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Universo senza fine

In un futuro lontano, in cui milioni di mondi della Galassia sono collegati dal Tresmettitore, che permette di spostarsi quasi istantaneamente da un pianeta all’altro, le uniche astronavi a solcare le vie dello spazio sono quelle degli esploratori umani adattatisi a vivere in perpetua assenza di gravità e sopportando massicce dosi di radiazioni. Lo scopo dei loro viaggi? Scoprire nuovi pianeti abitabili su cui installare altri terminali del Trasmettitore, estendendo sempre di più la Rete Galattica, in una ricerca infinita che li porterà negli angoli più remoti della Galassia.
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Universo Infinito

Gli esploratori dello spazio hanno un motto: “I pianeti sono fatti per essere abbandonati”. In una galassia sconfinata e ancora sconosciuta, non c’è tempo per restare fermi in un porto, per cedere alle lusinghe di una casa o del tempo “reale”. Meglio tuffarsi negli anni-luce, a bordo di indistruttibili navi di metallo, e aprire gli occhi sui mondi vergini che si affacciano dietro le stelle appena scoperte. Intorno al classico tema dell’avventura nel cosmo, Marion Zimmer Bradley – l’autrice delle Nebbie di Avalon e del ciclo del pianeta Darkover – ha scritto uno dei suoi romanzi più memorabili. Ricavata da un racconto già classico, “Endless Voyage”, e pubblicata in edizione rilegata nel 1996, questa inquietante space opera è finalmente a disposizione del grande pubblico.
Copertina: Jacopo BRUNO

Un Universo comprensibile (Le Stelle (closed))

‘La cosa più incomprensibile del mondo è il fatto che sia comprensibile’, ebbe a dire un giorno Albert Einstein. A ben pensarci, non è stupefacente che l’Universo abbia un’intima essenza razionale e matematica, tale da abilitare la mente umana a indagarlo e a conoscerlo? Questo libro tratta dell’evoluzione storica del concetto di razionalità, dal mondo greco classico fino ai nostri giorni, passando attraverso i contributi, spesso sottovalutati o mal compresi, dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali. Se non si tengono nel giusto conto i risultati del costruttivo e serrato confronto tra scienza e religione sul tema della comprensibilità del mondo, non si possono cogliere le specificità delle figure di due ‘giganti’ come Galileo e Newton, della scoperta del metodo scientifico e dei conseguenti trionfi della scienza moderna. L’interazione conflittuale tra scienza e teologia attraversa i secoli e rappresenta una delle pagine più entusiasmanti della storia del pensiero umano. ** ### Recensione “Questo libro è un opera ben meditata da parte di due autori professionalmente esperti in fisica, in astronomia e in teologia. La loro preparazione sulla storia delle relazioni tra scienza, filosofia e teologia è eccellente e, nello sviluppo del loro discorso, essi mantengono un atteggiamento di rispetto per le prove empiriche e di considerazione per la razionalità. Benché io non sia d’accordo con tutte le loro conclusioni su questioni che sono di così grande complessità, mi ha favorevolmente colpito l’imparzialità delle loro argomentazioni”. ABNER SHIMONY Professore Emerito di Filosofia e Fisica, Università di Boston ### Sinossi ‘La cosa più incomprensibile del mondo è il fatto che sia comprensibile’, ebbe a dire un giorno Albert Einstein. A ben pensarci, non è stupefacente che l’Universo abbia un’intima essenza razionale e matematica, tale da abilitare la mente umana a indagarlo e a conoscerlo? Questo libro tratta dell’evoluzione storica del concetto di razionalità, dal mondo greco classico fino ai nostri giorni, passando attraverso i contributi, spesso sottovalutati o mal compresi, dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali. Se non si tengono nel giusto conto i risultati del costruttivo e serrato confronto tra scienza e religione sul tema della comprensibilità del mondo, non si possono cogliere le specificità delle figure di due ‘giganti’ come Galileo e Newton, della scoperta del metodo scientifico e dei conseguenti trionfi della scienza moderna. L’interazione conflittuale tra scienza e teologia attraversa i secoli e rappresenta una delle pagine più entusiasmanti della storia del pensiero umano.

Università futura. Tra democrazia e bit

Abbiamo di fronte cinque sfide da cui dipende il futuro dell’umanità: ambientale, tecnologica, economica, geopolitica e democratica. Sfide a cui si aggiunge, per noi italiani, quella rappresentata dal futuro sempre più incerto del nostro paese. Su quali principi dovrebbe basarsi l’università per aiutare la società ad affrontare questi problemi? Più in generale, cosa potrebbe fare per le persone e la conoscenza? Quali metodi, quali aspetti è bene che restino invariati, e quali potrebbero invece beneficiare della rivoluzione digitale? Dopo oltre vent’anni focalizzati sugli aspetti economici della missione dell’università, è ora di riscoprirne le radici umaniste e di portarle nel ventunesimo secolo. Juan Carlos De Martin propone un’idea di università pensata per tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese, in particolare per i ragazzi e le ragazze nati all’inizio del millennio.

L’unica figlia

2003 Rebecca Winter ha sedici anni e vive la sua estate da teenager, tra il lavoro al fast-food, la cotta per un ragazzo più grande e qualche furtarello con la sua migliore amica. Ma cose strane iniziano ad accaderle: qualcuno che si muove nella sua stanza di notte, parziali amnesie, la sensazione di essere osservata… E poi Bec scompare. 2014 Una giovane donna viene fermata per taccheggio in un supermercato. Disperata, per evitare l’arresto dichiara di chiamarsi Rebecca Winter e di essere stata rapita molto tempo prima. Le è sembrato il modo più facile per tirarsi fuori dai guai, svignarsela e ricominciare da capo, e infatti si insinua nella vita della vera Bec senza difficoltà: dorme nel suo letto, gioca con i fratelli, impara i nomi degli amici di un tempo. Ma la famiglia amorevole e gli amici entusiasti non sono esattamente quello che sembrano. Qualcosa non torna, e mentre cerca di tenersi il più lontano possibile dal detective che indaga sul caso, i panni di Bec le vanno sempre più stretti. Perché chiunque sia stato a farla sparire undici anni prima è ancora là fuori. E ora è lei a essere in pericolo.

Le undicimila verghe

Pubblicato clandestinamente nel 1906, scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, il romanzo è la storia, scatenata, di un “viaggio erotico” e, allo stesso tempo, una grottesca parodia dei romanzi erotici popolari che si svolgevano su treni, a bordo di transatlantici, in località climatiche e avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Postfazione di Louis Aragon e uno scritto di Michel Décaudin.
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L’undicesima ora

Il corpo senza vita di un noto architetto romano viene ritrovato nel suo loft una settimana dopo il decesso. L’autopsia non ha ancora dato risposte certe sulle cause, ma sembra escludere l’ipotesi della morte violenta. Quasi contemporaneamente, una villetta dove l’architetto abitava fino a poco tempo prima viene distrutta da un incendio doloso. I due eventi sono in relazione tra loro? Qualcuno voleva la morte dell’uomo? Il commissario Ottavio Ponzetti – giunto alla sua ottava avventura – non sa opporre resistenza alla seduzione delle coincidenze e si appassiona al caso nonostante non sia di sua diretta competenza.
Oltre al fidato ispettore Iannotta, Ponzetti coinvolge nell’inchiesta amici e parenti, mettendosi insieme a loro sulle tracce di una misteriosa donna spagnola e incrociando, nel corso dell’indagine, la biografia e le opere di importanti personaggi del Novecento, tra cui l’architetto Antoni Gaudí: proprio a Barcellona – come già era avvenuto nelle ultime indagini, che lo avevano portato prima in Sicilia, poi addirittura in Patagonia – il commissario trascorrerà una movimentata e intrigante vacanza di lavoro.
Ma le strade battute da Ponzetti tornano sempre a Roma, dove le numerose ipotesi, i dubbi e le incertezze svaniscono portando alla luce una sola, sorprendente verità.
«Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai».
Maurizio De Giovanni
«Il commissario Ottavio Ponzetti è uno dei detective più bravi e rassicuranti del giallo italiano».
Fabrizio D’Esposito, «Il Fatto Quotidiano»
«Un commissario colto e un po’ all’antica precipitato nella Roma del terzo millennio».
Paolo Fallai, «Sette – Corriere della Sera»
«Rarità tra i suoi colleghi, il commissario Ponzetti non è un burbero ed è fedele alla moglie. Vizi? Il biliardo e le passeggiate per Roma».
Irene Soave, «Vanity Fair»
«Il fascino dolceamaro del commissario che dal 2008 si è conquistato un posto tra i più amati investigatori del panorama letterario italiano».
Andrea Monda, «Il Foglio»
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### Sinossi
Il corpo senza vita di un noto architetto romano viene ritrovato nel suo loft una settimana dopo il decesso. L’autopsia non ha ancora dato risposte certe sulle cause, ma sembra escludere l’ipotesi della morte violenta. Quasi contemporaneamente, una villetta dove l’architetto abitava fino a poco tempo prima viene distrutta da un incendio doloso. I due eventi sono in relazione tra loro? Qualcuno voleva la morte dell’uomo? Il commissario Ottavio Ponzetti – giunto alla sua ottava avventura – non sa opporre resistenza alla seduzione delle coincidenze e si appassiona al caso nonostante non sia di sua diretta competenza.
Oltre al fidato ispettore Iannotta, Ponzetti coinvolge nell’inchiesta amici e parenti, mettendosi insieme a loro sulle tracce di una misteriosa donna spagnola e incrociando, nel corso dell’indagine, la biografia e le opere di importanti personaggi del Novecento, tra cui l’architetto Antoni Gaudí: proprio a Barcellona – come già era avvenuto nelle ultime indagini, che lo avevano portato prima in Sicilia, poi addirittura in Patagonia – il commissario trascorrerà una movimentata e intrigante vacanza di lavoro.
Ma le strade battute da Ponzetti tornano sempre a Roma, dove le numerose ipotesi, i dubbi e le incertezze svaniscono portando alla luce una sola, sorprendente verità.
«Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai».
Maurizio De Giovanni
«Il commissario Ottavio Ponzetti è uno dei detective più bravi e rassicuranti del giallo italiano».
Fabrizio D’Esposito, «Il Fatto Quotidiano»
«Un commissario colto e un po’ all’antica precipitato nella Roma del terzo millennio».
Paolo Fallai, «Sette – Corriere della Sera»
«Rarità tra i suoi colleghi, il commissario Ponzetti non è un burbero ed è fedele alla moglie. Vizi? Il biliardo e le passeggiate per Roma».
Irene Soave, «Vanity Fair»
«Il fascino dolceamaro del commissario che dal 2008 si è conquistato un posto tra i più amati investigatori del panorama letterario italiano».
Andrea Monda, «Il Foglio»

Un’estate da ragazzi

Nel 1979 un terribile tornado devasta la città di Wichita Falls, in Texas. Molti morti, moltissimi senzatetto e un bambino di nove anni che lotta per riemergere dal coma. Il suo nome è Todd Willis e quando quattro anni dopo si risveglia, trova ad attenderlo un mondo diverso, simile a quello vissuto prima del tornado ma inquietante in un modo che non riesce a spiegarsi. La nuova vita di Todd diventa una lotta per separare i fatti dalla fantasia, il sonno dalle allucinazioni. Gli amici che conosce nel 1983, affascinati e incantati dalla sua esperienza, sono allo stesso tempo spaventati dal suo complesso rapporto con la realtà. Un’estate da ragazzi è la storia di cinque amici che diventano inseparabili fino all’estate cruciale in cui ognuno di loro scopre il senso dell’amore, la ferocia del tradimento e tutti insieme condividono un segreto che giurano di seppellire per sempre. Venticinque anni dopo, il buio riaggredisce Wichita Falls e i cinque amici devono tornare alle ferite del passato, ai mostri, ai tormenti, al timore di quell’estate lontana. Un thriller allucinato e metafisico. Un commovente romanzo di formazione.

Umberto Eco: Tra Ordine e Avventura

Umberto Eco ha raggiunto fama mondiale come romanziere, intellettuale pubblico, esperto di filosofia medievale, semiologo e studioso di letteratura, arte, storia. Ma, prima di tutto questo, è stato un grande maestro, all’università e fuori. Claudio Paolucci del professor Umberto Eco è stato uno degli ultimi allievi e suo collaboratore all’Università di Bologna. Ma, prima di tutto questo, è stato un ragazzo che nel 1997 si presenta al ricevimento docenti per mettere in dubbio alcune idee di “Kant e l’ornitorinco”: “Quel professore, che era incidentalmente l’intellettuale italiano più famoso del mondo, passò ore e ore a discutere con un ragazzo di ventiquattro anni con un look che lo disturbava moltissimo”. I pilastri del lavoro di Eco sono stati per decenni l’amore per i dubbi e la fiducia nella negoziazione, l’attitudine a gettare ponti tra idee, persone e istituzioni diverse, l’ironia e il riso come test dell’ordine esistente, ma anche la limpida vocazione alla didattica e alla ricerca. In questo libro, Paolucci tenta una prima ricognizione dell’eredità (filosofica, pubblica, umana e intellettuale) di Umberto Eco, mostrando le strette relazioni interne tra le sue differenti attività: la teoria semiotica e la pratica di romanziere, l’analisi dei mass media e l’amore per il Medioevo, il gusto per la barzelletta e la serietà con cui prendeva il suo lavoro di professore.

Gli umanoidi. Identikit degli extraterrestri

Che aspetto hanno gli extraterrestri? A questa domanda si propone di rispondere il presente volume — alla realizzazione del quale hanno collaborato eminenti specialisti — analizzando numerosi casi di casuali avvistamenti o di preordinati incontri verificatisi tra terrestri ed extraterrestri.
Dall’analisi compiuta dai vari autori e da un confronto tra le varie testimonianze, appare evidente che gli extraterrestri non hanno un unico aspetto, ma si differenziano alquanto tra loro, a seconda del pianeta dal quale provengono. Ciò si spiega con la molteplicità dei mondi abitati e con la diversità delle condizioni ambientali esistenti in ciascuno di essi. Anche sulla Terra, d’altra parte, oltre alle numerose specie animali, coesistono razze umane alquanto diverse tra loro per statura, colore della pelle, tratti somatici, modo d’esprimersi e cosi via; immaginiamo quindi quale possa essere la varietà d’aspetto tra gli esseri dei più diversi e lontani mondi abitati.
Pare, tuttavia, che oltre alla caratteristica comune di essere tutti «entità» intelligenti, gli extraterrestri abbiano in comune una forma-base di tipo umano, o umanoide, costituita dalla testa, dal tronco, dai due arti superiori e dai due inferiori. La statura varia dai 90 centimetri ai due metri ed oltre. Alcuni escono dalle navi spaziali senza alcuna protezione, essendo evidentemente assuefatti alla nostra gravità e alla nostra atmosfera, mentre altri indossano tute e caschi molto simili a quelli dei nostri astronauti. Nelle loro comunicazioni con i terrestri, alcuni si esprimono usando il linguaggio vocale, dimostrando anche di conoscere varie lingue terrestri, mentre altri comunicano mentalmente, o telepaticamente, trasmettendo e captando il pensiero direttamente nella mente dei terrestri.
Il volume, ovviamente, esaminando e confrontando i vari casi, si occupa anche delle diverse forme e dimensioni degli UFO, o navi spaziali, riportando le descrizioni particolareggiate di coloro che li hanno visti (alcuni dei quali affermano anche di esservi saliti a bordo), nonché le zone di più frequente avvistamento e le circostanze nelle quali i casi stessi si sono verificati.

L’umanità è scomparsa

Un uomo si sveglia, solo, in una città assolutamente deserta. Non ci sono voci, rumori, nessuna traccia di essere viventi. Eppure case, macchine e utensili di tutti i giorni sono intatti e funzionano normalmente. Poco a poco, il senso di disagio e straniamento che pervade il protagonista di questo celebre racconto dà corpo a una domandaangosciosa, paralizzante: *che fine ha fatto il genere umano?* Quale mistero si cela dietro la sua improvvisa e inspiegabile scomparsa? Ancora una volta il tocco magistrale di Rod Serling trasforma un ottimo *thriller* di fantascienza in qualcosa di più, in un racconto – anzi una serie di racconti dove l’ignoto e il quotidiano si fondono con assoluto realismo.
Indice:
Il grande Casey (The Mighty Casey, 1960)
Clausola di annullamento (Escape Clause, 1960)
Solo una passeggiata (Walking Distance, 1960)
Febbre (Fever, 1960)
L’umanità è scomparsa (Where Is Everybody?, 1960)
Arrivano i mostri in Via degli Aceri (The Monsters Are Due on Maple Street, 1960)
Copertina di Oscar Chichoni

Gli umani

Per il bene dell’intero universo, il professor Martin deve essere eliminato. E con lui chiunque sia al corrente delle sue scoperte. Ma a causa di un contrattempo, l’alieno mandato sulla Terra si materializza ai bordi di un’autostrada, in una sera fredda e umida, completamente nudo, nonché privo delle piú basilari nozioni della vita sociale.
Inizia cosí una divertente commedia degli errori, in cui il finto professor Martin impara a vivere da terrestre. E ben presto, contro le previsioni aliene, la forzata vicinanza con la specie umana, soprattutto con i due esemplari (moglie e figlio) che compongono la famiglia del professore, lo costringe a rivedere il suo giudizio, passando dal piú completo disgusto a un’inconfessabile simpatia. Certo, i terrestri sono tutt’altro che perfetti, eppure hanno inventato la poesia, la musica e persino il burro di arachidi…
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‘Gli umani fa piangere e fa ridere. È una storia impossibile ma credibile. Matt Haig usa le parole come un apriscatole. E le scatole siamo noi’.
**Jeanette Winterson**
(source: Bol.com)

Umami

Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile. Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata? Queste e molte altre sono le domande alle quali i personaggi del romanzo tentano di dare risposta tornando, ognuno a modo suo, a interrogare un passato che è ancora più presente che mai. Con una scrittura delicata e mai banale, Laia Jufresa racconta una storia di innocenza e perdita, ma anche di crescita e ritorno alla vita, che nella stessa pagina riesce a farci ridere, commuovere, e sorridere ancora.

Ultra

Michele ha una folgorante carriera da modello a Miami e New York, macchine sempre più grandi, tanti soldi per pagarsi ogni capriccio, feste tutte le sere, una moglie bellissima. E bellissimo è anche lui, tanto che Madonna lo ha soprannominato «The Abs», gli addominali. Però una sera si trova sul davanzale del suo appartamento al quindicesimo piano a chiedersi che farsene di tutto quel lusso e quegli eccessi. Se non è quella la sua strada, allora qual è? La risposta arriva come un colpo di fulmine, nascosto dentro un libro: l’ultramaratona. Nel giro di un anno diventa uno dei campioni più forti al mondo, ma vincere per lui non conta. L’ultra è una sfida con se stessi, non con gli altri: correre per centinaia di chilometri, in tutte le condizioni atmosferiche, tra i ghiacci del Canada o con cinquanta gradi nella Valle della morte, spingendo il corpo e la mente oltre ogni limite immaginabile. Passo dopo passo, mentre le gambe cedono e i muscoli si disfano, nella solitudine di una corsa infinita, Michele vive gli opposti: la sua fragilità estrema di fronte alla natura e la forza della sua volontà, che si libra oltre la fisicità, per esplorare cosa c’è dopo la fatica e il dolore. In questo libro Folco Terzani racconta la straordinaria storia di un ragazzo che aveva tutto ma non era niente, e nel ritorno all’atto primordiale della corsa ha trovato la sua libertà, il suo coraggio, il suo essere più puro. Perché l’ultra «dopo un certo punto non è più una prestazione fisica. Assolutamente no. Nell’ultra vai a vedere l’anima».

Ultimo viene il corvo (Oscar opere di Italo Calvino Vol. 14)

Questa edizione riproduce i trenta racconti del 1949, compresi quelli rifiutati dall’autore nelle raccolte successive. Tra essi, come testimonianza d’epoca, sono i primi racconti che Italo Calvino scrisse nel 1945, nei mesi seguenti alla liberazione.

L’ultimo viaggio di Dio

Dio è morto. E’ precipitato al largo delle coste africane e, come si può immaginare, è enorme: un cadavere lungo tre chilometri, da trasportare fino a Kvit Oy, dove gli angeli hanno scavato in un iceberg una tomba degna del Creatore. Una sola nave può essere all’altezza della missione, la superpetroliera Carpco Valparaiso. La comanda il capitano Anthony Van Horne, che ha sulla coscienza un disastro ecologico di proporzioni epiche. Ma gli Arcangeli hanno scelto per lui quest’ardua prova.
E l’amore, ah!, l’amore lo trafiggerà come si conviene: Cassie Fowler, atea militante, decisa ad affondare l’immenso cadavere di Dio con l’aiuto della Lega Illuminista Central Park Ovest, svierà il capitano dalla rotta della pace dei sensi.
Nel frattempo, padre Thomas Wickliff Ockham, dell’ordine dei gesuiti, cerca di scoprire perché Dio è morto, e quali apocalittiche conseguenze possono derivare al mondo dalla sua augusta scomparsa…
Un romanzo in magistrale equilibrio tra dramma e grottesco.