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Tartarughe all’infinito

Indagare sulla misteriosa scomparsa del miliardario Russell Pickett non rientrava certo tra i piani della sedicenne Aza, ma in gioco c’è una ricompensa di centomila dollari e Daisy, Miglior e Più Intrepida Amica da sempre, è decisa a non farsela scappare. Punto di partenza delle indagini diventa il figlio di Pickett, Davis, che Aza un tempo conosceva ma che, pur abitando a una manciata di chilometri, è incastrato in una vita lontana anni luce dalla sua. E incastrata in fondo si sente anche Aza, che cerca con tutte le forze di essere una buona figlia, una buona amica, una buona studentessa e di venire a patti con le spire ogni giorno più strette dei suoi pensieri.
Nel suo tanto atteso ritorno, John Green, l’amatissimo, pluripremiato autore di *Cercando Alaska* e *Colpa delle stelle*, ci racconta la storia di Aza con una lucidità dirompente e coraggiosa, in un romanzo che parla di amore, di resilienza e della forza inarrestabile dell’amicizia.

Tarocchi Pratici: Curiosità, Misteri, Tecniche (Gli Ebook Del Mistero Vol. 3)

Correva l’anno 1392 quando, nel Registro della Camera dei Conti, un ignoto scrivano annotava la trascrizione di un pagamento fatto a favore del pittore Jacquemine Gringonneur, specificando che la somma era stata devoluta come compenso per aver dipinto tre mazzi di carte in oro.
Oggi, di questi tre mazzi, rimangono soltanto diciassette carte, esposte presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, testimonianza di una delle prime rappresentazioni dei Tarocchi.
Per quanto si tratti di un argomento ormai comunemente conosciuto, in maniera più o meno approfondita, ogni nuovo studio e ogni nuova ricerca continuano ancora oggi a riservarci interessanti sorprese; sia che i Tarocchi vengano considerati come delle semplici carte figurate, comunemente usate dalle cartomanti, oppure un semplice gioco di società molto simile a quello della canasta, o ancora un misterioso strumento per predire il futuro, il loro multiforme modo di proporsi al ricercatore rimane in ogni caso una inesauribile fonte di scoperte.
Questa breve ricerca prenderà in esame alcuni aspetti poco conosciuti dell’affascinante mondo dei Tarocchi, concentrandosi su delle tecniche non sempre divulgate e su dei mazzi spesso non di uso comune, da alcuni considerati minori o non derivanti dalla tradizione storica, come ad esempio Le Sibille.
Un viaggio tra storia e curiosità, magia e incantesimi, in compagnie di figure misteriose, allusive, in bilico tra presente e futuro, in un mondo che cerca avidamente risposte ma che, allo stesso tempo, non è sempre pronto ad accettarle.
La curiosità, a volte, diventa una spinta alla quale è molto difficile resistere, ma non è una semplice risposta quella che cerchiamo, e forse proprio per questo i Tarocchi saranno sempre presenti nell’immaginario collettivo, perché non assolvono soltanto al compito di semplici oracoli ma, soprattutto, a quello di fedeli consiglieri, perché svincolati dalla staticità del tempo, in un futuro che non è già predisposto bensì il frutto di ogni nostra singola azione.

Tarocchi Osho Zen. Il gioco trascendente dello zen

Lo Zen conosce solo una vita sconfinata che contiene ogni tipo di contraddizione in profonda armonia. La notte è in armonia con il giorno, la vita è in armonia con la morte, la Terra è in armonia con il ciclo. La presenza è in armonia con l’assenza. Questa immensa armonia, questa sincronicità è l’essenza del Manifesto dello Zen. Questo è l’unico stile di vita che rispetta e ama : non rinnega nulla e non condanna nulla. L’edizione cofanetto contiene: il libro di Osho con le istruzioni e i significati degli Arcani e 79 tarocchi illustrati, per la lettura e la meditazione.

I tarocchi nello spirito dello zen

La vita è qui e ora e “chiunque voglia vivere non ha altra scelta, se non vivere questo momento: bevi il nettare del momento presente, perché non ritornerà. Il presente ti dà l’opportunità di immergerti nelle profondità delle acque della vita, o di volare alto nel cielo della vita”. Ma per coltivare una presenza attenta e consapevole in grado di cogliere quella dimensione aliena a qualsiasi passato e a ogni futuro, è necessario un costante allenamento, a partire da una diversa lettura di ciò che si sta vivendo per non restare invischiati in giochi e dinamiche che portano a trascinarsi dalla culla alla tomba, senza mai vivere. Questi Tarocchi servono proprio a questo: richiamare al presente e aiutare a cogliere in ciò che accade spunto illuminante in grado di armonizzare con non-senso che è il vero significato dell’esistenza. E proprio giocando si capirà come concedersi l’opportunità di un nuovo inizio e arrivare a scoprire il proprio volto originale: il nostro vero destino, come lo Zen suggerisce. Un modo agile e diverso di fare divinazione che si affianca ai Tarocchi Zen di Osho, con approfondimenti inediti dei significati degli Arcani, che offre anche la possibilità di letture immediate, qualora non si avesse a disposizione il mazzo: nel libro sono incluse tutte le immagini a colori dei 79 Tarocchi e una tavola da gioco che permette di “estrarre” le carte.

Il tarlo del sospetto

Alice Whittaker ha trentasette anni, è molto ricca ma di scarse pretese, tanto da rasentare la sciatteria. Non lavora e la sua vita si può considerare un triste fallimento. Unico fedele compagno, il denaro.
Poi un giorno entra nella sua esistenza Andrew Fielding, un professore più giovane di lei di dieci anni e ne diventa la sposa felice.
Ma l’unione con Andrew coincide con la scomparsa di Nesta, una giovane e bella amica di Alice, che si era appena trasferita in un paese vicino. Alice inizia la disperata ricerca dell’amica scomparsa. Si profila l’ipotesi che Nesta avesse un legame segreto con un uomo misterioso.
Alice deve trovarla ad ogni costo e, nonostante la faccenda si complichi, decide di rivolgersi alla polizia perché è ormai convinta che Nesta sia stata uccisa.

La targa

Al circolo “Fascio & Famiglia” di Vigata i camerati festeggiano l’entrata in guerra dell’Italia annunciata dal Duce il giorno prima, il 10 giugno del 1940. A turbare il gioioso clima di festa arriva un noto provocatore antifascista, Michele Ragusano che si è già fatto per le sue idee politiche cinque anni di confino a Lipari.
Questa volta Ragusano se la prende con il “fascistissimo” novantasettenne don Manuele Persico, squadrista della prima ora, dalla lunga barba bianca chiedendogli: «Il nomi di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?». Al che don Manuele si accascia fulminato da un infarto.
Per i camerati è come se il vecchio don Emanuele fosse stato sparato dal Ragusano che viene salvato a stento dal linciaggio dagli accorsi reali carabinieri. Ragusano questa volta, accusato di omicidio preterintenzionale, sarà condannato alla reclusione per quindici anni nel carcere di Ventotene.
Nel frattempo il consiglio comunale di Vigata delibera la celebrazione di funerali solenni per lo squadrista don Emanuele e la concessione di una pensione privilegiata per la giovane venticinquenne vedova del martire dell’idea fascista a cui inoltre sarà intitolata una via e affissa in suo onore una targa celebrativa.
Ma nella storia della vita di Manuele Prisco non tutto è chiaro come quando si scopre che nel 1862 il camerata era un “picciotto” liberato dai garibaldini dal carcere di Palermo dove era stato rinchiuso per aver preso a sassate un cannoniere dell’esercito borbonico. Lo stesso protagonista ha avuto poi dei misteriosi trascorsi a Marsiglia…
Insomma la targa andrà modificata di volta in volta per adeguarla alle scoperte sulla vita di don Manuele o addirittura lasciar perdere ogni glorificazione del presunto martire?

Tanti baci dalla Mesmenia

“Urgente: cercasi traduttore per un manoscritto della Mesmenia. Ottima retribuzione.” Ventisettenne parigino, Thomas Lagrange, ex cameriere di McDonald’s, non ha certo un curriculum strepitoso, anche perché è notoriamente pigro. Quando però trova su un giornale un’inserzione con un’offerta di lavoro per tradurre un romanzo dal mesmeno, l’occasione è così ghiotta che neppure lui si azzarda a non coglierla. Nessuno conosce la Mesmenia, il paese più desolato del mondo, un punto nero incuneato tra Russia ed Estonia, nessuno tranne lui, che ha studiato mesmeno all’università, essendosi perdutamente innamorato della sua insegnante, Malislovna. È vero che non pratica la lingua da anni, cioè da quando ha capito di non avere nessuna chance con la bella mesmena, ma poco importa: Thomas viene assunto e si cimenta con il testo. Peccato che, ben presto, si accorga di non padroneggiare così bene l’idioma. Ha difficoltà a tradurre alcuni passaggi, così, quando incappa in una parola che non conosce, decide di interpretarla a modo suo. In fondo, il bello della letteratura non è proprio che si svela a ognuno in modo diverso? E poi di certo, dopo la consegna, la traduzione verrà sottoposta a un’attenta revisione. Ma, un paio di mesi dopo, Thomas scopre con sua grande sorpresa che il libro è già sugli scaffali delle librerie e che per qualche ragione lui viene citato non solo come traduttore, ma addirittura come autore. Intanto la Mesmenia balza agli onori della cronaca: la scoperta di un giacimento di minerali rari ha risvegliato l’interesse della Russia, che minaccia di dichiarare guerra al piccolo stato. Di colpo, tutti vogliono informazioni sulla Mesmenia e l’unico testo in commercio è quello di Thomas. Quando “La vita rurale della Mesmenia” di Thomas Lagrange diventa un bestseller, le cose si complicano ulteriormente. Malislovna riemerge di colpo dal passato, attratta dal successo di Thomas. E perché la mafia mesmena non lo lascia in pace?

Tango e gli altri. Romanzo di una raffica, anzi tre

Una raffica di mitra del plotone di esecuzione mette fine alla giovane vita del partigiano Bob, ma questa volta non sono nazifascisti quelli che sparano. Accusato di un atto di efferatezza, aver sterminato l’intera famiglia del Patriarca, Bob è stato giudicato in fretta e furia dal tribunale partigiano composto dai suoi commilitoni della brigata Garibaldi e da un commissario politico venuto da oltre la linea del fronte. Fascistissimo, il vecchio Bernardi — detto “il Patriarca” della grande casa situata in località “le Piane” — può aver suscitato il rancore di molti, ma un massacro di civili di tale entità non può essere giustificato in nessun modo, perché rischia di alienare ai partigiani il favore della popolazione. È per questo che la sentenza di morte è stata subito eseguita. Tuttavia, poiché molti sono i particolari che non tornano a proposito del massacro delle Piane, un’altra brigata ha affidato una parallela indagine a Benedetto Santovito, reduce dalla Russia e diventato anche lui partigiano di Giustizia e Libertà con nome di battaglia “Salerno” su quelle stesse montagne fra le quali aveva fatto il maresciallo: con la certezza che un carabiniere, come un prete, resta carabiniere nell’anima, qualunque abito indossi. L’escalation drammatica degli eventi bellici impedisce a Santovito di portare a termine un’indagine appena iniziata, ma molti anni dopo, nel 1960, il passato bussa di nuovo alla porta e una lettera appassionata e struggente obbliga il maresciallo a ritornare sul caso. Solo che gli anni hanno cambiato, se non i luoghi, tutte le persone. E molto profondamente. Coloro che furono giovani partigiani pieni di speranza adesso, premiati o bastonati dalla vita, sconfitti oppure assisi in posti di potere, non sono più quelli di un tempo. O lo sono in una strana maniera deformata ed è con queste mutazioni, specchio dei cambiamenti di un intero Paese, che la difficile inchiesta di Santovito ha a che fare. E forse, per scandagliare alcuni dolorosi segreti che muovono le azioni umane, anche il maresciallo dovrà deporre le sue armi e affidarsi all’intuito di Raffaella, la dolce e risoluta insegnante del paese…
Per ampiezza della concezione, numero dei personaggi e scansione dei piani temporali, *Tango e gli altri* è forse il romanzo più ambizioso dell’intera serie di gialli appenninici con il maresciallo Santovito protagonista. Guccini e Macchiavelli mettono in scena una vicenda complessa, inquietante, corale, e raccontano un periodo della nostra storia senza fare sconti a nessuno, ma rivendicando anche, e con fierezza, quegli ideali che l’incedere inclemente della storia e la memoria corta degli uomini cancellano con troppa leggerezza.

Il tamburo di latta

Romanzo epocale, “Il tamburo di latta” compie cinquant’anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all’ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell’osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.
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La Tamburina

Gli agenti del servizio segreto israeliano sono impegnati in una caccia senza esclusione di colpi a un pericoloso leader palestinese, che dal suo introvabile quartier generale dirige una rete terroristica brutalmente efficiente. A guidare l’inseguimento viene chiamato Kurz, un uomo di feroce energia e passione che, dopo aver messo insieme un esercito privato, tende all’odiata preda un’elaboratissima trappola, coinvolgendo un’attrice di dubbie qualità. Da Bonn a Londra, da Monaco a Myconos, da Vienna a Gerusalemme, sino alle roccaforti segrete e ai campi di addestramento palestinesi, Kurz e i suoi uomini si spingono verso il cuore dell’organizzazione terroristica…

Il talento di Mr. Ripley

Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
Graham Greene
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### Sinossi
Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.
“Patricia Highsmith racconta gli uomini come un ragno racconterebbe le mosche.”
Graham Greene

Il tailleur grigio

Nel corso della sua lunga, sfolgorante carriera di alto funzionario di banca, Febo Germosino ha ricevuto tre lettere anonime. Adesso, nel primo giorno della sua nuova vita da pensionato, le ha allineate davanti a sé. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele. È lei la protagonista di questo romanzo, una splendida femme fatale che ama indossare un apparentemente castigato tailleur grigio. Un vestito che per lei ha un profondo significato simbolico. Un significato che sarebbe stato molto meglio non conoscere mai… La letteratura di Camilleri è ricchissima di figure femminili, sempre seguite con una partecipazione amorevole, una sorta d’indulgente, quasi sorniona, profonda adesione alle loro carnali debolezze, una incuriosita attenzione all’attimo del cedimento, quando i freni inibitori si allentano per passione, per vendetta, per un semplice capriccio; per un attimo o per sempre; per malizia, per calcolo o per esplosione dei sensi. In queste pagine del più “francese” dei suoi romanzi, in questa affascinante, temibile Adele accarezzata dalla scrittura come da mani appassionate e al tempo stesso intimorite, si sentono echi di Maupassant, del Pierre Louys di “La donna e il burattino” e di tutti i classici della letteratura e del noir che ci hanno fatto sognare su certe dark ladies tanto incantevoli da amare nella finzione quanto pericolose da incontrare nella realtà.
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I tabù del mondo

In un’analisi lucida e appassionata, Recalcati ci dice che dobbiamo distinguere due versioni del tabú: ‘da una parte la sua forma semplicemente ideologico-superstiziosa; il tabú come luogo di restringimento e oppressione della vita.
Dall’altra una forma del tabú come ammonimento e indice simbolico – memoria della Legge della parola -, segno che la vita non ci appartiene mai come una semplice presenza di cui siamo proprietari, ma è qualcosa che porta con sé la cifra – trascendente e impossibile da svelare – del mistero’.
Il nostro tempo sembra aver dissolto ogni confine, compresi quelli stabiliti dai tabú. Non esiste piú un limite che non sia possibile valicare. La trasgressione è divenuta un obbligo che non implica alcun sentimento di violazione. La disinibizione diffusa ha preso il posto della reverenza passiva e sacrificale di fronte alle nostre vecchie credenze. Ma i tabú devono semplicemente essere smantellati dalla nuova ragione libertina che caratterizza il nostro tempo oppure conviene provare a ripensarli criticamente senza nutrire alcuna nostalgia per il passato? Ci sono parole chiave come preghiera, lavoro, desiderio, colpa, eutanasia, famiglia, che sono state in modi diversi associate ai tabú e che esigono oggi di essere riattraversate criticamente. Vi sono anche figure mitologiche, storiche o letterarie che sono divenute crocevia essenziali della nostra storia individuale e collettiva e che ci spingono a incontrare in modo nuovo lo spigolo duro del tabú: Ulisse, Antigone, Edipo, Medea, Amleto, Isacco, Don Giovanni, Caino. Dal riferimento a grandi autori dell’Occidente – da Platone a Hegel, da Dostoevskij a Sartre, da Freud a Lacan, da Marx a Calvino, da Molière a Beckett – cosí come nelle miserie della nostra vita quotidiana, Recalcati rintraccia la sparizione del tabú e l’apparizione delle sue nuove maschere.
(source: Bol.com)

Sylva

Questo è un racconto che si deve leggere per apprezzare davvero gli aspetti emotivi legati all’amore e alla lussuria, alla perdita e alla redenzione dell’umanità. La premessa del racconto è davvero unica: un tranquillo signorotto di campagna che aborre lo sport crudele della caccia alla volpe, assiste alla trasformazione di una volpe, che sta per essere catturata, in una bella donna. La storia toccante descrive vividamente come il nostro uomo si trasforma, si accinge con determinazione a cercare di salvare, proteggere, ed educare questa volpe umana innocente.