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Ragazze lupo

Kalix ha diciassette anni ed è una ragazza ribelle, una ragazza lupo. Ricchissima e nobile, ultima discendente della più antica dinastia di licantropi scozzesi, i MacRinnalch, ha trasgredito le regole della famiglia innamorandosi di Gawain, giovane lupo mannaro di umili origini, e adesso si nasconde, inseguita dai sicari, tra le strade di Londra. Vestita di stracci e magrissima ai limiti dell’anoressia, per tenersi su sorseggia del laudano da cui ormai è dipendente. Certa di aver tagliato per sempre i ponti con la sua famiglia, Kalix si troverà suo malgrado coinvolta nella lotta per la successione alla reggia dei MacRinnalch, circondata da una serie di personaggi stravaganti: sua sorella, una stilista di tendenza dotata di poteri magici, le cugine, dissolute musiciste della scena punk londinese, e due giovani umani, studenti universitari, che si prenderanno cura di lei, ammaliati fin dal primo istante da questa creatura straordinaria. Ambiziosi, romantici e ribelli, i giovani licantropi di Martin Millar si muovono con scaltrezza in una società contemporanea, ricca di conflitti, e proprio come i ragazzi di oggi dimostrano di aver capito il valore assoluto dell’amicizia e della solidarietà oltre ogni altra cosa.
(source: Bol.com)

Le ragazze di Kabul

Due destini che si incrociano, sulle labbra il colore rosso della passione. Elsa è americana, ha ventidue anni e fa l’infermiera in un piccolo villaggio dell’Afghanistan. Ogni giorno i suoi occhi vedono povertà, dolore, orrore e devastazione. Ma Elsa è una donna coraggiosa e ostinata e continua a lavorare senza sosta. Si adatta ai costumi locali e indossa il burqa, senza però rinunciare alla sua grande passione: il rossetto. Nascosta sotto abiti pesanti, Elsa ogni mattina continua a colorare le sue labbra. Rosso ciliegia, malva, rosa, sfumature che l’aiutano a sorridere e ad andare avanti, anche quando la legge sanguinaria dei talebani arriva nel suo villaggio. Parween è una giovane e ribelle afgana, che come Elsa non si piega alla repressione del regime. I talebani le hanno ucciso il marito e lei vuole vendetta. Sarà proprio un rossetto, ritrovato per caso dopo la spaventosa esplosione di un autobus, a farle incontrare. È l’inizio di un’amicizia che cambierà per sempre la vita di entrambe.

La ragazza e l’inquisitore

Spagna, Logroño, 1610. Donne e uomini in fila avanzano tremanti verso il patibolo, tra una folla esaltata. Sono i condannati a morte per stregoneria. Da mesi tutto il Paese Basco è piegato dalla caccia alle streghe. Anche il ritrovamento del corpo di una donna nel fiume sembra indicare un crimine commesso dai seguaci del demonio, ma l’inquisitore Salazar, in missione per conto dell’arcivescovo di Toledo, ha i suoi dubbi. Ha imparato a diffidare di tutto e ha capito che è difficile, se non impossibile, discernere tra la verità e la follia collettiva indotta dalla paura. La sua strada è destinata a incrociarsi con quella di Mayo, sedicenne esperta di erbe e incantesimi. La giovane è alla ricerca di Ederra, la sua nutrice, splendida curandera che, dopo essere stata condannata a morte per stregoneria, è scomparsa nel nulla. Per trovarla dovrà lottare contro pregiudizi e tradimenti, ma soprattutto dovrà seguire Salazar passo dopo passo: perché il cammino dell’inquisitore è anche il suo.
(source: Bol.com)

La Ragazza Drago – 1. L’eredità di Thuban

Sofia guarda Roma attraverso il cancello dell’istituto dove è cresciuta e pensa che ormai non verrà più adottata da nessuno. Finché un eccentrico professore di antropologia non la prende con sé e la porta in una casa sul lago costruita intorno a un albero antico. Molto antico.
Il professore sembra conoscere molte cose del passato di Sofia. Un passato lontano, oscuro e magico che le ha impresso sulla fronte un neo, il segno dell’eredità dell’ultimo dei draghi: Thuban, colui che ha sconfitto e imprigionato Nidhoggr, la feroce viverna alata, nelle viscere della Terra.
Dopo trentamila anni la viverna si sta risvegliando, e tocca alla ragazza con il neo sulla fronte difendere la stirpe di drago.
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### Sinossi
Sofia guarda Roma attraverso il cancello dell’istituto dove è cresciuta e pensa che ormai non verrà più adottata da nessuno. Finché un eccentrico professore di antropologia non la prende con sé e la porta in una casa sul lago costruita intorno a un albero antico. Molto antico.
Il professore sembra conoscere molte cose del passato di Sofia. Un passato lontano, oscuro e magico che le ha impresso sulla fronte un neo, il segno dell’eredità dell’ultimo dei draghi: Thuban, colui che ha sconfitto e imprigionato Nidhoggr, la feroce viverna alata, nelle viscere della Terra.
Dopo trentamila anni la viverna si sta risvegliando, e tocca alla ragazza con il neo sulla fronte difendere la stirpe di drago.

La ragazza di via Maqueda

Nasce da lontano, questo viaggio nei racconti di Dacia Maraini. Attraversa il tempo e si svela nelle storie e nei luoghi, negli indimenticabili personaggi femminili nati dallo sguardo di un’autrice fra le più amate della nostra letteratura.
Si parte da una Sicilia conosciuta da bambina, fatta di mare e vento, di corse e tuffi, dopo le brutture della guerra. Una Sicilia che era anche l’isola delle severe e arcaiche regole di Marianna Ucrìa e dove oggi, nelle strade snaturate delle splendide città, si vendono prostitute bambine venute dall’Africa e il mare è devastato da chi lucra su rifiuti pericolosi. Roma si lega invece al tempo favoloso della giovinezza, dei voli verso continenti lontani, degli amici scomparsi come Pasolini. L’Abruzzo è il punto d’arrivo, la terra incantata della maturità, con le tradizioni, i boschi popolati di animali, i terremoti devastanti. Ma anche il luogo solitario scelto per dare vita e aria al tarlo della scrittura. La voce ricca e profonda di Dacia Maraini accompagna il lettore alla scoperta di una geografia intima, densa di vita e di idee.
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### Sinossi
Nasce da lontano, questo viaggio nei racconti di Dacia Maraini. Attraversa il tempo e si svela nelle storie e nei luoghi, negli indimenticabili personaggi femminili nati dallo sguardo di un’autrice fra le più amate della nostra letteratura.
Si parte da una Sicilia conosciuta da bambina, fatta di mare e vento, di corse e tuffi, dopo le brutture della guerra. Una Sicilia che era anche l’isola delle severe e arcaiche regole di Marianna Ucrìa e dove oggi, nelle strade snaturate delle splendide città, si vendono prostitute bambine venute dall’Africa e il mare è devastato da chi lucra su rifiuti pericolosi. Roma si lega invece al tempo favoloso della giovinezza, dei voli verso continenti lontani, degli amici scomparsi come Pasolini. L’Abruzzo è il punto d’arrivo, la terra incantata della maturità, con le tradizioni, i boschi popolati di animali, i terremoti devastanti. Ma anche il luogo solitario scelto per dare vita e aria al tarlo della scrittura. La voce ricca e profonda di Dacia Maraini accompagna il lettore alla scoperta di una geografia intima, densa di vita e di idee.

La ragazza di polvere

Nel 1988, a Los Angeles, una ragazza di sedici anni, Rebecca Verloren, scomparsa da casa, viene ritrovata in un bosco, uccisa a colpi di pistola. Anni dopo, Harry Bosch, appena rientrato nella polizia di Los Angeles, viene assegnato all’Unità che si occupa dei casi irrisolti, quelli che lui chiama “le voci dimenticate”, e il primo caso che gli viene affidato è proprio quello di Rebecca, il cui assassino non è mai stato scoperto. Le nuove tecnologie permettono di raggiungere risultati un tempo impensabili, e l’esame del DNA ottenuto da un brandello di pelle rimasto incastrato nella pistola rinvenuta accanto al cadavere apre una pista che porta Bosch direttamente al presunto colpevole, un uomo con piccoli precedenti penali, all’epoca coinvolto con una banda di skinhead. Ma l’uomo viene misteriosamente ucciso e i giochi si riaprono. Con il procedere dell’indagine, Bosch si rende conto che la morte di Rebecca è ancora una ferita aperta, e che le resistenze più forti alla soluzione del caso provengono dall’interno della polizia. E a questo punto non può fare a meno di chiedersi se questo suo primo incarico non gli sia stato assegnato apposta, perché diventi anche l’ultimo.
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La ragazza di pietra

Fino a quando è possibile salvare una vita spezzata? Jonathan Stride non ha perso il vizio: per lui vale sempre la pena. Così quando arriva di notte al suo cottage sul lago Superior a Duluth, Minnesota, e scopre che qualcuno si è intrufolato in casa, lasciando piccole impronte ancora fresche nella neve e una scia di sangue sui pavimenti, Stride capisce subito che quel qualcuno ha bisogno di aiuto. Il suo. Cat ha sedici anni, ma l’esperienza – e le ferite – di una donna navigata. Ferite che si annidano nel passato, in una terribile notte di un decennio prima, quando di anni ne aveva appena sei. Ma oltre ai ricordi, anche il presente perseguita Cat. Con una minaccia fin troppo reale. A Stride basta una frazione di secondo per decidere di salvare questa ragazza che si è nascosta, disperata, in casa sua. E un solo sguardo per riconoscerla – perché le loro vite si sono già incrociate, non molto tempo fa¿ Quello che il detective non sospetta, però, è che, oltre ad avere paura per lei, dovrebbe avere paura di lei: delle sue menzogne che si confondono pericolosamente con la verità, delle sue allucinazioni spesso molto reali, del coltello che nasconde sotto il cuscino mentre dorme proprio in casa sua. E della scia di morte che Cat sembra portarsi appresso ovunque vada. Una storia che vi terrà col fiato sospeso, e di cui non indovinerete la fine se non all’ultima pagina. Con la consueta girandola di colpi di scena, rivelazioni e cambi di prospettiva cui ci ha abituati la bravura di Freeman, un thriller semplicemente magistrale.

La ragazza di giada

Cina, XVII secolo. Peonia ha quasi sedici anni e come tutte le ragazze della sua età è già stata promessa in sposa dalla famiglia a un uomo di cui lei ignora tutto, persino il nome. Per il suo sedicesimo compleanno il padre uomo illuminato, per il suo tempo, che desidera per la figlia una formazione culturale completa, al di là delle condizioni di segregazione in cui essa vive – le regala una rappresentazione teatrale di un classico della letteratura cinese di epoca Ming: Il padiglione delle peonie, nella cui trama sembra rispecchiarsi il destino della ragazza. L’opera infatti racconta di una fanciulla che si lascia morire per amore pur di non accettare un matrimonio combinato. Proprio la sera della rappresentazione, Peonia incrocia lo sguardo di un giovane di cui si innamora a prima vista, riuscendo poi a incontrarlo fortunosamente altre tre volte. Ma il suo destino è segnato: dovrà sposare l’uomo che la famiglia ha scelto per lei. E anche Peonia, come la sua eroina, sceglie di lasciarsi morire per amore… E dopo la morte, dal mondo dell’aldilà, la voce di Peonia continua a raccontarci le vicende del mondo dei vivi, ricordandoci la voce narrante di un romanzo molto amato come Amabili resti di Alice Sebold.
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La ragazza di città

Lui è veramente innamorato.
Lei è semplicemente nei guai.
Sposarsi potrebbe essere la soluzione ideale.
Oren, ricco proprietario terriero, si reca a un party di amici a New York per incontrare di nuovo Stacey. Alcuni mesi prima, infatti, i due si erano conosciuti e per Oren era stato amore a prima vista. Senza mezzi termini, aveva chiesto a Stacey di sposarlo, ma lei, ricca ereditiera, aveva rifiutato la proposta, snobbandolo e considerandolo troppo rozzo per i suoi gusti. Ora, però, le cose potrebbero cambiare. Stacey si trova nei guai: il curatore degli affari di famiglia è fuggito portandosi via tutti i suoi soldi. Forse, a questo punto, potrebbe essere conveniente accettare quella proposta e optare per un nuovo stile di vita. E magari rischiare anche di innamorarsi!
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### Sinossi
Lui è veramente innamorato.
Lei è semplicemente nei guai.
Sposarsi potrebbe essere la soluzione ideale.
Oren, ricco proprietario terriero, si reca a un party di amici a New York per incontrare di nuovo Stacey. Alcuni mesi prima, infatti, i due si erano conosciuti e per Oren era stato amore a prima vista. Senza mezzi termini, aveva chiesto a Stacey di sposarlo, ma lei, ricca ereditiera, aveva rifiutato la proposta, snobbandolo e considerandolo troppo rozzo per i suoi gusti. Ora, però, le cose potrebbero cambiare. Stacey si trova nei guai: il curatore degli affari di famiglia è fuggito portandosi via tutti i suoi soldi. Forse, a questo punto, potrebbe essere conveniente accettare quella proposta e optare per un nuovo stile di vita. E magari rischiare anche di innamorarsi!

La ragazza di Charlotte Street

Una ragazza misteriosa. Un incontro casuale tra le vie di Londra. Un sorriso. Poi più nulla. O forse no? “Danny Wallace è uno dei più brillanti talenti inglesi.” GQ“Il bestseller annunciato del 2012. Una geniale rivisitazione del buon vecchio colpo di fulmine.” Daily Mirror

La ragazza di Cassidy

James Cassidy, un tempo giovane pilota d’aereo di successo, è finito in rovina per via di un incidente del quale non aveva colpa. Passato attraverso alcolismo, arresti per rissa, vagabondaggio e simili vicende, si è riciclato come autista di pullman stabilendosi nella zona del porto di Philadelphia; in lotta con un rivale per colpa della moglie Mildred (una donna crudele e sensuale, provocante e infedele), Cassidy viene incastrato, accusato di aver causato un nuovo disastro; inseguito dalla polizia dovrà scegliere se lasciare il paese dandosi alla fuga o cercare di dimostrare la propria innocenza…
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La ragazza di Bube

Mara è una giovane di Monteguidi, piccolo paese della Val d’Elsa, che all’indomani della Liberazione conosce il partigiano Bube, eroe della Resistenza, e se ne innamora. Questi, tornato alla vita civile imbottito di precetti di violenza e vendetta, ha commesso un delitto e, dopo un periodo alla macchia, viene catturato e condannato a quattordici anni di carcere. Mara, maturata proprio grazie alla forza del sentimento per Bube e divenuta ormai donna, decide di aspettare l’amato con animo fedele e ostinato.
Con questo romanzo – pubblicato nel 1960 e seguito nel 1963 da una celebre versione cinematografica interpretata da Claudia Cardinale – Cassola si aggiudica il premio Strega e raggiunge il successo anche internazionale. La ragazza di Bube segna una profonda cesura nella narrativa italiana del dopoguerra: benché ispirato a una vicenda realmente accaduta, il romanzo si arricchisce di elementi psicologici e lirici superando le istanze neorealiste, tanto per il linguaggio quanto per il rifiuto dei dogmatismi ideologici. «Il romanzo» sostiene infatti Cassola «viene prima di ogni interpretazione della realtà, è la ricerca continua della verità degli uomini.»
(source: Bol.com)

La ragazza dello Sputnik

La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso. Lei è invece innamorata di un’altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c’è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva.
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La ragazza della torre

Mentre gli audaci Cavalieri della Tempesta atterrano coi loro splendidi stalloni alati sulla maestosa Torre di Isse, portando ricchezza e prosperità ai nobili dei Dodici Casati, i servi che lavorano nelle viscere della Torre mitigano la loro estenuante fatica quotidiana raccontandosi storie e leggende sugli esseri soprannaturali che popolano le sterminate foreste di Erith, un mondo che nessuno di loro ha mai potuto esplorare.
Sembra infatti che laggiù si nascondano innumerevoli creature, animate dall’unico scopo di ingannare e uccidere gli uomini: alcune hanno il potere di cambiare forma – come l’Each Uisge, che assume le sembianze di uno splendido cavallo e invita i mortali a salirgli in groppa, per poi costringerli a un folle, mortale galoppo -, altre possiedono una malizia letale – come i druegar, una razza di nani neri dagli occhi di fuoco, capaci di qualunque trucco pur di dare sfogo alla loro atroce crudeltà – e altre ancora sono sottili come giunchi, pallide come la nebbia, adorabili e delicate come le ninfee… ma determinate ad annegare chiunque risponda al loro richiamo. Ad ascoltare queste storie, nascosta nell’ombra, c’è anche una persona muta, dal volto orrendamente deforme e dal passato misterioso, che i servi superstiziosi evitano e disprezzano. Eppure soltanto lei avrà il coraggio di fuggire dalla schiavitù della Torre e affrontare davvero tutte le creature di cui ha sentito parlare – e molte altre, ancora più temibili -, spinta unicamente dal bruciante desiderio di scoprire se qualcuno può guarirla e svelare il segreto dei suoi ricordi perduti. Il suo viaggio sarà lungo e difficile, punteggiato da insidie in agguato a ogni svolta della strda e dietro ogni albero, ma di certo la porterà a conoscere l’amicizia e forse addirittura l’amore…

La ragazza della porta accanto

Una ricca cittadina del New Jersey, una tranquilla sera di primavera. E un omicidio tra i più efferati. Duncan Avery, lo stimato medico locale, accoltella a morte la moglie. Passati quindici anni da quella notte di sangue, Nina Avery, attrice emergente, decide di tornare alle origini. Suo padre, della cui innocenza Nina non ha mai dubitato, è stato appena rilasciato in libertà vigilata. Un nuovo inizio per una famiglia alla disperata ricerca di una pace disgregata? No, solo l’inizio di un nuovo incubo. La morte colpisce ancora e Nina Avery non sa più né a chi né a cosa credere.

La ragazza del secolo scorso

‘Questo non è un libro di storia. È quel che mi rimanda la memoria quando colgo lo sguardo dubbioso di chi mi è attorno: perché sei stata comunista? perché dici di esserlo? che intendi? senza un partito, senza cariche, accanto a un giornale che non è piú tuo? è una illusione cui ti aggrappi, per ostinazione, per ossificazione? Ogni tanto qualcuno mi ferma con gentilezza: ”Lei è stata un mito!” Ma chi vuol essere un mito? Non io. I miti sono una proiezione altrui, io non c’entro. Mi imbarazza. Non sono onorevolmente inchiodata in una lapide, fuori del mondo e del tempo. Resto alle prese con tutti e due. Ma la domanda mi interpella. La vicenda del comunismo e dei comunisti del Novecento è finita cosí malamente che è impossibile non porsela. Che è stato essere un comunista in Italia dal 1943? Comunista come membro di un partito, non solo come un momento di coscienza interiore con il quale si può sempre cavarsela: ”In questo o in quello non c’entro”. Comincio dall’interrogare me. Senza consultare né libri né documenti ma non senza dubbi. Dopo oltre mezzo secolo attraversato correndo, inciampando, ricominciando a correre con qualche livido in piú, la memoria è reumatica. Non l’ho coltivata, ne conosco l’indulgenza e le trappole. Anche quelle di darle una forma. Ma memoria e forma sono anch’esse un fatto tra i fatti. Né meno né piú’.

Rossana Rossanda

(source: Bol.com)