inciso sul manufatto, né deve dimenticare se stesso e la società che lo circonda.
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La fortuna di una lady (I Romanzi Passione)

Catherine Everleigh è un’esperta d’arte che con passione manda avanti la casa d’aste di famiglia. Ma è una donna. E per volontà testamentaria del padre, non potrà essere socia alla pari del fratello Peter, interessato soltanto ai soldi, finché non sarà sposata. Catherine ha bisogno di un alleato forte e Nicholas O’Shea, famigerato e losco personaggio dei bassifondi di Londra, sembra la persona adatta per raggiungere il suo obiettivo: un matrimonio di convenienza che argini l’avidità di Peter. Ma può davvero un legame di questo genere rimanere soltanto una questione d’affari, senza soggiogare il cuore con le armi della seduzione e del desiderio?

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La fortezza della solitudine

Uno dei romanzi più noti di Lethem, narra la storia di Dylan e Mingus, due ragazzi, vicini di casa che abitano a Brooklyn. Dylan è bianco, Mingus è nero: la loro amicizia non è sempre facile. Un racconto che si snoda dagli anni settanta ai novanta, all’interno della “fortezza”, un isolato abitato da una maggioranza di famiglie nere, dove serpeggia la paura del ritorno dei bianchi. La vita nell’America degli anni settanta è fatta di conflitti razziali e politici che si possono accendere anche a partire da scelte molto piccole: quali canzoni ascoltare e quali amici frequentare. Con gli anni novanta l’atmosfera si fa più distaccata, e le persone sono sempre più avvolte nell’indifferenza e nell’isolamento.

Il forte sul fiume

Caio Merlino Britannico, dopo un fallito attentato alla vita del piccolo Artù,è fuggito da Camelot. Navigando verso nord, i fuggitivi giungono nel porto neutrale di Ravenglass, il cui re è Derek, l’uomo che ha ucciso il padre di Artù e violentato sua madre. Merlino deve reprimere l’odio che porta a quell’uomo e arriverà addirittura a salvargli la vita. In cambio si farà concedere un vecchio fortino abbandonato dai romani. Lì nascosto, Merlino educherà e addestrerà il giovane Artù di Pendragon.

Forte come la morte

Spettatore di una realtà banale e tragica a un tempo, in cui ognuno è costretto a girare a vuoto in una piattezza che non consente più invenzioni, Maupassant la riversa nelle sue pagine senza sovrapporvi fronzoli letterari o riverberi di personali empatie. Storia semplice e drammatica di un amore che sboccia inatteso e divora l’anima, Forte come la morte punta ad annullare ogni scarto tra la vita e il suo racconto, a suscitare – come ebbe a scrivere l’autore alla madre – «una visione della vita terribile, tenera e disperata insieme».