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La tentazione di esistere

Chi vuole avvicinarsi a Cioran apra questo libro: è forse il suo più perfetto, ma soprattutto è quello che lo rivela nei suoi gesti peculiari, nella fisiologia, nel «ritmo suo proprio, pressante e irriducibile». Maestro attuale di quell’arte del «pensare contro se stessi» che si era già dispiegata in Nietzsche, Baudelaire e Dostoevskij, questo scrittore rumeno, al quale dobbiamo la più bella prosa francese che oggi si scriva, appartiene per vocazione alla schiera dei condannati alla lucidità. Che la lucidità sia una condanna, oltre che un dono, nessuno sa mostrarcelo, con altrettanta precisione, con altrettanta inventiva, quasi da camuffato romanziere. E si tratta di una lucidità macerata dal tempo, dall’eredità di tutta la nostra cultura. Se «c’è un “odore” del tempo», e così anche «della storia», Cioran è, fra gli animali metafisici, il più addestrato nel riconoscerlo, nell’inseguirlo, anche là dove spesso chi fa professione di storico non avverte le tracce di questa «*aggressione dell’uomo contro se stesso*». Non c’è osservatore più perspicace di quel «lato notturno» della storia che oggi avvolge il mondo in un manto oscuro. Che cosa sia, che cosa sia stata l’Europa si respira in ciascuna di queste pagine. E mai corriamo in esse il pericolo di cadere in una maiuscola Serietà, «peccato che nulla può riscattare». Trovandosi a vivere in un’epoca dove essere «epigoni è di rigore», Cioran ha voluto spingere l’ironia delle sue buone maniere sino a comporre, in una pagina memorabile di questo libro, un elogio della futilità, di quella «futilità cosciente, acquisita, volontaria» che è la «cosa più difficile al mondo». Per noi che «abbiamo il *fenomeno* nel sangue», che nasciamo già «in preda alla febbre del visibile», ogni strategia per approssimarsi alla «liberazione da sé e da tutto» implicherà le virtù della leggerezza, dello stile e della mistificazione. Così, «per diventare futili, dobbiamo tagliare le nostre radici, diventare metafisicamente *stranieri*». Sul destino degli Ebrei o sulla fine dell’antichità, su Pascal o su Saint-Simon, su Gogol’ o su Epicuro, sulla smania analitica o sulla noia, sulla «superstizione dell’atto» o sui nostri «dèi alla deriva», questo metafisico straniero ha qualcosa di essenziale da dirci, ma non si sofferma mai troppo, come se ogni verità fosse tollerabile soltanto se si mostra nei barbagli di una imprevedibile conversazione. Sarebbe un’inutile lode sottolineare la chiaroveggenza di questo libro, che è del 1956, là dove parla di tendenze storiche, psicologiche, letterarie. Cioran non va letto per trovare conferme. Per lui, la «tentazione di esistere» (a cui dedica un’ultima ironia: «*Esistere* è una inclinazione che non dispero di far mia») presuppone una «iniziazione alla vertigine», e la sua pagina comunica al lettore una scossa allarmante per ogni certezza verbale. Eppure, alla fine, la sua prosa amara, corrosiva, diventa una compagnia salutare per tutti coloro che si trovano di fronte «un mondo unificato nel grossolano e nel terribile».

Tenera è la tempesta

Determinato a sottrarsi al gioco di matrimoni combinati dell’alta società newyorkese, l’ereditiera Sharisse Hammond parte per il selvaggio West come sposa per corrispondenza di Lucas Holt, allevatore dell’Arizona. Sharisse, che però non intende mantenere l’accordo, scopre che anche Lucas nasconde qualcosa: ha bisogno di una moglie qualsiasi per vendicare la morte del padre. Ma i piani di servirsi uno dell’altra si complicano quando la passione, imprevista e infuocata, li travolge.

Il tenente

Il tenente, pubblicato per la prima volta nel 1939, parla della prossima (per allora) guerra mondiale. Ma chi di noi, nell’esplosivo mondo di oggi, si sente di escludere che il classico romanzo di Hubbard guardasse più in là, e che le sue previsioni si riferissero alla Terza guerra mondiale? Tutto allora è di nuovo verosimile, per non dire probabile: l’inquinamento atomico, le carestie, la scomparsa di ogni coerente struttura sociale e politica. In questo paesaggio brullo e terribile si svolge l’odissea di un piccolo reparto di veterani al comando del tenente: sono uomini sopravvissuti a tutte le battaglie, ai folli massacri ordinati dai generali di stato maggiore, sono guerrieri spietati e invincibili. Tuttavia le ultime speranze di pace sono nelle loro mani.
Copertina di Franco Brambilla

Tenebre nella baia (eLit)

L’omicidio del padre ha mandato in frantumi il sogno di Zoe West di diventare agente dell’FBI. Dopo indagini che non hanno portato a niente, infatti, Zoe ha abbandonato Goose Harbor prima e la polizia poi, per lasciarsi le domande alle spalle. Ha però scoperto che non c’è modo di trovare la pace se non tornando al paese d’origine, dove si stanno verificando strane coincidenze. Qualcuno è entrato in casa di sua sorella e un sospetto agente dell’FBI è arrivato nella tranquilla cittadina del Maine per trascorrervi le vacanze. È ora di far luce. Anche J.B. McGrath vorrebbe chiarire i motivi che hanno spinto Zoe West a curiosare nella stanza della pensione dove alloggia. E vorrebbe anche sapere chi non è felice di vedere Zoe tornare a casa, soprattutto dopo che tra la ex poliziotta e l’agente federale nasce una sorta di alleanza.

Il tempo per cambiare con la PNL (Time for a change)

Tutti noi sappiamo dell’esistenza di persone dotate di abilità straordinarie. Di solito li chiamiamo geni. Alcuni di loro hanno meno esperienza, meno intelligenza, meno talento o meno soldi di molti altri che, invece, hanno raggiunto nello stesso campo risultati mediocri. Come è possibile? Più di vent’anni fa i fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) hanno cercato di rispondere in modo efficace a questa domanda. Oggi, migliaia di persone in tutto il mondo utilizzano la PNL per il miglioramento e il potenziamento delle proprie risorse. Soprattutto grazie a Richard Bandler, che con la sua sorprendente creatività, il suo acutissimo senso dell’umorismo e le sue potenti abilità linguistiche, ha saputo dar vita a esperienze straordinarie. Come quella contenuta in questo libro. Un testo essenziale per chi desidera approfondire l’efficacia della PNL. Un esempio pratico del genio di Bandler. Una riserva infinita di intuizioni, ispirazioni e insegnamenti per attuare il cambiamento. A partire da ora.

Il tempo materiale

Il 1978 come il primo e l’ultimo degli anni. In una Palermo selvaggia, immobile, quasi preistorica, tre ragazzini colmi di desiderio e ideologia si affacciano al mondo per la prima volta. E da Palermo sentono il vento di Roma nell’annus horribilis della Repubblica: le Brigate Rosse e il caso Moro. E, nauseati dalla vita di provincia e dal provincialismo senza redenzione dell’Italia, fondano un loro gruppo terrorista. Ribattezzatisi con i nomi di battaglia di Nimbo, Volo e Raggio, questi ragazzi si ritroveranno a progettare attentati in uno stato disperatamente lucido. E passeranno all’azione, generando caos e violenza, prima nella scuola, poi in tutta Palermo. Ma Nimbo (l’io narrante) scopre che tutti i nodi che non riescono a venire al pettine sono riassunti nell’irriducibile figura di una compagna di scuola: la ragazzina che lui sente di amare e che ribattezza «bambina creola». Un romanzo intenso e lacerante, capace di fotografare un intero paese nel momento in cui perde definitivamente l’innocenza, passando dall’innocuo bianco e nero del Carosello ai colori accesi di una lunga stagione di sangue. Ma l’esordio di Giorgio Vasta è anche la cronaca di una storia d’amore impossibile: leggendola, non potremo fare a meno di ricordare i ragazzi che siamo stati – e di verificare se e quando l’ipotesi farneticante di un sentimento assoluto si è poi infranta sul nudo scoglio dell’età adulta.

Il tempo invecchia in fretta

Tutti i personaggi di questo libro sembrano impegnati a confrontarsi col tempo: il tempo delle vicende che hanno vissuto o stanno vivendo e quello della memoria o della coscienza. Ma è come se nelle loro clessidre si fosse alzata una tempesta di sabbia: il tempo fugge e si ferma, gira su se stesso, si nasconde, riappare a chiedere i conti. Dal passato emergono fantasmi beffardi, le cose prima nettamente distinte ora si assomigliano, le certezze implodono, le versioni ufficiali e i destini individuali non coincidono.Un ex agente della defunta Repubblica democratica tedesca, che per anni ha spiato Bertolt Brecht, deambula senza meta a Berlino fino a raggiungere la tomba dello scrittore per confidargli un segreto. In una località di vacanze un ufficiale italiano che in Kosovo ha subito le radiazioni dell’uranio impoverito insegna a una ragazzina l’arte di leggere il futuro nelle nuvole. Un uomo che inganna la propria solitudine raccontando storie a se stesso diventa protagonista di una vicenda che si era inventato in una notte d’insonnia.Come in un quadro di Arcimboldo, dove le singole figure compongono in prospettiva la figura maggiore che le ospita, i personaggi di questo libro disegnano l’ineffabile volto di una stagione. È la nostra epoca impietosa e futile, fatta di un tempo anfibio che non scandisce più la vita e del quale ci sentiamo ospiti estranei. Storie straordinarie che entrano in modo indelebile nel nostro immaginario, anche se non appartengono al piano dell’immaginario ma a una realtà di cui forse abbiamo perso il codice.Sono le storie di Antonio Tabucchi.La stampa francese su Il tempo invecchia in fretta“Forse quello che ci suggeriscono le storie di Tabucchi è che ci sono parti di noi condannate a un fuso orario perpetuo. E solo qualcosa di molto antico – il mito, il sogno, la letteratura? – può riconciliarle, farle funzionare insieme, dar loro una cadenza e una forma. Ma bisogna affrettarsi: il tempo invecchia in fretta, dicono i presocratici.”“Le Monde”“Antonio Tabucchi è un maestro assoluto del nondetto, della suggestione. Non ha mai bisogno di forzare la mano e preferisce lasciare spazio alla sua inclinazione alla flânerie, al mistero. E il suo tempo che invecchia ne risulta ancora più lancinante.”“Hebdo”“Se l’Italia sta male, Tabucchi, al contrario, non potrebbe stare meglio. Ogni suo libro è un regalo raro, un piacere da assaporare con calma.” “Le Point”“Un racconto dopo l’altro, Tabucchi intreccia monologhi interiori, rêveries e reminiscenze storiche per affrontare la più vertiginosa delle questioni: quella del tempo che fugge cancellando i nostri ricordi nelle sabbie mobili del passato. È proprio la fragilità dei nostri destini che Tabucchi mette in scena in questi racconti che sembrano sonate malinconiche. Sottigliezza pura.” “L’Express””Che scrittore sublime! È letto dai migliori lettori del mondo.”“Le Figaro”

Il tempo e la felicità

Seneca ha scritto le *Lettere a Lucilio*. De Crescenzo sostiene di aver ritrovato le risposte di quest’ultimo. Sarà vero? Quel che è certo è che in questo libro di meditazioni per tutti i giorni dell’anno, lo scrittore partenopeo riesce a restituirci il piacere della riflessione e a insegnare qualcosa sulla tentazione, l’amore, la vecchiaia, il tempo e altro ancora.
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### Sinossi
Seneca ha scritto le *Lettere a Lucilio*. De Crescenzo sostiene di aver ritrovato le risposte di quest’ultimo. Sarà vero? Quel che è certo è che in questo libro di meditazioni per tutti i giorni dell’anno, lo scrittore partenopeo riesce a restituirci il piacere della riflessione e a insegnare qualcosa sulla tentazione, l’amore, la vecchiaia, il tempo e altro ancora.

Tempo di vivere, tempo di morire

Russia, Seconda guerra mondiale. Ernst Graeber torna a casa. Dopo due anni di combattimenti ininterrotti, il suo reggimento è finalmente in licenza. Torna con tante domande e speranze in testa. Le domande vanno alla guerra. Per chi combattono adesso i soldati tedeschi? Per le SS, per la Gestapo, per i bugiardi e gli imbroglioni? Perché fanatici e assassini possano rimanere ancora un anno al potere? I russi avanzano e la guerra è ormai persa. Una guerra che li ha tenuti isolati in una condizione spaventosa, disumana e ridicola. Le speranze vanno alla casa. Alla colazione, che sua madre preparerà come al solito, stendendo una tovaglia a scacchi bianchi e azzurri e servendo in tavola miele, panini e latte caldo insieme col caffè. Al sole, che destate illumina i gerani sul davanzale. Quando finalmente giunge a Warden, tuttavia, niente è come Graeber ha immaginato. Dove un tempo cerano file di case di legno dai tetti aguzzi si erge ora un groviglio di travi carbonizzate, resti di muri e mucchi di pietre sopra i quali stagna un fumo biancastro. La casa è stata rasa al suolo, i genitori dispersi. Lunico fiore che risplende in quella devastazione è Elisabeth Kruse, la ragazza che conosceva da bambino. È diventata una donna dalla bellezza irresistibile, Elisabeth, con gli occhi scuri e i capelli color mogano che le scendono sulle spalle in unonda inquieta. Ha, però, un velo di malinconia nello sguardo. Suo padre, il primario Kruse, è stato denunciato e da quattro mesi è rinchiuso in un campo di concentramento, ed Elisabeth vive una coabitazione forzata con la signora Lieser, una fervente nazista che la tiene prigioniera nella sua stessa casa. Che cosa fare per liberarla? Che cosa fare per ritrovare i genitori e per ridare dignità a una patria umiliata da schiavitù e stragi, dalla totale mancanza di umanità? Storia di un grande amore che prova a opporsi alla brutalità e allinsensatezza della guerra, Tempo di vivere, tempo di morire è una delle opere maggiori dellautore di Niente di nuovo sul fronte occidentale, oggetto anche di una celebre trasposizione cinematografica nel 1958 in cui compare lo stesso Remarque nei panni di un vecchio professore avverso al regime nazista. ‘Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente, è il dono straordinario di Remarque’. The New York Times ‘Remarque ha un passo inquieto, senza via duscita, dolente e coinvolgente’. la Repubblica
(source: Bol.com)

Il tempo di una canzone

Washington DC, giorno di Pasqua del 1939. David Strom, fisico ebreo tedesco emigrato di recente negli Stati Uniti, e Delia Daley, cantante di colore, si incontrano allo storico concerto che Marion Anderson tiene fuori dal Lincoln Memorial alla presenza di 75.000 persone, dopo essersi vista rifiutare la Constitutional Hall per motivi razziali. I due si innamorano di un amore destinato a scuotere le fondamenta stesse della civiltà americana e a segnare tragicamente non solo le loro vite, ma anche quelle dei loro tre figli. Mentre Jonah, Joey e Ruth crescono in un mondo troppo immaturo per capire il loro dramma, l’umanità e l’intelligenza, a David e a Delia capiterà spesso di sentire il soffio della Storia, più bruciante per chi come loro ha deciso coscientemente di deviarne il cammino: dalla Seconda guerra mondiale alle rivolte razziali di Harlem e Philadelphia, dall’assassinio di Kennedy e di Martin Luther King agli scontri razziali di Los Angeles del 2000.

Tempo di mostri, fiume di dolore

Un urlo rauco, profondo, inumano lacera il tessuto della notte. I sei abitanti della capanna di tronchi si guardano sbigottiti l’un l’altro poi guardano la finestra e la porta. «Dio Mio -dice la Madre- che sarà stato?» «Ho paura, mamma» dice il bambino più piccolo. Dopo un intervallo di silenzio l’urlo si rinnova più vicino, poi d’improvviso la porta scoppia all’indietro, strappata dai cardini, e tre esseri orrendi si precipitano sulla famigliola facendone scempio… Ma siamo appena all’inizio. Il romanzo – uno dei più lunghi e spettacolari presentati quest’anno da Urania procede con lo stesso ritmo mozzafiato fino all’ultima delle sue fittissime pagine.
Copertina di Karel Thole

Il Tempo Delle Api

Entrare in un apiario è un’avventura impareggiabile, una sfida per la conoscenza, un’esperienza in cui tutti i sensi sono ridestati e coinvolti. L’udito è investito dal fremito di decine di migliaia di api operaie che si spostano puntuali fuori e dentro le arnie, il tatto è solleticato dagli uncini delle loro piccole zampe, l’olfatto dal profumo dolce della cera e del miele. Tra le algide geometrie dei favi, un turbinio frenetico cattura la vista: alcune api hanno il capo infilato nelle celle per nutrire le larve, altre muovono le ali come ventagli per far evaporare l’acqua contenuta nel miele, altre ancora danzano per indicare alle compagne dove trovare lavanda, tulipani e salvia nell’ambiente circostante. Mark L. Winston ci guida all’interno dell’affascinante mondo delle api, un mondo unico in natura per efficienza e complessità, da sempre legato a doppio filo al nostro. Troveremo questi piccoli insetti al centro di miti e teorie politiche, terapie e pratiche spirituali, opere d’arte e ricerche sperimentali. Li seguiremo nella produzione del miele, alimento insostituibile e dalle virtù benefiche che nelle sue sfumature aromatiche conserva la memoria di un territorio, testimoniando la perfetta simbiosi tra alveare e paesaggio così indispensabile agli ecosistemi. “Il tempo delle api” è l’opera di divulgazione di uno scienziato rigoroso, capace di comunicare la propria meraviglia per la varietà dei fenomeni naturali, di trarre preziosi insegnamenti dalla raffinata struttura sociale degli alveari, in cui il singolo individuo è sempre al servizio del benessere collettivo e il dialogo è lo strumento principe per la risoluzione dei problemi. Winston mostra come l’equilibrio dell’agricoltura e dell’ambiente dipendano ancora dal benessere di un insetto fragile e incredibilmente complesso, minacciato dall’essere umano dopo aver vissuto in perfetta simbiosi con lui per millenni.

Il tempo della crudeltà

Il secondo romanzo della trilogia «Il vento di fuoco». Sono passati cinque anni, la città di Aramanth è diventata più democratica, più debole. Quando gli spietati soldati della Signoria la attaccano, la città viene data alle fiamme e il popolo Manth ridotto alla schiavitù. Kestrel Hath riesce a sfuggire alla prigionia e, separata dal suo amatissimo fratello Bowman, giura vendetta. Kestrel deve assolutamente ritrovare Bowman, mentre Bowman deve apprendere i segreti del popolo dei Cantori. Solo allora potranno spezzare il potere della Signoria. Età di lettura: da 10 anni.
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Il tempo del male

Sam Berger, sovrintendente della polizia di Stoccolma con una maniacale passione per gli orologi e i loro ingranaggi, sta cercando una ragazza di cui si sono perse le tracce da tre settimane. Teme che Ellen Savinger, quindici anni, sia l’ennesima vittima di un serial killer che lui ritiene responsabile della sparizione di altre adolescenti, anche se alla centrale di Kungsholmen quasi nessuno è disposto a dare retta alle sue teorie. Sam Berger però vede indizi che nessun altro vede, e chi se li lascia alle spalle deve conoscerlo molto bene. Una minuscola ruota dentata, per esempio, ritrovata nel labirinto sotterraneo di una casupola in rovina a nord della capitale. Una rotellina molto piccola, che conduce a una rimessa per le barche nascosta fra gli alberi e riaccende ricordi che lui pensava di aver cancellato per sempre. All’improvviso, mentre l’inchiesta si capovolge e chi indaga si ritrova a essere indagato, il mistero attorno a Ellen rivela inquietanti connessioni con il passato di Berger, minacciando di portare alla luce un’antica verità, su cui a lungo, in tanti, hanno voluto tacere. Il tempo del male – un tempo scandito dal ticchettio assordante di una pioggia senza fine – è il primo episodio di una nuova serie firmata da uno dei nomi di spicco del poliziesco nordico, un thriller dal ritmo serrato e ricco di colpi di scena, che ha come protagonista una brillante coppia di investigatori disposta, in nome della giustizia, a spingersi oltre i confini del lecito.
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### Sinossi
Sam Berger, sovrintendente della polizia di Stoccolma con una maniacale passione per gli orologi e i loro ingranaggi, sta cercando una ragazza di cui si sono perse le tracce da tre settimane. Teme che Ellen Savinger, quindici anni, sia l’ennesima vittima di un serial killer che lui ritiene responsabile della sparizione di altre adolescenti, anche se alla centrale di Kungsholmen quasi nessuno è disposto a dare retta alle sue teorie. Sam Berger però vede indizi che nessun altro vede, e chi se li lascia alle spalle deve conoscerlo molto bene. Una minuscola ruota dentata, per esempio, ritrovata nel labirinto sotterraneo di una casupola in rovina a nord della capitale. Una rotellina molto piccola, che conduce a una rimessa per le barche nascosta fra gli alberi e riaccende ricordi che lui pensava di aver cancellato per sempre. All’improvviso, mentre l’inchiesta si capovolge e chi indaga si ritrova a essere indagato, il mistero attorno a Ellen rivela inquietanti connessioni con il passato di Berger, minacciando di portare alla luce un’antica verità, su cui a lungo, in tanti, hanno voluto tacere. Il tempo del male – un tempo scandito dal ticchettio assordante di una pioggia senza fine – è il primo episodio di una nuova serie firmata da uno dei nomi di spicco del poliziesco nordico, un thriller dal ritmo serrato e ricco di colpi di scena, che ha come protagonista una brillante coppia di investigatori disposta, in nome della giustizia, a spingersi oltre i confini del lecito.

Tempo da elfi

Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme – dei Carabinieri e della Forestale – che invano vigilano sulla trattoria-bar di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale…
Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia: sono gli Elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande. Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venire assorbito nell’Arma dei Carabinieri?
Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell’aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe.
Inizia per Poiana l’indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l’ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l’intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco…
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### Sinossi
Le stagioni si avvicendano sempre uguali a Casedisopra, fra la tabaccheria della Nerina e le due caserme – dei Carabinieri e della Forestale – che invano vigilano sulla trattoria-bar di Benito, dove anche quando la stagione della caccia è chiusa il maiale servito in tavola ha un curioso retrogusto di cinghiale…
Eppure ultimamente qualcosa sta cambiando. In paese compaiono ragazzi e ragazze dagli abiti colorati, calzano sandali di cuoio intrecciati a mano e vendono i prodotti del bosco e della pastorizia: sono gli Elfi, che vivono in piccole comunità isolate sulla montagna, senza elettricità, praticando il baratto e ospitando chiunque bussi alla loro porta senza porre domande. Forse potranno essere loro a prendersi cura del territorio appenninico, sempre più trascurato e spopolato, mentre sul corpo della Forestale incombe il destino di venire assorbito nell’Arma dei Carabinieri?
Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale, non fa in tempo a immalinconirsi con questi pensieri che ecco, nell’aria risuonano due spari proprio quando nemmeno i cacciatori avrebbero licenza di esploderli. E di lì a poco, ai piedi di un dirupo viene trovato un cadavere: proprio un giovane elfo, si direbbe.
Inizia per Poiana l’indagine più difficile della sua carriera. Perché potrebbe essere l’ultima, ma non solo: perché si troverà a sospettare degli amici più cari, perché dovrà ammettere che l’intuito femminile può essere imbattibile, perché per trovare la direzione giusta dovrà essere pronto a perdersi nel bosco…