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Quell’orribile forza

Molti mondi il professor Elwin Ransom ha attraversato, nei primi due volumi della «trilogia cosmica» di C.S. Lewis che qui si conclude. E i racconti delle sue avventure si intrecciavano, per gli amici riuniti ogni giovedì sera nell’appartamento dell’autore al Magdalen College di Oxford, con i capitoli del “Signore degli anelli” che J.R.R. Tolkien stava contemporaneamente componendo. Ma ora Ransom, dopo tanti viaggi in universi misteriosi e remoti, è tornato sulla terra, nel microcosmo apparentemente ristretto e realistico di una piccola università. Quotidianità illusoria, come Lewis stesso volle precisare: «Se mi si chiederà perché comincio con scene e personaggi così prosaici, pur avendo intenzione di scrivere di maghi, di demoni, di animali da pantomima e di angeli planetari, risponderò che mi limito a seguire il metodo della favola tradizionale, metodo di cui non sempre siamo consapevoli, perché le casette, i castelli, i boscaioli e i re meschini con cui iniziano le fiabe ci sono diventati estranei quanto le streghe e gli orchi che entrano in campo subito dopo, ma non lo erano affatto per coloro che inventarono quelle storie o che per primi si divertirono ad ascoltarle». Così, a poco a poco, secondo il più classico tra i canoni della letteratura fantastica, il reale – Bracton College e i suoi edifici, l’Istituto nazionale per il coordinamento degli esperimenti, che è una anticipazione impressionante dei più recenti terrori tecnologici, l’amore coniugale, l’orso addomesticato, le campagne e i villaggi dei dintorni, all’apparenza così pacificamente inglesi – si modifica e si trasfigura assumendo quella dimensione profonda, davvero «sovrannaturale», che ne è per l’autore il vero volto misconosciuto. E allora si svelerà il vero tema magico di tutta la trilogia: il risveglio di Merlino.
(source: Bol.com)

Quel deficiente del mio padrone: diario segreto del cane di Gianni Fantoni

Quante volte un padrone si è chiesto “chissà cosa pensa di me il mio cane?” sperando con tutte le forze di poterlo un giorno scoprire. Ecco la risposta! Non solo, si va oltre: aneddoti, episodi, riflessioni, anche poesie, soluzioni ai piccoli gialli della normale convivenza con “le bestie a due zampe” non mancheranno di sorprendere il lettore. Addirittura corredate da improbabili disegni fatti da lui, le memorie di questo segugio lasciano trasparire una realtà fatalmente diversa da quella immaginata dall’uomo: il cane è molto più acuto di quanto si pensi e si diverte a sfruttare, a volte con premeditata perfidia, i punti deboli del povero, essere umano senza che questi se ne renda conto.

Quel che resta di me

NON DOVREI PIU’ ESISTERE MA SONO ANCORA QUI.
In un mondo alternativo, ogni persona nasce con due diverse personalità, due anime. Con il passare del tempo, in modo naturale, l’anima dominante prende il sopravvento e quella recessiva viene dimenticata, scompare come un amico immaginario che ci ha tenuto compagnia solo nell’infanzia. Il sopravvivere delle due anime dopo la pubertà è illegale e visto dalla società come un’aberrazione da correggere.
Ma in Addie, nonostante i suoi sedici anni, è ancora presente Eva, la sua se*conda anima. Rannicchiata nella mente di Addie, Eva interagisce con l’altra par*te di sé: come due vere sorelle si amano, si proteggono, ma possono diventare anche gelose l’una dell’altra. Nonostante tutti i tentativi per difendere e nascondere l’esistenza della debole Eva, il segreto di Addie viene scoperto.

Quattrocento

Firenze, aprile 1478. Sono giorni terribili, quelli che seguono il fallimento della congiura ordita dalla famiglia Pazzi contro i Medici. Firenze è assetata di sangue, decisa a punire con la tortura o con la morte chiunque abbia partecipato alla cospirazione. Al sicuro nel suo palazzo, Lorenzo il Magnifico viene a sapere dei cadaveri gettati in Arno, delle decapitazioni, dei linciaggi. È la città intera che vendica la morte di suo fratello Giuliano e che si consegna nelle sue mani, rendendolo potente come non mai. Però Lorenzo non sa che i fili di quella congiura sono stati tirati da personaggi molto più influenti della famiglia Pazzi. E ignora di essere lui stesso un semplice burattino nelle mani della Storia… Firenze, oggi. Sono in pochi a conoscere Pierpaolo Masoni, pittore rinascimentale dallo stile e dall’animo tormentato. E Ana Sotomayor, dottoranda in storia dell’arte, è arrivata a Firenze proprio per capire qualcosa di più su questo oscuro personaggio, che esercita su di lei un fascino singolare. Le sue appassionate ricerche si appuntano su uno dei quadri più controversi di Masoni, in restauro nei laboratori degli Uffizi, e su una serie di quaderni in cui il pittore racconta nei dettagli la propria esistenza e le vicende che hanno segnato la storia di Firenze alla fine del XV secolo, tra cui la congiura dei Pazzi. D’un tratto, però, Ana diventa oggetto di minacce e ricatti e si ritrova a temere per la propria vita e per quella delle persone a lei care. È chiaro che, nell’esistenza di Masoni, ci sono più misteri di quanti lei avesse immaginato. E che quei misteri, a distanza di oltre cinquecento anni, non devono comunque essere svelati… Dal Rinascimento ai giorni nostri, il filo rosso di un complotto attraversa la Storia. Dall’arte alla realtà, un quadro enigmatico rivela una vicenda affascinante e terribile. Perché le cose più difficili da vedere sono proprio quelle che abbiamo davanti agli occhi. E talvolta un dipinto ci permette di scoprire un segreto. Non un segreto dell’arte, bensì un segreto della vita.

Quattro sberle benedette

«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»Antonio D’Orrico, «La lettura – Corriere della Sera»«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»Bruno Quaranta, «Tuttolibri»«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»Fulvio Panzeri, «Avvenire»In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l’enigma, perché uno predice una cosa e l’altro l’esatto contrario. Se le darebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l’appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare. E forse c’è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, il malmostoso coadiutore del parroco arrivato in paese l’anno prima e che sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell’acqua ristretta e insipida del lago. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto che a frequentare ragazze di facili costumi, in quel di Lecco, è persona che a rigore non dovrebbe. D’accordo, ma quale sarebbe il reato? E chi è l’autore di quelle rime che sembrano non avere un senso? Ma, soprattutto, di preciso, con chi ce l’ha? Ficcando il naso tra le beghe e i segreti della sua Bellano immaginaria e realissima al tempo stesso, in Quattro sberle benedette Andrea Vitali apparecchia un altro appetitoso banchetto letterario, confermandosi autore prolifico di storie e di invenzioni come pochi altri, per la gioia e il godimento del lettore.

Quattro casi per Hercule Poirot

Hercule Poirot, il celebre investigatore belga inventato da Agatha Christie nel 1920 e ucciso, dall’autrice stessa, nel 1975, è il protagonista dei quattro racconti contenuti in questo volume. Quattro affascinanti storie poliziesche, pubblicate per la prima volta nel 1937, ognuna delle quali, per la complessità dell’intreccio e la ricchezza psicologica dei personaggi, ha il respiro di un romanzo.In Delitto nel Mews il detective è chiamato in causa dal suo vecchio amico, l’ispettore Japp di Scotland Yard, per scoprire se la signora Allen è stata uccisa o si è suicidata.Nel Furto incredibile l’investigatore è, insolitamente, alle prese con la sparizione di documenti militari top secret.Lo specchio del morto ci riporta in un ambiente classico delle storie di Poirot: un invito in una casa di campagna con l’ospite che si trasforma in vittima.Triangolo a Rodi è invece una delle avventure “mediterranee” del nostro personaggio, una splendida vacanza… ma con il morto, naturalmente.

I quattro cadaveri. Mary Lester indaga a Douarnenez. Le inchieste di Mary Lester

È carnevale e le strade della piccola località di Douarnenez sono popolate da maschere di ogni sorta. Mentre il commissario Colin si prepara come ogni anno a godersi la festa, il cadavere di una persona anziana viene rinvenuto in una mansarda. Causa del decesso: iI freddo assassino dell’inverno bretone. Ma se nella stessa stanza i morti sono quattro forse è necessario indagare e chi meglio della piccola Mary Lester può fare luce su un caso così complicato? Ancora una volta il giovane ispettore, che nelle precedenti avventure si è imbattuta in cIochard, cacciatori, marinai e gioiellieri, cercherà di scoprire chi, nel mezzo di quel baccanale festoso e inquietante, porta la maschera della morte.

La quattordicesima commensale

Se è possibile un essere fuori più del tredicesimo commensale (il reietto), la “quattordicesima commensale” è il compendio vero di una vita “fuori”. La vita è quella di Franca Bellisai, figura di esclusioni e inappartenenze ma in costante ricerca di appartenenze e inclusioni: ideologiche e affettive. Dentro la lotta armata vorrebbe stare la giovane studentessa negli anni Settanta, e in prima linea, come il compagno di vita Vittorio Rullo. Dentro la riorganizzazione del movimento vorrebbe stare la fuggiasca in Francia, la palpitazione e le attese per due borsoni pesanti di contante, proibita eredità di Vittorio morto in uno scontro con la polizia… Romanzo d’esordio, “La quattordicesima commensale” ha vinto il Premio Calvino 2003.

Quasi tenebra: La Confraternita del Pugnale Nero

Nella città di Caldwell ci sono uomini che hanno sacrifi cato il cuore e l’anima a un’entità malvagia, l’Omega. In cambio hanno ottenuto l’eterna giovinezza e una missione: sterminare tutti i vampiri che da secoli popolano la città. Per difendersi dalla voglia di morte dei lesser, i vampiri più forti e coraggiosi si sono riuniti nella Confraternita del Pugnale Nero. Mary ha trent’anni, è umana e non sa nulla della guerra che insanguina Caldwell. Non sa nemmeno che Rhage, occhi verdi, corpo perfetto, è uno di quei vampiri guerrieri, segnato da una maledizione che lo trasforma in un mostro terrifi cante ogni volta che perde il controllo. Ma tra Mary e Rhage scoppia un amore irresistibile, più forte delle leggi che impediscono a un vampiro di amare un’umana, più forte della malattia che ha di nuovo colpito Mary. L’amore potrà sconfi ggere la morte?

I quasi adatti

“Quasi adatti” sono gli allievi di una scuola sperimentale di Copenaghen che attua uno speciale programma di “reinserimento”. Sono adolescenti a cui un trauma infantile impedisce “stabili” relazioni affettive e una “corretta” percezione della realtà. Quella scuola è per loro l’ultima chance di un futuro accettabile. Ma è una prova quasi insostenibile fatta di regole rigidissime, un sistema che si regge sulla paura. Perché ad esempio, nella scuola non esistono orologi? Perché è stato accettato un bambino autistico? Dove conduce questa specie di “selezione naturale” programmata? verrà finalmente a sapere la vera storia dei suoi genitori. dell’educazione.

La quarta verità

Oxford, 1663: un luogo e un momento storico di grandi fermenti politici, scientifici ereligiosi. Un docente del New College viene trovato morto in circostanzemisteriose. Una ragazza è accusata di stregoneria e di omicidio, e condannata all’impiccagione. Quattro testimoni raccontano la loro “verità”: un cattolico veneziano, Marco da Cola; uno studente in medicina, Jack Prestcott; un insigne matematico e teologo, John Wallis; uno studioso dell’antichità, Anthony Wood. Ma uno soltanto di loro dice tutta la verità…
Thriller di alto profilo e sorprendente originalità, sospeso tra finzione narrativa e fedele ricostruzione storica, La quarta verità ricrea magistralmente l’atmosfera, ma anche e soprattutto la mentalità di un’epoca tra le più complesse e affascinanti.

La quarta forma di Satana

Il cadavere di una giovane donna, Trui Andries, viene ritrovato in un canale. Poco dopo il suo fidanzato, che è appena stato internato in un ospedale psichiatrico, si getta dal quarto piano. Eppure, qualcosa non torna: Van In, incaricato di seguire le indagini, dubita fortemente che si tratti di un suicidio. Un ragazzo, del quale Trui si era presa cura anni prima, gli rivela intanto che la coppia si era appena liberata dalla morsa di una setta satanica. Chi ha ordinato di uccidere Trui? E perché? Il capo della polizia impone a Van In la presenza di un’affascinante giornalista, che dovrebbe indagare su un presunto scandalo che coinvolgerebbe la gendarmeria di Bruges; mentre Hannelore, il sostituto procuratore di cui il commissario è innamorato, sta per dare alla luce il loro bambino. Ma la situazione che si sta venendo a creare non le piace affatto: Van In è da sempre sensibile al fascino delle donne, e il caso del quale si sta occupando appare sempre più irto di pericoli e misteri…
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### Sinossi
Il cadavere di una giovane donna, Trui Andries, viene ritrovato in un canale. Poco dopo il suo fidanzato, che è appena stato internato in un ospedale psichiatrico, si getta dal quarto piano. Eppure, qualcosa non torna: Van In, incaricato di seguire le indagini, dubita fortemente che si tratti di un suicidio. Un ragazzo, del quale Trui si era presa cura anni prima, gli rivela intanto che la coppia si era appena liberata dalla morsa di una setta satanica. Chi ha ordinato di uccidere Trui? E perché? Il capo della polizia impone a Van In la presenza di un’affascinante giornalista, che dovrebbe indagare su un presunto scandalo che coinvolgerebbe la gendarmeria di Bruges; mentre Hannelore, il sostituto procuratore di cui il commissario è innamorato, sta per dare alla luce il loro bambino. Ma la situazione che si sta venendo a creare non le piace affatto: Van In è da sempre sensibile al fascino delle donne, e il caso del quale si sta occupando appare sempre più irto di pericoli e misteri…

La quarta cantica

Una giovane donna si aggira in stato confusionale per la stazione di Firenze. Non ricorda più nulla: chi è, come si chiama, perché è lì. Eppure non è una vagabonda qualsiasi. Lo intuisce il misterioso clochard che la soccorre, con il suo flauto dalle melodie esotiche, con i dolci versi che ama recitare. E se ne rendono subito conto i medici dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, dove viene ricoverata. La paziente si esprime in lingue misteriose, fa strani sogni: immagini indecifrabili, scene di un amore lontano, figure che sembrano appartenere a un altro tempo, eppure incredibilmente vivide e presenti.
Grazie alle cure di un medico che pareva aspettarla come un dono, comincerà presto a dissolversi la nebbia che le riempie la mente e lei vedrà a poco a poco riemergere se stessa, l’identità che credeva perduta. Scoprirà così di essere una studiosa di materie dantesche, inglese ma di origini italiane, giunta a Firenze sulle tracce di un segreto antico, che da settecento anni scorre nell’ombra come un fiume sotterraneo. Ricorderà di chiamarsi Beatrice.
Ma le sue sono ricerche pericolose, conducono in Germania, in Turchia, e possono costare la vita, perché non è la sola a dare la caccia a una verità dirompente. Ci sono uomini mossi dal fanatismo che non si fermeranno davanti a nulla. Non esiteranno a colpire chi le è vicino, persino a uccidere, pur di strapparle quel segreto.
La Grande Opera del più grande poeta, il testo più sibillino della letteratura universale, denso di significati simbolici, alchemici, profetici, potrebbe essere incompleta. *Inferno*, *Purgatorio*, *Paradiso* sarebbero soltanto il preludio a una conclusione ulteriore – e sconvolgente – della Divina Commedia.
Davvero il Sommo Dante concepì una Quarta Cantica? E di che cosa si tratta? Davvero la occultò perché fosse consegnata ai posteri in un’epoca finalmente pronta alle sue rivelazioni? E quell’epoca è forse giunta?

La quarta apocalisse

10 dicembre 2012A Los Angeles un uomo viene ricoverato in preda a strani sintomi: demenza, allucinazioni e un’insonnia prolungata che lo sta portando alla morte. Il dottor Gabriel Stanton è incredulo di fronte a quello che potrebbe essere un raro caso di malattia prionica, patologia a cui da anni dedica i suoi studi.Nelle stesse ore, un’archeologa del Getty Museum viene in possesso di un rarissimo codice maya proveniente dal mercato nero, che potrebbe essere prezioso per la conoscenza di quella cultura ancora avvolta nel mistero.11 dicembre 2012, ore 12.26Il dottor Stanton constata il decesso del paziente numero uno.12 dicembre 2012Il contagio è iniziato. Nelle ultime ore altre persone hanno cominciato a manifestare gli stessi sintomi. Le modalità di trasmissione sono ancora ignote, l’unica certezza è che la malattia si diffonde a una velocità allarmante e non lascia scampo. Los Angeles si sta tramutando in una piaga infetta e il rischio di una pandemia si fa di ora in ora più concreto.Mentre Stanton si affida alla scienza per trovare una spiegazione a quanto sta accadendo, qualcuno inizia a pensare che non sia casuale la comparsa di un prezioso codice riemerso dopo secoli dalle rovine di un’antica città maya. Forse perché è proprio a quella civiltà perduta che si deve la profezia sulla fine del mondo il 21 dicembre del 2012.È in quel codice che si trovano le risposte?È davvero iniziato il conto alla rovescia?

Quaranta modi per dire dolore

Fine anni Novanta, Ontario. Algonquin Bay a febbraio, gelida e sepolta sotto la neve, è la definizione stessa dell’inverno. La scomparsa di quattro adolescenti ha messo in moto un’ampia indagine, affidata all’agente investigativo John Cardinal e alla sua affascinante e ambiziosa collega Lise Delorme. La polizia è sul punto di arrendersi, e quando viene ritrovato il primo cadavere mutilato, solo Cardinal è disposto a guardare in faccia la verità: nella sua tranquilla cittadina si nasconde un serial killer. Il seguito dell’indagine si rivelerà una lotta contro il tempo, contro una mente sadica e imprevedibile.

Quando scendono le tenebre

La febbre ha colpito Black River. E’ un disturbo anomalo che attacca uomini e donne, trasformandoli in folli assassini. Le cause sembrano misteriose e incomprensibili a tutti, ma un ristretto gruppo di scienziati e ricercatori scopre il complotto che trasforma innocui cittadini in macchine assetate di sangue. La vita dei ricercatori è ora in pericolo e la morte potrebbe nascondersi dietro ogni volto che incontrano.