36161–36176 di 72034 risultati

La Dieta Fast

Finalmente è arrivata anche in Italia la Dieta Fast, che ha conquistato le classifiche inglesi e americane e ha convinto milioni di persone in tutto il mondo. Perché si basa su un principio semplice, efficace e salutare: basta ridurre le calorie per 2 soli giorni alla settimana, continuando a mangiare come al solito negli altri 5. **È il principio del ‘digiuno intermittente’ o della ‘restrizione calorica’**. Come dimostrano le più recenti ricerche cliniche, la Dieta Fast non solo fa perdere i chili di troppo, ma è benefica per la salute poiché riduce i rischi di gravi patologie come diabete, disturbi cardiovascolari e forme tumorali. Inoltre la Dieta Fast non fa perdere massa muscolare, non deprime l’umore, tiene sotto controllo colesterolo e glicemia, e migliora le abitudini alimentari: dopo poche settimane non solo avrai perso i chili di troppo, ma ti sentirai sazio più rapidamente e non ti capiterà più di provare i morsi della fame. Potrai creare un tuo programma personalizzato che si inserisce perfettamente nella tua vita e, grazie alle ricette e alla tabella del contenuto calorico degli alimenti, saprai sempre come, quando e quanto mangiare, senza trascurare i tuoi gusti personali e la tua vita sociale. Cosa si può desiderare di più da una dieta?
(source: Bol.com)

Dieci giorni sulle colline

È la primavera del 2003 e Max ed Elena sono appena tornati dalla cerimonia degli Oscar nella loro bella casa sulle colline di Hollywood. Regista e sceneggiatore, Max è un habitué della notte delle statuette, dopo averne vinta una per la migliore sceneggiatura negli anni Settanta con Grace, un film che ha fatto addirittura capolino in qualche lista dei «cento migliori film del XX secolo». Per Elena, invece, che scrive manuali di sopravvivenza (l’ultimo a cui sta lavorando si intitola Come fare tutto nel modo giusto), quella era la prima volta. È rimasta colpita non dal glamour delle tante stelle presenti, ma dal turbamento di Michael Moore per i fischi ricevuti dopo il discorso contro Bush e la guerra in Iraq: un conflitto che Elena trova «stupido», e Max del tutto «privo di strategia». Meglio rifugiarsi in casa propria, lontani dal bombardamento dei media di mezzo mondo. Anche perché in quella residenza che scende a strapiombo lungo il fianco della montagna, con una vista che spazia fino al Getty Museum, cinque camere da letto, una dépendance per gli ospiti, una piscina sul fianco del monte che riflette la luce mattutina, due giardini: quello delle erbe aromatiche e quello giapponese, la coppia aspetta un bel po’ di amici e parenti: Charlie, l’amico di infanzia di Max, fresco separato dalla moglie che spera di ringiovanire con una dieta a base di vitamine; Zoe, la ex moglie capricciosa diva del cinema; Paul, il suo accompagnatore, istruttore di yoga e ciarlatano; Isabel, la figlia ventitreenne di Max; Stoney, l’agente del padre, che ha sedici anni piú di Isabel e una storia con lei; Delphine, la madre di Zoe che spara sentenze come fosse un oracolo… Un gruppo ben assortito di americani del nuovo millennio che trascorrerà dieci giorni sulle colline a guardare film, interrogarsi su diete e regimi alimentari, indulgere in prolungati rapporti sessuali e, soprattutto, a spettegolare su ogni cosa, Hollywood, il cinema, l’eros, l’amicizia, la guerra e lo stato del mondo e sognare, come Max che vorrebbe fare un film intitolato My Lovemaking with Elena, di fare delle loro effimere esistenze un’opera d’arte. Graffiante satira della società in cui viviamo, Dieci giorni sulle colline costituisce una splendida conferma del talento di Jane Smiley, una delle maggiori scrittrici americane contemporanee.

I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto

Tutti, anche i più sprovveduti, sanno che in Cina le coppie non possono avere più di un figlio. Le autorità cinesi sono molto attente al controllo demografico, e chi trasgredisce incorre in severe sanzioni. Come fa allora la modesta signora Ming, addetta alle pulizie della toilette per gli uomini del Grand Hotel di Yunhai, ad avere dieci figli? Il moderno e spregiudicato imprenditore francese, a Yunhai per affari, ritiene che la donna lo voglia prendere in giro. Si diverte a parlare con lei, ad ascoltare le storie che lei gli racconta sui suoi figli immaginari, e ne approfitta per praticare la lingua del luogo, il cantonese, ma di base è convinto che la donna sia una mitomane. Nel corso dei giorni, però, man mano che si dipanano le vicende dei figli inesistenti, l’uomo d’affari cambia parere. Le parole della signora Ming, farcite di precetti di Confucio, gli fanno apparire l’esistenza sotto un’altra ottica, lo spingono a indagare sui labili confini che dividono la verità dalla menzogna e lo portano, infine, a rivalutare la sua stessa vita e a considerare seriamente la possibilità di una paternità fino ad allora accuratamente evitata.

Le dieci donne del cavaliere

La vecchiaia, si sa, arriva infida per tutti, anche per Rauno Rämekorpi, un vero self-made man, da boscaiolo a capitano di industria, che tra montagne di fiori e foie gras festeggia il sessantesimo compleanno e la nomina a Cavaliere del Lavoro. Ahimè la consorte Annikki soffre di asma da polline, e al devoto marito, terminata la festa, non resta che portare tutto in discarica. Ma perché sprecare tanto bendidio? gli fa presente Seppo Sorjonen, il tassista tentatore ingaggiato per la missione. Il Cavaliere avrà pure qualche amica da omaggiare. Non serve altro a risvegliare l’ardore del sempreverde dongiovanni in frac, che bouquet alla mano, champagne sottobraccio e in bocca promesse, promesse, promesse, parte alla mirabolante conquista di dolci alcove per tutta la città. Eila la PR rampante, Eveliina la comunista pura e dura, Sonja la giornalista che si è bevuta la carriera, e tutta una galleria di fenomenali rappresentanti del gentil sesso è lieta di accogliere i suoi servigi amorosi insieme a opportuni favori per problemucci di denaro, carriera o addirittura fertilità. Dato un tale successo, perché non ripetere la tournée a Natale in doveroso costume da Santa Klaus? Peccato che nel frattempo le affettuose amichette hanno scoperto di non essere ciascuna l’unica. La sagace ironia di Paasilinna colpisce ancora, trasformando in epico divertimento dal retrogusto amaro le scappatelle di un uomo di potere e portafogli, viziato dal successo e dall’inguaribile sentimentalismo femminile…

Dieci donne

L’azione si svolge a Santiago, ai nostri giorni. Nove donne si ritrovano lo stesso giorno nello stesso luogo, chiamate dalla terapista che hanno in comune, per raccontare la loro storia. Non si conoscono, per cui raccontano le loro vicende dal principio. Insieme alle loro vite, raccontano le ragioni per le quali sono andate in terapia. Natasha, la terapeuta, è la catalizzatrice, il filo conduttore di ogni storia, ma non ascoltiamo mai la sua voce, anche se sappiamo che è presente. Nell’ultimo capitolo conosciamo la storia di Natasha, raccontata da un’altra donna ancora. Sono tutte donne molto diverse tra loro, come dimostrano le loro origini, professioni, età, estrazione sociale e linguaggio. Affresco e caleidoscopio delle problematiche femminili contemporanee, dalla vecchiaia al lesbismo, passando attraverso i classici problemi dei ruoli, essere figlia, essere madre, essere sposa, il romanzo si basa sul convincimento di Marcela Serrano che le ferite inizino a sanarsi quando vengono condivise, e che, in fin dei conti, tutte le donne hanno la stessa storia da raccontare. Non a caso la stessa idea era alla base del suo primo romanzo, “Noi che ci vogliamo così bene”, idea che come un fil rouge attraversa tutta la sua produzione letteraria.

Dieci anni che hanno sconvolto l’Italia. Scontro finale. La scossa

Raccolti in un unico cofanetto, tre recenti volumi di Bruno Vespa: “Dieci anni che hanno sconvolto l’Italia. 1989-2000”; “Scontro finale. Chi vincerà l’ultimo duello” e “La scossa. Il cambiamento italiano nel mondo che trema”. Per offrire al lettore uno sguardo sullo scenario politico del nostro Paese.

Dieci anni che hanno sconvolto l’Italia: 1989-2000

In dieci anni è cambiato sulla scena politica italiana tutto quello che non si era mosso dalla fine della guerra in poi. Dai primi successi della protesta autonomista della Lega Nord ai primi arresti eccellenti di Tangentopoli, dall’eclisse di un’intera classe dirigente accusata per il finanziamento illecito della politica all’incerta transizione guidata da due presidenze decisive come quelle di Cossiga e Scalfaro, dalla vittoria elettorale di Forza Italia alla prima volta di un ex comunista a Palazzo Chigi. S’impone oggi la necessità di trarre un bilancio di questi dieci anni, raccontando la storia del potere e i retroscena delle vicende principali, i protagonisti e gli sconfitti. Vespa traccia un ritratto di questo decennio.
**

Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero

Il libro di George Steiner tratta del fondo di tristezza ineluttabile che accompagna il passaggio dall’homo all’homo sapiens, di quel velo di malinconia che colora l’esistenza. Quello che si dipana in queste pagine è un pensiero che pensa sé stesso: da un lato porta alle estreme conseguenze il «Penso, dunque sono» di Cartesio, dall’altro è consapevole che il pensiero non potrà mai smettere di pensarsi fino in fondo, che ci è sempre presente e dunque non riusciamo mai ad afferrarlo davvero.
**

Die for me: Sei pronta a dare la vita per amore?

Mi chiamo Kate, ho sedici anni e ho visto morire i miei genitori in un terribile incidente d’auto. Da quel momento niente è più stato come prima. All’improvviso, mi sono ritrovata con il cuore infranto e la vita impacchettata in una valigia, costretta a lasciare tutto per trasferirmi a casa dei miei nonni. A Parigi. E lì ho incontrato Vincent. Bello, misterioso e spaventosamente affascinante, Vincent Delacroix è apparso dal nulla e ha sconvolto il mio mondo. Di nuovo. Perché Vincent non è un ragazzo come gli altri. Dietro ai suoi occhi blu come il mare si nasconde un segreto che affonda le radici nella notte dei tempi. Un segreto che lo costringe a mettere in pericolo la sua vita ogni giorno, per sempre. Così, proprio ora che le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, mi trovo davanti a una scelta difficilissima: devo proteggere ciò che ancora rimane della mia esistenza – e della mia famiglia – oppure rischiare tutto… per un amore impossibile?

La diciottesima luna

Lena e io abbiamo superato le prove più dure, compresa quella di condividere persino l’intimità dei pensieri…
senza quasi poterci toccare perché lei è una Maga e con un bacio potrebbe uccidermi.
E adesso un nuovo presagio mi giunge sulle note spettrali di una canzone ombra: devo individuare l’Uno Che È Due prima che il mondo sprofondi nelle Tenebre. L’Uno che sarà sacrificato. In questa agghiacciante roulette russa, a chi toccherà la pallottola?
Forse a Lena, sospesa tra i due mondi magici.
Forse a John Breed, potente e patetico esperimento sovrannaturale su cui incombe la Diciottesima Luna.
Oppure a me, che dopo essere stato strappato dalla morte ho un’anima fratturata tra i due regni. A ogni cupo rintocco dei giorni, il Male più nero allunga inesorabile la sua ombra: capirò in tempo come riunire ciò che non avrebbe mai dovuto essere diviso?

(source: Bol.com)

La diciassettesima luna

Credevo che il nostro paesino, sepolto nella boscaglia della Carolina del Sud, fosse il centro del nulla. Un luogo dove non succedeva mai niente e in cui niente sarebbe mai cambiato. Poi mi innamorai di una Maga. Lei mi fece scoprire un altro mondo fra le crepe dei nostri marciapiedi sconnessi. Un mondo che era lì da sempre, nascosto in bella vista. La Gatlin di Lena era un luogo in cui le cose succedevano, eccome – cose impossibili, sovrannaturali, che cambiavano la vita. Che le ponevano anche fine, a volte. Fino a qualche mese prima, pensavo che nulla sarebbe mai cambiato. Ora che ne sapevo di più, avrei tanto voluto che fosse stato così. Perché a partire dall’istante in cui mi ero innamorato di una Maga, nessuna delle persone a cui volevo bene sarebbe più stata al sicuro.
Lena credeva di essere l’unica a essere maledetta, ma si sbagliava. Adesso la sua era diventata la nostra maledizione.

(source: Bol.com)

Diciannove minuti

Sterling è una tranquilla cittadina americana dello New Hampshire dove non succede mai nulla, fino a quando accade l’impensabile: un ragazzo di diciassette anni, Peter Houghton compie una strage di studenti nel suo stesso college. Cerca a sua volta di uccidersi, ma la polizia riesce a impedirlo e lo arresta. Con il «mostro» sbattuto in prima pagina e in prigione, l’intera comunità – genitori, amici, fidanzati, conoscenti delle vittime – straziata, fatica a fare i conti con una realtà peggiore di un incubo: vite stroncate, altre storpiate, deturpate per sempre. Per ironia della sorte, tra i feriti c’è anche Josie Cormier, testimone chiave e figlia del giudice incaricata del processo. E fra i professori del college c’è il padre di Peter, che da bambino era amico di Josie. Ciascuna delle persone coinvolte tenta, fra passato e presente, di comprendere i perché di ciò che è successo in un dialogo a più voci intenso e spiazzante perché fa capire come la realtà sia perversamente complessa, come gli studenti modello possano rivelarsi degli aguzzini e come i mostri possano rivelarsi vittime disperate, in un’età in cui quanto è maggiore il bisogno di amore e comprensione, tanto minore è la capacità di mostrarlo, un’età in cui le insicurezze spingono al conformismo che non tollera diversità. Sono tante le domande che pone Jodi Picoult e sono tutte importanti: è possibile che un figlio possa dimostrarsi un perfetto estraneo agli occhi dei propri genitori? Che cosa significa essere diversi nella nostra società? Fino a che punto può arrivare il desiderio di vendetta da parte di una vittima? E soprattutto: che diritto ha, chiunque, di giudicare gli altri? Ancora una volta Jodi Picoult sa trovare le parole giuste per raccontare storie scomode, difficili, ma autentiche e urgenti.

La Dichiarazione

Anna non avrebbe mai dovuto nascere. Insieme a tutte le Eccedenze come lei, è costretta a vivere in un apposito istituto, per diventare Risorsa Utilizzabile e poter pagare in questo modo il suo “Peccato di Esistenza”. Non conosce il Mondo Esterno e non ricorda il proprio passato, è come se fosse nata lì dentro, prigioniera in una Casa d’Eccedenza. Finché in quel luogo spietato e grigio non arriva un ragazzo strano, che non tiene lo sguardo a terra ma guarda tutto e tutti con occhi penetranti e curiosi. E che racconta ad Anna una storia diversa… Nel suo audace debutto narrativo Gemma Malley ci costringe a riconsiderare alcuni miti dominanti nella nostra società, come quelli della bellezza e della giovinezza, e getta una luce inquietante su grandi temi ecologici e politici, quali la sovrappopolazione e la limitatezza delle risorse del nostro pianeta, creando un potente dramma futuristico. Ma “La Dichiarazione” è anche qualcosa in più: il manifesto che l’esistenza ha già in sé e per sé la propria giustificazione e che l’essere utile non ha un valore consumistico ma è all’interno della logica dell’amore.
**

Il diavolo. Tentatore. Innamorato

Un grande, pirotecnico Andrea Camilleri si ispira – e si affianca all’altrettanto grande e pirotecnico autore settecentesco Jacques Cazotte per dipingere un ritratto a due facce del diavolo, questo grande corruttore e seduttore dell’umanità. Il diavolo tentatore di Camilleri, Bacab, è un povero diavolo d’aria, della specie che ha per compito di indurre uomini e donne in tentazione carnale, infilandosi in quella parte del corpo umano, mascolino o femminino, che è il “loco del piaciri”, in modo da riuscire – “strica oggi, strica dumani” – a innescare amori “pazzi ed esecrabili”. Il diavolo innamorato di Cazotte abita invece la Napoli galante e un po’ folle di fine Settecento, dove un giovane spagnolo, capitano delle guardie del re, accetta per scommessa di esibire il proprio coraggio sfidando il diavolo. Evocato, il demonio si materializza sotto le spoglie seducenti di una bellissima giovane donna…

Il diavolo e la rossumata

1943, Milano è sotto le bombe degli Alleati. Una famiglia è sfollata in una cascina fuori città. Una bambina affidata alle cure dei nonni cresce immersa in un universo rurale, dove ha inizio il suo apprendistato alla vita. La bambina protagonista di questo libro è Sveva Casati Modignani, la quale affida per la prima volta a un racconto autobiografico i ricordi della sua infanzia, che si intrecciano con la memoria di cibi e sapori. Sono anni di fame, di mercato nero e di succedanei. Le donne si ingegnano a cucinare con fantasia i pochi ingredienti di cui dispongono. Nel racconto i ricordi dell’infanzia spaziano tra ricette golose e le attività solitarie della bambina che osserva silenziosa il mondo degli adulti sempre indaffarati: tra questi una nonna amorevole e un po’ ruvida, che la crede posseduta dal Diavolo, e una mamma che, incapace di esprimere altrimenti il suo amore, cuce per lei abitini raffinati e cucina cibi gustosi. Il libro include un ricettario, con i piatti della cucina lombarda rivisitati dalle consuetudini di famiglia, tutti singolarmente commentati dall’autrice che rievoca con rara autenticità una cultura gastronomica radicata nel territorio, in un mondo di tradizioni e sapori dimenticati. “Il Diavolo e la rossumata” è un racconto personale, intenso, ironico, al quale non mancano tuttavia momenti intimi e a tratti drammatici, in cui Sveva Casati Modignani svela ai suoi lettori qualcosa di sé.

Il diavolo e il convento

Quando Mart Bright, fotoreporter nota in tutto il mondo tanto per il suo lavoro quanto per il suo impegno umanitario, viene trovata uccisa in modo raccapricciante su una collina di Carmel, una delle più famose località  turistiche della California, per la sua vecchia amica Abby Northrup inizia un incubo. Decisa a fare luce sul delitto, Abby scopre poco a poco un inestricabile intreccio di interessi e complicità , in cui sono implicate le persone più insospettabili. E se arrivasse troppo vicina alla verità , la sua stessa vita potrebbe essere a rischio…