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Mi piaci ancora così

Luca ha deciso di provarci, ha deciso che per costruire qualcosa di bello e di grande nella vita non può fare altro che andarsene dall’Italia e iscriversi a Berkeley. E Alice non può fare altro che accettare la sua scelta e affidarsi a Skype, anche se ha paura. Paura che il loro rapporto si riduca a un “quanto mi manchi”, paura che Luca si innamori di un’altra, che scopra una vita più divertente, che si dimentichi di lei… San Francisco aspetta Luca per travolgerlo e farne un salvatore di ballerine di lap dance, un manager di gruppi grunge improvvisati, un aiutocuoco, e forse, solo forse, uno studente. Ma Milano saprà non essere da meno con Alice: un articolo di giornale che si trasforma in una grande occasione, una canzone che rischia di svelare troppi segreti, un compagno di scuola che sembra il ragazzo perfetto… Alice e Luca si scopriranno molto diversi da quel che credevano. Ma se la lontananza può fare tutto questo, può anche cancellare il loro amore? Età di lettura: da 14 anni.

Mi chiamo Sara, vuol dire principessa

Sara arriva a Milano nell’autunno del 1983. È sola. È bella. Ha quindici anni. Vuole essere presa sotto la protezione di Antonio, un deejay bravo a lanciare attori e musicisti di nessun talento. Viene scelta, proprio lei, per dare corpo all’ultima idea di lui: “la rosa di vetro”, una principessa bianca che canta musica elettronica. Così Sara diventa Roxana, una stella del videoclip, con la voce di un’altra al posto della sua. E poi diventa la donna di Antonio, il segreto più prezioso di un uomo adulto. Lui la chiama bimba, animale, anima gemella. Lei impara a muoversi in un mondo fatto di residence, discoteche, studi televisivi e massacranti tournée estive, dove il denaro viene accumulato e bruciato con la stessa facilità, e il trucco è sempre “guardare più lontano”. Ma nel frattempo sta crescendo un’altra Sara, una ragazzina curiosa e selvatica, che non vuole dipendere da nessuno. Un’artista. E quando le due metà di Sara entrano in conflitto, solo la più forte è destinata a sopravvivere. Con un ritmo trascinante e una voce potentissima, Violetta Bellocchio ci regala una protagonista senza precedenti nella narrativa italiana, per un romanzo che accompagna il lettore in un lungo viaggio alla scoperta della verità su se stesso.

(source: Bol.com)

Mi appartieni

Non è certo cosa facile riuscire a domare la bellissima e impetuosa baronessa Alexandra.
Ne sa qualcosa quel povero uomo di suo padre, che pur di vedere finalmente sistemata quella figlia ribelle e anticonformista si inventa un falso contratto di matrimonio stipulato in passato con un amico ormai defunto.
Inutile dire che per la ragazza si tratta di una vera e propria condanna a morte, ma, si sa, un patto è sacro…
Così l’insofferente Alexandra si appresta a fidanzarsi con il suo promesso, ben determinata a manifestare una condotta tanto sconveniente e inurbana da indurre il poveretto a rompere l’accordo.
Ciò che l’intraprendente giovane però non sospetta è che il suo splendido e insopportabile fidanzato, il conte Vasili, ha deciso a sua volta di sfuggire al matrimonio adottando una strategia pressoché analoga ed è intenzionato a fare del suo meglio per apparire un perfetto mascalzone…

Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee

Lydia è una ragazza schiva e introversa. Ama nascondersi fra i suoi adorati libri e fra gli scaffali della Libreria delle Grandi Idee presso cui lavora, nel cuore di Denver, Colorado. Una libreria che, in particolare nelle ore di apertura serali, si popola di bizzarri bibliomani che fra i volumi passano lunghe ore.
Una sera, poco dopo la chiusura, a Lydia tocca una sconcertante, terribile sorpresa. Uno degli abituali frequentatori, il giovane Joey, si è impiccato fra gli scaffali del piano superiore. Prestandogli i primi soccorsi, Lydia fa una scoperta che cambierà la sua esistenza: dalla tasca dei jeans di Joey spunta una foto. Una foto che ritrae lei da bambina.
Perché Joey si è suicidato proprio in libreria? Per quale motivo teneva in tasca quella foto? E perché Lydia ha l’impressione che sia solo il primo di una serie di messaggi che Joey le ha lasciato prima di morire, affidandoli ai libri?
Nel tentativo di scoprire la verità, Lydia rievoca immagini di una terribile notte della sua infanzia, dettagli sepolti da tempo nella memoria. E insieme ai ricordi riemergono presenze che pensava di aver lasciato ormai nel passato, come quella di suo padre.
Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee è un thriller ambientato nel mondo degli amanti dei libri, fra personaggi che alla passione per la lettura e per il sapere hanno votato la propria vita, fino alle conseguenze più estreme…

(source: Bol.com)

Mezzanotte a Parigi

È successo l’impensabile. L’esercito francese è stato spazzato via dalla ‘guerra lampo’ e i nazisti hanno occupato Parigi. Una città vivace e spregiudicata, porto sicuro per chi fuggiva dalla Germania di Hitler, piomba in un incubo. È un momento cruciale per la cultura europea: come reagire a questa tragica situazione? Dan Franck, autore di Montmartre & Montparnasse, racconta come in un grande film l’epopea degli scrittori, degli artisti, dei filosofi, degli uomini di spettacolo che hanno vissuto in Francia dal 1940 alla Liberazione. È un cast straordinario. Prima di tutto gli esuli e i fuggiaschi, come gli ebrei Walter Benjamin e Franz Werfel, diretti verso il Sud alla disperata ricerca della salvezza. Poi Jean-Paul Sartre, che inventa al Café de Flore l’esistenzialismo; accanto a lui Simone de Beauvoir, una delle più grandi figure del pensiero femminile di tutti i tempi. Poi Albert Camus, prima amico e poi rivale di Sartre; André Malraux e la bella Josette Clotis, che morirà sotto un treno; l’aviatore Antoine de Saint-Exupéry, autore del Piccolo principe, il cui aereo scomparirà in una missione di guerra. E ancora Louis Aragon, Pablo Picasso, André Breton, Marguerite Duras, Jean Prévost (che muore da partigiano), Robert Desnos, Jean Gabin e Jean Renoir, Samuel Beckett e Marc Bloch… C’è anche chi segue Hitler fino all’ultimo, come Céline o Drieu La Rochelle, che si suicida alla Liberazione. Tra i partigiani e i nazisti, la ‘zona grigia’: compreso Jean Cocteau, che cerca di salvare dal carcere Jean Genet e di lanciarlo come scrittore? Mezzanotte a Parigiracconta con straordinaria vivacità l’intreccio di questi destini, in uno di quei momenti memorabili in cui la Storia trasforma le biografie in romanzo. (source: Bol.com)

Mettici il cuore

Dopo il successo di Il piatto forte è l’emozione, il nuovo libro di Antonino Cannavacciuolo. L’amatriciana, la pasta al pesto, la cotoletta alla milanese, il baccalà in umido, il tiramisú. Ci sono piatti, sapori, che rimangono per sempre nella memoria. Sono quelli legati alla nostra infanzia, alle nostre abitudini famigliari, alla terra in cui siamo nati. Nella selezione proposta da Antonino Cannavacciuolo in questo libro, ognuno di noi ne ritroverà alcuni e ne scoprirà altri. Tutti arricchiti dal tocco personale dello chef, tutti cucinati con il cuore.

Mettiamoci a cucinare

Ci sono giorni in cui gli amici si presentano all’improvviso e tu sei appena rientrata da lavoro-palestrasupermercato. Ci sono giorni in cui hai voglia di casa, giorni nei quali stare ai fornelli è un momento di relax e una coccola per chi si ama. Ci sono giorni in cui ti prudono le mani e ti vien voglia di dimostrare cosa sai fare, e così entri in cucina certa che riuscirai a stupire tutti. È pensando a questi stati d’animo che Benedetta ha avuto l’idea di questo nuovo libro, nel quale le ricette sono suddivise in tre sezioni: “Oggi ho poco tempo”, “Oggi mi impegno”, “Oggi voglio stupire”. Le pagine sono inoltre arricchite con ricette fotografate step by step, tavole a tema (e i menù perfetti da abbinare), piatti adatti a vegetariani, intolleranti al glutine e alle uova, indicazioni dei tempi di preparazione. L’autrice prosegue il dialogo intimo costruito negli ultimi anni con il suo pubblico e, anche nelle pagine colorate di questo nuovo volume, continua a condividere aneddoti di vita personale, episodi divertenti ed esperienze di successi (ma a volte anche utilissimi insuccessi) culinari.

Metti via quel cellulare. Un papà. Due figli. Una rivoluzione

Aldo Cazzullo si rivolge ai figli e a tutti i ragazzi: li invita a non confondere la vita virtuale con quella reale, a non bruciarsi davanti ai videogame, a non andare sempre in giro con le cuffiette, a non rinunciare ai libri, al cinema, ai concerti, al teatro; e soprattutto a salvare i rapporti umani con i parenti e i professori, la gioia della conversazione vera e non attraverso le chat e le faccine. I suoi figli, Francesco e Rossana, rispondono spiegando al padre e a tutti gli adulti il rapporto della loro generazione con il telefonino e la rete: che consente di vivere una vita più ricca, di conoscere persone nuove, di mettere lo studente al centro della scuola, di leggere i classici. Ne nasce un dialogo serrato sui rischi e sulle opportunità del nostro tempo: la cattiveria online, gli youtuber e l’elogio dell’ignoranza, i cyberbulli, gli idoli del web, i padroni delle anime da “Facebook” ad “Amazon”, l’educazione sentimentale affidata a “YouPorn”, la distruzione dei posti di lavoro e della cultura tradizionale, i nuovi politici da Trump a Grillo, sino all’uomo artificiale; ma anche le possibilità dei social, i nonni che imparano a usare le chat per parlare coi nipoti, la rivolta contro le dittature, la nascita di una gioventù globale unita dalla rete.

Metodi matematici per la teoria dell’evoluzione

Esistono ormai da tempo molti articoli, in particolar modo su riviste di biomatematica, di (bio)fisica e di biologia, che presentano proposte e risultati di modellistica matematica relativi direttamente ed indirettamente alla teoria dell’evoluzione. Sicuramente questi studi sono da considerarsi cruciali per l’istituzione della biologia teorica. I temi da prendere in esame sono dapprima le convinzioni che i biologi hanno in merito. Quindi un’analisi dei precedenti tentativi di formulare una teoria matematica dell’evoluzione, nonché i relativi sviluppi e insuccessi a cui abbiamo assistito nell’ambito della “teoria della complessità”. La nostra proposta consiste dunque nel realizzare una teoria matematicamente formulata e biologicamente ben fondata dell’evoluzione con specifico e giustificato riferimento a quella fenotipica. Quindi su questa base costruiamo sia un modello geometrico sia un modello dinamico stocastico. In questo modo, pur tenendo presente l’intrinseca insufficienza dell’approccio riduzionista in biologia, si tenta di dare alcune risposte che hanno una corrispondenza biologica significativa. **

La metamorfosi delle piante

Goethe diceva che gli studi di scienze naturali gli erano serviti per comprendere la propria interiorità attraverso l’analisi delle parti fondamentali dell’essere della natura. In modo suggestivo ed efficace, i testi contenuti in questo libro mostrano le relazioni strutturali esistenti tra il mondo dell’arte e della scienza in connessione alla dimensione esistenziale, autobiografica dello stesso Goethe. La metamorfosi delle piante, che la critica scientifica ha giudicato con attente e contrastanti valutazioni, esamina il problema generale del divenire della forma, mettendo in luce le condizioni in cui i fenomeni si manifestano nel gioco infinito della creatività della natura, che pur rinnovandosi conserva la sua unità. Questo saggio e gli altri presentati in questo libro, sulla metodologia della ricerca scientifica, sull’origine delle piante e di altri fenomeni biologici, sulla filosofia contemporanea, costituiscono un esempio significativo della critica goethiana all’idea di scienza formulata da Newton ed esprimono sinteticamente la visione filosofica di Goethe nella sua complessa formazione di derivazione mistica e alchemica, che si serve del pensiero di Spinoza, di Leibniz e di Kant. Il modello di scrittura proprio di questa saggistica scientifica, molto meno conosciuta della pagina poetica, evidenzia le analogie formali con l’insieme dell’opera letteraria, sottolineando come l’indagine del divenire delle forme nel mondo naturale, ben lungi dall’essere un vuoto esercizio di erudizione, consente anche di penetrare nelle grandi figure – da Wilhelm Meister a Faust – del mondo poetico di Goethe.

Metafisica della matematica

Nel 1932, Gaston Bachelard partecipa a un convegno internazionale dedicato alla filosofia di Spinoza. Il testo della conferenza, finora inedito in Italia e praticamente sconosciuto alla critica, permette di comprendere come gli strumenti e i dispositivi concettuali dell’epistemologia bachelardiana fossero già ben strutturati nei suoi primi anni di ricerca e di studio. Il testo in questione, inoltre, rappresenta l’unica occasione in cui Bachelard abbia misurato apertamente le sue teorie epistemologiche con il pensiero spinoziano. La rilevanza storiografica della riscoperta di questa acuta riflessione darà sicuramente un nuovo orientamento agli studiosi del pensiero bachelardiano.

Messaggio per Plutone

Autostoppista interplanetario si potrebbe definire il protagonista di questa movimentatissima storia, che vede un uomo dei nostri tempi coinvolto per caso, e per forza, in una faccenda molto più grossa di lui e della Terra, che lo scaraventa, a bordo di inauditi veicoli, da un punto all’altro del sistema solare. Impariamo tuttavia che se anche la missione che ci affidano è molto rischiosa e alquanto insolita, conviene svolgerla con serietà: perché degli extraterrestri si potrà dire qualunque cosa, ma non che non paghino.
Copertina di Karel Thole

Messaggi dall’universo

In questo libro Romanek rivive sulla carta stampata le sue esperienze personali dal primo avvistamento di un UFD all’esperienza dei rapimenti alieni. Tra l’altro, ci spiega com’è riuscito a riprendere le immagini di un extraterrestre – il famoso “alieno alla finestra” – mostrate nel celebre Larry King Live. “Messaggi dall’universo” propone anche dichiarazioni di testimoni oculari, referti di laboratorio e altre evidenze a sostegno della tesi dell’autore, ma i documenti più sconcertanti sono certamente gli enigmatici messaggi trasmessi dalle creature dell’infinito: le equazioni matematiche in riferimento ai viaggi nello spazio-tempo e i diagrammi che sembrano indicare il 21 settembre 20I2 come data di buon auspicio per le sorti del genere umano.
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Un mese in campagna

Viene riproposta in una nuova edizione questa indimenticabile storia d’amore, un piccolo capolavoro pieno di poesia che ha ricevuto ovunque una straordinaria accoglienza. Tom Birkin, veterano della Grande Guerra con un matrimonio fallito alle spalle, arriva nello sperduto villaggio di Oxgodby, nello Yorkshire, con l’incarico di restaurare un dipinto murale del quattordicesimo secolo appena scoperto tra le rovine di un’antica chiesa. Alla ricerca di un po’ di pace e di una vita semplice, troverà molto di più: l’amore per la giovane moglie del vicario e l’amicizia dello stravagante archeologo Charles Moon, anch’egli reduce di guerra, incaricato di ritrovare la tomba dell’antenato di una nobile famiglia del luogo. Vincitore del prestigioso Guardian Fiction Prize nel 1980, Un mese in campagna è un indimenticabile inno all’amore perduto, all’amicizia e all’arte come ricompensa per le delusioni e il dolore del vivere. Un piccolo gioiello, dallo stile asciutto e profondamente poetico, accolto unanimemente dalla critica come uno dei migliori romanzi della letteratura inglese del Novecento. Da questo romanzo è stato tratto nel 1987 il film omonimo interpretato da Colin Firth e Kenneth Branagh.