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Dylan Dog n. 114: La prigione di carta

Scrivere non è un problema per Charlie Chivazky. Le parole gli sgorgano dalle dita e disegnano fantasie surreali, intrecci fulminanti di personaggi e situazioni. Ma dove nascono le illuminazioni dello scrittore? Dylan Dog deve indagare nel segreto potere della narrazione, perché le fantasie di Chivazky – i suoi demoni personali – si stanno liberando nell’aria, pronti a raccontare le loro storie di morte.

Dylan Dog n. 113: La metà oscura

Cala la notte e i mostri sono liberi di uscire. Ognuno ha il suo, ognuno di noi lo tiene nascosto come un parente scomodo, un fratello di tenebra. Ma tutti sanno che non esistono lucchetti e catene che possano veramente fermarlo. Quando nella mente cala la notte, possiamo soltanto farci da parte e attendere che arrivi la rabbia… della metà oscura.

Dylan Dog n. 112: Incontri ravvicinati

Patty si è uccisa per sfuggire a un incubo. Il corpo e la mente erano segnati da una ferita profonda, che non avrebbe potuto richiudersi. Tra le pagine del suo diario, Dylan trova le tracce di un’esperienza incredibile: orrendi esseri alieni, rapimenti, sevizie… È un orrore che mescola le carte della realtà e dell’inconscio in un gioco di fantasmi. Qualcuno si nutre di tutto questo. Qualcuno – una forza che non è di questa Terra – vuole assaporare il gusto violento delle emozioni…

Dylan Dog n. 111: La profezia

Qual’è il segreto che il villaggio di Llandlow nasconde gelosamente? I suoi abitanti sono, in realtà, orrendi predatori nascosti sotto spoglie umane? Alla ricerca di Julius Bord, Dylan Dog si imbatte in antiche leggende e oscuri rituali. Un poco alla volta, la nebbia si dirada, ma ogni passo verso la verità è attraversato da un filo di ragno che imprigiona. E per l’Indagatore non c’è più scampo. Perché è lui il prescelto…

Dylan Dog n. 110: Aracne

Le viscere della Terra hanno inghiottito Julius Bord, un cacciatore di misteri scomparso dentro un mistero. L’unica debole traccia conduce nel cuore di antiche terre celtiche, al villaggio gallese di Llandlow, terra cupa e ostile che sembra nascondere segreti inconfessabili. Dylan deve accompagnare Lydia alla ricerca del padre svanito. È un’indagine che si muove tra ombre sottili e vischiose come ragnatele, un’indagine che conduce a una… profezia.

Dylan Dog n. 109: Il volo dello struzzo

In questo mondo, bisogna essere matti per non impazzire. È la scarna filosofia di Ken Harrel, un tempo amico di Dylan, oggi perso nella follia più nera. È tornato nella notte, per chiedere all’Indagatore di accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, un lungo pellegrinaggio dentro i piccoli orrori del vivere, verso un’isola impossibile. Dove anche uno struzzo può spiegare le sue ali e volare via…

Dylan Dog n. 108: Il guardiano della memoria

In nessun tempo, in nessun luogo… Soltanto lì potrete trovare la memoria perduta, negli archivi di un Inferno, ben custodita da efficienti funzionari. Chi è realmente Gordon Skindler, un comune assassino o un angelo caduto? Sì, forse non è di questa Terra, forse ha tradito la sua missione e nascosto una verità terribile dietro il velo dell’amnesia, forse ha fatto tutto questo per amore, per fermare gli ingranaggi del fato e sfuggire a se stesso…

Dylan Dog n. 107: Il paese delle ombre colorate

Peter Pencil si è perso. Si è perso dentro i suoi disegni, il suo lavoro, il suo mondo. Un paese popolato da ombre e colori senza spessore, ma capaci di uccidere. Mentre Peter dorme e vive la sua avventura lungo strade di cartone, l’inafferrabile Pink Rabbit torna a colpire nella realtà. Soltanto la bellissima Betty Bloom sa come rimettere tutto a posto e Dylan Dog dovrà seguirla oltre i confini della fantasia…

Dylan Dog n. 106: La rivolta delle macchine

Caldo insopportabile, città deserta. È tempo di partire per le spiagge, verso il riposo… eterno. I fedeli servi di tutti i giorni si ribellano proprio quando ne abbiamo più bisogno, le macchine sembrano impazzire e l’esodo estivo si trasforma in una carneficina. Certo, succede tutti gli anni, quando la frenesia delle vacanze ottenebra le menti, ma questa estate è diversa dalle altre. Dietro gli schianti e le lamiere insanguinate, stavolta si nasconde un potere assassino.

Dylan Dog n. 105: L’orrenda invasione

Strani rumori… Attraverso le pareti, nelle fognature, nel pozzo dell’ascensore… C’è qualcosa che squittisce, gratta, preme per uscire. Sono migliaia, milioni di orrendi ratti. Non è possibile fermarli, non c’è veleno, né trappola che possa bloccare l’orda dei roditori. È un enorme incubo e, in tutta Londra, c’è un solo uomo che dà la caccia agli incubi…

Dylan Dog n. 104: Notte senza fine

Angeli e presenze infernali, un assassino prigioniero dell’insonnia e Dylan Dog chiuso in una oscurità eterna. Il tempo si è fermato, come si ferma nell’immobile fluire del coma e tutto il mondo pare rapito da un sonno interminabile. Un nuovo enigma che l’Indagatore deve sciogliere nella solitudine notturna, perché soltanto sul fondo della notte scoprirà che “siam fatti della materia di cui son fatti i sogni”…

Dylan Dog n. 103: I demoni

Una sete terribile e un deserto infuocato. Solitudini infinite e presagi di morte imminente. È in questa terra di orrori che vivono gli incubi. Nelle vene di Dylan Dog, scorre un veleno di cui nessuno conosce l’antidoto. Ventiquattr’ore di vita per scoprire chi è l’assassino, un giorno (o poco meno) per decifrare un’antica alchimia e sfuggire all’abbraccio… dei Demoni.

Cacciatori nelle tenebre

Da ragazzino Gianrico amava Charlie Brown e Mafalda, Francesco ricopiava i fumetti di Devil e Silver Surfer. Oggi si ritrovano in atmosfere alla Frank Miller.
“Ho affrontato l’avventura come fosse un film” sostiene Gianrico. “Dovevo scrivere una sceneggiatura da consegnare a un regista”. Francesco conferma: “I volti li ho cercati nei ricordi del cinema che amo”.
Il protagonista di questo romanzo frequenta un bar non lontano dal tribunale dove lavora Guido Guerrieri. Sono amici, spesso bevono un bicchiere insieme, a entrambi piacciono i bianchi siciliani forti.
Avete presente l’ispettore Carmelo Tancredi? È uno degli attori non protagonisti nelle storie dell’avvocato Guerrieri. Non è un poliziotto comune, è a capo di una piccola “sezione fantasma” della Squadra mobile della Polizia di Bari. Si occupa di casi che non procurano gloria né avanzamenti di carriera, perché cerca persone smarrite, bambini soprattutto, e ragazzi, inghiottiti dal buio di un mondo da incubo. I suoi collaboratori sono i classici “emarginati”, soggetti rifiutati dalla società. C’è Vito Lotàr, un gigante mago del computer e genio nel ricostruire relazioni e trame tra oggetti e individui, ma così taciturno da mettere a disagio chiunque, tranne i bambini. Poi c’è Iena, triviale sbirro da strada, tracotante all’eccesso per camuffare un’indole ben diversa. E Nora, poliziotta bellissima e affascinante, perfettamente abituata alla compagnia maschile, forse troppo, parla da uomo, veste da uomo, si comporta da uomo. Il caso da risolvere prende l’avvio dal brutale assassinio di un imprenditore, un pezzo grosso. Qualcosa, nell’ambiguo passato della vittima, spinge Tancredi e la sua squadra a condurre una frenetica indagine parallela nel cuore oscuro di una Bari trasfigurata dall’immaginazione in una metropoli equivoca dove i confini tra bene e male si confondono. Una storia inquietante, un personaggio straordinario, l’ennesima prova del genio narrativo di Gianrico Carofiglio, valorizzato dal talento grafico del fratello Francesco, per un graphic novel tutto italiano senza precedenti.

Waylander dei Drenai: Il ciclo dei Drenai vol. 3

La morte del re Niallad, sovrano dei Drenai ed erede del leggendario Orien, il Re Guerriero, getta il regno nel caos. L’esercito, che Niallad aveva incoscientemente disarmato, è allo sbando, alla mercé dei Mastini del Caos, un’orda di guerrieri senza scrupoli che invadono le terre dei Drenai seminando terrore e morte. A ispirare la loro ferale avanzata è l’oscura Confraternita, una setta diabolica che cospira nell’ombra. Tra i guerrieri drenai, asserragliati nella fortezza di Purdol, solo pochi sono in grado di opporsi agli invasori. L’unica speranza risiede nel ritrovamento della gloriosa Armatura di Bronzo che Orien portava in battaglia e che sembra essere andata perduta con la vita di chi la indossava. Toccherà a Waylander il mercenario avventurarsi nelle terre dei Nadir alla ricerca del prezioso cimelio, in compagnia di Dardalion, prete della Fonte, colui che già una volta gli ha salvato la vita e che ora lo guida verso la redenzione, perché Waylander porta con sé un pericoloso segreto… **

La vita dispari

Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose. Buttarelli legge il mondo come un libro a cui mancano le pagine pari o, se ci sono, rimangono indecifrabili. La sua vita, oscurata per metà e ristretta nello spazio elementare di una stanza e di una strada, è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità. Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – *otto* \- compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato, e allora era piú prudente tornare indietro». Il mondo, visto dagli occhi di Paolo Colagrande, è un posto in cui l’uomo è stato messo per sbaglio. O per far ridere qualcuno che, di nascosto e da lontano, lo sta osservando. **
### Sinossi
Paolo Colagrande compie un prodigio, perché in queste pagine – dove Gianni Celati incontra Woody Allen – il godimento vivissimo di una scrittura straordinaria va a braccetto con un’allegria contagiosa. La «vita dispari» è quella che – ridendo di noi stessi – conduciamo tutti noi a qualsiasi età quando tentiamo di indovinare la parte mancante delle cose. Buttarelli legge il mondo come un libro a cui mancano le pagine pari o, se ci sono, rimangono indecifrabili. La sua vita, oscurata per metà e ristretta nello spazio elementare di una stanza e di una strada, è un tragicomico susseguirsi di inciampi e di intuizioni, di vessazioni e di casualità. Quando Buttarelli scompare – e intorno alla sua figura si crea un alone di mistero – non resta che raccogliere, per tentare di fare un po’ di chiarezza o forse per aumentare la confusione, la testimonianza del suo amico nullafacente Gualtieri. Ecco che allora si snoda una trama di malintesi e incastri rovinosi, sempre all’insegna del paradosso: la silenziosa guerra con la preside Maribèl, la passione per Eustrella, il fidanzamento simultaneo con otto – *otto* \- compagne di scuola, gli strambi insegnamenti esistenziali impartitigli dal padre putativo, il matrimonio con Ciarma, l’infatuazione per una certa Berengaria. «Buttarelli provava a fare quello che vedeva fare agli altri, con enorme fatica. A volte riusciva a reggere la parte per un tratto breve, ma era come se a un certo punto si ritrovasse nel fitto di un bosco senza piú il sentiero tracciato, e allora era piú prudente tornare indietro». Il mondo, visto dagli occhi di Paolo Colagrande, è un posto in cui l’uomo è stato messo per sbaglio. O per far ridere qualcuno che, di nascosto e da lontano, lo sta osservando.